Bevute di Marzo 2026

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L_Andrea
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Bevute di Marzo 2026

Messaggioda L_Andrea » 03 mar 2026 19:38

Domaine du Chardonnay 1er cru Vaillons 2020
Fortuna che esistono anche Chardonnay francesi a prezzi umani che ti fanno stare bene :D
Verticale, sapido con ancora una mineralità tagliente non cede a burrosità di sorta e fa presagire ancora margini di miglioramento
Montevertine Pian del Ciampolo 2020
È la copia in miniatura della golosità che ha il Montevertine di pari annata. :D
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zampaflex
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda zampaflex » 03 mar 2026 20:27

L_Andrea ha scritto:Domaine du Chardonnay 1er cru Vaillons 2020


Cru di dove? Chablis suppongo.
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L_Andrea
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda L_Andrea » 03 mar 2026 21:02

zampaflex ha scritto:
L_Andrea ha scritto:Domaine du Chardonnay 1er cru Vaillons 2020


Cru di dove? Chablis suppongo.

Esatto Chablis :mrgreen:
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zampaflex
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda zampaflex » 04 mar 2026 17:02

Più di febbraio che di marzo.

Ferme de la Sansonnière - VdF La Lune 2019

Mi aspettavo un vino secco, magari con cenni di volatile, ed invece era un "tendre", con non poco residuo (ricorda certi Chidaine), tanto che non avrebbe sfigurato su qualche piatto lievemente dolce, tipo tortelli di zucca. Ricco di fiori e frutta, sorso gustoso fino in fondo, ma un po' placido, carente della giusta tensione. Ma lo si è bevuto con piacere.
:D :D :D :)

Buisson-Charles - Meursault Les Tessons 2018
Non basta il luogo per fare il vino, la regola borgognona è questa. Alcuni cenni di appartenenza, strappati con le unghie dai manifesti appesi per la Route Nationale, ma finale poco saporito e con cenni di amari non gradevoli. Non consiglio, specie visto che l'annata era generosa già di suo ma mal sfruttata.
:D :D :D

Comando G - Sierra de Gredos Rozas primer 2015
Qui invece la generosità si sente e pure troppo: i tratti tipici sono in primo piano, un po' enfatizzati, rubando la scena ad un palato bolso, cortino e appesantito da alcool non ben contenuto.
:D :D :D

Raquillet - Mercurey 1er cru Révélation très vieilles vignes 2017
Ah, qui si che si è stati bene...temevo un pn un po' sfacciato e sudista dato che la zona non è di certo rinomata, invece mi trovo una delizia che danza come Bolle portando bene a spasso la materia prima carnosa e setosa, sostenuta da uno scheletro di freschezza potente ma non aggressivo, dalla lunghezza sopra la media. Aromatica luminosa, guidata da una fragola che fa tanto Rayas. Agrumato, chiaro, senza lati speziati o scuri. In atletica sarebbe un quattrocentista.
Da selezione di piante ultracentenarie presenti nel lieu-dit Les Veleys.
:D :D :D :) ++
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda littlewood » 04 mar 2026 20:44

Ieri bella manifestazione in quel di venezia organizzata da quella vecchia volpe del Bonucci( brozzi del forum) dell' enoclub siena.
2 vini mi hanno entusiasmato
Il brunello vigna vecchia 021 delle ragnaie! Vino che aveva gia' promesso molto allo scorso vinitaly in anteprima e che ora ha mantenuto appieno le promesse! Brunelli multistrato profondo avvolgente di grande pressione palatale. Vino di grandissima prospettiva
La riserva dieci anni 2016 delle chiuse....che dire....poche volte un vino classificato 100/100 mi ha fatto innamorare come questo vino! Gia' con il brunello annata Lorenzo aveva fatto un capolavoro! Ma con questa riserva uscita dopo 4 anni di botte e 6 di bottiglia ha fatto qualcosa di eccezionale! Ok avere a disposizione la vigna numero 2 dove franco bs ha sempre fatto la riserva aiuta ma il progresso qualitativo di questo bravissimo vignaiolo si esalta in questo vino di un' eleganza infinita con un tannino talmente fine e cesellato che e' una carezza al palato! La scelta poi di uscire dopo 10 anni cosa unica nella denominazione fa capire il lavoro e il pensiero lungimirante di questo che e' rimasto l' ultimo dei biondi santi a montalcino! Bravo! Bravo! Bravo!
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda fabrizio leone » 04 mar 2026 21:23


Loredan Gasparini Capo di Stato 2016

prima esperienza ( avevo assaggiato il metodo classico : buono )
Vino importante, con una sua personalità, ancora irrealmente giovane
Buono !! tra 10 anni immagino ottimo !!!

Produttori del Barbaresco Barbaresco 2017
io ho un debole per questa etichetta
per me, sempre buoni e ad un rapporto qualità / prezzo ottimo !!!
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Ludi
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Ludi » 07 mar 2026 12:48

Cedric Bouchard, Champagne Rosé Le Creux de l'Enfer 2012: incredibilmente vinoso, al naso sembra più un Rosé de Riceys che uno Champagne, con note di rabarbaro, terriccio, un pizzico di ciliegia. In bocca è possente e di bella spinta. Buono, anzi molto buono, ma il prezzo attuale è irrealistico.
Lopez de Heredia, Blanco Reserva Vina Tondonia 2003: naso spiazzante, con cera d'api, mallo di noce, zafferano e curcuma. Acidità sferzante in bocca, unita ad una spinta glicerica notevole. Sembra un Jerez Fino o un Madera Sercial, più che un bianco della Rioja. Mi è piaciuto, ma non mi ha convinto.
Guigal, La Landonne 1994: naso commovente e mutevole, che spazia dall'amarena al pepe alla pasta d'olive alla carne arrosto, in maniera emblematica. In bocca è un po' meno convincente (l'annata fa pagar dazio), con grande struttura ma meno complessità. Ma sono dettagli: è una bevuta emozionante.
ferrari federico
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda ferrari federico » 07 mar 2026 22:20

Franciacorta Brut Nature Tal Quale
Ferghettina

85% Chardonnay e 15% Pinot nero, fine, gradevole, leggero e facile. Gradevole. 87/100 per me.

