Enologia moderna: aiuto o stortura?

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zampaflex
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Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda zampaflex » 31 ott 2018 13:48

Discutendo con gli amici milanesi, alcuni dei quali sempre più orientati al vino "naturale", ad un certo punto è stato tirato in ballo un distributore di prodotti per migliorare o raddrizzare la vinificazione.
Ho trovato il catalogo pubblicato in rete, chi vuole può guardarselo, è molto interessante, anche per capire come mai certi vini riescano ad assumere identità apparentemente non proprie.
Chiaramente per i vecchi frequentatori del forum non dico niente di nuovo, ma per i nuovi c'è spazio di discussione.
Disclosure: io detesto il termine "vino naturale", oltre a parermi una tremenda forzatura manicheistica nel modo in cui attualmente viene usato e propagandato, e a coprire difetti a volte indecenti, sono molto dubbioso sulla tenuta nel tempo di tali prodotti. E nelle punte di reale valore, spesso più che di naturalità bisognerebbe, come opportuno, parlare della bravura artigianale del produttore, non del metodo di per sé.
Ma di fronte a filtrazioni tangenziali, enzimi e lieviti che trasformano la merda in oro e DOC che si estendono dalle alpi agli appennini 8) , una riflessione sul vino di massa (dato che non credo che le bottiglie migliori, quelle che beviamo noi, ne siano coinvolte) la si deve fare.

https://docplayer.it/28979626-Catalogo-generale-oenoitalia-biotecnologie-s-r-l.html
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda davidef » 31 ott 2018 15:10

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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda bobbisolo » 31 ott 2018 15:32

Discorso interessantissimo, a me mancano le competenze... lavorando nel settore però (c'è un'azienda bresciana che vende in tutto il mondo, anche nelle zone vitivinicole più pregiate) additivi quali lieviti selezionati ma anche legni, tannini, aromi sono a quanto pare molto utilizzati.
Il filtro di per sè non mi sembra tecnologia che va ad intaccare-modificare la materia prima, così come la pompa, la diraspapigiatrice, la pressa, il freddo e l'acciaio... perlomeno non tanto quanto sono in grado di fare gli additivi preparati chimicamente.
L'altra sera ho bevuto un sangiovese ROMAGNOLO "Campo di mezzo" preso al supermercato, Tre Monti è l'azienda imolese (pessima scelta del nome, per chi ancora si ricorda il ministro), che dichiara in etichetta "solo acciaio", ma al naso e in bocca viene da dire l'opposto.
Il vino è estremamente bevivbile, il giorno dopo è un vino disunito e dai sapori cattivi.
Conoscendo quindi questa grandissima realtà bresciana, ma anche chi utilizza i suoi prodotti, viene il sospetto che chi ha necessità di ridurre i tempi(le inceretezze) delle fasi di lavorazione (specie i grandi gruppi, ma non c'è una misura nè una prova per affermare ciò), passi attraverso l'utilizzo di questi "strumenti" per necessità.
Ultima modifica di bobbisolo il 01 nov 2018 12:57, modificato 1 volta in totale.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda davidef » 31 ott 2018 16:38

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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gp » 31 ott 2018 16:54

bobbisolo ha scritto:L'altra sera ho bevuto un sangiovese emiliano "Campo di mezzo" preso al supermercato, Tre Monti è l'azienda imolese
Ti sei dimenticato di dire l'annata.
Comprare al supermercato vini che si trovano anche in enoteca, come dovrebbe essere il caso di questo, è un azzardo, perché risparmi quasi sempre qualcosa, ma d'altra parte le condizioni di conservazione sono quasi sempre peggiori.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda bobbisolo » 31 ott 2018 17:07

gp ha scritto:
bobbisolo ha scritto:L'altra sera ho bevuto un sangiovese emiliano "Campo di mezzo" preso al supermercato, Tre Monti è l'azienda imolese
Ti sei dimenticato di dire l'annata.
Comprare al supermercato vini che si trovano anche in enoteca, come dovrebbe essere il caso di questo, è un azzardo, perché risparmi quasi sempre qualcosa, ma d'altra parte le condizioni di conservazione sono quasi sempre peggiori.


