Falesco

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AedesLaterani2012
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Re: Falesco

Messaggioda AedesLaterani2012 » 10 gen 2015 20:53

gp ha scritto:Mi sembra che hai le idee un po' confuse. Stiamo parlando proprio di tagli bordolesi, quindi il riferimento al neo-rinato Fiorano è pertinente (a prescindere dal giudizio di merito). Riguardo alla famiglia Antinori, hai sbagliato ramo, come puoi leggere qui:
Per completare il quadro, annotiamo che proprio di fronte alla Tenuta di Fiorano esiste un appezzamento di terreno gestito dalle tre figlie di Antinori, frutto della quota di legittima dell’eredita del principe Alberico, che però devono ancora uscire sul mercato con i propri vini e non si sa con quali etichette dato che quasi sicuramente non potranno utilizzare il marchio Fiorano
http://www.lucianopignataro.it/a/tenuta ... rom/81800/

Il Castello delle Regine era partito in pompa magna come produttore di un "vino dell'enologo" da uve Merlot alternativo a quello di Cotarella, ma direi che non ha convinto più di tanto nessuno. Un fattore decisivo di cui non abbiamo parlato fin qui è che il Merlot del Centro Italia è stato messo in crisi più di altre uve dal riscaldamento globale. Nelle annate calde, l'alcol sale come la febbre e il PH (già generoso in partenza) pure: per esempio la scheda aziendale del Montiano 2011, annata segnata dall'ondata di caldo della seconda metà di agosto, parla di 14,5° e un PH di 3,80 ( :shock: nemmeno un Amarone). A parte quelli che amano i vini marmellata, è difficile considerarle caratteristiche di particolare pregio...
Nelle estati traballanti, come a suo tempo la 1996 e la 2002 e ultimamente la 2014, il ciclo di maturazione troppo breve di quest'uva non le consente di approfittare della ripresa autunnale. Ecco perché il Cabernet ha ripreso quota presso la stessa Falesco, con il Marciliano a fare concorrenza al Montiano, e Cotarella non è più soprannominato "mister Merlot". :wink:


Avrò pure le idee confuse, come "garbatamente" mi fai notare tu, e mi accontenterò dei vini marmellata, ma almeno ho idee MIE frutto della mia esperienza e di sopralluoghi (e tempo) dedicati alla conoscenza del vino. Non mi barrico dietro l'interpretazione di quattro dati delle analisi chimico-fisiche e dietro il giudizio altrui e delle altrui guide. :wink: Perdonami, ma l'uvaggio del Montiano è Merlot 100% o un taglio bordolese? Fammi capire tu, visto che non ho le idee chiare... :roll:
Ultima modifica di AedesLaterani2012 il 10 gen 2015 21:01, modificato 2 volte in totale.
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Re: Falesco

Messaggioda AedesLaterani2012 » 10 gen 2015 20:56

AedesLaterani2012 ha scritto:
gp ha scritto:Mi sembra che hai le idee un po' confuse. Stiamo parlando proprio di tagli bordolesi,


No, perché si parlava di vini da uve Merlot allevate tra Lazio ed Umbria o mi sbaglio? Perdonate, ma mi son perso "l'innesto" dei tagli bordolesi nel thread... :wink:

Quello di Chicco era un riferimento "incidentale" ai tagli bordolesi prodotti nel Lazio, o mi sbaglio? L'oggetto del thread non è sempre "Montiano & Co."? :oops:
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Re: Falesco

Messaggioda Chicco76 » 11 gen 2015 03:38

Vedo di rispondere a tutti ...

Ho risposto con una battuta ad Andrea, tanto credo che, sia lui che io, siamo egualmente sintonizzati sul senso ironico della cosa, ovvero che il Montiano possa essere lontanamente paragonabile ad un grande vino. Lo potrebbe essere anche stato, ma il Guru dell'Enologia Italiana non sarebbe dovuto entrare in cantina perchè, come in molti altri casi, dove c'è entrato ha solo fatto danni ... :mrgreen:
Non discuto certo le sue capacità tecniche, quanto la sua spiccata predisposizione ad assecondare le guide per raggiungere certi risultati, e qui mi fermo ... d'altronde pure assecondando in gusto di Parker in Francia fioccano 100/100 come le caramelle, ma ripeto, anche questo è tutto un altro discorso, tanto delle guide non me ne frega niente.

Si parlava di grandi vini e poiché ritengo personalmente che dall'Umbria non sia mai uscito un grande merlot in purezza, e nemmeno dal Lazio, mi sono venuti in mente tre vini che hanno dimostrato il potenziale del territorio laziale. Non sono dei merlot in purezza ma un taglio bordolese di stampo classico. Sicuramente il Vigna del Vassallo di Colle Picchioni, mitico nelle annate 85 e 88, il Torre Ercolana di Colacicchi (quello originale ... ricordo un 82 di tutto rispetto) e il Fiorano Rosso del Principe (l'88 citato è una bella emozione, senza scomodare 82, 78 e 69), la cui romanzesca storia è sempre bello ricordare.
Come qualcuno ha accennato, ora Fiorano è risorta, a cura del nipote del Principe che possedendo i maggiori diritti sul vino è uscito con la medesima etichetta e stessa ricetta di produzione, anche se a mio giudizio i risultati non sono così lusinghieri. Il segreto del Fiorano è morto col Principe e buonanotte. Si vede che le figlie di Antinori non sanno come passare il tempo e avranno un giochino nuovo su cui investire.

