CRONACHE D'OSTERIA

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l'oste
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 17 ago 2018 02:29

Faccio riprendere aria all'osteria con le ultimissime bottiglie, con il ferragosto "in 1995", annata tra le mie preferite everywhere and everytime.

Brunello di Montalcino 2013 Lambardi, profuma di quei luoghi, un po' rusticamente, disegnato a mano piena, da invecchiare per curiosare. Piaciuto

Aires de vendimia 2014 Jose Garcia, spezie, frutto caldo, complesso e non statico, bocca avvolgente, sapida, persistente. Gran bella scoperta (presa da Roland). Piaciuto un bel po'

Chianti Peppoli 1995 Antinori, ma dai, ancora vivo. Arriva il fumè che avvolge il frutto a stella cadente, ma anche in bocca, buonasera, ha sapore, c'è, diluto ma c'è. Ricordando anche i vecchi villaAntinori, Badia a Passignano, ma anche Tignanello e Solaia, penso che a volte la crescita dei fatturati non corrisponde alla crescita qualitativa dei vini. Peccato. Piaciuto abbastanza.

Sancerre tradition 2015 Moreaux, non amo il sauvignon italiano e non stravedo e straspendo per i mostri sacri (solo per vecchi Vatan o Cotat) ma un base così, profumi salini e minerali, pieni di luce, bocca seria ma compiacente e due bottiglie volate per accompagnare gli antipasti di crudo di mare a ferragosto. Piaciuto.

Trebbiano 1995 Valentini , ultima bottiglia dell'annata, che dire oltre a milleprofumi e millemozioni. Niente, se non un consiglio personale, cercatelo ben conservato, é uno dei vini più buoni dell'annata (del decennio?). Piaciuto molto

Chateau Brane Cantenac 1995 Margaux 2ème apre delicato fiori secchi, poi fruttino scuro, in bocca tannini finissimi, senza peso, medio per struttura, un pochino di fondo. Quando i Bordeaux non facevano palestra. Piaciuto.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 28 dic 2018 02:04

Tra vigilia, Natale, santo Stefano, abbinati a "di tutto", dalla tradizione con cappelletti in brodo cappone, tacchina ripiena, antipasti di crudo di pesce, linguine all'astice, salmone affumicato, due o tre patè, insomma le magnate delle feste.
Qualche bella bottiglia, tralasciando delusioni, tappazzi e defunti :

Vina Bosconia reserva 2006 - LdHeredia, in attesa che il signor PuntiParker compia il miracolo (perchè i vini eccellenti in Spagna ci sono giá da decenni, ma il miracolo è che se ne accorga Lui). Così anche in Rioja e Ribera poi partiranno speculazioni e prezzi. Mierda. Perchè questo è un vino straordinario, costa molto molto molto meno di celebrati francesi o supertuscans e alla cieca sarebbe molto divertente affiancarli. Naso sontuoso, fiori secchi, noce moscata, radici salmastre, bocca appagante, di buona lunghezza. Piaciuto un bel po'

Barolo Serralunga 2010 - Luigi Pira, dal manuale del barolo al cuore. Profumi puliti, eleganti, floreali, poi radicosi nobili, poi fragolina, balsamico. Bocca piena ma non enorme, tannino elegante e domato il giusto. Se avesse più intensitá al naso e più persistenza sarebbe un top class. Piaciuto un bel po'

Barbaresco 2013 Nervo - Rizzi assaggiato il Pajorè 2010 un mesetto fa (piaciuto molto), mi è rimasta la voglia di questo manico, che adoro,il Nervo Fondetta è sempre lui, elegante, mai sopra le righe, mai truccato. Anche qui, classe infinita, nasino borgognoso, cipria, rosolio. Bocca delicata, tannini finissimi e integrati, non un mostro di lunghezza ma una pulizia notevole. Piaciuto proprio.

