teo777full ha scritto:Sinceramente…
Ho sempre comprato quello che mi piace e continueró a farlo indipendentemente da quanto diranno Parker, Galloni o gli scienziati di report.
Certo, speravo non servisse una trasmissione in chiaro per far sapere a tutti che “questi vini” facciano cagare![]()
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Wineduck ha scritto:Report non è più una trasmissione attendibile, perlomeno da quando se n'è andata la Gabanelli.
Questo servizio è il nulla assoluto, vuoto pneumatico sotto forma di un collage di video. Non c'è una goccia di attività illegale nel comportamento delle aziende. Il clamore nasce dal fatto che nessuno in Italia accetta il fatto che le aziende siano lì per generare profitti e non per pettinare le bambole. Che differenza c'è fra una borsa di una grande firma della moda venduta a 12.000 euro e una bottiglia di un vino IGT venduta a 60€? Nessuna!
Il prezzo di un prodotto NON deve essere proporzionale al suo costo di produzione (questa è una visione tipicamente "cinese", roba da gente che sfrutta il lavoro, non rispetta nessuna norma e spesso usa anche materiali tossici o altre porcherie) ma deve essere correlato SOLO al VALORE che il cliente attribuisce a quel prodotto. Se pur di bere un vino "griffato" Tenuta San Guido, certi consumatori siano disposti a pagare 60 euro a fronte di un costo di produzione di 2,5....ma saranno caxxi loro e dell'azienda che lo vende!!!![]()
Dov'è lo scandalo?!?!
A me l'unica cosa scandalosa sembra l'insostenibile e intollerabile capacità di certi italiani di autodistruggere tutti i settori in cui siamo più competitivi nel mondo! Un popolo di Tafazzi all'ennessima potenza! Meritiamo veramente l'estinzione!
supersonic76 ha scritto:P.S Qualcuno al mondo crede alla dichiarazione “ufficiale”della Tenuta secondo cui i vini da taglio vadano SOLO nel Guidalberto e nelle Difese……![]()
zampaflex ha scritto:supersonic76 ha scritto:P.S Qualcuno al mondo crede alla dichiarazione “ufficiale”della Tenuta secondo cui i vini da taglio vadano SOLO nel Guidalberto e nelle Difese……![]()
Se dici così però dai pienamente ragione alla trasmissione che invece consideri malissimo.
... giusto, chiamiamo i R.I.S. di Parma ...mastrantonio ha scritto:...Comunque sarebbe da fare delle analisi del DNa a campione sulle bottiglie...
vinogodi ha scritto:...PS: ma avete mai bevuto Le Volte e Le Difese? Io si ...
vinogodi ha scritto:... giusto, chiamiamo i R.I.S. di Parma ...mastrantonio ha scritto:...Comunque sarebbe da fare delle analisi del DNa a campione sulle bottiglie...
Wineduck ha scritto:Report non è più una trasmissione attendibile, perlomeno da quando se n'è andata la Gabanelli.
Questo servizio è il nulla assoluto, vuoto pneumatico sotto forma di un collage di video. Non c'è una goccia di attività illegale nel comportamento delle aziende. Il clamore nasce dal fatto che nessuno in Italia accetta il fatto che le aziende siano lì per generare profitti e non per pettinare le bambole. Che differenza c'è fra una borsa di una grande firma della moda venduta a 12.000 euro e una bottiglia di un vino IGT venduta a 60€? Nessuna!
Il prezzo di un prodotto NON deve essere proporzionale al suo costo di produzione (questa è una visione tipicamente "cinese", roba da gente che sfrutta il lavoro, non rispetta nessuna norma e spesso usa anche materiali tossici o altre porcherie) ma deve essere correlato SOLO al VALORE che il cliente attribuisce a quel prodotto. Se pur di bere un vino "griffato" Tenuta San Guido, certi consumatori siano disposti a pagare 60 euro a fronte di un costo di produzione di 2,5....ma saranno caxxi loro e dell'azienda che lo vende!!!![]()
Dov'è lo scandalo?!?!
A me l'unica cosa scandalosa sembra l'insostenibile e intollerabile capacità di certi italiani di autodistruggere tutti i settori in cui siamo più competitivi nel mondo! Un popolo di Tafazzi all'ennessima potenza! Meritiamo veramente l'estinzione!
