È già Novembre: cosa beviamo?

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zampaflex
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda zampaflex » 11 nov 2025 12:34

L_Andrea ha scritto:Un riassunto sulla manifestazione Taste Alto Piemonte tenutasi ieri e oggi a Stresa

Non avete provato il Diecibrente?
Non progredi est regredi
L_Andrea
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda L_Andrea » 11 nov 2025 13:04

zampaflex ha scritto:
L_Andrea ha scritto:Un riassunto sulla manifestazione Taste Alto Piemonte tenutasi ieri e oggi a Stresa

Non avete provato il Diecibrente?

No, ho saltato cantina garrone a sto giro :roll:
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Alberto
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda Alberto » 13 nov 2025 07:59

Con coscette di coniglio en escabeche:
Vallagarina IGT Bianco Anisos, Eugenio Rosi, 2017 (12%)
Paglierino carico, appena velato.
Vino strano, simpaticamente bipolare: sorprendentemente borgognone (nocciola, toast, pietra focaia...specialmente al naso) da un lato, e dall'altro facilmente collocabile nel suo areale ed all'interno filosofia aziendale, con la sua spiccata freschezza e snellezza di bocca, le note macerative (buccia di mela) e sponti, la sua natura sostanziale di vin de soif.
Bottiglia sicuramente regalatami, ma ad essere sinceri non ricordo da parte di chi. :oops:
Should auld acquaintance be forgot, and never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot, and days of auld lang syne?

For auld lang syne, my dear, for auld lang syne,
we'll tak a cup o' kindness yet, for days of auld lang syne.
Henridusud
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda Henridusud » 13 nov 2025 15:39

Domaine de Courteillac Bordeaux Supérieur 1995

Una bottiglia dimenticata in fondo alla mia cantina. Acquistata direttamente dalla tenuta per circa sei euro. Un tappo magnifico!

Il vino ha un colore incredibile, come se avesse sette o otto anni. Al naso, prugna. Tannini fusi, prevalentemente di Merlot. Manca un po' di potenza, ma rimane un ottimo vino per la sua fascia di prezzo.
In conclusione: la mia cantina consente un invecchiamento eccellente! Un buon enologo può creare vini meravigliosi e duraturi. Il proprietario all'epoca era Stéphane Asseo, che nel frattempo è emigrato negli Stati Uniti dove ha fondato "L'Aventure".
A.Oli
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda A.Oli » 14 nov 2025 10:40

L_Andrea ha scritto:Un riassunto sulla manifestazione Taste Alto Piemonte tenutasi ieri e oggi a Stresa: Antoniolo: è quasi inutile parlarne i vini sono sempre ottimi partendo dal Coste del Sesia fino all Osso San Grato ( io nelle ultime annate però inizio a preferire il San Francesco che giova di un esposizione che la favorisce in queste ultime annate calde)
Antoniotti: Coste del Sesia è un signor Nebbiolo solare e molto piacevole. Bramaterra necessita ancora di un di tempo in bottiglia per distendersi ( lunga vita ad Odilio Antoniotti)
Luca Calligaris: garagista che riesce sempre a cavare dei gran vini ( quando la grandine e i cinghiali glielo permettono). Il Gattinara Riserva con un po' di ossigeno perde il lato rustico e viene fuori alla grande
Davide Carlone: anche lui si consolida come una delle figure di riferimento per l area di Boca; Vespolina e Nebbiolo base sono una goduria come vini quotidiani e il Boca e l'Adele sono vini fini ed eleganti ( forse un po' troppo già godibili)
Castaldi Francesca: i vini non mi hanno convinto troppo, ancora qualche imprecisione a livello olfattivo e da trovare la quadra ( Vespolina piacevole)
Pietro Cassina: per me vini troppo spigolosi che nonostante i tanti anni di permanenza in legno sono crudi e poco piacevoli soprattutto in relazione al prezzo a cui vengono proposti
Tenute Guardasole: dirimpettai di Davide Carlone mi ha decisamente colpito il loro Boca; agrumato minerale, merita veramente
Tenute Sella: vini veramente ossuti ( capisco il terroir che marca molto) ma rispetto all anno scorso non bucano lo schermo
Mirù: prima volta che assaggio i vini del Arlunno e devo dire che mi hanno fatto una bella impressione e mi hanno fatto rivalutare l' area di Ghemme che ultimamente trovavo un po' sfocati ( più godibile il Ghemme che il Vigna Carelle)
Rovellotti: anche loro riescono ad interpretare in maniera convincente il carattere ombroso del Nebbiolo di Ghemme. La magnum di 2009 era veramente interessante
Franchino: Gattinara old style per duri e puri con tannini e acidità ruggenti.
Fabio Zambolin: microproduttore in quel di Cossano presenta due vini Feldo un Coste del Sesia ( Blend di Nebbiolo Vespolina uva rara) e Vallelunga un Nebbiolo in purezza entrambi convincenti e improntati sulla finezza.

