Enologia moderna: aiuto o stortura?

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maxer
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda maxer » 01 nov 2018 14:10

Dichiaro la mia totale incompetenza tecnica (e non solo :D ) ma :
dopo aver letto il catalogo 2018 di Oenoitalia Biotecnologie, della cui pubblicazione ringrazio molto zampa, confermo di avere tutto il diritto di avere dei dubbi ad esempio su un vino che sa di legno ma è dichiarato in acciaio, che costa 5 €uro
ed è di grande produzione.

E per altri 3 anni e 5 mesi e mezzo (almeno) continuerò a scrivere :evil:
Se mi va, anche cazzate :wink:
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bobbisolo
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda bobbisolo » 01 nov 2018 14:32

maxer ha scritto:Dichiaro la mia totale incompetenza tecnica (e non solo :D ) ma :
dopo aver letto il catalogo 2018 di Oenoitalia Biotecnologie, della cui pubblicazione ringrazio molto zampa, confermo di avere tutto il diritto di avere dei dubbi ad esempio su un vino che sa di legno ma è dichiarato in acciaio, che costa 5 €uro
ed è di grande produzione.

E per altri 3 anni e 5 mesi e mezzo (almeno) continuerò a scrivere :evil:
Se mi va, anche cazzate :wink:


Sottoscrivo e ti ringrazio molto per aver riassunto.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda maxer » 01 nov 2018 15:02

maxer ha scritto:Dichiaro la mia totale incompetenza tecnica (e non solo :D ) ma :
dopo aver letto il catalogo 2018 di Oenoitalia Biotecnologie, della cui pubblicazione ringrazio molto zampa, confermo di avere tutto il diritto di avere dei dubbi ad esempio su un vino che sa di legno ma è dichiarato in acciaio, che costa 5 €uro
ed è di grande produzione.

E per altri 3 anni e 5 mesi e mezzo (almeno) continuerò a scrivere :evil:
Se mi va, anche cazzate :wink:


Aggiungo :
se poi, ad esempio, sempre quel vino, ad esempio, sia del 2016, 2017 o del 1999, sia romagnolo, emiliano o da vigne coltivate nel Rubicone o nelle spiagge di Cesenatico, non mi interessa una minchia
La questione non era quella !

(mò riassunto perfetto, eh ..... :lol: )
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda davidef » 01 nov 2018 15:55

.
Ultima modifica di davidef il 04 nov 2018 20:46, modificato 1 volta in totale.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda zampaflex » 01 nov 2018 16:27

gabriele succi ha scritto:At salut. Per altri 3 anni non torno a scrivere. Tranqui.

Ieri sera manco a farlo apposta, come rito propiziatorio per la tua ricomparsa, ho stappato il tuo Monte Brullo 2009.
:mrgreen:
Adesso cerca di non inabissarti per altri due anni
Ciao Gabriele :wink:
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gianni femminella » 02 nov 2018 17:36

zampaflex ha scritto:
gabriele succi ha scritto:At salut. Per altri 3 anni non torno a scrivere. Tranqui.

Ieri sera manco a farlo apposta, come rito propiziatorio per la tua ricomparsa, ho stappato il tuo Monte Brullo 2009.
:mrgreen:
Adesso cerca di non inabissarti per altri due anni
Ciao Gabriele :wink:


Ciao Gabri, è sempre un piacere leggere le tue considerazioni, che si tratti di aspetti tecnici o altro.
Mi fai rimpiangere i tuoi interventi.

Personalmente provo sempre più interesse a come si fa il vino, perché mi sembra un approfondimento che un appassionato dovrebbe prima a o poi affrontare, nei limiti che un non-professionista può avere, questo è ovvio.

Mi spiace molto che questo argomento sia finito così ( almeno per il momento ).
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda Timoteo » 02 nov 2018 17:52

gianni femminella ha scritto:
zampaflex ha scritto:
gabriele succi ha scritto:At salut. Per altri 3 anni non torno a scrivere. Tranqui.