Carignano del Sulcis Riserva Is Solinas 2019
Argiolas

Dal più noto dei produttori sardi, un vino corposo e potente a base di Carignano con uno spruzzo di Bovale. Il frutto maturo (ciliegia, mora), le spezie dolci e quelle pungenti (cannella, noce moscata, pepe nero), il tostato delle barriques nuove, la liquirizia e il tabacco: questo il bouquet che si offre al naso e si ritrova poi con coerenza in bocca. Tannico ma già morbido, denso, fin dal colore di cromatismi quasi neri. In beva ottimale ora. Per me 92/100. Bevuto con pulled pork e costine di maiale affumicate.

Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda spumante dry Nontiscordardimé 2024
Tenuta Il Rintocco

Spumante secco ma semi-abboccato da uve quasi tutte aromatiche o semi-aromatiche (Marsanne, Ortrugo, Malvasia, Sauvignon e Moscato), assomiglia vagamente a un Prosecco molto morbido ma è - a mio parere - meno standardizzato e molto più personale.
Più “dolce” di una Malvasia (e senza la tipica nota amarognola), profumi vicini a quelli di un Moscato giallo secco (frutta candita, fiori bianchi freschi, pesca, albicocca), in bocca è molto gradevole e particolarmente adatto ad un bel panino con prosciutto crudo stagionato. Da vigne molto vecchie, e si sente la concentrazione (anche se con un grado alcolico molto basso). 88/100 per me.

Mâcon-Vergisson Sur la Roche 2023
Verget

Il vigneto Sur la Roche è ritenuto uno dei migliori cru del maconnaise: è in parte premier cru e in parte è non premier cru e questa parte, che è il caso di questa bottiglia, esce solitamente come appellation regionale Mâcon-Vergisson e non come appellation comunale Pouilly-Fuissé. Ma la vigna, anche se ad altimetria diversa, è la stessa ed ha un terroir molto simile a quello dei grand cru e dei premiere cru bianchi della Côte de Beaune: le sue caratteristiche principali sono molto calcare attivo in terreni sottili.
Questi Chardonnay di Borgogna sono opulenti e corposi ma anche particolarmente minerali e verticali.
Lo stile, inconfondibile, di Guffens, anche in questi vini che non provengono da vigneti di proprietà ed escono come Verget, è a parer mio la quintessenza di un certo tipo di Borgogna bianco: legno nuovo con tostatura evidente e vaniglia in primo piano ma, sotto, una materia superlativa e una densità gusto-olfattiva che riesce a dominare il tutto senza problemi e, anche in un vino giovanissimo come questo, mostra un equilibrio e una piacevolezza così ricca di finezza e sfumature che anche questo legno nuovo (che oggi sembra elemento da rifiutare, per moda, per essere mainstream) risulta invece non solo perfettamente integrato ma addirittura indispensabile alla lettura complessiva.
Il colore è giallo paglierino intenso e brillante. Il naso mostra un bouquet non del tutto espresso ma già molto variegato: prugna bianca, melone bianco, yuzu, timo, ferro bagnato, uva fresca matura, vaniglia.
In bocca è buonissimo, un vero e proprio inno allo Chardonnay nella sua forma migliore; fine, tagliente e grasso al tempo stesso.
Bevuto con tartare di gamberi rossi e poi vitello con salsa satay Thai (cocco e arachidi). Che dire? Perfetto. 94/100 imo.

Gloria Vino Rosso 2020
Nusserhof

Lagrein a bassa gradazione (12,5gr) ma con buona concentrazione. Il colore è porpora violaceo scuri, con riflessi rubino sull’unghia.
Profumo molto particolare e interessante: parte da un fumé da braci di legna e si sviluppa in un fruttato (piccoli frutti neri molto maturi) con spunti vegetali e di erbe aromatiche (salvia, timo) e minerali (ardesia e polimero di vinile). Di medio corpo, dal tannino morbido e dalla acidità moderata: non so se sia in grado di invecchiare ancora per molti anni ma ora è perfettamente in beva e molto gradevole. 92/100 per me.
L’ho purtroppo abbinato con il cibo sbagliato: provato con una pasta ai formaggi (grana padano, provolone valpadana piccante, gorgonzola dolce, stilton e caprino stagionato) che avrebbe abbisognato di un bel bianco potente…

Valtellina Superiore Grumello riserva Buon Consiglio 1995
Ar.Pe.Pe.

