Parliamo di guerra

Dove discutere, confrontarsi o scherzare sempre in modo civile su argomenti attinenti al mondo del food&wine e non solo.

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 27 nov 2025 12:07

tenente Drogo ha scritto:
slowshow10 ha scritto:Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta la Russia ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. L'Ucraina è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 2014.
Mettetevi una mano sulla pancia, offendete pure Putin quanto vi pare, ma non cambierete la realtà dei fatti.


Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta Israele ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. Gaza è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 1948.
Mettetevi una mano sulla pancia, offendete pure Netanyahu quanto vi pare, ma non cambierete la realtà dei fatti.

come ti suona?


Vero che non siete nuovi allo sfoggio di disonestà intellettuale, come dimostrano i precedenti interventi su Albanese, che poi si son trasformati in accuse e interventi personali, richieste muscolari di chiarimento, seguite dal silenzio anzichè dalle scuse... quindi non ci sarebbe da sorprendersi oltre...

E invece... :lol:
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 27 nov 2025 12:32

bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
slowshow10 ha scritto:Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta la Russia ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. L'Ucraina è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 2014.
Mettetevi una mano sulla pancia, offendete pure Putin quanto vi pare, ma non cambierete la realtà dei fatti.


Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta Israele ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. Gaza è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 1948.
Mettetevi una mano sulla pancia, offendete pure Netanyahu quanto vi pare, ma non cambierete la realtà dei fatti.

come ti suona?


Vero che non siete nuovi allo sfoggio di disonestà intellettuale, come dimostrano i precedenti interventi su Albanese, che poi si son trasformati in accuse e interventi personali, richieste muscolari di chiarimento, seguite dal silenzio anzichè dalle scuse... quindi non ci sarebbe da sorprendersi oltre...

E invece... :lol:

Perche' quello che ha scritto il tuo compagno di merende e' onesto fenomeno????
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 27 nov 2025 12:46

littlewood ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
slowshow10 ha scritto:Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta la Russia ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. L'Ucraina è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 2014.
Mettetevi una mano sulla pancia, offendete pure Putin quanto vi pare, ma non cambierete la realtà dei fatti.


Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta Israele ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. Gaza è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 1948.
Mettetevi una mano sulla pancia, offendete pure Netanyahu quanto vi pare, ma non cambierete la realtà dei fatti.

come ti suona?


Vero che non siete nuovi allo sfoggio di disonestà intellettuale, come dimostrano i precedenti interventi su Albanese, che poi si son trasformati in accuse e interventi personali, richieste muscolari di chiarimento, seguite dal silenzio anzichè dalle scuse... quindi non ci sarebbe da sorprendersi oltre...

E invece... :lol:

Perche' quello che ha scritto il tuo compagno di merende e' onesto fenomeno????


prima di farmi prendere nuovamente per il culo rispondendo a domande a cui credete di avere già risposta e per evitare di far seguire il vostro silenzio, cucu che ti rispondo

Dovreste distaccarvi dalla pancia, dall'emotività... perchè in questo caso , così come sulle precedenti puntate di Albanese, l'emozioni vi hanno fatto perdere il senno. Per fortuna chi ha voglia di vericare il contenuto delle mie affermazioni può scorrere qualche post indietro.

Ed è chiaro dal tuo tono che tu sei preda delle emozioni e non ti sia rimasto un "little" di raziocinio.

Per questo, oggi come allora, ti dico: rosica, che sei bellissima quando fai così.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 27 nov 2025 13:27

bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
slowshow10 ha scritto:Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta la Russia ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. L'Ucraina è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 2014.
Mettetevi una mano sulla pancia, offendete pure Putin quanto vi pare, ma non cambierete la realtà dei fatti.


Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta Israele ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. Gaza è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 1948.
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come ti suona?


Vero che non siete nuovi allo sfoggio di disonestà intellettuale, come dimostrano i precedenti interventi su Albanese, che poi si son trasformati in accuse e interventi personali, richieste muscolari di chiarimento, seguite dal silenzio anzichè dalle scuse... quindi non ci sarebbe da sorprendersi oltre...

E invece... :lol:


non sai più cosa dire e butti la palla in tribuna
Immagine
una risata ti seppellirà
(era un vecchio slogan anni '70, da non prendere alla lettera)
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 27 nov 2025 13:42

E invece ho detto chiaramente che il commento che hai pubblicato, mimando quello di slowshow, non è sostenibile.
Una persona intellettualmente onesta non avrebbe fatto quel commento, perchè verrebbe, giustamente, presa per deficiente.
Per i motivi che ti ha giustamente elencato slowshow.
Ma è cosa che già sapevi, dato che non credo tu sia quel tipo di persona.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 27 nov 2025 14:13

bobbisolo ha scritto:
littlewood ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
slowshow10 ha scritto:Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta la Russia ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. L'Ucraina è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 2014.
Mettetevi una mano sulla pancia, offendete pure Putin quanto vi pare, ma non cambierete la realtà dei fatti.


Evidentemente a vari utenti di questo thread sfugge un piccolissimo particolare: la guerra l'ha stravinta Israele ed è normale che chi vince tratta da una posizione diversa. Gaza è stata mandata alla carneficina ma non solo negli ultimi anni ma da quando questa guerra è incominciata nel 1948.
Mettetevi una mano sulla pancia, offendete pure Netanyahu quanto vi pare, ma non cambierete la realtà dei fatti.

come ti suona?


Vero che non siete nuovi allo sfoggio di disonestà intellettuale, come dimostrano i precedenti interventi su Albanese, che poi si son trasformati in accuse e interventi personali, richieste muscolari di chiarimento, seguite dal silenzio anzichè dalle scuse... quindi non ci sarebbe da sorprendersi oltre...

E invece... :lol:

Perche' quello che ha scritto il tuo compagno di merende e' onesto fenomeno????


prima di farmi prendere nuovamente per il culo rispondendo a domande a cui credete di avere già risposta e per evitare di far seguire il vostro silenzio, cucu che ti rispondo

Dovreste distaccarvi dalla pancia, dall'emotività... perchè in questo caso , così come sulle precedenti puntate di Albanese, l'emozioni vi hanno fatto perdere il senno. Per fortuna chi ha voglia di vercare il contenuto delle mie affermazioni può scorrere qualche post indietro.

Ed è chiaro dal tuo tono che tu sei preda delle emozioni e non ti sia rimasto un "little" di raziocinio.

Per questo, oggi come allora, ti dico: rosica, che sei bellissima quando fai così.

Ma rosica che??? Dire che putin ha stravinto e' una balla colossale e' rosicare? Dire che affermare che l' occidente che spende n volte meno della russi in armi e' guerrafondaio e' una puttanata e' rosicare?? Ma tu non stai bene....ma anche questo si sa da tempo...
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 27 nov 2025 14:19

bobbisolo ha scritto:E invece ho detto chiaramente che il commento che hai pubblicato, mimando quello di slowshow, non è sostenibile.
Una persona intellettualmente onesta non avrebbe fatto quel commento, perchè verrebbe, giustamente, presa per deficiente.
Per i motivi che ti ha giustamente elencato slowshow.
Ma è cosa che già sapevi, dato che non credo tu sia quel tipo di persona.


invece è sostenibilissimo

solo che discutere con chi, invece di prendere atto che i pareri sono diversi, accusa l'altro di disonestà intellettuale è inutile
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 27 nov 2025 14:32

tenente Drogo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:E invece ho detto chiaramente che il commento che hai pubblicato, mimando quello di slowshow, non è sostenibile.
Una persona intellettualmente onesta non avrebbe fatto quel commento, perchè verrebbe, giustamente, presa per deficiente.
Per i motivi che ti ha giustamente elencato slowshow.
Ma è cosa che già sapevi, dato che non credo tu sia quel tipo di persona.


invece è sostenibilissimo

solo che discutere con chi, invece di prendere atto che i pareri sono diversi, accusa l'altro di disonestà intellettuale è inutile


certo, hai paragonato le mele alle arance... ma sappiamo tutti che sono due cose diverse.
I motivi te li ha elencati slowshow.
Inutile ripeterli.

