Wineduck ha scritto:Come ho già scritto altre volte, la maggior parte dei tifosi juventini soffre della sindrome dello psicodramma intermittente: basta che la squadra perda una partita o ne pareggi due che parte il tormentone "abbiamo solo dei brocchi, l'allenatore non capisce niente, ci vorrebbe Spalletti (non ho tempo di cercare la faccina che vomita, ma voi fate finta che ci sia, anzi tre...), e altre amenità in serie. Abbiamo la tifoseria più tafazziana della terra: nove anni di vittorie consecutive ha creato una legione di mostri del tifo! Ma anche basta!
Andrea Agnelli ha cominciato 10 anni fa, forse di più, a sostenere che senza una profonda riforma del calcio nazionale ed europeo, tutti i talenti cristallini sarebbero andati in Inghilterra o nelle altre quattro big europee (RM, Barca, BM e PSG). Non ci vuole una scienza a capire che se oggigiorno non metti sul piatto 150-200 mil. a stagione compri solo le terze o quarte scelte. Abbiamo una squadra di brocchi? No. Abbiamo dei top player? Neppure. Abbiamo un team discreto che nel giro di pochi giorni può sottoperformare (come a Como) o sovraperformare (stasera a Madrid, malgrado la sconfitta immeritata... comunque sempre zero punti sono!).
Uscire con affermazioni come "noi siamo la Juventus", "dobbiamo scendere in campo per vincere sempre", "siamo stufi di non alzare trofei", ecc. non solo non smuovono di un millimetro la nostra situazione ma contribuiscono a creare un "ambiente" intorno alla squadra che intimorisce e condiziona negativamente ancora di più dei giocatori che di per sé non hanno dei caratteri da grandi leader con un'enorme resilienza. Se non avete ben chiaro cosa sia "l'ambiente intorno alla squadra" e quanto questo possa condizionare il rendimento dei giocatori, chietelo ai romanisti che pur essendoci andati vicini varie volte hanno vinto lo scudetto solo quando hanno avuto degli allenatori con un carisma e delle capacità tali da riuscire ad isolare i giocatori dall'invadente mondo esterno.
Considerando chi, in questo momento storico, gioca con i nostri colori dovremmo fare il contrario: incoraggiamento e tifo "a prescindere" (come diceva Totò)! Forse così qualche piccola soddisfazione ce la potremmo prendere.
In caso contrario prepariamoci (senza rassegnarsi) a un lungo digiuno di trofei.
Tutto condivisibile Alessandro, ma discorsi del genere li senti da qualsiasi tifoseria che nella storia sia stata comunque abituata a vincere con regolarità.
Se ci metti i social, che danno voce a cani e porci, il quadro è completo.
Personalmente non ho problemi nello stare un anno in più o in meno senza trofei, ma mi piacerebbe vedere le cose fatte per bene a partire dalla società.
Perché mi pare che aldilà dell’impegno economico (che apprezzo, ovviamente, e che non è da tutti…anzi), dal dopo AA vedo grande confusione e basta.
Noi abbiamo investito tanto, sbagliando praticamente tutto.
Vorrei capire cosa passa per la testa di uno come Comolli quando, conoscendo le idee tattiche dell’allenatore, nell’ultimo giorno di mercato mette altri due attaccanti (sarebbe bastato Zhegrova) e non cerca di completare un reparto male assortito come il centrocampo.
"I vincenti trovano sempre una strada, i perdenti trovano sempre una scusa" JFK.