Parliamo di Cinema

Dove discutere, confrontarsi o scherzare sempre in modo civile su argomenti attinenti al mondo del food&wine e non solo.

Avatar utente
tenente Drogo
Messaggi: 28841
Iscritto il: 06 giu 2007 11:23
Località: Roma
Contatta:

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda tenente Drogo » 26 gen 2026 15:55

Nexus1990 ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
Trabateo ha scritto:La Grazia

Altro capolavoro della coppia Sorrentino-Servillo, non ai livelli de La Grande Bellezza, ma altro loro film che va assolutamente visto...erano anni che non vedevo una sala di un cinema gremita (sold out)


è bellissimo
Sorrentino in stato di grazia
il suo più bel film degli ultimi anni

Non ci voleva molto


ecco un altro detrattore di Sorrentino, un autore divisivo
per me il più grande regista italiano vivente

Non sono per niente un detrattore di Sorrentino, che considero un grandissimo regista. Gli ultimi due film sono oggettivamente dei brutti film


personalmente non direi che "Parthenope" sia un brutto film, ma certamente non è pienamente riuscito.

"E' stata la mano di Dio" invece secondo me bellissimo, in un impeto di narcisismo copio-incollo la mini recensione che avevo postato su Facebook:

--------------

Tre piani della mia lettura di “E’ stata la mano di Dio”

Primo piano: il Bildungsroman
E’ il piano più evidente, quello che coincide con la trama del film. E’ il romanzo di formazione di un adolescente, il rapporto conflittuale con il padre, l’intesa con la madre, poi il tragico e forzato distacco, l’abbandono della città natale. E nel corso del cammino un’iniziazione sessuale decisamente originale che Sorrentino mette in scena giocando contemporaneamente sul registro della tenerezza e del grottesco.

Secondo piano: Napoli
E’ la Napoli crudele, spietata e compassionevole dei mille personaggi che chi ha frequentato la città può riconoscere come familiari, la Napoli dell’intellettuale che ama l’iperbole e potrebbe suicidarsi se Maradona non viene ingaggiato, la Napoli delle famiglie allargate che sparlano di chi non appartiene al clan. La Napoli dissacrante dove solo il Napoli è sacro, la Napoli pagana dove il calcio è una religione. La Napoli degli scherzi cattivi, del “non è vero che siete buoni”, la Napoli interclassista dove allo stadio il ragazzo borghese e il contrabbandiere si incontrano e nasce un’amicizia, la Napoli dove tutti sono in balia del destino (se la sorella del contrabbandiere avesse fatto in tempo a rispondere alla telefonata del protagonista, ci sarebbe stata un’altra storia), la Napoli del monaciello e della superstizione.

Terzo piano:
E’ il piano più astratto e si intreccia con il romanzo di formazione. E’ la nascita di un autore e una riflessione sulla creazione. Significativamente il protagonista, invece di correre a consolare la bella e giovane attrice insultata dal vecchio regista, corre proprio da lui, a cercare un’illuminazione, che però riceverà solo indirettamente. Più che un faro un oracolo: “Non ti disunire”. La vocazione si è ormai manifestata e l’urgenza di raccontare qualcosa emerge irrefrenabile. Ma cosa raccontare? Ecco il dilemma dell’autore. L’autobiografia si fa introspezione. Sorrentino non racconta solo storie. Come i veri cineasti non si limita a filmare sceneggiature. Il suo cinema va oltre il racconto filmato e anela a una dimensione che non è formalismo sterile ma potenza visiva. Ma quell’imbarazzo di non saper cosa raccontare è la scintilla che innesca la creazione, e l’autore ormai maturo la rivede nel giovane alle prese con il tormento della creazione artistica.
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

http://fortezza-bastiani.blogspot.com
Nexus1990
Messaggi: 2022
Iscritto il: 23 feb 2019 23:33

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Nexus1990 » 26 gen 2026 19:21

tenente Drogo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
è bellissimo
Sorrentino in stato di grazia
il suo più bel film degli ultimi anni

Non ci voleva molto


ecco un altro detrattore di Sorrentino, un autore divisivo
per me il più grande regista italiano vivente

Non sono per niente un detrattore di Sorrentino, che considero un grandissimo regista. Gli ultimi due film sono oggettivamente dei brutti film


personalmente non direi che "Parthenope" sia un brutto film, ma certamente non è pienamente riuscito.

