Parliamo di guerra

Dove discutere, confrontarsi o scherzare sempre in modo civile su argomenti attinenti al mondo del food&wine e non solo.

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tenente Drogo
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 10 apr 2026 14:12

a me sembra che quelli che leggono il Fatto non abbiano dubbi
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

http://fortezza-bastiani.blogspot.com
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bobbisolo
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 10 apr 2026 14:15

tenente Drogo ha scritto:a me sembra che quelli che leggono il Fatto non abbiano dubbi


Tiè, fatti una risata :wink:
Cazzatollah

(Di Marco Travaglio) – Corriere:: “Il regime degli ayatollah è fallito da tempo… In piazza c’è chi inneggia alla monarchia e al ritorno del figlio del Pahlavi” (Polito, 12.1).

Repubblica: “Bazyar: ‘La rivoluzione ci sarà, il sistema non regge più’” (16.1). “Ebadi: ‘Per liberarci l’intervento straniero è indispensabile’” (11.3).

Stampa: “Iran, la stretta degli Usa. Pahlavi scende in campo: ‘Il cambiamento sono io’” (17.1). “Dall’Iran libero benefici alla crescita” (Cottarelli, 1.3). “Azione coordinata per far cadere la Repubblica islamica” (Stefanini, 1.3). “’Teheran non ha quasi più lanciamissili’” (3.3). “La guerra Usa al regime è giusta, ma ora devono andare fino in fondo” (B.H. Lévy, 8.3).

Messaggero: “Teocrazia sempre più isolata. Un tracollo di Khamenei porterebbe la libertà a milioni di persone” (Campi,12.1).

Giornale: “Arrivano i nostri”, “Meno male che Trump c’è” (Cerno, 14.1). “La forza non ci piace, ma è l’unica via” (Minzolini, 1.3). “Liberi dal male”, “Lo stop al petrolio ridimensiona la Cina”(1.3).

Libero: “La spallata che serve per far cadere la Repubblica islamica” (12.1). “Cercasi Flotilla in rotta sull’Iran” (Sechi, 12.1). “Finalmente!” (1.3). “Hormuz chiuso per mancanza di assicurazioni. Ma ora ci pensa Donald…” (Dragoni, 5.3). “Petrolio e gas in netta discesa. Panico sui mercati già finito” (5.3). “Contro le armi di Israele, l’Iran è una tigre di carta” (21.3). “Il fantasma di Khamenei simbolo della sconfitta” (24.3). “’Teheran è crollata per il 70% e gli arabi stanno con Israele’” (31.3). “Con la sconfitta di Teheran tornerà anche il petrolio” (2.4).

Foglio: “Il regime iraniano si sta consumando” (9.1). “Sognare il regime change” (rag. Claudio Cerasa, 9.1). “Esportare la libertà a Teheran” (15.1). “Il ruggito di Israele per il regime change: è guerra preventiva” (1.3). “Non c’è momento più propizio per far cadere un regime” (2.3). “Essere antifascisti oggi significa augurarsi un Iran libero” (4.3). “Nel Golfo tutti d’accordo: la fine del regime apre una nuova èra” (5.3). “Sostenere il partito della resa incondizionata. In una settimana Israele e Usa hanno quasi raggiunto gli obiettivi militari” (7.3). “Ci sono più Ferrari a Teheran che a Roma. Il regime è finito” (12.3).

Riformista: “Spallata finale. ‘Regime al collasso, Israele darà il colpo di grazia’” (9.1). “Teheran, stiamo arrivando”, “Make Iran Great Again” (14.1). “Nirenstein: ‘Restaurazione della monarchia? Reza III si presenta come figura unitaria, può aprire la via alla democrazia” (14.1). “Fate presto” (15.1). “L’Asse del Bene” (3.3). “Una nuova primavera a Teheran” (Vernetti, 5.3). “La guerra di liberazione dell’Iran” (5.3). “I benefici infiniti della rimozione di un regime” (Marattin, 11.3).

