Bevute a Napoli

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littlewood
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda littlewood » 09 apr 2025 20:34

gianni femminella ha scritto:Conosco bene Fiore, ero a casa sua il mese scorso. So che sbaglia spesso, gli vanno insegnate un sacco di cose, del resto è un ragazzo giovane.






:mrgreen:

Ecco...mi devo trasferire al sud...probabilmente pensi che " salire ,,, al nord voglia dire andare in salita.....
Noirphenix81
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 09 apr 2025 21:00

gianni femminella ha scritto:Conosco bene Fiore, ero a casa sua il mese scorso. So che sbaglia spesso, gli vanno insegnate un sacco di cose, del resto è un ragazzo giovane.






:mrgreen:


Non sarò certo io a poter dare lezioni né a Fiore né a chicchessia :wink:
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gianni femminella
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda gianni femminella » 09 apr 2025 21:41

Tra napoletani in discesa e veneti in salita è bello scherzare tra amici.

Littlewood e Fiore organizzano bellissime serate.
Roma, fecisti patriam diversis gentibis unam
Rutilio Namaziano, de reditu
Nexus1990
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 09 apr 2025 22:01

Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Mi sarei aspettato qualche oretta in più anche per Rayas. Grazie per le info

Non stappo mai con larghissimo anticipo vini che hanno più di 15 anni, la mia routine prevede di stappare un paio d’ore prima e poi scolmare o meno un calice a seconda di come trovo il vino. In particolare la bottiglia di Rayas l’ho stappata alle 19:30 (sarebbe stato servito alle 22 circa), ne ho versata una piccolissima quantità e risultava già piuttosto aperto, quindi non ho ritenuto necessario neanche scolmare. Cosa che invece ho fatto con il vino di Jimenez Landi che presentava un po’ di riduzione


Ti ringrazio per l'ulteriore chiarimento, si fa per imparare / confrontarsi...un giorno spero di avere il piacere di stappare una bottiglia di Château Rayas anch'io :shock:
Ho comunque sentito di alcuni ristoranti che stappano 12 ore prima se non di più, magari senza (quasi) sversare, dunque ero curioso.
Grazie ancora
Grazie ancora

Scusa ma non avete stappato la stessa bottiglia meno di un mese fa alla bevuta Rodano?


Sì esatto, ma non mi sono occupato direttamente io delle bottiglie. Rayas 07 era stata stappata la sera prima (se non erro) e bevuta attorno alle 15-15:30, ed era (per me) da pelle d'oca.
Mi è capitato invece di bere a casa Château des Tours Reserve Rouge negli ultimi 3 anni, 2001 (stanchina), 2011 (emozionante), 2014 (deliziosa), 2015 (la migliore), 2017 (golosa) tutte aperte la sera prima assaggiandone giusto un sorso ma senza sversare troppo, e ritengo che le bottiglie abbiano migliorato notevolmente, specie la 2011, ad eccezione della 2001.

Interessante, la prossima volta (sperando ci sia una prossima volta dato che Rayas non è tanto a buon mercato di questi tempi :mrgreen: ) proverò a stappare con maggiore anticipo. Probabilmente mi accontenterò di farlo con qualche bottiglia di Chateau Des Tours :D
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 09 apr 2025 22:47

Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Non stappo mai con larghissimo anticipo vini che hanno più di 15 anni, la mia routine prevede di stappare un paio d’ore prima e poi scolmare o meno un calice a seconda di come trovo il vino. In particolare la bottiglia di Rayas l’ho stappata alle 19:30 (sarebbe stato servito alle 22 circa), ne ho versata una piccolissima quantità e risultava già piuttosto aperto, quindi non ho ritenuto necessario neanche scolmare. Cosa che invece ho fatto con il vino di Jimenez Landi che presentava un po’ di riduzione


Ti ringrazio per l'ulteriore chiarimento, si fa per imparare / confrontarsi...un giorno spero di avere il piacere di stappare una bottiglia di Château Rayas anch'io :shock:
Ho comunque sentito di alcuni ristoranti che stappano 12 ore prima se non di più, magari senza (quasi) sversare, dunque ero curioso.
Grazie ancora
Grazie ancora

Scusa ma non avete stappato la stessa bottiglia meno di un mese fa alla bevuta Rodano?


Sì esatto, ma non mi sono occupato direttamente io delle bottiglie. Rayas 07 era stata stappata la sera prima (se non erro) e bevuta attorno alle 15-15:30, ed era (per me) da pelle d'oca.
Mi è capitato invece di bere a casa Château des Tours Reserve Rouge negli ultimi 3 anni, 2001 (stanchina), 2011 (emozionante), 2014 (deliziosa), 2015 (la migliore), 2017 (golosa) tutte aperte la sera prima assaggiandone giusto un sorso ma senza sversare troppo, e ritengo che le bottiglie abbiano migliorato notevolmente, specie la 2011, ad eccezione della 2001.

Interessante, la prossima volta (sperando ci sia una prossima volta dato che Rayas non è tanto a buon mercato di questi tempi :mrgreen: ) proverò a stappare con maggiore anticipo. Probabilmente mi accontenterò di farlo con qualche bottiglia di Chateau Des Tours :D


Tienici aggiornati, sperando non ti abbia portato sulla cattiva strada :D :mrgreen:
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 22 mag 2025 14:11

Ieri sera ci siamo riuniti in occasione del ritorno di un caro amico che vive a Parigi da un paio d’anni. Tema “Tour de France en Rouge”
Bourgogne et Beaujolais: La Finesse (Dix Ans)
Chateau Des Jacques Moulin-á-Vent ‘La Rochelle’ 2015
Vino di notevole compattezza, già dal colore rosso porpora, vivo, al naso esibisce un frutto di rovo molto tonico, un che di speziato scuro, un tocco floreale. In bocca il registro è lo stesso: frutto bello, solare, sorso con trama fittissima, molto intenso, buona lunghezza salina. Fa attendere altri 4/5 anni, già molto buono. 17/20
Rossignol-Trapet Gevrey Chambertin 1erCru ‘Aux Combottes’ 2015
Bottiglia che sembra avere una decina d’anni in più del suo compagno di batteria, ma non per questo stanca: naso un filo autunnale ma molto profondo, fatto di spezie dolci e tè nero, un niente di fruttino, ancorché un po’ asciugato. Bocca elettrica e agrumata, vivace, di tensione acido/sapida e finezza, in retrolfattiva qualche botanica (ginepro) arricchisce il ventaglio aromatico. 17,25/20
Bourgogne et Vallée de la Loire: L’Equilibre (Quinze Ans)
Anne Gros Echezeaux ‘Les Loachausses’ 2010
Pregevole l’integrità del vino e del frutto: al naso agrume chiaro e lamponi, grande definizione. Sorso che ha quella precisione “libera” che hanno solo i grandi Borgogna, golosissimo, non cambia tantissimo nel calice ma ha energia da vendere. Finale lungo e finemente speziato/mentolato. 18,25
Clos Rougeard Saumur-Champigny ‘LesPoyeux’ 2010
Intossicante l’intensità olfattiva: spezie bruciate, hashish, jalapeno, coriandolo, zafferano, qualcosa di selvatico, è impossibile staccare il naso che ti richiama continuamente. La presa sul palato è eccezionalmente solida, la trama serrata, il finale molto lungo con tutto il corredo speziato/bruciato/orientaleggiante. Un vino di impatto clamoroso, una esperienza davvero unica. 18,75
Bordeaux et Vallée du Rhone: La Puissance (Vingt-Cinq Ans)
Guigal Côte-Rôtie ‘LaMouline’ 2000
Integrità spettacolare a partire dal colore, sembra avere 15 anni di meno. Parte un po’ ridotto perfino, ma non serve tanto tempo per far aprire questo vino meraviglioso: carne affumicata, sangue, pepe bianco, frutti di bosco, fiori blu, arioso e ampio. In bocca pieno, carnoso, la potenza senza peso al suo apice, in allungo torna la nota ematica, il sale, l’agrume, un floreale chiaro. Grandissimo. 18,75
Chateau Pontet Canet Pauillac 2000
Giovanissimo anche questo già dal colore scuro ma luminoso, sfodera un corredo più “normale” degli altri dove sotto la coltre balsamica/mentolata ci sono frutto e spezia scura, liquirizia, cuoio nobile. Bocca di bel dinamismo, succosa, lunga, finale piacevolmente mentolato, rinfrescante. Soffre un po’ il paragone con la maggiore luminosità/estroversione del suo vicino, comunque un grande vino che ha prospettiva di miglioramento per 10 anni almeno. 17,75
Noirphenix81
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 31 mag 2025 12:13

