vinogodi ha scritto:...leggo con molto interesse quanto scrivi , purtroppo io oggi ho un sacco di cose da fare e mi trovo nella bassa mantovana/reggiana, per cui sarò più breve perchè il massimo che posso visitare sono le cantine Albinea Canali o Milioli , condividendo molte cose che hai scritto ma alcune meno , pur accettando diversa visione delle cose , dato anche da esperienze personali . E dopo aver bevuto tutto, ma proprio tutto ( per culo ...a volte basta nascere nel posto giusto o , perlomeno, in una famiglia con la giusta cultura enoica) , nella mia giovane vita, posso affermare senza smentita che il vino che si beve non è mai proporzionale al soldo che spendi, soprattutto di fascia alta e , soprattutto , relativamente al fatto che stiamo parlando di un bene quasi immateriale , senza valore concreto ma solo sensoriale, quindi non si parla di auto, orologi, gioielli o immobili . Tra l'altro con il rischio spaventoso della conservazione o delle variabili accessorie che comportano la bevuta ideale di una bottiglia. Non dico che hai scritto banalità , ma sono riflessioni "ad alta voce" abbastanza scontate : per mestiere, famiglia, conoscenza diretta e passione conosco qual'è il costo all'origine (ammortamenti compresi) di una bottiglia di Musigny di Roumier o Madame Leroy ,di Romanée Conti o Montrachet di Domaine Leflaive così come conosco i CIV di Pagani , Bugatti oppure di un Frank Muller Aeternitas o di un Pateck Philippe a millanta complicazioni e ti assicuro che la patologia che porta a comprare i vini citati è molto più grave di quelli che spendono , tanto, per un bene fisico e durevole citati di seguito...Luca castoldi ha scritto:...Come avrete intuito oggi non avevo una cazza da fare e sono spanciato a casa a Beaune fino a fine mese e domani approfitto del bel sole e faccio un salto in Chablis a bere Picq che non conosco per nulla e mi dà curiosità
Buona domenica...
PS: purtroppo bere vino da appassionati non significa pendere dalle labbra della critica e si può bere benissimo spendendo il giusto con il corretto approfondimento, passione e ... confronto con altri appassionati , perchè solo leggere libri/guide/trattati o critica tutta non si ha la naturale introspezione alla conoscenza del gusto personale , e non solo per avvedutezza di spesa o nobiltà di censo...
ferrari federico ha scritto:Ma poi: diciamo la verità! I prezzi dei vini, top e non top, sono andati del tutto fuori controllo.
Negli anni ‘90, quando mi occupavo di vino molto da vicino, avevo molti meno soldi di oggi ma bevevo molto meglio…
Una cassa di DRC da 12 bottiglie (1 RC, 1 Montrachet, 2 di tutte le altre etichette) costava da Peck da 7 milioni di vecchie lire fino al massimo a 10/11 a seconda delle annate, il corrispettivo di 5/6mila euro oggi… un premier cru di Leroy costava 150/200 mila lire (100 euro di oggi circa..,).
Quanto costano oggi queste etichette?
Va bene l’inflazione ma questo aumento dissennato di mercato è a parer mio folle.
Luca castoldi ha scritto:Non sarei così drastico sui vini di Ladoix, specie in quella lingua di terra che confina con Corgoloin. Sono semplici village ma tutt'altro che vini da merenda. Si avvicinano a dei Nuits.
Ma non farei banalizzazioni eccessive. Ecco.
l'oste ha scritto:Luca castoldi ha scritto:Non sarei così drastico sui vini di Ladoix, specie in quella lingua di terra che confina con Corgoloin. Sono semplici village ma tutt'altro che vini da merenda. Si avvicinano a dei Nuits.
Ma non farei banalizzazioni eccessive. Ecco.
Dire che i Ladoix sono buoni pinot noir non mi pare un giudizio drastico, anzi direi positivo.
Abbinarlo ad una merenda in campagna per me è sempre un buon consiglio, come farei in Italia con toscani o piemontesi di aree "minori".
I grandi numeri che la stragrande maggioranza di produttori a Ladoix imbottigliano, diluisce il prodotto, offrendo un'idea di pinot noir più leggero anche nel colore, spesso con notevole acidità e un po' di "verde " ma anche con profumi delicati, floreali ed eleganti.
Ci sono sicuramente produttori che anche a Ladoix cercano più la qualità della quantità (Chicotot), a prescindere dal blasone e dal talento di quei suoli.
Sono comuqnue solo un appassionato che gira in Borgogna da una trentina d'anni, è ovvio che tu da commerciante possa avere sicuramente più il polso della produzione attuale.