Hai ragione, mi metti il dubbio... stiamo parlando di una cosa fresca,
2016 o 2017

però alla fola della cattiva conservazione in reparti oramai climatizzati e con diverse accortezze (a volte anche più della piccola enoteca), credo pochino.
É vero, resistono reparti di alcune catene per niente curati.
E c'è enoteca ed enoteca, quella che espone le bottiglie in soffitta e ti vende quelle e quella che ha una cantina interrata e tante altre varianti...
Si compra bene anche al super e a volte in condizioni ambientali migliori dell'enoteca più vicina

Mai cercato-trovato questo vino in enoteca, proverò per un confronto (però, se il tuo vino al primo sballo di luce e sole parte per le maldive, forse meglio rivedere la politica di distribuzione a monte, piuttosto che spiegare al consumatore che ha preso la bottiglia nel posto sbagliato... si ma, chi gliel'ha venduta?)

E cmq il punto rimane: su un vino solo acciaio, sento il legno.
Ho mangiato un mobile mezzora prima io, il super ha inscenato un carnevale di rio usando come macarenas le prossime bottiglie da vendere, oppure c'è effettivamente un prodotto chiamato "legno di rovere" che addizionato al vino gli dona le sue caratteristiche o niente di ciò?
Le aziende che producono questi additivi sono quelle con i più alti ricavi nel settore vino(forse vendono tanto...)
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gp » 31 ott 2018 17:18

bobbisolo ha scritto:
gp ha scritto:
bobbisolo ha scritto:L'altra sera ho bevuto un sangiovese emiliano "Campo di mezzo" preso al supermercato, Tre Monti è l'azienda imolese
Ti sei dimenticato di dire l'annata.
Comprare al supermercato vini che si trovano anche in enoteca, come dovrebbe essere il caso di questo, è un azzardo, perché risparmi quasi sempre qualcosa, ma d'altra parte le condizioni di conservazione sono quasi sempre peggiori.


Hai ragione, mi metti il dubbio... stiamo parlando di una cosa fresca,
2016 o 2017

però alla fola della cattiva conservazione in reparti oramai climatizzati e con diverse accortezze (a volte anche più della piccola enoteca), credo pochino.
É vero, resistono reparti di alcune catene per niente curati.
E c'è enoteca ed enoteca, quella che espone le bottiglie in soffitta e ti vende quelle e quella che ha una cantina interrata e tante altre varianti...
Si compra bene anche al super e a volte in condizioni ambientali migliori dell'enoteca più vicina

Mai cercato-trovato questo vino in enoteca, proverò per un confronto (però, se il tuo vino al primo sballo di luce e sole parte per le maldive, forse meglio rivedere la politica di distribuzione a monte, piuttosto che spiegare al consumatore che ha preso la bottiglia nel posto sbagliato... si ma, chi gliel'ha venduta?)

Non ci sono solo i reparti, ma anche e soprattutto i magazzini. La climatizzazione ovviamente va bene, ma la deumidificazione tosta no, se non per brevi periodi. Quindi nel caso bisognerebbe puntare per precauzione sull'ultima annata, in questo caso la 2017 -- che però climaticamente è stata anche la peggiore delle due.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda bobbisolo » 31 ott 2018 17:21

gp ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
gp ha scritto:
bobbisolo ha scritto:L'altra sera ho bevuto un sangiovese emiliano "Campo di mezzo" preso al supermercato, Tre Monti è l'azienda imolese
Ti sei dimenticato di dire l'annata.
Comprare al supermercato vini che si trovano anche in enoteca, come dovrebbe essere il caso di questo, è un azzardo, perché risparmi quasi sempre qualcosa, ma d'altra parte le condizioni di conservazione sono quasi sempre peggiori.


Hai ragione, mi metti il dubbio... stiamo parlando di una cosa fresca,
2016 o 2017

però alla fola della cattiva conservazione in reparti oramai climatizzati e con diverse accortezze (a volte anche più della piccola enoteca), credo pochino.
É vero, resistono reparti di alcune catene per niente curati.
E c'è enoteca ed enoteca, quella che espone le bottiglie in soffitta e ti vende quelle e quella che ha una cantina interrata e tante altre varianti...
Si compra bene anche al super e a volte in condizioni ambientali migliori dell'enoteca più vicina

Mai cercato-trovato questo vino in enoteca, proverò per un confronto (però, se il tuo vino al primo sballo di luce e sole parte per le maldive, forse meglio rivedere la politica di distribuzione a monte, piuttosto che spiegare al consumatore che ha preso la bottiglia nel posto sbagliato... si ma, chi gliel'ha venduta?)

