Langhe: un nuovo dualismo?

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Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Nexus1990 » 04 giu 2026 16:32

Prendo spunto dal topic mensile, per lanciare questa discussione/provocazione. Una manciata di lustri fa avvampava la polemica “modernisti contro tradizionalisti”, oggi mi pare che sia in essere un nuovo dualismo, o forse no? Quel che è certo è che la “Storia Moderna” a Barolo è ormai nel passato, come peraltro nella storia propriamente detta, e come quest’ultima ha lasciato spazio alla Storia Conntemporanea. Ma in cosa consiste quest’ultima? Questa “moda” dei vini più leggeri e bevibili e immediati all’uscita, è effettivamente una nuova tendenza o è solo la naturale prosecuzione/evoluzione del lavoro dei tradizionalisti o chi per loro? È solo la presa di coscienza (come qualcuno sostiene) che con il cambiamento climatico estrarre di meno è diventata una necessità, e quindi i vini sono gioco-forza diversi e più immediati? Vi chiedo, in sintesi: esiste oggi una nuova dicotomia? O i “contemporaneisti” hanno già vinto? O ancora, non esiste nulla di tutto ciò e questa riflessione è solo figlia di una becera visione misoneista?
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Chef1984 » 04 giu 2026 16:44

Nel frattempo che ci penso vado a cercare su Google la parola Misoneista :shock:
endamb
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda endamb » 04 giu 2026 19:41

Chef1984 ha scritto:Nel frattempo che ci penso vado a cercare su Google la parola Misoneista :shock:

Idem con patate.
E scopro che il contrario è 'filoneista'.
Nexus1990
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Nexus1990 » 04 giu 2026 22:58

endamb ha scritto:
Chef1984 ha scritto:Nel frattempo che ci penso vado a cercare su Google la parola Misoneista :shock:

Idem con patate.
E scopro che il contrario è 'filoneista'.

Ma che cretini :mrgreen: :mrgreen:
Me lo sono meritato dai. Comunque sto forum è morto e sepolto veramente, nessuno che risponda al mio interessantissimo spunto di riflessione :(
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Chef1984 » 04 giu 2026 23:35

Ma no Fiore solo che tra Instagram tik tok e cazzate varie qui a confronto va tutto a rilento..è come giocare con un Commodore 64 mentre tutti giocano online con la PS5..io ignorantemente ti dico la mia..non mi dispiace avere una bottiglia in beva già da subito e molti credo abbiano intrapreso questa strada non solo in Piemonte ma essendo uno a cui piace attendere penso anche che le bottiglie buone in Barolo, quelle che ti fanno davvero godere debbano per forza rivelarsi col tempo..piu che dualismo magari bisognerebbe distinguere cosa preferisce il consumatore finale.
Diciamo che il 90% dei consumatori beve tutto e subito e quindi molti produttori vanno in quella direzione..stanno vincendo loro? Boh.. però io se bevo Barolo mi aspetto che sia buono all uscita e ottimo dopo 20 anni e non il contrario.
Io pero non capisco una ceppa premetto.
alleg
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda alleg » 04 giu 2026 23:47

Diciamo che ci sono tempi di reazione più lenti che su altre piattaforme.

Per quel poco che ci capisco io: il mercato chiede vini pronti e bevibili fin da subito. Come ha già detto qualcuno di là era la strada che avevano tentato di intraprendere anche i barolo boys 30/40 anni fa, il problema è che la loro ricetta paradossalmente generava vini che sulla lunga distanza risultavano / risultano molto piacevoli ma che invece sul breve erano snaturati e sovrastati dal legno. Un risultato opposto all’ obiettivo iniziale.
Ora i “post naturali” (cit) hanno affinato le armi e i vini in effetti sono ben piacevoli fin da subito. Agronomia, clima, tecniche di cantina, sicuramente oggi la maggior parte dei produttori sta andando in quella direzione. Tu parli di dicotomia ma secondo me ad oggi non c è quasi più nessuno che punta a vini che siano super longevi. L equilibrio e la piacevolezza sono diventati fontamentali per tutti fin dal primo momento. Sbaglio? Chi sono quelli che si stanno continuando a lavorare cercando lo stesso vino di 30 anni fa?
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Nexus1990 » 05 giu 2026 00:36

alleg ha scritto:Diciamo che ci sono tempi di reazione più lenti che su altre piattaforme.