Tutti sanno che i vini da Nebbiolo, se ben fatti e se in annata buona, sono in assoluto tra i più longevi. Langhe e nord Piemonte ne sono testimonianza certa. E la Valtellina? Anche i nebbioli chiavennasca di montagna, più leggeri e profumati, sono in grado di sfidare i decenni? A giudicare da questo Grumello riserva Ar.Pe.Pe. del 1995 (quindi una bottiglia di 30 anni), direi di sì: naturalmente il colore è mattone chiaro, il profumo ha perso del tutto il frutto ed è completamente in fase terziaria avanzata (mallo di noce, liquirizia, foglie secche umide, noce moscata, sottobosco) ma mantiene nella sua nobile vetustà il carattere del cru Grumello. In bocca il vino invece mostra ancora un bel frutto, con tannino e acidità ormai del tutto assottigliati; alla beva ricorda la ciliegia e il lampone molto maturi, il cuoio e i funghi secchi. Di corpo leggero, è ormai una tela sottile e rarefatta, che porta con l’immaginazione in una vecchia biblioteca, in una soffitta polverosa e asciutta. Molto tipico, di un modello di tipicità valtellinese che imperava fino a quegli anni (vini sottili e poco concentrati) e in perfetto mood con lo stile “autunnale” di Ar.Pe.Pe. di quegli anni…
Probabilmente il suo apice è già alle spalle ma per adesso regge ancora molto bene. 92/100 per me.
E in buon accordo con un pollo arrosto marinato nella paprica dolce e con (poco) peperoncino.
L_Andrea
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda L_Andrea » 07 mar 2026 22:30

ferrari federico ha scritto:
Gloria Vino Rosso 2020
Nusserhof

Lagrein a bassa gradazione (12,5gr) ma con buona concentrazione. Il colore è porpora violaceo scuri, con riflessi rubino sull’unghia.
Profumo molto particolare e interessante: parte da un fumé da braci di legna e si sviluppa in un fruttato (piccoli frutti neri molto maturi) con spunti vegetali e di erbe aromatiche (salvia, timo) e minerali (ardesia e polimero di vinile). Di medio corpo, dal tannino morbido e dalla acidità moderata: non so se sia in grado di invecchiare ancora per molti anni ma ora è perfettamente in beva e molto gradevole. 92/100 per me.
L’ho purtroppo abbinato con il cibo sbagliato: provato con una pasta ai formaggi (grana padano, provolone valpadana piccante, gorgonzola dolce, stilton e caprino stagionato) che avrebbe abbisognato di un bel bianco potente…
.

Dei vini assaggiati durante la mia ultima visita in cantina da Nusserhof è il vino che ho capito meno anche in virtù del suo posizionamento come prezzo. Rispetto al Lagrein Riserva non ho trovato lo stacco che giustificasse il costo quasi doppio del Gloria. :roll:
ferrari federico
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda ferrari federico » 08 mar 2026 20:18

L_Andrea ha scritto:
ferrari federico ha scritto:
Gloria Vino Rosso 2020
Nusserhof

Lagrein a bassa gradazione (12,5gr) ma con buona concentrazione. Il colore è porpora violaceo scuri, con riflessi rubino sull’unghia.
Profumo molto particolare e interessante: parte da un fumé da braci di legna e si sviluppa in un fruttato (piccoli frutti neri molto maturi) con spunti vegetali e di erbe aromatiche (salvia, timo) e minerali (ardesia e polimero di vinile). Di medio corpo, dal tannino morbido e dalla acidità moderata: non so se sia in grado di invecchiare ancora per molti anni ma ora è perfettamente in beva e molto gradevole. 92/100 per me.
L’ho purtroppo abbinato con il cibo sbagliato: provato con una pasta ai formaggi (grana padano, provolone valpadana piccante, gorgonzola dolce, stilton e caprino stagionato) che avrebbe abbisognato di un bel bianco potente…
.

Dei vini assaggiati durante la mia ultima visita in cantina da Nusserhof è il vino che ho capito meno anche in virtù del suo posizionamento come prezzo. Rispetto al Lagrein Riserva non ho trovato lo stacco che giustificasse il costo quasi doppio del Gloria. :roll:


Al di là del fattore prezzo, tu sai che differenza c’è tra i due vini? Perché uno è a denominazione di origine e l’altro è un vino da tavola?
Ziliovino
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Ziliovino » 12 mar 2026 20:42

Immagine


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Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Misco 2015 - Tenuta di Tavignano. Gran bel verdicchio, teso, sapido, ancora in piena gioventù, dal naso floreale e di finocchietto. ottima bevuta.

Sudtirol Muller Thurgau Feldmarschall Von Fenner 2015 - Tiefenbrunner. Parte con lo zenzero fresco, un cenno di litchie, poi la pera wiliams bella matura, floreale di tiglio. Al sorso torna invece la mela verde, è asciutto e teso, ma con discreta grassezza, e con leggero tono dolce in chiusura. Molto alsaziano direi. E molto buono. Oserei piazzarlo tra i migliori bianchi nostrani... Mi ricordo le prime bottiglie scovate di questo vino, nell'enoteca vicino casa, dove lo storico enotecaro teneva una botticella in un angolo, con gli "scampoli" da smaltire, e prezzo "a sentimento"...

Cote du Roussillon Villages Lesquerde L'Esquerda 2019 - Domaine de Bila-Haut. Avevo bevuto un'altra etichetta abbastanza inutile di questa dependance di Chapoutier, qui invece non è andata malaccio, il frutto è scuro, il syrah domina con la speziatura sempre scura, un po' di legno si sente ma non infastidisce, piacevole al sorso, anche qui di buona concentrazione, ma fresco.

Mitterberg Vernatsch Liquid Stone Phyllit 2021 - Hartmann Donà. L'ho preferita al Donà rouge, qui siamo più verticali e c'è più tensione, senza creare un vino "troppo duro". ma anche qui siamo lontani dalle migliori espressioni di questo vitigno.

Barolo del Comune di Monforte 2012 - Elio Sandri. Questo è un gran bel nebbiolo. Punto. O meglio, senza punto, siamo lontani dalle vette assolute, ma in quanto a solarità, leggiadria e piacevolezza ci siamo eccome. Con giusto una puntarella di goudron a fare capolino. Un Baricci langarolo (non so perchè, ma ho avuto questo richiamo alla mente...).