Non ci sono solo i reparti, ma anche e soprattutto i magazzini. La climatizzazione ovviamente va bene, ma la deumidificazione tosta no, se non per brevi periodi. Quindi nel caso bisognerebbe puntare per precauzione sull'ultima annata, in questo caso la 2017 -- che però climaticamente è stata anche la peggiore delle due.


perdonami gp, per mio limite non riesco a vederlo come "il problema" che ha causato sentori di legno su un prodotto solo acciaio.
Poi sono sempre pronto a ricredermi... infatti farò anche il confronto con lo stesso vino, se lo trovo, in enoteca...
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gp » 31 ott 2018 18:01

bobbisolo ha scritto:
gp ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
gp ha scritto:
bobbisolo ha scritto:L'altra sera ho bevuto un sangiovese emiliano "Campo di mezzo" preso al supermercato, Tre Monti è l'azienda imolese
Ti sei dimenticato di dire l'annata.
Comprare al supermercato vini che si trovano anche in enoteca, come dovrebbe essere il caso di questo, è un azzardo, perché risparmi quasi sempre qualcosa, ma d'altra parte le condizioni di conservazione sono quasi sempre peggiori.


Hai ragione, mi metti il dubbio... stiamo parlando di una cosa fresca,
2016 o 2017

però alla fola della cattiva conservazione in reparti oramai climatizzati e con diverse accortezze (a volte anche più della piccola enoteca), credo pochino.
É vero, resistono reparti di alcune catene per niente curati.
E c'è enoteca ed enoteca, quella che espone le bottiglie in soffitta e ti vende quelle e quella che ha una cantina interrata e tante altre varianti...
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Mai cercato-trovato questo vino in enoteca, proverò per un confronto (però, se il tuo vino al primo sballo di luce e sole parte per le maldive, forse meglio rivedere la politica di distribuzione a monte, piuttosto che spiegare al consumatore che ha preso la bottiglia nel posto sbagliato... si ma, chi gliel'ha venduta?)

Non ci sono solo i reparti, ma anche e soprattutto i magazzini. La climatizzazione ovviamente va bene, ma la deumidificazione tosta no, se non per brevi periodi. Quindi nel caso bisognerebbe puntare per precauzione sull'ultima annata, in questo caso la 2017 -- che però climaticamente è stata anche la peggiore delle due.


perdonami gp, per mio limite non riesco a vederlo come "il problema" che ha causato sentori di legno su un prodotto solo acciaio.
Poi sono sempre pronto a ricredermi... infatti farò anche il confronto con lo stesso vino, se lo trovo, in enoteca...

Non sono un tecnico, ma potrebbe esserci addirittura un nesso diretto, perché i tannini aggiunti sono una delle molecole ad azione antiossidante che si possono aggiungere a un vino per allungare la sua "shelf-life".
Per gli addetti ai lavori, se ne parla per esempio qui:
http://www.sinab.it/sites/default/files ... ra-eno.pdf
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda bobbisolo » 31 ott 2018 18:15

Non sto cercando di imbastire una caccia alle streghe, modello solfiti nei vini "naturali".
Suggerisco anche di chiedere all'amico enologo cosa usa nel processo, con l'obiettivo di prendere consapevolezza dell'uso di additivi.