Nexus1990 ha scritto:Ieri sera ci siamo riuniti in occasione del ritorno di un caro amico che vive a Parigi da un paio d’anni. Tema “Tour de France en Rouge”
Bourgogne et Beaujolais: La Finesse (Dix Ans)
Chateau Des Jacques Moulin-á-Vent ‘La Rochelle’ 2015
Vino di notevole compattezza, già dal colore rosso porpora, vivo, al naso esibisce un frutto di rovo molto tonico, un che di speziato scuro, un tocco floreale. In bocca il registro è lo stesso: frutto bello, solare, sorso con trama fittissima, molto intenso, buona lunghezza salina. Fa attendere altri 4/5 anni, già molto buono. 17/20
Rossignol-Trapet Gevrey Chambertin 1erCru ‘Aux Combottes’ 2015
Bottiglia che sembra avere una decina d’anni in più del suo compagno di batteria, ma non per questo stanca: naso un filo autunnale ma molto profondo, fatto di spezie dolci e tè nero, un niente di fruttino, ancorché un po’ asciugato. Bocca elettrica e agrumata, vivace, di tensione acido/sapida e finezza, in retrolfattiva qualche botanica (ginepro) arricchisce il ventaglio aromatico. 17,25/20
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Pregevole l’integrità del vino e del frutto: al naso agrume chiaro e lamponi, grande definizione. Sorso che ha quella precisione “libera” che hanno solo i grandi Borgogna, golosissimo, non cambia tantissimo nel calice ma ha energia da vendere. Finale lungo e finemente speziato/mentolato. 18,25
Clos Rougeard Saumur-Champigny ‘LesPoyeux’ 2010
Intossicante l’intensità olfattiva: spezie bruciate, hashish, jalapeno, coriandolo, zafferano, qualcosa di selvatico, è impossibile staccare il naso che ti richiama continuamente. La presa sul palato è eccezionalmente solida, la trama serrata, il finale molto lungo con tutto il corredo speziato/bruciato/orientaleggiante. Un vino di impatto clamoroso, una esperienza davvero unica. 18,75
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Integrità spettacolare a partire dal colore, sembra avere 15 anni di meno. Parte un po’ ridotto perfino, ma non serve tanto tempo per far aprire questo vino meraviglioso: carne affumicata, sangue, pepe bianco, frutti di bosco, fiori blu, arioso e ampio. In bocca pieno, carnoso, la potenza senza peso al suo apice, in allungo torna la nota ematica, il sale, l’agrume, un floreale chiaro. Grandissimo. 18,75
Chateau Pontet Canet Pauillac 2000
Giovanissimo anche questo già dal colore scuro ma luminoso, sfodera un corredo più “normale” degli altri dove sotto la coltre balsamica/mentolata ci sono frutto e spezia scura, liquirizia, cuoio nobile. Bocca di bel dinamismo, succosa, lunga, finale piacevolmente mentolato, rinfrescante. Soffre un po’ il paragone con la maggiore luminosità/estroversione del suo vicino, comunque un grande vino che ha prospettiva di miglioramento per 10 anni almeno. 17,75


Grande invidia per la bevuta spettacolare, ho ricorordi indelebili dell'Echezeaux di Anne Gros (non credo fosse Les Loachausses): dei pochi pinot neri di classe bevuti indubbiamente il migliore, in annata 2015.
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 02 giu 2025 02:38

Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Ieri sera ci siamo riuniti in occasione del ritorno di un caro amico che vive a Parigi da un paio d’anni. Tema “Tour de France en Rouge”
Bourgogne et Beaujolais: La Finesse (Dix Ans)
Chateau Des Jacques Moulin-á-Vent ‘La Rochelle’ 2015
Vino di notevole compattezza, già dal colore rosso porpora, vivo, al naso esibisce un frutto di rovo molto tonico, un che di speziato scuro, un tocco floreale. In bocca il registro è lo stesso: frutto bello, solare, sorso con trama fittissima, molto intenso, buona lunghezza salina. Fa attendere altri 4/5 anni, già molto buono. 17/20
Rossignol-Trapet Gevrey Chambertin 1erCru ‘Aux Combottes’ 2015
Bottiglia che sembra avere una decina d’anni in più del suo compagno di batteria, ma non per questo stanca: naso un filo autunnale ma molto profondo, fatto di spezie dolci e tè nero, un niente di fruttino, ancorché un po’ asciugato. Bocca elettrica e agrumata, vivace, di tensione acido/sapida e finezza, in retrolfattiva qualche botanica (ginepro) arricchisce il ventaglio aromatico. 17,25/20
Bourgogne et Vallée de la Loire: L’Equilibre (Quinze Ans)
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Pregevole l’integrità del vino e del frutto: al naso agrume chiaro e lamponi, grande definizione. Sorso che ha quella precisione “libera” che hanno solo i grandi Borgogna, golosissimo, non cambia tantissimo nel calice ma ha energia da vendere. Finale lungo e finemente speziato/mentolato. 18,25
Clos Rougeard Saumur-Champigny ‘LesPoyeux’ 2010
Intossicante l’intensità olfattiva: spezie bruciate, hashish, jalapeno, coriandolo, zafferano, qualcosa di selvatico, è impossibile staccare il naso che ti richiama continuamente. La presa sul palato è eccezionalmente solida, la trama serrata, il finale molto lungo con tutto il corredo speziato/bruciato/orientaleggiante. Un vino di impatto clamoroso, una esperienza davvero unica. 18,75
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Integrità spettacolare a partire dal colore, sembra avere 15 anni di meno. Parte un po’ ridotto perfino, ma non serve tanto tempo per far aprire questo vino meraviglioso: carne affumicata, sangue, pepe bianco, frutti di bosco, fiori blu, arioso e ampio. In bocca pieno, carnoso, la potenza senza peso al suo apice, in allungo torna la nota ematica, il sale, l’agrume, un floreale chiaro. Grandissimo. 18,75
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Giovanissimo anche questo già dal colore scuro ma luminoso, sfodera un corredo più “normale” degli altri dove sotto la coltre balsamica/mentolata ci sono frutto e spezia scura, liquirizia, cuoio nobile. Bocca di bel dinamismo, succosa, lunga, finale piacevolmente mentolato, rinfrescante. Soffre un po’ il paragone con la maggiore luminosità/estroversione del suo vicino, comunque un grande vino che ha prospettiva di miglioramento per 10 anni almeno. 17,75


Grande invidia per la bevuta spettacolare, ho ricorordi indelebili dell'Echezeaux di Anne Gros (non credo fosse Les Loachausses): dei pochi pinot neri di classe bevuti indubbiamente il migliore, in annata 2015.