Per quel poco che ci capisco io: il mercato chiede vini pronti e bevibili fin da subito. Come ha già detto qualcuno di là era la strada che avevano tentato di intraprendere anche i barolo boys 30/40 anni fa, il problema è che la loro ricetta paradossalmente generava vini che sulla lunga distanza risultavano / risultano molto piacevoli ma che invece sul breve erano snaturati e sovrastati dal legno. Un risultato opposto all’ obiettivo iniziale.
Ora i “post naturali” (cit) hanno affinato le armi e i vini in effetti sono ben piacevoli fin da subito. Agronomia, clima, tecniche di cantina, sicuramente oggi la maggior parte dei produttori sta andando in quella direzione. Tu parli di dicotomia ma secondo me ad oggi non c è quasi più nessuno che punta a vini che siano super longevi. L equilibrio e la piacevolezza sono diventati fontamentali per tutti fin dal primo momento. Sbaglio? Chi sono quelli che si stanno continuando a lavorare cercando lo stesso vino di 30 anni fa?

Anche io penso che sia come dici tu. Infatti questa dicotomia io non dico che esista, piuttosto mi chiedevo se effettivamente esiste e in caso affermativo se si potessero individuare dei produttori che ricercano questo “vecchio stile”, penso che tra questi ci sia sicuramente Elio Sandri, magari Rivella (per quanto non mi appassioni), ma non so se sia possibile identificarne degli altri, proprio per questo ho aperto il topic
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda vinogodi » 05 giu 2026 08:33

...il clima è cambiato, i vini sono cambiati malgrado gli sforzi dei produttori, in più ci si mette il mercato , come ben avete espresso. Martino Manetti mi ha detto di persona che Pergole Torte ...non è più Pergole Torte ( e ce ne siamo accorti) non per sua intenzione, con protocolli immutati, ma proprio perchè le uve sono diverse. In realtà anche molti produttori di Barolo e Barbaresco mi hanno confessato la difficoltà di creare vini equilibrati in una maturazione fenolica sempre più difficile per l'anticipo ormai cronico delle vendemmie per mille ragioni, fra le quali quella climatica è la più ..cocente. E poi, diciamolo chiaramente, quanto sono buoni già da subito Monfortino, CàD'Morissio, Crichet pajé, Le Riserve di Giacosa, ma anche i vini di Rinaldi e Bartolo ecc.? ... ma ve lo ricordate com'erano all'uscita 40 anni fa? Gli stessi Premier di Bordeaux ( recentemente un Haut Brion 2021 e un Lafite 2020) , marmellatine fruttate, concentrate e senza profondità... OK , aspettiamo pure i canonici 30 anni, ma all'uscita erano completamente diversi : arrembanti, scorbutici, sembravano gatti selvatici rinchiusi in un sacco di juta...distendendosi, complessandosi e rilassandosi dopo decenni. io continuo a berli, per goderli appieno, il tempo che ritengo necessario, ci risentiamo sul forum fra una cinquantina d'anni per discuterne... 8)
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda fabrizio leone » 05 giu 2026 09:11

vinogodi ha scritto:...il clima è cambiato, i vini sono cambiati malgrado gli sforzi dei produttori, in più ci si mette il mercato , come ben avete espresso. Martino Manetti mi ha detto di persona che Pergole Torte ...non è più Pergole Torte ( e ce ne siamo accorti) non per sua intenzione, con protocolli immutati, ma proprio perchè le uve sono diverse. In realtà anche molti produttori di Barolo e Barbaresco mi hanno confessato la difficoltà di creare vini equilibrati in una maturazione fenolica sempre più difficile per l'anticipo ormai cronico delle vendemmie per mille ragioni, fra le quali quella climatica è la più ..cocente. E poi, diciamolo chiaramente, quanto sono buoni già da subito Monfortino, CàD'Morissio, Crichet pajé, Le Riserve di Giacosa, ma anche i vini di Rinaldi e Bartolo ecc.? ... ma ve lo ricordate com'erano all'uscita 40 anni fa? Gli stessi Premier di Bordeaux ( recentemente un Haut Brion 2021 e un Lafite 2020) , marmellatine fruttate, concentrate e senza profondità... OK , aspettiamo pure i canonici 30 anni, ma all'uscita erano completamente diversi : arrembanti, scorbutici, sembravano gatti selvatici rinchiusi in un sacco di juta...distendendosi, complessandosi e rilassandosi dopo decenni. io continuo a berli, per goderli appieno, il tempo che ritengo necessario, ci risentiamo sul forum fra una cinquantina d'anni per discuterne... 8)


perfetto
ci risentiamo tra 50 anni !!!
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda gmi1 » 05 giu 2026 14:09

:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

50 anni e anche meno
propongo una bella panoramica tipo:
Monfortino 1961 - 1978 - 1996 - 2010
sará interessante verificare le differenze per i diversi anni di affinamento in bottiglia in 4 riuscitissime annate con 15-18 anni l'una dalla successiva :D
per avere riscontri realistici devono essere tutte con conservazione garantita in un certo modo :D

:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Lorenzo.
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Lorenzo. » 07 giu 2026 21:43