"Stai seriamente paragonando uno stato sovrano armato fino ai denti dai paesi NATO ad uno stato non ancora riconosciuto?"
Il paragone che fai non è un parere, è una rilettura altamente forzata della realtà, è la pretesa di ignorare le differenze fra categorie diverse e di semplificare. É piuttosto un errore logico palese (peraltro non il primo, come ho cercato invano di segnalarti in precedenza).
Per il resto, i tuoi pareri, quando di pareri si tratta, sono sempre rispettabilissimi anche se mi trovo spesso in disaccordo.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 27 nov 2025 15:50

bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:E invece ho detto chiaramente che il commento che hai pubblicato, mimando quello di slowshow, non è sostenibile.
Una persona intellettualmente onesta non avrebbe fatto quel commento, perchè verrebbe, giustamente, presa per deficiente.
Per i motivi che ti ha giustamente elencato slowshow.
Ma è cosa che già sapevi, dato che non credo tu sia quel tipo di persona.


invece è sostenibilissimo

solo che discutere con chi, invece di prendere atto che i pareri sono diversi, accusa l'altro di disonestà intellettuale è inutile


certo, hai paragonato le mele alle arance... ma sappiamo tutti che sono due cose diverse.
I motivi te li ha elencati slowshow.
Inutile ripeterli.

"Stai seriamente paragonando uno stato sovrano armato fino ai denti dai paesi NATO ad uno stato non ancora riconosciuto?"


no, infatti non paragonavo Israele alla Palestina

Il paragone che fai non è un parere, è una rilettura altamente forzata della realtà, è la pretesa di ignorare le differenze fra categorie diverse e di semplificare. É piuttosto un errore logico palese (peraltro non il primo, come ho cercato invano di segnalarti in precedenza).
Per il resto, i tuoi pareri, quando di pareri si tratta, sono sempre rispettabilissimi anche se mi trovo spesso in disaccordo.


visto che né tu né sciosciò avete capito ripeto per l'ennesima volta che

Russia sta a Ucraina
come Israele a Palestina

(anche se non è proprio così perché non ci sono terroristi ucraini che abbiano in precedenza aggredito la Russia)

il paragone in realtà è un paradosso per dimostrare che non ha senso il discorso sulla Russia che ormai ha vinto quindi rassegnatevi e potete criticare Putin ma è inutile

non lo volete capire e amen
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 27 nov 2025 16:21

bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:E invece ho detto chiaramente che il commento che hai pubblicato, mimando quello di slowshow, non è sostenibile.
Una persona intellettualmente onesta non avrebbe fatto quel commento, perchè verrebbe, giustamente, presa per deficiente.
Per i motivi che ti ha giustamente elencato slowshow.
Ma è cosa che già sapevi, dato che non credo tu sia quel tipo di persona.


invece è sostenibilissimo

solo che discutere con chi, invece di prendere atto che i pareri sono diversi, accusa l'altro di disonestà intellettuale è inutile


certo, hai paragonato le mele alle arance... ma sappiamo tutti che sono due cose diverse.
I motivi te li ha elencati slowshow.
Inutile ripeterli.

"Stai seriamente paragonando uno stato sovrano armato fino ai denti dai paesi NATO ad uno stato non ancora riconosciuto?"
Il paragone che fai non è un parere, è una rilettura altamente forzata della realtà, è la pretesa di ignorare le differenze fra categorie diverse e di semplificare. É piuttosto un errore logico palese (peraltro non il primo, come ho cercato invano di segnalarti in precedenza).
Per il resto, i tuoi pareri, quando di pareri si tratta, sono sempre rispettabilissimi anche se mi trovo spesso in disaccordo.

Nella vostra testa malata a cui non interessa NULLA ne' della palestina ne' dell' ucraina si e' fissata l' idea che in ucraina esistono 35 milioni di pupazzi manovrati dalla nato e dagli usa incapaci di intendere e volere che si fanno uccidere e bombardare NON PERCHE' NON NE' VOGLIONO SAPERE DI FINIRE SOTTO IL TALLONE RUSSO ma che ubbidiscono ad ordini esterni! Solo gente fuori di testa puo' SERIAMENTE pensare questo! Cit " ucraina mandata al massacro,,....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 27 nov 2025 16:24

tenente Drogo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:E invece ho detto chiaramente che il commento che hai pubblicato, mimando quello di slowshow, non è sostenibile.
Una persona intellettualmente onesta non avrebbe fatto quel commento, perchè verrebbe, giustamente, presa per deficiente.
Per i motivi che ti ha giustamente elencato slowshow.
Ma è cosa che già sapevi, dato che non credo tu sia quel tipo di persona.


invece è sostenibilissimo

solo che discutere con chi, invece di prendere atto che i pareri sono diversi, accusa l'altro di disonestà intellettuale è inutile


certo, hai paragonato le mele alle arance... ma sappiamo tutti che sono due cose diverse.
I motivi te li ha elencati slowshow.
Inutile ripeterli.

"Stai seriamente paragonando uno stato sovrano armato fino ai denti dai paesi NATO ad uno stato non ancora riconosciuto?"


no, infatti non paragonavo Israele alla Palestina

Il paragone che fai non è un parere, è una rilettura altamente forzata della realtà, è la pretesa di ignorare le differenze fra categorie diverse e di semplificare. É piuttosto un errore logico palese (peraltro non il primo, come ho cercato invano di segnalarti in precedenza).
Per il resto, i tuoi pareri, quando di pareri si tratta, sono sempre rispettabilissimi anche se mi trovo spesso in disaccordo.





visto che né tu né sciosciò avete capito ripeto per l'ennesima volta che

Russia sta a Ucraina
come Israele a Palestina

(anche se non è proprio così perché non ci sono terroristi ucraini che abbiano in precedenza aggredito la Russia)

il paragone in realtà è un paradosso per dimostrare che non ha senso il discorso sulla Russia che ormai ha vinto quindi rassegnatevi e potete criticare Putin ma è inutile

non lo volete capire e amen


Ho capito benissimo:

1) La realtà dei fatti non supporta il paragone.
Russia e Ucraina = stato sovrano vs stato sovrano
Israele e Palestina = stato sovrano vs entità non riconosciuta
Confrontarli come se fossero equivalenti è l'errore logico palese, non è un semplice "parere diverso"

2) Il tuo paradosso non regge, perchè funziona solo come gioco retorico, ma non cambia i fatti: il contesto storico, militare e legale è completamente differente.

3) La mia non è disonestà intellettuale, ma una critica che evidenzia il tuo errore di logica: lo capisco, vuoi far sembrare il nostro rifiuto del paragone come "chiusura mentale" o "incpacità di accettare pareri diversi", ma , ripeto, è l'ennesimo trucco/attacco retorico.