E pazienza, dài, è andata così.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 10 apr 2026 14:30

"È difficile fare previsioni, soprattutto sul futuro"
(Niels Bohr)
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda slowshow10 » 10 apr 2026 14:47

littlewood ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:“Ebadi: ‘Per liberarci l’intervento straniero è indispensabile’” (11.3).


ho un deja-vu... evidentemente va di moda per i novelli premi nobel per la pace richiedere l'intervento armato di potenze straniere

Siete malati veramente! Spero che prima o poi tu il tuo gemello e il tuo maestro vi troviate VERAMENTE in una dittatura...e proviate quanto bene si sta'!


Solo se è dittatura del proletariato 8)
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda l'oste » 10 apr 2026 17:22

tenente Drogo ha scritto:a me sembra che quelli che leggono il Fatto non abbiano dubbi

Seriamente Nico, secondo me chiunque legga e segua quasi pedissequamente e "miltarmente" la linea e le opinioni di un solo quotidiano non ha gran titolo nelle discussioni tra adulti, con competenze intellettuali e culturali. Può sparare slogan e battute da bar, usare i tormentoni dei nomi dei politici distorti per sfotterli, usare triti luoghi comuni ma, a parte l'odio imbevuto anche da certi quotidiani, di pensiero personale formato c'è molto poco.
Leggo 4-5 quotidiani oltre a NYT e Le Monde, online ma anche cartacei, non tutti interamente, ma quasi, soprattutto per politica, arte, spettacolo, società.
Nonostante alcuni siano evidenti house organ di partiti politici, è sempre interessante vedere fino a che punto si strumentalizzino I FATTI per sostenere un'opinione politica, di una o dell'altra parte.
Al netto del tono e dello stile "coscienzioso", personalmente trovo che il quotidiano che dia prevalentemente le Notizie (i fatti, ovvero le tante W del giornalismo anglosassone) e utilizzi l'editoriale o la velina con meno spregiudicatezza, sia l'Avvenire.
Poi Stampa e Corriere, fatta la tara sulla loro propensione all'occhiolino per il mainstream politico del momento. I titoli più arguti sono quasi sempre quelli del manifesto, obbiettivamente da qualunque lato politico li si legga.
Premetto che da professionista nella comunicazione pubblicitaria e analisi del linguaggio da una trentina d'anni, sui quotidiani ci sarebbero da fare anche osservazioni sul format, sulla grafica, perché sono aspetti che hanno anche un peso sul posizionamento e sulla percezione della comunicazione di quel quotidiano nell'opinione pubblica e sul singolo potenziale lettore.
Il Foglio ha scelto (copiato) l'impostazione originale di The Independent, nessuna foto, font di stampa classici, disegni in piccolo, solo qualche volta tutta la prima con la satira di Makkoxx. È una scelta che propone o proporrebbe uno stile classico, conservatore, in cui la notizia, il fatto, viene quasi in secondo piano e gli articoli sono quasi tutti editoriali, infarciti con l'opinione dell'autore.
Sai già cosa io pensi di Cerasa e di quel volubile intellettuale Ferrara; una, dieci e cento diverse bandiere politiche a seconda del carro che corre di più. Uno dei più evidenti sprechi di intelligenza, competenze di linguaggio, cultura (senza esagerare, un primetto della classe).
Il Fatto Quotidiano è graficamente e stilisticamente all'opposto.
Prima pagina spesso "gridata" in rosso, la notiziona del giorno, veri (il caso Dalmastro esempio) o presunti scoop, vignette toste, caricature dei politici, uso di linguaggio a volte puerile nei titoli (a proposito di scorrettezza e di stile servile il Premio Merda per la prima pagina ed editoriale del direttore lo vince sempre Libero, anche se non scherza la nuova veste più "dura" de il Giornale con la fotocopiatrice umana Cerno tra il ridicolo e il grottesco).
Di Travaglio in Tv non amo quasi nulla, arroganza, supponenza e penso scriva meglio di come parli, almeno leggendolo non si vede la faccia da schiaffi.
Si può imparare e scoprire qualcosa anche leggendo Travaglio, Sallusti o altri palesemente di parte, basta sempre fare la tara, perché i fatti sono fatti e il buon senso è l'uso dell'intelligenza per capire.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Tex Willer » 10 apr 2026 18:14