Ieri sera manco a farlo apposta, come rito propiziatorio per la tua ricomparsa, ho stappato il tuo Monte Brullo 2009.
:mrgreen:
Adesso cerca di non inabissarti per altri due anni
Ciao Gabriele :wink:


Ciao Gabri, è sempre un piacere leggere le tue considerazioni, che si tratti di aspetti tecnici o altro.
Mi fai rimpiangere i tuoi interventi.

Personalmente provo sempre più interesse a come si fa il vino, perché mi sembra un approfondimento che un appassionato dovrebbe prima a o poi affrontare, nei limiti che un non-professionista può avere, questo è ovvio.

Mi spiace molto che questo argomento sia finito così ( almeno per il momento ).


personalmente, sebbene non conosca per niente Gabriele Succi, mi ritrovo perfettamente col suo paragone Burioni/signora no vax ignorante.
e quindi capisco bene la sua sparizione.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda maxer » 02 nov 2018 22:10

Timoteo ha scritto:personalmente, sebbene non conosca per niente Gabriele Succi, mi ritrovo perfettamente col suo paragone Burioni/signora no vax ignorante.
e quindi capisco bene la sua sparizione.

Però Burioni un giorno sì e l' altro sì, o scrive un articolo su stampa o web, o appare in tv.
Non scompare.
In parte fa bene, per la sua opera di divulgatore scientifico che cerca di confutare le affermazioni della signora no-vax, in parte mi sembra che esageri un po' con il suo presenzialismo 'leggermente' esibizionista.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda pstrada75 » 02 nov 2018 22:51

maxer ha scritto:
Timoteo ha scritto:personalmente, sebbene non conosca per niente Gabriele Succi, mi ritrovo perfettamente col suo paragone Burioni/signora no vax ignorante.
e quindi capisco bene la sua sparizione.

Però Burioni un giorno sì e l' altro sì, o scrive un articolo su stampa o web, o appare in tv.
Non scompare.
In parte fa bene, per la sua opera di divulgatore scientifico che cerca di confutare le affermazioni della signora no-vax, in parte mi sembra che esageri un po' con il suo presenzialismo 'leggermente' esibizionista.


Cioè vuoi dirmi che tu critichi il “presenzialismo”?
Tu che devi per forza di cose intervenire su qualsiasi soggetto di qualsiasi topic aperto anche se non hai assolutamente niente di interessante da dire????
Tu, proprio tu critichi qualcuno che fa del presenzialismo?????
Fantastico....
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda maxer » 03 nov 2018 09:42

pstrada75 ha scritto:
maxer ha scritto:
Però Burioni un giorno sì e l' altro sì, o scrive un articolo su stampa o web, o appare in tv.
Non scompare.
In parte fa bene, per la sua opera di divulgatore scientifico che cerca di confutare le affermazioni della signora no-vax, in parte mi sembra che esageri un po' con il suo presenzialismo 'leggermente' esibizionista.


Cioè vuoi dirmi che tu critichi il “presenzialismo”?
Tu che devi per forza di cose intervenire su qualsiasi soggetto di qualsiasi topic aperto anche se non hai assolutamente niente di interessante da dire????
Tu, proprio tu critichi qualcuno che fa del presenzialismo?????
Fantastico....

Hai ragione : sono sempre stato un po' presenzialista.
E pure 'leggermente' esibizionista (puntualizzo : non in "quel" senso però ..... 8) ).
Nessuno è perfetto.
Che poi le mie note, in prevalenza a carattere scherzoso, ironico, sarcastico o polemico, siano più o meno interessanti per te o per altri, la cosa non mi tocca più di tanto, ti dirò. Se non ti va, non leggermi :wink:
Io intanto mi diverto e questo mi piace. Punto.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda Michelasso » 03 nov 2018 19:03

Peccato, speravo di imparare molto da questo thread, ma mi sa che non ne avrò la possibilità...
"Fra le poche cose che so fare con piacere e che ho sicuramente meglio saputo fare, è bere. Ho scritto molto meno della maggior parte degli scrittori, ma ho certamente bevuto di più della maggior parte di coloro che bevono."
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda bobbisolo » 05 nov 2018 17:09

maxer ha scritto:Io intanto mi diverto e questo mi piace. Punto.


