COSA BEVIAMO AD APRILE?

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bobbisolo
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda bobbisolo » 12 apr 2019 20:46

fabrizio leone ha scritto:Rene et Vincent Dauvissat-Camus Vaillons, Chablis Premier Cru, : non in piena forma. si sente il legno . non equilibrato. un naso in pieno stile Borgogna. ma in bocca non convince. peccato :D :D


Anno? Grazie :wink:
maxer
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda maxer » 12 apr 2019 21:06

Alberto ha scritto:Langhe Nebbiolo, Francesco Sobrero, 2015 (14%)
Frutto di piante giovani in Castiglione Falletto, media macerazione ed un anno di botte grande.
Colore...da nebbiolo! Non troppo brillante, ma sono dettagli solo estetici. Al naso, appena stappato ieri a pranzo con degli gnocchi al rraù, subito una gran viola vecchio stile che ha fatto ben sperare...ma poi si è chiuso quasi subito a riccio, su note ferrose e quasi tartarose, da botte non pulita, a coprire il frutto (rosso) che solo a sprazzi dava segni di vita. In bocca il tannino è estratto con giudizio, ma latitava ancora una volta il frutto, col risultato di una certa rigidezza complessiva.
Altra musica stasera a cena, un giorno e mezzo di aria dopo: più rotondità, più definizione, più piacevolezza...e lo si può sicuramente definire un mini-Barolo nell'architettura complessiva. Notevole sapidità in chiusura.
Abbinato ad un'anguillina in umido (in casseruola un soffritto di scalogno e prezzemolo*, rosolatura del bisato a tranci, sfumatura con l'aceto e per finire pomodoro...e via di fuoco lento per almeno 40-45 minuti)...giusto per ricercare nuovi orizzonti negli abbinamenti, e ragazzi miei con le sue durezze in evidenza il vino è stato assieme al piatto direi sorprendentemente bene! A Codigoro ci avrebbero abbinato una fortana, del resto.

*La metto giù soft: chi dice "prezzemolo solo a fine cottura, e per carità non fatelo cuocere che si denatura", sarà scienziato ma di cucina italica della tradizione non ha capito un cazzo... :roll:

..... "ricercare nuovi orizzonti negli abbinamenti " DEVE essere una coraggiosa missione primaria :!:

Provare e riprovare, sempre
Non adagiarsi mai sulle scontate certezze, spesso banali

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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda maxer » 12 apr 2019 21:09

Alberto ha scritto:Langhe Nebbiolo, Francesco Sobrero, 2015 (14%)
Frutto di piante giovani in Castiglione Falletto, media macerazione ed un anno di botte grande.
Colore...da nebbiolo! Non troppo brillante, ma sono dettagli solo estetici. Al naso, appena stappato ieri a pranzo con degli gnocchi al rraù, subito una gran viola vecchio stile che ha fatto ben sperare...ma poi si è chiuso quasi subito a riccio, su note ferrose e quasi tartarose, da botte non pulita, a coprire il frutto (rosso) che solo a sprazzi dava segni di vita. In bocca il tannino è estratto con giudizio, ma latitava ancora una volta il frutto, col risultato di una certa rigidezza complessiva.
Altra musica stasera a cena, un giorno e mezzo di aria dopo: più rotondità, più definizione, più piacevolezza...e lo si può sicuramente definire un mini-Barolo nell'architettura complessiva. Notevole sapidità in chiusura.
Abbinato ad un'anguillina in umido (in casseruola un soffritto di scalogno e prezzemolo*, rosolatura del bisato a tranci, sfumatura con l'aceto e per finire pomodoro...e via di fuoco lento per almeno 40-45 minuti)...giusto per ricercare nuovi orizzonti negli abbinamenti, e ragazzi miei con le sue durezze in evidenza il vino è stato assieme al piatto direi sorprendentemente bene! A Codigoro ci avrebbero abbinato una fortana, del resto.