Ti ringrazio per lo spunto, ineffetti interessante... ma il paragrafo in cui si parla di quali tannini sono aggiunti al vino per allungarne la vita fuori cantina, riusciresti per favore ad indicarmelo?
Perchè al momento ho il dubbio che tannini e aromi del legno siano prodotti differenziati, a quanto si legge da catalogo di oenoitalia
gp
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gp » 31 ott 2018 18:28

bobbisolo ha scritto:Ti ringrazio per lo spunto, ineffetti interessante... ma il paragrafo in cui si parla di quali tannini sono aggiunti al vino per allungarne la vita fuori cantina, riusciresti per favore ad indicarmelo?
Perchè al momento ho il dubbio che tannini e aromi del legno siano prodotti differenziati, a quanto si legge da catalogo di oenoitalia

All'inizio dello studio, "ellagitannini di rovere". Peraltro la conclusione è che non sostituiscono la solforosa, anzi possono fare danno perché ne accelerano il consumo.
Vero, per quel che ne so tannini e aromi di legno sono due pacchetti differenziati nelle offerte. Da non addetto ai lavori, ricordo sempre però che persone competenti come Gily invitano a non prendere troppo alla lettera i claims dei venditori di additivi... se non altro perché le interazioni all'interno del singolo vino sono potenzialmente infinite.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 31 ott 2018 18:47

in tema di vini naturali continuo a vedere approcci estremi, da una parte e dall'altra..personalmente credo che il ritorno alle origini (non eccessivamente estremizzato) delle tecniche di vinificazione sia un bene quando si hanno le competenze tecniche (oltre che il territorio) per affrontarlo..mi è capitato di bere vini cosiddetti naturali estremamente puliti, rappresentativi dell'annata e anche in grado di reggere una discreta evoluzione nel tempo..(alessandro viola, zero di babo, per citarne un paio)..poi se un vino non ti regge 20 anni, non so fino a che punto sia un problema di tecnica di vinificazione naturale/industriale..e a dirla tutta, sono sempre meno interessato a bere vinoni in grande e vecchia annata..il più delle volte incappo in delusioni dopo aver speso anche belle cifrette....
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda Alberto » 01 nov 2018 05:29

bobbisolo ha scritto:L'altra sera ho bevuto un sangiovese emiliano

Impossibile! :o

:wink: :wink: :wink:
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così gratis come la tristezza...

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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 01 nov 2018 10:02

bobbisolo ha scritto:...
L'altra sera ho bevuto un sangiovese emiliano "Campo di mezzo" preso al supermercato, Tre Monti è l'azienda imolese (pessima scelta del nome, per chi ancora si ricorda il ministro), che dichiara in etichetta "solo acciaio", ma al naso e in bocca viene da dire l'opposto.
Il vino è estremamente bevivbile, il giorno dopo è un vino disunito e dai sapori cattivi.
...

Scusa la correzione, ma l'azienda è Romagnola. Imola, pur essendo sotto la prov. di BO è Romagna (se hai bevuto il campo di mezzo, è anche scritto in etichetta "Romagna Sangiovese etc etc").
Detto ciò, visto che si trovano a pochi km dalla mia azienda, li conosco benissimo e il vino è fatto solo in acciaio. Te lo posso mettere per iscritto.
PS
Tre Monti è il nome della località ove si trova l'azienda, da cui il nome.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 01 nov 2018 10:09

davidef ha scritto:è un argomento che non affronterà seriamente nessuno perchè oltre ad aver bisogno di competenze tecniche per sviscerare i temi si entra su una sfera che ha sia luci che ombre, quello che si impara in cantina ha la stessa valenza di ciò che si apprende nel confessionale e difficilmente qualche utente si prenderà il compito (improprio) di lanciarsi in analisi dettagliate sui vini di X o Y

Non è vero che nessuno ne ha le competenze, Davide. La verità è che parlano persone che non hanno competenze; la differenza, pur essendo sottile, c'è.
Ad esempio, io credo di averne, ma ho rinunciato a parlare di applicazioni fitoiatriche, di effetti dei prodotti antiparassitari, delle concimazioni, di residui sul vino etc etc, perchè trovo sempre e dico sempre qualche incompetente "informato" che interviene dicendo la sua (99 volte su 100 è una corbelleria), tu cerchi di spiegare, ma va tutto in vacca come al solito.
Un po' come succede al Dott Burioni quando va in TV a parlare di vaccini... Trova sempre la mamma "informata" che ne sa più di lui. E' l'andazzo di oggi.
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda davidef » 01 nov 2018 10:53