Se mai ti trovassi a passare da Napoli scrivimi che qualcosa beviamo :D
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 02 giu 2025 11:39

Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Ieri sera ci siamo riuniti in occasione del ritorno di un caro amico che vive a Parigi da un paio d’anni. Tema “Tour de France en Rouge”
Bourgogne et Beaujolais: La Finesse (Dix Ans)
Chateau Des Jacques Moulin-á-Vent ‘La Rochelle’ 2015
Vino di notevole compattezza, già dal colore rosso porpora, vivo, al naso esibisce un frutto di rovo molto tonico, un che di speziato scuro, un tocco floreale. In bocca il registro è lo stesso: frutto bello, solare, sorso con trama fittissima, molto intenso, buona lunghezza salina. Fa attendere altri 4/5 anni, già molto buono. 17/20
Rossignol-Trapet Gevrey Chambertin 1erCru ‘Aux Combottes’ 2015
Bottiglia che sembra avere una decina d’anni in più del suo compagno di batteria, ma non per questo stanca: naso un filo autunnale ma molto profondo, fatto di spezie dolci e tè nero, un niente di fruttino, ancorché un po’ asciugato. Bocca elettrica e agrumata, vivace, di tensione acido/sapida e finezza, in retrolfattiva qualche botanica (ginepro) arricchisce il ventaglio aromatico. 17,25/20
Bourgogne et Vallée de la Loire: L’Equilibre (Quinze Ans)
Anne Gros Echezeaux ‘Les Loachausses’ 2010
Pregevole l’integrità del vino e del frutto: al naso agrume chiaro e lamponi, grande definizione. Sorso che ha quella precisione “libera” che hanno solo i grandi Borgogna, golosissimo, non cambia tantissimo nel calice ma ha energia da vendere. Finale lungo e finemente speziato/mentolato. 18,25
Clos Rougeard Saumur-Champigny ‘LesPoyeux’ 2010
Intossicante l’intensità olfattiva: spezie bruciate, hashish, jalapeno, coriandolo, zafferano, qualcosa di selvatico, è impossibile staccare il naso che ti richiama continuamente. La presa sul palato è eccezionalmente solida, la trama serrata, il finale molto lungo con tutto il corredo speziato/bruciato/orientaleggiante. Un vino di impatto clamoroso, una esperienza davvero unica. 18,75
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Integrità spettacolare a partire dal colore, sembra avere 15 anni di meno. Parte un po’ ridotto perfino, ma non serve tanto tempo per far aprire questo vino meraviglioso: carne affumicata, sangue, pepe bianco, frutti di bosco, fiori blu, arioso e ampio. In bocca pieno, carnoso, la potenza senza peso al suo apice, in allungo torna la nota ematica, il sale, l’agrume, un floreale chiaro. Grandissimo. 18,75
Chateau Pontet Canet Pauillac 2000
Giovanissimo anche questo già dal colore scuro ma luminoso, sfodera un corredo più “normale” degli altri dove sotto la coltre balsamica/mentolata ci sono frutto e spezia scura, liquirizia, cuoio nobile. Bocca di bel dinamismo, succosa, lunga, finale piacevolmente mentolato, rinfrescante. Soffre un po’ il paragone con la maggiore luminosità/estroversione del suo vicino, comunque un grande vino che ha prospettiva di miglioramento per 10 anni almeno. 17,75


Grande invidia per la bevuta spettacolare, ho ricorordi indelebili dell'Echezeaux di Anne Gros (non credo fosse Les Loachausses): dei pochi pinot neri di classe bevuti indubbiamente il migliore, in annata 2015.

Se mai ti trovassi a passare da Napoli scrivimi che qualcosa beviamo :D


Ti ringrazio, con piacere, non escludo possa accadere :wink:
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 27 lug 2025 21:37

Piccola serata a tema Loira in occasione del mio compleanno (anticipato di due giorni)
Prima Batteria: Il Melon de Bourgogne
Bruno Cormerais Muscadet de Sèvre et Mains Sur Lie ‘Vieilles Vignes’ 2021
Un liquido vibrante di intensità minerale, agrumi in scorza, grande beva, lunghezza rimarchevole. Un vino semplice ma molto buono. 16,25
Haute Fèvrie Muscadet de Sèvre et Mains Sur Lie ‘Gras Moutons’ 2021
Questo al contrario un po’ chiuso, ha una bella mineralità anche lui ma risulta compresso e un po’ scontroso. Sembra un vino con più ambizione ma non da molto piacere oggi. Forse da aspettare? Tenuto troppo poco nel calice per rispondere. 15,5
Seconda Batteria: Il Sauvignon
Vincent Pinard Sancerre Grand Chemarin 2014
Orrendamente tappato, purtroppo.
Pascal Cotat Sancerre ‘Les Monts Damnées’ 2016
Per fortuna invece questo di Cotat è un vino clamoroso: mineralità affumicata, spezie di ogni genere, dal pepe alla curcuma a qualcosa di dolce. Frutto scintillante, bocca energica e piena, bella lunghezza. Grandissimo vino. 17,5
Terza Batteria: Il Cabernet Franc
Sanzay Saumur-Champigny ‘Les Poyeux’ 2015
Naso sul naturale “spinto”: note animali ben presenti, ma sotto si sente la materia del grande Saumur-Champigny con le note speziate e floreali, la classe c’è tutta. Bocca turgida e dolce insieme, manca un pelo di lunghezza per fare il grande vino, comunque molto buono. 16,75
Thierry Germain Saumur-Champigny ‘Les Memoires’ 2015
Si conferma uno dei miei Cabernet franc preferiti: naso bellissimo, scuro di pepe ma anche dolce di rosa e spezie dolci, col tempo una nota mentolata. Bocca con una consistenza molto bella, c’è concentrazione e scorrevolezza e una bella quota di sale che allunga il sorso, in retrolfattiva qualche arzigogolo floreale. 17,25.
Quarta Batteria: Lo Chenin in versione secca
Domaine de Bellivière Jasnières ‘Les Rosiers’ 2002
Sfodera un naso abbastanza ipnotico, ricco di suggestioni speziate e affumicate. In bocca paga un po’ gli anni (anche se migliora nel calice), ha però una bella dolcezza di frutto, purtroppo si svuota un po’ sul centro bocca e finisce non lunghissimo. 16,5
Domaine de Bellivière Jasnières ‘Calligramme’ 2002
Il Calligramme invece è fantastico: ci sono le spezie del fratello minore ma c’è una nota di marmellata di mandarino/arancia amara che rinfresca notevolmente il quadro. In bocca è integro, ha grande energia e tensione acido/sapida, grande consistenza dal punto di vista tattile e frutto ancora solare, bella lunghezza agrumata. Un vino sempre centrato e godibile, a qualsiasi stadio di maturazione. 17,5
Finale: Lo Chenin in versione dolce
Chateau de Suronde Quarts De Chaume 2009
Il Quarts de Chaume ha tutto quello che hanno i grandi dolci di Loira: dolcezza e freschezza agrumata, una nota fumè, melata, aciditá splendida. Matrimonio d’amore con la Tarte Tatin. 17
Stasera invece, su una sontuosa Amatriciana (mio cavallo di battaglia) un vino del mio amico Gabriele
Buondonno Chianti Classico Riserva 2019
Profilo scuro: un niente di animale, viola, frutti neri belli turgidi. In bocca ha sostanza, è pieno ma rifugge le dolcezze, anzi c’è una punta di amaro che ricorda qualche erba aromatica bruciata, tannini abbondanti ma perfettamente fusi nella “sève” del vino, aciditá vivissima e un finale ematico che grida Castellina. Ma la tipicità qui non è un valore: è il vino stesso
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 29 ago 2025 14:14