Malvasia Isola di Salina Ruci Ruci 2015 - I Malvasioti. E questo da dove sbuca? boh... però è piacevole, col classico corredo di fico secco, frutta a guscio, frutta sciroppata, leggero caramello, sorso avvolgente, un pelo di alcol in esubero, ma si lascia bere.
"Il successo di tavernello invita a riflettere"
(Anonimo, bomboletta spray su muro)

"Il vino non lo scegli... è lui che sceglie te"
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda fabrizio leone » 13 mar 2026 21:59

Degustazione Nettare dei Santi

Dom magnum 2018. Sboccatura 22
Vino discreto. È sicuramente migliorato grazie a qualche anno in più. In apertura ha fatto il suo dovere

Mombrione 2004
Vino che ha stupito tutti
Integro, equilibrio tra frutto e sapori terziari
Gran bel vino
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda ferrari federico » 15 mar 2026 09:50

Saumur Champigny Clos de L’Echelier 2018
Domaine des Roches Neuves - Thierry Germain

Vino della Loira da Cabernet Franc di medio corpo ma di notevole concentrazione e ampiezza gusto - olfattiva. Il colore è rubino intenso fino al porpora-nero. Il bouquet è abbastanza maturo ma per adesso un po’ chiuso: si nota un floreale (geranio, lavanda) misto a un fruttato scuro (mirtillo, mora) immersi in note minerali (grafite, inchiostro di china) e di tabacco biondo leggero.
In bocca è fine, ricco di una acidità che fa salivare (viene meglio in lingua inglese: mouthwatering acidity…), con tannini leggeri e setosi, un retrogusto lunghissimo che riprende la mineralità che si avverte al naso.
Perfettamente maturo, può ancora migliorare (soprattutto al naso) e ha un range sicuro di vita di altri venti anni almeno. Eleganza e purezza sono gli obiettivi dichiarati di Thierry Germain per un vino biologico e biodinamico d’eccellenza.
93/100 imo.

Südtirol -Alto Adige Vernatsch aus Gschleier von Alten Reben 2015
40 anni 1975-2015
Girlan Kellerei

Schiava altoatesina uscita ora, con una commercializzazione speciale per i 40 anni dell’etichetta, dopo un anno di botte e nove anni di bottiglia.
Se l’intento è quello di dimostrare che da questo cru, con piante quasi centenarie e rese bassissime, si può ottenere un livello di concentrazione da grande vino e con un potenziale di invecchiamento che non ci aspetterebbe da un vino da Schiava, allora bisogna dire che l’esperimento è riuscito.
Questa non è certo la “solita” Schiava leggera e poco impegnativa che si è soliti bere: il bouquet esce dal semplice fruttato generico di piccoli frutti rossi di bosco che caratterizzano il varietale ma si contamina con una nota speziata e balsamica con rimandi dolci di pasticceria, un profumo complesso e inusuale. Lo speziato, insieme al frutto in confettura, pastoso, lo si ritrova anche alla beva, che è facile e scorrevole, di corpo medio - leggero ma con una bella nota tannica lievemente amaricante nel finale e un’acidità ancora vivissima. Anche al colore il vino non dimostra i suoi dieci anni ed è rubino con riflessi granata di media concentrazione cromatica. L’alcol, consistente per una Schiava (13,5gr), integra bene un profilo tutto sommato « stranamente » fine, di una finezza inusuale e per certi versi anche un po’ rustica, che mi appare molto legata al terroir altoatesino. Particolare. Almeno 93/100 per me.

Toscana Igt Sangiovese Poggio gli Angeli 2023
La Gerla

In buona sostanza un Rosso di Montalcino, questo il profilo organolettico, che include probabilmente anche vigne fuori doc. Buono. Non molto profumato (frutti rossi, ciliegia) ma in bocca molto food-friendly. Quattro mesi di botti grandi e piccole. Per me 88/100.

Pommard 1er Cru Les Fremiers 1993
Domaine Jean-Marc Bouley

Questo premier cru di Bouley, nelle ultime annate uscite, ha ricevuto punteggi stellari dai critici enofili e, purtroppo, i prezzi hanno seguito il trend, uscendo fuori dal range di un consumo non speculativo (e non milionario…)
Invece, sul mercato secondario si trovano ancora annate vecchie, a prezzi molto più umani e accessibili.
Questo 1993 è stato ben conservato: il vino è indubbiamente ancora vivo e vegeto, ma appare ormai in fase calante. Al naso c’è il sottobosco, la terra bagnata, il minerale della limatura di ferro, lo speziato di un sommesso chiodo di garofano, il balsamico del mallo di noce e un lontano frutto, ormai tra lo sciroppo e la confettura. Profumo, comunque, evoluto ma ancora molto interessante, intenso, variegato e fine.
In bocca il cedimento prossimo venturo è più evidente: la acidità - ancora molto viva - sembra quasi dissociarsi dal contenuto polifenolico ormai assottigliato al massimo (qui il tannino tipico dei Pommard è del tutto metabolizzato) e il retrobocca, non lunghissimo, lascia solo l’impronta acida (e non più frutto). È ancora una ottima bevuta ma non credo ancora per molto…
Colore abbastanza scuro (per un Pinot), mattone - granato, dalla limpidezza un po’ opaca.
Qui era attivo ancora solo il vecchio Jean Marc, prima dell’arrivo del figlio Thomas nel 2000 e ben prima che prendesse le redini dell’azienda nel 2012 dopo che il padre si era ritirato in pensione. Thomas a partire dai primi anni del 2000 ha vinificato senza diraspare, ha migliorato il lavoro in vigna, ha usato barriques migliori, è stato più attento a come trattare il mosto in cantina con attrezzature nuove meno invasive. Alzare il livello di qualità evidentemente ha sortito effetti positivi, segnalati prontamente dalla critica, ma già in questa bottiglia del « vecchio corso » si notava la potenzialità della vigna, soprattutto in termini di finezza e complessità.
91/100 per me, bevuto positivamente con petto d’anatra all’arancia.
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda vinogodi » 15 mar 2026 10:13