Metto le mani avanti e ribadisco che ho una esperienza nemmeno confrontabile a voialtri ma intervengo volentieri perché il tema mi sembra interessante. Sono ovviamente d'accordo sugli effetti del clima e sull'impulso del mercato, ma vorrei buttare sul tavolo due spunti di riflessione (vabbè sono 3 ma il 3 non è una riflessione), anche riallacciandomi a quanto diceva alleg sull'evoluzione delle tecniche:

1. Sono vini più buoni all'uscita perché c'è furbizia dei produttori o perché sono nati più sani?
Con "furbizia" intendo dire che vengono creati appositamente per essere buoni solo all'uscita senza preoccuparsi troppo del futuro.
Con "nati più sani" intendo dire che grazie a progresso tecnico e di conoscenze (dell'uva, delle vigne, del suolo) c'è meno bisogno di interventi invasivi o di spingere sugli elementi che garantiscono la longevità.
Magari un tempo c'erano annate cattive all'uscita e buonine dopo 10 anni e oggi è il contrario. Ma in media la qualità è scesa o aumentata?

2. La piacevolezza all'uscita non è anche questione di stile?
Ricordo con piacere una orizzontale di Brunelli Riserva 2004 all'uscita organizzata dal Presidente. Non ricordo nemmeno se c'erano dei produttori modernisti, ovviamente la nostra preferenza andava ai tradizionalisti. E sinceramente ricordo vini che erano buoni da subito. Che sarebbero stati migliori con 10 o 20 anni sulle spalle. Ma che si potevano bere da subito. Soldera 2004 era magnifico all'uscita (poi mai più bevuto, purtroppo). BS era magnifico benché avesse una acidità mostruosa. BS bevuto un paio di anni fa era più che magnifico, ma credo che anche Soldera lo sia. Ai tempi io preferii di una virgola BS ma credo che in molti preferirono Soldera che era oggettivamente più equilibrato. Quindi la piacevolezza all'uscita non si tratta più di stile/manico che di correlazione diretta con la qualità?

3. Purtroppo, e qui forse (sovra)interpreto quanto dice Vinogodi, la verità non la potremo sapere
I grandi vini di oggi (quelli piacevoli fin da subito) possono reggere ed evolvere per >50 (o 70) anni? Boh... per questioni di disponibilità, soldi e/o età , pochissimi di noi potranno saperlo. Restando però prosaicamente con i piedi per terra: se anche queste nuove annate evolvessero "solo" per una trentina d'anni, credo che il 99.9% dei consumatori (molti collezionisti compresi) sarebbe già più che felice.
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda zampaflex » 08 giu 2026 09:01

E se fosse il clima più caldo di oggi ad obbligare i produttori ad una conduzione che porti al risultato di cui stiamo parlando?

L'acidità media oggi è più bassa di quarant'anni fa, probabilmente anche degli anni 90.
La maturità fenolica si raggiunge ad un punto in cui la tecnica porta a svolgere più alcool.
I tannini, in questo contesto, sono cambiati pure loro in quantità e qualità, ma sono anche quelli pure più influenzabili dalle pratiche di cantina.

D'altro canto i ristoranti, primo mercato di sbocco del prodotto vino, tendono sempre più ad acquistare poco e fare ruotare maggiormente, quindi desiderano vini più pronti per smobilizzare l'investimento (chiamasi capitale circolante, e la tecnica amministrativa insegna che più velocemente ruota, meno soldi devi metterci la proprietà).
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Nexus1990 » 08 giu 2026 10:53

Provo a tirare un po’ le somme. Pare che chi ha scritto qui sia persuaso che:
1) Non c’è una dicotomia, i vini sono, ovunque tranne rare eccezioni, più immediati di un tempo
2) Questo cambiamento di stile sembra in parte (in larga parte?) forzato da fattori climatici, in parte ricercato dai produttori perché più redditizio
Provo a porre una nuova domanda, a questo punto: ma a voi piacciono questi nuovi vini, o no?
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda vinogodi » 08 giu 2026 12:33

Nexus1990 ha scritto:Provo a tirare un po’ le somme. Pare che chi ha scritto qui sia persuaso che:
1) Non c’è una dicotomia, i vini sono, ovunque tranne rare eccezioni, più immediati di un tempo
2) Questo cambiamento di stile sembra in parte (in larga parte?) forzato da fattori climatici, in parte ricercato dai produttori perché più redditizio
Provo a porre una nuova domanda, a questo punto: ma a voi piacciono questi nuovi vini, o no?
...ce n'è per tutti i gusti: ognuno sceglie in base alle proprie inclinazioni sensoriali, con ciò che oggi il mercato offre abbondantemente. Non sempre si è andato peggiorando, la tecnica agronomica e di cantina hanno fatto passi da gigante: le nuove generazioni , in alcuni casi, hanno migliorato "tecnicamente" ciò che un tempo era conoscenza empirica... 8)
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda arnaldo » 09 giu 2026 07:47

Nexus1990 ha scritto:Provo a tirare un po’ le somme. Pare che chi ha scritto qui sia persuaso che:

Provo a porre una nuova domanda, a questo punto: ma a voi piacciono questi nuovi vini, o no?