*La metto giù soft: chi dice "prezzemolo solo a fine cottura, e per carità non fatelo cuocere che si denatura", sarà scienziato ma di cucina italica della tradizione non ha capito un cazzo... :roll:

..... "ricercare nuovi orizzonti negli abbinamenti " DEVE essere una coraggiosa missione primaria :!:

Provare e riprovare, sempre, anche rischiando l' errore
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda fabrizio leone » 12 apr 2019 21:10

bobbisolo ha scritto:
fabrizio leone ha scritto:Rene et Vincent Dauvissat-Camus Vaillons, Chablis Premier Cru, : non in piena forma. si sente il legno . non equilibrato. un naso in pieno stile Borgogna. ma in bocca non convince. peccato :D :D


Anno? Grazie :wink:

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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda Messner » 12 apr 2019 22:53

Alberto ha scritto:Langhe Nebbiolo, Francesco Sobrero, 2015 (14%)
Frutto di piante giovani in Castiglione Falletto, media macerazione ed un anno di botte grande.
Colore...da nebbiolo! Non troppo brillante, ma sono dettagli solo estetici. Al naso, appena stappato ieri a pranzo con degli gnocchi al rraù, subito una gran viola vecchio stile che ha fatto ben sperare...ma poi si è chiuso quasi subito a riccio, su note ferrose e quasi tartarose, da botte non pulita, a coprire il frutto (rosso) che solo a sprazzi dava segni di vita. In bocca il tannino è estratto con giudizio, ma latitava ancora una volta il frutto, col risultato di una certa rigidezza complessiva.
Altra musica stasera a cena, un giorno e mezzo di aria dopo: più rotondità, più definizione, più piacevolezza...e lo si può sicuramente definire un mini-Barolo nell'architettura complessiva. Notevole sapidità in chiusura.
Abbinato ad un'anguillina in umido (in casseruola un soffritto di scalogno e prezzemolo*, rosolatura del bisato a tranci, sfumatura con l'aceto e per finire pomodoro...e via di fuoco lento per almeno 40-45 minuti)...giusto per ricercare nuovi orizzonti negli abbinamenti, e ragazzi miei con le sue durezze in evidenza il vino è stato assieme al piatto direi sorprendentemente bene! A Codigoro ci avrebbero abbinato una fortana, del resto.

*La metto giù soft: chi dice "prezzemolo solo a fine cottura, e per carità non fatelo cuocere che si denatura", sarà scienziato ma di cucina italica della tradizione non ha capito un cazzo... :roll:


Non è una questione di ossidarsi o meno: il prezzemolo cotto è amaro e su certi cibi delicati può guastare, soprattutto se si esagera. Non è il caso della preparazione di cui parli tu, quindi in quel caso il prezzemolo cotto gli può dare qualcosa in più
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda stemolino » 13 apr 2019 14:50

Qualche giorno fa al Tornavento verticalina di Acclivi di Burlotto da magnum:

2009: il più problematico della batteria, Fabio propendeva per una bottiglia poco performante
2011: buono e giovanissimo, tutto sul frutto, tannino vigoroso, attendere
2012: spettacolare, in fase di grazia, tannino già godibile perchè minuto e avvolgente, fresco e goloso.
2015: come già segnalato da altri un acclivi "anomalo" per la sua pronta beva, forse non durerà come al solito ma è già un bel bere oggi

Vi segnalo poi la nuova acquisizione nel cru Castelletto di Monforte, 1ha circa (in parte da ripiantare) da cui uscirà un nuovo barolo in futuro così da differenziare i 3 comuni di provenienza Verduno (Monvigliero), Barolo (Cannubi) e appunto Monforte Castelletto.

Per me Fabio si riconferma persona squisita e uno dei migliori manici in Langa, non solo sul Barolo. :wink:
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda maxer » 13 apr 2019 19:18

..... kuotone ..... :wink:
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda Ziliovino » 13 apr 2019 21:32

Sudtirol Kaltereersee Auslese 2017 - Niedrist Ignaz. Parecchio diafano ma molto bello e luminoso il colore, in sintesi vino delizioso e spensierato, floreale e fruttini rossi, sorso lieve ma di ottimo equilibrio, sapido, decisamente un best-buy!

Vallée d'Aoste Donnas 2006 - Caves Coop. de Donnas. Il solito onestissimo nebbiolo di montagna, semplice, ma con tutte le sue cose al posto giusto.

VdT di Toscana Vigneto La Ricolma 1995 - San Giusto a Rentennano. Vivo e vitale, da subito frutta matura, frutta scura, prugna, leggera nota fumé, liquirizia, in un quadro molto goloso ed invitante, sorso in equilibrio tra freschezza e rotondità, bel tannino ancora un poco graffiante, alla toscana, lungo. Molto molto buono. Ad oggi miglior bevuta del 2019.

Champagne 2004 - Remy Massin. Siamo nell'Aube, da Chard. e P.N., Champagne facile e versatile a tavola, pecca nella bollicina un po' esplosiva.