...come non quotarti.

Sono allibito da come e con quale velocità si salti a conclusioni alle quali nemmeno io (nella mia presunzione) ero arrivato.

Del signor Succi mi spiace abbia troncato la discussione con allusioni fallaci; io intanto cerco ancora di capire se sia possibile "far sapere" un vino che fa solo acciaio, di legno.
Probabilmente si, ma speravo che gli interventi, specie di un produttore, fossero più incentrati su questo piuttosto che sulle mie credenze e competenze.

Senza incolpare incolpevoli signore Maria o peggio, farle passare per talebani-urlatori-bestie di satana-partito dei forconi o della famiglia.
Su questo non commento, confidavo sbagliando sugli altri lettori che non scendessero allo stesso livello di approssimazione.
Ho sbagliato, tanto quanto a non riportare l'annata del vino in questione.

Finchè avrò fiato in corpo, consiglierò al mondo e anche a tutti coloro cui non frega un c... di evitare la cantina del suddetto produttore.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 07 nov 2018 18:56

bobbisolo ha scritto:Del signor Succi mi spiace abbia troncato la discussione con allusioni fallaci

Se c'è uno che qui ha fatto allusioni (manine chimiche, etc) porta pazienza ma quello non sono io.
io intanto cerco ancora di capire se sia possibile "far sapere" un vino che fa solo acciaio, di legno.

Se rileggi attentamente i commenti, vedi che ho risposto.
Finchè avrò fiato in corpo, consiglierò al mondo e anche a tutti coloro cui non frega un c... di evitare la cantina del suddetto produttore.

Penso che dormirò ugualmente.
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
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Uno vorrebbe anche discutere seriamente, ma come si fa? (il comandante)
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda maxer » 07 nov 2018 19:46

Allora, una proposta.
Dimentichiamoci per un momento delle polemiche, delle allusioni fallaci, di Burioni e della signora Maria, degli elenchi di Luciano, delle imperfezioni territoriali, degli abbandoni, di tutto.

La domanda precisa resta sempre questa :

PERCHÉ un Romagna Sangiovese 2017 "Campo di Mezzo" fatto solo in acciaio sa pesantemente di legno :?:

Qualcuno potrebbe risponderci, con sincera precisione, magari chiedendo altrettanto sincera spiegazione (di sicuro non ci sarà nulla da celare) ai produttori, vicini di Azienda e semplicemente riferendoci la loro versione ?

Semplice, no ? E la chiudiamo lì.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda tisana » 07 nov 2018 22:39

a me sembra che la risposta il buon Succi l'abbia data:

gabriele succi ha scritto:
Beh, potrebbe essere benissimo che abbiano messo le stecche di legno nelle vasche d'acciaio durante la fermentazione per stabilizzare gli antociani (cosa che l'azienda citata non fa) per avere lo stesso effetto.
Cosa c'entra la manina chimica?


Intendeva dire che non c'e' aggiunta di polverine o qualcosa di sintesi (la 'manina chimica' I assume). Ovviamente questo non significa che un consumatore non possa storcere il naso se il vino non risponde alle sue anche legittime aspettative (eg.: quanto dichiarato in etichetta), e' un suo diritto, ma non c'e' una 'manina chimica' per come la si intende sulle base dei precedenti commenti. Solo che appunto tocca che ci chiariamo con i termini, altrimenti viene buttato tutto in un calderone e allora tutto vale tutto.