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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda maxer » 01 nov 2018 11:05

gabriele succi ha scritto:Detto ciò, visto che si trovano a pochi km dalla mia azienda, li conosco benissimo e il vino è fatto solo in acciaio. Te lo posso mettere per iscritto

Al di là dell' emiliano / romagnolo, mi sembra che la questione che sollevava bobbisolo era un pesante sentore di legno in un vino fatto solo in acciaio (di cui non aveva dubitato).
Che non ci sia stata una subdola e furbetta "manina" chimica ? :roll:
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 01 nov 2018 12:09

maxer ha scritto:
gabriele succi ha scritto:Detto ciò, visto che si trovano a pochi km dalla mia azienda, li conosco benissimo e il vino è fatto solo in acciaio. Te lo posso mettere per iscritto

Al di là dell' emiliano / romagnolo, mi sembra che la questione che sollevava bobbisolo era un pesante sentore di legno in un vino fatto solo in acciaio (di cui non aveva dubitato).
Che non ci sia stata una subdola e furbetta "manina" chimica ? :roll:

Beh no, la precisione ci vuole, perchè altrimenti non ci si capisce... Mai sentito parlare di un lambrusco di romagna? Io no... ergo... Cazzo, è scritto in etichetta; dai che ce la possiamo fare...
Poi importante è l'annata: 16 o 17? Perchè se uno mette l'annata (e non forse una o l'altra) c'è modo di andare ad acquistare il prodotto e vedere se il vino effettivamente è quello descritto oppure no.
Dico male?
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda bobbisolo » 01 nov 2018 12:40

Si, ho sbagliato.

Sangiovese romagnolo 2017.

Ero convinto di fare una battuta anche simpatica e
insieme comunicare la scelta infelice del nome.
Forse adesso gli arriverà la voce della signora Maria, che ha anche scritto una mail agli interessati :)

Nessuna caccia alle streghe, nessuna conclusione è stata tirata, ma qui pare si stia cercando di trasformarla in santa inquisizione.

Ma alla fine, Gabriele, questi additivi vengono utilizzati o no in cantina? Perché sai, le aziende del settore vendono tanto e sono in salute...
Niente di male, solo volontà di aggiungere qualche tassello
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 01 nov 2018 12:47

bobbisolo ha scritto:...
Forse adesso gli arriverà la voce della signora Maria, che ha anche scritto una mail agli interessati :)

Non credo proprio...

bobbisolo ha scritto:Nessuna caccia alle streghe, nessuna conclusione è stata tirata, ma qui pare si stia cercando di trasformarla in santa inquisizione.
Ma alla fine, Gabriele, questi additivi vengono utilizzati o no in cantina? Perché sai, le aziende del settore vendono tanto e sono in salute...
Niente di male, solo volontà di aggiungere qualche tassello

Certo che gli additivi si usano, ma bisogna vedere cosa intendi tu.
Un esempio: per la stabilizzazione proteica, si usa la bentonite, la quale decanta e la si separa dal vino prima dell'imbottigliamento. Quindi nel vino non la trovi più. Idem per tanti altri prodotti. Ti dirò di più, se nel caso tu scrivi in etichetta che la bentonite stessa è stata utilizzata e poi il MAF ti fa un'analisi al vino e essa stessa non la si trova, sei in multa.
Inoltre, tieni presenti che una cantina sociale che lavora centinaia di migliaia di quintali d'uva ne usa (di additivi) più di millemila piccoli produttori messi assieme. Pensa solo in Emilia Romagna a quante ce ne sono...
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 01 nov 2018 12:49

maxer ha scritto:...
Che non ci sia stata una subdola e furbetta "manina" chimica ? :roll:

Beh, potrebbe essere benissimo che abbiano messo le stecche di legno nelle vasche d'acciaio durante la fermentazione per stabilizzare gli antociani (cosa che l'azienda citata non fa) per avere lo stesso effetto.
Cosa c'entra la manina chimica?
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda bobbisolo » 01 nov 2018 12:53

gabriele succi ha scritto:
maxer ha scritto:
gabriele succi ha scritto:Detto ciò, visto che si trovano a pochi km dalla mia azienda, li conosco benissimo e il vino è fatto solo in acciaio. Te lo posso mettere per iscritto

