Diario economico

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gianni femminella
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Re: Diario economico

Messaggioda gianni femminella » 22 nov 2020 13:54

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zampaflex
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 23 nov 2020 13:55

gianni femminella ha scritto:https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/21/elusione-fiscale-ogni-anno-litalia-perde-10-miliardi-di-euro-quanto-basterebbe-per-pagare-lo-stipendio-di-379mila-infermieri/6011550/

Dati sulla evasione fiscale.

10 mld di imposta elusa. Abbastanza per un titolo di giornale contro i grandi cattivoni (multinazionali, finanza), utile a deviare l'attenzione della lettore medio, ma troppo poco rispetto alla smodata evasione di piccoli e medi operatori casalinghi protetti da una parte politica e da inveterate abitudini anche del cittadino comune.
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Re: Diario economico

Messaggioda gianni femminella » 23 nov 2020 17:38

zampaflex ha scritto:
gianni femminella ha scritto:https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/21/elusione-fiscale-ogni-anno-litalia-perde-10-miliardi-di-euro-quanto-basterebbe-per-pagare-lo-stipendio-di-379mila-infermieri/6011550/

Dati sulla evasione fiscale.

10 mld di imposta elusa. Abbastanza per un titolo di giornale contro i grandi cattivoni (multinazionali, finanza), utile a deviare l'attenzione della lettore medio, ma troppo poco rispetto alla smodata evasione di piccoli e medi operatori casalinghi protetti da una parte politica e da inveterate abitudini anche del cittadino comune.


Credo che siamo d'accordo sull'argomento.
Piccoli o grandi, il link è solo un segnale, visto che ho letto (distrattamente, e può darsi che io abbia frainteso) di sostenitori della evasione come di un processo sano che aiuta l'economia e la società. Dimmi che ho letto male, ti prego Luciano :cry:
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Re: Diario economico

Messaggioda Tex Willer » 23 nov 2020 18:31

gianni femminella ha scritto:
zampaflex ha scritto:
gianni femminella ha scritto:https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/21/elusione-fiscale-ogni-anno-litalia-perde-10-miliardi-di-euro-quanto-basterebbe-per-pagare-lo-stipendio-di-379mila-infermieri/6011550/

Dati sulla evasione fiscale.

10 mld di imposta elusa. Abbastanza per un titolo di giornale contro i grandi cattivoni (multinazionali, finanza), utile a deviare l'attenzione della lettore medio, ma troppo poco rispetto alla smodata evasione di piccoli e medi operatori casalinghi protetti da una parte politica e da inveterate abitudini anche del cittadino comune.


Credo che siamo d'accordo sull'argomento.
Piccoli o grandi, il link è solo un segnale, visto che ho letto (distrattamente, e può darsi che io abbia frainteso) di sostenitori della evasione come di un processo sano che aiuta l'economia e la società. Dimmi che ho letto male, ti prego Luciano :cry:

Indubbiamente di sommerso vivono milioni di persone nel nostro Paese. E questo è un fatto. Si tratta di capire che alternativa hanno per sopravvivere, mentre l'alternativa(dividendi inferiori e maggiore ridistribuzione della ricchezza)per chi evade miliardi con un click esiste.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 23 nov 2020 19:08

gianni femminella ha scritto:
zampaflex ha scritto:
gianni femminella ha scritto:https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/21/elusione-fiscale-ogni-anno-litalia-perde-10-miliardi-di-euro-quanto-basterebbe-per-pagare-lo-stipendio-di-379mila-infermieri/6011550/

Dati sulla evasione fiscale.

10 mld di imposta elusa. Abbastanza per un titolo di giornale contro i grandi cattivoni (multinazionali, finanza), utile a deviare l'attenzione della lettore medio, ma troppo poco rispetto alla smodata evasione di piccoli e medi operatori casalinghi protetti da una parte politica e da inveterate abitudini anche del cittadino comune.


Credo che siamo d'accordo sull'argomento.
Piccoli o grandi, il link è solo un segnale, visto che ho letto (distrattamente, e può darsi che io abbia frainteso) di sostenitori della evasione come di un processo sano che aiuta l'economia e la società. Dimmi che ho letto male, ti prego Luciano :cry:


Non è scritto, è una mia pandetta legata all'area politica di riferimento di quel giornale e di quella tesi (5stalle), che ha ampiamente espresso posizioni analoghe :wink:
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 26 nov 2020 12:26

Tex Willer ha scritto:Indubbiamente di sommerso vivono milioni di persone nel nostro Paese. E questo è un fatto. Si tratta di capire che alternativa hanno per sopravvivere, mentre l'alternativa(dividendi inferiori e maggiore ridistribuzione della ricchezza)per chi evade miliardi con un click esiste.


