Barolo 2010

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vignadelmar
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Re: Barolo 2010

Messaggioda vignadelmar » 05 nov 2014 17:46

Alcuni pensano non sia un barolo perché "infettato" da un piccolo saldo di barbera, però lo Sperss 2010 del Giove Tonante dell'enologia Italiana è buonissimo.
Rispetto ad altri nostri sacri è a meno rischio di trovarlo difettato.......
.
Ciao
Pigigres 20/09/'10 "A me è capitato con il Tildin....ho capito Nebbiolo turbomodernista. Poi usando un pò di cervello.... ho detto Gaja."
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gp » 05 nov 2014 18:01

Non è che "alcuni pensano": non è un Barolo perché non appartiene alla docg omonima. Quindi chi tira in ballo un Barolo parlando di questo vino (salvo che per dire che una volta lo era, prima che il produttore lo facesse uscire con un'altra denominazione) fa disinformazione.

Il disciplinare della doc Langhe a cui appartiene prevede che a un Langhe Nebbiolo possano concorrere altri vitigni a bacca di rossa idonei alla coltivazione nella regione Piemonte fino ad un massimo del 15%. Quali siano nel singolo caso questi vitigni e quale sia la loro percentuale non è precisato, quindi ciascuno è libero di credere o meno alle autocertificazioni del produttore in tal senso (salvo quelli che rinunciano volontariamente alla loro libertà per darsi al fideismo assoluto).

Già che ci sei, ci dici anche il prezzo di questa delizia, per completare il consiglio per l'acquisto?
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Re: Barolo 2010

Messaggioda vignadelmar » 05 nov 2014 18:16

Sulla Guida di Cernilli il prezzo è pubblicato, la scheda l'ho scritta io però non mi ricordo.
Tu e l'ironia ed il senso di astrazione siete opposti. Vuoi che non sappi/sappiamo che non può definirsi come barolo?
.Lo hai mai bevuto?
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gp » 05 nov 2014 18:24

Una nuova tecnica di smentita: si scrive una falsità, con fini chiaramente suggestivi, e poi si fa lo gnorri: vuoi che non sappia che era falso? La traduzione di quello che hai scritto è: "E' un Barolo a tutti gli effetti nonostante il suo trascurabile saldo di barbera, alla faccia di chi vuol male al mio imam solo perché invidia il suo successo".

I vini che bevo li pago: quella cifra che non vuoi dire in teoria la potrei pagare per un grande Barolo (quindi il caso non è questo), Borgogna ecc., ma in pratica sono soldi che non spendo comunque per una bottiglia.
Ultima modifica di gp il 05 nov 2014 18:46, modificato 2 volte in totale.
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Re: Barolo 2010

Messaggioda de magistris » 05 nov 2014 18:31

ma perché vi dovete beccare ogni volta?
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Auspico una guida che non metta i vini DRC al vertice. Sarà la migliore. (Edoardo Francvino)
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Re: Barolo 2010

Messaggioda vignadelmar » 05 nov 2014 18:37

Non scrivevo da mesi, come l'ho fatto è comparso lui, mica è colpa mia ?
Forse è meglio che torni nell'ombra.
.
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gp » 05 nov 2014 18:43

Ehi furbino, non ritirare la mano. Piuttosto, dacci un parere su questa traduzione:
vignadelmar ha scritto:Alcuni pensano non sia un barolo perché "infettato" da un piccolo saldo di barbera, però lo Sperss 2010 del Giove Tonante dell'enologia Italiana è buonissimo.

gp ha scritto:La traduzione di quello che hai scritto è: "E' un Barolo a tutti gli effetti nonostante il suo trascurabile saldo di barbera, alla faccia di chi vuol male al mio imam solo perché invidia il suo successo".
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Re: Barolo 2010

Messaggioda de magistris » 05 nov 2014 18:52

vabbè, come non detto. scusate.
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gp » 05 nov 2014 18:54