Si, decisamente. in base alla propria eta' ciascuno deve trarre le sue conclusioni. Compro per bere perchè ho 60 anni e quindi tra posseduto in cantina e nuovi acquisti (molto moderati) questi cambiamenti clmatici e commerciali mi stanno molto bene

No sono un pazzoide che compra quintalate di cartoni da decenni, barolo boys compresi, ha accuumulato 10mila bt piu' o meno che non riusciro' piu' a smaltire (ma me ne fotto xche' non ho altro da fare e ho una malattia compulsiva) e quindi non valuto un cazzo (eta', durata nel tempo,etc).

Ovviamente faccio parte della prima categoria. ma ne conosco alcuni che fanno parte della seconda. :mrgreen:
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Trabateo » 09 giu 2026 08:58

Un sangiovesaro che apre una discussione sul Barolo/Nebbiolo...cose da pazzi!!! :mrgreen:
E anche voi a dargli retta :lol:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Nexus1990 » 09 giu 2026 13:07

Trabateo ha scritto:Un sangiovesaro che apre una discussione sul Barolo/Nebbiolo...cose da pazzi!!! :mrgreen:
E anche voi a dargli retta :lol:

Hai visto? Molti ci sono cascati in pieno! A breve aprirò una discussione sul dolcetto (che sta alla discussione come 4’33’’ Di John Cage sta alla musica)
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda gmi1 » 09 giu 2026 14:38

Nexus1990 ha scritto:
Trabateo ha scritto:Un sangiovesaro che apre una discussione sul Barolo/Nebbiolo...cose da pazzi!!! :mrgreen:
E anche voi a dargli retta :lol:

Hai visto? Molti ci sono cascati in pieno! A breve aprirò una discussione sul dolcetto (che sta alla discussione come 4’33’’ Di John Cage sta alla musica)

Ecco appunto, stattene a -273 muto e immobile che di gatti attaccati ai cosiddetti non si sente proprio il bisogno :mrgreen:
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Nexus1990 » 09 giu 2026 15:09

gmi1 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Trabateo ha scritto:Un sangiovesaro che apre una discussione sul Barolo/Nebbiolo...cose da pazzi!!! :mrgreen:
E anche voi a dargli retta :lol:

Hai visto? Molti ci sono cascati in pieno! A breve aprirò una discussione sul dolcetto (che sta alla discussione come 4’33’’ Di John Cage sta alla musica)

Ecco appunto, stattene a -273 muto e immobile che di gatti attaccati ai cosiddetti non si sente proprio il bisogno :mrgreen:

Non so se ho capito del tutto il senso di questo intervento. A -273 comunque per quanto impercettibilmente le molecole vibrano ancora…
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Trabateo » 09 giu 2026 15:16

"4 minuti e 33 secondi corrispondono a 273 secondi, un riferimento alla temperatura - 273 °C, la temperatura dello zero assoluto a cui ci si può solo avvicinare"

https://www.youtube.com/watch?v=3EZEd9FGvbw
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Nexus1990 » 09 giu 2026 15:19

Trabateo ha scritto:"4 minuti e 33 secondi corrispondono a 273 secondi, un riferimento alla temperatura - 273 °C, la temperatura dello zero assoluto a cui ci si può solo avvicinare"

https://www.youtube.com/watch?v=3EZEd9FGvbw

:mrgreen: :mrgreen:
Sarà che i gatti non mi fanno tanta simpatia ma era proprio la questione dei gatti che non ho capito bene
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Re: Langhe: un nuovo dualismo?

Messaggioda Nexus1990 » 09 giu 2026 20:06

gmi1 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Trabateo ha scritto:Un sangiovesaro che apre una discussione sul Barolo/Nebbiolo...cose da pazzi!!! :mrgreen:
E anche voi a dargli retta :lol:

Hai visto? Molti ci sono cascati in pieno! A breve aprirò una discussione sul dolcetto (che sta alla discussione come 4’33’’ Di John Cage sta alla musica)

Ecco appunto, stattene a -273 muto e immobile che di gatti attaccati ai cosiddetti non si sente proprio il bisogno :mrgreen:

Comunque giusto per chiudere, non mi pare che ci conosciamo, quindi quest'uscita la vedo piuttosto infelice. Se poi racchiudeva un qualche significato recondito che non ho colto ti chiedo scusa in anticipo per aver frainteso

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