Pinot nero 2013 - Podere Civettaja, per me il miglior pinot nero italiano a sud dell'Alto Adige. Gli mancano un po' di annate per rifinire lo stile (2014 e 2015 diverse infatti, anche se coerenti con l'annata). Si sente il vitigno e la Toscana, interpretazione senza stravolgere, molto belli i profumi, rotondi, succosi, tra lo scuro e il chiaroscuro, bocca lunga, che chiama altro vino, persistenza ipnotica. Piaciuto un bel po'

Pinot noir riserva especial 2015 - Colomè vino fatto a 3000 mt. Naso da pinot noir di Volnay, frutttini aciduli scuri, bosco, un balsamico sapido. In bocca è tremendamente giovane, verticalissimo per aciditá, non verde ma appuntita, avremmo dovuto aspettare un lustro ma la curiositá di una cosa rara ha prevalso. Piaciuto

Volnay 2007 - Voillot, annata che ad alcuni fa storcere la bocca, ma se il manico ha saputo dosare le rese vengono fuori vini precisi, equilibrati, didattici rispetto al comune di appartenenza, vino senza apparizioni magiche ma anche senza avanzare una goccia. Piaciuto

Lessona 2011 - Colombera & Garella, prima annata prodotta, seconda bottiglia di 262 totali regalatami da Giacomo Colombera, tre anni fa con la promessa di aspettarla almeno un paio d'anni. Fatto, giusto. L'altra bevuta subito era indecifrabile, ora il naso sta assestandosi sulle radici, rosa macerata, tuberi anche nobili, poco frutto. Il palato è nebbioloso al midollo ma un po' troppo semplice, impegna meno di quanto comunque dovrebbe fare, tende all'eco più che al grido ed è un po' presto. Piaciuto abbastanza.

Champagne blanc de noirs Voirin Jumel colorato di fruttini un poco di burro su crosta di pane e tutto sembra una merenda perfetta, di sicuro è golosa e per quanto io possa capire poco, mi è sembrato un pinot nero buono con le bollicine delicate. Insomma, piaciuto proprio.

Chablis la Vigne aux Songes 2014 - La Meuliere naso salmastro marino limonoso da subito, chiarissimo, delicato, mai eccessivo. Bocca drittisima senza gran corpo, tutto sulla lama, ho pensato a un Sancerre, ho goduto comunque. Piaciuto

Fiano di Avellino 2013 - Ciro Picariello naso che sembra una ruota che gira, cambia, si ferma, riparte, sfodera un campionario ricco, c'è un sacco di finezza, lucentezza, anche al palato, ne avrei bevuta una magnum da solo. Piaciuto un bel po'
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda AmoSlade » 28 dic 2018 10:15

l'oste ha scritto:Lessona 2011 - Colombera & Garella, prima annata prodotta, seconda bottiglia di 262 totali regalatami da Giacomo Colombera, tre anni fa con la promessa di aspettarla almeno un paio d'anni. Fatto, giusto. L'altra bevuta subito era indecifrabile, ora il naso sta assestandosi sulle radici, rosa macerata, tuberi anche nobili, poco frutto. Il palato è nebbioloso al midollo ma un po' troppo semplice, impegna meno di quanto comunque dovrebbe fare, tende all'eco più che al grido ed è un po' presto. Piaciuto abbastanza.


Belle note.
Ne ho avuta anche io una bottiglia di questa annata, concordo con la tua descrizione, mi ricordo una bocca che scivolava via un po' veloce, ma i profumi mi piacquero molto.
Segui ancora questo produttore nelle ultime annate?
Te lo chiedo perché quando lo conoscetti, bevvi diverse bottiglie delle annate 2010/11e i suoi vini mi convinsero tutti, mentre negli assaggi delle annate successive, con forse qualche eccezione, ho trovato uno stile diverso (non necessariamente peggiore, quello credo dipenda dai gusti), più austero e meno arioso. In particolare il coste della sesia delle prime annate lo trovavo un vino golosissimo, con dei fruttini rossi che sembravano uscire dal bicchiere, cosa che non ho più ritrovato.
Ammetto che si tratta solo di assaggi e non bottiglie, quindi potrei sbagliarmi...cosa ne pensi?
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda zampaflex » 28 dic 2018 15:46

"Tende all'eco più che al grido" è da applausi!
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 28 dic 2018 17:00

AmoSlade ha scritto:
l'oste ha scritto:Lessona 2011 - Colombera & Garella, prima annata prodotta, seconda bottiglia di 262 totali regalatami da Giacomo Colombera, tre anni fa con la promessa di aspettarla almeno un paio d'anni. Fatto, giusto. L'altra bevuta subito era indecifrabile, ora il naso sta assestandosi sulle radici, rosa macerata, tuberi anche nobili, poco frutto. Il palato è nebbioloso al midollo ma un po' troppo semplice, impegna meno di quanto comunque dovrebbe fare, tende all'eco più che al grido ed è un po' presto. Piaciuto abbastanza.