Ovviamente la sensibilita'/l'estetica personale del vino influenzano pesantemente come ci si pone di fronte a questi prodotti.
A me interessa sapere cosa nelle nostre idee di appassionati fa di un vino un vino di territorio, o un vino artigianale, o un vino naturale o un vino ___ (aggiungere a piacimento). E' una domanda che sta in giro da anni ormai - come gia' ricordato anche da Zampaflex qualcuno si ricordera' i lunghi scazzi molti anni fa su questi lidi a proposito di modernisti vs. tradizionali, poi sostituito da naturali vs. convenzionali...
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda maxer » 08 nov 2018 01:41

tisana ha scritto:a me sembra che la risposta il buon Succi l'abbia data:

"Beh, potrebbe essere benissimo che abbiano messo le stecche di legno nelle vasche d'acciaio durante la fermentazione per stabilizzare gli antociani (cosa che l'azienda citata NON fa) per avere lo stesso effetto.
Cosa c'entra la manina chimica?"

Intendeva dire che non c'e' aggiunta di polverine o qualcosa di sintesi (la 'manina chimica' I assume). Ovviamente questo non significa che un consumatore non possa storcere il naso se il vino non risponde alle sue anche legittime aspettative (eg.: quanto dichiarato in etichetta), e' un suo diritto, ma non c'e' una 'manina chimica' per come la si intende sulle base dei precedenti commenti. Solo che appunto tocca che ci chiariamo con i termini, altrimenti viene buttato tutto in un calderone e allora tutto vale tutto.

Ovviamente la sensibilita'/l' estetica personale del vino influenzano pesantemente come ci si pone di fronte a questi prodotti .....

Il buon Succi la risposta NON l' ha data : ha solo escluso un' ipotesi diciamo "fisica" e totalmente le altre ipotesi diciamo "chimiche".

Ipotesi truciolato ?
Battuta :roll: : allora, con tutti i milioni di tronchi abbattuti dal vento nel nordest, dobbiamo aspettarci nei supermercati un ritorno alla grande di vino di bassa qualità ma legnoso e a buon prezzo ?

Comunque, resto ancora in attesa di una risposta precisa e sincera alla mia umile domandina, anche se comincio a essere un po' pessimista.


P.S. : penso che invece di 'estetica' tu volessi intendere l' etica personale del vino che influenza come ci si pone davanti a questi prodotti.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda Kalosartipos » 08 nov 2018 08:09

tisana ha scritto:a me sembra..

Cinzia!
Era ora che ti facessi viva!
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda vinogodi » 08 nov 2018 08:59

...senza entrare nel caso specifico (che non conosco ) , purtroppo , e dico "purtroppo" , non ho mai capito le distonie legislative che portano ad avere pesi diversi su varie classi merceologiche . Lavoro nel campo agroalimentare da 35 anni (con ruoli anche non marginali , ma che toccano il cuore produttivo , di innovazione e legislazione) e me lo sono sempre chiesto , anche da appassionato di vino da più generazioni , con padre enologo (grandissimo tecnico) che disquisiva sine die con mia madre (sua assistente di laboratorio) di DPR 162/ 65 e successive leggi UE 817/70, delle modifiche in legge 339/79 e successive modifiche, in particolare il regolamento base UE 822/87.... ecc , ecc, ecc , ecc (ormai le imparai a memoria come si fa con le poesie a scuola) , tanto da leggermele tutte e confrontarle con la legislazione alimentare , dove nell'alimentare "ti segano i ditini" per omissione anche di un'erba aromatica mentre la flessibilità nel vino è quasi totale , in termini di "dichiarazione" additivale" (indipendentemente da liste positive ... che in tanti ignorano) o di coadiuvanti tecnologici . Per una volta parlo da consumatore , non da appassionato ... sinceramente avrei necessità non solo culturale di "sezionare" la componentistica aggiunta del vino , ma anche e proprio di sviluppare il tema di eguaglianza fra vino e altri cibi in termini di obblighi di fronte alla trasparenza verso il consumatore...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 08 nov 2018 10:55