Ieri bevuta anarchica con i soliti amici. Cornice dell’incontro la splendida pizzeria ‘I Fontana’. Per quanto riguarda il cibo siamo stati sul pezzo: 13 pizze in 7 :lol:
Nicolas Joly Clos de la Coulée de Serrant 1994
Caleidoscopico. Predicato su una parte affumicata/bruciata sia in veste di rèduction grilée che speziata con qualche digressione orientaleggiante, infine la scorza di agrume flambé di certi cocktail. Bocca sferzante di acidità e con una concentrazione di frutto spaventosa (mandarino in gelatina su tutti), solo col tempo albicocca disidratata e una nota di succo d’ananas, una materia letteralmente scalpitante. Tenuto nel calice per tutta la serata continuava a cambiare regalando nuove suggestioni speziate, una nota didattica di melata, un tocco delicato di caffè. Solo 12,5% di alcool, Favoloso 18,25
Chateau Simone Palette Blanc 2013
Colore piuttosto carico ma vino in bella forma: materico, maturo, complesso, in bocca avvolge ma si srotola anche grazie alla pregevole quota di sale che sopperisce alla modesta acidità, rinvigorendo il finale. Ipotesi di bianco sudista ma molto buono 17
Miani Buri Friulano 2016
Mezzo Cadavere. Probabilmente mal conservato, tanto alcool, ossidazione. Ingiudicabile
Dagueneau Blanc Fumé de Pouilly ‘Silex’ 2019
Premetto (anche se non ce ne sarebbe bisogno) che è una follia stappare questo vino oggi, e si sente. Però dovendolo giudicare per me è una mezza delusione: ci sono dei lampi di classe floreale e minerale, soprattutto al naso che è fatto di luce bianca, molto puro e ugualmente complesso. Purtroppo in bocca, probabilmente anche per colpa dei 14 gradi riportati in etichetta, c’è una dolcezza un po’ eccessiva, che magari rientrerà, in parte, ma che ammansisce/appiattisce un po’ il sorso, che comunque conserva una certa dinamica anche grazie a una generosa dose citrica e salina. Altro problema, col tempo e la temperatura esce un po’ il varietale del Sauvignon (che a me proprio non piace, ma questo è anche un limite mio). 17,25
Marie Courtin Champagne ‘Présence’
Un bellissimo champagne dalla bolla fine e cremosa, ricco nei sentori burrosi e di frutta bianca ma verticale nel suo svolgimento, nobilitato da una mineralizza rocciosa, chiara, e dalla tensione acido/sapida. 17,25
Billaud-Simon Chablis GrandCru ‘Les Preuses’ 2010
Ho avuto l’opportunità di bere 3 o 4 bottiglie di questo produttore praticamente nell’ultimo mese (e qualcun altra più indietro nel tempo) e mi sembra doveroso considerarlo, se non un fuoriclasse, quantomeno un grandissimo. Più ricco del ‘Les Preuses’ letterario, probabilmente anche grazie alla generosità dell’annata, ma sempre su un registro fresco e croccante: finemente floreale, é un trionfo di agrumi di ogni tipo e consistenza, a cui fa eco una nota balsamica pungente, quasi di Vicks. la forza della bocca è quella dei Grandi Chablis, fatta di una materia granitica, soda, che mostra anche una certa spigolosità, pur stondata dalla ricchezza aromatica. 18
Jean-Louis Chave Saint Joseph 2016
Naso un po’ così: un filo di volatile e una importante riduzione, che girando e girando sembra scemare ma sarebbero servite delle ore per sentirlo al meglio, credo. Bocca travolgente, attraversata da una corrente elettrica sanguigna e agrumata, impressionate per mobilità, la parte aromatica è ancora compressa, c‘è la spezia scura e inizia a uscire qualcosa di mentolato. Sarei curioso di risentirlo tra qualche anno. Senza saper né leggere nè scrivere la prossima bottiglia la stapperò almeno 8 ore prima… 17,25
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 28 set 2025 16:45

Ieri sera con i soliti amici abbiamo esplorato diverse espressioni di Borgogna Rossa 2012 declinate sulla potenza (almeno nell’accezione Borgognona di potenza), impiantate su un tema generale che era “Tete de Cuvèe di Nuits Vs GrandCru del blocco Nord”, per divertirci e provare a capire se i migliori vigneti di NuitsSaintGeorges possono rivaleggiare con (alcuni) GrandCru della zona Nord:
Amuse-Bouche: Clos Vougeot
Domaine Castagnier ‘Clos Vougeot’ GrandCru 2012
Fuori concorso, giusto per entrare in tema. Da una parcella eccelsa nel Grand Maupertui, solito vino “compatto” alla Castagnier, naso di fiori carnosi, un tocco sanguigno, una nota vegetale fresca/balsamica. Bocca corrispondente, vivida, polposa e con tannini sferici molto fitti 17,5
I Batteria
Robert Chevillon Nuits Saint Georges 1erCru ‘Les Vaucrains’ 2012
Naso ammaliante di spezie orientali (cumino, curcuma) e altre più scure/bruciate, una nota floreale ma scura. Sorso deciso, innervato da una energia quasi elettrica, che non brilla per ampiezza ma piuttosto per lunghezza e tensione salina, nel finale e in retrolfattiva torna la bella speziatura 17,75
Lecheneaut Nuits Saint Georges 1erCru ‘Les Prulières’ 2012
Naso che esibisce una nota vegetale cotta/ossidativa non bellissima, nel calice migliora virando su pregevoli sensazioni “roti”. In bocca ha forza, è succoso, discretamente lungo, purtroppo la parte aromatica non riesce ad esprimersi appieno, il tappo penso non abbia lavorato al meglio 16,75?
II Batteria
Geantet-Pansiot ‘Charmes Chambertin’ GrandCru 2012
Naso mirabolante di caffè, incenso, scorza di agrume amaro, una nota dolce più chiara, finemente floreale. Bocca di bella concentrazione, solida, quasi terrosa, più lineare del naso, finale con tannino leggermente asciugante e una bellissima persistenza floreale amara 18
Domaine Castagnier ‘Clos Saint Denis’ GrandCru 2012
Vino di indubbia classe, dai profumi sussurrati ma molto personali, direi quasi inediti di frutta chiara, floreale corrispondente, sempre chiaro, una spruzzata di pepe. In bocca si distingue per una texture fantastica, spessa ma soffice e avvolgente, che fodera a lungo il palato. Cosa manca? Un po’ della “cazzima” che hanno i due vini successivi 17,75
III Batteria
Henri Gouges Nuits Saint Georges 1er Cru ‘Les Saint Georges’ 2012
Naso fantastico, pieno di suggestioni terrose/ferruginose e affumicate, di grande respiro e dettaglio. Ma di questo vino impressionano la solidità strutturale e la presa sul palato quasi arcigna, che conferisce un alone di austerità, lunghezza notevole su belle note resinose/balsamiche 18
Ponsot ‘Clos de la Roche’ GrandCru 2012
Il naso non è il più immaginifico ma è molto originale, agrume rosso e una mineralità chiara, purissima. Sorso che è un vero e proprio terremoto (caratteristica peculiare di alcuni GrandCru di alto livello), succosissimo, innervato da aciditá viva, quasi molesta, che genera una salivazione da champagne serio, la lunghezza è impressionante. Nel finale e con l’aerazione si completa con delle note scure di liquirizia e ginepro 18,25

In definitiva vini tutti molto performanti, fatto salvo il Prulières di Lecheneaut che pur non essendo una bottiglia fortunatissima esibiva lampi di bella stoffa. Il confronto tra i migliori vigneti di Nuits e i GrandCru di “medio peso” si è rivelato sensato, e ha confermato una volta di più come i migliori vini dei migliori produttori di Nuits, oltre ad essere grandi vini in assoluto, siano tra gli ultimi baluardi del rapporto qualità/prezzo in Côte de Nuits
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 21 nov 2025 14:36