L'alternativa di questo governo (ma chi governa veramente tra M5S e PD?) è quella di creare un modello di reddito di base universale, tipo Finlandia, e dichiarare guerra al profitto, al merito, alla produzione di ricchezza, alle multinazziunali cattife, alla libertà imprenditoriale, tassando e tartassando, e quindi di conseguenza, desertificando il territorio.

Il problema più grande che questo tipo di dottrina, direi fisiologica per la sinistra, è condivisa anche da quei beoti di destra, afflitti sempre più da rigurgiti statalisti/illiberali
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 26 nov 2020 14:16

harmattan ha scritto:
Tex Willer ha scritto:Indubbiamente di sommerso vivono milioni di persone nel nostro Paese. E questo è un fatto. Si tratta di capire che alternativa hanno per sopravvivere, mentre l'alternativa(dividendi inferiori e maggiore ridistribuzione della ricchezza)per chi evade miliardi con un click esiste.


L'alternativa di questo governo (ma chi governa veramente tra M5S e PD?) è quella di creare un modello di reddito di base universale, tipo Finlandia, e dichiarare guerra al profitto, al merito, alla produzione di ricchezza, alle multinazziunali cattife, alla libertà imprenditoriale, tassando e tartassando, e quindi di conseguenza, desertificando il territorio.

Il problema più grande che questo tipo di dottrina, direi fisiologica per la sinistra, è condivisa anche da quei beoti di destra, afflitti sempre più da rigurgiti statalisti/illiberali


sempre più spesso sono d'accordo con te
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: Diario economico

Messaggioda bpdino » 26 nov 2020 15:39

tenente Drogo ha scritto:
harmattan ha scritto:
Tex Willer ha scritto:Indubbiamente di sommerso vivono milioni di persone nel nostro Paese. E questo è un fatto. Si tratta di capire che alternativa hanno per sopravvivere, mentre l'alternativa(dividendi inferiori e maggiore ridistribuzione della ricchezza)per chi evade miliardi con un click esiste.


L'alternativa di questo governo (ma chi governa veramente tra M5S e PD?) è quella di creare un modello di reddito di base universale, tipo Finlandia, e dichiarare guerra al profitto, al merito, alla produzione di ricchezza, alle multinazziunali cattife, alla libertà imprenditoriale, tassando e tartassando, e quindi di conseguenza, desertificando il territorio.

Il problema più grande che questo tipo di dottrina, direi fisiologica per la sinistra, è condivisa anche da quei beoti di destra, afflitti sempre più da rigurgiti statalisti/illiberali


sempre più spesso sono d'accordo con te


soprattutto sulle finlandesi
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 30 nov 2020 01:02