Belle note.
Ne ho avuta anche io una bottiglia di questa annata, concordo con la tua descrizione, mi ricordo una bocca che scivolava via un po' veloce, ma i profumi mi piacquero molto.
Segui ancora questo produttore nelle ultime annate?
Te lo chiedo perché quando lo conoscetti, bevvi diverse bottiglie delle annate 2010/11e i suoi vini mi convinsero tutti, mentre negli assaggi delle annate successive, con forse qualche eccezione, ho trovato uno stile diverso (non necessariamente peggiore, quello credo dipenda dai gusti), più austero e meno arioso. In particolare il coste della sesia delle prime annate lo trovavo un vino golosissimo, con dei fruttini rossi che sembravano uscire dal bicchiere, cosa che non ho più ritrovato.
Ammetto che si tratta solo di assaggi e non bottiglie, quindi potrei sbagliarmi...cosa ne pensi?

Dipende di quale loro vino parliamo, perchè il Lessona secondo me è ancora vino-progetto, nuneri esigui, ricerca dell'alveo produttivo ideale.

Il Coste della Sesia (oltre al rosato che è un mini rosso buono non solo in estate) é il vino aziendale base che ha semplice golosità fin da subito, poi le annate gli cambiano il peso del tessuto ma il vino é quello, giovane, leggiadro, goloso sui fruttini.

Ho assaggiato quasi tutte le annate di Bramaterra della nuova accoppiata di Giacomo con Cristiano Garella, ma anche le annate più vecchie fatte da Carlo Colombera.
Il loro è proprio un vero Bramaterra, tipologia non facile, scheletro e bruma da nord Piemonte profondo senza fondo tinta, spesso scontroso e compresso da giovane ma dotato di evoluzione lunga e intrigante. La 2006 è un altro gioiellino ora. Poi a volte capita un'annata come la 2011, in cui la grande passione e finezza dei produttori incontrano la stagione ideale per rappresentare la propria idea di vino, anche oltre alla tipologia stessa e allora ecco, diventa un Bramaterra GrandeVino che anche da giovane ti lascia basito. Il palato solitamente frustato, sembra ricevere le vergate da erbe balsamiche morbide.
Non è stato un caso, floreale lo è sempre, trovi le rose, ma non dieci dozzine come nella '11.
Va detto anche che dopo la '11 in quella zona solo la 2013 ha avuto clemenza, aspettando di assaggiare la 2016...
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda landmax » 28 dic 2018 21:05

AmoSlade ha scritto:Te lo chiedo perché quando lo conoscetti...
Coboscebbi, si dice conoscebbi... :lol: :lol: :lol: :mrgreen:
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda maxer » 28 dic 2018 21:37

landmax ha scritto:
AmoSlade ha scritto:Te lo chiedo perché quando lo conoscetti...
Coboscebbi, si dice conoscebbi... :lol: :lol: :lol: :mrgreen:
o
Conosciussi, conosciatti, conoscerri, conosciorti, conosciasseri, conosciubbi, conoscitti ..... :evil:

conobbi :lol:
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 28 dic 2018 21:43

zampaflex ha scritto:"Tende all'eco più che al grido" è da applausi!

Grazie ma non sapevo come rendere l'idea che dopo un'ora di bicchiere in cui aveva fatto bella mostra, il vino stava appisolandosi, troppo presto forse.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda AmoSlade » 28 dic 2018 23:55

landmax ha scritto:
AmoSlade ha scritto:Te lo chiedo perché quando lo conoscetti...
Coboscebbi, si dice conoscebbi... :lol: :lol: :lol: :mrgreen:


:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: mi é venuto così
Comunque, forma arcaica, ma lecita, a quanto pare :wink:
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda AmoSlade » 29 dic 2018 00:01

l'oste ha scritto:
AmoSlade ha scritto:
l'oste ha scritto:Lessona 2011 - Colombera & Garella, prima annata prodotta, seconda bottiglia di 262 totali regalatami da Giacomo Colombera, tre anni fa con la promessa di aspettarla almeno un paio d'anni. Fatto, giusto. L'altra bevuta subito era indecifrabile, ora il naso sta assestandosi sulle radici, rosa macerata, tuberi anche nobili, poco frutto. Il palato è nebbioloso al midollo ma un po' troppo semplice, impegna meno di quanto comunque dovrebbe fare, tende all'eco più che al grido ed è un po' presto. Piaciuto abbastanza.


