LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

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Kalosartipos
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LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda Kalosartipos » 01 ago 2025 05:40

Allez... :wink:
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piergi
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda piergi » 02 ago 2025 18:37

Rosso del ciglio 2013- Salvatore Magnoni
A dire Cilento si pensa subito al suo mare e alle celebri località balneari, in realtà è terra aspra e quasi montana, un appennino solitario e silenzioso. Questo aspetto interno del territorio è ben rappresentato dal "second vin" di Salvatore Magnoni. Un aglianico in purezza che si mantiene ben vivo e vitale, con leggeri sbuffi di alcol e sentori di piccoli frutti rossi. In bocca il tannino è ben presente ma meno ruvido rispetto all'uscita, ci sono cenni di sandalo, pepe nero, arancia rossa matura, anice stellato. Finale lungo
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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ferrari federico
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda ferrari federico » 03 ago 2025 19:53

Puglia Igt Nero di Troia rosato Dammirose 2034
D’Alfonso Del Sordo

Il colore è, tipico dei rosati pugliesi, cremisi chiaro e trasparente. Buono il profumo: fragole e rose, come richiama il nome. Manca un po’ di acidità in bocca a stemperare un profilo al limite dell’abboccato, con un residuo zuccherino quasi certo. Sinceramente, più una bibita che un vino ma, come dire, estivo senz’altro.

Nebbiolo d’Alba Bricco Barone 2022
Marziano Abbona

D’accordo che il clima è sempre più caldo e lo stress idrico dell’annata 2022 può aver portato a squilibri di maturazione delle uve, ma questo Nebbiolo di Abbona è decisamente “troppo”: troppo alcolico (più di 15 gradi), troppo tannico (e con un tannino ancora decisamente verde e allappante), troppo disequilibrato per poter “giustificare” il suo attuale status con una mancanza di adeguato invecchiamento (anche perché si presume che la tipologia sia pronta per il consumo quando esce sul mercato) e il colore già compiutamente sul granato lo dimostra… si ha l’impressione che sia in vigna che in cantina sia scappato di mano qualcosa… può essere stato forse un prolungato colpo di calore durante il trasporto?

Valpolicella Ripasso classico superiore Santambrogio 2021
Aldegheri

Premetto che la tipologia del ripasso non è assolutamente una delle mie preferite: o la freschezza di un Valpolicella o la struttura e la morbidezza di un Amarone, per me. Il voler mescolare le due cose riesce bene solo in casi eccezionali (vedi Dal Forno, che non a caso non chiama il suo eccellente Valpolicella Superiore “Ripasso”, anche perché la tipologia di produzione è diversa e vede le uve del Valpolicella sottoposte ad un parziale appassimento in stile Amarone) ma generalmente dà vita a vini che mi sembrano pesanti e poco equilibrati. Ma questo, ripeto, è il mio gusto personale.
Quando, però, sei al ristorante con molte persone e queste invece prediligono proprio quella tipologia, bevo volentieri anche un Ripasso e, fatte queste doverose premesse, cerco quindi di dare un punto di vista il più possibile oggettivo: colore molto scuro, quasi nero, con riflessi rubino; profumo molto debole, con richiami al sottobosco e alla frutta in confettura; beva molto molto morbida, al limite dell’abboccato, non sgradevole ma decisamente poco complessa e priva di personalità, tannino molto presente ma morbidissimo e un po’ marmellatoso, acidità non pervenuta, abbastanza persistente.

Mersault vieilles vignes 2020
Florent Garaudet

Village ormai del tutto maturo, tipico per la denominazione (legno nuovo e burrosità comprese), di buona qualità.
Il colore è giallo paglierino di media intensità e di ottima brillantezza.
Il bouquet non è esuberante e mischia frutto maturo (prugna bianca e albicocca), erbe aromatiche (timo e dragoncello) insieme al vanigliato del legno nuovo e al burro fresco.
In bocca è un bianco corposo, perfetto con la grigliata di pesce (branzino e orata) e gamberi con cui lo ho bevuto, dotato di buona acidità e persistenza ma, forse, con un legno ancora un po’ troppo invadente. La maturazione dovrebbe essere stata fatta, seguendo le note di presentazione del vino reperibili online, con un terzo di barriques nuove e due terze di secondo passaggio. D’altronde questo è un Mersault e da questa denominazione questo ci si aspetta, generalmente. Per me 90/100.

Chianti Classico Riserva 2021
Val delle Corti

Un ottimo Chianti Classico, come questa Riserva 2021 di Val delle Corti da Radda in Chianti, può avere doti di finezza che anche un Brunello a volte non ha: qui il Sangiovese dimostra che è un’uva non solo per la concentrazione e l’estrazione tannica ma anche e soprattutto un’uva fine che, al meglio, riesce ad esprimere un ventaglio aromatico unico, un equilibrio acido-tannico che - se compiutamente raggiunto - è unico al mondo.
Qui ci siamo: il bouquet è già sontuoso, anche se si apre abbastanza lentamente, e mette in luce un bellissimo frutto maturo “scuro” (ciliegia nera, mora, mirtillo) che svetta su un substrato potente che mescola tabacco, cuoio e mallo di noce; se ipotizzo bene, tra cinque o sei anni questo vino raggiungerà vette di “animalità” ragguardevoli.
Il colore è rubino molto scuro con riflessi ancora violacei.
In bocca è semplicemente buonissimo: acidità in perfetto bilanciamento con un tannino già morbido ma “serio”, con un tocco anche di austero (torna il profilo “scuro” già avvertito al naso) che ne fa un compagno insuperabile per la carne di manzo grigliata. La persistenza è ottima e il retrogusto è perfettamente coerente con la partenza in bocca.
Mi ha ricordato certi vecchi vini di Vecchie Terre di Montefili, sottili e finissimi.
Questa Riserva 2021 non è sottile, esprime una certa concentrazione e il corpo è perlomeno medio, ma la finezza è quella.
Per me 93/100.
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Ludi
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda Ludi » 04 ago 2025 09:03

