Messaggioda ferrari federico » 03 feb 2026 12:56
Dopo una lunga assenza dovuta alla impossibilità di collegarmi al forum, sia da telefono che da PC, oggi sembra che tutto funzioni bene (da PC), per cui posto un po' di materiale arretrato...
Vigneti delle Dolomiti Manzoni Bianco Fontanasanta 2024
Foradori
La cosa migliore di questo vino è il colore: un bellissimo dorato intenso, particolarmente brillante e lucido. Il punto più critico è l’intensità del bouquet, molto flebile anche se fine e composito, con nuances di pesca bianca, pera williams, fiori bianchi e buccia di mandarino dolce. Molto leggero il grado alcolico, appena 12 gradi, ma corpo discreto e sapore intenso, un po’ vuoto nel centro bocca, morbido e dalla acidità contenuta ma presente. Qui, dei progenitori dell’incrocio Manzoni, cioè Pinot bianco e Riesling, è senza dubbio la matrice del primo vitigno che prevale. La persistenza è buona, così come anche la personalità complessiva del vino. Da non bere troppo freddo. 90/100 per me.
Monica di Sardegna Perdera 2024
Argiolas
Vino rosso denso di sapore, dal grado alcolico altino (13,5gr.) ma complessivamente di corpo medio-leggero e di beva facile e assolutamente non impegnativa. Colore viola scuro dai riflessi rubino e con unghia un po’ scarica. Profumo che richiama le caramelle alla frutta e lo zucchero filato ma con un fondo umido e terroso. In bocca l’ingresso è morbido e fruttato, ai limiti dell’abboccato, ma con una discreta acidità a compensare; coerente sia nella zona mediana sia in uscita, con buona persistenza. Provato due volte: non molto adatto al pecorino sardo stagionato con cui l’ho accoppiato la prima volta; molto meglio con i tacos al tacchino arrosto con maionese piccante e cetriolini nella seconda accoppiata. 88/100 imo
Montepulciano d’Abruzzo Jorio 2021
Umani Ronchi
Colore granato violaceo. Profumo lieve, non molto espresso, con note fruttate (piccoli frutti rossi) e speziate (polvere di cacao). Più acidità che tannino, corpo medio - tendente al corposo; beva facile e abbastanza equilibrata. Manca un po’ di personalità e di definizione del terroir, a mia impressione. Gradevole ma nulla di più. Adatto alla frittata con topinambur marinati nell’acidulato dí Umeboshi e cipollotti marinati nella Worcestershire sauce con cui l’ho bevuto. 86/100 imo.
Nuits-St-Georges 1re Cru Les St-Georges 2006
Domaine Georges Chicotot
Dopo vent’anni dalla vendemmia i profumi sono - giustamente - terziari ed evoluti ma, a parte questo aspetto, il vino non mostra per niente la sua età: il colore ha ancora del rubino, insieme a sfumature granato e ad un’unghia che ha bagliori aranciati; in bocca la acidità è ancora vivissima ma perfettamente calibrata con un tannino gentile e setoso e una beva che richiama ancora il frutto fresco.
Il bouquet invece ha sì frutto, ma un frutto evoluto, quasi surmaturo (caco, frutto del sorbo) in un ventaglio terroso e autunnale che mostra il muschio, il sottobosco, il tartufo nero, la resina di conifera, la cannella, il cuoio inglese.
Il corpo è medio - medio-leggero. La beva è golosa, pericolosamente accattivante. Questo vino è indubbiamente buonissimo. Meriterebbe, questo cru, come molti dicono, una ridefinizione dello status a « unico grand cru » di Nuits? Questo St.Georges particolare, di Chicotot e in questa annata, direi di no: buonissimo ma manca della profondità e dello spessore qualitativo che ci dovrebbe aspettare da un vero Grand Cru (e che, naturalmente, molti Grand cru effettivi non hanno…). Per me un ottimo premier cru da 94/100.
A bottiglia aperta da molte ore, il profumo si affievolisce un poco ma la beva guadagna notevolmente in termini di profondità e, senza perdere nulla in equilibrio acido-tannico, assume una qualità rimarchevole di piccoli frutti neri, che appena stappato il vino non focalizzava bene.