vinogodi ha scritto:...senza entrare nel caso specifico (che non conosco ) , purtroppo , e dico "purtroppo" , non ho mai capito le distonie legislative che portano ad avere pesi diversi su varie classi merceologiche . Lavoro nel campo agroalimentare da 35 anni (con ruoli anche non marginali , ma che toccano il cuore produttivo , di innovazione e legislazione) e me lo sono sempre chiesto , anche da appassionato di vino da più generazioni , con padre enologo (grandissimo tecnico) che disquisiva sine die con mia madre (sua assistente di laboratorio) di DPR 162/ 65 e successive leggi UE 817/70, delle modifiche in legge 339/79 e successive modifiche, in particolare il regolamento base UE 822/87.... ecc , ecc, ecc , ecc (ormai le imparai a memoria come si fa con le poesie a scuola) , tanto da leggermele tutte e confrontarle con la legislazione alimentare , dove nell'alimentare "ti segano i ditini" per omissione anche di un'erba aromatica mentre la flessibilità nel vino è quasi totale , in termini di "dichiarazione" additivale" (indipendentemente da liste positive ... che in tanti ignorano) o di coadiuvanti tecnologici . Per una volta parlo da consumatore , non da appassionato ... sinceramente avrei necessità non solo culturale di "sezionare" la componentistica aggiunta del vino , ma anche e proprio di sviluppare il tema di eguaglianza fra vino e altri cibi in termini di obblighi di fronte alla trasparenza verso il consumatore...

La legge è chiara:
Ingredienti nel vino sono vino e zolfo (il saccarosio nel caso dei rifermentati).
Per quanto riguarda gli additivi, invece la legge ti impone di segnare già ora se aggiungi colla di pesce, chiara d'uovo etc. (i famosi allergeni).
Per gli altri che poi nel vino NON si trovano (es. bentonite per la chiarifica che poi nel vino non c'è) se tu li indichi in etichetta, poi incorri in sanzione proprio perchè non ci sono più. Per le altre cose, il tannino da buccia d'uva o da legno che aggiungi, nessuno ti potrà mai dimostrare che fa parte della tua uva o, in caso di tannini da quercia, siano ceduti dal passaggio in legno. E' quindi una cosa inutile, dannosa per il consumatore che si trova a malpartito, ma soprattutto brigosa per i produttori che dovrebbero fare le etichette a fisarmonica come quelle dei presidi fitosanitari... Secondo te?
Aggiungo che alcuni pretendono anche l'elenco dei fitofarmaci usati nei trattamenti da indicare in etichetta... Specifico che c'è un registro che si chiama "quaderno di campagna" che ogni azienda agricola è obbligata a tenere ed è consultabile in qualsiasi momento dalle autorità competenti. Ma poi... nei succhi di frutta... è scritto tutta la trafila di trattamenti che vengono applicati su peschi, peri, albicocchi etc? Non scherziamo per favore...
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
Adosss, se gli chiedi il prestige, ti sbatte fuori (pippuz)
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda vinogodi » 08 nov 2018 11:06

gabriele succi ha scritto:
vinogodi ha scritto:...senza entrare nel caso specifico (che non conosco ) , purtroppo , e dico "purtroppo" , non ho mai capito le distonie legislative che portano ad avere pesi diversi su varie classi merceologiche . Lavoro nel campo agroalimentare da 35 anni (con ruoli anche non marginali , ma che toccano il cuore produttivo , di innovazione e legislazione) e me lo sono sempre chiesto , anche da appassionato di vino da più generazioni , con padre enologo (grandissimo tecnico) che disquisiva sine die con mia madre (sua assistente di laboratorio) di DPR 162/ 65 e successive leggi UE 817/70, delle modifiche in legge 339/79 e successive modifiche, in particolare il regolamento base UE 822/87.... ecc , ecc, ecc , ecc (ormai le imparai a memoria come si fa con le poesie a scuola) , tanto da leggermele tutte e confrontarle con la legislazione alimentare , dove nell'alimentare "ti segano i ditini" per omissione anche di un'erba aromatica mentre la flessibilità nel vino è quasi totale , in termini di "dichiarazione" additivale" (indipendentemente da liste positive ... che in tanti ignorano) o di coadiuvanti tecnologici . Per una volta parlo da consumatore , non da appassionato ... sinceramente avrei necessità non solo culturale di "sezionare" la componentistica aggiunta del vino , ma anche e proprio di sviluppare il tema di eguaglianza fra vino e altri cibi in termini di obblighi di fronte alla trasparenza verso il consumatore...