Cristal 2004: irrealmente giovane, sin nel colore, ha un naso semplicemente perfetto, tra note delicatamente agrumate e piriche, con più di un accenno al tartufo bianco. In bocca è cremoso e avvolgente, mirabilmente cesellato. Il "solito" Cristal, giocato su una perfezione stilistica mai fine a sé stessa.
Guigal, Condrieu La Doriane 2009: qui invece tutto si gioca sull'opulenza, ma si sapeva. Ha avuto un'evoluzione decisamente idrocarburica, che tuttavia non maschera le sensazioni di mango e albicocca canditi e di gelsomino. In bocca spiazza alcuni, per la sua prorompente sapidità e mancanza di freschezza, che però ci stanno per questa tipologia. Sempre un filino sotto il Coteau de Vernon di Vernay, ma per me un gran vino.
Gaja, Sorì San Lorenzo 1998: molto crepuscolare, anche se un guizzo mentolato dopo qualche minuto nel bicchiere lo tira fuori. Non so se fosse una bottiglia sfortunata, ma si conferma che Gaja non riesce mai a farmi emozionare.
Chateau de Fargues 2001: con un'annata come la 2001, come sbagliare? E infatti questo elisir di zafferano e caramello è assolutamente godurioso, anche nell'uso (sapiente) della volatile a contribuire alla spinta acida.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda vinogodi » 05 ago 2025 20:44

...chi non avesse un cazzo da fare domani sera, bicchierata di " vini rari" inusuali, caratterizzati da serie limitata ( inferiore a 4000 bottiglie, ma per alcuni poche centinaia) al Marconi7 alle 20.30 . Divertentissima. ( ci saranno anche Champagne millesimati, bianchi in anfora, rossi rarissimi ) . Ci sara' presente, a sorpresa, anche un produttore oggi n°1 per originalita' e rarita' in Lombardia , che ha voluto aderire all'iniziativa ( anche con un suo vino, raro e ...costosetto). Ci si divide 50 Euro ( vino) + cibo con menu "libero" . Chiaramente per chi abita in un raggio spaziale relativamente limitato, visto che si fa di sera.. 8) ( solo 1-2 posti)... chi interessato mi scriva in MP oppure 335 8483836
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda vinogodi » 07 ago 2025 10:39

vinogodi ha scritto:...chi non avesse un cazzo da fare domani sera, bicchierata di " vini rari" inusuali, caratterizzati da serie limitata ( inferiore a 4000 bottiglie, ma per alcuni poche centinaia) al Marconi7 alle 20.30 . Divertentissima. ( ci saranno anche Champagne millesimati, bianchi in anfora, rossi rarissimi ) . Ci sara' presente, a sorpresa, anche un produttore oggi n°1 per originalita' e rarita' in Lombardia , che ha voluto aderire all'iniziativa ( anche con un suo vino, raro e ...costosetto). Ci si divide 50 Euro ( vino) + cibo con menu "libero" . Chiaramente per chi abita in un raggio spaziale relativamente limitato, visto che si fa di sera.. 8) ( solo 1-2 posti)... chi interessato mi scriva in MP oppure 335 8483836

...bello e divertente . A parte che al Marconi 7 si mangia egregiamente , ci siamo davvero divertiti a stare in compagnia , riso e scherzato come raramente succede . Ma cosa si è bevuto , di così raro?

Aperitivo per chi aspettava : Spergola Metodo Classico special edition Francesco Bellei ( 2500 bottiglie prodotte) :D :D :D

Spumanti:
- Metodo Classico Schroeder 2018 Conti Barattieri : :D :D :D
- Alta Langa 2021 Cascina Fonda : :D :D :D :)
- Champagne Instand Tendresse Millesimé 2014 Hervé Mathelin :D :D :D :D

Bianchi:
- Anas Cetta 2022 (Nascetta) Cogno : :D :D :D :D
- Ameliò Anfora 2022 Spiriti Ebbri ( 380 bottiglie prodotte) : :D :D :D :D
- Petit Chablis Domaine de Chardonnay 2020 :D :D :D :D

Rossi:
- Valpolicella Valfresca 2019 Roccolo Grassi :D :D :D :)
- Appianum 2018 Spiriti Ebbri :D :D :D :) +++
- Ancellotta "per Giorgio" 2020 Tiziano Bellini ('na bomba) :D :D :D :D +

Fuoriprogramma :
- Barolo Cerretta 2014 Giovanni Rosso :D :D :D :D
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda Ziliovino » 08 ago 2025 17:15

Immagine

Mosel Graacher Himmelreich riesling kabinett 2017 - Willi Schafer. parte chiuso e timido, poi cedro e pompelmo, notevole l'equilibrio al sorso, dove è secco ma non troppo, e dalla bella scia sapida.