Prego, non c'è di che :D
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Re: Barolo 2010

Messaggioda giucas » 05 nov 2014 20:45

....l'altra sera lodevole serata con panoramica barolo organizzata da Go Wine. Impressione già' avuta un mese fa nella gitarella in langa: forse questi 2010 non sono poi tutti così' strepitosi....Molti campioni con acidità' un po' in esubero , almeno per i miei gusti. A volte poco integrata . Quasi nessuno propone più' vini spinti, estrattivi e boise'. In compenso la strada verso l'eleganza e l'equilibrio non è' facile. Riassumo.....
Barolo Fracassi 2010: sorpresa assoluta :shock: e vino della serata; seppur un po' spento nel colore si propone in stile classico. Balsamico, scorza d'arancia, terra, fruttino rosso. Gli manca l'allungo dei grandi, ma vola alto.
Barolo Bergeisa Le Strette 2010: morbido, frutto nitido, pulito, solo lievemente amaricante nel finale. Buono parecchio.
Barolo Albe Vajra 2010: luminoso e trasparente, erbe amare, frutti rossi, senso di dolcezza confermato al palato. Beva compulsiva anche se poco profonda. Godurioso e spensierato.
Barolo Bricco delle Viole Vajra 2010: vino 'valentiniano' :shock: con una lieve carbonica che sorprende. Dubbio sulla bottiglia e valutazione incerta....
Barolo Ciabot Manzoni Silvio Grasso 2010: vaniglia, frutto , buona integrazione. Buono ed elegante seppur potente.
Barolo Turne' Silvio Grasso 2010: molto potente, strappa un po' al palato, acido e tannino vagabondi. Da attendere , sperando.
Barolo Oreste Stefano 2010: pulito, asciutto, acido e tannino che mordono.
Barolo La Rosa Fontanafredda 2010: esile nel colore e delicato nei profumi, tannino che morde assai.
Barolo Montalbera 2010: forse il più' internazionale. Levigato, tecnico, dolce. Piacevole ma un po' impersonale.
Barolo Arione Boglietti 2010: note animali, legno dolce. Colore meno saturo del passato. Piacevole ma corto.
Barolo Fossati Boglietti 2010: anche qui il colore e' classico, senza concentrazioni eccessive. Buono ma senza entusiasmare.
Barolo Gabutti Boasso 2010: lieve il colore, frutto rosso ben definito, ha molta spinta anche se il tannino spinge un po' all'amaro. Molto molto interessante.
....poi, fuori dai 2010:....il barolo ris.bussia 2008 del vulcanico Bolmida ha personalità ma anche una nota animale per me ora troppo in rilievo....il barolo ris. Borgogno 2003 e' un lodevole tentativo in annata complicata, con esito accettabile ma già ' in terziario netto....
Tanto vi dovevo :wink: , spero senza avervi tediato.
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gpetrus » 05 nov 2014 22:30

concordo su Le Strette , azienda che lavora piuttosto bene....ottimo anche il 2008 , se proprio vogliamo un filo di legno di troppo sul 2010 in questa fase
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Re: Barolo 2010

Messaggioda Sibballatore » 06 nov 2014 12:05

Qualcuno ha provato il base di Schiavenza 2010?
Me lo consigliate oppure meglio andare su uno dei cru?
Che differenze avete riscontrato tra il base e i cru?
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Re: Barolo 2010

Messaggioda stemolino » 06 nov 2014 13:00

Sibballatore ha scritto:Qualcuno ha provato il base di Schiavenza 2010?
Me lo consigliate oppure meglio andare su uno dei cru?
Che differenze avete riscontrato tra il base e i cru?


L'ho bevuto da loro in trattoria..mi è piaciuto, colore intenso, frutti neri maturi in abbondanza così come il tannino..ovviamente è da lasciar maturare con calma in bottiglia.
"A chi non beve vino Dio neghi anche l'acqua"

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Re: Barolo 2010

Messaggioda mofise » 06 nov 2014 15:53

stemolino ha scritto:
Sibballatore ha scritto:Qualcuno ha provato il base di Schiavenza 2010?
Me lo consigliate oppure meglio andare su uno dei cru?
Che differenze avete riscontrato tra il base e i cru?