La legge è chiara:
Ingredienti nel vino sono vino e zolfo (il saccarosio nel caso dei rifermentati).
Per quanto riguarda gli additivi, invece la legge ti impone di segnare già ora se aggiungi colla di pesce, chiara d'uovo etc. (i famosi allergeni).
Per gli altri che poi nel vino NON si trovano (es. bentonite per la chiarifica che poi nel vino non c'è) se tu li indichi in etichetta, poi incorri in sanzione proprio perchè non ci sono più. Per le altre cose, il tannino da buccia d'uva o da legno che aggiungi, nessuno ti potrà mai dimostrare che fa parte della tua uva o, in caso di tannini da quercia, siano ceduti dal passaggio in legno. E' quindi una cosa inutile, dannosa per il consumatore che si trova a malpartito, ma soprattutto brigosa per i produttori che dovrebbero fare le etichette a fisarmonica come quelle dei presidi fitosanitari... Secondo te?
Aggiungo che alcuni pretendono anche l'elenco dei fitofarmaci usati nei trattamenti da indicare in etichetta... Specifico che c'è un registro che si chiama "quaderno di campagna" che ogni azienda agricola è obbligata a tenere ed è consultabile in qualsiasi momento dalle autorità competenti. Ma poi... nei succhi di frutta... è scritto tutta la trafila di trattamenti che vengono applicati su peschi, peri, albicocchi etc? Non scherziamo per favore...
...conosco , conosco , vai tranquillo. E' che scritto da un produttore permette di essere più chiari e mettere a conoscenza chi sta leggendo e di tanti dubbi che arrovellano i forumisti o l'ignaro consumatore, seppur appassionato , dalla viva voce di chi le vive quotidianamente, queste problematiche... era una trappola e non volevo rinunciare a cuor leggero al tuo prezioso contributo di produttore :wink:...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda tisana » 08 nov 2018 11:14

Kalosartipos ha scritto:
tisana ha scritto:a me sembra..

Cinzia!
Era ora che ti facessi viva!


ciao Kalos :) sopravvivo, ma sono poco bevente, quindi mi limito a leggere


maxer ha scritto:Il buon Succi la risposta NON l' ha data : ha solo escluso un' ipotesi diciamo "fisica" e totalmente le altre ipotesi diciamo "chimiche".

Ipotesi truciolato ?
Battuta :roll: : allora, con tutti i milioni di tronchi abbattuti dal vento nel nordest, dobbiamo aspettarci nei supermercati un ritorno alla grande di vino di bassa qualità ma legnoso e a buon prezzo ?

Comunque, resto ancora in attesa di una risposta precisa e sincera alla mia umile domandina, anche se comincio a essere un po' pessimista.

P.S. : penso che invece di 'estetica' tu volessi intendere l' etica personale del vino che influenza come ci si pone davanti a questi prodotti.


ciao Maxer, a me sembra che Gabriele abbia dato un risposta, che deriva dalla sua esperienza di produttore, che non puo' essere altro che una ipotesi, visto che il vino in questione non e' il suo. E si', ha escluso una ipotesi chimica, ma credo vada letta alla luce del suo argomento espresso nelle risposte precedenti, cioe': non facciamo di tutta l'erba un fascio, ci sono varie possibilita' del perche' un vino sappia di legno e non sono necessariamente aggiunte chimiche, oltretutto devi fare attenzione a quello che scrivi in etichetta, etc..
Poi andare a sapere...e qui Vinogodi (si) pone delle domande sacrosante che dovrebbero interessare tutti i consumatori - e a cui la retroguardia dei forumisti rispondeva insistendo che nel vuoto legislativo e' proprio la degustazione che ci serve come strumento per arrivare a capire cosa succede ad un vino - ma che visite dai produttori piu' disponibili possono aiutare a fornire.
(Gabriele Succi, torna qui a rispondere, dai, magari ho capito male quello che hai detto e solo tu puoi chiarircelo).