Osservazioni/valutazioni sulle recenti annate nell'alto Piemonte? Grazie
L_Andrea
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda L_Andrea » 14 nov 2025 11:15

Boca
2020 e 2021 belle annate già godibili ( non a livello della 2017 che è considerata annata del decennio)
Gattinara 2020 e 2019 pronte. 2021 disastrosa per la grandine che ha praticamente azzerato la produzione e la 2022 produzione ridotta per gli strascichi della grandine e la proliferazione dei cinghiali ( scherzando con i produttori ho detto che è un ottima annata per il cinghiale :mrgreen: )
Sulle altre aree non ho info dai produttori ma mi sembra che i vini siano già in una fase di facile lettura. Non saprei se possano avere una gittata lunghissima
teo777full
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda teo777full » 14 nov 2025 13:39

A.Oli ha scritto:Osservazioni/valutazioni sulle recenti annate nell'alto Piemonte? Grazie


Ultime annate… diciamo dagli anni ‘30?
L_Andrea
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda L_Andrea » 15 nov 2025 13:17

teo777full ha scritto:
A.Oli ha scritto:Osservazioni/valutazioni sulle recenti annate nell'alto Piemonte? Grazie


Ultime annate… diciamo dagli anni ‘30?

Non sarebbe male :wink:
Di quelle zone si fa' fatica a reperire informazioni
ferrari federico
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda ferrari federico » 16 nov 2025 01:24

Ultime bevute, comprese quelle del week end in corso nelle Langhe a rincorrere tartufo bianco e vino di qualità :

Alto Adige Pinot Nero 2023
Maso Thaler

Pinot tipicamente altoatesino: un po’ magro e sottile ma dotato di buoni profumi e di una evidente finezza. Rubino trasparente e brillante il colore. Piccoli frutti rossi al naso, non una nota speziata e lievemente vegetale.
In bocca il corpo è decisamente leggero, tannnino quasi non avvertibile e buona acidità. Il Sauvignon di questo piccolo produttore, che manca dall’orizzonte di tutte le guide che leggo di solito, mi aveva impressionato molto positivamente; questo Pinot, pur fine e gradevole, è molto più « normale »… per me 87/100.

Dogliani Sorì Dij But 2023
Anna Maria Abbona

Dolcetto da manuale: colore vola scuro, intenso; profumo di piccoli frutti neri con una nota ammandorlata e terrosa. Beva facilissima per un corpo medio fatto come ci aspetta più da antociani che da tannini. 89/100 imo

Barolo Cannubi 2016
Damilano

Nulla da dire se non che questo è un vino superiore: adesso perfettamente maturo, anche se non in fase già terziaria, con profumi profondi e complessi di frutti maturi (scuri), menta, mallo di noce, liquirizia, funghi, cuoio, sottobosco, erba aromatiche miste, tartufo.
Un profumo da campionato del mondo, vinto a pieno titolo. La beva è attualmente perfetta, equilibratissima, con quel tocco di austerità tannica che ci fa ricordare che qui siamo di fronte ad un grandissimo vino, ad una vigna non solo storica: ad uno dei più importanti grand cru del mondo…
Colore vivo, rubino - granato denso e scuro.
97/100 per me.
E poi, che dire?, è una bella soddisfazione bere un Barolo da una vigna del comune di Barolo a… Barolo! Grazie a Dio per il Barolo (e per il tartufo bianco con cui l’ho accompagnato in Tajarin da manuale del godimento…)