Champagne L'Aventure Extra Brut - Les Freres Mignon. sb. 2022. Una bollicina secca ed asciutta, ancora giovane e floreale al naso, un poco ingessato e statico.

Neostos Rosato 2023 - Spiriti Ebbri. Dal bel colore aranciato, il profilo olfattivo è sulle spezie e radici, rosato di buona struttura e e grassezza, ma in piccolo debito di freschezza direi... speravo molto meglio.

Wisselbrunnen riesling auslese 2011 - Hans Lang. Nettissima la cedrata Tassoni al naso, ed è una Fruit Joy liquida al limone al sorso. Non serve altro, molto buono.

Vecchio Samperi - de Bartoli. imbottigliato nel 2016. Dovrei averne bevuta in passato una gemella, imbottigliata lo stesso anno e buonissima. Qui siamo un poco troppo in là con l'ossidazione, non un brutto vino, ma l'ossidazione spinta al naso ed al sorso gli hanno tolto tutta l'eleganza e cesellatura che ricordavo, sa di vino rancio e fungo porcino. Peccato.

Supremazia teutonica...
Ultima modifica di Ziliovino il 09 ago 2025 09:49, modificato 1 volta in totale.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda L_Andrea » 08 ago 2025 21:12

vinogodi ha scritto:- Ancellotta "per Giorgio" 2020 Tiziano Bellini ('na bomba) :D :D :D :D +

Ho curiosato sul sito aziendale ed ho visto che ha un posizionamento di prezzo piuttosto "ambizioso" per il vitigno. Aldilà della tiratura limitata, ne vale la pena?
Riesce a superare i limiti del vitigno?
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda vinogodi » 09 ago 2025 09:39

L_Andrea ha scritto:
vinogodi ha scritto:- Ancellotta "per Giorgio" 2020 Tiziano Bellini ('na bomba) :D :D :D :D +

Ho curiosato sul sito aziendale ed ho visto che ha un posizionamento di prezzo piuttosto "ambizioso" per il vitigno. Aldilà della tiratura limitata, ne vale la pena?
Riesce a superare i limiti del vitigno?
...vini ispiratissimi con rese assurde e quantità minime, Tiziano ( Bellini) ha passione sconfinata e maniaco della qualità alta, se non altissima. Maniacale è dir poco . Si è specializzato nei Metodo Classico , ma questa Ancellotta "vendemmia tardiva" , secca" è una bomba atomica per la tipologia. : forse, oggi, il miglior produttore della provincia di Mantova assieme a Fondo Bozzole...
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda Nexus1990 » 10 ago 2025 15:23

Venerdì serata Borgogna “vintage” con alcuni vini realmente emozionanti:
DeMontille Pommard-Rugiens 1erCru 1980
Tolta la capsula il tappo sembrava una pietra calcarea :lol:
Appena versato stupisce per la compattezza del colore e per i profumi essenziali ma bellissimi di agrume bruciato, sangue, ribes acerbo. In bocca è succosissimo e agrumato di un agrume amaro, ma è la trama del vino a meravigliare: fodera completamente il palato lasciando come un velo, una persistenza gustativa che è più tattile che aromatica. Lunghezza eccellente e aciditá vivissima in fondo alla bocca. Miracoloso il modo in cui questo vino riesce a leggere il terroir dopo 45 anni, pura emozione.
Louis Jadot Gevrey-Chambertin 1erCru Estournelle Saint Jacques 2014
Naso un po’ marcato dall’elevage ma molto seducente, una nota pure floreale dolce, quasi di fiori macerati. Il contraltare è una bocca decisa e un poco contratta, acida e minerale, agrume rosso, di buona lunghezza. Da risentire tra 5 anni. 17
Dugat-PY Pommard Les Levrières 2009
16 anni portati in maniera mirabile: ridotto e insistito su una nota di peperone, un tocco balsamico sul mentolato, in bocca non ha ampiezza eclatante ma il sorso è “monumentale” proprio a livello quantitativo: aciditá e tannini “frizzanti” invogliano alla beva pur in un quadro di potenza quasi bruta. 17,25
Domaine de la Pousse d’Or Volnay 1erCru Clos des 60 Ouvrées 2002
I vini di questo domaine, bevuti giovani (intendo meno di 15 anni), possono lasciare un po’ interdetti per la quantità di materia che li compone, per il frutto poderoso, il legno. Ho sempre pensato che dandogli un po’ di anni potessero sbocciare, questa è la prima volta che ne bevo uno un po’ maturo e penso di averci visto giusto:
parte dalla rosa e altre suggestioni dolci molto intense, tanto sensuali da risultare sfacciate. In bocca la materia è impressionante, l’agrume qui è per la prima volta disidratato, dolce, poi c’è la ciliegia nera, una parte chinata e tutta una cote erbacea/medicinale che si dipana con il tempo. 17,75
Faiveley Clos des Cortons Faiveley GrandCru 1991
Colore splendido, rubino che brilla di luce propria senza cedere minimante al granato. Mantiene una traccia di quella austerità che sarebbe stata proibitiva, probabilmente, in gioventù. Il naso rivela un frutto (forse una ciliegia rossa un po’ acerba) perfetto per integrità e freschezza, un semitono terroso, erbe aromatiche, col tempo una spezia scura e rinfrescante. Bocca irruenta, una forza che non è deflagrante perché resta compatta, senza inutile esibizione di estratti o alcool, “puissance sans poids” ci ha insegnato il Maestro e mi sa che qui ci siamo, la levità del sorso e del finale (al netto di una persistenza lunghissima) sono rare. Un vino perfetto, pur complesso ma non spettacoloso dal punto di vista aromatico, di una coerenza e una consistenza strutturali inarrivabili. Da bere oggi o tra 30 anni. 18,25
François Lamarche Vosne-Romanée 1erCru Les Malconsorts 1998
Quando metti il naso capisci subito che si è cambiato registro: turbinante nella speziatura orientale ampia e dettagliatissima, note fresche insieme balsamiche e “piccanti” da peperoncino, anche qui la sensualità è il marchio di fabbrica. Bocca con dei tannini che non scherzano per nulla, gli unici frizionanti e parzialmente asciuganti, lunghezza caratterizzata da forza acida e agrume chiaro (fil rouge di tutti i vini) e una mineralità distinta ed elegante, quasi di talco. Grande Vosne-Romanée. 18
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda l'oste » 10 ago 2025 19:17