Belle note.
Ne ho avuta anche io una bottiglia di questa annata, concordo con la tua descrizione, mi ricordo una bocca che scivolava via un po' veloce, ma i profumi mi piacquero molto.
Segui ancora questo produttore nelle ultime annate?
Te lo chiedo perché quando lo conoscetti, bevvi diverse bottiglie delle annate 2010/11e i suoi vini mi convinsero tutti, mentre negli assaggi delle annate successive, con forse qualche eccezione, ho trovato uno stile diverso (non necessariamente peggiore, quello credo dipenda dai gusti), più austero e meno arioso. In particolare il coste della sesia delle prime annate lo trovavo un vino golosissimo, con dei fruttini rossi che sembravano uscire dal bicchiere, cosa che non ho più ritrovato.
Ammetto che si tratta solo di assaggi e non bottiglie, quindi potrei sbagliarmi...cosa ne pensi?

Dipende di quale loro vino parliamo, perchè il Lessona secondo me è ancora vino-progetto, nuneri esigui, ricerca dell'alveo produttivo ideale.

Il Coste della Sesia (oltre al rosato che è un mini rosso buono non solo in estate) é il vino aziendale base che ha semplice golosità fin da subito, poi le annate gli cambiano il peso del tessuto ma il vino é quello, giovane, leggiadro, goloso sui fruttini.

Ho assaggiato quasi tutte le annate di Bramaterra della nuova accoppiata di Giacomo con Cristiano Garella, ma anche le annate più vecchie fatte da Carlo Colombera.
Il loro è proprio un vero Bramaterra, tipologia non facile, scheletro e bruma da nord Piemonte profondo senza fondo tinta, spesso scontroso e compresso da giovane ma dotato di evoluzione lunga e intrigante. La 2006 è un altro gioiellino ora. Poi a volte capita un'annata come la 2011, in cui la grande passione e finezza dei produttori incontrano la stagione ideale per rappresentare la propria idea di vino, anche oltre alla tipologia stessa e allora ecco, diventa un Bramaterra GrandeVino che anche da giovane ti lascia basito. Il palato solitamente frustato, sembra ricevere le vergate da erbe balsamiche morbide.
Non è stato un caso, floreale lo è sempre, trovi le rose, ma non dieci dozzine come nella '11.
Va detto anche che dopo la '11 in quella zona solo la 2013 ha avuto clemenza, aspettando di assaggiare la 2016...


Grazie, molto esaustivo. Parlavo del bramaterra e coste del sesia. Non a caso la 2011 è proprio l' annata di cui ho bevuto di più, da qui probabilmente l'alta aspettativa che mi sono costriuto per le annate assaggiate dopo. Proverò la 2016 :D
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 02 gen 2019 01:28

Si è conclusa una settimana impegnativa tra cibarie e facciamo un brindisi.
In mezzo a prosecchi, ripassi e altri che non hanno lasciato memoria, qualche altra bottiglia da ricordare.

Fiano di Avellino Vigna della Congregazione 2016, basta, dopo l'ennesima goduta mi sono definitivamente innamorato del fiano. Naso minerale, fresco, agrumato tra arancia e pompelmo, in bocca è esteso, salino, di nuovo tanta freschezza e aciditá larga non a puntine. Piaciuto un bel po'

Champagne brut d'autrefois - Corbon lo tenevo via da un lustro, sboccatura quindi non recente, naso esotico, mieloso, nocciola candita, spezie e al palato è ricco, persistente, invoglia di bere compulsivamente con quel fascino lussurioso quasi decadente. Per me uno degli champagne top più buoni e ancora accessibile, pensando agli altri cosidetti top. Piaciuto moltissimo

Riesling spätlese Erdener Treppchen 2014 - Joh.Jos. Christoffel Erben sospetto che ci sia stata l'esplosione di un cesto di frutta candita e l'innesco era di kerosene. Bocca che si amplifica come alzare un volume. Piaciuto un bel po'