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 10 apr 2026 20:13

slowshow10 ha scritto:
littlewood ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:“Ebadi: ‘Per liberarci l’intervento straniero è indispensabile’” (11.3).


ho un deja-vu... evidentemente va di moda per i novelli premi nobel per la pace richiedere l'intervento armato di potenze straniere

Siete malati veramente! Spero che prima o poi tu il tuo gemello e il tuo maestro vi troviate VERAMENTE in una dittatura...e proviate quanto bene si sta'!


Solo se è dittatura del proletariato 8)

Tu non sai neanche come si scrive la parola proletariato.....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 10 apr 2026 20:25

l'oste ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:a me sembra che quelli che leggono il Fatto non abbiano dubbi

Seriamente Nico, secondo me chiunque legga e segua quasi pedissequamente e "miltarmente" la linea e le opinioni di un solo quotidiano non ha gran titolo nelle discussioni tra adulti, con competenze intellettuali e culturali. Può sparare slogan e battute da bar, usare i tormentoni dei nomi dei politici distorti per sfotterli, usare triti luoghi comuni ma, a parte l'odio imbevuto anche da certi quotidiani, di pensiero personale formato c'è molto poco.
Leggo 4-5 quotidiani oltre a NYT e Le Monde, online ma anche cartacei, non tutti interamente, ma quasi, soprattutto per politica, arte, spettacolo, società.
Nonostante alcuni siano evidenti house organ di partiti politici, è sempre interessante vedere fino a che punto si strumentalizzino I FATTI per sostenere un'opinione politica, di una o dell'altra parte.
Al netto del tono e dello stile "coscienzioso", personalmente trovo che il quotidiano che dia prevalentemente le Notizie (i fatti, ovvero le tante W del giornalismo anglosassone) e utilizzi l'editoriale o la velina con meno spregiudicatezza, sia l'Avvenire.
Poi Stampa e Corriere, fatta la tara sulla loro propensione all'occhiolino per il mainstream politico del momento. I titoli più arguti sono quasi sempre quelli del manifesto, obbiettivamente da qualunque lato politico li si legga.
Premetto che da professionista nella comunicazione pubblicitaria e analisi del linguaggio da una trentina d'anni, sui quotidiani ci sarebbero da fare anche osservazioni sul format, sulla grafica, perché sono aspetti che hanno anche un peso sul posizionamento e sulla percezione della comunicazione di quel quotidiano nell'opinione pubblica e sul singolo potenziale lettore.
Il Foglio ha scelto (copiato) l'impostazione originale di The Independent, nessuna foto, font di stampa classici, disegni in piccolo, solo qualche volta tutta la prima con la satira di Makkoxx. È una scelta che propone o proporrebbe uno stile classico, conservatore, in cui la notizia, il fatto, viene quasi in secondo piano e gli articoli sono quasi tutti editoriali, infarciti con l'opinione dell'autore.
Sai già cosa io pensi di Cerasa e di quel volubile intellettuale Ferrara; una, dieci e cento diverse bandiere politiche a seconda del carro che corre di più. Uno dei più evidenti sprechi di intelligenza, competenze di linguaggio, cultura (senza esagerare, un primetto della classe).
Il Fatto Quotidiano è graficamente e stilisticamente all'opposto.
Prima pagina spesso "gridata" in rosso, la notiziona del giorno, veri (il caso Dalmastro esempio) o presunti scoop, vignette toste, caricature dei politici, uso di linguaggio a volte puerile nei titoli (a proposito di scorrettezza e di stile servile il Premio Merda per la prima pagina ed editoriale del direttore lo vince sempre Libero, anche se non scherza la nuova veste più "dura" de il Giornale con la fotocopiatrice umana Cerno tra il ridicolo e il grottesco).
Di Travaglio in Tv non amo quasi nulla, arroganza, supponenza e penso scriva meglio di come parli, almeno leggendolo non si vede la faccia da schiaffi.
Si può imparare e scoprire qualcosa anche leggendo Travaglio, Sallusti o altri palesemente di parte, basta sempre fare la tara, perché i fatti sono fatti e il buon senso è l'uso dell'intelligenza per capire.