Sarebbe utile ed interessante avere dei nomi, sempre che non siano le solite due rondini.
Luca castoldi ha scritto:l'oste ha scritto:Luca castoldi ha scritto:Non sarei così drastico sui vini di Ladoix, specie in quella lingua di terra che confina con Corgoloin. Sono semplici village ma tutt'altro che vini da merenda. Si avvicinano a dei Nuits.
Ma non farei banalizzazioni eccessive. Ecco.
Dire che i Ladoix sono buoni pinot noir non mi pare un giudizio drastico, anzi direi positivo.
Abbinarlo ad una merenda in campagna per me è sempre un buon consiglio, come farei in Italia con toscani o piemontesi di aree "minori".
I grandi numeri che la stragrande maggioranza di produttori a Ladoix imbottigliano, diluisce il prodotto, offrendo un'idea di pinot noir più leggero anche nel colore, spesso con notevole acidità e un po' di "verde " ma anche con profumi delicati, floreali ed eleganti.
Ci sono sicuramente produttori che anche a Ladoix cercano più la qualità della quantità (Chicotot), a prescindere dal blasone e dal talento di quei suoli.
Sono comuqnue solo un appassionato che gira in Borgogna da una trentina d'anni, è ovvio che tu da commerciante possa avere sicuramente più il polso della produzione attuale.
Sarebbe utile ed interessante avere dei nomi, sempre che non siano le solite due rondini.
Ora , commerciante è un parolone. Nemmeno è il mio mestiere. Passo del tempo fra Francia e Spagna e più che altro vago.
Beh ma se dici a un produttore di Ladoix che fa pinot neri buoni solo per una merenda tra amici, secondo me non la prende benissimo.
Io poi con ladoix non lavori affatto ma essendo vicino a casa e sulla strada, mi sono fermato da Pierre Ravaut.
Sono 2 i Ravaut. L'altro Vincent è più famoso e più esposto.
Ma i ladoix village e 1er cru di Pierre sono vini buoni,di bella energia e tensione. A me sono piaciuti
E il 1er cru le bois roussot sta intorno ai 22 euro prezzo pro l ho trovato molto interessante. Tutti vini precisi, didattici ma con un bel finale salino corroborante.
I vini non mi sono parsi banali
Non conosco i bianchi e ci ripasso ad assaggiare.
vinogodi ha scritto:...leggo con molto interesse quanto scrivi , purtroppo io oggi ho un sacco di cose da fare e mi trovo nella bassa mantovana/reggiana, per cui sarò più breve perchè il massimo che posso visitare sono le cantine Albinea Canali o Milioli , condividendo molte cose che hai scritto ma alcune meno , pur accettando diversa visione delle cose , dato anche da esperienze personali . E dopo aver bevuto tutto, ma proprio tutto ( per culo ...a volte basta nascere nel posto giusto o , perlomeno, in una famiglia con la giusta cultura enoica) , nella mia giovane vita, posso affermare senza smentita che il vino che si beve non è mai proporzionale al soldo che spendi, soprattutto di fascia alta e , soprattutto , relativamente al fatto che stiamo parlando di un bene quasi immateriale , senza valore concreto ma solo sensoriale, quindi non si parla di auto, orologi, gioielli o immobili . Tra l'altro con il rischio spaventoso della conservazione o delle variabili accessorie che comportano la bevuta ideale di una bottiglia. Non dico che hai scritto banalità , ma sono riflessioni "ad alta voce" abbastanza scontate : per mestiere, famiglia, conoscenza diretta e passione conosco qual'è il costo all'origine (ammortamenti compresi) di una bottiglia di Musigny di Roumier o Madame Leroy ,di Romanée Conti o Montrachet di Domaine Leflaive così come conosco i CIV di Pagani , Bugatti oppure di un Frank Muller Aeternitas o di un Pateck Philippe a millanta complicazioni e ti assicuro che la patologia che porta a comprare i vini citati è molto più grave di quelli che spendono , tanto, per un bene fisico e durevole citati di seguito...Luca castoldi ha scritto:...Come avrete intuito oggi non avevo una cazza da fare e sono spanciato a casa a Beaune fino a fine mese e domani approfitto del bel sole e faccio un salto in Chablis a bere Picq che non conosco per nulla e mi dà curiosità
Buona domenica...
PS: purtroppo bere vino da appassionati non significa pendere dalle labbra della critica e si può bere benissimo spendendo il giusto con il corretto approfondimento, passione e ... confronto con altri appassionati , perchè solo leggere libri/guide/trattati o critica tutta non si ha la naturale introspezione alla conoscenza del gusto personale , e non solo per avvedutezza di spesa o nobiltà di censo...
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