Ieri una splendida serata monografica sul più importante, almeno storicamente, tra i comuni Borgogna del vino, Gevrey-Chambertin:
Aperitivo
Alain Jeanniard Fixin en combe roy 2020
Fino a questo luogo la Côte si cimenta come in un’agreste familiarità 16,25
Prima Batteria
Thierry Mortet Gevrey-Chambertin 1erCru ‘Clos Prieur’ 2017
Il cugino del più celebre Denis firma un vino scintillante, che scoppia di profumo: cola e fragolina, un tocco floreale. Bocca proporzionata e luminosa, leggiadra, di media lunghezza 17,25
Lucien Boillot Gevrey-Chambertin 1erCru ‘Les Cherbaudes’ 2017
Da una vigna del 1922. Più contrastato e profondo del vicino, più scuro nella spezia, una parte balsamica “seria”, uno sbuffo affumicato. In bocca all’inizio sembra leggermente scisso, col tempo però si assesta ed esibisce una scia sapida da manuale e una bellissima aciditá, che allunga e pulisce. Di prospettiva. 17,5
Seconda Batteria
Sylvie Esmonin Gevrey-Chambertin 1erCru ‘Clos Saint Jacques’ 2017
Profumo sontuoso, struggente, sensuale che rasenta la sfacciataggine: agrume dolce/candito, fragolina schiacciata, qualche tono orientaleggiante, poi cambia e indugia su una mineralità pietrosa, bianca. Bocca di perfetta coerenza, tonica e compatta ma con la dolcezza del naso che segue tutto il sorso, in lunghezza una suggestione erbacea molto bella 18
Confuron-Cotetidot ‘Charmes-Chambertin’ 2017
Una vera e propria forza della natura: naso mostruoso che mette in scena una mineralità salmastra di rara potenza, la parte aromatica è un po’ restia a concedersi, giusto qualche suggestione vegetale/radicosa. Bocca anche qui in estrema coerenza: predicata sulla forza acida e sulla trama più screziata della serata, con tannini fittissimi e ancora leggermente frizionanti. La poderosa lunghezza sapida lascia in dote i ritorni erbaceo/balsamici già in evidenza sul centro bocca 18
Terza Batteria
Rossignol-Trapet Latricières-Chambertin 2012
Naso pieno di contrasti: all’inizio pare di entrare in chiesa tra incenso e un che che ricorda quasi il legno antico, il frutto è una scorza d’agrume ’bruciacchiata’, poi l’aria lo incupisce su dei toni terrosi e speziati più grevi, quindi un indizio di torrefazione. Bocca di bella tensione ed energia, forse manca un appoggio a centro bocca perché scivola velocemente prima del pregevole finale agrumato 17,75
Bart Clos de Bèze 2012
L’uva doveva essere una meraviglia per arrivare a sintetizzare questi terpeni: inusitata la dovizia e la complessità floreale di fiori blu, lavanda così nitida che sembra che qualcuno abbia appena “steso i panni” come si dice a Napoli. Qui si dispiega completamente la spezia orientale, che screzia un profilo altrimenti molto aereo, limpido. Bocca soda, densa, quasi untuosa, i tannini formano una tessitura unica, setosa, senza scalini indesiderati. Dal vigneto più antico al mondo, un sogno 18,5
Intermezzo
Harmand-Geoffroy Mazis-Chambertin 1988
Naso bruttino, su sentori ossidativi pungenti, tra ruggine e qualcosa di etereo. Bocca al contrario tonica, agrumata e soda, senza cedimenti neanche nel finale, un filo autunnale ma di persistenza ancora vitale
Quarta Batteria
Rossignol-Trapet Chambertin 2009
Profumo commovente: cola e chinotto, spezie dolci, primo vino in cui si sente, netta, una nota selvatica, misteriosa, da Borgogna serissima, direi classicheggiante. In bocca è sempre un vino di Rossignol Trapet quindi alla concentrazione e alla succosità della materia (scontata per questo cru) fa da contraltare una tensione perfetta, esaltata dalla parte aromatica tutta giocata su toni freschi/mentolati e una mineralità chiara, bellissima. Grande lunghezza per un vino davvero al laser 18,5
Trapet Chambertin 2009
Qui la definizione del frutto e dei sentori in genere fa un passo oltre il possibile, siamo al fotorealismo: ne bevi una goccia ed è come se ne avessi buttato giù un calice intero, condivide con il Clos de Beze gli acuti floreali che lo colorano quasi di azzurro (piccola citazione del Maestro) e vanno a braccetto con una balsamicità diversa, soffusa, amichevole, elegantissima. Sorso di concentrazione eccezionale ed eccezionale “volume”, sembra inesauribile, alla dolcezza del frutto fa da contraltare una presa sul palato granitica, che rivela tracce di un’austerità passata ma non del tutto dimenticata. Persistenza meravigliosa, lunghissima, con un pregevole gioco tra la brillantezza della mineralità e una sorta di ombrosità speziata. Capolavoro. 19
Ultima modifica di Nexus1990 il 25 mar 2026 02:14, modificato 5 volte in totale.
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Wineduck » 21 nov 2025 15:12

Fiore complimenti per la bellissima bevuta!
Ti sei fatto una tua idea su una delle dispute più antiche del mondo enologico: meglio Chambertin o Clos de Beze? Io ho mi sono fatto una mia idea avendo potuto (molti anni fa quando i prezzi erano ancora accessibili a noi umani) assaggiare più valte i due cru da produttori diversi ma ho trovato recentemente gente molto più esperta avere un parere opposto al mio.
Se valuto i voti che hai dato a queste bottiglie alla luce delle due diverse annate e i due diversi produttori, tutto sembrerebbe confermare la mia valutazione ma vorrei sentire il tuo parere basato anche su altre bevute.
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 21 nov 2025 17:13

Wineduck ha scritto:Fiore complimenti per la bellissima bevuta!
Ti sei fatto una tua idea su una delle dispute più antiche del mondo enologico: meglio Chambertin o Clos de Beze? Io ho mi sono fatto una mia idea avendo potuto (molti anni fa quando i prezzi erano ancora accessibili a noi umani) assaggiare più valte i due cru da produttori diversi ma ho trovato recentemente gente molto più esperta avere un parere opposto al mio.
Se valuto i voti che hai dato a queste bottiglie alla luce delle due diverse annate e i due diversi produttori, tutto sembrerebbe confermare la mia valutazione ma vorrei sentire il tuo parere basato anche su altre bevute.

Grazie Alessandro. Però sulla disputa Chambertin/Clos de Bèze non posso aiutarti, perché le mie bevute sono davvero troppo sporadiche per poter esprimere un’opinione compiuta. Purtroppo sono arrivato quando i prezzi erano già non più accessibili a noi umani
Qual è la tua idea invece?
P.S. Armando Castagno, che definirei abbastanza esperto, ritiene che si equivalgano, e che la scelta sia più soggettiva che oggettiva, lui semplificando parla di “vino a sangue freddo” nel caso dello Chambertin e “vino a sangue caldo” nel caso del Clos de Bèze
P.P.S Sarebbe bello (se per caso ci leggessero, ma ne dubito) se Aramis e/o Giama intervenissero in uno slancio di amore verso il loro vecchio forum :mrgreen:
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda vinogodi » 22 nov 2025 13:29

Nexus1990 ha scritto:
Wineduck ha scritto:Fiore complimenti per la bellissima bevuta!
Ti sei fatto una tua idea su una delle dispute più antiche del mondo enologico: meglio Chambertin o Clos de Beze? Io ho mi sono fatto una mia idea avendo potuto (molti anni fa quando i prezzi erano ancora accessibili a noi umani) assaggiare più valte i due cru da produttori diversi ma ho trovato recentemente gente molto più esperta avere un parere opposto al mio.
Se valuto i voti che hai dato a queste bottiglie alla luce delle due diverse annate e i due diversi produttori, tutto sembrerebbe confermare la mia valutazione ma vorrei sentire il tuo parere basato anche su altre bevute.

Grazie Alessandro. Però sulla disputa Chambertin/Clos de Bèze non posso aiutarti, perché le mie bevute sono davvero troppo sporadiche per poter esprimere un’opinione compiuta. Purtroppo sono arrivato quando i prezzi erano già non più accessibili a noi umani
Qual è la tua idea invece?
P.S. Armando Castagno, che definirei abbastanza esperto, ritiene che si equivalgano, e che la scelta sia più soggettiva che oggettiva, lui semplificando parla di “vino a sangue freddo” nel caso dello Chambertin e “vino a sangue caldo” nel caso del Clos de Bèze
P.P.S Sarebbe bello (se per caso ci leggessero, ma ne dubito) se Aramis e/o Giama intervenissero in uno slancio di amore verso il loro vecchio forum :mrgreen:
...io non sono esperto come l'amico Armando o l'amico Giama, né farò mai trattati enciclopedici sul tema, mi dispiace ( anche se sono cresciuto, dialetticamente e come formazione di base, con gli amici succitati : anzi, Giama lo ritengo mio antico maestro di vita borgognona, essendo, addirittura, più anziano di me). Su Doctor Wine , però è in corso un mio personale articolo in 41 puntate sulla Borgogna o, meglio, un album dei ricordi sulle bevute degli ultimi 30 anni di Borgogna,dove dopo 2 articoli di introduzione, siamo alla terza puntata di Chablis. Più che "articoli" , un diario di viaggio ( fra produttori, distributori, enoteche, amicizie varie, bicchierate) dove all'intercalare delle descrizioni dei vini bevuti, c'è sempre una modesta parentesi introduttiva che parla anche di queste curiosità che chiedi...è un "periodico" di ogni martedì che durerà fino a , immagino, primavera inoltrata ...
PS: i capitoli relativi a Gevrey Chambertin, fra i più copiosi, saranno un pò più avanti...
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda vinogodi » 22 nov 2025 13:35

