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Re: Diario economico

Inviato: 04 feb 2018 18:52
da Timoteo
pippuz ha scritto:
Timoteo ha scritto:
pippuz ha scritto:A MilanoMilano (che per gli stranieri vuol dire in città) la nebbia mica c'era


Stavo prima a Pavia poi a bovisa.
Dove parlavano tutti inglese.

La perfida Albione


fotuna che mo' al politecnico glielo vietano.....

Re: Diario economico

Inviato: 07 feb 2018 13:55
da harmattan
53,3 MILIARDI DI EURO

è la spesa per i carburanti relativa al 2017.
Di questi 53 miliardi più di 33 sono finiti nelle casse dell'Erario, ossia in tasse, cioè il 63,5% :oops:

Siamo un paese di fenomeni!

http://www.e-gazette.it/sezione/energia/2017-italiani-hanno-speso-533-miliardi-carburanti

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Re: Diario economico

Inviato: 07 feb 2018 16:46
da zampaflex
Visto che metti i soldi in Svizzera, almeno in questo modo riusciamo a farti pagare un po' di tasse

Re: Diario economico

Inviato: 08 feb 2018 11:57
da harmattan
zampaflex ha scritto:Visto che metti i soldi in Svizzera, almeno in questo modo riusciamo a farti pagare un po' di tasse


Se è per questo io dichiaro il dovuto nel quadro RW.

Re: Diario economico

Inviato: 08 feb 2018 16:59
da harmattan
Le previsioni sono sempre previsioni, un pò come quelle del tempo, nel senso che non ci sono più le mezze stagioni.

In attesa della famosa luce in fondo al tunnel sollazziamoci cò sti spicci :lol:

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IRLANDA

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MALTA

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ITAJA

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Re: Diario economico

Inviato: 09 feb 2018 13:58
da zampaflex
Irlanda e Malta sono stati canaglia, noti paradisi fiscali.
Il confronto va fatto con Francia e Germania.

Re: Diario economico

Inviato: 10 feb 2018 01:42
da beluga
zampaflex ha scritto:Irlanda e Malta sono stati canaglia, noti paradisi fiscali.
Il confronto va fatto con Francia e Germania.


Pure la Svizzera non scherza a canagliaggine

Re: Diario economico

Inviato: 10 feb 2018 17:06
da zampaflex
C'è una piccola porzione di Italia, poco meno dell'1% della popolazione, che incassa la pensione da oltre 37 anni. Si tratta dei 471.545 pensionati italiani che ricevono un assegno di vecchiaia, di anzianità contributiva o ai superstiti con una decorrenza antecedente rispetto al 1980. Numeri che crescono fino a 700 mila se si conteggiano le persone che hanno una pensione liquidata da almeno 35 anni. Le pensioni private antecedenti il 1980 sono 413.157 mentre le pubbliche sono 58.388.

Il dato, che esclude i trattamenti di invalidità e le pensioni sociali, arriva dagli osservatori statistici dell'Inps e si riferisce in particolare a quanti negli anni passati hanno potuto lasciare il lavoro con requisiti ben più vantaggiosi di quelli in vigore oggi, andando così in pensione molto prima. È il caso, per quanto riguarda i lavoratori pubblici, dei trattamenti "baby" e quindi delle uscite dal lavoro con 20 anni di contributi o meno (14 anni sei mesi e un giorno per le donne con figli).

L'età alla decorrenza delle pensioni liquidate prima del 1980, rileva l'Istituto di statistica, è di 49,9 anni per la vecchiaia e di 46,4 per l'anzianità, mentre per i superstiti da assicurato è di 41,5 anni (45,7 per i superstiti da pensionato). Per i pensionati del settore privato l'età è un po' più alta per i trattamenti di vecchiaia (compresa l'anzianità) con 54,7 anni, mentre è più bassa per i superstiti con appena 40,7 anni al momento della liquidazione della pensione.