Nexus1990 ha scritto: Miracoloso il modo in cui questo vino riesce a leggere il terroir dopo 45 anni, pura emozione.

Nessun miracolo. Old school.
Hubert de Montille, uno degli incontri da podio nella mia vita di bevitore, era il cultore assoluto riguardo la sfrontata resistenza al tempo del pinot noir, come poi Gouges e altri meno noti e meno venditori da fiera.
Tra l'altro la 1980, poco celebrata rispetto ad altre annate, mi ha dato tre o quattro enormi emozioni (su tutte lo Chambertin di Armand Rousseau, un arazzo di profumi e sensazioni).
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda zampaflex » 11 ago 2025 17:39

Chandon de briailles Pernand-Vergelesse île des vergelesses 21
Lampone, ribes, cavallo.
Entra giusto e leggero, Brett si sente, medio corpo, buona persistenza, buon equilibrio. Tannino molto fine, acidità più che sufficiente. Lievi amari finali.
Un vino leggero, con eleganza, ma contaminato. Roba da schiaffi, soprattutto dato il costo. Se tutta la partita è così, va aperto e finito. Niente aria.
:D :D :D :) di media

Rousset-Martin Cotes du Jura vigne aux dames 22
Savagnin ouillé.
Sempre un filo riduzione all'apertura, susina e agrumi
Salato, fresco, buon corpo, lungo. Volatile percepibile e anche fastidiosa all'inizio, non essendoci grasso o florealità a nasconderla. Ma cala dopo tre giorni, meno male. Comunque un Limone, proprio.
Ok, piuttosto bene, ma un po' monocorde ora.
:D :D :D :) ++
Non progredi est regredi
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda ferrari federico » 12 ago 2025 13:57

Vini vacanzieri.

Vermentino di Gallura Le Arenarie 2024
Sella & Mosca

Colore giallo paglierino chiaro con riflessi verdini. Profumo molto debole con vaghi richiami di buccia di limone, fiori bianchi e melone bianco. In bocca il tutto migliora ed esce la mela verde e una buona dose di (buona) salinità. Buon prodotto, convincente alla beva, evidentemente un po’ standardizzato. 86/100 il mio giudizio.
Sulla etichetta al retro bottiglia, però, un qwercode dichiara alcuni dati necessari su certi mercati internazionali: il problema è che nella scheda si dichiara la presenza, tra le altri componenti “normali”, anche di “mosti concentrati” che, se non sbaglio, non sono contemplati nel disciplinare del Vermentino di Gallura Docg…

Alto Adige Sauvignon 2022
Erste + Neue

Più che corretto, molto profumato (foglia di pomodoro, timo), equilibrato in bocca per una beva facile e accattivante. 88/100 imo.

Friuli Colli Orientali Sauvignon 2023
La Magnolia

Più verticale e minerale del precedente, buono il profumo (salvia e pietra focaia), un po’ più “diluita” la concentrazione del gusto in bocca ma la beva è in una dimensione più minerale, con un retrogusto metallico, e corposa. 87/100 per me.

Colli Maceratesi Rosso Borgaruccio 2019
I Tre Monti

Vino rosso artigianale, ruspante, corposo e strutturato dalla zona del Verdicchio di Matelica, prevalentemente a base di Sangiovese ma quasi sicuramente ci sono anche altre uve. Non sono riuscito a sapere quali, poiché sul web la azienda vinicola, anche agriturismo, riporta tutta la storia del nome “Borgaruccio” ma non la scheda tecnica del vino. Appena stappato, il tannino si mostra aggressivo e verde, quasi allappante, e il profumo è del tutto chiuso. Con lunga areazione, il vino diventa accessibile e, quasi, interessante, con il tannino che si ammorbidisce tanto da risultare sì “grippante” ma bevibile. Il bouquet si apre sulle frutta matura (prugna e ciliegia entrambe nere) e su aromi più terrosi e aromatici come l’humus bagnato e il mallo di noce. Ricorda un po’ certi profumi da vini a base di Croatina. Peccato perché la vinificazione, credo molto artigianale, ha lasciato un lieve residuo zuccherino che stona con il profilo così tannico e granitico.

