Bevute di Marzo 2026

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arnaldo
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda arnaldo » 26 mar 2026 18:07

andrea ha scritto:
vinogodi ha scritto:
Trabateo ha scritto:... La borgogna bianca per nulla pesante ...
:shock: ... mi chiedo cosa sia stato bevuto fino ad ora... 8)

Borgogna bianca pesante...
In Borgogna è pieno di vini pesanti, monocordi, banali...a volte anche di grandi nomi e di prezzi non indifferenti, poi ci sono grandi vini, a grandi prezzi.
Per questo quando si trova un vino, in genere da zone periferiche della Cote d'or, di grande piacevolezza e di prezzo ragionevole la reazione è "ca##o, se tutti i maledetti 1er cru di legno e burro fossero come questo vino..."


Quoto in toto Andrea ( ne parliamo spesso assieme). E aggiungo:
Nel mio lungo percorso di appassionato bevitore di bottiglie importanti di Borgogna bianca ne ho bevute. Di tutti i produttori. Fino al Montrachet di DRC. una certezza:.non.voglio morire bevendo x 50.anni.sempre le stesse bottiglie,sempre le stesse zone,sempre gli stessi produttori. Mio limite sicuramente. Borgogna bianca paga decisamente alcune epoche. Le annate del Premox, le ossidazioni precoci, le fasi di ingerenza di barrique devastanti (grassezza,liquirizia insistente= pesantezza) un po come l epoca dei Barolo boys. Non e' un caso che nell'ultimo decennio tantissimi hanno fatto RETROMARCIA PESANTE: penso a Comte Lafon, Ramonet, Sauzet ( i primi che mi vengono in mente) anche se altri per motivi commerciali rimangono.ancorati a certi affinamenti ( Girardin su gran parte.della gamma e' imbevibile, salvo quasi tutti i Grand cru). E non a caso, le NUOVISSIME GENERAZIONI che Subentrano, o.perche' spacchettano i Domaine tra i figli,cambiano praticamente tutto. Alcuni.nomi??? In zona classica.mi.piace TESSIER (ingererenza legni prossima.allo zero)...in.zona.Chablis adoro:.DE.MOOR, Thomas Pico, Chateau.De.Beru. Sara' un caso.ma alla cieca DAUVISSAT.o RAVENAU li becco in 2 secondi. buonissimi,niente da dire, ma tutti uguali. E altra cosa. Guardate cosa bevono le nuove generazioni fino.ai 40.anni: queate cose qui
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda vinogodi » 26 mar 2026 18:08

andrea ha scritto:
vinogodi ha scritto:
Trabateo ha scritto:... La borgogna bianca per nulla pesante ...
:shock: ... mi chiedo cosa sia stato bevuto fino ad ora... 8)

Borgogna bianca pesante...
In Borgogna è pieno di vini pesanti, monocordi, banali...a volte anche di grandi nomi e di prezzi non indifferenti, poi ci sono grandi vini, a grandi prezzi.
Per questo quando si trova un vino, in genere da zone periferiche della Cote d'or, di grande piacevolezza e di prezzo ragionevole la reazione è "ca##o, se tutti i maledetti 1er cru di legno e burro fossero come questo vino..."
... quoto...è per questo che ora bevo solo Ganevat, Labet eOvernoy e ... Kaz...ahem... Kàgami... 8)
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda vinogodi » 26 mar 2026 18:12

arnaldo ha scritto:...e altra cosa. Guardate cosa bevono le nuove generazioni fino.ai 40.anni: queate cose qui
... ....dai , confessalo ... strabevi Jura per sentirti ancora "fino ai 40 anni" ... :lol:
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arnaldo
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda arnaldo » 26 mar 2026 18:29

vinogodi ha scritto:
arnaldo ha scritto:...e altra cosa. Guardate cosa bevono le nuove generazioni fino.ai 40.anni: queate cose qui
... ....dai , confessalo ... strabevi Jura per sentirti ancora "fino ai 40 anni" ... :lol:


Nooooo...figurati...non e' per quello. Ti dico un altra cosa. In Francia purtroppo hanno una crisi di consumi<acquisti peggio della Nostra. sono gia- andato 2 volte in Francia, quest anno in enoteche si trova roba che l anno scorso o quello prima COR CAZZO.
tI faccio alcuni esempi di bt viste Les Folatieres di Dujac, Bonneau du Martray, quasi tutta la gamma di ramonet a prezzi umani....Dugat tutti i gevrey chambertin fino al lavaux.
Aggiungo. se io ho i soldi, trovo Coche Dury e lo pago qualsiasi cifra pur di averlo. No problem.
Se io ancora coi soldi e senza limiti, cerco qualcuno dei Domaine Introvabili dello Jura, NADA de NADA. Perche' fanno piccole produzioni ,dici .....si puo- essere...ma anche Coche e' stravenduto nel Mondo e tutto il Mondo corre dietro ...come lo spieghiamo ?
Diciamo che il Mondo sta cambiando, i gusti della gente cambiano. E le nuove generazioni bevono altro. ad esempio personalmente adoro ancora tanto lo CHENIN della loira ,bevo Bernardeau che nella sua artigianalita- ogni annata cambia ben bene e piu- invecchia e piu- trasmuta, come Angeli, come Clos Rougeard e il nuovo Domaine Du Collier. e i nuovi nuovi emergenti< Boudignon, Menard, Autran, Leroy Richard.
L alsazia mi ha stufato..basta........molto bene la WACHAU, per me i veri grandissimi riesling rimangono li . infatti conto di tornarci entro un paio di anni... bene la Germania, bene i trocken e i kabinett.....spatlese no, ne carne ne pesce. splendidi auslese e tba.....interessante da esplorare Savoia e Svizzera...sicuramente c'e' ancora tanto da assaggiare
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda zampaflex » 27 mar 2026 10:31

Capisco perfettamente la traiettoria di Arnaldo.
Che la ricetta della Borgogna bianca "classica moderna" (batonnages, permanenza sui lieviti, legno piccolo nuovo) possa stancare perché troppo simile a se stessa non è una novità. Io non ne sono mai stato colpito. Eccezionali la prima volta che li bevi, buoni la seconda, alla terza cominci a chiedere qualcosa di diverso, di più epurato, di più lineare (étiré secondo i cugini).
Poi, lo Jura...va anche oltre. Vini magri, ossuti, a volte approssimativi ed è qui che si innesta la nuova generazione cresciuta a pane e difetti naturalistici.

Oggi si incrociano diverse tendenze nella approvazione di un nuovo vino bianco. Che sia Jura, che sia Sudovest (Lajibe per esempio), che sia Austria (Tscheppe), che sia Germania, si ignorano noncurantemente gli eventuali difetti e si osannano le esecuzioni nello stile sopra descritto.
Di Lajibe ho letto qualche francese dire che non ha niente a che vedere con i vini locali, e che sembra Jura. Ecco, appunto...
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Ziliovino » 27 mar 2026 11:31

Immagine

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Il tema era semplicemente "bombe d'oltralpe", i piatti, sempre ottimi, di Nasturzio ad Albino.

Champagne Polisy 2002 Brut - André Beaufort. Leggere ossidazioni, buona tensione, bolla evanescente ma ancora sufficiente e piacevole, biscotto Plasmon, floreale appassito, bella sapidità. Quando la bottiglia è giusta, è un gran bel vino...

Chablis Blanchot grand cru 2013 - Droin. Pietra bagnata, lime (il frutto) e limatura di ferro, a tratti sembra di stare in una tequileria (un mix di tequila-lime-sale :-) ), caramella seltz, e solo col tempo l'accoppiata burro-floreale. Altro gran bel vino.

Bourgogne Cote D'Or 2019 - Cecile Tremblay. Checc'azzecca un misero Bourgogne col tema bombe? andai a vedere il prezzo e capii... ed il vino c'è, eccome: intenso nel floreale, ma soprattutto nella nota verde che pian piano si fa un mix di pepe verde e nero, poi incenso,, sorso leggiadro, il tannino è leggero, gli manca la presenza e l'allungo dei cru superiori, ma in quanto a carattere non difetta sicuramente.

Tavel 2020 - L'Anglore. Mentolato deciso, poi smalto e floreale carnoso. sorso intenso, ficcante, senza sbavature. Affascinante.

vdf Les Traverses 2020 - L'Anglore. tanto buoni i suoi rosé (si vabbé, rosé...), quanto poco convincenti i rossi. Sicuramente non brutti vini, eh, però anche qui il frutto è poco definito, solo con parecchia aria esce un po' di spezia pepata, sorso fresco e disimpegnato, manca la spinta ed allungo.