Se per le pensioni del settore privato l'importo medio degli assegni liquidati prima del 1980 è largamente inferiore a mille euro al mese (807 euro mensili i trattamenti di vecchiaia, 526 euro quelli ai superstiti) per le pensioni dei pubblici l'importo medio supera i 1.660 euro al mese nel caso della vecchiaia e i 1.465 in quello dell'anzianità. Superiore ai mille euro anche le pensioni ai superstiti erogate da prima del 1980 per il settore pubblico con 1.125 euro per i superstiti da assicurato (ovvero da persona morta mentre ancora lavorava) e 1.190 euro per i superstiti da pensionato.

PS: 1660 euro al mese per tredici mesi ai 58400 pensionati pubblici significa una spesa lorda (poi ci sono un po' di imposte da pagare) di 1,25 miliardi di euro l'anno.
Alla faccia delle babypensioni...se avessero dovuto andare in pensione con 35 anni di contributi, avremmo risparmiato almeno 18 miliardi.

Re: Diario economico

Inviato: 10 feb 2018 20:23
da zampaflex
Fact checking sulle spese della politica.

Partiamo dallo stipendio che percepiscono deputati e senatori:
Attualmente i deputati hanno diritto a un’indennità lorda di 11.703 euro. Al netto sono 5.346,54 euro mensili più una diaria di 3.503,11 e un rimborso per spese di mandato pari a 3.690 euro. Ad essi si aggiungono 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e da 3.323,70 fino a 3.995,10 euro ogni tre mesi per i trasporti.
I senatori invece ricevono un’indennità mensile lorda di 11.555 euro. Al netto la cifra è di 5.304,89 euro, più una diaria di 3.500 euro cui si aggiungono un rimborso per le spese di mandato pari a 4.180 euro e 1.650 euro al mese come rimborsi forfettari fra telefoni e trasporti.
Facendo un rapido calcolo e senza considerare le eventuali indennità di funzione i componenti del Senato guadagnano ogni mese 14.634,89 euro netti contro i 13.971,35 netti euro percepiti dai deputati.
(dati presi qui https://www.money.it/Stipendi-parlamentari-senatori-deputati, articolo del gennaio 2018)

Mediamente, quindi, possiamo dire che ogni parlamentare prende tra stipendi e rimborsi 14k€ netti al mese.

Di questi, quanto hanno versato i Pentastellati, che tanto hanno campato sul "costo della politica", sugli "stipendi d'oro", sul "dimezzamento delle indennità"?

I parlamentari 5 stelle in questa legislatura sono 163 (http://www.ilpost.it/2013/02/28/parlamentari-eletti-m5s-movimento-cinque-stelle-video/). Qualcuno se ne è andato in questi cinque anni, non meno di 37 (https://blog.openpolis.it/2016/03/24/fuoriusciti-movimento-5-stelle-fine-hanno-fatto/6701).

Per semplificare i conti, diciamo che nell'arco dei cinque anni di legislatura la consistenza dei due gruppi M5S a Camera e Senato ha totalizzato mediamente 130 elementi.

Il rendiconto dei soldi risparmiati dallo stipendio e dai rimborsi, e riversati dai vari parlamentari sul conto apposito, lo trovate qui https://www.nextquotidiano.it/rimborsopoli-m5s-restituzioni/ e presenta un totale di 23,2 milioni di cui una parte preesistente.
I versamenti nel corso degli anni sono stati:
2014 2,825 mln
2015 5,515 mln
2016 4,515 mln
2017 4,420 mln
2018 0,490 mln (gennaio)

Dividendo questi versamenti per 130 parlamentari e 12 mesi, otteniamo mediamente 2800 euro / parlamentare / mese.
Non è male, ma è solo il 20% dello stipendio netto (molto meno di quanto sbandierava all'inizio il MoV, che pensava di poterlo dimezzare).

Se ogni parlamentare italiano potesse risparmiare questa cifra, lo Stato avrebbe a disposizione...rullo di tamburi...meno di 32 milioni l'anno. Praticamente 50 centesimi l'anno per italiano.
Ora, 32 milioni sono meglio di zero.
Ma c'è qualcuno che davvero può pensare che il dissesto del bilancio pubblico dipenda da queste spese? Quando quella per pensioni dei lavoratori dipendenti ammonta a 210 miliardi annui?
Eh già...