Italiani brava gente, ristori covid edition

Finora l’Agenzia delle Entrate, guidata da Ernesto Maria Ruffini, ha pagato 8,2 miliardi di euro di «ristori», cioè di contributi a fondo perduto, a 2,4 milioni di partite Iva. In media, 3.416 euro a testa, da un minimo di mille a un massimo di 150mila euro in base alla perdita di fatturato.
Si tratta degli indennizzi previsti dal decreto legge Rilancio del 19 maggio e dal dl Ristori 1 del 28 ottobre, cui seguiranno i contributi dei dl Ristori 2 e 3 all’esame del Senato. Provvedimenti necessari, anche se spesso insufficienti, ad aiutare piccole imprese e lavoratori autonomi messi in ginocchio dalla pandemia.
E nonostante l’Agenzia vanti di aver inviato i soldi sui conti correnti entro 2 settimane dalla domanda, non sono pochi coloro che lamentano ritardi o addirittura di non aver ricevuto nulla.
Il fatto è che ci sono circa 82mila indennizzi bloccati, per un valore di 243 milioni, perché i controlli preventivi che l’Agenzia ha fatto su tutte le domande hanno portato alla luce irregolarità varie, dagli errori materiali alla mancanza dei requisiti, e purtroppo anche veri e propri sciacalli del bonus, come l’amministratore di condomini di una grande città del Nord che, nonostante fosse tra i «forfettari», cioè quelli che dichiarano meno di 65mila euro l’anno e godono della flat tax del 15%,
ha avuto la sfrontatezza di dichiarare che ad aprile 2019 (il mese rispetto al quale si calcola la perdita ad aprile 2020) aveva fatturato più di un milione di euro, manco avesse gestito gli immobili di tutta la città, tentando di ottenere così l’indennizzo massimo di 150 mila euro. Ovviamente è stato bloccato. Ma non è l’unico “pentito della flat tax”. I forfettari che si sono scoperti improvvisamente ricchi ad aprile 2019 sono «una delle casistiche ricorrenti» che ha fatto accendere il semaforo
rosso nelle verifiche. Finora, sono 217 i casi di tentata frode scoperti incrociando i dati. Una minoranza, per fortuna, grazie soprattutto all’obbligo di fatturazione elettronica che taglia le ali a coloro che vorrebbero fare i furbi, sottolineano gli uomini di Ruffini. Nonostante ciò, sono ancora molti quelli che ci provano.
C’è per esempio una società di costruzioni nel casertano che ha gonfiato i ricavi di aprile 2019 emettendo a raffica fatture retrodatate appena appreso del decreto Rilancio. Allo stesso trucco è ricorsa un’impresa abruzzese, sempre del settore edile. Nel basso Lazio, invece, un’azienda immobiliare ha semplicemente riportato come dato di aprile 2019 il fatturato del primo
trimestre, per aumentare così la perdita rispetto ad aprile 2020 e incassare un contributo più pesante. Forse questi imprenditori pensavano che i controlli sarebbero stati, come spesso avviene, a campione e successivi, tanto più che il governo aveva imposto di pagare subito, in due settimane. Invece, questa volta l’Agenzia ha incrociato i dati autocertificati in ogni domanda con quelli in suo possesso basati su liquidazioni Iva, fatturazione elettronica e altre informazioni presenti
nell’anagrafe tributaria, bloccando i pagamenti quando i conti non tornavano. Ci sono però anche alcune centinaia di casi dove l’indennizzo è stato pagato, ma indagini successive, svolte con la guardia di Finanza, hanno portato alla luce truffe e sono quindi iniziate le procedure di recupero delle somme erogate.
Oltre ai falsi piccoli o pentiti della flat tax che dir si voglia, ci sono altre due casistiche frequenti emerse dai controlli
incrociati, che chiameremo dei “fantasmi” e dei “recidivi”. I primi sono soggetti non operativi nel 2019 che però hanno trasmesso fatture datate aprile 2019, in pratica auto denunciandosi come evasori totali. I recidivi sono invece quei soggetti che rinunciano al contributo quando l’Agenzia chiede loro della documentazione, ma poi ripresentano l’istanza con dati aggiustati, ma di nuovo non rispondono alle richieste dell’Agenzia; insomma quelli che ci provano e ci riprovano.
Fatto sta che finora sono 38mila le domande bloccate perché il richiedente non risulta aver presentato le comunicazioni
periodiche e le dichiarazioni Iva nel 2019 e sono 25 mila le pratiche ferme perché i richiedenti non hanno la partita Iva oppure perché i dati non corrispondono a quelli in possesso dell’Agenzia, compreso il calo di fatturato di almeno il 33% ad aprile 2020 su aprile 2019.
Ci sono poi 19 mila casi che rientrano nello “scambio di soggetti”. Pratiche dove l’iban indicato non ha a che fare col richiedente, ma con una persona diversa. Per esempio, dei commercialisti hanno indicato nella domanda l’iban del
proprio conto anziché quello del loro cliente che dovrebbe avere l’indennizzo. Un errore, una distrazione? Spesso, in questi casi, il ristoro viene chiesto a insaputa di quello che dovrebbe essere il destinatario, perché il consulente stesso non lo ha informato o perché per ragioni di salute o di età il potenziale beneficiario non si è interessato al contributo.
Escamotage da commedia all’italiana, mentre migliaia e migliaia di piccoli imprenditori e lavoratori autonomi non sanno più come andare avanti.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 12 dic 2020 11:08

