tenente Drogo ha scritto:è dimostrato che anche le persone colte - ammesso e non concesso che tutti i laureati siano colti - sono suggestionabili dalla propaganda
certamente, ma qualsiasi esperto di marketing e/o di psicologia sociale può agevolmente dimostrare che la penetrabilità alle tesi palesemente infondate (si parlava di "slogan terrificanti") è molto minore in chi ha un livello di istruzione elevato rispetto a chi non lo ha. Infatti, ad esempio, la normativa di protezione del consumatore (che, incidentalmente, è uno dei miei campi di ricerca accademica) dedica tutele rafforzate ai c.d. "vulnerabili", per stato sociale o anagrafico, rispetto al consumatore medio.
A questo proposito, riporto qualche dato appena pubblicato sul Corriere: i laureati hanno votato no per il 67,9%, rispetto al 48,6% di coloro che si sono fermati alle scuole medie. I professionisti e imprenditori hanno votato no per il 57,2%, gli studenti per il 63,6%, casalinghi e casalinghe per il 42,6%.
In definitiva, mi sembra evidente che chi aveva gli strumenti più avanzati per comprendere il tema per cui si votava (tema estremamente tecnico, peraltro) ha scelto no, rispetto a chi, per formazione, aveva meno possibilità di capire, ad esempio, la contraddizione tra il novellato art. 105 ed il 107, che presumibilmente avrebbe creato una serie di conflitti di attribuzione tra CSM ed Alta Corte avanti la Consulta.