VdT di Toscana Collezione De Marchi L'Eremo 1991 - Isole e Olena. Salvo una integrità invidiabile ed un frutto un po' confuso c'è poco altro, sorso teso e snello.

Sagrantino di Montefalco 2007 - Milziade Antano. Ricco in frutta scura, toni floreali, pecca un poco in calore alcolico sia al naso che in bocca, niente di eccessivo ma ne limita un po' equilibrio ed espressione. Resta comunque una buona bevuta.

Sudtirol Sauvignon 800 2012 - Turnhof. Naso classico dove le note verdi (non eccessive) si mischiano ad un bel agrumato deciso ed al litchees, sorso di bella freschezza, chiude però con una leggera nota amarognola.

Chianti Classico Vigneto La Casuccia 1988 - Castello di Ama. Appena aperto è tutto sangue e cuoio, dandogli tempo esce una bella nota di frutta scura, ossidazioni totalmente assenti, sorso fresco e dal tannino graffiante/immaturo. Interessante.

Taurasi 2004 - Mastroberardino. Decisamente un nebbiolo del sud, con quel tannino abbondante e deciso, freschezza e frutta scura, ottima riuscita.

Barolo 2001 - Deltetto. Abbina un sorso vitale ed energico, in equilibrio tra corpo e freschezza, tannino levigato, ad un naso un po' confuso e che concede poco. Riuscito a metà...
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda zampaflex » 14 apr 2019 12:51

Chateau du Cèdre - Cahors Le Cèdre 1999
Non ho praticamente mai bevuto del malbec, vitigno considerato un po' dozzinale. Questa cantina fa di tutto per non farlo sembrare tale. Grazie anche ad una conservazione perfetta, la bottiglia esprime bene l'abbinamento tra immediatezza del frutto, note terrose e balsamiche e integrazione delle componenti che danzano sul palato, innervando il sorso con una acidità viva.
Piaciuto.
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda maxer » 14 apr 2019 14:57

zampaflex ha scritto:..... Non ho praticamente mai bevuto del malbec, vitigno considerato un po' dozzinale .....

..... se ti leggesse Alessandro Speri (famiglia Speri - Amarone / fratello di Marco - Secondo Marco), ti addenterebbe la giugulare ! :D
I due Malbec, base e Riserva, della sua piccola Azienda argentina Prodigo di Mendoza, sono quanto di meglio ho mai assaggiato di questo vitigno. E produce anche un Rosé molto interessante.
Riesce ad associare la sua grande preparazione enologica derivante dalla tradizione familiare alle viti coltivate ad un' altitudine oltre i mille metri sul mare, in una zona splendida per il terroir.

Provalo. Lo puoi trovare a Fumane presso la cantina del fratello.
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda Hurdygurdypav » 14 apr 2019 16:40

Pur essendo un neofita del vino in generale e del malbec in particolare, non posso che confermare quanto detto da maxer... se Alessandro ha ancora qualcosa del “base” e riserva 2008 il consiglio è di provarle !
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda l'oste » 14 apr 2019 16:49

zampaflex ha scritto:Chateau du Cèdre - Cahors Le Cèdre 1999
Non ho praticamente mai bevuto del malbec, vitigno considerato un po' dozzinale. Questa cantina fa di tutto per non farlo sembrare tale. Grazie anche ad una conservazione perfetta, la bottiglia esprime bene l'abbinamento tra immediatezza del frutto, note terrose e balsamiche e integrazione delle componenti che danzano sul palato, innervando il sorso con una acidità viva.
Piaciuto.
:D :D :D :) +

Il malbec per me è la barbera d'oltralpe, colorato, balsamico, terroso, grande acidità.
Hai bevuto probabilmente uno dei migliori malbec d'Europa, ricordo anni fa di Chateau du Cedre l'annata forse '96, proposta alla cieca alla gang del bosco aveva stupito e fatto bella figura.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


Iir Boon Gesùuu/ ciii/ fuuur/ mini
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda lloyd142 » 15 apr 2019 08:03

Immagine

C.C. Castello di Monsanto 2011 : Qualche dubbio ad aprire questa bottiglia perche' l'ultima aperta era piena di difetti. A questo giro e' andata decisamente meglio. Una leggerissima nota riduttiva all'apertura lascia presto spazio a toni piu' gradevoli di fiori appassiti e pellame. Rotondo e coerente in bocca con un tannino praticamente risolto . Piaciuto.