Langhe Nas-Cëtta del Comune di Novello 2023
Luca Marenco

Una vera sorpresa: freschissimo di acidità rinfrescante (va servito molto freddo), e spunti aromatici profumati e quasi dolci, sembra un incrocio tra un Riesling tedesco e un Moscato (secco)… il finale è lievemente (e piacevolmente) amarognolo ma il centro della beva è iper-salino e minerale. Giallo paglierino il colore. Corpo leggero. 90/100 imo


Langhe Nascetta 2021
Ettore Germano

Acidità contenuta, forte aroma di idrocarburi, colore giallo dorato intenso. Corpo presente, di calibro medio per un bianco. Molta materia per una beva attualmente non più sul frutto ma non ancora del tutto sugli aromi terziari. 87/100 per me.

Langhe Nebbiolo 2023
Vajra

Frutto, acidità, discreta profondità, profumi un po’ generici. Fine e gradevole. 86/100 per me.

Barbera d’Alba Conca Tre Pile 2021
Aldo Conterno

Grande Barbera: denso, allettante nei profumi e nella beva, fine, complesso e variegato. Medio corpo, acidità del tutto integrata con il frutto maturo, persistente e profondo; colore viola intenso, con luci rubino. Nel bouquet i frutti del bosco, rossi e neri, e una speziatura terrosa di grande raffinatezza . 91/100 per me.

Barolo 2021
Vietti

Anche in un Barolo « base » Vietti non sbaglia mai: se qui, nonostante l’annata importante, manca quella concentrazione di aromi e quella intensità e persistenza dei gusti che troviamo nei cru dello stesso produttore, non manca però l’equilibrio, la finezza, la franchezza da manuale del vino di qualità internazionale che ci si aspetta da un grande produttore. 90/100 imo.

Barbaresco 2021
Quazzolo

Profumo flebile ma in perfetta tipicità « tar and roses », corpo lieve, buona freschezza e tannino gentile, già del tutto risolto. Rubino scuro il colore, con trasparenze granata. 86/100 imo.
Ultima modifica di ferrari federico il 16 nov 2025 15:18, modificato 1 volta in totale.
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda fabrizio leone » 16 nov 2025 08:01

Perillo taurasi riserva 2008

Vino straordinario
Deliziioso

Consiglio a tutti
vinogodi
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda vinogodi » 16 nov 2025 11:06

...divertente giornata , ieri, con giovani appassionati viadanesi con l'aggiunta del forumista Marauder per alzare un pò l'età dei presenti : su richiesta una entry level "vintage" per capire la terziarzzazione. Criterio? Almeno 10 anni d'età. Cosa?

Spumanti:
- Metodo Classico 2013 Masseria Jorche ( Bianco D'Alessano e Fiano Minutolo)
- Metodo Classico Blanc de Noir millesimato 2012 Francesco Bellei
- Metodo Classico Blanc de Noir Collection 2005 Lini 910
- Champagne Moet& Chandon Brut acquistato in enoteca Fontana nel 1982 anno di laurea( avanzato dai festeggiamenti) :shock:

Bianchi:
- Fiano D'Avellino 906 - 2013 Ciro Picariello
- Trebbiano di Sicilia 2007 Lolik Guccione
- Alto Adige Sylvaner 2006 Kofererhof

Rossi:
- Nabucco 2015 Monte delle Vigne
- Chianti Classico Riserva 2010 Castellinuzza
- Nero D'Avola "Il Cantante" 2005
- Barbaresco Fausoni 2000 Sottimano
- Sagrantino di Montefalco Colpetrone 1997
- Venegazzù della Casa 1987 Loredan Gasperini
- Chianti Classico Riserva 1977 Macchiavelli
- Chianti Rufina 1971 Nipozzano Frescobaldi
- Barolo 1967 Luigi Einaudi

Finale : Riesling Kabinett 2015 Merkelbach
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda vinogodi » 16 nov 2025 11:11

...due parole/commenti più tardi, fra un pò ho ospiti e devo preparare...
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda vinogodi » 16 nov 2025 15:02

...inizio veloce con faccinometro...