parlando seriamente anche io sono d'accordo con te: evidentemente non ci si deve appiattire su un solo giornale e aggiungerei che non bastano i quotidiani, ma è utile seguire alcune fonti affidabili sui social

coltivando sempre il dubbio naturalmente
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 13 apr 2026 10:00

bobbisolo ha scritto:Il Foglio è il giornale dei veri capiscitori... chi lo legge è chiaro che lo compra per lo stile... quello stile seduttivo per chi adora stare nel gruppo di quelli che "capiscono davvero" ... IL giornale per veri sgamati e snob.
Contrarianisti alla Calenda... il dubbio loro non lo hanno mai: hanno solo lo stile :lol:


Ti regalerò un abbonamento quinquennale, così magari inizierai a capire anche tu :mrgreen:

Nel frattempo nel mondo reale festeggiamo la sconfitta di quell'infame di Orbàn, del suo clan mafioso, e dei sovranisti schifosi che gli ronzavano attorno, anche qui in Italia.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 13 apr 2026 10:04

Tex Willer ha scritto:Non sono più i giornali di una volta!!

Siamo in lutto per la sua chiusura, sniff sob...

Se, su piani diversi (ma va anche detto che ogni esperienza prima o poi si consuma) Vernacoliere e Cuore non ci sono più, è un chiaro segno di tempi cattivi.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Tex Willer » 13 apr 2026 10:16

La sconfitta di Orban riapre alla speranza che qualcosa possa cambiare a cominciare dall'Europa per poi proseguire nel resto del pianeta.
Una cosa che manca nei tragici eventi degli ultimi mesi (e degli ultimi anni)è un Europa presente,che faccia sentire la sua voce contro il delirio che c'è in giro. Adesso l'alibi di Orban che blocca tutto non esiste più; personalmente abbraccerei gli ungheresi,un popolo troppo nobile in Europa per meritarsi Orban ed i suoi.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 13 apr 2026 10:19

l'oste ha scritto:Leggo 4-5 quotidiani oltre a NYT e Le Monde


Il supplemento Diplomatique del Mondo è un must read da sempre.
Concordo su Avvenire che ha un occhio attento e preciso su molti teatri di crisi dimenticati nel mondo, soprattutto in Africa.
Per chi ha tempo alla mattina, la rassegna stampa di Radio Radicale, anche se incentrata sulla politica italiana, è perfetta per conoscere e comprendere.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 13 apr 2026 10:21

Tex Willer ha scritto:La sconfitta di Orban riapre alla speranza che qualcosa possa cambiare a cominciare dall'Europa per poi proseguire nel resto del pianeta.
Una cosa che manca nei tragici eventi degli ultimi mesi (e degli ultimi anni)è un Europa presente,che faccia sentire la sua voce contro il delirio che c'è in giro. Adesso l'alibi di Orban che blocca tutto non esiste più; personalmente abbraccerei gli ungheresi,un popolo troppo nobile in Europa per meritarsi Orban ed i suoi.