"E' stata la mano di Dio" invece secondo me bellissimo, in un impeto di narcisismo copio-incollo la mini recensione che avevo postato su Facebook:

--------------

Tre piani della mia lettura di “E’ stata la mano di Dio”

Primo piano: il Bildungsroman
E’ il piano più evidente, quello che coincide con la trama del film. E’ il romanzo di formazione di un adolescente, il rapporto conflittuale con il padre, l’intesa con la madre, poi il tragico e forzato distacco, l’abbandono della città natale. E nel corso del cammino un’iniziazione sessuale decisamente originale che Sorrentino mette in scena giocando contemporaneamente sul registro della tenerezza e del grottesco.

Secondo piano: Napoli
E’ la Napoli crudele, spietata e compassionevole dei mille personaggi che chi ha frequentato la città può riconoscere come familiari, la Napoli dell’intellettuale che ama l’iperbole e potrebbe suicidarsi se Maradona non viene ingaggiato, la Napoli delle famiglie allargate che sparlano di chi non appartiene al clan. La Napoli dissacrante dove solo il Napoli è sacro, la Napoli pagana dove il calcio è una religione. La Napoli degli scherzi cattivi, del “non è vero che siete buoni”, la Napoli interclassista dove allo stadio il ragazzo borghese e il contrabbandiere si incontrano e nasce un’amicizia, la Napoli dove tutti sono in balia del destino (se la sorella del contrabbandiere avesse fatto in tempo a rispondere alla telefonata del protagonista, ci sarebbe stata un’altra storia), la Napoli del monaciello e della superstizione.

Terzo piano:
E’ il piano più astratto e si intreccia con il romanzo di formazione. E’ la nascita di un autore e una riflessione sulla creazione. Significativamente il protagonista, invece di correre a consolare la bella e giovane attrice insultata dal vecchio regista, corre proprio da lui, a cercare un’illuminazione, che però riceverà solo indirettamente. Più che un faro un oracolo: “Non ti disunire”. La vocazione si è ormai manifestata e l’urgenza di raccontare qualcosa emerge irrefrenabile. Ma cosa raccontare? Ecco il dilemma dell’autore. L’autobiografia si fa introspezione. Sorrentino non racconta solo storie. Come i veri cineasti non si limita a filmare sceneggiature. Il suo cinema va oltre il racconto filmato e anela a una dimensione che non è formalismo sterile ma potenza visiva. Ma quell’imbarazzo di non saper cosa raccontare è la scintilla che innesca la creazione, e l’autore ormai maturo la rivede nel giovane alle prese con il tormento della creazione artistica.

Parthenope è uno dei film più didascalici che abbia mai visto, la morte del cinema. Sulla recensione non so cosa dire, posso anche condividere anche il triplice piano di lettura ma francamente è tutto abbastanza debole, soprattutto la riflessione sulla creazione. Stendo un velo pietoso sul ‘contrabbandiere’ personaggio e attore che sembrano usciti dal peggior B-Movie italiano degli anni 80.
Avatar utente
Ludi
Messaggi: 3913
Iscritto il: 22 lug 2008 10:02
Località: Roma

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Ludi » 26 gen 2026 19:37

tenente Drogo ha scritto:Tre piani della mia lettura di “E’ stata la mano di Dio”

Primo piano: il Bildungsroman
E’ il piano più evidente, quello che coincide con la trama del film. E’ il romanzo di formazione di un adolescente, il rapporto conflittuale con il padre, l’intesa con la madre, poi il tragico e forzato distacco, l’abbandono della città natale. E nel corso del cammino un’iniziazione sessuale decisamente originale che Sorrentino mette in scena giocando contemporaneamente sul registro della tenerezza e del grottesco.