Spumanti:
- Metodo Classico 2013 Masseria Jorche ( Bianco D'Alessano e Fiano Minutolo) :D :D :D
- Metodo Classico Blanc de Noir millesimato 2012 Francesco Bellei :D :D :) ++
- Metodo Classico Blanc de Noir Collection 2005 Lini 910 :D :D :D :)
- Champagne Moet& Chandon Brut acquistato in enoteca Fontana nel 1982 anno di laurea( avanzato dai festeggiamenti) :D :D :D :D ...emozionale...

Bianchi:
- Fiano D'Avellino 906 - 2013 Ciro Picariello :D :D :D :)
- Trebbiano di Sicilia 2007 Lolik Guccione :D :D :D :)
- Alto Adige Sylvaner 2006 Kofererhof :D :D :D ++

Rossi:
- Nabucco 2015 Monte delle Vigne :D :D :D +
- Chianti Classico Riserva 2010 Castellinuzza :D :D :D :) ++
- Nero D'Avola "Il Cantante" 2005 :D :D :D :)
- Barbaresco Fausoni 2000 Sottimano :D :D :D :D
- Sagrantino di Montefalco Colpetrone 1997 :D :D :D :) +++
- Venegazzù della Casa 1987 Loredan Gasperini :D :D :D :) +++
- Chianti Classico Riserva 1977 Macchiavelli :D :D :D :)
- Chianti Rufina 1971 Nipozzano Frescobaldi :D :D :D :) ++
- Barolo 1967 Luigi Einaudi :D :D :D :D +

Finale : Riesling Kabinett 2015 Merkelbach :D :D :D :)
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda emigrato » 16 nov 2025 18:43

Ieri serata da ricordare 8) con 9 volentierosi ci siamo trovati dove faccio le degustazioni di solito per una verticale di Brunello di Montalcino Riserva Cosnti Costanti. Che dire, vini a dir poco emozionanti (si a parte la 2007..) e che continuero' a cercare.

Rosso di Montalcino 2019 – vibrante e fruttato, con note terrose, intenso al palato e con un finale piuttosto lungo. Molto migliore rispetto a una bottiglia precedente dello stesso millesimo: un bell’inizio per una gran serata
Brunello di Montalcino Riserva 2012 – La slow ox non ha aiutato molto e probabilmente avrei dovuto decantarlo. In ogni caso ne avevamo abbastanza per assaggiarlo di nuovo alla fine e… è una bomba! Uno dei miei preferiti della degustazione. Colore ancora rosso con unghia granata, al naso un’esplosione di ciliegia, cuoio, affumicato, erbe, per poi virare su balsamico e cedro. Al palato ha un’intensità incredibile, tannini ancora decisi e un’acidità alta a sostenerlo. Finale straordinariamente lungo.
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – L’unico vino fuori forma della serata: è invecchiato troppo in fretta ed era sorprendentemente oltre il suo picco. Al naso ciliegia sotto spirito, forti note balsamiche, chiodi di garofano e tè invernale. Il palato era migliore, con tannini leggeri, buona intensità e un finale piuttosto lungo.
Brunello di Montalcino Riserva 2004 – Che dire di questo vino… è nel punto perfetto della sua evoluzione e ci resterà almeno per altri 5–10 anni. Era la mia quarta bottiglia ed è stata consistente con tutte le precedenti. Bellissime note balsamiche, sottobosco di foglie bagnate, funghi, erbe, ancora frutto e scorza d’arancia. Il palato era splendido, con lo stesso profilo del naso, tannini vellutati, acidità succosa e un finale incredibilmente lungo.
Brunello di Montalcino Riserva 2001 – Per me solo un gradino sotto i migliori della serata, ma ancora in gran forma (addirittura migliore di una bottiglia bevuta un anno fa che sembrava quasi al termine del suo picco). Di nuovo un bellissimo naso di pelle, ciliegia matura, balsamico, foglie bagnate. Al palato grande intensità, tannini morbidi e acidità piacevole. Anche il finale era molto lungo.
Brunello di Montalcino Riserva 1997 – L’altra bomba della serata! Il più vecchio, e allo stesso tempo quello che a mio avviso ha ancora la vita più lunga davanti a sé (escluso il 2012). Colore granato splendido, il naso era un’esplosione di note terziarie: bosco autunnale, funghi, scorza d’arancia, fiori secchi, perfino una nota ferro-ematica. Il palato era favoloso: intensità, tannini vivi e vellutati, acidità che allunga il sorso all’infinito e lo fa persistere sul palato.
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Artisanal
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda Artisanal » 18 nov 2025 14:16