Tanta nobiltà dove stava nelle scorse elezioni? Orbàn è al potere da quattro turni e sedici anni, e i raduni neonazi sono stati tranquillamente ospitati sotto di lui.
Gli ungheresi hanno espresso politici imbecilli, votato da imbecilli, subìto da imbecilli. Forse adesso hanno capito che era ora di redimersi.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Tex Willer » 13 apr 2026 10:26

zampaflex ha scritto:
Tex Willer ha scritto:La sconfitta di Orban riapre alla speranza che qualcosa possa cambiare a cominciare dall'Europa per poi proseguire nel resto del pianeta.
Una cosa che manca nei tragici eventi degli ultimi mesi (e degli ultimi anni)è un Europa presente,che faccia sentire la sua voce contro il delirio che c'è in giro. Adesso l'alibi di Orban che blocca tutto non esiste più; personalmente abbraccerei gli ungheresi,un popolo troppo nobile in Europa per meritarsi Orban ed i suoi.


Tanta nobiltà dove stava nelle scorse elezioni? Orbàn è al potere da quattro turni e sedici anni, e i raduni neonazi sono stati tranquillamente ospitati sotto di lui.
Gli ungheresi hanno espresso politici imbecilli, votato da imbecilli, subìto da imbecilli. Forse adesso hanno capito che era ora di redimersi.

Per secoli l'Ungheria ha rappresentato il cuore dell'Europa. Certo,Orban gli è capitato. A noi è capitato Grillo ,con uno vale uno e le scie chimiche. Mi accontento del risultato di ieri
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 13 apr 2026 13:29

Tex Willer ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Tex Willer ha scritto:La sconfitta di Orban riapre alla speranza che qualcosa possa cambiare a cominciare dall'Europa per poi proseguire nel resto del pianeta.
Una cosa che manca nei tragici eventi degli ultimi mesi (e degli ultimi anni)è un Europa presente,che faccia sentire la sua voce contro il delirio che c'è in giro. Adesso l'alibi di Orban che blocca tutto non esiste più; personalmente abbraccerei gli ungheresi,un popolo troppo nobile in Europa per meritarsi Orban ed i suoi.


Tanta nobiltà dove stava nelle scorse elezioni? Orbàn è al potere da quattro turni e sedici anni, e i raduni neonazi sono stati tranquillamente ospitati sotto di lui.
Gli ungheresi hanno espresso politici imbecilli, votato da imbecilli, subìto da imbecilli. Forse adesso hanno capito che era ora di redimersi.

Per secoli l'Ungheria ha rappresentato il cuore dell'Europa. Certo,Orban gli è capitato. A noi è capitato Grillo ,con uno vale uno e le scie chimiche. Mi accontento del risultato di ieri

Tranquillo ..abbiamo ancora giuseppi e il cazzaro verde...penso bastino ed avanzino ...
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 13 apr 2026 13:31

zampaflex ha scritto:
bobbisolo ha scritto:Il Foglio è il giornale dei veri capiscitori... chi lo legge è chiaro che lo compra per lo stile... quello stile seduttivo per chi adora stare nel gruppo di quelli che "capiscono davvero" ... IL giornale per veri sgamati e snob.
Contrarianisti alla Calenda... il dubbio loro non lo hanno mai: hanno solo lo stile :lol:


Ti regalerò un abbonamento quinquennale, così magari inizierai a capire anche tu :mrgreen:

Nel frattempo nel mondo reale festeggiamo la sconfitta di quell'infame di Orbàn, del suo clan mafioso, e dei sovranisti schifosi che gli ronzavano attorno, anche qui in Italia.

Spero che mayar si occupi anche della galeotta...chiedendone l' estradizione e la processi come merita....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 13 apr 2026 15:18

littlewood ha scritto:Spero che mayar si occupi anche della galeotta...chiedendone l' estradizione e la processi come merita....


a) se il parlamento europeo concede il permesso, altrimenti se ne riparla nel 2029;
b) "come merita" è una tua affermazione nel merito, non nella forma: la dai già per colpevole; e come tale la devi suffragare con prove e fatti. Che non ci sono.