E' interessante notare come nel Lazio questi prodotti non siano più gli stessi, come del resto molti altri vini siano cambiati in altre regioni. Ma che sia cambiato realmente il clima e che non si possano più produrre vini da un territorio che comunque ha dimostrato il suo potenziale o, come quasi sempre accade, sono soprattutto cambiate le redini aziendali e la passione con la quale si producevano certi vini è andata morendo col tempo ? Ma queste considerazioni non si trovano e non si troveranno mai nelle guide, sono scomode e soprattutto non interessano a nessuno, giusto a qualche passionale bevitore con la nostalgia di quello che è stato e che non ci sarà mai più!
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Re: Falesco

Messaggioda gp » 11 gen 2015 14:04

AedesLaterani2012 ha scritto:
gp ha scritto:Mi sembra che hai le idee un po' confuse. Stiamo parlando proprio di tagli bordolesi, quindi il riferimento al neo-rinato Fiorano è pertinente (a prescindere dal giudizio di merito). Riguardo alla famiglia Antinori, hai sbagliato ramo, come puoi leggere qui:
Per completare il quadro, annotiamo che proprio di fronte alla Tenuta di Fiorano esiste un appezzamento di terreno gestito dalle tre figlie di Antinori, frutto della quota di legittima dell’eredita del principe Alberico, che però devono ancora uscire sul mercato con i propri vini e non si sa con quali etichette dato che quasi sicuramente non potranno utilizzare il marchio Fiorano
http://www.lucianopignataro.it/a/tenuta ... rom/81800/

Il Castello delle Regine era partito in pompa magna come produttore di un "vino dell'enologo" da uve Merlot alternativo a quello di Cotarella, ma direi che non ha convinto più di tanto nessuno. Un fattore decisivo di cui non abbiamo parlato fin qui è che il Merlot del Centro Italia è stato messo in crisi più di altre uve dal riscaldamento globale. Nelle annate calde, l'alcol sale come la febbre e il PH (già generoso in partenza) pure: per esempio la scheda aziendale del Montiano 2011, annata segnata dall'ondata di caldo della seconda metà di agosto, parla di 14,5° e un PH di 3,80 ( :shock: nemmeno un Amarone). A parte quelli che amano i vini marmellata, è difficile considerarle caratteristiche di particolare pregio...
Nelle estati traballanti, come a suo tempo la 1996 e la 2002 e ultimamente la 2014, il ciclo di maturazione troppo breve di quest'uva non le consente di approfittare della ripresa autunnale. Ecco perché il Cabernet ha ripreso quota presso la stessa Falesco, con il Marciliano a fare concorrenza al Montiano, e Cotarella non è più soprannominato "mister Merlot". :wink:


Avrò pure le idee confuse, come "garbatamente" mi fai notare tu, e mi accontenterò dei vini marmellata, ma almeno ho idee MIE frutto della mia esperienza e di sopralluoghi (e tempo) dedicati alla conoscenza del vino. Non mi barrico dietro l'interpretazione di quattro dati delle analisi chimico-fisiche e dietro il giudizio altrui e delle altrui guide. :wink: Perdonami, ma l'uvaggio del Montiano è Merlot 100% o un taglio bordolese? Fammi capire tu, visto che non ho le idee chiare... :roll:

Ho ripreso "taglio bordolese" in senso estensivo per comprendere anche i vini nominalmente in purezza tratti dalle canoniche varietà bordolesi. Dico "nominalmente" perché nessuno vieta un saldo di altre varietà, entro il consueto limite del 15% previsto dalla generalità delle Igt. Un interessante riferimento su questo tema sono le prime annate di Montiano: secondo un critico che a quel tempo seguiva molto da vicino il "nuovo vino italiano" era Merlot in purezza nella prima annata (1993), ma non nelle due successive (leggero apporto di CS e pennellata di CF nel 1994, ulteriore leggera diminuzione del Merlot nel 1995 a causa delle piogge in vendemmia: Di Lello 1997, pagina 370).

Le analisi chimiche sono una cosa seria, soprattutto quando i valori sono così evidenti come il PH che ho citato. Dopodiché citare giudizi altrui e analisi, soprattutto su vini che da anni non seguo più perché semplicemente non mi interessano, non significa non avere idee proprie, tutt'altro. Significa documentarsi e sapere interpretare le informazioni, attività che "esperienza e sopralluoghi" non rendono affatto superflue, anzi.
Ultima modifica di gp il 12 gen 2015 11:24, modificato 1 volta in totale.
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Re: Falesco

Messaggioda andrea » 11 gen 2015 15:50

Chicco76 ha scritto:Vedo di rispondere a tutti ...