Castello dei Rampolla d'Alceo 2004
Sebbene non sia un grande amante dei tagli bordolesi, l'interpretazione di Castello dei Rampolla mi ha sempre affascinato, a patto che le si conceda una o, meglio, due decadi. La 2004 si conferma un'annata importante, costruita per sfidare il tempo, con un panorama olfattivo intenso e autenticamente toscano, descritto da scuri sentori di frutti di bosco, tabacco mentolato, liquirizia, cacao e pepe nero. Al palato questo taglio bordolese chiantigiano si mostra poderoso ma bilanciato in ogni sua componente, con un vigore tannico che promette ulteriore evoluzione nel tempo. Territoriale più che varietale.
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda tricky123 » 18 nov 2025 21:15

Artisanal ha scritto:Castello dei Rampolla d'Alceo 2004
Sebbene non sia un grande amante dei tagli bordolesi, l'interpretazione di Castello dei Rampolla mi ha sempre affascinato, a patto che le si conceda una o, meglio, due decadi. La 2004 si conferma un'annata importante, costruita per sfidare il tempo, con un panorama olfattivo intenso e autenticamente toscano, descritto da scuri sentori di frutti di bosco, tabacco mentolato, liquirizia, cacao e pepe nero. Al palato questo taglio bordolese chiantigiano si mostra poderoso ma bilanciato in ogni sua componente, con un vigore tannico che promette ulteriore evoluzione nel tempo. Territoriale più che varietale.


Il Vigna di Alceo nacque dalla sapienza enologica di Giacomo Tachis, maestro nella gestione dei tagli bordolesi.
Come il Sassicaia 1982 che ho bevuto oggi : ancora giocato sulle note secondarie, non terziarizzato e, al palato, con una mirabile integrazione della componente acida .
Intendiamoci, non un vino potente (12,5 gradi, palato di medio spessore) ma finemente definito e fedele alla sua origine.
Ultima modifica di tricky123 il 19 nov 2025 14:21, modificato 1 volta in totale.
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda Ludi » 19 nov 2025 11:26

