vini degustati lunedì 27 aprile, mi aspetto l'intervento di alessandro che era con me e che ho costretto al mio forsennato tour de force
parte 1
IRPINIA
-Luigi Tecce
Maman24
Vino da tavola macerato bianco, ne avevo avuto un lontano approccio abbastanza terrificante e invece in questa versione, pur elencando un certo numero di sgrammaticature, pare si sia ingentilito, regalando perfino sprazzi di fiori bianchi di camomilla.
Satyricon 022
Vino anarchico, in questa versione si presenta mezzo addormentato, verdino, manca di nerbo, manca la rusticità e l’arroganza ignorante.
Puro Sangue 020
Radicoso e profondo, note di china, liquirizia, rabarbaro, chiusura balsamica. Versione veramente elegante
Poliphemo 020
Al naso curiosa nota verde, in bocca dal primo sorso all’ultimo il tannino non smette di pestare le gengive finchè non è sicuro tu perda completamente la sensibilità palatale. Adatto alla sedazione odontoiatrica
-Contrade di Taurasi
Grecomusc’ 020
Bella versione, richiami gessosi e salini. Tanta frutta estiva a polpa bianca, finale lungo e appagante.
Grecomusc’ spumante 019
Boh? Pare un moscato d’asti senza parte zuccherina. Non mi è piaciuto
-De’ Gaeta
Metodo cl. bla bla bla 022
Aglianico vinificato in bianco, rifermentato in bottiglia. Piacevole e semplicino con note di gelso, mela renetta e cenere fredda
-Traerte
Torama 023
E’ la coda di volpe che mi aspetto, rustica e quasi tannica, con accenni di fieno e mela golden, sorso pieno e saturante. Lungo
Fino al pero 024
Se nel Torama mi aspetto un carattere eccessivo e contadino, in un fiano di Montefredane mi aspetterei più ariosità e più verticalità, invece trovo che in questo momento il sorso sia cupo e abbastanza confuso.
-Colli di Lapio
Fiano di Av. 025
Nonostante la giovanissima età ha la caratteristica dei fiano di Lapio, di essere godibili anche nell’immediato. Buono ora ma sicuramente meglio fra qualche anno.
-Di Prisco
FdA Fiori gialli 025
Tanta spinta sulla parte minerale, gesso, fiori bianche e polvere da sparo.
GdT pietrarosa 024
Un greco che non gioca a fare il fiano, leggermente ritroso e astringente, tanto agrume verde, bocca esplosiva e saturante. Piaciuto molto
Taurasi tre vigne 019
Abbastanza muto al naso, in bocca è più espressivo, tanta arancia sanguinella.
-Donnachiara
FdA esoterico 025
Errore mio
-Macchie Santa Maria
FdA ris. Boschi a Lapio 024
La ciccia e la larghezza del fiano di Lapio sintetizzati in un vino. Al naso sembra più snello, in bocca si allarga e chiude con un bel finale di miele di castagno. Molto buono anche subito
Taurasi ris. Evocatus 019
Al naso si percepisce una leggera riduzione, in bocca la musica cambia completamente, grana fine, tannino setoso, agrume biondo, macchia mediterranea. Pecca di lunghezza
-Pietracupa
Fiano 024
Verticalmente arioso e spinto, una versione che ricorda le migliori di Sabino Loffredo, da mettere da parte.
Greco 024
Il vino fatica nel bicchiere a trovare compattezza, in questo momento lo trovo slegato, manca legame fra struttura e acidità.
-Feudi
FdA ris. Pietracalda 024
Un vino che sta un po’ nel guado, non ha più la densità piaciona di un tempo ma si sente che il vestitino skinny gli sta un poco strettino e si muove a fatica.
FdA Arianiello 022
Pare quasi un fiano vesuviano, cupo terroso e cinerino, note di zolfo insistite, chiusura astringente. Avendo già 4 anni non penso sia un problema di gioventù, in altre edizioni lo ricordo non certo piacione ma certamente meno introverso.
GdT ris. Goleto 022
Greco che fa barriques e anfora (non so in che proporzioni), più largo che lungo che però non sarebbe un male a prescindere. Il vino ha un naso denso di note di resina, viola, menta. Anche la bocca è piuttosto sfaccettata anche se su uno spartito dove prevalgono le sensazioni più dolci di crema pasticciera, fragoline di bosco e un finale leggermente balsamico. Forse manca di tipicità, alla cieca non so se lo avrei beccato come greco.
Taurasi Vallicelli 020
Tanto speziato, carne alla brace, fruttini rossi, finale lungo e appagante.
Taurasi ris. Gulielmus 019
Molto elegante, setoso, ma eccessivamente sussurrato. Paradossalmente manca corpo al centro bocca e il vino risulta debole.
-Rocca del Principe
FdA versante d’Ercole 024
Nella organizzazione interna delle etichette di questa azienda questo vino dovrebbe aver preso il posto del fiano base (ma questa mia prendetela con le pinze). In effetti si conferma come forse il fiano entry level più buono di tutta la denominazione. Fiori bianchi, clementina matura, sale, finale mentolato.
FdA ris. Tognano 023
Tanto agrume biondo dolce, pera matura, la giusta dose di sale, acidità e struttura. Godibile e piacevole versione.
-Villa Raiano
FdA Alimata 024
Versione deludente, tanta balsamicità ma poca polpa.
GdT ponte dei Santi 024
Vedi sopra, tanto frutto ma poca verve.