Secondo piano: Napoli
E’ la Napoli crudele, spietata e compassionevole dei mille personaggi che chi ha frequentato la città può riconoscere come familiari, la Napoli dell’intellettuale che ama l’iperbole e potrebbe suicidarsi se Maradona non viene ingaggiato, la Napoli delle famiglie allargate che sparlano di chi non appartiene al clan. La Napoli dissacrante dove solo il Napoli è sacro, la Napoli pagana dove il calcio è una religione. La Napoli degli scherzi cattivi, del “non è vero che siete buoni”, la Napoli interclassista dove allo stadio il ragazzo borghese e il contrabbandiere si incontrano e nasce un’amicizia, la Napoli dove tutti sono in balia del destino (se la sorella del contrabbandiere avesse fatto in tempo a rispondere alla telefonata del protagonista, ci sarebbe stata un’altra storia), la Napoli del monaciello e della superstizione.

Terzo piano:
E’ il piano più astratto e si intreccia con il romanzo di formazione. E’ la nascita di un autore e una riflessione sulla creazione. Significativamente il protagonista, invece di correre a consolare la bella e giovane attrice insultata dal vecchio regista, corre proprio da lui, a cercare un’illuminazione, che però riceverà solo indirettamente. Più che un faro un oracolo: “Non ti disunire”. La vocazione si è ormai manifestata e l’urgenza di raccontare qualcosa emerge irrefrenabile. Ma cosa raccontare? Ecco il dilemma dell’autore. L’autobiografia si fa introspezione. Sorrentino non racconta solo storie. Come i veri cineasti non si limita a filmare sceneggiature. Il suo cinema va oltre il racconto filmato e anela a una dimensione che non è formalismo sterile ma potenza visiva. Ma quell’imbarazzo di non saper cosa raccontare è la scintilla che innesca la creazione, e l’autore ormai maturo la rivede nel giovane alle prese con il tormento della creazione artistica.


bellissima recensione; forse più bella del film stesso :D

Scherzi a parte: l'ho trovato davvero riuscito nella prima parte, del tutto tirato via nella seconda; è come se, morto il personaggio del suo attore iconico, Servillo, Sorrentino avesse smarrito la via.
Sono tra quelli che non amano questo regista, con una sola eccezione: Il Divo, un grandissimo capolavoro.
Nexus1990
Messaggi: 2022
Iscritto il: 23 feb 2019 23:33

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Nexus1990 » 26 gen 2026 22:10

Ludi ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:Tre piani della mia lettura di “E’ stata la mano di Dio”

Primo piano: il Bildungsroman
E’ il piano più evidente, quello che coincide con la trama del film. E’ il romanzo di formazione di un adolescente, il rapporto conflittuale con il padre, l’intesa con la madre, poi il tragico e forzato distacco, l’abbandono della città natale. E nel corso del cammino un’iniziazione sessuale decisamente originale che Sorrentino mette in scena giocando contemporaneamente sul registro della tenerezza e del grottesco.

Secondo piano: Napoli
E’ la Napoli crudele, spietata e compassionevole dei mille personaggi che chi ha frequentato la città può riconoscere come familiari, la Napoli dell’intellettuale che ama l’iperbole e potrebbe suicidarsi se Maradona non viene ingaggiato, la Napoli delle famiglie allargate che sparlano di chi non appartiene al clan. La Napoli dissacrante dove solo il Napoli è sacro, la Napoli pagana dove il calcio è una religione. La Napoli degli scherzi cattivi, del “non è vero che siete buoni”, la Napoli interclassista dove allo stadio il ragazzo borghese e il contrabbandiere si incontrano e nasce un’amicizia, la Napoli dove tutti sono in balia del destino (se la sorella del contrabbandiere avesse fatto in tempo a rispondere alla telefonata del protagonista, ci sarebbe stata un’altra storia), la Napoli del monaciello e della superstizione.