Brunello di Montalcino riserva Nello 2012 - Baricci, veramente una gran bella bottiglia, inutile dare descrittori, c'è tanto di quello che deve esserci in un Brunello, con estremo ordine e pulizia. Potenza e finezza, sensazione di buono quando il vino incontra il palato, tannini levigatissimi e "ordinati", persistenza a onde, vino ancora giovane che durerá molto ma giá godibile abbestia. Piaciuto molto

Barolo Serralunga 2014 - Luigi Pira, bevuto settimana scorsa il 2010 e la differenza di materia si sente, logicamente. Eppure anche in questa annata meno generosa si sente la bravura del manico, la pulizia e rispetto per la tradizione uniti ad una piacevolezza quasi golosa. Naso delicato di liquirizia balsamica, fiori macerati, un naso "chiaro". Al palato si sente di più la differenza col 2010, manca grip e furia, sembra quasi un barbaresco, ma non è riduttivo, è la 2014, bravo davvero chi l'ha sfangata. Il nuovo corso dell'ultimo decennio scarso di Pira mi piace sempre di più (in questi giorni ho ribevuto anche il nebbiolo 2016 che è un gioiellino). Piaciuto
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda Alberto » 02 gen 2019 17:11

l'oste ha scritto:aciditá larga non a puntine. Piaciuto un bel po'

Andrea sei un grande!!! :D :D :D
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così preziosa come il vino
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda cascinafrancia71 » 02 gen 2019 17:34

l'oste ha scritto:Champagne brut d'autrefois - Corbon lo tenevo via da un lustro, sboccatura quindi non recente, naso esotico, mieloso, nocciola candita, spezie e al palato è ricco, persistente, invoglia di bere compulsivamente con quel fascino lussurioso quasi decadente. Per me uno degli champagne top più buoni e ancora accessibile, pensando agli altri cosidetti top. Piaciuto moltissimo



Solo molto peccato che la mano di Agnès non sia nemmeno lontanamente paragonabile a quella del babbo. Molto, molto, moltissimo peccato.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 03 gen 2019 01:35

cascinafrancia71 ha scritto:
l'oste ha scritto:Champagne brut d'autrefois - Corbon lo tenevo via da un lustro, sboccatura quindi non recente, naso esotico, mieloso, nocciola candita, spezie e al palato è ricco, persistente, invoglia di bere compulsivamente con quel fascino lussurioso quasi decadente. Per me uno degli champagne top più buoni e ancora accessibile, pensando agli altri cosidetti top. Piaciuto moltissimo



Solo molto peccato che la mano di Agnès non sia nemmeno lontanamente paragonabile a quella del babbo. Molto, molto, moltissimo peccato.

La prima volta che ho bevuto Autrefois fu più di un decennio fa, quindi prima del 2006 anno in cui la figlia subentrò.
Bottiglia memorabile, grazie a Greg, pippuz, Comandante, Deruj non ricordo chi portò la bottiglia, mi pare fosse la stessa volta di RD 2002. Ne ho bevuta un'altra che ho acquistato proprio subito dopo la prima volta. Altra madonnina avvistata.
La bottiglia di fine anno invece stava in cantina dal 2012, comprata in quell'anno per la nascita del nostro secondo figlio.

Caro Luca, non ho il tuo talento e conoscenza con le bolle per capire le differenze, a distanza di tanto tempo poi.
Mi è sembrato di bere uno champagne fuori dai soliti che pure mi garbano, quelli dritti e scintillanti alla Benoit Lahaye. Autrefois lo sento diverso, i profumi sapidi e al tempo stesso mielosi, l'acidità non scintillante, un calore antico al palato, sinuoso, lento, mi è piaciuto un vino oltre che una bolla, ecco.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 03 gen 2019 01:42

Alberto ha scritto:
l'oste ha scritto:aciditá larga non a puntine. Piaciuto un bel po'

Andrea sei un grande!!! :D :D :D

Sono contento che apprezzi queste terminologie illegali Alberto, spero che si capisca quel che sento sul palato del vino bevuto.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda pippuz » 03 gen 2019 10:05

l'oste ha scritto:
cascinafrancia71 ha scritto:
l'oste ha scritto:Champagne brut d'autrefois - Corbon lo tenevo via da un lustro, sboccatura quindi non recente, naso esotico, mieloso, nocciola candita, spezie e al palato è ricco, persistente, invoglia di bere compulsivamente con quel fascino lussurioso quasi decadente. Per me uno degli champagne top più buoni e ancora accessibile, pensando agli altri cosidetti top. Piaciuto moltissimo



Solo molto peccato che la mano di Agnès non sia nemmeno lontanamente paragonabile a quella del babbo. Molto, molto, moltissimo peccato.