Ho risposto con una battuta ad Andrea, tanto credo che, sia lui che io, siamo egualmente sintonizzati sul senso ironico della cosa, ovvero che il Montiano possa essere lontanamente paragonabile ad un grande vino. Lo potrebbe essere anche stato, ma il Guru dell'Enologia Italiana non sarebbe dovuto entrare in cantina perchè, come in molti altri casi, dove c'è entrato ha solo fatto danni ... :mrgreen:

Dai!!!! Almeno nella sua cantina lasciamolo entrare! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Ti amo Licia!!!
mangè mangè nu sèi chi ve mangià

Spedisco entro 5 giorni lavorativi, sempre che riesca a trovare i vini nel casino della mia cantina
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Re: Falesco

Messaggioda gp » 11 gen 2015 19:58

AedesLaterani2012 ha scritto:interessante anche il Merlot di Castello delle Regine, azienda che si estende su 500 ettari fra i comuni di Amelia e Narni, vinificato dal Franco Bernabei nazionale. Recentemente degustata in cantina la 2008 e la 2003; (...) Rubino nel bicchiere e al naso sentori di frutta rossa matura e ciliegia. In bocca (almeno il 2008 uscito nel 2012, se non ricordo male) è ancora un po’ spigoloso, tuttavia non disarmonico. Diffusa nota acida al primo sorso e, a seguire, leggero velo tannico che "asciuga" il palato. Buona persistenza.

gp ha scritto:Il Castello delle Regine era partito in pompa magna come produttore di un "vino dell'enologo" da uve Merlot alternativo a quello di Cotarella, ma direi che non ha convinto più di tanto nessuno.

de magistris ha scritto:In ogni caso, per me e sottolineo per me, prendo tutta la vita il Montiano se l'alternativa è Castello delle Regine: mai piaciuto uno, nemmeno negli anni "ruggenti" (merlot spiccatamente legnoso e ossidativo, risottolineo per me).

Non me lo ricordavo, ma in realtà il Merlot del Castello delle Regine ha avuto una fase di luna di miele almeno con una parte della critica. Per esempio, il Gambero Rosso l'ha premiato per cinque anni di fila (annate 2001-2005, nessuna delle quali saltata, a differenza del Montiano che almeno saltò la piovosa 2002), tanto che si sarebbe potuto pensare a un vino destinato a quel "club dei tre bicchieri" su cui tutti gli anni in autunno qui sul forum facciamo un po' di tiro all'orso stile luna-park di una volta :D . Invece improvvisamente con le annate 2006-2007 la serie si è interrotta. Nelle edizioni successive della guida (le ultime 4) l'azienda è stata retrocessa alla "scheda piccola", ma qualcosa deve essere cambiato anche a livello aziendale, dato che il Merlot di cui stiamo parlando apparentemente ha ritardato l'uscita di ben 3-4 anni (il 2007 è stato recensito nell'edizione 2011, il 2008 nell'edizione 2015, quella uscita lo scorso autunno!).
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Re: Falesco

Messaggioda gp » 12 gen 2015 11:58

Chicco76 ha scritto:Ho risposto con una battuta ad Andrea, tanto credo che, sia lui che io, siamo egualmente sintonizzati sul senso ironico della cosa, ovvero che il Montiano possa essere lontanamente paragonabile ad un grande vino. Lo potrebbe essere anche stato, ma il Guru dell'Enologia Italiana non sarebbe dovuto entrare in cantina perchè, come in molti altri casi, dove c'è entrato ha solo fatto danni ... :mrgreen:
Non discuto certo le sue capacità tecniche, quanto la sua spiccata predisposizione ad assecondare le guide per raggiungere certi risultati, e qui mi fermo ... d'altronde pure assecondando in gusto di Parker in Francia fioccano 100/100 come le caramelle, ma ripeto, anche questo è tutto un altro discorso, tanto delle guide non me ne frega niente.

Tema interessante, soprattutto retrospettivamente, ma anche oggi. Chi asseconda chi, tra (parte della) critica e eno-star? Dato per scontato che in certa misura l'influenza è reciproca e tende a creare un circolo vizioso, in certe fasi addirittura una simbiosi, io tenderei a pensare piuttosto il contrario di quello che dici: sono le guide, soprattutto certe guide e in certe fasi, che hanno assecondato o assecondano troppo gli enologi. D'altronde i progetti produttivi, le idee e soprattutto i fatti, li fanno soprattutto i secondi, quindi se la critica entra in quel "gioco di rispetto" che diceva Veronelli dieci anni fa a Report, può succedere che sposi... acriticamente qualche progetto enologico di successo, magari effimero.