Fine della trasmissione.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 27 nov 2025 17:05

Però non vedo Bobbi e Slow partire lancia in resta alla difesa del compagno Maduro, vilmente attaccato senza ragione alcuna dal Dr. sTrumpamore.
Non progredi est regredi
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 27 nov 2025 17:13

zampaflex ha scritto:Però non vedo Bobbi e Slow partire lancia in resta alla difesa del compagno Maduro, vilmente attaccato senza ragione alcuna dal Dr. sTrumpamore.

Tranquillo proprio ora di ballista sta' facendo un video infuocato...vedrai che al massimo entro domani si scatenano i boccaloni....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 27 nov 2025 17:39

se uno dice A/B = C/D non si vanno ad analizzare A,B,C e D ma la natura del rapporto
qualcuno dice A/B e si propone C/D, che subito balza agli occhi per essere assurdo, per evidenziare la altrettanto assurdità di A/B

esperimento interessante perché non difficile da capire, ma quando si tira in ballo Israele anche le migliori menti si annebbiano (basta vedere la valanga di puttanate che sono stati capaci di dire Odifreddi, Rovelli e altri)
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 27 nov 2025 17:41

zampaflex ha scritto:Però non vedo Bobbi e Slow partire lancia in resta alla difesa del compagno Maduro, vilmente attaccato senza ragione alcuna dal Dr. sTrumpamore.


Guarda, questo è il secondo commento , dopo quello della richiesta muscolare di chiarimento per riacquisire dignità ai tuoi occhi (non volevo crederci, eppure ti ho risposto... ma non hai mai ricambiato), col quale mi convinco che anche tu, su certi discorsi, hai abbandonato la logica per la pancia.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 27 nov 2025 17:47

tenente Drogo ha scritto:se uno dice A/B = C/D non si vanno ad analizzare A,B,C e D ma la natura del rapporto
qualcuno dice A/B e si propone C/D, che subito balza agli occhi per essere assurdo, per evidenziare la altrettanto assurdità di A/B

esperimento interessante perché non difficile da capire, ma quando si tira in ballo Israele anche le migliori menti si annebbiano (basta vedere la valanga di puttanate che sono stati capaci di dire Odifreddi, Rovelli e altri)


"io però di fronte a puttante come questa non mi trattengo" (citazione)

Caro Tenente,
se proponi A/B = C/D per evidenziare un’assurdità, allora devi essere sicuro che i due rapporti abbiano la stessa struttura logica.

Ma qui non è così.

Il rapporto Russia/Ucraina non è analogo al rapporto Israele/Palestina, né per natura giuridica, né per scenario militare, né per dinamica storica.
Quindi il "paradosso" che proponi non mette in luce l’assurdità del primo rapporto: mostra solo che hai scelto un confronto che non mantiene alcuna omogeneità logica.

Non è che "si annebbi la mente quando si parla di Israele":
è che un paragone funziona solo se le categorie in gioco sono comparabili.
Se A/B è già complesso e C/D appartiene a un altro universo concettuale, allora la tua equivalenza funziona solo come slogan, non come strumento logico.

E questo non c’entra nulla con simpatie o antipatie geopolitiche:
c’entra con il fatto che, se vuoi dimostrare un assurdo, devi usare un paragone che abbia almeno una base strutturale comune, altrimenti il risultato è un artificio retorico, non un ragionamento.


@Zampa, mi attacchi anche su questo, adesso?
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 27 nov 2025 18:50

bobbisolo ha scritto:
zampaflex ha scritto:Però non vedo Bobbi e Slow partire lancia in resta alla difesa del compagno Maduro, vilmente attaccato senza ragione alcuna dal Dr. sTrumpamore.


Guarda, questo è il secondo commento , dopo quello della richiesta muscolare di chiarimento per riacquisire dignità ai tuoi occhi (non volevo crederci, eppure ti ho risposto... ma non hai mai ricambiato), col quale mi convinco che anche tu, su certi discorsi, hai abbandonato la logica per la pancia.


:mrgreen: 8)

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 27 nov 2025 19:42

zampaflex ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
zampaflex ha scritto:Però non vedo Bobbi e Slow partire lancia in resta alla difesa del compagno Maduro, vilmente attaccato senza ragione alcuna dal Dr. sTrumpamore.


Guarda, questo è il secondo commento , dopo quello della richiesta muscolare di chiarimento per riacquisire dignità ai tuoi occhi (non volevo crederci, eppure ti ho risposto... ma non hai mai ricambiato), col quale mi convinco che anche tu, su certi discorsi, hai abbandonato la logica per la pancia.


:mrgreen: 8)

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Per cui si evince che il bobby e il suo compare usano la testa ( la russia a stravinto l' occidente guerrafondaio..) e tu o noi sragioniamo .....convinti loro.....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 28 nov 2025 15:01

dalla bacheca del giornalista Mattia Madonia su Facebook

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"TRAVAGLIEIDE (Parte 1)

Nel “Dossier Travaglio” inviato all’Ordine dei Giornalisti - un banale file Word con materiale che ho raccolto dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina - sono presenti diverse notizie false rilanciate dal direttore de Il Fatto Quotidiano. Secondo il nostro codice deontologico, tali violazioni sono sanzionabili con la sospensione o la radiazione dall’albo.
Oggi iniziamo da un episodio che può essere annoverato tra farsa, commedia, tragedia, tinte di grottesco e che, fondamentalmente, spiega la differenza tra informazione e propaganda.

A insospettirmi è stato un articolo della giornalista Daniela Ranieri pubblicato il 15 maggio 2023 su Il Fatto Quotidiano. Titolo: “I Saturnalia di Zelensky in tv fra propaganda e fake news”.
Vengono citati dei dettagli sul conflitto nel Donbas pre 2022, ma qualcosa sin dal principio appare fuori fuoco. Azov, fosse comuni e un presunto report dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa).
Ranieri, inoltre, nel pezzo critica l’Occidente per le interviste a Zelensky e mette in cattiva luce il presidente ucraino. L’articolo del Fatto è stato ripreso con toni trionfalistici da Vladimir Solovyev, presentatore televisivo di Rossiya TV e propagandista del Cremlino, nonché amico personale di Putin. Il Fatto Quotidiano ha più volte riportato le parole di Solovyev nei suoi articoli, come quando l’anchorman ha definito “un’idiota patentata” Pina Picierno, la vicepresidente del Parlamento Europeo. In un’altra occasione, Solovyev ha definito “bastardi” gli alleati di Kiev e ha aggiunto: “Se è necessario attraverseremo di nuovo le Alpi. Vediamo se a Milano ricordano ancora come si baciano le mani ai nostri soldati”.
Non è quindi un caso che Solovyev abbia apprezzato l’articolo del Fatto, ma torniamo alla domanda principale: quale sarebbe il report dell’Osce?