Chimbanta 2005 Tenute Dettori : E' la terza bottiglia di fila di Dettori che devo lavandinare. Dopo un Bianco mi pare 2005 e un Tenores 2002 , anche questa assolutamente non a posto. Acidita' fuori controllo tanto da non riuscire a tenerlo sotto il naso. Ho provato ad assaggiarlo. In bocca si sentiva meno ma impossibile comunque da bere. Ho ancora qualche bottiglia delle sue in cantina , ma sara' difficile che ne riacquisti ancora. E' vero che quando trovi la bottiglia giusta godi come un riccio , ma secondo me, affidarsi alla cabala per bere una bottiglia di vino non e' una grande trovata.
alleg
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda alleg » 15 apr 2019 09:08

lloyd142 ha scritto:Immagine

C.C. Castello di Monsanto 2011 : Qualche dubbio ad aprire questa bottiglia perche' l'ultima aperta era piena di difetti. A questo giro e' andata decisamente meglio. Una leggerissima nota riduttiva all'apertura lascia presto spazio a toni piu' gradevoli di fiori appassiti e pellame. Rotondo e coerente in bocca con un tannino praticamente risolto . Piaciuto.

Chimbanta 2005 Tenute Dettori : E' la terza bottiglia di fila di Dettori che devo lavandinare. Dopo un Bianco mi pare 2005 e un Tenores 2002 , anche questa assolutamente non a posto. Acidita' fuori controllo tanto da non riuscire a tenerlo sotto il naso. Ho provato ad assaggiarlo. In bocca si sentiva meno ma impossibile comunque da bere. Ho ancora qualche bottiglia delle sue in cantina , ma sara' difficile che ne riacquisti ancora. E' vero che quando trovi la bottiglia giusta godi come un riccio , ma secondo me, affidarsi alla cabala per bere una bottiglia di vino non e' una grande trovata.


Scrivigli. Mi sembra di ricordare chr tempo fa fosse anche intervenuto sul forum direttamente per sostuire bottiglie difettose
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda AmoSlade » 15 apr 2019 10:16

Da totale ignorante riguardo ai Bordeaux, mi è capitato di bere questo:
Chateau Bel Air Marquis d'Aligre - Margaux 2000: da quanto letto in giro si tratta di un margaux molto old style, che non vede legno ma solo cemento, capace di lunghi invecchiamenti.
Colore fra il rubino e il granato, appena opaco. Fin da subito è aperto, i profumi somo limpidi e ariosi, eleganti, con un frutto ancora fresco, finanche quasi floreale, sottobosco, un po' di grafite.
In bocca è molto equilibrato, tannini smussati, scorre agilmente (anche in virtù dei soli 12.5 gradi) ma lasciando comunque un'impronta lunga e sapida.
Non sarà fra i grandi, ma l'ho trovato molto interessante. Mi ha sorpreso non trovarne traccia cercando nel forum, mentre fra i nostri omologhi d'oltralpe sembra avere un discreto seguito di appassionati.
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda zampaflex » 15 apr 2019 11:35

l'oste ha scritto:
zampaflex ha scritto:Chateau du Cèdre - Cahors Le Cèdre 1999
Non ho praticamente mai bevuto del malbec, vitigno considerato un po' dozzinale. Questa cantina fa di tutto per non farlo sembrare tale. Grazie anche ad una conservazione perfetta, la bottiglia esprime bene l'abbinamento tra immediatezza del frutto, note terrose e balsamiche e integrazione delle componenti che danzano sul palato, innervando il sorso con una acidità viva.
Piaciuto.
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Il malbec per me è la barbera d'oltralpe, colorato, balsamico, terroso, grande acidità.
Hai bevuto probabilmente uno dei migliori malbec d'Europa, ricordo anni fa di Chateau du Cedre l'annata forse '96, proposta alla cieca alla gang del bosco aveva stupito e fatto bella figura.


Non è affatto una analogia errata la tua. Ripensandoci direi che, almeno questa bottiglia (poi mi risulta che in Sudamerica i risultati spesso sbrachino) o piuttosto questo domaine, con la barbera langarola o astigiana abbia molto in comune.