Il successo economico secondo me è un punto chiave. Anche oggi se si criticano i vini di qualche produttore ricco e potente, spesso accessoriato di enologo più o meno star, capita che arrivi il pompiere di turno a dire che è tutta invidia e che successo= eccellenza (o quantomeno salvacondotto rispetto alle critiche). Ma se così fosse i critici e i loro criteri di giudizio sarebbero superflui e basterebbero i contabili, capaci di compilare una graduatoria dei fatturati aziendali.
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Re: Falesco

Messaggioda de magistris » 12 gen 2015 18:04

gp ha scritto:Tema interessante, soprattutto retrospettivamente, ma anche oggi. Chi asseconda chi, tra (parte della) critica e eno-star? Dato per scontato che in certa misura l'influenza è reciproca e tende a creare un circolo vizioso, in certe fasi addirittura una simbiosi, io tenderei a pensare piuttosto il contrario di quello che dici: sono le guide, soprattutto certe guide e in certe fasi, che hanno assecondato o assecondano troppo gli enologi. D'altronde i progetti produttivi, le idee e soprattutto i fatti, li fanno soprattutto i secondi, quindi se la critica entra in quel "gioco di rispetto" che diceva Veronelli dieci anni fa a Report, può succedere che sposi... acriticamente qualche progetto enologico di successo, magari effimero.

Il successo economico secondo me è un punto chiave. Anche oggi se si criticano i vini di qualche produttore ricco e potente, spesso accessoriato di enologo più o meno star, capita che arrivi il pompiere di turno a dire che è tutta invidia e che successo= eccellenza (o quantomeno salvacondotto rispetto alle critiche). Ma se così fosse i critici e i loro criteri di giudizio sarebbero superflui e basterebbero i contabili, capaci di compilare una graduatoria dei fatturati aziendali.


sono d'accordo anche sulle virgole.
Paolo De Cristofaro

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Ci si può divertire anche senza alcool. Ma perché correre il rischio? (Roy Hodgson)

Auspico una guida che non metta i vini DRC al vertice. Sarà la migliore. (Edoardo Francvino)
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Re: Falesco

Messaggioda landmax » 12 gen 2015 21:04

gp ha scritto:
Chicco76 ha scritto:Ho risposto con una battuta ad Andrea, tanto credo che, sia lui che io, siamo egualmente sintonizzati sul senso ironico della cosa, ovvero che il Montiano possa essere lontanamente paragonabile ad un grande vino. Lo potrebbe essere anche stato, ma il Guru dell'Enologia Italiana non sarebbe dovuto entrare in cantina perchè, come in molti altri casi, dove c'è entrato ha solo fatto danni ... :mrgreen:
Non discuto certo le sue capacità tecniche, quanto la sua spiccata predisposizione ad assecondare le guide per raggiungere certi risultati, e qui mi fermo ... d'altronde pure assecondando in gusto di Parker in Francia fioccano 100/100 come le caramelle, ma ripeto, anche questo è tutto un altro discorso, tanto delle guide non me ne frega niente.

Tema interessante, soprattutto retrospettivamente, ma anche oggi. Chi asseconda chi, tra (parte della) critica e eno-star? Dato per scontato che in certa misura l'influenza è reciproca e tende a creare un circolo vizioso, in certe fasi addirittura una simbiosi, io tenderei a pensare piuttosto il contrario di quello che dici: sono le guide, soprattutto certe guide e in certe fasi, che hanno assecondato o assecondano troppo gli enologi. D'altronde i progetti produttivi, le idee e soprattutto i fatti, li fanno soprattutto i secondi, quindi se la critica entra in quel "gioco di rispetto" che diceva Veronelli dieci anni fa a Report, può succedere che sposi... acriticamente qualche progetto enologico di successo, magari effimero.

Il successo economico secondo me è un punto chiave. Anche oggi se si criticano i vini di qualche produttore ricco e potente, spesso accessoriato di enologo più o meno star, capita che arrivi il pompiere di turno a dire che è tutta invidia e che successo= eccellenza (o quantomeno salvacondotto rispetto alle critiche). Ma se così fosse i critici e i loro criteri di giudizio sarebbero superflui e basterebbero i contabili, capaci di compilare una graduatoria dei fatturati aziendali.


Chapeau.

Io aggiungerei soltanto, con una punta di malizia, che il successo economico riguarda anche la critica (o presunta tale ), non soltanto le aziende produttrici. Che le due cose siano collegate?
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Re: Falesco

Messaggioda Bordolese78 » 12 gen 2015 23:51

Piacendomi abbastanza i merlottoni ed ancora di più, per esempio, i tagli bordolesi (in Italia Bolgheri in primis) mi sono alcune volte sentito "piccolo piccolo" vedendo vini di questo tipo banalizzati in nome del (sintetizzo ed estremizzo, forse) "sono fatti per piacere" ovvero "ma vuoi mettere la nobiltà del Pinot nero di Borgogna?"...
Ora...precisando che adoro letteralmente nebbiolo, Sangiovese e loro derivati, che mi lascio affascinare dall'eleganza e profondità dei vini di AR.pe.pe (questo per dire che non bevo solo morbidoni) e che mai vorrei commettere reato di lesa maestà nei confronti dell'adorato su questi lidi Pinot Noir, vorrei però spezzare una lancia nei confronti del vino comunque di qualità, comunque "nobile" , comunque bbbono al di là che piaccia a Parker o a Gardini o a Fonzie o al mio amico in taverna...
Che poi con il tempo la bocca si stanchi ed il bevitore vada in cerca di altro, questa è un'altra storia...
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Re: Falesco