L'ho bevuto da loro in trattoria..mi è piaciuto, colore intenso, frutti neri maturi in abbondanza così come il tannino..ovviamente è da lasciar maturare con calma in bottiglia.

Quoto, ma aggiungo anche che l'annata 2010 si conferma annata da tannini meravigliosi da subito, Schiavenza compreso, ad eccezione del PRapo' 2010 che ha bisogno di più tempo.
Base approccio più semplice e classico, Broglio più profondo e complesso, con una vena di dolcezza estrattiva in più e tannini perfetti.
Per me buonissimi entrambi.
Cerretta , sempre 2010, non lo riassaggio dal vinitaly e , al tempo, l'avevo trovato il più indietro con tannini asciutti e qualche austerità aromatica..ora si è sicuramente sviluppato e disteso, ma è solo un'ipotesi, non ho assaggi recenti.
Dalla ricezione del pagamento impieghiamo pochissimo tempo! I vini partono il martedì e il mercoledì con corriere espresso 24 H.
VIENE SEMPRE EMESSO SCONTRINO FISCALE O FATTURA.
PER INFO CEL ( ANCHE VIA WA ) 3773833030 Diego
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gp » 06 nov 2014 17:12

Breve panoramica delle gradazioni del Barolo (annata prevalente 2010) sulla base dell’ultimo numero della rivista “Merum”, a confronto con i tre anni precedenti. Più indietro purtroppo non si può andare, perché solo dal 2011 la rivista ha cominciato a riportare la gradazione in etichetta nella scheda che dedica a ogni vino giudicato.

La media al momento risulta decrescente: dopo i 14,37° delle edizioni 2011 e 2012 della rivista (annate prevalenti rispettivamente 2007 e 2008)*, l’anno scorso si è scesi a 14,32° e quest’anno a 14,26°. Può sembrare poco, ma un decimale in meno nel giro di due anni non lo è. Infatti se si guarda ai singoli valori, questo è il primo anno in cui la gradazione prevalente non è di gran lunga 14,5°, ma 14°, seppure di un’incollatura (95 vini contro i 92 a 14,5°). Mettendo insieme 13,5° e 14°, da un lato, e 14,5° e 15°, dall’altro, i 204 vini per i quali “Merum” riporta l’annata si dividono esattamente in due: 102 da un lato, altrettanti dall’altro.

Insomma, una situazione di equilibrio che corrisponde alla natura del 2010, annata che rappresenta circa l’80% dei vini giudicati quest’anno da “Merum”. E’ facile prevedere per l’anno prossimo una risalita a causa della squilibrata 2011: questo effetto si dovrebbe vedere già tra qualche mese quando “Merum” si occuperà del Barbaresco, anche se per il Barbaresco la quota dei vini dell’ultima annata è decisamente più bassa (intorno al 60% nelle edizioni 2011-2013 della rivista, un fatto che ha contribuito a stabilizzare la media nel triennio, compressa tra un minimo di 14,16° e un massimo di 14,18°).

Di seguito i 12 vini selezionati da “Merum” per la “Cassa degustazione” a pagamento riservata agli abbonati, che rappresentano all’incirca i migliori della denominazione tra quelli inviati dai produttori alla rivista (Schiavenza per esempio non compare). La regola è uno per azienda (escludendo per esempio il Sarmassa 2010 di Brezza, che ha ricevuto la valutazione massima ex aequo con il “base” della stessa annata), tenendo in qualche caso conto del rapporto qualità/prezzo ovvero della disponibilità (per esempio, di G. Mascarello viene selezionato il “base” 2010 piuttosto del Monprivato 2009 che ha ricevuto la valutazione massima).