Sono lontano politicamente dalla Salis ma quella accusa, MAI PORTATA IN AULA * nonostante un anno e mezzo di carcerazione preventiva, puzza tremendamente di falso. E quindi la difendo da un regime nazifascista, oligarchico, corrotto e dai suoi simpatizzanti lontani e nostrani.

* si sono svolte solo due udienze promosse dall'imputata relative alla richiesta di scarcerazione; nessuna relativa al processo penale vero e proprio.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 13 apr 2026 15:50

zampaflex ha scritto:
littlewood ha scritto:Spero che mayar si occupi anche della galeotta...chiedendone l' estradizione e la processi come merita....


a) se il parlamento europeo concede il permesso, altrimenti se ne riparla nel 2029;
b) "come merita" è una tua affermazione nel merito, non nella forma: la dai già per colpevole; e come tale la devi suffragare con prove e fatti. Che non ci sono.

Sono lontano politicamente dalla Salis ma quella accusa, MAI PORTATA IN AULA * nonostante un anno e mezzo di carcerazione preventiva, puzza tremendamente di falso. E quindi la difendo da un regime nazifascista, oligarchico, corrotto e dai suoi simpatizzanti lontani e nostrani.

* si sono svolte solo due udienze promosse dall'imputata relative alla richiesta di scarcerazione; nessuna relativa al processo penale vero e proprio.

Ehhh non giocare con le parole....ho detto PROCESSATA GIUSTAMENTE NON CONDANNATA GIUSTAMENTE! Non sono un giudice ...si faccia giudicare e poi vediamo..
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda l'oste » 13 apr 2026 16:27

zampaflex ha scritto:
a) se il parlamento europeo concede il permesso, altrimenti se ne riparla nel 2029;
b) "come merita" è una tua affermazione nel merito, non nella forma: la dai già per colpevole; e come tale la devi suffragare con prove e fatti. Che non ci sono.

Sono lontano politicamente dalla Salis ma quella accusa, MAI PORTATA IN AULA * nonostante un anno e mezzo di carcerazione preventiva, puzza tremendamente di falso. E quindi la difendo da un regime nazifascista, oligarchico, corrotto e dai suoi simpatizzanti lontani e nostrani.

* si sono svolte solo due udienze promosse dall'imputata relative alla richiesta di scarcerazione; nessuna relativa al processo penale vero e proprio.

Sottoscrivo ogni parola per il buon senso, il rispetto dei fatti e la ricerca della verità.
Non sono politicamente dalla parte di Salis, come non ero d'accordo nel candidarla, sebbene fosse un evidente e farlocco capro espiatorio e l'immunità avrebbe rimediato ad un'ingiustizia (accusare e incarcerare qualcuno senza mai dar vita al regolare processo).
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 13 apr 2026 16:57

zampaflex ha scritto:
bobbisolo ha scritto:Il Foglio è il giornale dei veri capiscitori... chi lo legge è chiaro che lo compra per lo stile... quello stile seduttivo per chi adora stare nel gruppo di quelli che "capiscono davvero" ... IL giornale per veri sgamati e snob.
Contrarianisti alla Calenda... il dubbio loro non lo hanno mai: hanno solo lo stile :lol:


Ti regalerò un abbonamento quinquennale, così magari inizierai a capire anche tu :mrgreen:


Appunto: lo stile prima di tutto. Il contenuto può aspettare. :wink:
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 13 apr 2026 18:03

bobbisolo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
bobbisolo ha scritto:Il Foglio è il giornale dei veri capiscitori... chi lo legge è chiaro che lo compra per lo stile... quello stile seduttivo per chi adora stare nel gruppo di quelli che "capiscono davvero" ... IL giornale per veri sgamati e snob.
Contrarianisti alla Calenda... il dubbio loro non lo hanno mai: hanno solo lo stile :lol:


Ti regalerò un abbonamento quinquennale, così magari inizierai a capire anche tu :mrgreen:


Appunto: lo stile prima di tutto. Il contenuto può aspettare. :wink:


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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 13 apr 2026 18:31

bobbisolo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
bobbisolo ha scritto:Il Foglio è il giornale dei veri capiscitori... chi lo legge è chiaro che lo compra per lo stile... quello stile seduttivo per chi adora stare nel gruppo di quelli che "capiscono davvero" ... IL giornale per veri sgamati e snob.
Contrarianisti alla Calenda... il dubbio loro non lo hanno mai: hanno solo lo stile :lol:


Ti regalerò un abbonamento quinquennale, così magari inizierai a capire anche tu :mrgreen:


Appunto: lo stile prima di tutto. Il contenuto può aspettare. :wink:

E beh! Uno che ha come riferimento il falso putiniano di contenuti ne' ha già a iosa...imbarazzante!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 14 apr 2026 19:15

estr. di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – […] Trump ha minacciato di punire i Paesi europei che in questi anni non sono stati collaborativi con gli States e con la Nato. La Nato era nata come strumento difensivo (art. 5) nel senso che se uno dei suoi membri veniva aggredito gli altri sarebbero corsi a difenderlo. Ma negli anni questa alleanza si è trasformata da difensiva in offensiva. Quante volte nell’ultimo trentennio la Nato, violando ogni norma internazionale, ha aggredito Paesi che non rappresentavano alcun pericolo per l’Europa?

[…] Si è cominciato dalla Serbia di Slobodan Miloševic (1999) colpevole di esser rimasta socialista. E mentre una volta in Europa, parlo soprattutto delle politiche interne ai vari paesi, bastava esser socialisti per avere ragione, poi divenne che bastava esser socialisti per avere torto. Del resto il socialismo è visto dai capitalisti, è ovvio, come il loro vero nemico, così si spiegano anche, nella storia più recente, le aggressioni al Venezuela di Nicolas Maduro e, più in generale, al ‘socialismo bolivariano’ presente in Sudamerica, dove prevale la politica del presidente dell’Argentina Javier Milei, che ha definito il socialismo “il vero cancro della Terra”. Sotto pressione ci sono quindi molti Paesi sudamericani che non stanno agli ordini, come il Brasile di Luiz Inácio Lula da Silva. Del resto, tornando a parecchi anni fa, il socialista Salvador Allende fu messo in ginocchio da un ben organizzato sciopero degli autotrasportatori che aveva alle spalle Margaret Thatcher ed Henry Kissinger che è ritenuto a tutt’oggi uno dei geni della geopolitica, ma è forse uno dei più abbietti protagonisti della più o meno recente storia mondiale. Allende, assediato per giorni nel Palácio de la Moneda, fu poi costretto a uccidersi. Qualcuno ricorderà, forse, lo spero, l’immagine di quel pianista a cui erano state mozzate le mani. Si è proseguito con Saddam Hussein, ritenuto colpevole di possedere armi chimiche che in realtà non aveva e si è andati avanti con la Libia del colonnello Muammar Gheddafi e infine, almeno per ora, col Venezuela, mentre in prospettiva si vuol togliere di mezzo, come The Donald ha preannunciato più volte, la Cuba degli eredi di Castro e Guevara. Cuba, è vero, è comunista e il comunismo si differenzia dal socialismo in questo: il socialismo cerca di raggiungere una ragionevole uguaglianza sociale che non è riuscito mai a raggiungere nemmeno in Unione Sovietica, ma mantenendo i diritti civili. Comunque avrà pur diritto Cuba di essere quello che è. Il Trattato di Helsinki del 1975 sancisce il diritto all’autodeterminazione dei popoli, cioè che un popolo può evoluire o anche non evoluire seguendo la sua storia, le sue tradizioni, i suoi costumi. Una rappresentazione plastica della violazione di questo diritto fu l’aggressione all’Afghanistan talebano. Non ci piacevano i loro costumi e poiché non ci piacevano i loro costumi nel 2001 abbiamo invaso e occupato l’Afghanistan, rimediando però una vergognosa sconfitta, quando nell’agosto del 2001 i Talebani sono tornati al potere a Kabul (il primo a scappare fu il nostro ambasciatore, perché c’era anche l’Italia in quella stolta e sciagurata operazione). Faccio notare che i Talebani sono stati gli unici a sconfiggere veramente gli americani, c’è il precedente, è vero, dei vietnamiti, ma dietro il Vietnam c’era la Russia, alle spalle dei Talebani, “brutti, sporchi e cattivi” per definizione, non c’era assolutamente nessuno.