Per gli alberi abbattuti avanza la tua proposta al demanio, so che hanno gia' iniziato procedure per il recupero, fosse mai :mrgreen:

PS: no, intendevo proprio estetica, prendendola alla larga diciamo l'idea del vino come dovrebbe essere e che quindi porta a vedere il vino 'naturale' come una buffonata o invece come il futuro, l'uso di coadiuvanti come alieni al vino o quali si e fino a che punto etc
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 08 nov 2018 11:24

tisana ha scritto:ciao Maxer, a me sembra che Gabriele abbia dato un risposta, che deriva dalla sua esperienza di produttore, che non puo' essere altro che una ipotesi, visto che il vino in questione non e' il suo. E si', ha escluso una ipotesi chimica, ma credo vada letta alla luce del suo argomento espresso nelle risposte precedenti, cioe': non facciamo di tutta l'erba un fascio, ci sono varie possibilita' del perche' un vino sappia di legno e non sono necessariamente aggiunte chimiche, oltretutto devi fare attenzione a quello che scrivi in etichetta, etc..

Occhio che non c'è peggior sordo di colui che non vuol sentire...

Poi andare a sapere...e qui Vinogodi (si) pone delle domande sacrosante che dovrebbero interessare tutti i consumatori - e a cui la retroguardia dei forumisti rispondeva insistendo che nel vuoto legislativo e' proprio la degustazione che ci serve come strumento per arrivare a capire cosa succede ad un vino - ma che visite dai produttori piu' disponibili possono aiutare a fornire.
(Gabriele Succi, torna qui a rispondere, dai, magari ho capito male quello che hai detto e solo tu puoi chiarircelo).

Ho cercato di rispondere al commento di marco, di quale chiarimento avevi bisogno?
PS
La mia cantina è sempre aperta, io dico espressamente il motivo delle mie scelte in cantina ed in vigna. Di fondo c'è sempre solo una cosa: intervenire il meno possibile.
Mi chiedono se uso il diserbo? Certo che lo uso, ma ti spiego il perchè e soprattutto mi si deve ascoltare bene, perchè io le cose le spiego sempre (in maniera scientifica, nella fattispecie) ma mi si deve ascoltare, perchè se partiamo con i pregiudizi, allora si va sempre a finire come Burioni vs la mammina no vax.
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
Adosss, se gli chiedi il prestige, ti sbatte fuori (pippuz)
Uno vorrebbe anche discutere seriamente, ma come si fa? (il comandante)
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zampaflex
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda zampaflex » 08 nov 2018 11:45

tisana ha scritto:
:) sopravvivo, ma sono poco bevente, quindi mi limito a leggere



Male!
Bentornata :D
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maxer
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda maxer » 08 nov 2018 12:56

maxer ha scritto:La domanda precisa resta sempre questa :

PERCHÉ un Romagna Sangiovese 2017 "Campo di Mezzo" fatto solo in acciaio sa pesantemente di legno :?:

Qualcuno (Gabriele Succi) potrebbe risponderci, con sincera precisione, magari chiedendo altrettanto sincera spiegazione (di sicuro non ci sarà nulla da celare) ai produttori di questo vino, vicini di Azienda (a Gabriele Succi) e semplicemente riferendoci la loro versione ?

Semplice, no ? E la chiudiamo lì.

Occhio che non sono ancora sordo :mrgreen:
Ma sempre curioso.
E in questo caso anche poco arrendevole.

Insisto.
Ma che ca@@o ci mettono in questo vino ?
carpe diem 8)
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda pstrada75 » 08 nov 2018 13:07

maxer ha scritto:Insisto.
Ma che ca@@o ci mettono in questo vino ?


Se sei cosi' curioso e questo quesito ti tormenta notte e giorno non facendoti dormire allora perche' non alzi il telefono e lo chiedi all'unico che ti puo' rispondere..........il produttore di questo vino.....

Guarda che gentile ti facilito anche il compito:

Imola
Via Lola, 3,
40026 Imola BO
Tel: 0542 657116
Indirizzo email: david@tremonti.it

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