Poi ho avuto fortuna; bottiglia presa in Francia, ha viaggiato in settimana e carognescamente ho deciso di aprirla per curiosità. Perfetta fin dall'etichetta.
Alla faccia dei trasferimenti in auto "che rovinano le bottiglie", a quanto pare non sempre è così. :D
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda Nexus1990 » 15 apr 2019 14:10

Chianti Classico Ripoli 2016
Un buon Chianti, non tra i migliori assaggi (Carleone e ValdelleCorti) ma ha accompagnato senza sfigurare una bella Entrecote ai ferri.
Aglianico Cinque Querce Molettieri 2014
Davvero un bell'Aglianico questo, rosso rubino molto carico con bei riflessi violacei, grande beva, tannino piacevole e già abbastanza ammorbidito. Davvero un ottimo vino quotidiano
Taurasi Cinque Querce Molettieri 2011
Bevuto di seguito al fratello minore, al naso tanto legno e cuoio, prugna. Finale molto persistente con piacevoli note speziate. Vino abbastanza pronto, ma credo abbia ancora degli anni davanti. Ottimo su una Porterhouse alla griglia, buono su un filetto al FoieGras, spettacolare su una bellissima guancia brasata proprio al Taurasi, ma qui vince facile.
Grechetto FiorFiore Roccafiore 2016
Un gran bel vino, tanto frutto ma anche ottima mineralità, molto beverino. Abbinamento non troppo azzeccato con una linguina al pomodoro con calamarelle e olive caiazzane (ci avrei visto meglio un bel rosso), buono sul pesce spada arrosto. Piaciuto molto.
BarbarEdo
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda BarbarEdo » 17 apr 2019 14:41

Sabato scorso, in compagnia del mitico Maxer, visita ai sempre gentilissimi Teobaldo e Maria Rivella in quel di Barbaresco.
Tre ore molto piacevoli passate a chiacchierare di un po' di tutto, ma nel frattempo in mezzo si è anche bevuto qualcosa.
In breve:

Dolcetto 2017
C'è meno complessità rispetto al 2016, che era un piccolo capolavoro. Qui il naso è più semplice, sui primari, ma con una particolare nettezza e (quasi) eleganza per essere un dolcetto. Bocca molto piacevole, affiliata e che chiama cibo. Buono.

Barbaresco Montestefano 2015
Granato trasparente. Naso soffuso, non intensissimo, di lampone, fiori secchi e tabacco, con una nota di tartufo bianco che fa capolino di tanto in tanto. Bocca in questo momento un po' sbilanciata sulle durezze: manca un po' di polpa e il vino tende a "scivolare via". L'acidità ne allunga la persistenza. Nel dubbio, da aspettare. Piaciuto così così.

Barbaresco Montestefano 2014
L'annata più fredda conferisce un colore (relativamente) più carico rispetto al 15, confermo le impressioni positive che ne ebbi lo scorso anno. Naso di bella definizione, elegante ed espressivo, da bel nebbiolo classico. Bocca più pronta ed equilibrata, con tannini maturi e un filo di dolcezza che ammorbidisce il sorso. Piaciuto molto.

Barbaresco Montestefano 2011
Granato con qualche segno di evoluzione al colore. Naso un po' crepuscolare: si apre lentamente su rabarbaro, scorza d'arancia, terriccio, torna la nota di tartufo bianco. Aprendosi, dopo un po' compare qualche frutto rosso sullo sfondo. Bocca molto più giovane, fresca, senza segni di stanchezza. Vino da ascoltare, quasi da meditazione. A me è piaciuto, ma a essere oggettivi è evoluto un po' precocemente: da non attendere oltre.

Chi invece, per fortuna, non mostra alcun segno di invecchiamento, nel corpo e nell'anima, sono Baldo e Maria! :-)
Primum bibere deinde philosophari
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda BarbarEdo » 17 apr 2019 14:56

Luca90 ha scritto:Ciao Edo, mi spiace per la tua esperienza; una motivazione può essere che questo week end lunedì compreso c'è stato il taste alto piemonte a Novara..
In generale cmq i produttori dell'alto piemonte sono molto, molto più piccoli di quelli di langa e spesso sono da soli a fare tutto, non è facile prestarsi sempre anche alle visite. Per darvi un'idea, Gattinara che è la denominazione più grossa ha 90 ettari vitati, la meta sono di proprietà di travaglini, quasi una trentina di nervi tutti gli altri produttori si spartiscono 20 ettari... Boca ha in tutto 16 ettari vitati.
Mi sembra strano l'atteggiamento di Paride, e vero uscirà solo tra poco con la 2015 ma sono stato da lui un mesetto fa e mi ha fatto assaggiare tutto da botte.. Cantina nuova grazie a nuovo investitori e grandi novità in futuro: dall'anno prossimo oltre al Pietro uscirà anche con Gattinara Valferana, dall'omonimo cru, e Gattinara Riserva. Assaggiato da botte 2015 ottimo ma soprattutto dei 2016 che si annunciano strepitosi (uscita 2020).