Barolo 2010 Brezza Giacomo
Barolo 2009 Mascarello Giuseppe e Figlio
Barolo Albe 2010 Vajra G. D.
Barolo Bric Sorej 2009 Tenuta Carretta
Barolo Brunate 2010 Borgogno Francesco
Barolo Bussia Dardi Le Rose 2010 Poderi Colla
Barolo Cannubi 2009 Fratelli Serio e Battista Borgogno
Barolo Monvigliero 2009 Bel Colle
Barolo Parafada 2009 Palladino
Barolo Parussi 2010 Sordo Giovanni
Barolo Rocche dell’Annunziata 2010 Rocche Costamagna
Barolo Tettimorra 2009 Antica Casa Vinicola Scarpa.

* Ne avevo scritto qui: viewtopic.php?f=13&t=121959&start=0&st=0&sk=t&sd=a
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Re: Barolo 2010

Messaggioda il chiaro » 07 nov 2014 00:38

mofise ha scritto:
stemolino ha scritto:
Sibballatore ha scritto:Qualcuno ha provato il base di Schiavenza 2010?
Me lo consigliate oppure meglio andare su uno dei cru?
Che differenze avete riscontrato tra il base e i cru?


L'ho bevuto da loro in trattoria..mi è piaciuto, colore intenso, frutti neri maturi in abbondanza così come il tannino..ovviamente è da lasciar maturare con calma in bottiglia.

Quoto, ma aggiungo anche che l'annata 2010 si conferma annata da tannini meravigliosi da subito, Schiavenza compreso, ad eccezione del PRapo' 2010 che ha bisogno di più tempo.
Base approccio più semplice e classico, Broglio più profondo e complesso, con una vena di dolcezza estrattiva in più e tannini perfetti.
Per me buonissimi entrambi.
Cerretta , sempre 2010, non lo riassaggio dal vinitaly e , al tempo, l'avevo trovato il più indietro con tannini asciutti e qualche austerità aromatica..ora si è sicuramente sviluppato e disteso, ma è solo un'ipotesi, non ho assaggi recenti.


ceretta 2010 più morbido e di stampo più immediato xchè ha riposato in una botte nuova per tutto l'affinamento.
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gp » 10 nov 2014 15:13

Ho bevuto i due 2010 di Rinaldi, cioè il Brunate (che contiene un 15% di uve di Le Coste, il massimo ammesso dal disciplinare) e il Tre Tine. Alla cieca sia la prima sera, sia la seconda.

A me il dislivello sembra netto. Uno ha un naso classicamente Nebbiolo (rosa a mille, in particolare una di quelle dal profumo pepato), che non viene coperto dalla volatile marcata, e una bocca ancora inevitabilmente dura, ma molto promettente, in cui si sente il sale, l'acidità viva e i tannini di buona qualità.
L'altro è più dolce sia al naso che in bocca, più su prugna e ciliegia che sul floreale, con un cenno di fichi; anche qui c'è un po' di volatile, anche se meno presente rispetto al primo. I tannini sono molto sordi, con una traccia vegetale associata, inoltre c'è meno sale e un'acidità meno tonica, e l'alcol si sente di più (14° in etichetta per entrambi).

Volendo, è un caso da manuale dell'importanza relativa di un "difetto" (in questo caso la volatile marcata) rispetto alla qualità complessiva di un vino, che in alcuni giudizi mi sembra abbia portato a preferire il vino che ha meno difetto nonostante abbia minore qualità.
La variabile tempo -- di assaggio e di riassaggio -- comunque è decisiva in questi casi: dovendo giocare al gioco della torre sull'arco di pochi minuti è quasi inevitabile che sia il più spigoloso a volare giù.
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Re: Barolo 2010

Messaggioda de magistris » 10 nov 2014 16:35

gp ha scritto:
A me il dislivello sembra netto.


a favore del Brunate, giusto?
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gp » 10 nov 2014 16:39

Giusto :wink:

Dopodiché, sul livello del gradimento si può discutere: L’Espresso per esempio ha messo il Brunate tra i migliori 6 rossi a base di Nebbiolo di quest’anno (19/20), con il Tre Tine staccato di ben due punti (17/20), ma si può essere più tiepidi su entrambi i vini (io a spanne lo sarei). La vedo più dura argomentare l’ex aequo, come quello del Gambero Rosso (entrambi YY rossi, cioè finalisti non vincitori, con un testo che per giunta esprime una preferenza per il Tre Tine…).
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Re: Barolo 2010

Messaggioda Baroloonline » 10 nov 2014 16:47

gp ha scritto:Ho bevuto i due 2010 di Rinaldi, cioè il Brunate (che contiene un 15% di uve di Le Coste, il massimo ammesso dal disciplinare) e il Tre Tine. Alla cieca sia la prima sera, sia la seconda.

A me il dislivello sembra netto. Uno ha un naso classicamente Nebbiolo (rosa a mille, in particolare una di quelle dal profumo pepato), che non viene coperto dalla volatile marcata, e una bocca ancora inevitabilmente dura, ma molto promettente, in cui si sente il sale, l'acidità viva e i tannini di buona qualità.
L'altro è più dolce sia al naso che in bocca, più su prugna e ciliegia che sul floreale, con un cenno di fichi; anche qui c'è un po' di volatile, anche se meno presente rispetto al primo. I tannini sono molto sordi, con una traccia vegetale associata, inoltre c'è meno sale e un'acidità meno tonica, e l'alcol si sente di più (14° in etichetta per entrambi).

Volendo, è un caso da manuale dell'importanza relativa di un "difetto" (in questo caso la volatile marcata) rispetto alla qualità complessiva di un vino, che in alcuni giudizi mi sembra abbia portato a preferire il vino che ha meno difetto nonostante abbia minore qualità.
La variabile tempo -- di assaggio e di riassaggio -- comunque è decisiva in questi casi: dovendo giocare al gioco della torre sull'arco di pochi minuti è quasi inevitabile che sia il più spigoloso a volare giù.


sono d'accordo, per me pero' il livello di volatile è sopra il mio livello di guardia in quest'annata e rimango molto perplesso sull'interpretazione dei vini.
Non ne avevo sentita tanto da loro in cantina ne in botte, ne dalla bottiglia,già stata ampiamente scolmata, quindi non posso giudicare ancora con la dovuta serenità, ma un paio di assaggi pre estivi del Brunate non mi hanno lasciato un buona sensazione. Vedremo dopo il primo inverno.
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Re: Barolo 2010

Messaggioda alleg » 11 nov 2014 13:49

Qualche nota di assaggi sparsi (non tutti Baroli e non tutti 2010) lungo il week end a Barolo:

- Albe 2007 Vajra: Bevuto un bicchiere a pranzo da macchina Enomatic. Come già detto da qualcuno grandissimo q/p. Colore leggermente più scuro della norma mantiene una bella freschezza unita a dicreta potenza.

Sabato pomeriggio degustazione all' enoteca Comunale di La Morra assaggiato varie cose che non mi hanno impressionato per niente, o meglio impressionato in negativo. Tante cose pesanti con tannini ruvidissimi. Uno per tutti Barolo 2010 Elio Grasso che ho trovato scuro e pesante (ma comunque più agile del 2009). Nota di merito per il Barolo 2009 in botte grande di Crissante Alessandria e del suo vicino di banco. Piaciuto molto anche il Turnè 2008 di Silvio Grasso. Scusate il pressapochismo appena ritrovo elenco dei produttori e note magari integro con qualcosa di più preciso.

- Barolo 2010 Bartolo Mascarello: Bum! Cappotto... colore chiarissimo e classicità allo stato puro rosa appassita e pepe, col tempo si distende acquisisce lunghezza e profondità. Tannino fine e non fastidioso neanche in questa fase. Potente ma leggero... rispetto alla degustazione lamorrese un altro pianeta...