...ieri dalla Mariella a Fragno , gran bella mangiata e ci siamo lasciati "guidare" da Guido perchè guai scantonare dalla sua filosofia ormai estremista per alcune categorie... ma non solo per bere , anche su digressioni filosofiche: come parlare di Vangelo con un Ayatollà iraniano... La sorpresa più grossa? Che da fondamentalista del Jura da immemore tempo , oggi il " Jura mi ha stufato, troppo mediatico e negli ultimi anni stanno producendo vini del cazzo" ... beh , detto da lui... da buon bastian contrario ne ho preso le difese "quasi" ad oltranza e abbiamo concordato su un Savagnin di Labet , probabile vino della giornata , approfittando dell'assenza di un malato Dani23 ... PS: inutile con lui parlare di "vini industriali" come Bordeaux e Champagne (vini costruiti solo per ricchi incompetenti, mentre la Borgogna è addirittura innominabile, perchè vini per petrolieri o magnati della finanza che alimenta la carestia mondiale e le guerre di ogni tipo, quindi da evitarne solo il pensiero peccaminoso) :lol: ...cosa?

- Champagne "artisan vigneron" Zéro Dosage Double Solera Jacques Picard , che ha fatto grande impressione, bella personalità, ossidazione controllata, asciuttissimo , di medio corpo anche se di lunghezza relativa ... ci stava : :D :D :D :)
- Savagnin Eb Chalasse "Les Parcelles Rares" 2020 : oro carico, estrattivo, anche in questo caso ossidazioni accettabii, grande dispendio di frutta esotica, largo al palato e di struttura notevole: :D :D :D :D
- Fleurie 2022 : rosso intenso e brillante con leggeri riflessi viola, fruttatissimo , caramella alla fragola, leggera balsamicità , bocca cortina "da Gamay" , fresco, bella speziatura di fondo :D :D :D +++
- Labet Cuvée du Hasaard 2010 : ossidazione à la Voile di grande spessore, fine nella sua opulenza , con il Comté e il carrello di formaggi speciali davvero ispirato. Nonostante il secondo bicchiere sia difficile da deglutire, mi è piaciuto... :D :D :D :) +++
Ente Nazionale Tutela dei Bevitori Capiscitori (EnTuBeCa) - Ministero della Cultura Enologica Popolare (MinCulEnPop)
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Nexus1990 » 17 mar 2026 12:37

Ieri sera con due cari amici:
Marc Sorrel Crozes-Hermitage 2016
Un vino di golosità inarrivabile, che si beve con un piacere quasi peccaminoso: tutto sulla finezza tra un floreale commovente, suggestioni agrumate chiarissime, bocca di grande energia, aerea, dal flusso perfettamente continuo, grana del tannino perfetta, setosa, carezzevole. Non ha la complessità del fuoriclasse ma chissenefrega, per me un grande vino, senza ombra di dubbio il miglior Crozes-Hermitage che abbia mai bevuto. 17,75
Jean-Louis Chave Hermitage 1999
Stappato 2/3 ore prima, perfetto, ma un po’ chiuso, mi è sembrata cosa buona e giusta scolmare un calice. Appena versato esibisce un frutto così integro e puro e scintillante che in un vino di oltre 25 anni mai mi era capitato di trovare. Il naso parte sobrio, quasi in understatement, ma con grande profondità aromatica, dominano le note chiare tra il lampone e scorza di agrume, una mineralità che va quasi sul talco, il contraltare più scuro/affumicato/speziato resta, per ora, sullo sfondo. In bocca un’energia tellurica, un terremoto di succosità agrumata, legata in maniera mirabile alla compattezza del centro bocca, alla sfericità e al volume dei tannini, a livello puramente tattile siamo alle soglie della perfezione, retrolfattiva pure pirotecnica che spara sentori su sentori, lunghissimo. E fin qui tutto bene, anzi benissimo, ma c’è anche la nota negativa: arrivati a due terzi di bottiglia il vino si incupisce notevolmente, già dal colore che si fa quasi velato (ma senza visibili particelle in sospensione) , evidentemente la precipitazione ha creato una “stratificazione” all’Interno della bottiglia che ha determinato una dicotomia davvero stridente tra la prima parte, scintillante, che ho descritto e questa parte finale che si è fatta più dura, più amara, per carità perfettamente bevibile ed anche molto buona presa da sola, ma che non regge il confronto con i primi due calici bevuti (eravamo in 3 quindi più o meno 3 bei calici a testa e confrontandoci la sensazione è stata la stessa in tutti i calici). 18,25 che è una media ponderata tra l’eccellenza assoluta della prima parte e la “delusione” di questa parte finale, che comunque, ripeto, non era un fondo di bottiglia ma una quantità di vino considerevole
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Trabateo » 17 mar 2026 13:12

Domaine Lecheneaut - Nuits-Saint-Georges Premier Cru Les Pruliers - 2013
Com'era la storia di quel CC bevuto 3 settimane fa?
...se si ha voglia di fare un viaggio, andata e ritorno, a Radda e tornando poi in Borgogna, questo potrebbe essere il vostro vino.
Ecco forse questo più che CC, sembrava l'UNO.
Piaciutissimo :mrgreen:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
Nexus1990
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Nexus1990 » 17 mar 2026 13:59