Messaggioda Chicco76 » 13 gen 2015 05:16

gp ha scritto:
Chicco76 ha scritto:Ho risposto con una battuta ad Andrea, tanto credo che, sia lui che io, siamo egualmente sintonizzati sul senso ironico della cosa, ovvero che il Montiano possa essere lontanamente paragonabile ad un grande vino. Lo potrebbe essere anche stato, ma il Guru dell'Enologia Italiana non sarebbe dovuto entrare in cantina perchè, come in molti altri casi, dove c'è entrato ha solo fatto danni ... :mrgreen:
Non discuto certo le sue capacità tecniche, quanto la sua spiccata predisposizione ad assecondare le guide per raggiungere certi risultati, e qui mi fermo ... d'altronde pure assecondando in gusto di Parker in Francia fioccano 100/100 come le caramelle, ma ripeto, anche questo è tutto un altro discorso, tanto delle guide non me ne frega niente.

Tema interessante, soprattutto retrospettivamente, ma anche oggi. Chi asseconda chi, tra (parte della) critica e eno-star? Dato per scontato che in certa misura l'influenza è reciproca e tende a creare un circolo vizioso, in certe fasi addirittura una simbiosi, io tenderei a pensare piuttosto il contrario di quello che dici: sono le guide, soprattutto certe guide e in certe fasi, che hanno assecondato o assecondano troppo gli enologi. D'altronde i progetti produttivi, le idee e soprattutto i fatti, li fanno soprattutto i secondi, quindi se la critica entra in quel "gioco di rispetto" che diceva Veronelli dieci anni fa a Report, può succedere che sposi... acriticamente qualche progetto enologico di successo, magari effimero.

Il successo economico secondo me è un punto chiave. Anche oggi se si criticano i vini di qualche produttore ricco e potente, spesso accessoriato di enologo più o meno star, capita che arrivi il pompiere di turno a dire che è tutta invidia e che successo= eccellenza (o quantomeno salvacondotto rispetto alle critiche). Ma se così fosse i critici e i loro criteri di giudizio sarebbero superflui e basterebbero i contabili, capaci di compilare una graduatoria dei fatturati aziendali.


Tu dici che sia il contrario :D ... ma ragionando sul pratico, è forse più facile per un enologo, anche per l'allora sconosciuto Cottarella dei primi anni 90, far carriera assecondando una Guida o che sia una Guida a portare a vette stellari un enologo magari premiando con bicchieri stellette e fiocchetti magari un numero X di aziende per le quali questo enologo lavora ?

Ti sei posto il dubbio che quando un'azienda prende determinati premi prima di tutto i vini finiscono subito, con ingente gettito di denaro nelle casse, e di conseguenza l'enologo che ha creato quel vino, di riflesso, viene per forza nominato e, perché no, messo in luce dalla critica ? Io li definirei "accollati" della moda del momento, gente senza personalità che navigherà sempre nella mediocrità.

Ti sei messo nei panni di un enologo, che conosce il potenziale delle Guide, quando soprattutto queste stampano in diverse lingue, se vuole fare carriera mediatica, qual è il modo migliore di farlo ? Ma secondo te staremmo qui a parlare di Montiano se questo non avesse preso dei premi ? Perché forse li merita ? Può essere solo lontanamente paragonato ai grandi Merlot Italiani del calibro di Miani, Radikon, Gravner, Apparita, Redigaffi e "forse" :mrgreen: Masseto ?

Ti sei posto il dubbio che tutte le Guide nominano i veri vigneron, le vere grandi (qualitativamente parlando) aziende italiane perchè non possono fare diversamente ? Prova a parlare con Pontoni di Guide ed affini, li mando a f ... un paio di volte ma non ci fu verso, dovettero per forza rimetterlo dentro ... :lol:

No dico, ma vogliamo paragonare l'enologo del Montiano con Dante Scaglione ? Forse l'avrò visto nominato si e no un paio di volte ... Una persona che vive per carattere nell'ombra ma credo che i risultati si commentino da soli. Io mi inchinerei alla passione e ai risultati di un uomo del genere.

Direi che non è il caso di andare a scomodare altri mostri sacri, che sinceramente vendono a prescindere dal fatto di essere in Guida o meno, che soprattutto perseverano da decenni su strade senza mode, che non cambiano stili quando soffia il vento ma che aggiustano il tiro qualora il proprio io interiore cambia o quando la loro vocina gli dice che bisogna cambiare qualcosa. Altri addirittura non devono produrre per forza tutti gli anni perchè se il prodotto non è consono allo stile aziendale, non si esce con certi vini. Ma sembra essere uno stile che non porta ad un successo immediato, alcuni hanno avuto bisogno di 30-40-100 anni per dimostrare che comunque avevano e hanno ragione a perseguire certe strade senza aver bisogno di alcun premio ... ma quelli servono per chi non ha le idee chiare. Beh ... ma bisogna pur cominciare da qualche parte, pure io ho iniziato così. :mrgreen:

In fin dei conti non abbiamo i 400 anni di storia dell'enologia francese, per fortuna però che abbiamo anche noi il loro potenziale, se non superiore a volte! ma ci arriveremo ...
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Re: Falesco