Potrebbe essere una notizia di costume, ma questa riluttanza al trasferimento da parte dell'aspirante professore rappresenta benissimo lo stigma dell'italiano moderno, fannullone ed incapace.
Se l'economia statunitense è sempre stata forte lo ha dovuto alla flessibilità nei movimenti, che fossero settoriali o geografici.
Qui da noi invece una volta il laureato meridionale aveva il traguardo del posto pubblico ovunque fosse, adesso nemmeno quello. Lo si vuole esclusivamente sotto casa.
Schifo e vergogna.

https://www.repubblica.it/scuola/2020/12/11/news/scuola_il_professore_riluttante_migliaia_di_rinunce_all_assunzione-277999786/?ref=RHTP-BH-I277317896-P1-S9-T1
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Re: Diario economico

Messaggioda Tex Willer » 12 dic 2020 13:06

zampaflex ha scritto:Potrebbe essere una notizia di costume, ma questa riluttanza al trasferimento da parte dell'aspirante professore rappresenta benissimo lo stigma dell'italiano moderno, fannullone ed incapace.
Se l'economia statunitense è sempre stata forte lo ha dovuto alla flessibilità nei movimenti, che fossero settoriali o geografici.
Qui da noi invece una volta il laureato meridionale aveva il traguardo del posto pubblico ovunque fosse, adesso nemmeno quello. Lo si vuole esclusivamente sotto casa.
Schifo e vergogna.

https://www.repubblica.it/scuola/2020/12/11/news/scuola_il_professore_riluttante_migliaia_di_rinunce_all_assunzione-277999786/?ref=RHTP-BH-I277317896-P1-S9-T1

Quanto guadagna il professore? Se, per esempio, dovesse trasferirsi a Roma un affitto anche oggi con il Covid, a meno di 1000 Euro non lo trova, ed a questo prezzo lo troverebbe in periferie non sempre ben collegate con i trasporti pubblici. Considerando che potrebbe avere moglie e figli, si troverebbe in una condizione di quasi indigenza.
Mi domando però come possa essere pagato 1500 euro al mese un professore, colui che ha il compito di preparare le nuove generazioni ad un futuro non certo facile. Quella cifra la guadagna uno che fa il cameriere a Londra come stipendio di ingresso,senza straordinari. Sorge la domanda se io (oppure tu) fossimo professori nominati a 500 km di distanza da dove viviamo, se accetteremmo il posto. Io sicuramente no
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 12 dic 2020 13:42

Tex Willer ha scritto:
zampaflex ha scritto:Potrebbe essere una notizia di costume, ma questa riluttanza al trasferimento da parte dell'aspirante professore rappresenta benissimo lo stigma dell'italiano moderno, fannullone ed incapace.
Se l'economia statunitense è sempre stata forte lo ha dovuto alla flessibilità nei movimenti, che fossero settoriali o geografici.
Qui da noi invece una volta il laureato meridionale aveva il traguardo del posto pubblico ovunque fosse, adesso nemmeno quello. Lo si vuole esclusivamente sotto casa.
Schifo e vergogna.

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Quanto guadagna il professore? Se, per esempio, dovesse trasferirsi a Roma un affitto anche oggi con il Covid, a meno di 1000 Euro non lo trova, ed a questo prezzo lo troverebbe in periferie non sempre ben collegate con i trasporti pubblici. Considerando che potrebbe avere moglie e figli, si troverebbe in una condizione di quasi indigenza.
Mi domando però come possa essere pagato 1500 euro al mese un professore, colui che ha il compito di preparare le nuove generazioni ad un futuro non certo facile. Quella cifra la guadagna uno che fa il cameriere a Londra come stipendio di ingresso,senza straordinari. Sorge la domanda se io (oppure tu) fossimo professori nominati a 500 km di distanza da dove viviamo, se accetteremmo il posto. Io sicuramente no


E se non fosse Roma ma un'altra città con costi inferiori?
E perchè uno all'inizio della carriera non dovrebbe accettare stipendi bassi per poi crescere come abbiamo fatto TUTTI?
E perché uno sceglie di fare il professore se poi non vuole rendersi disponibile se non ha il posto sotto casa?
E perchè così tanta gente sceglie l'insegnamento invece di qualunque altra professione con maggiori possibilità di carriera?