Terzo piano:
E’ il piano più astratto e si intreccia con il romanzo di formazione. E’ la nascita di un autore e una riflessione sulla creazione. Significativamente il protagonista, invece di correre a consolare la bella e giovane attrice insultata dal vecchio regista, corre proprio da lui, a cercare un’illuminazione, che però riceverà solo indirettamente. Più che un faro un oracolo: “Non ti disunire”. La vocazione si è ormai manifestata e l’urgenza di raccontare qualcosa emerge irrefrenabile. Ma cosa raccontare? Ecco il dilemma dell’autore. L’autobiografia si fa introspezione. Sorrentino non racconta solo storie. Come i veri cineasti non si limita a filmare sceneggiature. Il suo cinema va oltre il racconto filmato e anela a una dimensione che non è formalismo sterile ma potenza visiva. Ma quell’imbarazzo di non saper cosa raccontare è la scintilla che innesca la creazione, e l’autore ormai maturo la rivede nel giovane alle prese con il tormento della creazione artistica.


bellissima recensione; forse più bella del film stesso :D

Scherzi a parte: l'ho trovato davvero riuscito nella prima parte, del tutto tirato via nella seconda; è come se, morto il personaggio del suo attore iconico, Servillo, Sorrentino avesse smarrito la via.
Sono tra quelli che non amano questo regista, con una sola eccezione: Il Divo, un grandissimo capolavoro.

Senza dubbio di ombra il suo miglior film. Sorrentino è un grandissimo regista, capace di mettere in scena (su questo concordo con il tenente) sequenze di eccezionale potenza visiva. Come sceneggiatore invece è men che mediocre, non a caso il suo miglior film è Il Divo, un film senza trama
Avatar utente
tenente Drogo
Messaggi: 28841
Iscritto il: 06 giu 2007 11:23
Località: Roma
Contatta:

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda tenente Drogo » 27 gen 2026 14:28

Ludi ha scritto:
bellissima recensione; forse più bella del film stesso :D



grazie!
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

http://fortezza-bastiani.blogspot.com
Avatar utente
tenente Drogo
Messaggi: 28841
Iscritto il: 06 giu 2007 11:23
Località: Roma
Contatta:

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda tenente Drogo » 28 gen 2026 19:22

"Marty Supreme", liberamente ispirato alla storia di un campione americano di ping pong, è un bel film

bella l'ambientazione nella New York degli anni '50, impeccsbile il lavoro del casting, la regia segue ottimamente il ritmo frenetico delle peripezie del protagonista

mostruosamente bravo Chalamet
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

http://fortezza-bastiani.blogspot.com
jakasspeech5
Messaggi: 5
Iscritto il: 31 dic 2025 09:54

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda jakasspeech5 » 02 feb 2026 10:46

Chalamet è davvero mostruoso qui. È incredibile come riesca a sparire dentro al personaggio, anche fisicamente (baffi, postura, tutto).

Oltre alla regia, ho trovato la colonna sonora azzeccatissima per scandire i tempi delle partite. È uno di quei film che ti tiene incollato non tanto per la trama sportiva in sé, ma proprio per l'energia che sprigiona ogni scena.
slowshow10
Messaggi: 172
Iscritto il: 23 dic 2022 01:23

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda slowshow10 » 05 feb 2026 11:24

Le Città di Pianura di Francesco Sossai.