Messaggioda vinogodi » 13 gen 2015 11:11

... vi invito solo a bere un Montiano di fine anni '90 oggi, tutt'altro che paradossale. Nel contesto specifico della discussione sono stati fatti nomi assolutamente di valore incredibile e mai si potrebbe paragonare il prodotto della Falesco a quello di Miani o Tua Rita o Macchiole o Masseto ( perchè non aggiungere Petrus o Le Pin , intanto che ci siamo?): sarebbe, per un vero appassionato e capiscitore, un delitto di lesa maestà. Sta di fatto che , guide o non guide, quando ho aperto nel passato Falesco (come il Merlot di Planeta) è sempre piaciuto a tutti, parlo di persone "normali" , non quelle come noi. Io sputare non lo sputo e togliendo i 15 Euro dovuti al valore aggiunto dei premi ricevuti, anche il prezzo sarebbe tutt'altro che da dissanguamento e la reperibilità sufficiente a renderlo di buon livello nella categoria "popular" . Stare a discutere di cazzate ammantate di valori quasi letterari sulla teorizzazione del valore esoterico e immateriale che il vino dovrebbe avere, subito mi ha portato ad annuire con benevolenza, poi a squotere la testa come quando leggevo i trattati un pò fini a se stessi di Rossaniana memoria. Suvvia, si continua a demonizzare Cotarella , ma sappiamo che il suo stile è quello, ci ha fatto la fortuna perchè comunque ha cavalcato un gusto "orizzontale" , ha contribuito al successo di tante aziende (Montevetrano e Terra di lavoro qualcuno le dimentica); che Slow Food oppure l'Espresso lo vedano come Rocco Siffredi nel giardino delle vergini, a me me ne frega un cazzo, diciamo le cose come stanno... 8)
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Re: Falesco

Messaggioda AedesLaterani2012 » 13 gen 2015 12:43

vinogodi ha scritto:... vi invito solo a bere un Montiano di fine anni '90 oggi, tutt'altro che paradossale. Nel contesto specifico della discussione sono stati fatti nomi assolutamente di valore incredibile e mai si potrebbe paragonare il prodotto della Falesco a quello di Miani o Tua Rita o Macchiole o Masseto ( perchè non aggiungere Petrus o Le Pin , intanto che ci siamo?): sarebbe, per un vero appassionato e capiscitore, un delitto di lesa maestà. Sta di fatto che , guide o non guide, quando ho aperto nel passato Falesco (come il Merlot di Planeta) è sempre piaciuto a tutti, parlo di persone "normali" , non quelle come noi. Io sputare non lo sputo e togliendo i 15 Euro dovuti al valore aggiunto dei premi ricevuti, anche il prezzo sarebbe tutt'altro che da dissanguamento e la reperibilità sufficiente a renderlo di buon livello nella categoria "popular" . Stare a discutere di cazzate ammantate di valori quasi letterari sulla teorizzazione del valore esoterico e immateriale che il vino dovrebbe avere, subito mi ha portato ad annuire con benevolenza, poi a squotere la testa come quando leggevo i trattati un pò fini a se stessi di Rossaniana memoria. Suvvia, si continua a demonizzare Cotarella , ma sappiamo che il suo stile è quello, ci ha fatto la fortuna perchè comunque ha cavalcato un gusto "orizzontale" , ha contribuito al successo di tante aziende (Montevetrano e Terra di lavoro qualcuno le dimentica); che Slow Food oppure l'Espresso lo vedano come Rocco Siffredi nel giardino delle vergini, a me me ne frega un cazzo, diciamo le cose come stanno... 8)


Quoto, come al solito, al 100% :D Continuare a discutere sul nulla e del niente non ha senso, così come fare l'esegesi ragionata delle guide di settore o pontificare sull'andamento climatico tra Lazio ed Umbria negli ultimi vent'anni e vaticinare dei futuri raccolti da uve Merlot. Riccardo Cotarella è un grande (e scaltro) wine-maker al servizio dell'azienda di famiglia e di chi può permetterselo. :wink: Tra l'altro non tutti all'acme del successo, mettono a disposizione il proprio tempo (e le proprie risorse) anche per iniziative benefiche, consulenze gratuite e per formare i professionisti del settore di domani. "Odi et amo", dualismo che immancabilmente suscitano tutti coloro che lasciano un segno ed hanno ancora qualcosa da dire :mrgreen:
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Re: Falesco

Messaggioda gp » 13 gen 2015 13:00

A parte il discorso abbastanza caotico di vinogodi, torna questo chiodo fisso della "demonizzazione" (sempre di un vincitore, naturalmente: di chi si deve correre in soccorso, se non di un vincitore, seppure un po' ammaccato?). Il punto invece è che una certa tipologia di vini ha perso interesse e attrattiva a molti livelli, e quello che sembrava destinato a un futuro radioso 15 anni fa oggi è stato molto ridimensionato, soprattutto da una parte non trascurabile della critica (all'inizio vinogodi aveva buttato lì con noncuranza che si trattava di un misero 10%, adesso viene fuori che sono voci che a lui non interessano: e a noi che ce ne frega delle sue idiosincrasie?).