Valtellina Superiore Grumello riserva 2018
Nino Negri

Servito al ristorante sfuso in caraffa da bottiglia da 6lt. Colore granata scuro con toni mattone, evoluto. Bouquet maturo con frutta molto matura, ciliegia e prugna, immersa nel sottobosco (terra bagnata, funghi, erbe alpine). Concentrato e solido, alla beva mostra un tannino presente ma del tutto addomesticato e morbido, con un livello di acidità relativamente basso (per essere un Valtellina), tutto giocato sul frutto e sulle note terziarie. Corpo medio, tendente al corposo.
88/100 per me.

Rosso di Valtellina Téi 2024
Sandro Fay

Deliziosamente leggero, frutto e frutto, e poi ancora frutto, ma frutto non banale né stucchevole, supportato da una frizzante acidità e da un tannino così lieve che quasi non si sente. Buono anche un po’ fresco di temperatura per un consumo estivo a tutto tondo. 86/100 imo.

Valtellina Superiore Sassella Vigna Mossino 2022
Alfio Mozzi
Nuova etichetta del vigneron valtellinese Alfio Mozzi, che va a posizionarsi al di sopra del suo già buono Sassella Grisone. Questo Vigna Mossino proviene sempre dalla zona della Sassella limitrofa a Castione Andevenno (non la zona “classica” che insiste su Sondrio) ma è la vinificazione di una singola vigna particolarmente vocata, che prende nome da un vecchio toponimo recuperato espressamente per questa occasione dal produttore.
Il vino è decisamente buono: molto giovane il colore, rubino brillante non troppo scuro e con riflessi ancora quasi violacei; abbastanza contenuto ma armonico, complesso e fine è il profumo (frutta rossa matura, spezie dolci, sottobosco); decisamente convincente in bocca, già maturo da bere, con un tannino presente ma morbido e ben accompagnato da una acidità non invasiva. Corpo medio, tendente al corposo, buona concentrazione e persistenza.
Per me 92/100.

Valtellina Superiore Valgella Riserva Belviso 1380 - 2020
Nera
Quando vivevo a Sondrio e mi occupavo dei vini valtellinesi sulle pagine del quotidiano locale, venticinque anni fa, la casa vinicola Nera era, tra le aziende vinicole di dimensioni non artigianali, un po’ la Cenerentola del gruppo che vedeva spiccare la Nino Negri, Triacca, Sertoli Salis, Fay e Rainoldi. Ancora evidentemente focalizzata su stili e metodi produttivi pensati in origine per il mercato svizzero di molti decenni prima, i vini di Nera erano meno “precisi”, meno identitari, se vogliamo più industriali rispetto alle migliori etichette delle case vinicole citate.
Già all’epoca, la decisione di costruire una nuova grande (e modernissima) cantina, che oggi fa bella mostra di sé sulla statale tra Sondrio e Tirano, e la diversificazione delle linee produttive, con la nascita anche di un marchio nuovo (Caven), faceva però intendere che la strategia a medio-lungo termine dell’azienda era quella di colmare il gap tra questa e i migliori.
Per tanti anni non ho più avuto occasione di bere i vini della Nera, ma oggi questo Valgella Riserva, nuovissima etichetta ispirata alla baita montana a 1380 metri in val Belviso sul versante orobico della Valtellina in cui il patron dell’azienda amava trascorrere l’estate e conservare le sue migliori bottiglie per il consumo personale, devo confessare che mi ha molto positivamente colpito.
Pulitissimo, fine, verticale, con gli esplosivi profumi, che caratterizzano i migliori vini della new wawe valtellinese, di piccoli frutti rossi, di fiori alpini e con una bella speziatura e un bel retrogusto minerale, perfettamente in linea con il bouquet e con l’ingresso in bocca; di colore rubino brillante di media intensità, di corpo medio e di beva facile ma assolutamente non banale, pienamente in linea con la tipicità Valgella, è un prodotto eccellente, che anni fa sarebbe stato impensabile. 91/100 imo.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda Nexus1990 » 12 ago 2025 15:31

l'oste ha scritto:
Nexus1990 ha scritto: Miracoloso il modo in cui questo vino riesce a leggere il terroir dopo 45 anni, pura emozione.

Nessun miracolo. Old school.
Hubert de Montille, uno degli incontri da podio nella mia vita di bevitore, era il cultore assoluto riguardo la sfrontata resistenza al tempo del pinot noir, come poi Gouges e altri meno noti e meno venditori da fiera.
Tra l'altro la 1980, poco celebrata rispetto ad altre annate, mi ha dato tre o quattro enormi emozioni (su tutte lo Chambertin di Armand Rousseau, un arazzo di profumi e sensazioni).

Grazie per il prezioso riscontro. Spero sia solo la prima di una lunga serie di bottiglie di questo produttore che berró, anche perché vini di DeMontille con 15/20 anni si trovano facilmente e a prezzi relativamente contenuti, almeno per la media della Borgogna.
P.S. Qualche mese fa abbiamo avuto uno scambio sulla Pousse d’or, in cui entrambi ci dicevamo perplessi di questo stile così legnoso/concentrato. Solo per aggiungere che con i giusti anni (almeno 20) si può dare il caso che il vino “sbocci”, come è capitato con questa bottiglia del 2002
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda l'oste » 12 ago 2025 16:55

Nexus1990 ha scritto:
l'oste ha scritto:
Nexus1990 ha scritto: Miracoloso il modo in cui questo vino riesce a leggere il terroir dopo 45 anni, pura emozione.