Pauillac 1970 - Chateau Lafite Rotschild. Eh, si, l'etichetta era maciullata, ed il livello non al top, ma il colore luminoso e ben presente in controluce, unito a zero depositi sul fondo facevano ben sperare... Eppure il dio Bacco ha voluto punirmi, con un vino muffettoso e cartonato, dall'inizio alla fine... la mia fede enologica vacilla... il giorno dopo concede un po' di rosa macerata, rosolio, ma troppo poco.

Margaux 1966 - Chateau Rauzan Gassies. Mi riprendo in parte con questo sessantenne, dal bel colore, e dalla presenza al sorso davvero niente male, elegante e lungo. Poco espressivo al naso, col camino spento, la genziana e l'amaro d'erbe.

Cote-Rotie Cote Blonde 2009 - Rostaing. Parte scuro e poco espressivo, poi pian piano si distende, ma solo in parte, l'impressione è che sia oggi incompiuto, per lo meno al naso, perchè al sorso ci siamo, eccome, intenso, lungo ed elegante.

Sauternes 1996 - Clos Labere. Già il tappo è tutto zafferano, è come ficcare il naso nella ciotolina di acqua calda dove lascio i pistilli prima di gettarli nel risotto. Poi caramello, albicocca disidratata, e zafferano, tanto zafferano. anche il risotto alla milanese. zafferano l'ho già detto? sicuramente monotono, ma a me lo zafferano piace...

Champagne Chemin des Terroirs - De Sousa. sboccatura 2024. Fragrante e fruttato, non precisissimo, mi ha ricordato lo stile Chavost. E non è un complimento...
"Il successo di tavernello invita a riflettere"
(Anonimo, bomboletta spray su muro)

"Il vino non lo scegli... è lui che sceglie te"
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda arnaldo » 27 mar 2026 12:07

Ziliovino ha scritto:
Rostaing COTE BLONDE 2009..


Stessa impressione lo scorso anno, aperto.una 2009 che fece una figura barbina difronte ad una 2000 piu' compiuta e distesa. Ancora indietro purtroppo, ci vogliono sempre 20 e passa anni sui Cru di eccellenza. Forse Ampodium puo' essere godereccio
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zampaflex
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda zampaflex » 27 mar 2026 18:21

arnaldo ha scritto:
Ziliovino ha scritto:
Rostaing COTE BLONDE 2009..


Stessa impressione lo scorso anno, aperto.una 2009 che fece una figura barbina difronte ad una 2000 piu' compiuta e distesa. Ancora indietro purtroppo, ci vogliono sempre 20 e passa anni sui Cru di eccellenza. Forse Ampodium puo' essere godereccio


Landonne 10 aperta nel 21 con Ale, se te la ricordi, era stata pesante, alcoolica.
Cote Blonde 09 l'anno scorso con George7179 invece, pur restando estrattiva e un po' ermetica, aveva già più espressione.

Direi due cose non necessariamente autoescludentisi: Rostaing sulle annate moderne, calde, forse fa più fatica che in passato (vedasi anche Landonne 12); e che i canonici vent'anni per il pieno godimento siano, alla prova dei fatti, da rispettare.
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda ferrari federico » 29 mar 2026 15:43

Barolo Gavarini Chiniera 2020
Elio Grasso

Potente, corposo, tannico, un vero Barolo “austero”, ricco di sfumature “animali” e minerali, molto tipico per il terroir di Monforte (viene dalla mga Ginestra).
Colore granato brillante dai riflessi rubino, di media intensità. Bouquet già aperto e ricchissimo: cuoio inglese da sella, tartufo, sciroppo di cassis, rosa fresca e appassita, mirtillo maturo, goudron, asfalto caldo, mentuccia, zenzero.
Già pronto da bere, dopo una adeguata areazione, ma ancora un po’ chiuso da un tannino a grana media, di notevole consistenza e concentrazione. Sicuramente l’equilibrio acido-tannico è ancora un pochino indietro e una decina di anni in più di maturazione probabilmente servono per raggiungere un grado ottimale di fruizione.
Vino “con i baffi”, come avrebbe detto mio padre…
Fine e nobile, di nobiltà di lunghissimo corso, dai tratti rustici e aristocratici al tempo stesso.
Per me 95/100.