Trabateo ha scritto: Domaine Lecheneaut - Nuits-Saint-Georges Premier Cru Les Pruliers - 2013
Com'era la storia di quel CC bevuto 3 settimane fa?
...se si ha voglia di fare un viaggio, andata e ritorno, a Radda e tornando poi in Borgogna, questo potrebbe essere il vostro vino.
Ecco forse questo più che CC, sembrava l'UNO.
Piaciutissimo :mrgreen:

Sempre bei vini quelli di Lechenaut, e a prezzi ancora umani, che non guasta. La 2013 in Borgogna è un’annata che avevo sottovalutato, in Côte d’Or preferisco sempre le annate più calde a quelle più fresche, ma oggi le 2013 si bevono molto bene, e gli esiti che ha prodotto nelle zone più calde e in particolare a Nuits Saint Georges sono notevoli. I Nuits di Chevillon annata 2013 ad esempio sono deliziosi
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Lorenzo.
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Lorenzo. » 21 mar 2026 12:08

Nella stessa serata:
Müller Thurgau - Cembra (Trentino DOC) 2021
Pompelmo, pesca bianca, salvia/rosmarino e note fioreali. Bocca con una bella tensione, dritta, fresca, con sapidità di montagna. Ultima bottiglia in mio possesso, è un vino certamente non super complesso ma che mette d'accordo gli amanti di vari stili. Buono+.
Greco - Antonella Lombardo (IGP Calabria) 2022
Già dal colore giallo intenso si preannuncia come un body builder. Tarantola di profumi, un frullato di buccia di agrumi, erbe aromatiche e alghe marine. In bocca corpo piuttosto pieno, acidità rinfrescante, buona sapidità. Finale persistente. Buono++.
Monte Grande - Graziano Prà (Soave Classico DOC) 2021 (70% Garganega, 30% Trebbiano di Soave)
Bevuto per terzo e probabilmente non ben abbinato al piatto. Al tavolo ha destato meno emozioni degli altri vini ed è un peccato perché il materiale c'era tutto. Elegante e strutturato, più signorile del Greco ma non meno complesso. Profumi di fiori secchi, note fumé/vulcaniche, mandorla, mela verde, pane al mais. Come nota negativa, forse un po' compressi in questa fase (bevuto troppo presto?). In bocca molto equlibrato fra freschezza e morbidezza, setoso. PAI notevole, di vari secondi. Buono++.

In altri momenti:

Ascalo - Ascione Alongi (Toscana IGT) 2021 (Sangiovese 100% - no legno)
Eucalipto, tisana all'arancia, pepe bianco. In bocca è piacevole, fresco, ad oggi non molto complesso. Buono+

Serra Boella - Paitin Barbaresco 2014
Foglie secche, sottobosco, fungo, cuoio, pot-pourri. Poi una certa nota ematica. Tannino sottile, elegante, autunnale. Bella espressione dell'annata. Non credo che ulteriore invecchiamento potrebbe giovargli molto. Ad oggi, buono++.

Bruciato - Guado al Tasso Bolgheri 2023 (Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Cabernet Franc e Petit Verdot)
Provato a una cena. Avevo sentito dire che con le ultime versioni i sentori di legno erano meglio dosati ed ero curioso. Ma resta un prodotto che sa principalmente di legno e marmellata di frutta scura. Ho difficoltà giustificare i 92 punti Falstaff o i 91 di Parker.

Giba rosso - Cantina Giba (Carignano del Sulcis) 2022
Aromi di frutta rossa, poi erbe selvatiche e mirto. Tannini leggermente verdi, rustici, ma che danno energia al sorso. Un vino che non cerca di compiacere, non "costruito". Quotidiano nel senso più nobile del termine. Buono.

Piancarda (Rosso Conero DOC) 2021 (Montepulciano)
Frutta Nera Matura (prugna, mora), cacao, terra bagnata. Al palato è generoso, con tannini larghi. Persistente. Un po' più ambizioso del precedente ma per questioni di qualità prezzo direi che anche questo può essere definito vino quotidiano. Buono+.

Champagne Langlet Extra-Brut Œil de Perdrix
Champagne che gioca su un equilibrio raffinato fra freschezza/mineralità e una piacevole rotondità fruttata. Dorato con leggerissima sfumatura rosa. Al naso note sottili di fiori secchi, e in seconda battuta frutti rossi e cereali. Il perlage è fine. In bocca è elegante, con una piacevole mineralità e con note di frutta rossa che emergono successivamente. Buono+.
ferrari federico
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda ferrari federico » 22 mar 2026 13:58

Valtellina Superiore Sassella I Ciaz 2019
Cooperativa agricola Triasso e Sassella