Finalmente un film sull'Italia che parla del paese reale, non scadendo in inutili retoriche e facili cliché.
Mi ha tenuto incollato allo schermo per le quasi due ore di durata.
Avatar utente
Trabateo
Messaggi: 1238
Iscritto il: 10 mar 2022 17:57
Località: Milano

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Trabateo » 08 feb 2026 01:17

Siccità

Boh... :shock: :?:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
Nexus1990
Messaggi: 2022
Iscritto il: 23 feb 2019 23:33

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Nexus1990 » 08 feb 2026 23:46

One battle after another
Avevo un po’ paura per il soggetto, dato che proprio da un soggetto di Pynchon era scaturito l’unico film deludente del regista. Invece questo è un film scintillante, con attori in gran forma e la trama che corre come un treno: un ritorno alle origini, ai lunghi movimenti di machina e al ritmo sincopato, anche grazie alla monumentale (come al solito) colonna sonora di Jonny Greenwood. Il film non si prende troppo sul serio e non ha la potenza dei suoi capolavori, ma Paul Thomas Anderson si conferma il più grande autore americano contemporaneo
Avatar utente
Tex Willer
Messaggi: 9139
Iscritto il: 18 mag 2008 17:52

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Tex Willer » 09 feb 2026 08:55

Trabateo ha scritto: Siccità

Boh... :shock: :?:

Concordo,incomprensibile
Se qualcosa è gratis, il prodotto sei tu
"E’ più facile imbrogliare la gente che convincere la gente che è stata imbrogliata” Mark Twain
Avatar utente
zampaflex
Messaggi: 13325
Iscritto il: 25 ago 2010 15:26
Località: Brianza

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda zampaflex » 09 feb 2026 23:21

Grande testo (adattamento dal teatro, spesso fonte di cinema serio), grandi attori, grande regista.

Carnage.

Stasera era una giusta occasione per goderselo.
Non progredi est regredi
Avatar utente
Ludi
Messaggi: 3913
Iscritto il: 22 lug 2008 10:02
Località: Roma

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Ludi » 10 feb 2026 12:25

zampaflex ha scritto:Grande testo (adattamento dal teatro, spesso fonte di cinema serio), grandi attori, grande regista.

Carnage.

Stasera era una giusta occasione per goderselo.


tra i migliori Polanski, anche se Chinatown per me rimane insuperabile.
Nexus1990
Messaggi: 2022
Iscritto il: 23 feb 2019 23:33

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Nexus1990 » 11 feb 2026 18:42

Ludi ha scritto:
zampaflex ha scritto:Grande testo (adattamento dal teatro, spesso fonte di cinema serio), grandi attori, grande regista.

Carnage.

Stasera era una giusta occasione per goderselo.


tra i migliori Polanski, anche se Chinatown per me rimane insuperabile.

Grande Chinatown, ma io considero L’Inquilino del Terzo Piano uno dei più grandi film mai fatti
P.S. Carnage davvero riuscito, formidabili i quattro attori
Avatar utente
Ludi
Messaggi: 3913
Iscritto il: 22 lug 2008 10:02
Località: Roma

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Ludi » 12 feb 2026 10:05

Nexus1990 ha scritto:Grande Chinatown, ma io considero L’Inquilino del Terzo Piano uno dei più grandi film mai fatti
P.S. Carnage davvero riuscito, formidabili i quattro attori


concordo, L'inquilino del terzo piano è un film ipnotico e inquietante; mi è piaciuto più dell'osannato Rosemary's baby.
Avatar utente
zampaflex
Messaggi: 13325
Iscritto il: 25 ago 2010 15:26
Località: Brianza

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda zampaflex » 21 feb 2026 19:52

La vita va così

Bene avere recuperato una storia che meritava di essere raccontata.
Bene l'attore principale, non professionista.
Bene il paesaggio ( sono stato alla Tuerredda proprio l'anno scorso...strepitosa).

Male, male la chiave scelta, un registro comico che rende il film simpatico ma che risulta sfiatato e poco in carattere con la vita reale, con Abatantuono mummificato e Baglio cabarettista.
Non progredi est regredi
Avatar utente
Trabateo
Messaggi: 1238
Iscritto il: 10 mar 2022 17:57
Località: Milano

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Trabateo » 23 feb 2026 11:05

Rental Family - Nelle vite degli altri - Hikari (Mitsuyo Miyazaki)
Un bel film, uno spaccato sulla cultura (e solitudine) japanese.
Unico neo, l'attore che interpreta il personaggio principale, Phillip, tal Brendan Fraser, la classica faccia mono espressiva statunitense (alla Ben Affleck, giusto per intenderci).