Nessun miracolo. Old school.
Hubert de Montille, uno degli incontri da podio nella mia vita di bevitore, era il cultore assoluto riguardo la sfrontata resistenza al tempo del pinot noir, come poi Gouges e altri meno noti e meno venditori da fiera.
Tra l'altro la 1980, poco celebrata rispetto ad altre annate, mi ha dato tre o quattro enormi emozioni (su tutte lo Chambertin di Armand Rousseau, un arazzo di profumi e sensazioni).

Grazie per il prezioso riscontro. Spero sia solo la prima di una lunga serie di bottiglie di questo produttore che berró, anche perché vini di DeMontille con 15/20 anni si trovano facilmente e a prezzi relativamente contenuti, almeno per la media della Borgogna.
P.S. Qualche mese fa abbiamo avuto uno scambio sulla Pousse d’or, in cui entrambi ci dicevamo perplessi di questo stile così legnoso/concentrato. Solo per aggiungere che con i giusti anni (almeno 20) si può dare il caso che il vino “sbocci”, come è capitato con questa bottiglia del 2002

Fiore sarei interessato in pvt, ad avere dritte su dove trovare DeMontille vecchi a prezzi relativamente contenuti. Le mie scorte ormai scarseggiano.
La differenza, secondo me è lo stile DeMontille e quello di Pousse d'Or, al netto di appellation e parcelle (e alcune di DeMontille sono il Maracanà, vedi Taillepieds).
Per "far durare" i suoi vini Hubert seguiva ogni annata/clima in vigna con attenzione, non ha mai ecceduto con il legno nuovo, piuttosto diraspando meno e senza selezioni maniacali dei grappoli.
Va detto che però c'è un notevole stacco tra i vini fatti da Hubert (spesso diafani, mai troppo alcolici, inavvicinabili da giovani quanto eleganti e profumati dopo vent'anni) e la "modernizzazione" del figlio Etienne post 2000 (vini più accessibili da giovani, rotondi). Ma ai tempi del padre ia produzione del Domaine si concentrava in particolare su Volnay e Pommard, dimensione più "artigianale".
Oggi per essere presenti sul mercato con più appellations, hanno "spacchettato" l'azienda e acquisito vigne ovunque, anche di bianchi a Meursault e persino un pezzettino del Malconsorts a Vosne.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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piergi
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda piergi » 12 ago 2025 23:06

Camerlengo 2018- Camerlengo
Aglianico del vulture che esce come IGT.
L'approccio è naturalistico, con una punta di volatile ben percepibile al naso. In bocca invece si mostra ben più approciabile, la volatile è sotto controllo e il frutto è croccante e goloso, note di amarena candita, arancia sanguinella e mentolo. Chiusura in crescendo, peccato che avendola aperta al ristorante non ne ho seguito l'evoluzione
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda Stefanogarry » 15 ago 2025 08:50

Montecucco riserva 2018 Collemassari in formato 1.5
Stappato in una cena tra amici. Nonostante il caldo della serata si fa apprezzare assieme alla porchetta fatta in casa.
Ad un prezzo più che ragionevole.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda eno » 15 ago 2025 17:53

Nexus1990 ha scritto:
l'oste ha scritto:
Nexus1990 ha scritto: Miracoloso il modo in cui questo vino riesce a leggere il terroir dopo 45 anni, pura emozione.

Nessun miracolo. Old school.
Hubert de Montille, uno degli incontri da podio nella mia vita di bevitore, era il cultore assoluto riguardo la sfrontata resistenza al tempo del pinot noir, come poi Gouges e altri meno noti e meno venditori da fiera.
Tra l'altro la 1980, poco celebrata rispetto ad altre annate, mi ha dato tre o quattro enormi emozioni (su tutte lo Chambertin di Armand Rousseau, un arazzo di profumi e sensazioni).

Grazie per il prezioso riscontro. Spero sia solo la prima di una lunga serie di bottiglie di questo produttore che berró, anche perché vini di DeMontille con 15/20 anni si trovano facilmente e a prezzi relativamente contenuti, almeno per la media della Borgogna.
P.S. Qualche mese fa abbiamo avuto uno scambio sulla Pousse d’or, in cui entrambi ci dicevamo perplessi di questo stile così legnoso/concentrato. Solo per aggiungere che con i giusti anni (almeno 20) si può dare il caso che il vino “sbocci”, come è capitato con questa bottiglia del 2002


De Montille non scherza neppure sui bianchi, un Puligny M. Le Cailleret 96 era spettacolare
vinogodi
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda vinogodi » 15 ago 2025 20:20

...Christiane e' un capolavoro assoluto...
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda ferrari federico » 16 ago 2025 10:46

Vini ferragostani


Alto Adige - Valle Isarco Sylvaner 2024
Abbazia di Novacella

Esuberante e fruttatissimo al naso: mela golden matura, prugna bianca e pera Williams, con una nota di camomilla e genzianella alpina; giallo a riflessi verdini il colore; una lieve nota vegetale nel retrobocca, di buona persistenza. Fresco e dotato di ottima acidità, ha una beva facile ma è bianco dotato di impatto gustativo denso e strutturato. La olfazione a bicchiere svuotato, che manifesta vaghi sentori di rosa, ricorda che l’uva silvaner è incrocio del Gewurtzraminer e quindi semi aromatica.
Bevuto, in ottimo accordo, con seppie ripiene al forno (ripieno senza uovo, con provola al posto del pecorino di ricetta e trito di seppie e mazzancolle). Per me 89/100.