Maturo, tipico, fine, equilibrato, questo Sassella della Coop. Triasso e Sassella dimostra una volta di più, forte anche della ottima annata ora in piena fase di maturità ma ancora giovane e in prospettiva dí ulteriormente migliorare, che la nouvelle vague dei piccoli produttori vitivinicoltori valtellinesi -anche raggruppati in cooperativa- sta dando vita ad un panorama produttivo fatto di unicità, sfaccettature, qualità internazionale e finezza che solo una ventina di anni fa sarebbe stata impensabile: qualcuno dice che la Valtellina è la Cote d’Or italiana; per questo manca - ancora - una definizione del terroir a livello di singola vigna (quello che nelle Langhe ormai c’è con le Mga), manca la centenaria tradizione di consapevolezza della qualità ma, se si guarda alla verticalità e alla multidimensionalità dei profumi, alla gradevolezza e la setosità dei tannini e della beva (ormai pulita dalle manchevolezze tecniche che caratterizzavano molti vini in valle nei decenni passati, depurata dalla pungente acidità e dal tannino verde dati da pratiche viticole orientate più alla quantità che alla qualità), allora, il paragone non appare più così improbabile. Insomma, non so se si è capito, i Valtellina di oggi mi piacciono assai, anche più di quelli di ieri, che già trovavo affascinanti.
Questo I Ciaz, dalla zona mediana della Sassella, è molto buono: il colore è granato dalla trasparenza nebbiolesca. Il bouquet, finissimo, è intenso, maturo (con aspetti già terziari e altri ancora pienamente secondari), con subito una netta scorza di arancia a svettare sul lampone maturo, poi una bella speziatura dolce tra cannella e pepe di Sichuan, sotto sotto persino funghi e tartufo nero; l’aspetto minerale, che non può mancare in un Sassella, non vede la tipica nota ferrosa che caratterizza le vigne della area più vicina a Sondrio (Rocce Rosse, Barbarina, Glicine, San Lorenzo) ma contempla grafite e ardesia. In bocca acidità e tannino, entrambi presenti in abbondanza, non si sentono perché del tutto armonizzati e metabolizzati. La concentrazione e la persistenza sono discrete, da questo punto di vista ci sono margini di miglioramento, ma complessivamente questo è un piccolo grande vino. 93/100 per me.

Crémant de Bordeaux Brut nature sa
Château Rioublanc

Estremamente sapido, al limite del salato vero e proprio, questo spumante bordolese da uve Sémillon 75% e Colombard 25% ha discreti profumi dolci (tra il moscato e il prosecco) ma in bocca è un po’ troppo « gasato » e la sensazione ultra-sapida lo rende un abbinamento non facilissimo. 85/100

New Zealand Sauvignon blanc Te Koko 2021
Cloudy Bay

I Sauvignon neozelandesi, ormai da molti anni, sono un benchmark mondiale - insieme ovviamente a Sancerre e Pouilly Fumé - del varietale. Il livello di qualità di questo vino, un tempo, si riscontrava nei Cloudy Bay “normali”; oggi per avere un Cloudy Bay “premium” bisogna rivolgersi al cru Te Koko, più fine e meno esotico-esuberante dei Cloudy Bay base del passato. Adesso i profumi sono veramente vicini a quelli di un Silex o di un Pur Sang, con la famigerata pipì di gatto (che dovrebbe essere nei descrittori olfattivi più tipici ma che in realtà si avverte in pochi Sauvignon…) in bella evidenza. Quando la “pipì di gatto” diventa una componente olfattiva “buona” in un grande Sauvignon? Quanto è espressione di mineralità e quando è ben integrata con il frutto e con le note vegetali che ci aspetta da questa tipologia. E qui, oltre alla pipì di un bel gattone in amore, c’è la salvia, la banana, la pietra focaia, gli aghi di pino, la mela verde. Il colore è giallo intenso con riflessi vagamente verdini. In bocca esplode con un rigoglio di sapore fruttato, una acidità notevole, una persistenza lunghissima e fine. Grande vino.
Bevuto in accordo perfetto con una pasta con pancetta affumicata croccante, spinacino, punte di asparagi bianchi veneti e spolverata di formaggio Appenzeller.
95/100 per me.

Valtellina Superiore Riserva Paradiso 2020
Nera

Il nome della nuova riserva della casa vinicola Nera, appellativo già in auge molti decenni fa, prende spunto da una particolare area della sottozona Inferno, detta appunto Paradiso in quanto più fresca e pianeggiante del torrido e scosceso Inferno: i vini di quella area sono tradizionalmente meno tannici e austeri degli altri cru dell’Inferno, più pronti alla beva e con un frutto più marcato.
La Nera, che tra tutte le case vinicole valtellinesi di grande - medio/grande dimensione è quella che ha più vigne di proprietà nella sottozona Inferno, ha voluto individuare le peculiarità della vigna Paradiso con un’etichetta che riporta (oltre alla docg Valtellina Superiore Riserva) solo in nome “Paradiso”, addirittura con marchio registrato.
Sono uve solo dal Paradiso (e quindi dall’Inferno) o entrano anche uve fuori area Inferno in zona Valtellina Superiore? Non è dato saperlo. Il prodotto, comunque, mostra con buona evidenza che il nuovo corso virtuoso del vino valtellinese non tocca solo i vigneron artigiani ma anche le case vinicole, con un rinnovato e virtuoso percorso qualitativo.
Il colore è rubino carico con riflessi granato. A bottiglia appena aperta, il profumo è un po’ fuori fuoco e giocato su un floreale forte ma generico e indistinto, con sentori vinosi quasi fermentativi. Poi, fortunatamente, l’areazione riequilibra il tutto e il floreale indistinto si focalizza in un bel floreale intenso con geranio e rosa appassita in prima linea; poi esce il frutto (piccoli frutti rossi e neri in confettura) e la speziatura (pepe bianco, zenzero). La beva è abbastanza facile nonostante la struttura importante; sia la consistenza e la concentrazione, sia la persistenza sono medie. Più tannino che acidità. Morbido in ingresso bocca e in zona mediana, piacevolmente amaricante nel retro bocca. Complessivamente buono. 90/100 per me.
Ziliovino
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Ziliovino » 23 mar 2026 10:45

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Chablis grand cru Les Preuses 2018 - Dauvissat. Polvere pirica, fumé, limoni maturi, intenso ed agrumato, concessivo fin da subito, teso e sapido quanto basta al sorso, ritorni di lime affumicato. Ottima bevuta, chettelodicoaffà...

vdt Piemonte Chardonnay Gaia e Rey 1987 - Gaja. Ritento il miracolo di qualche anno fa, quando lo trovammo in splendida forma. Riesce in parte, qui vitale ma con maggiore evoluzione, con propoli e cere in primo piano, bella sapidità al sorso, ha ancora carattere. se poi pensi che è uno sciardonnè piemonteis di quasi quarant'anni... Miracolo!

