2 parole anche su questa perché molto divertente...
i due vini della giornata, per definizione aromatica, precisione e godimento puro in bocca oggi, raveneau e rousseau... in particolare lo chablis aveva un naso suadente, finemente dolce e linfatico, con una bocca ben amalgamata tra la freschezza e lo spessore del frutto, equilibratissima e sonoramente vibrante, per quanto di spessore per i suoi vini si possa parlare... ancora una volta lo trovo di una spanna superiore a dauvissat e credo le quotazioni in giro stiano li ad attestarlo... il gevrey invece, di un colore brillante e proprio bello da vedere, con un naso finissimo 'alla mugnier' nelle migliori espressioni, tra fruttini rossi di giusta maturità e un legno finemente speziato con ricordi di sandalo(usato) e lavanda.. bocca senza peso, ma di lunghezza e soprattutto levità inusitata... mi è sembrato più chambolle di alto ligniaggio lui di quanto lo possa essere roumier col cras (ma sarebbe un sogno poter confrontare cras 2010 con questo cazetieres) o nel village bevuto...
village di roumier anch'esso straordinario che si prende la seconda piazza dei rossi meritatamente, più cupo nel colore e carico nel risultato... impressionante specie se comparato agli altri cru bevuti di ben più alto rango... con una scorta di freschezza unita a un frutto generalmente più scuro... come secondo bianco piazzo il leflaive, questi si epigono del tipico bianco di borgogna, trovato ancora imballato dal legno ma senz'altro dotato di un futuro promettente, ciò che mi ha impressionato era la silhouette fine e non strabordante, certo però un vino solo al momento foriero di dettagli, abbastanza quadrato e semplice... terzo rosso di giornata ho trovato il pommard, che nonostante la gradazione sfoggiava una bevibilità invidiabile corredata da abbondante freschezza da frutto non ancora del tutto maturo, ma il corredo aromatico invece lo era eccome, senza essere strabordante o rustico... sugli altri due bianchi, notevoli all'apertura, sempre meno con temperatura e ossigeno specie fianco agli altri due campioni, impressiona colin perché sembra lui il meursault, nuova scuola, che non cede alle grassezze ma si presenta teso come un fuso... profilo estremamente lineare invece per matrot, come suo stile mi pare, ma in cui progressivamente fa capolino una nota burrosa che lo rende sempre più coerente col cru di provenienza, forse non il tipico charmes, plastico e pronto relativamente presto... sugli altri rossi, i nebbioli non mi hanno esaltato, seppur sia evidente l'eleganza dello stile era altrettanto evidente la provenienza, vuoi per il colore avanzato seppur brillante, vuoi per la quantità di dettagli, per qualcuno eccessivi, che il nebbiolo ha sempre in più rispetto al pinot nero... peccato per il beaune che è solitamente un vino che propone in gioventù uno splendido corredo di panna e fragole, si fa notare nella sua battieria il msd charmes ma senza impressionare, un rosso abbastanza normale, senza picchi né lampi... di acetone e smalto il naso del clos vougeot, bisognoso di ossigeno? annata 2005 che ha resituito profili maturi e fuori scala/fuori dall'ordinario? Non saprei, ma l'eleganza, la facilità, la soavità in certi casi del pinot nero non si è avvertita così come il peso del grand cru... nessuna parola ancora sull'echezeaux, forse perché non lho trovato un vino di dettagli, ma un vino abbastanza quadrato con tutto a posto e lo ricordo poco a distanza di giorni, ma senz'altro il quarto/quinto rosso della giornata, che si gioca la piazza con il monthelie di coche dury, dal profilo fresco e tagliente di amarene selvatiche, vetiver (no scherzo

), una bocca anche verde in parte ma che contributiva a dare slancio e tensione al sorso... molto più classico e normale il monthelie di ramonet invece... ottima bevuta con rousseau che stacca nettamente alla lunga il resto del gruppo e si invola solitario verso il traguardo... chissà quanto sia merito della grandissima annata 2010 e quanto invece del cru o del produttore