Inizialmente ho fatto delle ricerche e non l’ho trovato. Ho scoperto però la fonte di Ranieri: Marco Travaglio.
Nell’articolo, Ranieri parla dei soldati del battaglione Azov in questi termini: “Sono indicati in un rapporto Osce come responsabili dell’uccisione di massa di prigionieri, occultamento di cadaveri nelle fosse comuni e uso sistematico di tecniche di tortura”.
Google in questo aiuta parecchio, basta digitare la frase e viene fuori “Scemi di guerra”, il libro di Marco Travaglio pubblicato il 24 febbraio 2023 (il primo anniversario di quell’invasione che per lo stesso Travaglio non sarebbe mai avvenuta, in quanto “fakenews degli americani”).
Scrive Travaglio nel libro: “Nel 2016 anche l’Osce condanna duramente gli orrori dei miliziani dell’Azov, definendoli responsabili dell’uccisione di massa di prigionieri, occultamento di cadaveri nelle fosse comuni e uso sistematico di tecniche di tortura fisica e psicologica”.
In pratica Ranieri ha ricopiato le parole del suo direttore. E allora cerchiamo di capire se almeno nel libro si faccia luce su questo fantomatico report.
Sorge un problema: Travaglio in “Scemi di guerra” non indica la fonte. Non sono presenti nemmeno delle note.
Ancora una volta è l’amico Google ad aiutarmi, grazie anche a un articolo del giornalista Luciano Capone. Il passaggio in questione è quasi del tutto copiato dalla pagina Wikipedia del Reggimento Azov, parola per parola.
Non è però questo il punto focale, bensì la ricerca di quel rapporto Osce ormai bramato più del Sacro Graal.
Ciò che viene fuori con un’ulteriore ricerca è disarmante e lascia atterriti.

Su Wikipedia, le frasi citate da Travaglio risultano presenti in un report presentato ALL’Osce, non in un report DELL’Osce, che non ha mai scritto quelle parole.
E chi l’ha presentato?
La Foundation for the Study of Democracy.
Cosa sarebbe esattamente?
È un gruppo che fa riferimento - allacciate le cinture - al Cremlino. Al vertice della fondazione c’è il russo Maxim Grigoriev, autore del report contro l’Ucraina insieme al Russian Public Council for International Cooperation and Public Diplomacy, che ha come presidente Sergei Ordzhonikidze, nominato direttamente da - tenetevi forte - Vladimir Putin.
Ordzhonikidze ha recentemente dichiarato che i piani di Putin sono “ragionevoli” e che la pace viene ostacolata dagli europei che continuano a inviare armi all’Ucraina.

Ah, dimenticavo: ovviamente l’Osce non ha mai reso “suo” il report inviato da queste fondazioni russe, e anzi ha sempre negato nei suoi dossier - quelli ufficiali, non quelli immaginari di Travaglio - le presunte “pulizie etniche” perpetuate dagli ucraini nel Donbas, confermando che, senza giri di parole, non esistono. Ci sono stati degli attacchi cruenti del battaglione Azov, come in qualsiasi guerra quando si affrontano due forze opposte, ma non c’entrano nulla con l’episodio delle veline russe riportate da Travaglio, che ha fatto la solita figura invereconda calpestando la sua stessa professione, e non c’è stato alcun genocidio o altre bufale smentite da tutte le organizzazioni internazionali.
L’Osce ha confermato invece che il conflitto pre 2022 nel Donbas era tra gli ucraini e non solo i separatisti, ma anche i soldati senza divisa mandati dalla Russia, che intanto aveva già invaso militarmente la Crimea utilizzando gli stessi metodi con gli “omini verdi”. Putin stesso, un anno dopo, fu costretto ad ammettere che si trattava di soldati russi.
Nel conflitto nel Donbas 2014-2022 le vittime (ancora una volta, numeri ufficiali dell’Osce) sono quasi equamente distribuite tra ucraini e russi o separatisti. Nessun genocidio, nessuna pulizia etnica, ma l’ennesima guerra iniziata con un’invasione di Putin.

Riepilogando: Travaglio scrive una menzogna nel suo libro parlando di un report Osce inesistente, scopiazza Wikipedia e cita invece un report mandato all’Osce - e mai convalidato dall’organizzazione - da fondazioni legate al Cremlino.
Ranieri scrive sul Fatto un articolo usando come fonte Travaglio, ripetendo le stesse bufale del suo direttore, colui che nel mentre anche in diverse trasmissioni televisive ripropone la bugia in questione creando un ciclo di disinformazione senza fine.
Se questo è giornalismo…"
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 10 dic 2025 19:24

sarebbe più dignitoso per Schlein perdere da sola che accompagnarsi a quest'uomo, probabilmente a libro paga della Russia

https://www.repubblica.it/politica/2025 ... 425033006/
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 11 dic 2025 12:43

tenente Drogo ha scritto:sarebbe più dignitoso per Schlein perdere da sola che accompagnarsi a quest'uomo, probabilmente a libro paga della Russia

https://www.repubblica.it/politica/2025 ... 425033006/

Lui e il cazzaro verde( inutile mandare armi la russia ha vinto) sono 2 cani al guinzaglio di mosca! Ormai e' acclarato!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda fly666 » 13 dic 2025 05:51

Buongiorno, quoto la parte dell'articolo che più mi è piaciuto riportandolo poi per intero .. cosa ne pensate ?

" L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo."