Barolo Le Vigne 2012 - Sandrone. Appena versato è poco nebbiolo, intenso di mora matura, poi però dandogli aria si distende, almeno in parte, con fiori e rosa macerata più langaroli, intenso ed asciutto al sorso, lo attenderei ancora qualche anno.
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Ziliovino » 23 mar 2026 11:15

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Chianti Classico Riserva Vigneti La Selvanella 1988 - Melini. in passato è un'etichetta che ha saputo stupirmi, in quanto ad integrità, ed a discapito dei pregiudizi, anche in quanto a "sangiovesità". In questo caso però gli anni sul groppone si sentono, ed tutto su cenere, legna arsa, sottobosco, medio corpo, tannino risolto e buona freschezza.

Friuli Colli Orientali Rosso Real Riserva 2015 - Moschioni. Desaparecido enologico, che agli inizi non mi dispiaceva poi molto, per cui riassaggio nostalgico: marasca, menta e liquirizia. Però al sorso ha buon equilibrio, corpo non eccessivo. Piacevole.

Cirò Classico Superiore Riserva 2020 - 'A Vita.
Ghemme Anno Primo 2016 - Antichi Vigneti di Cantalupo.
Questi li metto insieme, in quanto due buoni nebbioli :-) buoni ma non ottimi, con il calabrese dal tannino amarognolo, ed il piemontese fin troppo teso e rigido.

Alto Adige Sauvignon Voglar 2019 - Dipoli. Anche questo è un assaggio nostalgico, e lo ritrovo pari pari a come lo ricordo: i marcatori del sauvignon ci sono, m sono tenuti a bada dalla nota agrumata, il sorso è fresco e sapido, e col giusto corpo ad equilibrare. Una garanzia, a prezzo contenuto, tra i sauvignon nostrani.

Champagne L'instant de Passions Rosè Extra Brut - Waris Larmandier. Ottima bollicina da aperitivo, piacevole nel mandarino e la sua buccia, bollicina un poco grossolana, ma credo non sia passato molto dalla sboccatura.

Colline Pesaresi Jnoir 2022 - Fattoria Mancini. qualcuno l'ha definito un vino "furbo", e ci sta, ma direi che senza essere ruffiano riesce ad essere piacevole, fragrante, e di gran bevibilità. Mi è sembrato perfino più centrato del Rive, seppur nella sua semplicità.
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Trabateo » 25 mar 2026 23:28

Fattoria San Lorenzo - Campo delle Oche - 2019
Schivati un rosato del Salento e un rossese, incautamente consigliatimi per cena, cavo il tappo a questo suntuoso Verdicchio di Jesi.
Frutta gialla anche un po' Tropicana (yeh) e sbuffi idrocarburici al naso.
Salino e minerale con tanta bella materia sotto che balla la Tropicana di cui sopra: persistenza a piacimento.
Se è così adesso...il futuro gli sorride.
15° non percepiti...mangiandoci sopra.
Buono forte

In precedenza, qualche sera fa...
Frantz Chagnoleau - Saint-Veran Les Montchanins - 2021
Bouquet di fiori bianchi e frutta a polpa bianca, la tostatura del legno si sente ma fa solo da corredo aromatico e non soverchia le note di fiori e frutta.
Bello il sorso, ricco, equilibrato nella componente acida e con allungo salino che chiama ad altro calice.
La borgogna bianca per nulla pesante e invece godereccia: bottiglia bucata, Ça va sans dire.
Rapporto qualità/prezzo monstre
Piaciutissimo
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Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda vinogodi » 26 mar 2026 12:30

Trabateo ha scritto:... La borgogna bianca per nulla pesante ...
:shock: ... mi chiedo cosa sia stato bevuto fino ad ora... 8)
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda Trabateo » 26 mar 2026 12:51

vinogodi ha scritto:
Trabateo ha scritto:... La borgogna bianca per nulla pesante ...
:shock: ... mi chiedo cosa sia stato bevuto fino ad ora... 8)


A parte un paio di bei e buoni bianchetti in una Borgognata per indigenti di anni fa, il resto è tutto ciò che il portafoglio (il mio) permette e/o ciò che i compagni di bicchierate mettono in tavola...qualcosa di buono c'è stato.
Però potrei pensare di vendere una parte importante di asset finanziari di grossi colossi digitali o industrie belliche per accedere a un'anticchia di quel che solitamente bevi tu a colazione :mrgreen:
Ci penso...
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
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Re: Bevute di Marzo 2026

Messaggioda andrea » 26 mar 2026 13:37

vinogodi ha scritto:
Trabateo ha scritto:... La borgogna bianca per nulla pesante ...
:shock: ... mi chiedo cosa sia stato bevuto fino ad ora... 8)

Borgogna bianca pesante...
In Borgogna è pieno di vini pesanti, monocordi, banali...a volte anche di grandi nomi e di prezzi non indifferenti, poi ci sono grandi vini, a grandi prezzi.
Per questo quando si trova un vino, in genere da zone periferiche della Cote d'or, di grande piacevolezza e di prezzo ragionevole la reazione è "ca##o, se tutti i maledetti 1er cru di legno e burro fossero come questo vino..."
Ti amo Licia!!!
mangè mangè nu sèi chi ve mangià

Spedisco entro 5 giorni lavorativi, sempre che riesca a trovare i vini nel casino della mia cantina

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