Concordo con te il giudizio su Luca, concreto e anche fin troppo modesto. Il suo coste secondo me è da berne a secchiate soprattutto visto il costo. Il Gattinara 2015 l'ha fatto uscire in a ticipo visto che non aveva il 2014, la riserva 2012 è tanta roba (prima riserva che riesca a fare dopo la 2007, ci saranno in futuro 2017 e 2018).
Ps:in alto piemonte il 2012 è considerata un'annata più classica che calda, i riferime ti rispetto alla qualità delle annate sono molto diversi rispetto alle langhe

Se ripassi in zona ti Consiglio:

Per il Boca Barbaglia (cavallirio) sta lavorando benissimo (ha anche dei metodo classico buonissimi!). zona in fermento, tanti giovani che si stanno affacciando e sono ancora alle prese con le prime vendemmia, avremo novità in futuro. Dei solito noti mi ha colpito recentemente poderi garona. Per qp Davide carlone, Boca a 14 euro in cantina.

Per il Lessona sta lavorando benissimo la prevostura oltre che massimo clerico.

Per Ghemme Mazzoni e sempre il top, Francesco brigatti (a Suno) da qualche hanno oltre a un sempre ottimo motziflon fa anche un interessantissimo ghemme

A Gattinara invece i produttori bravi sono quelli. Franchino e petterino ok ma li trovo un po' seduti. Antoniolo il migliore ma il suo osso 2014 non vale la. Pena, il san Francesco 2013 è molte spanne sopra (ma io invero, da sempre lo preferisco all'osso..). Iaretti e caligaris I migliori per qp a mio avviso.

Una piccola chicca, se vi capita assaggiate il prunent, nebbiolo valli Ossola di cantine garrone(ragazzi molto bravi). E un nebbiolo di una varietà differente rispetto alle tre classiche, tipica appunto delle valli dell'ossola


Ciao Luca, scusa se ti rispondo solo ora: ti ringrazio molto per la risposta e per i consigli! Mi riprometto di tornare quanto prima in Alto Piemonte: la Prevostura, Barbaglia e Iaretti sono sulla lista, come anche Antoniotti e Baldin in zona bramaterra.
Sai dirmi (tu o chiunque altro) qualcosa sull'azienda Cantine del Castello Conti a Boca?
Grazie!
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda maxer » 17 apr 2019 15:36

BarbarEdo ha scritto:Sabato scorso, in compagnia del mitico Maxer, visita ai sempre gentilissimi Teobaldo e Maria Rivella in quel di Barbaresco.
Tre ore molto piacevoli passate a chiacchierare di un po' di tutto, ma nel frattempo in mezzo si è anche bevuto qualcosa.
In breve:

Dolcetto 2017
C'è meno complessità rispetto al 2016, che era un piccolo capolavoro. Qui il naso è più semplice, sui primari, ma con una particolare nettezza e (quasi) eleganza per essere un dolcetto. Bocca molto piacevole, affiliata e che chiama cibo. Buono.

Barbaresco Montestefano 2015
Granato trasparente. Naso soffuso, non intensissimo, di lampone, fiori secchi e tabacco, con una nota di tartufo bianco che fa capolino di tanto in tanto. Bocca in questo momento un po' sbilanciata sulle durezze: manca un po' di polpa e il vino tende a "scivolare via". L'acidità ne allunga la persistenza. Nel dubbio, da aspettare. Piaciuto così così.

Barbaresco Montestefano 2014
L'annata più fredda conferisce un colore (relativamente) più carico rispetto al 15, confermo le impressioni positive che ne ebbi lo scorso anno. Naso di bella definizione, elegante ed espressivo, da bel nebbiolo classico. Bocca più pronta ed equilibrata, con tannini maturi e un filo di dolcezza che ammorbidisce il sorso. Piaciuto molto.

Barbaresco Montestefano 2011
Granato con qualche segno di evoluzione al colore. Naso un po' crepuscolare: si apre lentamente su rabarbaro, scorza d'arancia, terriccio, torna la nota di tartufo bianco. Aprendosi, dopo un po' compare qualche frutto rosso sullo sfondo. Bocca molto più giovane, fresca, senza segni di stanchezza. Vino da ascoltare, quasi da meditazione. A me è piaciuto, ma a essere oggettivi è evoluto un po' precocemente: da non attendere oltre.