.... Continuo dopo con le visite in cantina del lunedì...
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gp » 11 nov 2014 15:55

alleg ha scritto:Sabato pomeriggio degustazione all' enoteca Comunale di La Morra assaggiato varie cose che non mi hanno impressionato per niente, o meglio impressionato in negativo. Tante cose pesanti con tannini ruvidissimi.

Tra le diverse zone comprese nei disciplinari di produzione di Barolo e Barbaresco (...) ce n'é qualcuna che Lei ritiene inadatta e di cui non utilizza le uve ?
La zona di Santa Maria della Morra per me non doveva comparire nemmeno nel disciplinare di produzione del Barolo (...) A La Morra ce ne sarebbero di vigneti da tagliare, perché danno vini che perdono colore e profumi.
(intervista a Bruno Giacosa, 1993)
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Re: Barolo 2010

Messaggioda paperofranco » 11 nov 2014 16:35

gp ha scritto:
alleg ha scritto:Sabato pomeriggio degustazione all' enoteca Comunale di La Morra assaggiato varie cose che non mi hanno impressionato per niente, o meglio impressionato in negativo. Tante cose pesanti con tannini ruvidissimi.

Tra le diverse zone comprese nei disciplinari di produzione di Barolo e Barbaresco (...) ce n'é qualcuna che Lei ritiene inadatta e di cui non utilizza le uve ?
La zona di Santa Maria della Morra per me non doveva comparire nemmeno nel disciplinare di produzione del Barolo (...) A La Morra ce ne sarebbero di vigneti da tagliare, perché danno vini che perdono colore e profumi.
(intervista a Bruno Giacosa, 1993)


Santa Maria è una frazione, non vuol dire che a La Morra non ci siano vigne eccellenti, come infatti ci sono.
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Re: Barolo 2010

Messaggioda gpetrus » 11 nov 2014 16:44

paperofranco ha scritto:
gp ha scritto:
alleg ha scritto:Sabato pomeriggio degustazione all' enoteca Comunale di La Morra assaggiato varie cose che non mi hanno impressionato per niente, o meglio impressionato in negativo. Tante cose pesanti con tannini ruvidissimi.

Tra le diverse zone comprese nei disciplinari di produzione di Barolo e Barbaresco (...) ce n'é qualcuna che Lei ritiene inadatta e di cui non utilizza le uve ?
La zona di Santa Maria della Morra per me non doveva comparire nemmeno nel disciplinare di produzione del Barolo (...) A La Morra ce ne sarebbero di vigneti da tagliare, perché danno vini che perdono colore e profumi.
(intervista a Bruno Giacosa, 1993)


Santa Maria è una frazione, non vuol dire che a La Morra non ci siano vigne eccellenti, come infatti ci sono.

ma quanti vignaioli eccellenti ci sono ? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
scusate la provocation
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Re: Barolo 2010

Messaggioda paperofranco » 11 nov 2014 17:33

gpetrus ha scritto:
paperofranco ha scritto:
gp ha scritto:
alleg ha scritto:Sabato pomeriggio degustazione all' enoteca Comunale di La Morra assaggiato varie cose che non mi hanno impressionato per niente, o meglio impressionato in negativo. Tante cose pesanti con tannini ruvidissimi.

Tra le diverse zone comprese nei disciplinari di produzione di Barolo e Barbaresco (...) ce n'é qualcuna che Lei ritiene inadatta e di cui non utilizza le uve ?
La zona di Santa Maria della Morra per me non doveva comparire nemmeno nel disciplinare di produzione del Barolo (...) A La Morra ce ne sarebbero di vigneti da tagliare, perché danno vini che perdono colore e profumi.
(intervista a Bruno Giacosa, 1993)


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Altro paio di maniche, e se vai a guardare le migliori vigne anche negli altri comuni non è che ce le abbiano tutte dei manici eccelsi.

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