Ultimi botti agostani, ospite a casa mia un caro amico del forum, mangiato e bevuto piuttosto bene.
Sabato sera menù di pesce: tartare di gambero rosso, sauté di vongole, mezzi paccheri con gli scampi, spaghettini con zucchine, vongole e limone.
Philipponat Clos des Goisses 2012Al naso sentori classici di frutta di pane, poi esce un frutto di precisa definizione, in forma di agrume ma soprattutto di piccoli frutti rossi (lampone). La bocca oggi è dominata dall’energia più che dalla complessità, acidità sostenuta, ma il tratto saliente del vino sta nella tessitura, con la bolla finissima ma serrata, cremosa già da ora (ma ne guadagnerà ancora). Bellissimo champagne, tra 4/5 anni sarà grandissimo. 17,5/20
Marc Colin Chassagne Montrachet ‘En Caillerets’ 2010Colore incredibile, paglierino chiaro chiaro, sembra un vino di 2 anni. Servito alla cieca e riconosciuto in 5 secondi dall’ amico di cui sopra come Chassagne o Meursault premier cru: all’inizio il naso farebbe pensare un po’ a Meursault, per i sentori di burro/nocciola e una ricchezza (quasi opulenza) generale, ma con il tempo il vino vira decisamente su una mineralità pirica che si fa sempre più dominante che convince finalmente il mio ospite che é Chassagne. Sorso potente, pieno (giusto un attimo meno di quanto il naso potesse inizialmente lasciar presagire), il frutto è purissimo, nessuna mollezza, sapidità e allungo notevoli nel finale, ancora dominato dalla mineralità qui anche un po’ rocciosa oltre che fumé. 17,75/20
Georges Vernay Condrieu ‘Coteau de Vernon’ 2010Devo dire che questa è stata una piccola delusione. Avevo assaggiato lo Chaillées de l’Enfer stessa annata, già strepitoso, e mi attendevo un salto di qualità, invece c’é stato un passo indietro che non mi aspettavo. Ciò detto, il vino ha complessità considerevole tra floreale, agrume candito, erbe aromatiche, frutta tropicale. La bocca é pure opulenta, calda, avvolgente, c’é un po’ di freschezza sotto forma di salvia e qualcosa di balsamico, ma manca un po’ di acidità/sapidità per l’allungo decisivo. Finale comunque discretamente lungo, sporcato giusto da una notarella amara un po’ stonata. 17,25/20
Domenica a pranzo invece mozzarella di bufala con “puparulilli do ciummo”, Ragù Napoletano spettacolare (modestia a parte

) e parmigiana di melanzane, si bevve:
J.L.Trapet Chapelle-Chambertin 2008Cosa dire: Trapet firma un vino di finezza, di tensione, di suprema eleganza. Apertissimo sin da subito, suadente nelle note di cipria e spezie orientali, c’è un ricordo un po’ più scuro (terroso e/o di spezia scura), una traccia della relativa austerità che il vino doveva avere 10 anni fa. La bocca si dispiega in una trama perfetta, setosa, il cui flusso è trascinato da una purezza di frutto cristallina. 18,5/20
Anne Gros Clos Vougeot ‘Le Grand Maupertuis’ 2010Con questo vino posso continuare la mia crociata contro gli sprovveduti che dicono che il vino di Borgogna bisogna berlo giovane
Riconosciuto come “Grand Cru di Vosne” dall’amico (la parcella di Anne a Gros confina con il Grands Echezeaux, quindi non ci è andato lontanissimo

), questo é vino di maggiore peso, chiuso al naso (ancora qualche traccia dell’importante elevage), di colore rubino brillante, sembra ben più giovane dei suoi 14 anni. Bocca con tannini fittissimi, c’è il velluto ma ci sono anche delle impunture, c’è una dolcezza irresistibile che hanno solo i grandi vini della Côte de Nuits, cola e china, un calore che forse definire più “tepore” per come ti accarezza e ti avvolge. Gran vino, che tra 5/10 anni sarà grandissimo. 18/20
Clos Rougeard Saumur-Champigny ‘Les Poyeux’ 2003Il mio terzo incontro con questi meravigliosi vini dei fratelli Foucault, il cui livello é sempre strepitoso. Vino che sembra una summa delle caratteristiche dei due vini precedenti, dal naso concessivo e goloso, finemente speziato, cesellato, complesso, cui fa da contraltare una bocca sanguigna, compatta, di eleganza concreta e un po’ austera, molto lungo. Un plauso all’integrità stupenda del vino, che sembra avere ancora lunghi anni davanti a sé. 18,5/20
Lopez de Heredia Vina Tondonia Gran Reserva 2001Prima volta con la Gran Reserva, dopo aver bevuto e apprezzato incondizionatamente diverse annate del Tondonia Reserva. Ebbene, un vino quasi ingiudicabile per giovinezza, alla cieca qualcuno ha azzardato 2017/2018… Sicuramente ancora marcato dall’affinamento, o forse da un tappo non perfettamente performante, si sentono delle tostature davvero spinte. Comunque la materia c’è eccome, perché in bocca c’é peso ma anche energia, acidità e succosità, la trama presenta dei discreti “scalini” ma è anche avvolgente, purtroppo la parte aromatica é davvero compressa oggi, richiusa sulle spezie scure e difficilmente leggibile. 17/20 ma è davvero difficile dare un voto oggi, attenderò almeno 10 anni per la prossima, la fiducia non mi manca

P.S. L’amico è secco secco ma mangia quanto me…