Per quanto riguarda il "pubblico", l'effetto è meno misurabile, ma anche qui non funziona più il meccanismo "virtuoso" di una volta, per cui l'enologo faceva i vini che a suo dire piacevano al mercato (anni fa ogni volta che Cotarella parlava di vino la parola "mercato" usciva entro i primi due minuti), le due guide che c'erano li premiavano, le enoteche li mettevano in vetrina e la gente se li contendeva. Adesso alcuni di quei vini sono spariti, molti vivacchiano e pochi se la passano ancora bene commercialmente, magari anche grazie ai mercati esteri, comunque (credo) grazie a sforzi che ai tempi d'oro non erano assolutamente necessari. Né si parla più di moltiplicare esponenzialemnte il numero di bottiglie prodotte, come avvenne a suo tempo anche per il Montiano.

I vini stessi nel frattempo sono cambiati: ho citato sopra il caso del Montiano 2011 (14,5° e 3,80 di PH, cioè un tenore di acidità basso), agli inizi erano 13° e vini che non sembravano mancare di contrasti. Vinogodi stesso cita annate fine anni '90: ma se facciamo un discorso critico oggi su questo e altri vini, fino a quando dobbiamo inchinarci alla loro passata grandezza, o meglio "successo"? Le guide che premiano oggi questo vino stanno premiando il presente o il passato? E un Maroni che all'opposto solo negli ultimi anni ha scoperto che questo è uno dei migliori vini italiani ( http://www.sensonline.com/4DCGI/Rec10_272506 ) a che operazione sta partecipando? Diciamo che ci sono parecchi motivi per girare al largo...
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Re: Falesco

Messaggioda Mike76 » 13 gen 2015 13:34

gp ha scritto: ...E un Maroni che all'opposto solo negli ultimi anni ha scoperto che questo è uno dei migliori vini italiani a che operazione sta partecipando? ...


Piccolo OT: se andate sul sito di Maroni e cercate Falesco, si scopre ad esempio che il loro Est Est Est è meglio, che so', di un Brunello Riserva Biondi Santi, per dirne una... :lol:
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Re: Falesco

Messaggioda gp » 13 gen 2015 13:53

Qualcuno potrebbe correre prontamente in soccorso scrivendo:
AedesLaterani2012 ha scritto:"Odi et amo", dualismo che immancabilmente suscitano tutti coloro che lasciano un segno ed hanno ancora qualcosa da dire :mrgreen:
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Messaggioda vinogodi » 13 gen 2015 14:32

gp ha scritto:A parte il discorso abbastanza caotico di vinogodi...
...beh , sai... tenuto conto del tuo discettere mediamente da statistico più che da appassionato bevitore, mi fa un pò specie la tua affermazione. Tenuto conto che ognuno ha il suo "stile" e legge ed interpreta ciò e come vuole, sta di fatto che a differenza di te , faccio di solito sforzo titanico e leggo tutto ciò che scrivi, dove il contributo di ognuno è importante tassello in ogni discussione sul vino, anche se si parte da ottiche e vissuti decisamente variegati e discosti. Quindi cerca pure tu di sforzarti nel soffermarti ai contenuti, anche se non da te condivisi, e lascia perdere ciò che sta di contorno . Questo è un mio consiglio, poi come al solito ognuno faccia il cazzo che vuole; ne consegue, però, di non pretendere che ad ogni tua ideologica asinata si debba rimanere passivi a prescindere ... 8)
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Messaggioda AedesLaterani2012 » 13 gen 2015 14:38

gp ha scritto:ho citato sopra il caso del Montiano 2011 (14,5° e 3,80 di PH, cioè un tenore di acidità basso), agli inizi erano 13° e vini che non sembravano mancare di contrasti.


Perdonami, non sono un enologo, ma generalmente il valore del pH del vino è compreso tra 2,80 e 3,80. Stiamo parlando di acidità "reale", non quella totale (intesa come somma delle acidità titolabili) né di quella volatile. Mi spiegheresti, gentilmente, perché continui a mettere in relazione il titolo alcolometrico con il valore del pH del vino? Il pH in un vino è importante conoscerlo se parliamo di influenza sulla tonalità del colore, sul gusto, sulle pratiche di chiarificazione, sull'attività dell'anidride solforosa, etc. Se aumenta di un punto il grado alcolico svolto (ovverosia il contenuto di etanolo) tra un Montiano '93 ed un 2011, vuol dire che dobbiamo leggere comparativamente le varie fasi di maturazione e raccolta delle uve, l'andamento climatico stagionale, l'epoca della raccolta e la durata della fermentazione alcolica. :wink: Sbaglio? :mrgreen:
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Messaggioda gp » 13 gen 2015 15:06

Non sto "mettendo in relazione" PH e gradazione in etichetta del Montiano 2011, li cito insieme perché danno un'idea abbastanza precisa di che tipo di vino morbidone debba essere al gusto, avendo al tempo stesso un alcol potente e una forza acida bassa, al limite inferiore della fascia convenzionale per i vini. Tutto qui, senza bisogno di ammucchiare nozioni alla rinfusa.
Ultima modifica di gp il 13 gen 2015 17:14, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda AedesLaterani2012 » 13 gen 2015 15:21

gp ha scritto:Non sto "mettendo in relazione" PH e gradazione in etichetta del Montiano 2011, li cito insieme perché danno un'idea abbastanza precisa di che tipo di vino morbidone debba essere al gusto, con un alcol potente e una forza acida bassa, al limite inferiore della fascia convenzionale per i vini. Tutto qui, senza bisogno di ammucchiare nozioni alla rinfusa.