Salento Primitivo Es 2022
Gianfranco Fino

Porpora - nero il colore, densissimo, con l’unghia violacea. Il bouquet si apre lentamente, complice anche la temperatura lievemente fresca con cui l’abbiamo inizialmente bevuto, ma poi esce con un bel ventaglio di frutti maturi (melone giallo, pesca), prugna California, ciliegia nera (anche in confettura), spezie dolci, il tutto accompagnato da un contesto di bella mineralità. Ma è in bocca che questo vino si fa grande: i 16 gradi di alcol praticamente non si sentono e la beva è molto facile e scorrevole, il tannino (decisamente presente) è- come dire - incastonato in una dimensione morbida e fruttata al punto da risultare praticamente non avvertibile; così come l’acidità, che è presente ma così “nascosta” dalla souplesse generale da risultare quasi non avvertibile. Il vino è di corpo decisamente importante (in certi momenti sembra quasi un Porto giovane) ma è così accattivante e scorrevole da bere che pare un vino molto più lieve. Grande vino del Sud. Ovviamente, date queste premesse organolettiche, non gioca sulla finezza o sull’eleganza ma sull’equilibrio e sulla densa e generosa carnosità. Per me 94/100.

Valle D’Aosta Chardonnay 2024
Les Crêtes

Freschissimo ma denso, semplice ma complesso, tipicissimo del varietale ma anche grande espressione del terroir alpino; un vino veramente buono che - quasi quasi - batte il famoso Cuvée Bois in termini di piacevolezza e di finezza. Colore giallo paglierino che n riflessi verdini chiari; profumo di frutta matura a buccia bianca, mela rossa e scorza di cedro.
Straordinaria la qualità della beva: la casa vinicola nella scheda di presentazione afferma un potenziale di inveccchiamento di vent’anni e, visto l’equilibrio magistrale delle componenti, a partire dalla fruttata acidità, non si stenta a crederlo. Bevuto con un’orata alla griglia accompagnata da Salmoriglio. Per me 93/100.

Alto Adige Chardonnay Sanct Valentin 2022
Cantina San Michele Appiano

Il legno nuovo è molto in evidenza ma non disturba: la vaniglia e il vago fumé infatti non stonano con il frutto rigoglioso indice di materia prima di… prim’ordine. Colore giallo intenso a riflessi dorati, profumi esuberanti anche se non particolarmente complessi. Beva soddisfacente, ben integrata l’acidità, lungo e persistente; leggermente piatto nell’evoluzione tra ingresso in bocca e retrobocca. 91/100 imo.

Mersault 1re cru Clos des Perrieres 2015
Albert Grivault

Si sente tutta la opulenza e la nobiltà del terroir. Vino bianco di 10 anni ma ha lo stesso grado di freschezza, se non dello Chardonnay 2024 di Les Crêtes, sicuramente del 2022 di San Michele Appiano; qui il legno nuovo è molto meglio integrato e fuso con il frutto maturo e una nota quasi muschiata. Golden sia nel colore che nel gusto (la mela Golden fa da primattrice nel bouquet e al gusto). Fine come ci aspetta da un Bourgogne di alto livello. Ancora del tutto in fase secondaria e, quindi - per l’età - giovanissimo, potrebbe sviluppare in futuro quegli aromi di nocciola e quella burrosità speziata dei Borgogna bianchi invecchiati. Bevuto con grigliata di Scampi e Gamberi rossi. Per me 93/100

Tavel 2024
Château d’Aqueria

Fine come un grande bianco, denso e corposo come un grande rosso, questo rosè Cru della Côtes-du-Rhône da uve Grenache, Syrah, Cinsault e Clairette, non smentisce la sua fama. Il colore è più quello di un rosso chiaro e trasparente, rubino - porpora - violaceo; profumi di piccoli frutti rossi immersi negli agrumi. In bocca progredisce con autorevolezza tra un ingresso in bocca facile e fruttato, un medio palato piacevolmente acidulo che evoca la scorza di limone e arancio e un retrogusto lungo, persistente e complesso che evidenzia anche un filo di tannino dolce. Perfetto con una sontuosa zuppa di pesce. 93/100 imo.
Nexus1990
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda Nexus1990 » 16 ago 2025 10:48

eno ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
l'oste ha scritto:
Nexus1990 ha scritto: Miracoloso il modo in cui questo vino riesce a leggere il terroir dopo 45 anni, pura emozione.

Nessun miracolo. Old school.
Hubert de Montille, uno degli incontri da podio nella mia vita di bevitore, era il cultore assoluto riguardo la sfrontata resistenza al tempo del pinot noir, come poi Gouges e altri meno noti e meno venditori da fiera.
Tra l'altro la 1980, poco celebrata rispetto ad altre annate, mi ha dato tre o quattro enormi emozioni (su tutte lo Chambertin di Armand Rousseau, un arazzo di profumi e sensazioni).