Al di là dell' emiliano / romagnolo, mi sembra che la questione che sollevava bobbisolo era un pesante sentore di legno in un vino fatto solo in acciaio (di cui non aveva dubitato).
Che non ci sia stata una subdola e furbetta "manina" chimica ? :roll:

Beh no, la precisione ci vuole, perchè altrimenti non ci si capisce... Mai sentito parlare di un lambrusco di romagna? Io no... ergo... Cazzo, è scritto in etichetta; dai che ce la possiamo fare...
Poi importante è l'annata: 16 o 17? Perchè se uno mette l'annata (e non forse una o l'altra) c'è modo di andare ad acquistare il prodotto e vedere se il vino effettivamente è quello descritto oppure no.
Dico male?


Gabriele ho letto male, questo però non cambia per me la sostanza del discorso. Che adesso sta proprio scivolando verso il piano della caciara e della polemica.
Per i più precisi, ma non interessati: sangiovese Romagna 2017.
Son vini da 4-6€, con una bottiglia di 2016 e una di 2017 non vai in rovina.
E così aiutiamo con un minimo di pubblicità i tuoi amici-conoscenti :)
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 01 nov 2018 12:57

bobbisolo ha scritto:Gabriele ho letto male, questo però non cambia per me la sostanza del discorso. Che adesso sta proprio scivolando verso il piano della caciara e della polemica.
Per i più precisi, ma non interessati: sangiovese Romagna 2017.
Son vini da 4-6€, con una bottiglia di 2016 e una di 2017 non vai in rovina.
E così aiutiamo con un minimo di pubblicità i tuoi amici-conoscenti :)

Nessuna polemica. E' che se uno del forum vuole fare un confronto poi ha un riferimento preciso; so bene quanto costa quel vino. Ma purtroppo non è che un Sangiovese di Romagna lo si trovi ovunque con facilità su diverse annate.
E poi sono miei colleghi, non amici/conoscenti.
Il punto è però un altro. Il cercare sempre il diavolo dove non c'è.
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
Adosss, se gli chiedi il prestige, ti sbatte fuori (pippuz)
Uno vorrebbe anche discutere seriamente, ma come si fa? (il comandante)
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda bobbisolo » 01 nov 2018 13:00

gabriele succi ha scritto:
bobbisolo ha scritto:Gabriele ho letto male, questo però non cambia per me la sostanza del discorso. Che adesso sta proprio scivolando verso il piano della caciara e della polemica.
Per i più precisi, ma non interessati: sangiovese Romagna 2017.
Son vini da 4-6€, con una bottiglia di 2016 e una di 2017 non vai in rovina.
E così aiutiamo con un minimo di pubblicità i tuoi amici-conoscenti :)

Nessuna polemica. E' che se uno del forum vuole fare un confronto poi ha un riferimento preciso; so bene quanto costa quel vino. Ma purtroppo non è che un Sangiovese di Romagna lo si trovi ovunque con facilità su diverse annate.
E poi sono miei colleghi, non amici/conoscenti.
Il punto è però un altro. Il cercare sempre il diavolo dove non c'è.


Ecco, per me stai cercando tu il diavolo dove non c'è (oltre ad avermi fatto le pulci, ma ti ringrazio) e per questa ragione ti suggerirei di rileggere i miei interventi.
Non vedo perché devo ribadire il concetto per la quarta volta
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gabriele succi
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Re: Enologia moderna: aiuto o stortura?

Messaggioda gabriele succi » 01 nov 2018 13:05

bobbisolo ha scritto:...viene il sospetto che chi ha necessità di ridurre i tempi(le inceretezze) delle fasi di lavorazione (specie i grandi gruppi, ma non c'è una misura nè una prova per affermare ciò), passi attraverso l'utilizzo di questi "strumenti" per necessità.

maxer ha scritto:...
Che non ci sia stata una subdola e furbetta "manina" chimica ? :roll:

A posto così.
At salut. Per altri 3 anni non torno a scrivere. Tranqui.
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
Adosss, se gli chiedi il prestige, ti sbatte fuori (pippuz)
Uno vorrebbe anche discutere seriamente, ma come si fa? (il comandante)

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