La prima volta che ho bevuto Autrefois fu più di un decennio fa, quindi prima del 2006 anno in cui la figlia subentrò.
Bottiglia memorabile, grazie a Greg, pippuz, Comandante, Deruj non ricordo chi portò la bottiglia, mi pare fosse la stessa volta di RD 2002. Ne ho bevuta un'altra che ho acquistato proprio subito dopo la prima volta. Altra madonnina avvistata.
La bottiglia di fine anno invece stava in cantina dal 2012, comprata in quell'anno per la nascita del nostro secondo figlio.

Caro Luca, non ho il tuo talento e conoscenza con le bolle per capire le differenze, a distanza di tanto tempo poi.
Mi è sembrato di bere uno champagne fuori dai soliti che pure mi garbano, quelli dritti e scintillanti alla Benoit Lahaye. Autrefois lo sento diverso, i profumi sapidi e al tempo stesso mielosi, l'acidità non scintillante, un calore antico al palato, sinuoso, lento, mi è piaciuto un vino oltre che una bolla, ecco.

Non ricordo se la boccia fosse mia o di Aldo, era il mio compleanno e ci furono altre cose di livello paragonabile (Krug GC e RD 96).

Miiiiiii quanto tempo :shock:
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 03 gen 2019 15:25

pippuz ha scritto:
l'oste ha scritto:
cascinafrancia71 ha scritto:
l'oste ha scritto:Champagne brut d'autrefois - Corbon lo tenevo via da un lustro, sboccatura quindi non recente, naso esotico, mieloso, nocciola candita, spezie e al palato è ricco, persistente, invoglia di bere compulsivamente con quel fascino lussurioso quasi decadente. Per me uno degli champagne top più buoni e ancora accessibile, pensando agli altri cosidetti top. Piaciuto moltissimo



Solo molto peccato che la mano di Agnès non sia nemmeno lontanamente paragonabile a quella del babbo. Molto, molto, moltissimo peccato.

La prima volta che ho bevuto Autrefois fu più di un decennio fa, quindi prima del 2006 anno in cui la figlia subentrò.
Bottiglia memorabile, grazie a Greg, pippuz, Comandante, Deruj non ricordo chi portò la bottiglia, mi pare fosse la stessa volta di RD 2002. Ne ho bevuta un'altra che ho acquistato proprio subito dopo la prima volta. Altra madonnina avvistata.
La bottiglia di fine anno invece stava in cantina dal 2012, comprata in quell'anno per la nascita del nostro secondo figlio.

Caro Luca, non ho il tuo talento e conoscenza con le bolle per capire le differenze, a distanza di tanto tempo poi.
Mi è sembrato di bere uno champagne fuori dai soliti che pure mi garbano, quelli dritti e scintillanti alla Benoit Lahaye. Autrefois lo sento diverso, i profumi sapidi e al tempo stesso mielosi, l'acidità non scintillante, un calore antico al palato, sinuoso, lento, mi è piaciuto un vino oltre che una bolla, ecco.

Non ricordo se la boccia fosse mia o di Aldo, era il mio compleanno e ci furono altre cose di livello paragonabile (Krug GC e RD 96).

Miiiiiii quanto tempo :shock:

Ai tempi tenevo ancora appunti delle bevute su Moleskine, ho trovato quella serata, era il 2007, serata Squama contro Piuma. Di bolle oltre ad Autrefois c'erano Nombre d'Or 2000 di Aubry e Clos de Goisses '96.
Quella che dici del tuo compleanno con Krug e RD era un pranzo da me per i tuoi 40, quindi 2009.
Comunque hai ragione, quanto tempo porcatrota.
Ai tempi facevamo una bevuta del genere almeno una volta al mese.
Adesso un paio l'anno....
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 14 feb 2019 02:39

Per acompagnare un paio di piatti ricchi e nuovi* un rosso con le spalle larghe, un altro più levigato, un paio di bianchini.