Wineduck ha scritto:...Ti sei fatto una tua idea su una delle dispute più antiche del mondo enologico: meglio Chambertin o Clos de Beze?
...perdonami se ti dico il mio pensiero, mi verrebbe da dire : vuoi più bene a mamma o a papà? Io preferisco la maschia baldanza di Chambertin, so per certo in tanti preferiscano la più smussata ed elegante predisposizione di Clos de Beze ... oeh, quest'ultimo non è Les Amoureuses, di energia ne ha tanta lo stesso, però rimane più fine e meno arrogante, soprattutto in giovinezza, del fratellone muscolare... dove per muscolare propenderei per il discobolo di Mirone o un bronzo di Riace, non certo il mister Olympia di bodybuilding... 8)
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 22 nov 2025 14:07

vinogodi ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Wineduck ha scritto:Fiore complimenti per la bellissima bevuta!
Ti sei fatto una tua idea su una delle dispute più antiche del mondo enologico: meglio Chambertin o Clos de Beze? Io ho mi sono fatto una mia idea avendo potuto (molti anni fa quando i prezzi erano ancora accessibili a noi umani) assaggiare più valte i due cru da produttori diversi ma ho trovato recentemente gente molto più esperta avere un parere opposto al mio.
Se valuto i voti che hai dato a queste bottiglie alla luce delle due diverse annate e i due diversi produttori, tutto sembrerebbe confermare la mia valutazione ma vorrei sentire il tuo parere basato anche su altre bevute.

Grazie Alessandro. Però sulla disputa Chambertin/Clos de Bèze non posso aiutarti, perché le mie bevute sono davvero troppo sporadiche per poter esprimere un’opinione compiuta. Purtroppo sono arrivato quando i prezzi erano già non più accessibili a noi umani
Qual è la tua idea invece?
P.S. Armando Castagno, che definirei abbastanza esperto, ritiene che si equivalgano, e che la scelta sia più soggettiva che oggettiva, lui semplificando parla di “vino a sangue freddo” nel caso dello Chambertin e “vino a sangue caldo” nel caso del Clos de Bèze
P.P.S Sarebbe bello (se per caso ci leggessero, ma ne dubito) se Aramis e/o Giama intervenissero in uno slancio di amore verso il loro vecchio forum :mrgreen:
...io non sono esperto come l'amico Armando o l'amico Giama, né farò mai trattati enciclopedici sul tema, mi dispiace ( anche se sono cresciuto, dialetticamente e come formazione di base, con gli amici succitati : anzi, Giama lo ritengo mio antico maestro di vita borgognona, essendo, addirittura, più anziano di me). Su Doctor Wine , però è in corso un mio personale articolo in 41 puntate sulla Borgogna o, meglio, un album dei ricordi sulle bevute degli ultimi 30 anni di Borgogna,dove dopo 2 articoli di introduzione, siamo alla terza puntata di Chablis. Più che "articoli" , un diario di viaggio ( fra produttori, distributori, enoteche, amicizie varie, bicchierate) dove all'intercalare delle descrizioni dei vini bevuti, c'è sempre una modesta parentesi introduttiva che parla anche di queste curiosità che chiedi...è un "periodico" di ogni martedì che durerà fino a , immagino, primavera inoltrata ...
PS: i capitoli relativi a Gevrey Chambertin, fra i più copiosi, saranno un pò più avanti...

Ah che bello. Grazie per averlo segnalato, recupero subito le prime puntate
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 25 gen 2026 23:37

Venerdì sera, con la solita combriccola, presso l’ottimo ristorante ‘Sartù’ dell’amico Carlo, una bellissima orizzontale Borgogna Rossa 2005, annata ottima ma molto discussa, ci siamo fatti un’idea di massima…

La Côte de Beaune

Lafarge Volnay 1erCru ‘Clos des Chênes’ 2005
Naso eccezionale di fiori blu, aereo, limpido, trasognato. Fa da contraltare una bocca piuttosto severa, stretta, con tannini puntuti, di pregevole lunghezza. Da attendere ancora 10 anni? 17,75
DeMontille Pommard 1erCru ‘Pèzerolles’ 2005
Più chiaro nel colore del vicino Volnay, è predicato tutto sull’agrume insieme con qualcosa di affumicato che aggiunge tridimensionalità. Bocca energica, elettrica, dissetante e lunga. Vino concreto ma di grande raffinatezza 17,75
Bouchard Beaune 1erCru ‘Clos de la Mousse’ 2005
Più “semplice” al naso dei due vicini esibisce una nota conciata insieme con un che di salmastro. Bocca classica “à la Bouchard”, dalla trama soffice e con un pregevole tocco di cola nel finale ad allungare. 48€… 17,25

La Côte de Nuits

Jean Grivot Echezeaux 2005
Parte in sordina, molto sul frutto e con una nota erbacea un po’ insistente, col tempo si svela la speziatura che lo colloca a Vosne Romanée, cambia tanto nel bicchiere, alla fine sembra quasi un profumo tra le spezie e le suggestioni floreali. Bocca molto tonica, sembra avere molti anni in meno. In decisa ascesa. 18
Chateau de la Tour Clos Vougeot VV 2005
Vino di notevole classe, naso chiaroscurato tra fiori secchi, direi cimiteriali, e una nota salmastra/iodata/balsamica molto netta. Bocca monumentale nel senso letterale del termine, con una densità di trama tipica dei grandi vini da vecchie vigne di Borgogna. Anche questo non si svela del tutto… riprovare tra 5 anni? 10 anni…? 18,25
Drouhin-Laroze Bonnes-Mares 2005
Vino diverso dagli altri, con un naso leggermente selvatico, comunque fascinoso. In bocca è asciutto e rugginoso, ha densità e lunghezza ma gli manca un po’ della classe e della grazia dei vini vicini. 17,5
Clos des Lambrays 2005
Tutto giocato su note alte, anzi altissime, riprende il filo del fiore blu del Clos des Chênes, ci aggiunge una speziatura variegata, tra il pepe bianco e qualcosa di più dolce, tutto accompagnato da una mineralità chiara, esplosiva, quasi da bianco, che si conferma in una bocca compattissima ma enormemente sfaccettata, che esplode di sapidità. Finale trasognato sui predetti fiori e spezie, un nulla di agrume essiccato. Fenomenale 18,75
Rossignol-Trapet Chambertin 2005
Un’esperienza che ricorderò a lungo, questa di avere Clos des Lambrays e questo Chambertin accanto per diversi minuti… la dicotomia è simile a quella tra il Volnay e il Pommard: qui c’è una piacevolezza estrema, l’agrume è candito, le spezie dolci, il fiore una rosa appena colta, una nota di chinotto nel finale. Il liquido ha concentrazione esemplare, avvolge il palato come una carezza interminabile. Fenomenale anche questo. 18,75

Fuori Programma

Chandon de Brialles Corton Le Charlemagne 2005
Naso clamoroso di crema al limone ed erbe di vario genere, dal timo al rosmarino, una nota di mentolo. Bocca molto soda e coesa, centro bocca di grande peso, non c’è la forza d’urto dei grandi CortonCharlemagne ma la complessità e la profondità sono rare. 17,75

Una bella sorpresa aver trovato 9 vini in perfetta forma, direi scintillanti, che ci hanno permesso di farci un’idea abbastanza precisa dell’annata: generosa, sicuramente lenta a svelarsi, qualche vino sta iniziando ad uscire fuori, altri sono ancora un po’ indietro. Il vino di Lafarge probabilmente non sboccerà mai del tutto, ma se avete un Echezeaux di Grivot ma soprattutto un Clos Vougeot VV di Château de la Tour secondo me tra 5/6 anni ci si diverte parecchio.
slowshow10
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda slowshow10 » 26 gen 2026 12:47