Re: Diario economico

Inviato: 22 feb 2018 12:15
da zampaflex
Il 2017 delle industrie italiane si è chiuso per i dati statistici con una crescita del 5,1% del valore del fatturato, miglior performance dal 2011, mentre gli ordini (dati grezzi) sono saliti del 6,6%. L'indice complessivo del fatturato (110) è così tornato al livello più alto dall'ottobre del 2008, mese significativo perché immediatamente successivo al fallimento di Lehman Brothers, evento dal quale è scaturita la grande crisi finanziaria ed economica degli anni successivi.
Dalle tabelle pubblicate emerge che il motore della crescita degli affari delle imprese italiane è stato soprattutto l'estero (fatturato +6,1%), ma anche all'interno del Paese (+4,6%) il dato è positivo. Sul fronte degli ordinativi i due dati geografici sono invece allineati, lasciando intuire una prospettiva domestica positiva più che in passato.

Giù le ore di cassa integrazione: un milione in meno rispetto al gennaio 2017
Buone notizie arrivano dall'Inps. Continua a scendere anche a gennaio il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate: nel primo mese del 2018 è stato pari a 17,3 milioni, in caduta del 43,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (30,5 milioni). Lo rileva l'Inps nell'Osservatorio mensile sui flussi di cig. In particolare, le ore di cassa ordinaria autorizzate sono calate -13,8% e quelle relative alla straordinaria del 47,2% (anche se su base mensile rialzano la testa, +6,6%). Quanto alla cig in deroga la riduzione tendenziale è stata dell'87,5%. Salgono invece sull'anno le domande di disoccupazione, che calano però a dicembre. Nel 2017 sono state quasi 2 milioni, in aumento del 3,3% rispetto al 2016. Ma a dicembre c'è stato un calo: agli sportelli Inps hanno presentato domanda di disoccupazione 125.691 persone, tra Naspi, Aspi, miniAspi e mobilità, con un calo del 9,4% rispetto allo stesso mese del 2016.

Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate nel mese di gennaio sono state 6,8 milioni. Oltre un milione in meno di quanto ne erano state chieste appena un anno fa, nel gennaio 2017, ben 7,9 milioni. Un passo in avanti perché la varazione tendenziale risulta a questo punto in discesa del 13,8 per cento. Più in particolare il calo più consistente si registra nel settore industriale, il più colpito insieme a quello delle costruzioni dalle ultime crisi economiche. Nelle industrie la variazione tendenziale è stata pari al 22,8% e nell'edilia del 16,4%, a dimostrazione che il settore delle costruzioni sta ancora soffrenedo dal calo che l'ha colpito in questi anni. La variazione congiunturale (mese su mese) è ancora più elevata. Nel mese di gennaio 2018 rispetto a gennaio 2017, il decremento è pari al 31,2%. Calano anche le ore di cassa straordinaria che a gennaio 2018 sono pari a 10 milioni, di cui 5 per solidarietà. La diminuzione registrata è pari al 47,2%.

In diminuzione anche gli interventi di cassa integrazione in deroga (destinati ai lavoratori esclusi dalla cig ordinaria), come gli interinali o chi è occupato a domicilio. Gli interventi in deroga hanno riguardato mezzo milione di ore, con un deciso calo dell'87,5% se raffrontati con gennaio 2017. Tra dicembre e gennaio il calo è stato del 15,75%. Variazioni che interessando il modo diverso Nord, Sud e Centro. I cali più consistenti su base mensile si registrano nel Nord Ovest (-44,9), nel Centro (-42,5) e al Sud (-44,4). Più indietro il Nord Ovest (-38,9%), che però su base annua registra la diminuzione più alta arrivando pari a - 67%.