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Re: Diario economico

Messaggioda Tex Willer » 12 dic 2020 16:19

zampaflex ha scritto:
Tex Willer ha scritto:
zampaflex ha scritto:Potrebbe essere una notizia di costume, ma questa riluttanza al trasferimento da parte dell'aspirante professore rappresenta benissimo lo stigma dell'italiano moderno, fannullone ed incapace.
Se l'economia statunitense è sempre stata forte lo ha dovuto alla flessibilità nei movimenti, che fossero settoriali o geografici.
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Quanto guadagna il professore? Se, per esempio, dovesse trasferirsi a Roma un affitto anche oggi con il Covid, a meno di 1000 Euro non lo trova, ed a questo prezzo lo troverebbe in periferie non sempre ben collegate con i trasporti pubblici. Considerando che potrebbe avere moglie e figli, si troverebbe in una condizione di quasi indigenza.
Mi domando però come possa essere pagato 1500 euro al mese un professore, colui che ha il compito di preparare le nuove generazioni ad un futuro non certo facile. Quella cifra la guadagna uno che fa il cameriere a Londra come stipendio di ingresso,senza straordinari. Sorge la domanda se io (oppure tu) fossimo professori nominati a 500 km di distanza da dove viviamo, se accetteremmo il posto. Io sicuramente no


E se non fosse Roma ma un'altra città con costi inferiori?
E perchè uno all'inizio della carriera non dovrebbe accettare stipendi bassi per poi crescere come abbiamo fatto TUTTI?
E perché uno sceglie di fare il professore se poi non vuole rendersi disponibile se non ha il posto sotto casa?
E perchè così tanta gente sceglie l'insegnamento invece di qualunque altra professione con maggiori possibilità di carriera?

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 13 dic 2020 22:23

Nella media, i consumi italiani sono sorprendentemente simili a quelli europei.
Unico visibile stacco, due per cento in meno per la cultura e due per cento in più per i ristoranti... :roll:

https://twitter.com/you_trend/status/1338065018991022080
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Re: Diario economico

Messaggioda gianni femminella » 24 dic 2020 20:49

Forza Scozia.

P. S. Pure per il prezzo del whisky :mrgreen:
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Re: Diario economico

Messaggioda Tex Willer » 24 dic 2020 23:30

gianni femminella ha scritto:Forza Scozia.

P. S. Pure per il prezzo del whisky :mrgreen:

Grandissimo popolo.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 27 dic 2020 11:23

Nuova Alitalia: aerei, rotte, ricavi, personale. I dubbi degli esperti sul piano di rilancio

Il piano industriale della nuova Alitalia ha obiettivi forse troppo ambiziosi, propone una rete di destinazioni quasi identica a quella dell’attuale aviolinea (da decenni in perdita) e immagina un numero ancora alto di dipendenti alla fine dei cinque anni di lancio e sviluppo. Soprattutto confida molto che nel 2025 — quando il trasporto aereo dovrebbe riprendersi integralmente — si ritorni ai livelli del 2019, cosa per niente scontata. A dirlo è Robert Boyle, numero uno di GridPoint Consulting ed ex direttore delle strategie in IAG (holding di British Airways, Iberia, Vueling, Aer Lingus), uno dei gruppi più profittevoli del mondo prima del coronavirus.

La newco

Il Corriere della Sera ha chiesto a Boyle — dato il suo curriculum — di analizzare le linee guida del piano industriale spiegate in videoconferenza da Fabio Lazzerini e Francesco Caio, rispettivamente amministratore delegato-direttore generale e presidente di Italia Trasporto Aereo Spa, la newco pubblica creata per rilanciare Alitalia e per la quale sono stati stanziati tre miliardi di euro. Molti dettagli, com’è ovvio, non sono stati condivisi dal vertice di ITA. Su alcune voci l’esperto usa come parametro Iberia, vettore che negli anni è stato in grado di passare da bilanci in profondo rosso a profitti significativi grazie all’allora ad Luis Gallego ora capo dell’intera IAG.

L’offerta sul mercato

«Quello che balza all’occhio è che non viene fornito alcun elemento che spieghi come ITA intende raggiungere gli obiettivi prefissati o perché la nuova Alitalia sarà meglio di quella vecchia», spiega al Corriere Boyle che preferisce concentrarsi non sull’inizio delle attività, ma sulle fasi successive. «L’offerta di posti pianificata nel 2025 è simile a quella del 2019 anche se più sbilanciata verso i voli intercontinentali (che è del 20% maggiore, mentre il corto e medio raggio è del 10% inferiore ai livelli pre-Covid)». «Se nel 2021 la newco pensa di offrire il 40% dei sedili del 2019, nel 2022 sale al 75% con una crescita forte nel 2023 (+20%) per poi tornare a incrementi più modesti successivamente».