La svolta epocale della politica estera degli Stati Uniti è una luce nel buio.
Carlo Rovelli sul Corriere della Sera.
“Dopo la fine della Guerra Fredda, le élite della politica estera americana si erano convinte che il dominio permanente americano sul mondo intero fosse nel migliore interesse del Paese. […] Le élite americane hanno mal calcolato la disponibilità dell'America ad assumersi per sempre oneri globali e […] hanno sopravvalutato la capacità dell’America.” Queste parole non vengono da un post su Facebook di un pacifinto putinista anti-occidentale. Sono parole centrali del recente documento ufficiale sulla “National Security Strategy” del governo dello stato più potente del mondo.
Ci sono aspetti di questo documento che piacciono alla destra europea, non a me. Per esempio sul rischio per la civiltà rappresentato dalle migrazioni in atto. O ancor più sulla feroce opposizione agli organismi sovranazionali. Ma questi aspetti mi sembrano secondari rispetto alla epocale svolta politica rappresentata dal cambiamento dell'obiettivo generale della politica estera degli Stati Uniti. Questa svolta è un raggio di luce nel buio della situazione attuale della politica internazionale. Biden insisteva che il mondo aveva bisogno di essere guidato dagli USA ("The US led world order” erano le sue parole ricorrenti). La nuova amministrazione riconosce che era un errore. Penso che abbia ragione. Perché?
Perché il mondo è a un bivio. Un bivio drammatico. Il progresso economico si è diffuso nel pianeta alterandone in profondità gli equilibri economici. Il blocco occidentale che fino a pochi decenni fa rappresentava tre quarti del prodotto lordo del mondo, ora si è ridotto a meno della metà. Non perché l’Occidente si sia impoverito, tutt’altro, ma perché il resto del mondo, fortunatamente, è cresciuto in economia, istruzione, scienza, successi, fiducia in se stesso, forza. Questa non è una cattiva notizia —il mondo sta meglio— eccetto per coloro che pensano che i privilegi dell’Occidente rispetto al resto del mondo siano diritto divino, da difendere con le armi.
Le possibili risposte occidentali a questo ri-bilanciamento economico globale sono due. La prima è accettare un parallelo ri-bilanciamento politico. Accettare il multilateralismo globale, in cui gli stati occidentali non sono più gli indiscussi padroni del pianeta come lo sono stati più o meno per tre secoli, ma siedono insieme agli altri —forti, ma assieme agli altri— in un consesso di popoli. Questa è ragionevolezza, e questa è la strada che, con lungimiranza, indica la nuova “National Security Strategy” degli Stati Uniti.
L’alternativa, a cui molti a casa nostra restano appesi, è per l’Occidente voler difendere a ogni costo, spesso con guerre ininterrotte come hanno fatto recentemente gli Stati Uniti, il dominio globale dell’Occidente. Questa direzione, senza dubbio, ci porta verso la Terza Guerra Mondiale e un XXI secolo che ripeterebbe le catastrofi del XX secolo: 100 milioni di morti ammazzati, e una continua danza al brivido con la catastrofe atomica.
Come sempre, le scelte politiche si ammantano di ideologia e nobili parole. La Spagna ha invaso il mondo e ha riempito le sue casse d’oro giustificando le guerre di conquista con la necessità di diffondere il Cristianesimo. Le ferocissime guerre Europee che hanno devastato il nostro continente, come la guerra dei Trent’anni, sono state vendute come guerre di religione, dove ogni parte difendeva il “vero Dio” dalle eresie diaboliche della parte avversa. L’intero dominio mondiale dell’Europa, alla radice dell’attuale ricchezza e potere dell’Occidente, è stato giustificato con l’ideologia del Progresso: portare “la civiltà” ai popoli “primitivi”. In nome di questo Progresso, sono stati compiuti innumerevoli genocidi, quasi azzerando la popolazione del contenente americano, e trascinando in schiavitù decine di milioni di africani. Oggi l’ideologia si chiama “democrazia”, una parola vuota, ripetuta alla nausea, ridotta solo a coprire la feroce determinazione dell’Occidente ricco a difendere il proprio privilegio storico. Ma una determinazione miope, più che feroce, perché il ri-bilanciamento economico è già avvenuto, e l’Occidente è a un bivio storico: scatenare l’inferno per cercare di preservare ancora per un po’ il dominio militare e politico sul mondo. Oppure accettare il multilateralismo, le legittime aspirazioni di vastissime aree del pianeta a seguire la loro strada, culturale e politica, senza piegarsi al volere occidentale.
Temevo che la miopia e l’accecamento ideologico delle élite al potere in occidente, troppo abituate a sentirsi —da secoli— padroni e arbitri del mondo, sentirsi legittimati a punire, contenere, imporre il proprio volere con le armi e con la (ora perduta) schiacciante superiorità economica, stessero portandoci verso l’abisso. Con tutto quanto in esso non mi piace, il “National Security Strategy” degli Stati Uniti mi fa pensare che forse non tutto è perduto. Forse qualcuno capace di guardare un po’ più in là del suo naso, nelle stanze dei bottoni, c’è.
Il nostro continente, abituato a godere dei privilegi dei vassalli dell’impero, in cambio solo di una seria rinuncia alla sovranità (basti pensare alle armi atomiche sul nostro territorio che noi neppure controlliamo) e qualche occasionale partecipazione simbolica alle continue guerre imperiali, sta reagendo alla svolta politica americana con sgomento, e in maniera scomposta. Si sente abbandonato dal muscoloso papà, si spaura. Mi sembra una confusione salutare. Invece di trincerarsi dietro l’ipocrisia delle alate dichiarazioni sulla “democrazia” che servivano solo per coprire il gioco sporco del potere, della guerra per le risorse, della difesa dei privilegi (prima difendevamo l’Ucraina come paladini senza macchia e senza paura della libertà e della giustizia, poi quando una soluzione si è prospettata, d’un tratto la questione è diventata “e noi cosa ci guadagniamo?”), cominciamo piuttosto a guardare un po’ più in là del nostro naso, e articoliamo proposte.
L’Europa non ha bisogno degli Stati Uniti. Non ha bisogno di armarsi, tanto meno al livello folle del 5% dei PIL, quando quasi nessuno nel mondo spende a questo livelli, neppure gli Stati Uniti (La Cina spende l'1,6% del PIL per spese militari). L'Europa non ha ragione di avere paura della Russia, che da sempre non cerca altro, talvolta in maniera troppo brusca e scomposta, certo, che un modo di essere invitata a tavola e non essere schiacciata. La Russia è stata ripetutamente attaccata e invasa dall'Europa nella storia (dalla Francia, dalla Germania, persino dagli italiani nella Guerra di Crimea) e non ha mai attaccato l'Europa. Tantomeno si è mai sognata di attaccare un paese Nato: ha attaccato l'Ucraina proprio perché non era nella Nato e per evitare che lo diventasse. L’Europa non ha necessità di “punire” la Russia e sentirsi l’arbitro del mondo.
L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo. Su queste questioni, che sono le questioni importanti per tutti noi, siamo molto più vicini al resto del mondo che agli Stati Uniti.
Usciamo dal delirio “democrazia verso autocrazia”, in un mondo in cui cosiddette autocrazie crescono economicamente molto più di noi, raccolgono più consenso interno di noi, e migliorano la vita dei loro cittadini a livelli mai visti nella storia, e pensiamo al mondo come una comunità di popoli che ciascuno cerca la sua strada come vuole, che talvolta litigano fra loro, ma che che devono imparare a farlo in maniera più civile, senza trucidarsi in continuazione. È una straordinaria opportunità, che il mondo chiede, e che ci aprono i cugini d’oltreoceano.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda slowshow10 » 13 dic 2025 12:37

fly666 ha scritto:Buongiorno, quoto la parte dell'articolo che più mi è piaciuto riportandolo poi per intero .. cosa ne pensate ?

" L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo."