Grazie per il prezioso riscontro. Spero sia solo la prima di una lunga serie di bottiglie di questo produttore che berró, anche perché vini di DeMontille con 15/20 anni si trovano facilmente e a prezzi relativamente contenuti, almeno per la media della Borgogna.
P.S. Qualche mese fa abbiamo avuto uno scambio sulla Pousse d’or, in cui entrambi ci dicevamo perplessi di questo stile così legnoso/concentrato. Solo per aggiungere che con i giusti anni (almeno 20) si può dare il caso che il vino “sbocci”, come è capitato con questa bottiglia del 2002


De Montille non scherza neppure sui bianchi, un Puligny M. Le Cailleret 96 era spettacolare

Buono a sapersi Sergio, se trovo qualcosa a buon prezzo la recupero volentieri
Nexus1990
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda Nexus1990 » 16 ago 2025 23:32

Jean Louis Chave Hermitage 1998
La vastità aromatica è impressionante, a partire dalla speziatura prodigiosa che all’inizio è scura, sul pepe, poi si fa dolce, infine balsamica ma delicatissima. In tutto lo svolgimento resta sullo sfondo una nota fumè, leggermente dolce. Bocca di eleganza suprema, un vero tripudio di agrumi di ogni foggia: in polpa, in succo, in scorza, disidratati, un tocco di lampone, mentuccia, carne essiccata, succosissima e sanguigna. Lunghezza superba, persistenza da conteggiare in termini di minuti. La mia prima volta con L’Hermitage di Chave e devo ammettere che questa finezza su un vino di questa intensità forse non l’avevo mai sentita. 19/20
ZEL WINE
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda ZEL WINE » 17 ago 2025 03:00

Nexus1990 ha scritto:Jean Louis Chave Hermitage 1998
La vastità aromatica è impressionante, a partire dalla speziatura prodigiosa che all’inizio è scura, sul pepe, poi si fa dolce, infine balsamica ma delicatissima. In tutto lo svolgimento resta sullo sfondo una nota fumè, leggermente dolce. Bocca di eleganza suprema, un vero tripudio di agrumi di ogni foggia: in polpa, in succo, in scorza, disidratati, un tocco di lampone, mentuccia, carne essiccata, succosissima e sanguigna. Lunghezza superba, persistenza da conteggiare in termini di minuti. La mia prima volta con L’Hermitage di Chave e devo ammettere che questa finezza su un vino di questa intensità forse non l’avevo mai sentita. 19/20

Il 98 di Chave e’ una delle sue “recenti” migliori uscite, diciamo che sei partito piuttosto alto ( :D ); forse se trovi una 90 ben conservata avrai la quadratura del cerchio a 20/20. Finezza e intensità, pulizia olfattiva eleganza del sorso sono il marchio di fabbrica dei grandi vini assoluti.
fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda Wineduck » 17 ago 2025 09:58

Nexus1990 ha scritto:Jean Louis Chave Hermitage 1998
La vastità aromatica è impressionante, a partire dalla speziatura prodigiosa che all’inizio è scura, sul pepe, poi si fa dolce, infine balsamica ma delicatissima. In tutto lo svolgimento resta sullo sfondo una nota fumè, leggermente dolce. Bocca di eleganza suprema, un vero tripudio di agrumi di ogni foggia: in polpa, in succo, in scorza, disidratati, un tocco di lampone, mentuccia, carne essiccata, succosissima e sanguigna. Lunghezza superba, persistenza da conteggiare in termini di minuti. La mia prima volta con L’Hermitage di Chave e devo ammettere che questa finezza su un vino di questa intensità forse non l’avevo mai sentita. 19/20


Standing ovation sia per la scelta del vino che per le note che lo descrivono in modo "fulminante"!
Le 98 purtroppo le ho finite ma prima o poi una verticale che parta proprio dalla 1990 bisognerà proprio farla... :wink:
"Woke up this morning with a wine glass in my hand - Whose wine? What wine? - Where the hell did I dine? - Must have been a dream - I don't believe where I've been - Come on, let's do it again"
Peter Frampton
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2025

Messaggioda vinogodi » 17 ago 2025 10:58

Wineduck ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Jean Louis Chave Hermitage 1998
La vastità aromatica è impressionante, a partire dalla speziatura prodigiosa che all’inizio è scura, sul pepe, poi si fa dolce, infine balsamica ma delicatissima. In tutto lo svolgimento resta sullo sfondo una nota fumè, leggermente dolce. Bocca di eleganza suprema, un vero tripudio di agrumi di ogni foggia: in polpa, in succo, in scorza, disidratati, un tocco di lampone, mentuccia, carne essiccata, succosissima e sanguigna. Lunghezza superba, persistenza da conteggiare in termini di minuti. La mia prima volta con L’Hermitage di Chave e devo ammettere che questa finezza su un vino di questa intensità forse non l’avevo mai sentita. 19/20


Standing ovation sia per la scelta del vino che per le note che lo descrivono in modo "fulminante"!
Le 98 purtroppo le ho finite ma prima o poi una verticale che parta proprio dalla 1990 bisognerà proprio farla... :wink:
...cuvée Cathelin? ... 8)
Ente Nazionale Tutela dei Bevitori Capiscitori (EnTuBeCa) - Ministero della Cultura Enologica Popolare (MinCulEnPop)

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