Grazie Ragazzi - Riccardo Milani
Tratto da una storia vera, il film diretto da Milani è il remake di "Un anno con Godot di Emmanuel Courcol".
Un sorriso senza per forza dover spegnere il cervello (leggesi Vanzine & Co.).
Interessante, affronta alcune tematiche della vita carceraria, forse questa è una versione un po' troppo edulcorata ma alla fine il film si fa piacere.
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
Avatar utente
Ludi
Messaggi: 3913
Iscritto il: 22 lug 2008 10:02
Località: Roma

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Ludi » 08 mar 2026 10:38

Hamnet
Sul film predestinato - salvo sorprese - a fare incetta di Oscar si è scritto già molto. Come spesso amo fare, sono però andato al cinema senza leggere nulla, e senza sapere alcunché della trama.
Concordo in pieno con una recensione del Guardian: è un film che nella prima parte a volte si perde in un lirismo apparentemente fine a sé stesso, per poi culminare in una lunga scena finale che lascia letteralmente a bocca aperta e, lo dico senza vergognarmene, mi ha fatto piangere a calde lacrime (nel cinema non ero il solo). E' un film sull'arte quale unica forma di catarsi dal dolore, sublimato da una interprete di una bravura impressionante. Da vedere, assolutamente.
Avatar utente
Ludi
Messaggi: 3913
Iscritto il: 22 lug 2008 10:02
Località: Roma

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Ludi » 15 mar 2026 15:41

Nouvelle Vague: geniale e quasi inquietante film (o docufilm) sulla lavorazione di una delle opere fondamentali del cinema, A bout de souffle. Inquietante soprattutto per la incredibile rassomiglianza degli attori ai loro personaggi, ma in generale si coglie un amore per il cinema europeo che stupisce in un regista americano. Godibilissimo, specie per cinefili.
Avatar utente
l'oste
Messaggi: 14699
Iscritto il: 06 giu 2007 14:41
Località: campagna

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda l'oste » 25 mar 2026 16:37

Ludi ha scritto:Hamnet
Sul film predestinato - salvo sorprese - a fare incetta di Oscar si è scritto già molto. Come spesso amo fare, sono però andato al cinema senza leggere nulla, e senza sapere alcunché della trama.
Concordo in pieno con una recensione del Guardian: è un film che nella prima parte a volte si perde in un lirismo apparentemente fine a sé stesso, per poi culminare in una lunga scena finale che lascia letteralmente a bocca aperta e, lo dico senza vergognarmene, mi ha fatto piangere a calde lacrime (nel cinema non ero il solo). E' un film sull'arte quale unica forma di catarsi dal dolore, sublimato da una interprete di una bravura impressionante. Da vedere, assolutamente.

Visto due giorni fa, non è solo un film, per chi ha passato i 50 anni di età è un portale.
È vero che alcune scene nella prima parte sono puramente "artistiche", ostentate forse, una osservazione fatta in passato anche per alcune sequenze in film di Fellini, Bergman, Greenaway, Lynch, Malik o più recentemente Sorrentino. Tutta gente che è o sarà nella storia del cinema.
Stessa tua reazione alla scena finale : è sensoriale, dannatamente straziante, empatica.
"Guardami", detonatore di emozioni.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.