Chi invece, per fortuna, non mostra alcun segno di invecchiamento, nel corpo e nell'anima, sono Baldo e Maria! :-)

Pomeriggio divertente e molto interessante.
Le visite alla deliziosa coppia Rivella si rivelano sempre più piacevoli e gradite.
Inoltre ho potuto finalmente conoscere Edoardo, un "ragazzone" alto due metri, psichiatra, persona positiva, colta, equilibrata, che a soli trent' anni di vino ne sa già molto più di me, che ne ho ben oltre il doppio ...
Conosce quasi tutte le migliori cantine piemontesi, grandi e piccole, per averle visitate e "bevute", è preparato anche tecnicamente (piccola produzione di vino con il padre), per aver seguito con interesse i suoi dialoghi con Baldo.
E già si poteva capirlo leggendo i suoi post, sempre stimolanti.

Sui vini di Rivella assaggiati, konkordo con Edoardo quasi su tutto.
L' unica minima discordanza sul Montestefano 2015 : certo non è il grande 2014, però a me è piaciuto, in prospettiva. Adesso è ancora chiuso, ma basterà aspettarlo qualche anno e diventerà un bel Barbaresco.
E quando mai Baldo sbaglia un' annata ?
(dichiaro spudoratamente che per i suoi due vini sono sempre prevenuto in senso positivo, così come per Burlotto :wink: )
carpe diem 8)
fabrizio leone
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda fabrizio leone » 17 apr 2019 18:02

questa sera cena con vini del 1998

poi recensione
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Alberto
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda Alberto » 17 apr 2019 19:58

BarbarEdo ha scritto:Barbaresco Montestefano 2014
L'annata più fredda conferisce un colore (relativamente) più carico rispetto al 15, confermo le impressioni positive che ne ebbi lo scorso anno. Naso di bella definizione, elegante ed espressivo, da bel nebbiolo classico. Bocca più pronta ed equilibrata, con tannini maturi e un filo di dolcezza che ammorbidisce il sorso. Piaciuto molto.

Mi sa che ti è rimasta sulla tastiera una S prima di "carico".
A parte questo...ma davvero la '14 è meglio della '15 a Barbaresco e dintorni? :roll:
Signora Libertà, Signorina Fantasia
così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza...

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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda BarbarEdo » 17 apr 2019 23:23

Alberto ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Barbaresco Montestefano 2014
L'annata più fredda conferisce un colore (relativamente) più carico rispetto al 15, confermo le impressioni positive che ne ebbi lo scorso anno. Naso di bella definizione, elegante ed espressivo, da bel nebbiolo classico. Bocca più pronta ed equilibrata, con tannini maturi e un filo di dolcezza che ammorbidisce il sorso. Piaciuto molto.

Mi sa che ti è rimasta sulla tastiera una S prima di "carico".
A parte questo...ma davvero la '14 è meglio della '15 a Barbaresco e dintorni? :roll:

No, no, nessun errore. Messi fianco a fianco i calici, il 2015 era più trasparente del 2014, il che è in linea con l'andamento dell'annata: le alte temperature della 2015 hanno inibito in parte l'accumulo dei polifenoli nell'acino, dando nebbioli meno colorati che nella 2014. Questo fenomeno è stato particolarmente evidente a Barbaresco, meno a Barolo, che ha terre ed esposizioni in media leggermente più fresche.
In breve, a patto che l'uva riesca ad arrivare a perfetta maturazione, tanto più è fresca la stagione, tanto più si accumuleranno i polifenoli, e vice versa. Vini scarichi e diluiti in annata fredda (vedi diversi Chianti ma anche qualche barolo 2014) dipendono da altri motivi diversi dalla quantità di polifenoli, tipo:
- la pianta non ce l'ha fatta a portare a piena maturazione i grappoli (troppo freddo, troppa poca luce)
- le continue piogge hanno gonfiato gli acini diluendo il mosto
- la minaccia di marciumi ha costretto ad anticipare la vendemmia
Ecc...
Queste condizioni non si sono verificate a Barbaresco nel 2014, dove già ad Agosto è piovuta meno della metà dell'acqua piovuta in zona barolo, e si ha avuto un settembre perfetto che ha portato a lenta maturazione le uve.
Per una descrizione più precisa e molto più autorevole della mia, prova a guardare qui (Vignaioli Piemontesi):
https://www.vignaioli.it/riviste-e-pubb ... vendemmia/
Detto questo, a me, mediamente, la 14 è piaciuta di più della 15 a Barbaresco. Su Barolo al momento sospendo il giudizio.
Ciao!
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda zampaflex » 18 apr 2019 10:20