[…]

Trump, come abbiamo detto, ha affermato di togliere la protezione della Nato ai paesi europei che non sono stati collaborativi, soprattutto nell’infame guerra contro l’Iran. Si tratterebbe insomma di smobilitare la presenza americana in Europa, con tutte le sue basi, anche nucleari. In Italia ce ne sono 120 circa, anche se non tutte nucleari (gli aerei Nato che andavano ad aggredire la Serbia partivano da Aviano). In Germania ce ne sono sette. […]

Gli americani vogliono togliersi dai coglioni in Europa? Un regalo veramente inaspettato. Da chi dovrebbero proteggerci gli yankee? Dalla Russia? Questo aveva senso nel 1949 quando fu costituita la Nato, ma allora si era nel pieno della Guerra fredda, il mondo era diviso in due blocchi, quello sovietico e quello occidentale. Ma la Russia del pragmatico Putin, oggi, non costituisce più un pericolo. Con la sua “Operazione militare speciale” la Russia ha certamente violato il diritto internazionale, ma quante volte gli occidentali hanno fatto lo stesso definendo le proprie guerre con nomi diversi, esattamente come ha fatto Putin, chiamandole ipocritamente “operazioni di pulizia internazionale” o “difesa contro il terrorismo internazionale”. Per gli americani tutti i popoli o i raggruppamenti che non gli garbano sono “terroristi”. Loro no, insieme agli israeliani. Gli americani e gli israeliani, come gli ucraini, non aderiscono al Tribunale dell’Aia che è deputato a giudicare i “crimini di guerra”. Loro, si sa, non commettono crimini né di guerra né di altro tipo. Ne escono sempre impuniti (il Cermis, gli stupri ai danni delle ragazze italiane, soprattutto nel Napoletano, nei pressi di una delle loro numerosissime basi).

[…]

Ma i veri terroristi, insieme agli israeliani, sono loro. È da loro che dovremmo difenderci. Come aveva ben capito Angela Merkel (quanto ci manca) quando affermò, durante un comizio in Baviera nel 2017: “Gli americani non sono più i nostri amici di un tempo, dobbiamo imparare a difenderci da soli”. È inammissibile che la Bomba ce l’abbiano, oltre alle grandi potenze Usa, Russia, Cina, paesi come Israele che, a differenza dell’Iran, non ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, il Pakistan e la Corea del Nord. Nel 1955 la Germania Ovest rinunciò formalmente a produrre armi nucleari, chimiche e biologiche a ragione degli accordi per entrare nella Nato. Successivamente, nel 1969, la Germania firma il Trattato di non proliferazione nucleare. Ma i Trattati, secondo la classica definizione di Kelsen (studiate Giurisprudenza, somari) valgono rebus sic stantibus. Ma siccome le cose non restano mai ferme tutti i Trattati, anche i privati, durano il tempo che trovano.

Ritornando all’affermazione di Merkel, essa significa in sostanza che l’Europa deve diventare autarchica economicamente, politicamente e soprattutto militarmente, armata e nucleare.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 14 apr 2026 19:23

com'è finita la polemica che vedeva Lucio Caracciolo pagato dalla Russia per fare propaganda in Italia?

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 14 apr 2026 19:31

com'è finita l'accusa di finanziamenti russi al Fatto Quotidiano?

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