Re: Diario economico

Inviato: 22 feb 2018 13:11
da harmattan
Arriva il risparmiometro 2018: i controlli sui conti correnti

Non è che la notizia sia di gran rilievo come le cronache avvelenate di quest'itaja pre-elettorale, però leggere certi articoli su ZeroHedge e non trovarli sui principali quotidiani (tranne su Il Mattino) fa un pò pensare.

https://www.zerohedge.com/news/2018-02-20/meet-italian-governments-orwellian-new-automated-tax-snitch


Approfondendo l'argomento, in base a quanto scrive Il Mattino (https://www.ilmattino.it/economia/arriva_il_risparmiometro_2018_i_controlli_sui_conti_correnti-3560294.html) risulterebbe che il risparmiometro indica un nuovo algoritmo che andrà a controllare se gli importi depositati in banca sono compatibili con quanto riportato dalla dichiarazione dei redditi, spostando il focus dalle uscite a ciò che invece resta in conto, inutilizzato. I risparmi appunto. Come si intuisce si tratta di uno strumento antievasione, che potrebbe facilmente colpire chi ha un secondo lavoro in nero e deposita in banca gli importi del lavoro dichiarato regolarmente, senza utilizzarli.

Re: Diario economico

Inviato: 22 feb 2018 14:42
da pippuz
harmattan ha scritto:Arriva il risparmiometro 2018: i controlli sui conti correnti

Non è che la notizia sia di gran rilievo come le cronache avvelenate di quest'itaja pre-elettorale, però leggere certi articoli su ZeroHedge e non trovarli sui principali quotidiani (tranne su Il Mattino) fa un pò pensare.

https://www.zerohedge.com/news/2018-02-20/meet-italian-governments-orwellian-new-automated-tax-snitch


Approfondendo l'argomento, in base a quanto scrive Il Mattino (https://www.ilmattino.it/economia/arriva_il_risparmiometro_2018_i_controlli_sui_conti_correnti-3560294.html) risulterebbe che il risparmiometro indica un nuovo algoritmo che andrà a controllare se gli importi depositati in banca sono compatibili con quanto riportato dalla dichiarazione dei redditi, spostando il focus dalle uscite a ciò che invece resta in conto, inutilizzato. I risparmi appunto. Come si intuisce si tratta di uno strumento antievasione, che potrebbe facilmente colpire chi ha un secondo lavoro in nero e deposita in banca gli importi del lavoro dichiarato regolarmente, senza utilizzarli.

Il risparmio è un reato nella merdosa europa di bonino e soci, sapillo. :mrgreen:

Re: Diario economico

Inviato: 22 feb 2018 18:32
da beluga
pippuz ha scritto:
harmattan ha scritto:Arriva il risparmiometro 2018: i controlli sui conti correnti

Non è che la notizia sia di gran rilievo come le cronache avvelenate di quest'itaja pre-elettorale, però leggere certi articoli su ZeroHedge e non trovarli sui principali quotidiani (tranne su Il Mattino) fa un pò pensare.

https://www.zerohedge.com/news/2018-02-20/meet-italian-governments-orwellian-new-automated-tax-snitch


Approfondendo l'argomento, in base a quanto scrive Il Mattino (https://www.ilmattino.it/economia/arriva_il_risparmiometro_2018_i_controlli_sui_conti_correnti-3560294.html) risulterebbe che il risparmiometro indica un nuovo algoritmo che andrà a controllare se gli importi depositati in banca sono compatibili con quanto riportato dalla dichiarazione dei redditi, spostando il focus dalle uscite a ciò che invece resta in conto, inutilizzato. I risparmi appunto. Come si intuisce si tratta di uno strumento antievasione, che potrebbe facilmente colpire chi ha un secondo lavoro in nero e deposita in banca gli importi del lavoro dichiarato regolarmente, senza utilizzarli.

Il risparmio è un reato nella merdosa europa di bonino e soci, sapillo. :mrgreen:


Mica lo vietano o lo tassano cercano solo di colpire chi lavora in nero non capisco la polemica.
Un professionista che in ogni mese fattura 5000 euro e ne versa sul c/c 8000 forse è da indagare, o no?