Chablis 2014 Domaine du Chardonnay, profuma di torroncino, agrumi, bocca dritta, minerale, "semplice" ma chablisiano. Piaciuto abbastanza

Blanc de noirs 2015 (?) Beaufort Frerès , di bolle ci capisco meno, ma a me l'occhietto si è acceso, oh fammi capire cosa c'è qui, bello, anche distinto, pare champagne. Piaciuto

Barolo Serralunga 2015 - Luigi Pira, giovane, infanticidio, tutto vero. Ma che goduris, che sesso in un barolo come in pochi, altri magari pure più finerrimi e algidi ma qui c'è da farselo in vena, goloso e gourmand abbestia, sbavo pensando al 2016. Pira per me è pronto per essere the new top, vini puliti a frego, cicciosi ma senza il minimo snaturamento del nebbiolo, solo meno incazzati, che a volte fa piacere. Piaciuto proprio

Gran reserva 904 - La Rioja alta, ci siamo, grande vino. Sempre stato, le versioni anni '80 oggi sono commoventi, come un barolo più levigato nel palato e più salmastro iodato al naso. Bottiglia memorabile, c'e tanto registro aromatico, fiori, frutto, legno ben dosato, tra dieci anni punta alto alto. Piaciuto molto


* Tartare di ricciola con lenticchie con soffritto di guanciale servite a temperatura ambiente, riduzione di arancia e zafferano

* Guancia di maialino brasata al Miele di asfodelo, su crema di fagioli zolfini, chips di mela croccante

* Pecorino moliterno, Saint Marcelin, bleu del Moncenisio
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda Alberto » 14 feb 2019 06:31

l'oste ha scritto:Per acompagnare un paio di piatti ricchi e nuovi* un rosso con le spalle larghe, un altro più levigato, un paio di bianchini.

Chablis 2014 Domaine du Chardonnay, profuma di torroncino, agrumi, bocca dritta, minerale, "semplice" ma chablisiano. Piaciuto abbastanza

Blanc de noirs 2015 (?) Beaufort Frerès , di bolle ci capisco meno, ma a me l'occhietto si è acceso, oh fammi capire cosa c'è qui, bello, anche distinto, pare champagne. Piaciuto

Barolo Serralunga 2015 - Luigi Pira, giovane, infanticidio, tutto vero. Ma che goduris, che sesso in un barolo come in pochi, altri magari pure più finerrimi e algidi ma qui c'è da farselo in vena, goloso e gourmand abbestia, sbavo pensando al 2016. Pira per me è pronto per essere the new top, vini puliti a frego, cicciosi ma senza il minimo snaturamento del nebbiolo, solo meno incazzati, che a volte fa piacere. Piaciuto proprio

Gran reserva 904 - La Rioja alta, ci siamo, grande vino. Sempre stato, le versioni anni '80 oggi sono commoventi, come un barolo più levigato nel palato e più salmastro iodato al naso. Bottiglia memorabile, c'e tanto registro aromatico, fiori, frutto, legno ben dosato, tra dieci anni punta alto alto. Piaciuto molto


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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 14 feb 2019 14:02

Alberto ha scritto:
l'oste ha scritto:Per acompagnare un paio di piatti ricchi e nuovi* un rosso con le spalle larghe, un altro più levigato, un paio di bianchini.

Chablis 2014 Domaine du Chardonnay, profuma di torroncino, agrumi, bocca dritta, minerale, "semplice" ma chablisiano. Piaciuto abbastanza

Blanc de noirs 2015 (?) Beaufort Frerès , di bolle ci capisco meno, ma a me l'occhietto si è acceso, oh fammi capire cosa c'è qui, bello, anche distinto, pare champagne. Piaciuto

Barolo Serralunga 2015 - Luigi Pira, giovane, infanticidio, tutto vero. Ma che goduris, che sesso in un barolo come in pochi, altri magari pure più finerrimi e algidi ma qui c'è da farselo in vena, goloso e gourmand abbestia, sbavo pensando al 2016. Pira per me è pronto per essere the new top, vini puliti a frego, cicciosi ma senza il minimo snaturamento del nebbiolo, solo meno incazzati, che a volte fa piacere. Piaciuto proprio