La svolta epocale della politica estera degli Stati Uniti è una luce nel buio.
Carlo Rovelli sul Corriere della Sera.
“Dopo la fine della Guerra Fredda, le élite della politica estera americana si erano convinte che il dominio permanente americano sul mondo intero fosse nel migliore interesse del Paese. […] Le élite americane hanno mal calcolato la disponibilità dell'America ad assumersi per sempre oneri globali e […] hanno sopravvalutato la capacità dell’America.” Queste parole non vengono da un post su Facebook di un pacifinto putinista anti-occidentale. Sono parole centrali del recente documento ufficiale sulla “National Security Strategy” del governo dello stato più potente del mondo.
Ci sono aspetti di questo documento che piacciono alla destra europea, non a me. Per esempio sul rischio per la civiltà rappresentato dalle migrazioni in atto. O ancor più sulla feroce opposizione agli organismi sovranazionali. Ma questi aspetti mi sembrano secondari rispetto alla epocale svolta politica rappresentata dal cambiamento dell'obiettivo generale della politica estera degli Stati Uniti. Questa svolta è un raggio di luce nel buio della situazione attuale della politica internazionale. Biden insisteva che il mondo aveva bisogno di essere guidato dagli USA ("The US led world order” erano le sue parole ricorrenti). La nuova amministrazione riconosce che era un errore. Penso che abbia ragione. Perché?
Perché il mondo è a un bivio. Un bivio drammatico. Il progresso economico si è diffuso nel pianeta alterandone in profondità gli equilibri economici. Il blocco occidentale che fino a pochi decenni fa rappresentava tre quarti del prodotto lordo del mondo, ora si è ridotto a meno della metà. Non perché l’Occidente si sia impoverito, tutt’altro, ma perché il resto del mondo, fortunatamente, è cresciuto in economia, istruzione, scienza, successi, fiducia in se stesso, forza. Questa non è una cattiva notizia —il mondo sta meglio— eccetto per coloro che pensano che i privilegi dell’Occidente rispetto al resto del mondo siano diritto divino, da difendere con le armi.
Le possibili risposte occidentali a questo ri-bilanciamento economico globale sono due. La prima è accettare un parallelo ri-bilanciamento politico. Accettare il multilateralismo globale, in cui gli stati occidentali non sono più gli indiscussi padroni del pianeta come lo sono stati più o meno per tre secoli, ma siedono insieme agli altri —forti, ma assieme agli altri— in un consesso di popoli. Questa è ragionevolezza, e questa è la strada che, con lungimiranza, indica la nuova “National Security Strategy” degli Stati Uniti.
L’alternativa, a cui molti a casa nostra restano appesi, è per l’Occidente voler difendere a ogni costo, spesso con guerre ininterrotte come hanno fatto recentemente gli Stati Uniti, il dominio globale dell’Occidente. Questa direzione, senza dubbio, ci porta verso la Terza Guerra Mondiale e un XXI secolo che ripeterebbe le catastrofi del XX secolo: 100 milioni di morti ammazzati, e una continua danza al brivido con la catastrofe atomica.
Come sempre, le scelte politiche si ammantano di ideologia e nobili parole. La Spagna ha invaso il mondo e ha riempito le sue casse d’oro giustificando le guerre di conquista con la necessità di diffondere il Cristianesimo. Le ferocissime guerre Europee che hanno devastato il nostro continente, come la guerra dei Trent’anni, sono state vendute come guerre di religione, dove ogni parte difendeva il “vero Dio” dalle eresie diaboliche della parte avversa. L’intero dominio mondiale dell’Europa, alla radice dell’attuale ricchezza e potere dell’Occidente, è stato giustificato con l’ideologia del Progresso: portare “la civiltà” ai popoli “primitivi”. In nome di questo Progresso, sono stati compiuti innumerevoli genocidi, quasi azzerando la popolazione del contenente americano, e trascinando in schiavitù decine di milioni di africani. Oggi l’ideologia si chiama “democrazia”, una parola vuota, ripetuta alla nausea, ridotta solo a coprire la feroce determinazione dell’Occidente ricco a difendere il proprio privilegio storico. Ma una determinazione miope, più che feroce, perché il ri-bilanciamento economico è già avvenuto, e l’Occidente è a un bivio storico: scatenare l’inferno per cercare di preservare ancora per un po’ il dominio militare e politico sul mondo. Oppure accettare il multilateralismo, le legittime aspirazioni di vastissime aree del pianeta a seguire la loro strada, culturale e politica, senza piegarsi al volere occidentale.
Temevo che la miopia e l’accecamento ideologico delle élite al potere in occidente, troppo abituate a sentirsi —da secoli— padroni e arbitri del mondo, sentirsi legittimati a punire, contenere, imporre il proprio volere con le armi e con la (ora perduta) schiacciante superiorità economica, stessero portandoci verso l’abisso. Con tutto quanto in esso non mi piace, il “National Security Strategy” degli Stati Uniti mi fa pensare che forse non tutto è perduto. Forse qualcuno capace di guardare un po’ più in là del suo naso, nelle stanze dei bottoni, c’è.
Il nostro continente, abituato a godere dei privilegi dei vassalli dell’impero, in cambio solo di una seria rinuncia alla sovranità (basti pensare alle armi atomiche sul nostro territorio che noi neppure controlliamo) e qualche occasionale partecipazione simbolica alle continue guerre imperiali, sta reagendo alla svolta politica americana con sgomento, e in maniera scomposta. Si sente abbandonato dal muscoloso papà, si spaura. Mi sembra una confusione salutare. Invece di trincerarsi dietro l’ipocrisia delle alate dichiarazioni sulla “democrazia” che servivano solo per coprire il gioco sporco del potere, della guerra per le risorse, della difesa dei privilegi (prima difendevamo l’Ucraina come paladini senza macchia e senza paura della libertà e della giustizia, poi quando una soluzione si è prospettata, d’un tratto la questione è diventata “e noi cosa ci guadagniamo?”), cominciamo piuttosto a guardare un po’ più in là del nostro naso, e articoliamo proposte.
L’Europa non ha bisogno degli Stati Uniti. Non ha bisogno di armarsi, tanto meno al livello folle del 5% dei PIL, quando quasi nessuno nel mondo spende a questo livelli, neppure gli Stati Uniti (La Cina spende l'1,6% del PIL per spese militari). L'Europa non ha ragione di avere paura della Russia, che da sempre non cerca altro, talvolta in maniera troppo brusca e scomposta, certo, che un modo di essere invitata a tavola e non essere schiacciata. La Russia è stata ripetutamente attaccata e invasa dall'Europa nella storia (dalla Francia, dalla Germania, persino dagli italiani nella Guerra di Crimea) e non ha mai attaccato l'Europa. Tantomeno si è mai sognata di attaccare un paese Nato: ha attaccato l'Ucraina proprio perché non era nella Nato e per evitare che lo diventasse. L’Europa non ha necessità di “punire” la Russia e sentirsi l’arbitro del mondo.
L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo. Su queste questioni, che sono le questioni importanti per tutti noi, siamo molto più vicini al resto del mondo che agli Stati Uniti.
Usciamo dal delirio “democrazia verso autocrazia”, in un mondo in cui cosiddette autocrazie crescono economicamente molto più di noi, raccolgono più consenso interno di noi, e migliorano la vita dei loro cittadini a livelli mai visti nella storia, e pensiamo al mondo come una comunità di popoli che ciascuno cerca la sua strada come vuole, che talvolta litigano fra loro, ma che che devono imparare a farlo in maniera più civile, senza trucidarsi in continuazione. È una straordinaria opportunità, che il mondo chiede, e che ci aprono i cugini d’oltreoceano.



Occhio che poi ti danno del filo putiniano, venduto ai cinesi, anti democratico, maschio alpha ecc.ecc. :mrgreen:
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 13 dic 2025 13:22

slowshow10 ha scritto:
fly666 ha scritto:Buongiorno, quoto la parte dell'articolo che più mi è piaciuto riportandolo poi per intero .. cosa ne pensate ?

" L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo."