Salice Salentino Negroamaro Riserva 2021
Leone de Castris
È uno dei vini rossi del Sud Italia da me preferiti: ha la potenza e la concentrazione che ci si aspetta da un grande rosso del Sud, ma ha anche una notevole freschezza acidica e, soprattutto, un equilibrio magistrale tra note fruttate intense, morbidezza al palato, acidità integrata al tannino. La beva, per il mio gusto, è eccezionale: non ha la finezza di un grande Barolo o Bordeaux o Borgogna o Brunello ma la piacevolezza è al top.
In questa versione 2021 non ha la solita percentuale di Malvasia nera del (circa) 10%.
Il colore è viola nero molto intenso (ma scolorito all’unghia…).
Profumo intenso di frutti rossi e garrigue, con una nota acidula amara di grande personalità.
Corposo, tannico ma equilibrato. Pronto da bere. 92/100 per me.
Valtellina Superiore Inferno 2022
Marco Ferrari
Annata “media” e concentrazione un po’ diluita. Colore tipicamente da nebbiolo, granato - rubino scarico. Il bouquet esuberante si apre con un forte profumo di lamponi maturi, poi esce la speziatura tipica dell’Inferno e una nota ferrosa che lo richiama per certi versi la Sassella. Corpo medio - leggero, fine alla beva, bella acidità in evidenza, tannino lieve che si evidenzia solo nel retrobocca. 92/100 imo.
Campania Greco 2018
Pietracupa
Sontuosamente evoluto: colore giallo dorato molto intenso e brillante; nel bouquet il miele d’acacia, il gelsomino, la mela molto matura; in bocca la acidità è ancora vivissima, con note morbide che evocano la scorza di agrumi candita, un ricordo di botrite, ancora la mela (questa volta con note verdi e aromatiche), con una persistenza lunghissima e del tutto coerente con naso e entrata in bocca. Molto molto buono. Complessivamente, per me, 94/100. Con testaroli della Lunigiana al pesto genovese.
Barbera d’Alba Superiore Mon Seij 2017
Hilberg Pasquero
Il colore è praticamente nero, con solo qualche sfumatura di viola intenso all’unghia: una densità cromatica veramente rimarchevole! Il bouquet è armonico, maturo: il legno nuovo delle barriques è ormai compenetrato nel rigoglioso frutto maturo (frutti neri, soprattutto) e nella bella nota speziata (cannella e chiodo di garofano).
Denso e potente in bocca, di corpo importante, con una bellissima acidità (non troppa, non troppo poca) integrata con un frutto che rivela sfumature tanniche inusuali per una Barbera. Frutto del legno nuovo? Frutto della lavorazione bioergodinamica? Who knows? L’importante è che la beva, nonostante il grado alcolico alto (14,5gr.) sia facile e scorrevole, molto accattivante. Per me non meno di 94/100, per una delle migliori barbere bevute negli ultimi anni.
Champagne Blanc de Blancs Mesnil sur Oger Grand Cru 2015
Michel Gonet
Fine, denso ma lieve, frutta fresca e crosta di pane, sottile ma penetrante. Molto buono. 92/100 imo.
Clos de la Roche 2012
Michel Magnien
Non è uno dei produttori di punta, e non è una etichetta di riferimento per questo Grand Cru di Borgogna (come ad esempio Ponsot…) ma questo vino, perfettamente maturo e in fase ottimale di beva, non delude le aspettative.
Il colore è molto scuro, per essere un Pinot, con toni granata e porpora. Non molto espanso il bouquet, con una proiezione di media intensità, ma complesso, fine e multi sfaccettato: parte con note ancora secondarie di piccoli frutti molto maturi, sia rossi sia neri, poi esce il terziario con il sottobosco, la carne di selvaggina di pelo, il terroso della radice di violetta e della radice di iris; il tutto accompagnato da una forte mineralità che rende giustizia al nome del cru, pietra focaia, sasso bagnato…
In bocca mostra un corpo e una intensità tannica non comune in un Pinot, equilibrio perfetto tra frutto ancora rigoglioso e morbidissimo e un’acidità viva ma non invasiva. La profondità e lo spessore gustativo è degno dello status di Grand cru, a partire dall’ingresso in bocca fino al lungo finale, senza cedimenti al centro. Il mio giudizio vale 94/100. Bevuto con soddisfazione insieme a filetto di capriolo su letto di puré di sedano rapa e con cavolo nero croccante, salsa al lampone e coulis di mirtilli lattofermentati.
Maremma Toscana Ciliegiolo 2024
Il Poderone
Per frutto “bonbon” e acidità preminente assomiglia ad un novello da macerazione carbonica.