Gran reserva 2009 - 904 - La Rioja alta, ci siamo, grande vino. Sempre stato, le versioni anni '80 oggi sono commoventi, come un barolo più levigato nel palato e più salmastro iodato al naso. Bottiglia memorabile, c'e tanto registro aromatico, fiori, frutto, legno ben dosato, tra dieci anni punta alto alto. Piaciuto molto


* Tartare di ricciola con lenticchie con soffritto di guanciale servite a temperatura ambiente, riduzione di arancia e zafferano

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Che annata il 904 Andrea? :)

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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda gmi1 » 15 feb 2019 10:14

Gran reserva 2009 - 904 - La Rioja alta, ci siamo, grande vino. Sempre stato, le versioni anni '80 oggi sono commoventi, come un barolo più levigato nel palato e più salmastro iodato al naso. Bottiglia memorabile, c'e tanto registro aromatico, fiori, frutto, legno ben dosato, tra dieci anni punta alto alto. Piaciuto molto

bevuto in pó di mesi fa una 904 1982 presa negli anni 90 in cantina.... da lacrime dal gran che era buona, il tempranillo nella sua espressione migliore e gradevole, un piccolo gioiello...
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 16 feb 2019 02:40

gmi1 ha scritto:Gran reserva 2009 - 904 - La Rioja alta, ci siamo, grande vino. Sempre stato, le versioni anni '80 oggi sono commoventi, come un barolo più levigato nel palato e più salmastro iodato al naso. Bottiglia memorabile, c'e tanto registro aromatico, fiori, frutto, legno ben dosato, tra dieci anni punta alto alto. Piaciuto molto

bevuto in pó di mesi fa una 904 1982 presa negli anni 90 in cantina.... da lacrime dal gran che era buona, il tempranillo nella sua espressione migliore e gradevole, un piccolo gioiello...

La 1982 memorabile, bevuta ben due volte una decina abbondante di anni fa quando stappavo con meno criterio, la ricordo finissima ma ancora giovane di legno, invece immagino oggi, complimenti.
Sto pensando di sentire l'ultima 904 gran reserva 1994 che mi è rimasta, giâ bevuta una sorella qualche anno fa ma nonostante la grandissima annata il vino era ancora compresso, troppo sfuggente al naso, non sfaccettava, che invece è il suo talento.
Ultimamente mi è venuta tanta voglia di tempranillo (ieri Vina Salcedo reserva 2011, gran qualitá prezzo, un tempranillo davvero decoroso ben fatto, solo un filo diluito in bocca per un rsv).

La Spagna, ancora misconosciuta meraviglia, a parte i più noti gioielli di Rioja, Ribera Duero, Priorat, ci sono garnacha (grenache) in Navarra deliziose a prezzi commoventi, vini che puoi godere oggi o stupirti fra dieci anni, c'è la zona del Somontano molto interessante, la Galizia per bianchi sapidi e longevi...
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 18 mag 2019 01:57

Visto che qui fa qncora autunno umido, ultimi rossi, con pennone di grano duro con ragù di coniglio e taggiasche, Wellington di tonno con scarola stufata, tagliata di scottona con patata arrosto alle erbe, formaggi spettacolari di Capra&cavoli (no spam, azienda familiare, produzione esigua).

Pur pinot noir 2017 Stephan Magnien, un naso di cesello di borgogna giovane, freschezza balsamica, lamponfragola, delicati con bocca quasi da bianco, bella aciditá, pulizia e retrogusto eleganti, manca corpo e struttura. Piaciuto abbastanza

Rocce Rosse 2002 - Ar.pe.pe, si viaggiare evitando le buche più dure. Un vino/annata che stappo ogni 5 anni e lui ha continuato la sua strada, evoluzione lenta, delicata, profumi che a coglierli tutti fai un mazzo da sposa. Bocca imperterrita, trasversale, golosa anche. Piaciuto molto

Pergole torte 2014 - Montevertine, annata minore, magari non durerá, senza pronostici nemmeno speculativi. Bene. Però bevuto oggi, avercene di vini come questo, pulizia pulizia pulizia (cit. Bruno Bini, gli sia sempre lieve la sua terra).
Profumi balsamici, frutto ancora giovane, bocca che ne berresti un secchio. Non è un grande Pergole torte, è uno dei più grandi sangiovese e toscani del millesimo. Niente fuoco sacro ma che scintille. Piaciuto
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