Costa Baiano 021
Il piccolo Taurasi di casa Basso non delude nemmeno in questa edizione, tannino moderato, succo di arancia rossa, pesca matura.
-Laura de Vito
FdA Arianié 023
Molto sul minerale, quasi rieslingheggia con note di frutta bianca matura e mentuccia selvatica, finale lungo. Azienda che in 4 o 5 anni ha già scalato diverse posizioni nella mia personale classifica della denominazione.
-Ciro Picariello
FdA AL.GE.LO 020
Etichetta dedicata ai tre nipotini. Fiano maturato in legno che esce a 5 anni dalla vendemmia. Il legno si sente e non poco, c’è tanta polpa, c’è la castagna di Summonte, ci sono rimandi minerali, ma manca di una spinta, manca di acidità, alla fine non è un vino bolso, ma dato anche il costo e l’ambizione mi sarei aspettato più completezza.
-Cantine di Marzo
GdT ris Didymos 022
Molto chiuso, profumi che faticano a emergere, chiude tannico. Conoscendo l’attenzione che la cantina pone per la longevità dei suoi vini direi che sia da aspettare con pazienza.
Benito Ferrara
GdT vigna Cicogna 025
Troppo giovane per essere valutato con correttezza.
-I Capitani
Campi taurasini Jumara 022
Aglianico semplice ma gustoso, da merenda.
Taurasi Bosco Faiano 021
Tannino elegante ma ben presente, succoso, iodato, agrumi a polpa rossa, resina buona. Bellissima versione
-Tenuta del Meriggio
FdA ris. Colle delle ginestre 022
Assemblaggio di fiano di diverse provenienze, vendemmia leggermente ritardata e un vino che risulta piacevole e elegante, con note di pesca matura, salvia, lievi rimandi fumè.
Campi taurasini 019
Arioso, lungo, appagante. Note di amarene sotto spirito, agrumi, origano selvatico. Tannino educato ma presente. Rapp. Q/P mostruoso
-Vesce
Taurasi Leo Mirabilis 021
Rovere e frutti rossi maturi, bocca distesa e finale penalizzato da un eccesso di alcol che complica un quadro abbastanza armonico.
-Tenuta Scuotto
Taurasi 021
Abbastanza dludente, tutto sui toni del dolce con una fastidiosa caramella mou onnipresente.
-Tenuta de Gregorio
Taurasi 020
Peccato per una chiusura un poco repentina, perché il vino ci sarebbe, una versione moderna di aglianico con un tannino che non si prende la scena completamente ma duetta amabilmente con frutto e l’acidità.
-Borgodangelo
Taurasi 019
Molto verticale, arioso, tanta mineralità che in questo momento lasciano le altre componenti in secondo piano, sembrerebbe monocorde ma penso sia una crisi evolutiva perché la materia si percepisce importante.
-Nardone
Taurasi 018
Durone surmaturo, tannino fine, bocca sottile, molto giocato sull’eleganza. In beva
-Di Meo
Taurasi ris vigna Olmo 017
Parrebbe sfibrato e stramaturo al naso, invece la bocca è sorretta da tannino e acidità ancora molto freschi
-Perillo
Taurasi 2015
Se riguardo le mie note degli ultimi 10 anni di Campania Stories questo vino è sempre stato nella top3 della manifestazione, mai una versione meno che buonissima. Vabbè un passo falso lo possiamo fare tutti, il vino in se non è cattivo, semplicemente non è lui.
SALERNO
-Viticoltori Lenza
Vale 024
Fiano. Semplice ma non banale, mela golden, mentuccia e un finale leggermente sapido.
Massaro 022
Aglianico. Vino goloso e solare, frutta rossa sotto spirito, tocchi iodati e balsamici, tannino vivace ma garbato. “Coup au coeur” della manifestazione
-Cantina dei Quinti
Giusso 024
Fiano. Tanto salato e tanto minerale, polvere pirica come se piovesse
-Guerritore
Acquamela 023
Fiano. Tanta balsamicità da essere quasi disturbante
Fusara 022
Aglianico. Bel vino corretto, note di sottobosco, frutta matura, leggera vaniglia che sfoca il finale
Cariti 022
Merlot. Non filiforme ma bella solarità, sorso agevole, frutto non macchiettistico. Davvero un vino divertente
-Vuolo
Pret a porter 022
Aglianico. Amarene Fabbri, macchia mediterranea, tannino leggero. Non impegna
2mila18
Aglianico. C’è ancora da digerire il legno, marchio di fabbrica di questa etichetta, forse oggi meno caratterizzante di un tempo ma sempre ben presente. Comunque un bel frutto chiaro e un finale asciutto lo rendono godibile già ora.
-Montevetrano
Montevetrano 023
Tabacco biondo, frutti di bosco in confettura, rovere buono. Forse leggermente troppo cremoso. Versione elegante ma non so quanto di prospettiva (Se le trovate sentite ora le versioni anni ’90)
-Sammarco Ettore
Ravello B selva delle Monache 025
Ne’ fete ne’ dole, banalotto
Ravello b vigna grotta piana 024
Un autentico cru, il passo rispetto al fratello minore è sensibilmente diverso. C’è ancora un po’ di legnetto da digerire ma c’è frutto, mineralità e un bel finale salino e leggermente resinoso. Richiama per suggestione la costiera amalfitana
-Marisa Cuomo
Fiorduva 024
Come il precedente richiamava la costiera, così il fiorduva richiama i (ex) dollaroni americani. Vino costruito che fianeggia così tanto che si potrebbe collocare molto più nell’interno rispetto a Furore