Penso che le "ammucchiate" le stia facendo tu, confondendo cavoli e patate. Sono indicatori piuttosto comuni a molti vini i dati che tu "interpreti". Non devi aver ragione per forza provocando chi ti muove delle giuste obiezioni. Cavilloso mi sta anche bene; capzioso proprio no. Tanto a discutere con te si va avanti all'infinito. Hai sempre ragione tu. Amen :wink:
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Messaggioda gp » 13 gen 2015 15:37

AedesLaterani2012 ha scritto:Sono indicatori piuttosto comuni a molti vini i dati che tu "interpreti".

Sarai sicuramente in grado di fare degli esempi concreti.
gp
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Messaggioda vinogodi » 13 gen 2015 16:36

gp ha scritto:
AedesLaterani2012 ha scritto:Sono indicatori piuttosto comuni a molti vini i dati che tu "interpreti".

Sarai sicuramente in grado di fare degli esempi concreti.
...spero un giorno anche tu: non pensare che tutti si acculturino su wikipedia, quando si parla di scienza del vino. Qualcuno del mestiere lo è davvero... 8)
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Re: Falesco

Messaggioda gp » 13 gen 2015 16:51

Alcol e forza acida non sono concetti talmente esoterici che il loro uso debba essere riservato solo agli "scienziati" e ai professionisti del settore (possibilmente iscritti all'Assoenologi, anzi magari direttamente solo il presidente così restiamo nel tema del thread :D ). Dopodiché in realtà l'approccio scientifico sta molto nel metodo, e come tale è alla portata anche delle persone comuni (sempre che interessi): tra le altre cose, cercare di non usare gli strumenti e i concetti al di là della padronanza che se ne ha, fare affermazioni suffragabili con prove, nutrire convinzioni fino a prova contraria (quindi l'infallibilità è una chimera di chi non ha un approccio scientifico: nessuno ha sempre ragione).

Stavo giusto chiedendo le prove di un'affermazione che è stata fatta, ma dev'essere una cosa particolarmente lunga dato che non sono ancora arrivate.
gp
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Re: Falesco

Messaggioda AedesLaterani2012 » 13 gen 2015 17:05

gp ha scritto:
AedesLaterani2012 ha scritto:Sono indicatori piuttosto comuni a molti vini i dati che tu "interpreti".

Sarai sicuramente in grado di fare degli esempi concreti.



Scusami se ogni tanto lavoro... :wink: Il destro me lo hai dato tu: ricordi quando citavi, al pari del Montiano, l'Amarone con titolo alcolometrico importante e pH con "bassa acidità" come dici tu? Che cosa puoi dimostrare estrapolando questi dati in maniera totalmente "asettica", senza considerare gli zuccheri residui e l'estratto secco? Che l'Amarone ha il tannino morbido? Peccato che l'Amarone, come tu m'insegni sia un vino da uve appassite (vino passito secco), il Montiano no. Dunque? Ed il Masseto, scusa? Acidità ancora inferiore e titolo alcolometrico superiore. E pertanto? Non ho capito cosa vuoi interpretare con quei due dati in croce, caro gp, partendo dal presupposto - te lo ripeto - che tu confondi l'acidità totale con quella reale espressa dal pH. La "spina acida" di un vino è la prima, non quella che tu continui a voler interpretare come fosse Vangelo. Credimi, o se preferisci, a questo punto, chiedilo al Riccardo più famoso :wink:
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Re: Falesco

Messaggioda vinogodi » 13 gen 2015 17:15

gp ha scritto:Alcol e forza acida non sono concetti talmente esoterici che il loro uso debba essere riservato solo agli "scienziati" e ai professionisti del settore (possibilmente iscritti all'Assoenologi, anzi magari direttamente solo il presidente così restiamo nel tema del thread :D ). Dopodiché in realtà l'approccio scientifico sta molto nel metodo, e come tale è alla portata anche delle persone comuni (sempre che interessi): tra le altre cose, cercare di non usare gli strumenti e i concetti al di là della padronanza che se ne ha, fare affermazioni suffragabili con prove, nutrire convinzioni fino a prova contraria (quindi l'infallibilità è una chimera di chi non ha un approccio scientifico: nessuno ha sempre ragione).

Stavo giusto chiedendo le prove di un'affermazione che è stata fatta, ma dev'essere una cosa particolarmente lunga dato che non sono ancora arrivate.
... abbi pazienza: lo sto rianimando, il povero Ades. Per fortuna gli amministratori del sito hanno reso obbligatoria la presenza sotto la tastiera del defibrillatore... 8)
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