La svolta epocale della politica estera degli Stati Uniti è una luce nel buio.
Carlo Rovelli sul Corriere della Sera.
“Dopo la fine della Guerra Fredda, le élite della politica estera americana si erano convinte che il dominio permanente americano sul mondo intero fosse nel migliore interesse del Paese. […] Le élite americane hanno mal calcolato la disponibilità dell'America ad assumersi per sempre oneri globali e […] hanno sopravvalutato la capacità dell’America.” Queste parole non vengono da un post su Facebook di un pacifinto putinista anti-occidentale. Sono parole centrali del recente documento ufficiale sulla “National Security Strategy” del governo dello stato più potente del mondo.
Ci sono aspetti di questo documento che piacciono alla destra europea, non a me. Per esempio sul rischio per la civiltà rappresentato dalle migrazioni in atto. O ancor più sulla feroce opposizione agli organismi sovranazionali. Ma questi aspetti mi sembrano secondari rispetto alla epocale svolta politica rappresentata dal cambiamento dell'obiettivo generale della politica estera degli Stati Uniti. Questa svolta è un raggio di luce nel buio della situazione attuale della politica internazionale. Biden insisteva che il mondo aveva bisogno di essere guidato dagli USA ("The US led world order” erano le sue parole ricorrenti). La nuova amministrazione riconosce che era un errore. Penso che abbia ragione. Perché?
Perché il mondo è a un bivio. Un bivio drammatico. Il progresso economico si è diffuso nel pianeta alterandone in profondità gli equilibri economici. Il blocco occidentale che fino a pochi decenni fa rappresentava tre quarti del prodotto lordo del mondo, ora si è ridotto a meno della metà. Non perché l’Occidente si sia impoverito, tutt’altro, ma perché il resto del mondo, fortunatamente, è cresciuto in economia, istruzione, scienza, successi, fiducia in se stesso, forza. Questa non è una cattiva notizia —il mondo sta meglio— eccetto per coloro che pensano che i privilegi dell’Occidente rispetto al resto del mondo siano diritto divino, da difendere con le armi.
Le possibili risposte occidentali a questo ri-bilanciamento economico globale sono due. La prima è accettare un parallelo ri-bilanciamento politico. Accettare il multilateralismo globale, in cui gli stati occidentali non sono più gli indiscussi padroni del pianeta come lo sono stati più o meno per tre secoli, ma siedono insieme agli altri —forti, ma assieme agli altri— in un consesso di popoli. Questa è ragionevolezza, e questa è la strada che, con lungimiranza, indica la nuova “National Security Strategy” degli Stati Uniti.
L’alternativa, a cui molti a casa nostra restano appesi, è per l’Occidente voler difendere a ogni costo, spesso con guerre ininterrotte come hanno fatto recentemente gli Stati Uniti, il dominio globale dell’Occidente. Questa direzione, senza dubbio, ci porta verso la Terza Guerra Mondiale e un XXI secolo che ripeterebbe le catastrofi del XX secolo: 100 milioni di morti ammazzati, e una continua danza al brivido con la catastrofe atomica.
Come sempre, le scelte politiche si ammantano di ideologia e nobili parole. La Spagna ha invaso il mondo e ha riempito le sue casse d’oro giustificando le guerre di conquista con la necessità di diffondere il Cristianesimo. Le ferocissime guerre Europee che hanno devastato il nostro continente, come la guerra dei Trent’anni, sono state vendute come guerre di religione, dove ogni parte difendeva il “vero Dio” dalle eresie diaboliche della parte avversa. L’intero dominio mondiale dell’Europa, alla radice dell’attuale ricchezza e potere dell’Occidente, è stato giustificato con l’ideologia del Progresso: portare “la civiltà” ai popoli “primitivi”. In nome di questo Progresso, sono stati compiuti innumerevoli genocidi, quasi azzerando la popolazione del contenente americano, e trascinando in schiavitù decine di milioni di africani. Oggi l’ideologia si chiama “democrazia”, una parola vuota, ripetuta alla nausea, ridotta solo a coprire la feroce determinazione dell’Occidente ricco a difendere il proprio privilegio storico. Ma una determinazione miope, più che feroce, perché il ri-bilanciamento economico è già avvenuto, e l’Occidente è a un bivio storico: scatenare l’inferno per cercare di preservare ancora per un po’ il dominio militare e politico sul mondo. Oppure accettare il multilateralismo, le legittime aspirazioni di vastissime aree del pianeta a seguire la loro strada, culturale e politica, senza piegarsi al volere occidentale.
Temevo che la miopia e l’accecamento ideologico delle élite al potere in occidente, troppo abituate a sentirsi —da secoli— padroni e arbitri del mondo, sentirsi legittimati a punire, contenere, imporre il proprio volere con le armi e con la (ora perduta) schiacciante superiorità economica, stessero portandoci verso l’abisso. Con tutto quanto in esso non mi piace, il “National Security Strategy” degli Stati Uniti mi fa pensare che forse non tutto è perduto. Forse qualcuno capace di guardare un po’ più in là del suo naso, nelle stanze dei bottoni, c’è.
Il nostro continente, abituato a godere dei privilegi dei vassalli dell’impero, in cambio solo di una seria rinuncia alla sovranità (basti pensare alle armi atomiche sul nostro territorio che noi neppure controlliamo) e qualche occasionale partecipazione simbolica alle continue guerre imperiali, sta reagendo alla svolta politica americana con sgomento, e in maniera scomposta. Si sente abbandonato dal muscoloso papà, si spaura. Mi sembra una confusione salutare. Invece di trincerarsi dietro l’ipocrisia delle alate dichiarazioni sulla “democrazia” che servivano solo per coprire il gioco sporco del potere, della guerra per le risorse, della difesa dei privilegi (prima difendevamo l’Ucraina come paladini senza macchia e senza paura della libertà e della giustizia, poi quando una soluzione si è prospettata, d’un tratto la questione è diventata “e noi cosa ci guadagniamo?”), cominciamo piuttosto a guardare un po’ più in là del nostro naso, e articoliamo proposte.
L’Europa non ha bisogno degli Stati Uniti. Non ha bisogno di armarsi, tanto meno al livello folle del 5% dei PIL, quando quasi nessuno nel mondo spende a questo livelli, neppure gli Stati Uniti (La Cina spende l'1,6% del PIL per spese militari). L'Europa non ha ragione di avere paura della Russia, che da sempre non cerca altro, talvolta in maniera troppo brusca e scomposta, certo, che un modo di essere invitata a tavola e non essere schiacciata. La Russia è stata ripetutamente attaccata e invasa dall'Europa nella storia (dalla Francia, dalla Germania, persino dagli italiani nella Guerra di Crimea) e non ha mai attaccato l'Europa. Tantomeno si è mai sognata di attaccare un paese Nato: ha attaccato l'Ucraina proprio perché non era nella Nato e per evitare che lo diventasse. L’Europa non ha necessità di “punire” la Russia e sentirsi l’arbitro del mondo.
L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo. Su queste questioni, che sono le questioni importanti per tutti noi, siamo molto più vicini al resto del mondo che agli Stati Uniti.
Usciamo dal delirio “democrazia verso autocrazia”, in un mondo in cui cosiddette autocrazie crescono economicamente molto più di noi, raccolgono più consenso interno di noi, e migliorano la vita dei loro cittadini a livelli mai visti nella storia, e pensiamo al mondo come una comunità di popoli che ciascuno cerca la sua strada come vuole, che talvolta litigano fra loro, ma che che devono imparare a farlo in maniera più civile, senza trucidarsi in continuazione. È una straordinaria opportunità, che il mondo chiede, e che ci aprono i cugini d’oltreoceano.



Occhio che poi ti danno del filo putiniano, venduto ai cinesi, anti democratico, maschio alpha ecc.ecc. :mrgreen:

La russia non ha mai attaccato l' europa.... ahahahah!! Sarebbe esilarante se non fosse tragico! A parte l' ignoranza di ricordare la guerra di crimea visto che allora non apparteneva alla russia ma all' impero ottomano ed era stata la russia ad attaccare ma i baltici sono europa? La Polonia in combutta con hitler e' europa ?? No chiedo eh?
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda slowshow10 » 13 dic 2025 13:43

littlewood ha scritto:
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fly666 ha scritto:Buongiorno, quoto la parte dell'articolo che più mi è piaciuto riportandolo poi per intero .. cosa ne pensate ?

" L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo."