Qualche bevuta dello scorso we...
Domaine Nowak, La Tuilerie LV 2012: gran bello champagne, teso e affilato, ancora giovanissimo, con grande potenzialità che si intuisce dalla trama agrumata e dal tocco pirico nel finale.
Kante, Malvasia 2008: perfettino, forse troppo. Vi è una tendenza a scimmiottare uno chardonnay; magari ci riesce anche bene, ma se bevo una malvasia friulana cerco altro.
Jaboulet Aine, La Chapelle 1997 (magnum): non certo l'annata migliore per questo vino, che in questo caso indugia un po' troppo sul pomodoro confit; ma è pur sempre un Hermitage, e se lo ricorda a qualche ora dall'apertura, quando sfodera cenere e pasta d'oliva.
Chapoutier, L'Ermite rouge 2008: annata di grande diluizione, e il vino paga pegno a livello di persistenza; tuttavia, il frutto croccante che trovo sempre nei Syrah del Rodano è là, così come la leggiadria in bocca, che dona una bevibilità ai limiti del criminale.
Voerzio, Barbera Pozzo dell'Annunziata 2004 (magnum): irrealmente giovanile, come spesso capita con i vini di Voerzio, il che, almeno al mio palato, li fa apparire un po' artificiali. Comunque, gran bel bicchiere, con il fruttone della barbera che richiama irresistibilmente piatti cdio cacciagione, ma anche un semplice agnellone al forno.
J. J. Prum, Wehlener Sonnenuhr Auslese 2013 (magnum): zafferano e idrocarburo, confettura di albicocche, fiori gialli: svolge il compito alla perfezione, anche se senza grandi picchi, e porta a casa il risultato.
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda gpetrus » 19 nov 2025 12:14

Ludi ha scritto:Qualche bevuta dello scorso we...
Domaine Nowak, La Tuilerie LV 2012: gran bello champagne, teso e affilato, ancora giovanissimo, con grande potenzialità che si intuisce dalla trama agrumata e dal tocco pirico nel finale.
Kante, Malvasia 2008: perfettino, forse troppo. Vi è una tendenza a scimmiottare uno chardonnay; magari ci riesce anche bene, ma se bevo una malvasia friulana cerco altro.
Jaboulet Aine, La Chapelle 1997 (magnum): non certo l'annata migliore per questo vino, che in questo caso indugia un po' troppo sul pomodoro confit; ma è pur sempre un Hermitage, e se lo ricorda a qualche ora dall'apertura, quando sfodera cenere e pasta d'oliva.
Chapoutier, L'Ermite rouge 2008: annata di grande diluizione, e il vino paga pegno a livello di persistenza; tuttavia, il frutto croccante che trovo sempre nei Syrah del Rodano è là, così come la leggiadria in bocca, che dona una bevibilità ai limiti del criminale.
Voerzio, Barbera Pozzo dell'Annunziata 2004 (magnum): irrealmente giovanile, come spesso capita con i vini di Voerzio, il che, almeno al mio palato, li fa apparire un po' artificiali. Comunque, gran bel bicchiere, con il fruttone della barbera che richiama irresistibilmente piatti cdio cacciagione, ma anche un semplice agnellone al forno.
J. J. Prum, Wehlener Sonnenuhr Auslese 2013 (magnum): zafferano e idrocarburo, confettura di albicocche, fiori gialli: svolge il compito alla perfezione, anche se senza grandi picchi, e porta a casa il risultato.

perche' la malvasia non e' friulana :lol: ( a scanso di equivoci, intendo che e' "carso ")
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda Ludi » 19 nov 2025 13:21

gpetrus ha scritto:
Ludi ha scritto:Qualche bevuta dello scorso we...
Domaine Nowak, La Tuilerie LV 2012: gran bello champagne, teso e affilato, ancora giovanissimo, con grande potenzialità che si intuisce dalla trama agrumata e dal tocco pirico nel finale.
Kante, Malvasia 2008: perfettino, forse troppo. Vi è una tendenza a scimmiottare uno chardonnay; magari ci riesce anche bene, ma se bevo una malvasia friulana cerco altro.
Jaboulet Aine, La Chapelle 1997 (magnum): non certo l'annata migliore per questo vino, che in questo caso indugia un po' troppo sul pomodoro confit; ma è pur sempre un Hermitage, e se lo ricorda a qualche ora dall'apertura, quando sfodera cenere e pasta d'oliva.
Chapoutier, L'Ermite rouge 2008: annata di grande diluizione, e il vino paga pegno a livello di persistenza; tuttavia, il frutto croccante che trovo sempre nei Syrah del Rodano è là, così come la leggiadria in bocca, che dona una bevibilità ai limiti del criminale.
Voerzio, Barbera Pozzo dell'Annunziata 2004 (magnum): irrealmente giovanile, come spesso capita con i vini di Voerzio, il che, almeno al mio palato, li fa apparire un po' artificiali. Comunque, gran bel bicchiere, con il fruttone della barbera che richiama irresistibilmente piatti cdio cacciagione, ma anche un semplice agnellone al forno.
J. J. Prum, Wehlener Sonnenuhr Auslese 2013 (magnum): zafferano e idrocarburo, confettura di albicocche, fiori gialli: svolge il compito alla perfezione, anche se senza grandi picchi, e porta a casa il risultato.