...guarda che scherzavo ...mastrantonio ha scritto:vinogodi ha scritto:... giusto, chiamiamo i R.I.S. di Parma ...mastrantonio ha scritto:...Comunque sarebbe da fare delle analisi del DNa a campione sulle bottiglie...
https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2021/11/10/vino-il-test-del-dna-per-risalire-ai-vitigni/73078
vinogodi ha scritto:...guarda che scherzavo ...mastrantonio ha scritto:vinogodi ha scritto:... giusto, chiamiamo i R.I.S. di Parma ...mastrantonio ha scritto:...Comunque sarebbe da fare delle analisi del DNa a campione sulle bottiglie...
https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2021/11/10/vino-il-test-del-dna-per-risalire-ai-vitigni/73078
...più semplicemente , ci si ammanta di regole "stringenti" , in realtà si approfitta di falle grandi come voragini dei controlli per fare ciò che si vuole . Prima si lavora di Marketing ( territorialità, univocità , eccellenza qualitativa , expertise artigianale ) poi ci si adatta all'esigenza commerciale di un popolo bue/ignorante/incolto adattando qualità/quantità a richiesta di mercato non aderente ai presupposti . Il vino ne è un caso clamoroso ( mio padre, che era direttre della più grande cantina pugliese degli anni '50 , quella dei Marchesi Granafei poi smantellata con la riforma fondiaria) mandava l'80% del vino a tagliare gli asfittici vinelli di Toscana , Veneto, Piemonte e Bordeaux . Ma ancor più clamoroso è nell'alimentare , dove le frodi sono ormai all'ordine del giorno ( olive Taggiasche e Pistacchi di Bronte su tutti) , ma anche Olio Extra Vergine , Tartufi, Funghi in generale , prodotti ittici ecc , ecc , ecc ,ecc , ecc , ecc ,ecc , ecc , ecc ,ecc , ecc , ecc ... perchè popolo bue? Semplice: il popolo bue non ha discriminante sensoriale e si "beve di tutto" , sia in campo enologico che alimentare : e il Marketing lo sa bene e ne fa un portabandiera di successo . Tornando a noi , che Le Volte e Le Difese siano vini che fanno cag...ahem , non all'altezza del prezzo , basta berli con discrezionalità e senso critico ( per chi ce l'ha) e si capisce palesemente , oltre al fastidio dei lacci commerciali che ti obbligano a sottostare nell'acquisto . Così come tutto ciò che ho citato anche nell'alimentare. Ma il popolo bue beve etichette o denominazioni , tra l'altro volendole pagare prezzi a volte insostenibili relativamente ad una qualità perlomeno dichiarata o fattuale in termini di conto economico ... siamo il popolo dei Wanna Marchi, venditori di pentole e maghi Otelma ...ferrari federico ha scritto:Sulla scheda dal disciplinare dei vini igt Toscana c’è scritto che il taglio correttivo, nella misura massima del 15%, è consentito con “prodotti di altra provenienza”, quindi - per come capisco - uve, mosti concentrati, vini ecc.
Il problema, in questo caso vini con percentuali di prodotto non autoctono ma potrei dire anche uso “allegro” dei concentratori e degli artifici di cantina, deriva - secondo me - dalla impostazione generale del mercato del vino italiano, che vede il vino come un “prodotto” di tipo industriale anche quando si parla di punte di eccellenza: la variabilità delle annate non è “ammessa”, non è ammesso che sia sottolineata da una oscillazione (naturale) del grado alcolico perché questo, forse si teme, potrebbe avere delle ricadute sul prezzo al consumatore. In altri paesi è considerato naturale che non tutte le annate siano uguali, e di conseguenza i prezzi en primeur variano.
Qui no. È - secondo me - una questione di cultura del consumatore che influenza gli agiti delle aziende, anche di quelle più blasonate…
zampaflex ha scritto:Il buco regolamentare è presente nelle IGT, protocolli fantasma, che consentono lontano dalla luce dei riflettori di creare di tutto, da prodotti seri ma non aderenti al modello territoriale autoimposto dalle associazioni dei produttori che legiferano su DOC e DOCG, a porcate create esclusivamente per sfruttare l'ignoranza del consumatore che compie una analogia qualitativa di ricaduta dal Sassicaia al Le Difese o da Ornellaia al Le Volte ma senza i mezzi per percepirne il reale contenuto.
Ma la cosa peggiore, però, è il traino obbligatorio che queste aziende impongono alla filiera per potere acquistare i vini di punta, roba da portare in tribunale.
Una bieca operazione commerciale lontana spesso dal principio dei second vins bordolesi, realizzati con le vigne giovani di tutto il parco aziendale, o con quelle meno performanti. E che comunque già io, dotato di conoscenze specifiche, non comprerei nemmeno sotto minaccia: figuriamoci le porcate locali...
Wineduck ha scritto:
Il prezzo di un prodotto NON deve essere proporzionale al suo costo di produzione (questa è una visione tipicamente "cinese", roba da gente che sfrutta il lavoro, non rispetta nessuna norma e spesso usa anche materiali tossici o altre porcherie) ma deve essere correlato SOLO al VALORE che il cliente attribuisce a quel prodotto. Se pur di bere un vino "griffato" Tenuta San Guido, certi consumatori siano disposti a pagare 60 euro a fronte di un costo di produzione di 2,5....ma saranno caxxi loro e dell'azienda che lo vende!!!![]()
Dov'è lo scandalo?
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