La svolta epocale della politica estera degli Stati Uniti è una luce nel buio.
Carlo Rovelli sul Corriere della Sera.
“Dopo la fine della Guerra Fredda, le élite della politica estera americana si erano convinte che il dominio permanente americano sul mondo intero fosse nel migliore interesse del Paese. […] Le élite americane hanno mal calcolato la disponibilità dell'America ad assumersi per sempre oneri globali e […] hanno sopravvalutato la capacità dell’America.” Queste parole non vengono da un post su Facebook di un pacifinto putinista anti-occidentale. Sono parole centrali del recente documento ufficiale sulla “National Security Strategy” del governo dello stato più potente del mondo.
Ci sono aspetti di questo documento che piacciono alla destra europea, non a me. Per esempio sul rischio per la civiltà rappresentato dalle migrazioni in atto. O ancor più sulla feroce opposizione agli organismi sovranazionali. Ma questi aspetti mi sembrano secondari rispetto alla epocale svolta politica rappresentata dal cambiamento dell'obiettivo generale della politica estera degli Stati Uniti. Questa svolta è un raggio di luce nel buio della situazione attuale della politica internazionale. Biden insisteva che il mondo aveva bisogno di essere guidato dagli USA ("The US led world order” erano le sue parole ricorrenti). La nuova amministrazione riconosce che era un errore. Penso che abbia ragione. Perché?
Perché il mondo è a un bivio. Un bivio drammatico. Il progresso economico si è diffuso nel pianeta alterandone in profondità gli equilibri economici. Il blocco occidentale che fino a pochi decenni fa rappresentava tre quarti del prodotto lordo del mondo, ora si è ridotto a meno della metà. Non perché l’Occidente si sia impoverito, tutt’altro, ma perché il resto del mondo, fortunatamente, è cresciuto in economia, istruzione, scienza, successi, fiducia in se stesso, forza. Questa non è una cattiva notizia —il mondo sta meglio— eccetto per coloro che pensano che i privilegi dell’Occidente rispetto al resto del mondo siano diritto divino, da difendere con le armi.
Le possibili risposte occidentali a questo ri-bilanciamento economico globale sono due. La prima è accettare un parallelo ri-bilanciamento politico. Accettare il multilateralismo globale, in cui gli stati occidentali non sono più gli indiscussi padroni del pianeta come lo sono stati più o meno per tre secoli, ma siedono insieme agli altri —forti, ma assieme agli altri— in un consesso di popoli. Questa è ragionevolezza, e questa è la strada che, con lungimiranza, indica la nuova “National Security Strategy” degli Stati Uniti.
L’alternativa, a cui molti a casa nostra restano appesi, è per l’Occidente voler difendere a ogni costo, spesso con guerre ininterrotte come hanno fatto recentemente gli Stati Uniti, il dominio globale dell’Occidente. Questa direzione, senza dubbio, ci porta verso la Terza Guerra Mondiale e un XXI secolo che ripeterebbe le catastrofi del XX secolo: 100 milioni di morti ammazzati, e una continua danza al brivido con la catastrofe atomica.
Come sempre, le scelte politiche si ammantano di ideologia e nobili parole. La Spagna ha invaso il mondo e ha riempito le sue casse d’oro giustificando le guerre di conquista con la necessità di diffondere il Cristianesimo. Le ferocissime guerre Europee che hanno devastato il nostro continente, come la guerra dei Trent’anni, sono state vendute come guerre di religione, dove ogni parte difendeva il “vero Dio” dalle eresie diaboliche della parte avversa. L’intero dominio mondiale dell’Europa, alla radice dell’attuale ricchezza e potere dell’Occidente, è stato giustificato con l’ideologia del Progresso: portare “la civiltà” ai popoli “primitivi”. In nome di questo Progresso, sono stati compiuti innumerevoli genocidi, quasi azzerando la popolazione del contenente americano, e trascinando in schiavitù decine di milioni di africani. Oggi l’ideologia si chiama “democrazia”, una parola vuota, ripetuta alla nausea, ridotta solo a coprire la feroce determinazione dell’Occidente ricco a difendere il proprio privilegio storico. Ma una determinazione miope, più che feroce, perché il ri-bilanciamento economico è già avvenuto, e l’Occidente è a un bivio storico: scatenare l’inferno per cercare di preservare ancora per un po’ il dominio militare e politico sul mondo. Oppure accettare il multilateralismo, le legittime aspirazioni di vastissime aree del pianeta a seguire la loro strada, culturale e politica, senza piegarsi al volere occidentale.
Temevo che la miopia e l’accecamento ideologico delle élite al potere in occidente, troppo abituate a sentirsi —da secoli— padroni e arbitri del mondo, sentirsi legittimati a punire, contenere, imporre il proprio volere con le armi e con la (ora perduta) schiacciante superiorità economica, stessero portandoci verso l’abisso. Con tutto quanto in esso non mi piace, il “National Security Strategy” degli Stati Uniti mi fa pensare che forse non tutto è perduto. Forse qualcuno capace di guardare un po’ più in là del suo naso, nelle stanze dei bottoni, c’è.
Il nostro continente, abituato a godere dei privilegi dei vassalli dell’impero, in cambio solo di una seria rinuncia alla sovranità (basti pensare alle armi atomiche sul nostro territorio che noi neppure controlliamo) e qualche occasionale partecipazione simbolica alle continue guerre imperiali, sta reagendo alla svolta politica americana con sgomento, e in maniera scomposta. Si sente abbandonato dal muscoloso papà, si spaura. Mi sembra una confusione salutare. Invece di trincerarsi dietro l’ipocrisia delle alate dichiarazioni sulla “democrazia” che servivano solo per coprire il gioco sporco del potere, della guerra per le risorse, della difesa dei privilegi (prima difendevamo l’Ucraina come paladini senza macchia e senza paura della libertà e della giustizia, poi quando una soluzione si è prospettata, d’un tratto la questione è diventata “e noi cosa ci guadagniamo?”), cominciamo piuttosto a guardare un po’ più in là del nostro naso, e articoliamo proposte.
L’Europa non ha bisogno degli Stati Uniti. Non ha bisogno di armarsi, tanto meno al livello folle del 5% dei PIL, quando quasi nessuno nel mondo spende a questo livelli, neppure gli Stati Uniti (La Cina spende l'1,6% del PIL per spese militari). L'Europa non ha ragione di avere paura della Russia, che da sempre non cerca altro, talvolta in maniera troppo brusca e scomposta, certo, che un modo di essere invitata a tavola e non essere schiacciata. La Russia è stata ripetutamente attaccata e invasa dall'Europa nella storia (dalla Francia, dalla Germania, persino dagli italiani nella Guerra di Crimea) e non ha mai attaccato l'Europa. Tantomeno si è mai sognata di attaccare un paese Nato: ha attaccato l'Ucraina proprio perché non era nella Nato e per evitare che lo diventasse. L’Europa non ha necessità di “punire” la Russia e sentirsi l’arbitro del mondo.
L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo. Su queste questioni, che sono le questioni importanti per tutti noi, siamo molto più vicini al resto del mondo che agli Stati Uniti.
Usciamo dal delirio “democrazia verso autocrazia”, in un mondo in cui cosiddette autocrazie crescono economicamente molto più di noi, raccolgono più consenso interno di noi, e migliorano la vita dei loro cittadini a livelli mai visti nella storia, e pensiamo al mondo come una comunità di popoli che ciascuno cerca la sua strada come vuole, che talvolta litigano fra loro, ma che che devono imparare a farlo in maniera più civile, senza trucidarsi in continuazione. È una straordinaria opportunità, che il mondo chiede, e che ci aprono i cugini d’oltreoceano.



Occhio che poi ti danno del filo putiniano, venduto ai cinesi, anti democratico, maschio alpha ecc.ecc. :mrgreen:

La russia non ha mai attaccato l' europa.... ahahahah!! Sarebbe esilarante se non fosse tragico! A parte l' ignoranza di ricordare la guerra di crimea visto che allora non apparteneva alla russia ma all' impero ottomano ed era stata la russia ad attaccare ma i baltici sono europa? La Polonia in combutta con hitler e' europa ?? No chiedo eh?


La Polonia in combutta con Hitler? Ahahhahahahaha dovresti ringraziare Stalin se oggi non parli tedesco, mentecatto

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