perche' la malvasia non e' friulana :lol: ( a scanso di equivoci, intendo che e' "carso ")


intendevo "una Malvasia prodotta in Friuli" :wink:
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda gpetrus » 19 nov 2025 13:56

Ludi ha scritto:
gpetrus ha scritto:
Ludi ha scritto:Qualche bevuta dello scorso we...
Domaine Nowak, La Tuilerie LV 2012: gran bello champagne, teso e affilato, ancora giovanissimo, con grande potenzialità che si intuisce dalla trama agrumata e dal tocco pirico nel finale.
Kante, Malvasia 2008: perfettino, forse troppo. Vi è una tendenza a scimmiottare uno chardonnay; magari ci riesce anche bene, ma se bevo una malvasia friulana cerco altro.
Jaboulet Aine, La Chapelle 1997 (magnum): non certo l'annata migliore per questo vino, che in questo caso indugia un po' troppo sul pomodoro confit; ma è pur sempre un Hermitage, e se lo ricorda a qualche ora dall'apertura, quando sfodera cenere e pasta d'oliva.
Chapoutier, L'Ermite rouge 2008: annata di grande diluizione, e il vino paga pegno a livello di persistenza; tuttavia, il frutto croccante che trovo sempre nei Syrah del Rodano è là, così come la leggiadria in bocca, che dona una bevibilità ai limiti del criminale.
Voerzio, Barbera Pozzo dell'Annunziata 2004 (magnum): irrealmente giovanile, come spesso capita con i vini di Voerzio, il che, almeno al mio palato, li fa apparire un po' artificiali. Comunque, gran bel bicchiere, con il fruttone della barbera che richiama irresistibilmente piatti cdio cacciagione, ma anche un semplice agnellone al forno.
J. J. Prum, Wehlener Sonnenuhr Auslese 2013 (magnum): zafferano e idrocarburo, confettura di albicocche, fiori gialli: svolge il compito alla perfezione, anche se senza grandi picchi, e porta a casa il risultato.

perche' la malvasia non e' friulana :lol: ( a scanso di equivoci, intendo che e' "carso ")


intendevo "una Malvasia prodotta in Friuli" :wink:

tra Udine e Trieste, ovvero tra friuli e venezia giulia e' derby accesissimo :mrgreen:
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paperopap
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda paperopap » 19 nov 2025 15:43

Ludi ha scritto:
intendevo "una Malvasia prodotta in Friuli" :wink:


E lui, credo, volesse proprio intendere che non è prodotta in Friuli ma in Carso (Venezia Giulia) :D
gpetrus
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda gpetrus » 19 nov 2025 16:30

paperopap ha scritto:
Ludi ha scritto:
intendevo "una Malvasia prodotta in Friuli" :wink:


E lui, credo, volesse proprio intendere che non è prodotta in Friuli ma in Carso (Venezia Giulia) :D

Si... È cosí :mrgreen:
Ziliovino
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda Ziliovino » 19 nov 2025 18:05

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Collio Merlot Riserva Grici 2012 - Renato Keber. Peccato per il naso, giocato sul frutto surmaturo, perchè al sorso non è male, tra buon corpo, avvolgenza e freschezza. tannino da legno ancora da smussare.

Langhe Rosato 2023 - Bruno Rocca. Azienda che mi piaceva molto agli albori della passione, e quando mi capita riassaggio. Questa etichetta mai vista, l'ho trovata addirittura all'estero mi pare... Luminoso al colore, clementina e la sua buccia al naso, sorso teso e sapido. Gli manca l'articolazione, ma non è niente male direi.