Iir Boon Gesùuu/ ciii/ fuuur/ mini
Avatar utente
Ludi
Messaggi: 3913
Iscritto il: 22 lug 2008 10:02
Località: Roma

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda Ludi » 25 mar 2026 16:51

l'oste ha scritto:
Ludi ha scritto:Hamnet
Sul film predestinato - salvo sorprese - a fare incetta di Oscar si è scritto già molto. Come spesso amo fare, sono però andato al cinema senza leggere nulla, e senza sapere alcunché della trama.
Concordo in pieno con una recensione del Guardian: è un film che nella prima parte a volte si perde in un lirismo apparentemente fine a sé stesso, per poi culminare in una lunga scena finale che lascia letteralmente a bocca aperta e, lo dico senza vergognarmene, mi ha fatto piangere a calde lacrime (nel cinema non ero il solo). E' un film sull'arte quale unica forma di catarsi dal dolore, sublimato da una interprete di una bravura impressionante. Da vedere, assolutamente.

Visto due giorni fa, non è solo un film, per chi ha passato i 50 anni di età è un portale.
È vero che alcune scene nella prima parte sono puramente "artistiche", ostentate forse, una osservazione fatta in passato anche per alcune sequenze in film di Fellini, Bergman, Greenaway, Lynch, Malik o più recentemente Sorrentino. Tutta gente che è o sarà nella storia del cinema.
Stessa tua reazione alla scena finale : è sensoriale, dannatamente straziante, empatica.
"Guardami", detonatore di emozioni.


sono felice che condivida il mio giudizio sul film!
Poi (te lo scrivo apposta in una sezione più neutra :wink:) ci racconterai del Giappone, Paese che per me è diventato quasi una seconda casa.
Avatar utente
bobbisolo
Messaggi: 2966
Iscritto il: 08 set 2017 10:31
Località: Campagnolacucchiaio&stagnola

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda bobbisolo » 26 mar 2026 17:18

Un cervello da un miliardo di dollari
Michael Cane nei panni dell'ex-agente segreto britannico Harry Palmer, che viene costretto a tornare in azione perchè un folle miliardario texano, il generale Midwater, utilizza un super computer da un miliardo di dollari (il cervello) per gestire una propria rete di spionaggio privata e orchestrata, con l'obiettivo di rovesciare il comunismo nell'Unione Sovietica.
Midwater, convinto della sua missione, pianifica un'invasione del territorio sovietico (lettonia) per scatenare una rivolta popolare, affidandosi totalmente alle decisioni della macchina.
Un America First ante-litteram, un personaggio convinto di poter risolvere problemi geopolitici complessi con il proprio denaro e volontà.
Affetto da paranoia e delirio di onnipotenza e convinto di essere l'unico in grado di salvare il mondo.
L'uso del supercomputer come fonte di verità assoluta, che scavalca i canali diplomatici e di intelligence tradizionali.
É letteralmente ossessionato dal pericolo "rosso".

Il film è una parodia dei film di James Bond, che anticipa il pericolo di leader carismatici e folli, che si basano su tecnologie o opinioni personali piuttosto che sulla razionalità diplomatica.

Ecco, se questa ultima guerra non fosse tragica come le precedenti, si presterebbe benissimo ad essere sceneggiata come commedia.
Quando la realtà supera la satira.

Buona guerra a tutti.
Avatar utente
tenente Drogo
Messaggi: 28841
Iscritto il: 06 giu 2007 11:23
Località: Roma
Contatta:

Re: Parliamo di Cinema

Messaggioda tenente Drogo » 18 mag 2026 16:36

finalmente un film italiano non ambientato a Roma o in Salento: niente radical chic annoiati al Pigneto, adolescenti problematici, genitori immaturi, intellettuali che si guardano l'ombelico

"Le città di pianura" è diverso, è un film sorprendente e delicato, malinconico e profondo, un road movie nel Veneto post-industriale, sulle macerie di un boom economico ormai svanito: due amici "troppo vecchi per crescere" e uno studente forestiero che sale a bordo con loro, dapprima riluttante, ma che poi si lascia andare, come Jean-Louis Trintignant ne "Il sorpasso" a cui il film rende omaggio

uno straordinario gioiello che resta impresso per la profondità dello sguardo, cinico e romantico allo stesso modo
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

http://fortezza-bastiani.blogspot.com

Torna a “La piazza dei forumisti”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 19 ospiti