Bellissime note, complimenti. E semmai dovessi passare da Lucca batti un colpo che organizziamo qualcosa con la mia combriccola lucense.
Nexus1990
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 01 feb 2026 16:29

Bevute a Napoli in tour… a Danzica! In occasione del compleanno dell’amico emigrato, serata orchestrata interamente da lui. Straordinaria panoramica sul Brunello di Montalcino “semi-vintage”: 4 coppie di grandi Brunello in 4 grandi annate a piena maturità

Conti-Costanti Brunello di Montalcino 2006
Giovanissimo e sensuale nelle sue note cosmetiche e floreali e finemente speziate, decisamente primarie. Al palato è tonico, freschissimo, di acidità viva e con un frutto molto puro. Finale dissetante e pulitissimo, dove fa solo capolino una nota balsamica che segnerà il futuro di questo vino. 17,75
Salvioni Brunello di Montalcino 2006
Naso profondissimo, terroso, le spezie sono dolci in stile panettone. La trama è meravigliosa, si srotola come un foulard, qualcuno direbbe “umami”, ha una dolcezza bellissima che segue il sorso e contrasta le note più autunnali e scure, che prevalgono nel lunghissimo finale fumé. Manca un po di tensione/acidità rispetto al vicino ma chissenefrega, un vino con un tessuto di questa qualità l’ho bevuto poche volte in vita mia 18,25

Poggio di Sotto Brunello di Montalcino 2004
Profumo di intensità fuori scala, tra una parte affumicata/selvatica, si potrebbe dire quasi “foxy”. In bocca una dolcezza splendida che ricorda un po’ il vino di Salvioni, stavolta equilibrata da una sferzata di acidità quasi violenta, preludio al finale che è un trionfo di agrume rosso e mineralità ematica. Vino eccezionale, ilcinesco fino al midollo ma di una completezza che trascende ogni denominazione. 18,5
Stella di Campalto Brunello di Montalcino 2004
Profumo di irradiante forza balsamico-mentolata, davvero intenso. In bocca ha un’energia indomabile, tantissimo volume grazie a un tannini spumosi che sembrano montati a neve e che donano una notevole persistenza tattile. Nel finale l’alcol riscalda piacevolmente aggiungendo una sfumatura calda alla freschezza generale. In definitiva un vino molto bello, molto personale, di grandissima forza ma forse un po’ irruento nel suo incedere. Era la prima annata per questo vino e se, come ho capito, nel tempo si è aggiustato un po’ il tiro mantenendo la qualità della materia oggi questo deve essere un vino fantastico. 17,75

Biondi-Santi Brunello di Montalcino 2001
Una parte silvestre di funghi, aghi di pino, terra fresca e una più chiara, tra la scorza di agrume e la mineralitá pietrosa. La bocca è Biondi-Santesca quant’altri mai, acida, dritta, tiratissima, senza alcun compromesso. Finale finemente minerale in cui torna la nota silvestre. Tutto abbastanza annunciato, sempre un grande vino. 18,25
La Cerbaiona Brunello di Montalcino 2001
Per distacco il vino più scuro della serata, la parte balsamica è tutta predicata su ginepro, chiodi di garofano, perfino anice stellato, poi liquirizia. Bocca dura, per arrivare in fondo bisogna letteralmente scalare la parete tannica che ti trovi di fronte, ma poi si ha la ricompensa in termini di una lunghezza smisurata. Non ha la raffinatezza dei migliori di serata ma la profondità di questo vino é abissale. 18

Conti-Costanti Brunello di Montalcino Riserva 1997
Anche in questa batteria si rinnova la dicotomia agrumato/balsamico, dove questa bottiglia rappresenta la seconda ipotesi, ma qui la spezia balsamica, pur in evidenza, è molto più elegante e raffinata, non ha niente di irruento o eccessivo. Bocca molto soda e succosa, con un tannino cesellato e acidità che rinfresca piacevolmente e rende il sorso irresistibile. Difficile avere questa golosità su un vino di tale complessitá. Soffre solo per via dell’Hydra che c’è di fianco. 18,25
Biondi-Santi Riserva 1997
Il naso è una sinfonia, l’agrume qui è candito, c’è una parte fumè leggera leggera, poi si apre su delle suggestioni di erbe aromatiche e officinali, tra rosmarino e una nota chinata, molto fascinose. Bocca di grande volume ma finezza incomparabile, l’acidità è almeno pari a quella della versione annata ma molto più fusa con le altre componenti, finale lunghissimo tutto in finezza. Fenomenale, come sempre 18,75

Fuori programma:
Robert Chevillon Nuits-Saint-Georges 1erCru ‘Les Cailles’ 2017
Qui su uno sfondo finemente speziato orientaleggiante, tra sandalo e curry, domina una nota minerale chiarissima, che ci ricorda la piastra calcarea su cui è piantata la vigna. Sorso fresco, dissetante, elegante e sostanzioso insieme: un’ode a Nuits Saint Georges. 17,75
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda emigrato » 02 feb 2026 22:57

Eccomi! finalmente dopo secoli riesco a scrivere sul forum :roll:

E' stato un gran piacere ospitarti per la festa del mio quarantesimo, direi che si e' bevuto bene 8) Fra cercare i vini (grazie in ordine sparso a AleRWD, Littlewood, Tricky e Paem) e farli arrivare in Polonia c'e' voluto un po' :mrgreen: ma erano tutti in perfette condizioni!

Ovviamente non posso che essere d'accordo con te sulle note, per quanto Salvioni mi sia piaciuto un pelo meno e Costanti Riserva un pelo di piu'.

Peccato poi per Madonna del Piano 2006 che era gia' ampiamente scollinato e l'unico rimpiazzo che avevo disponibile era Costanti 2006...

Ora non rimane che ripeterla :lol:
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 08 feb 2026 15:33

Bellissima bevuta ieri sera, piccolo focus su Borgogna Bianca 2013, pretesto per assaggiare, per una volta, un vino proveniente dalla più grande vigna da Bianco del mondo, con buona pace di chi la pensa altrimenti.
Si bevve:
Aperitivo
Taittinger Comtes de Champagne 2013
Comtes de champagne molto buono, tutto sulla freschezza e sulla mineralità, bocca “da maison” precisissima, cremosa e lunga. Magari non ha la complessità del fuoriclasse ma che bello champagne, verticale e dissetante. 17,5

I due Clos: La Côte de Nuits incontra l’Irpinia
Ponsot Morey-Saint-Denis 1erCru ‘Clos des Monts Luisants’ 2013
Decisamente avanti nella parte aromatica, insistita su una parte mielosa stucchevole. Peccato perché la bocca ha tensione e progressione, purtroppo anche qui penalizzata da queste note un po ossidative/dolci. Strano, non possiamo manco dare la colpa a come ha lavorato il tappo, dato che è in silicone… NG
Villa Diamante Fiano di Avellino ‘Clos d’Haut’ 2013
Profumo ‘naturale’ nel senso migliore del termine, libero, molto complesso tra idrocarburo ed erbe aromatiche, una nota tostata/ammandorlata/cerealicola. In bocca bella struttura, una punta di amaro tipica del fiano nel finale, bellissimo vino. 17,25