Champagne Fidéle Extra Brut - Vouette e Sorbée. Un amico appassionato ha deciso di dismettere la cantina... ritiro anche questa, senza leggere la retro etichetta: degorge 24-11-2009. E niente, ottima bevuta, bollicina perfetta, tensione e sapidità, al naso l'ossidazione che mi piace, quella leggera, tra biscotti e frutta secca.

Pomerol 1996 - Chateau Gazin. TCA. Petite histoire triste: decido quindi di inviare un courriel elettronique avec il mio ordinateur, ai cari cousins gaulois. Ovviamente mi rispondono che non sostituiscono le bottiglie (e tutto poteva fermarsi lì, purtroppo non è la prima volta, e altrettanto purtroppo non sarà l'ultima), ma, e c'è un ma, innanzitutto ci tengono a spiegare che il problema è legato ai malefici fornitori di tappi (che forse voi romani abituati alle anfore, non sapete, nda, che sottintende implicitamente comunque il mettere il commercio prodotti difettati all'origine, credo), ma soprattutto, colpo di scena:
"Cependant, les recherches ont aussi démontré que le « goût de bouchon » des vins peut provenir du lieu de stockage des bouteilles.
Cette bouteille ayant été stockée pendant plus de 25 ans en dehors de notre exploitation, je suis malheureusement au regret de vous informer que nous ne la remplacerons pas."

Pascal Ribéreau-Gayon e Denis Dubourdieu, si saranno rivoltati nella tomba... Ma soprattutto ora io ho un'intera cantina di vini che probabilmente sanno di tappo. Svendo tutto raga, o scambio con bag-in-box e vini tappo Stelvin e corona, che possano giacere nella mia catacomba infetta...

A te, discendente d'Asterix, che gentilmente concludi con un invito allo Sciattò, e con "Avec nos meilleurs sentiments", ricambio avec des sentiments tout aussi forts, augurandoti una leggera gastroenterite, ovviamente mista da armillaria, aspergillus e penicillium, colonizzatori dei nostri amati sugheri, e magari perchè no, poli-antibiotico-resistenti.
Bisous.

Dopo il tappo ero così incaxxato che ho perfino stappato un italico e autarchico pinò nero, seppur di origini napoleoniche sembra:
Colline Pesaresi Pinot Noir Rive di Focara 2021 - Fattoria Mancini. Alla fine non mi dispiace, è goloso e giocato sul fruttato fragrante da ciliegia, fresco sia al naso che al sorso, dove è di medio corpo e dal tannino da smussare ancora un poco. La via è quella giusta, la strada col pinot noir si sa, è lunga, ma sicuramente il panorama dal vigneto Rive è di gran lunga molto meglio di chessò, Chorey-les-Beaune, per dire...

Terre Siciliane Nerello Mascalese Versante Nord 2022 - Eduardo Torres Acosta. Lo stile segue quello del vino precedente, quindi goloso e fragrante al naso, fresco al sorso, ma davvero cortino in questo caso, ed in definitiva davvero un po' troppo semplice. produttore che non conosco, ma non ha invogliato ad approfondire.
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda zampaflex » 19 nov 2025 18:17

Ziliovino ha scritto:Pomerol 1996 - Chateau Gazin. TCA. Petite histoire triste...


Sai cosa mi è venuto in mente, Andrea? Li spu77ano su La passion du vin, le forum de la crevette rouge française!
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Re: È già Novembre: cosa beviamo?

Messaggioda Ziliovino » 19 nov 2025 18:55

zampaflex ha scritto:
Ziliovino ha scritto:Pomerol 1996 - Chateau Gazin. TCA. Petite histoire triste...


Sai cosa mi è venuto in mente, Andrea? Li spu77ano su La passion du vin, le forum de la crevette rouge française!


Appena fatto, per quanto possa servire...
Grazie del pensiero :wink:
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