Calabria igt Le Passule 2023
Librandi

Ho provato con il vino rosso, ho provato con il vino bianco ma questo (super) formaggio d’alpeggio Appenzeller sconfiggeva qualunque abbinamento: l’insieme cibo-vino (anche se il vino da solo è il formaggio da solo erano sublimi) risultava sgradevole.
Ho provato con un vino passito dolce: match perfettamente riuscito!
La potenza dell’Appenzeller svizzero è dominata ottimamente da questo ottimo passito calabrese da uve Mantonico: Ambra lucente alla vista, al naso albicocca matura, uva passa e sciroppo di mandorla. Ottima la beva, dolce ma non stucchevole e dotata di buona acidità.
92/100 per me.

Valtellina Superiore Inferno Riserva Al Carmine 2019
Caven

Etichetta “premium” della casa vinicola Nera, la Caven nacque molti anni fa per rappresentare un’idea di innovazione e di qualità più alta rispetto al posizionamento dei vini della casa “madre”, più “commerciali” e di impostazione tradizionale (secondo lo stilema della tradizione valtellinese fino a qualche decennio fa). Poi i vini Caven rappresentavano le vigne di proprietà rispetto ai vini Nera prodotti in gran parte con uve conferite.
Adesso che il livello qualitativo della Nera si è alzato e che anche i vini Nera vengono in molta parte da vigne di proprietà, molte differenze si sono appiattite. Anche lo stile di vitivinificazione è del tutto simile e in linea con il rinnovato modello produttivo improntato alla qualità che caratterizza il corso più recente dei vini valtellinesi.
Questa riserva Al Carmine di Inferno è un ottimo prodotto: austero e verticale come dev’essere un Inferno, lontano dalla mineralità speziata della Sassella e dal frutto esuberante del Grumello. Granato abbastanza intenso il colore, cromaticamente scuro. Ill bouquet si apre lentamente ma poi soddisfa alquanto: dapprima il floreale della violetta e del geranio, poi i piccoli frutti del bosco (sia neri - mirtillo- che rossi - ribes rosso), infine una bella nota di cuoio e di sottobosco con sfumature balsamiche. Un profumo composito e in via di raggiungere ulteriori complessità e finezze. La beva è scorrevole e facile nonostante una struttura densa e un tannino a grana fine immerso in una equilibrata acidità. Ottimo con tagliolini al tartufo bianchetto.
Per me - per adesso - 92/100.

Soave Classico Calvarino 2020
Pieropan

Un grande classico dei bianchi italiani e uno dei miei preferiti: il Calvarino, vinificato senza apporto di legno (come il La Rocca) è un Soave di media struttura ma di eccellente concentrazione gusto-olfattiva. Non avrà quella mineralità sapida che caratterizza tanti grandi vini bianchi ma qui il frutto (e soprattutto l’equilibrio tra freschezza acida e fruttuosità) è eccezionale.
È perfettamente maturo, a sei anni dalla vendemmia, e il colore dorato brillante lo rivela.
L’intensità olfattiva è solo media, con la mela matura e l’uva dolce da tavola in primo piano.
Ma in bocca è molto soddisfacente e anche complesso: frutto, sì, ma un frutto super maturo e rigoglioso, ricco di sfumature acide e con una personalità decisa e una persistenza lunghissima e del tutto coerente con l’ingresso in bocca. Perfetto sia con la pasta al granchio e peperone secco crusco con cui l’ho bevuto ieri, sia (forse ancora meglio) con il pollo iraniano zereshk polo morgh (con riso, zafferano, curcuma, concentrato di pomodoro, bacche di crespino) che ho fatto oggi.
93/100 imo
L_Andrea
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda L_Andrea » 29 mar 2026 17:57

Maxime Magnon L Estrade Blanc 2024
75% Grenache gris 20% Grenache Blanc 5% Maccabeu.
Vino di grande freschezza, ancora sui sentori primari di Lime, pompelmo, ginestra con una scia sapido/minerale che ti invoglia la beva.
Un piccolo grande vino che non fa che confermare le sensazioni positive verso la Languedoc

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