Le Tre Colline
Bouchard Père et Fils Corton-Charlemagne GrandCru 2013
Una forza minerale mostruosa, come al solito. Impatto, lunghezza, tensione, la piastra calcarea su cui è piantato il vigneto direttamente nel calice, unica concessione una scorza di agrume così amara che è quasi foglia. Sempre un’esperienza. 18
Vincent Dauvissat Chablis GrandCru ‘Les Clos’ 2013
Molto meno sparato, più evoluto già nel colore del Corton (che dimostrava 2 anni), ma un dettaglio aromatico a tratti commovente: floreale delicatissimo che parte dalla camomilla che vira quasi nei fiori blu, poi una parte pepata che si conferma in una bocca molto sinuosa ma che pizzica nel finale, veramente bello. Un vino di classe e proporzione più che di forza. 18
Bouchard Père et Fils Montrachet GrandCru 2013
La stessa forza minerale del CortonCharlemagne pari annata ma 10 volte la complessità aromatica. Una ricchezza infinita ma cesellata, senza alcuna traccia di opulenza: floreale di ogni genere, erbe aromatiche, mineralità sia rocciosa che pirica, miele al limone. Bocca ampia, ariosa, freschissima, dolce, di struttura salda e lunghissima, sale e acidità in quantità ma perfetti, mai sopra le righe, mai prevaricanti. Un liquido di imperscrutabile perfezione, un sogno. 18,75

Fuori Programma
Louis Jadot Beaune 1erCru ‘Bressandes’ 1999
Portato da me alla cieca per giocare un po’, nessuno ha azzardato un’annata precedente alla 2011: colore molto bello, rubino brillante, giovanissimo. Naso interessante, con delle erbe quasi medicamentose ‘à la NuitsSaintGeorges’, arancia distillata, un ricordo di sottobosco segno della veneranda età. Bocca asciutta, austera, un po’ sbilanciata sull’acidità, il frutto é ancora vivo e pimpante. Bella sorpresa. 17,25
Nexus1990
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 26 feb 2026 18:45

Martedì sera bella serata approfondimento sul Chianti Classico versione “Riserva” organizzata per alcuni amici:
Prima Batteria: L’eleganza
Volpaia Chianti Classico Riserva 2020
colore splendido, naso seducente floreale e finemente agrumato, frutto turgido e scintillante come scintillante è la bocca, nitida, pulita, fresca. Bellissima bottiglia. 16,75
MonteBernardi Chianti Classico Riserva Sa’etta 2020
più chiaroscurato al naso, con delle note affumicate un po’ inedite nella mia esperienza col produttore, qualcosa di terroso, la parte chiara è data dal frutto, una ciliegia molto soda, e da un indizio di mineralità. Bocca su un registro molto più diretto, con bella acidità e un cenno sanguigno, bella la dolcezza del frutto. 16,5

Seconda Batteria: La Potenza
Badia a Coltibuono Chianti Classico Riserva 2019
Un vino a tratti esaltante, con una parte floreale rocambolesca che parte dal fiore di arancio, passa per la viola macerata che diventa quasi incenso. In bocca bella struttura, trama fitta ma con tannini che sono velluto, voluminosi e carezzevoli. Grande versione. 17,25
Buondonno Chianti Classico Riserva 2019
Più rustico nel senso migliore del termine, senza fronzoli, terroso e minerale, schioccante nella bocca tesa e di grande energia, un po di calore sul finale. Un vino che riconoscerei tra mille. 16,5

Terza Batteria: I Miti
Castell’in Villa Chianti Classico Riserva 2013
Un compendio del Chianti classico, c’è veramente tutto: salmastro, floreale, minerale, fruttini rossi acerbi che pare di essere a Volnay, tra ribes rosso, lampone, melograno. Bocca ficcante, acida, con un tannino di dolcezza commovente e finale speziato che qui sconfina quasi nell’esotico. Grandissimo vino. 18
Castello di Monsanto Chianti Classico Riserva Il Poggio 2013
Questo è più terroso, quasi boschivo, ma il frutto è fresco, quasi in gelatina, in retrolfattiva arancia distillata. Bocca coesa, con andamento sinusoidale: parte stretto per poi aprirsi su un centro bocca saldo ma ampio e quasi arioso, prima di restringersi di nuovo nel lunghissimo finale. Bellissimo vino ma non raggiunge le vette di lirismo del Castell’in villa. 17,5

Dolce Finale
Bucciarelli Vin Santo Occhio di Pernice 2008
Infine il vino del compianto Massimo Bucciarelli, di complessità eccezionale tra fumè, albicocca disidrata, spezie scure e dolci e un agrume talmente fresco che sembra quasi limone. In bocca entra dolce (ci mancherebbe) ma poi pulisce con una sferzata acida impressionante. Buonissimo. 17,25
Nexus1990
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 07 mar 2026 13:37

Ieri sera bellissima degustazione a tema Côte-Rôtie.

Prima Batteria
Duclaux Côte-Rôtie “Maison Rouge” 2015
Luminoso, diretto, limpido. Agrume, floreale, qualche nota più scura sotto controllo. Bocca dritta, un po stretta, trama fine, bella profondità. 17,5
Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

Seconda Batteria
Clusel Roch Côte-Rôtie “Les Grands Places” 2012
Si esprime su note molto alte di fiori blu, di pino silvestre, di mentolo, aereo e di una purezza abbacinante. In bocca è compatto e ha energia da vendere, scorrevole, succoso, lungo. Eleganza e austerità insieme, magistrale. 18
Bernard Faurie Hermitage “Bessards-Mèal” 2013
Il naso è un tourbillon, cambia continuamente registro, c’è la parte scura, c’è la dolcezza, c’è qualcosa di vagamente selvaggio. Si sente il cambio di territorio. Bocca soda, avvolgente, di grande classe, bella scia sapida. 17,75
Clape Cornas 2012
Riduzione mostruosa: materia fenomenale in prospettiva, ma il vino in queste condizioni è quasi ingiudicabile. Forse avrei dovuto stapparlo al mattino, non saprei dire. NG

P.S. questa seconda è stata l’unica batteria alla cieca, Côte-Rôtie indovinato all’unanimità da tutto il tavolo, nota di merito ulteriore al magistrale vino di Clusel-Roch

Terza Batteria
Christophe Pichon Côte-Rôtie “La Comtesse en Côte Blonde” 2005
Grande precisione stilistica, tanto fascino tra note fruttate chiarissime, quasi da bianco, profumi intensi e seducenti. Bocca piena ma di grande finezza, cesellata. Non ha l’allungo del fuoriclasse ma che bella bottiglia. È stata una scommessa metterlo vicino ai due maestri che seguono, tutto sommato vinta. 17,75
Rostaing Côte-Rôtie “La Landonne” 2005
Parte giovanissimo, su sentori classici di oliva e una nota carnosa. In bocca ha nerbo e tensione, progressione, lunghezza. Col tempo si va un po’ a sedere, risulta meno mobile a livello aromatico ma la dinamica del sorso è fantastica. 18
Jamet Côte-Rôtie 2005
Un vino di forza, di energia, di dinamismo. Non sempre centrato ma cambia continuamente, tra i sentori più vari: oliva, cenere, timo, rosmarino, mentolo, scorza di limone, pepe bianco. In bocca, è indomito, serrato, un po’ austero per certi versi, sicuramente ancora giovane e da attendere 5/10 anni per la completa coesione tra le parti. Comunque uno di quei vini che colpisce per personalità e naturalezza del flusso, grande bottiglia 18,25

Quarta Batteria
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2002
Avevo fatto nascere un’accesa disputa su questa bottiglia, è solo il secondo La La La che bevo, primo LaTurque, quindi metto il mio tassello con tutta l’umiltà di questo mondo. Grandissima riuscita, qui la mano del produttore è riuscita a domare l’annata difficile e a produrre un vino di grande dettaglio, ampio, dalle traiettorie aromatiche armoniose, di bellissimo respiro anche nel sorso, setoso, lungo, sapido. Non è la migliore annata ma se non hai mai bevuto le altre resta un’esperienza memorabile 18,25
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2001
Poi arriva un’annata superiore ed effettivamente la differenza è netta, qui Guigal esagera e manda i bambini a dormire: vino fenomenale, di forza inusitata e pari leggerezza, intensissimo, un’integrità perfetta del frutto dopo 25 anni come mi è capitato solo in pochi grandissimi vini, sembra quasi che il vino sia ancora primario. Bocca succosissima, presa salda sul palato, poi a metà lingua esplode in un’acidità poderosa. Sembra avere ancora dei netti margini di miglioramento in termini di compiutezza. Vino assoluto, di sublime fattura 18,75

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

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