BarbarEdo ha scritto:
Alberto ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Barbaresco Montestefano 2014
L'annata più fredda conferisce un colore (relativamente) più carico rispetto al 15, confermo le impressioni positive che ne ebbi lo scorso anno. Naso di bella definizione, elegante ed espressivo, da bel nebbiolo classico. Bocca più pronta ed equilibrata, con tannini maturi e un filo di dolcezza che ammorbidisce il sorso. Piaciuto molto.

Mi sa che ti è rimasta sulla tastiera una S prima di "carico".
A parte questo...ma davvero la '14 è meglio della '15 a Barbaresco e dintorni? :roll:

No, no, nessun errore. Messi fianco a fianco i calici, il 2015 era più trasparente del 2014, il che è in linea con l'andamento dell'annata: le alte temperature della 2015 hanno inibito in parte l'accumulo dei polifenoli nell'acino, dando nebbioli meno colorati che nella 2014. Questo fenomeno è stato particolarmente evidente a Barbaresco, meno a Barolo, che ha terre ed esposizioni in media leggermente più fresche.
In breve, a patto che l'uva riesca ad arrivare a perfetta maturazione, tanto più è fresca la stagione, tanto più si accumuleranno i polifenoli, e vice versa. Vini scarichi e diluiti in annata fredda (vedi diversi Chianti ma anche qualche barolo 2014) dipendono da altri motivi diversi dalla quantità di polifenoli, tipo:
- la pianta non ce l'ha fatta a portare a piena maturazione i grappoli (troppo freddo, troppa poca luce)
- le continue piogge hanno gonfiato gli acini diluendo il mosto
- la minaccia di marciumi ha costretto ad anticipare la vendemmia
Ecc...
Queste condizioni non si sono verificate a Barbaresco nel 2014, dove già ad Agosto è piovuta meno della metà dell'acqua piovuta in zona barolo, e si ha avuto un settembre perfetto che ha portato a lenta maturazione le uve.
Per una descrizione più precisa e molto più autorevole della mia, prova a guardare qui (Vignaioli Piemontesi):
https://www.vignaioli.it/riviste-e-pubb ... vendemmia/
Detto questo, a me, mediamente, la 14 è piaciuta di più della 15 a Barbaresco. Su Barolo al momento sospendo il giudizio.
Ciao!


Bella esposizione, molto chiara. Come vedi la 16 a Barbaresco? Ho provato alcune cose decisamente gustose, non a livello 14 ma molto interessanti.
Sezione ignoranti, educande e quinta colonna maronita
gbaenergiaeco10
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Re: COSA BEVIAMO AD APRILE?

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 18 apr 2019 11:22

lucien aviet melon a queue rouge 2016

Un vino defaticante, perfetto per lasciarsi alle spalle una giornata (o una settimana? ) Impegnativa..a un naso floreale si aggiungono note di pasticceria secca e pompelmo maturo..in bocca è una katana giapponese, acidità rinfrescante e lieve calore alcolico che veicola al naso toni vegetali e di zenzero candito..secco, con un finale notevole, e una propensione alla tavola da fare impallidire Chianti e Champagne...alla fine di una lunga giornata è esattamente ciò che serve.

Esencia Rural De Sol A Sol Airen Natural 2011 - Bodega Bruno Ruiz
Dunque, acetica un po' spinta ma con una temperatura di servizio un po' più bassa di quella prevista per gli "Orange",si tiene a bada senza problemi. Parliamo del naso: di una complessità pazzesca, noci tritate, mirto, miele caldo, resina, pinoli tostati, fruttini rossi disidratati..molto dinamico, cangiante, all'assaggio è sapido, con un tannino accennato e disteso.
È un vino di sostanza, non adatto a chi cerca sempre pulizia olfattiva e finezza gustativa..ma per chi è alla ricerca del suo vino, per quelli che esplorano senza paraocchi per cavalli, ne pregiudizi inutili, questa potrebbe essere un'esperienza notevole.
Abbinamento: con l'hamburger di Fassona e un contorno di patate peperoni e olive al forno è stato veramente pazzesco.
Lorenzo

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