L’evoluzione

«Se Alitalia fosse stata nel 2019 un vettore profittevole — prosegue Boyle — non saremmo di fronte a un piano industriale insensato, anche se forse la crescita del 2023 appare un po’ troppo aggressiva». Però, sottolinea, «Alitalia è stata tutt’altro che in salute l’anno passato» e a vedere il network, poi, le destinazioni «sembrano molto simili a quelle del recente passato», quindi dell’amministrazione straordinaria. Nella videoconferenza l’ad-dg Lazzerini ha spiegato che «in Italia il ritorno ai livelli del 2019 si avrà secondo la Iata tra il 2023 e 2024» e questo spinge, nei prossimi due anni «a navigare a vista».

La flotta

Nell’ambito della riduzione dei costi ITA elenca il rinnovo della flotta: gli aerei moderni hanno prestazioni migliori e consumano meno kerosene (una delle voci di spesa principali dei vettori). «Questo è un momento adatto per avere buoni accordi con i produttori di velivoli Airbus e Boeing», sostiene Boyle, che però avverte: «C’è il rischio che la politica interferisca in questo ambito considerando che Boeing costruisce parte dei 787 in Italia». Gli aerei di Alitalia — calcola — «hanno un’età media di 14 anni e sarebbe preferibile ridurla a 10». Il rinnovo prevede l’acquisto di diverse macchine e «siccome indicano che il 39% sarà di proprietà nel 2025 significa comprarne il 50% e affittare il resto», calcola l’esperto. «Così dovrebbero spendere per l’acquisto, sconti compresi, circa 2,5 miliardi» dei tre miliardi stanziati.

I ricavi

Altro capitolo sono i guadagni. Nel 2025 ITA stima ricavi pari a 3,35 miliardi di euro. «Usando come metro di paragone Iberia — aggiustando il tutto per le dimensioni e il mix di business (corto-medio raggio, lungo raggio, ecc) — la mia stima, 3,33 miliardi, conferma sostanzialmente il dato indicato dal piano» avendo a disposizione nel 2025 effettivamente i 110 aerei annunciati. Ma, ed è qui una delle più grandi complessità, «perché questo dato venga raggiunto si devono verificare determinate condizioni», avverte Boyle.

Le alleanze

La prima condizione perché la nuova Alitalia possa registrare quei ricavi? «Deve eguagliare i risultati ottenuti dalla ristrutturazione di successo di Iberia». Senza dimenticare che il ritorno al profitto del vettore spagnolo «è dovuto all’essere parte di IAG da otto anni, holding che ha permesso sinergie significative nei ricavi». «Non ottieni questi benefici da un’alleanza con un partner strategico europeo», è netto Boyle. Un eventuale accordo commerciale con Air France-Klm o Lufthansa, insomma, non porterebbe gli stessi vantaggi.

I voli intercontinentali

La seconda condizione: «La nuova Alitalia deve generare ricavi uguali a quelli di Iberia». Il vettore spagnolo «primeggia sulle rotte tra l’Europa e l’America Latina». Ma Iberia ha il vantaggio di operare sull’hub di Madrid «posizionato perfettamente per servire entrambe le sponde» dell’Atlantico «e la Spagna è il più grande mercato della regione», dice. Sul Nord Atlantico — il bacino più profittevole per Alitalia — Iberia può contare su IAG, la realtà europea più importante sui voli tra il Vecchio Continente e Usa-Canada. E Roma, l’hub della nuova Alitalia? «Non è piazzata bene geograficamente per nessuno dei mercati di lungo raggio che vuole coprire» (Nord e Sud America, Asia) replica. La capitale italiana, poi, «è anche più una destinazione turistica, con flussi stagionali e a basso margine di guadagno».

Il mercato nazionale ed europeo

Sui voli brevi e medi secondo l’esperto «Alitalia ha una posizione di mercato molto più debole su Roma e Milano rispetto a quella di Iberia a Madrid: la low cost irlandese Ryanair è la compagnia nazionale italiana e la britannica easyJet è molto forte a Milano», sottolinea. Questo ci porta alla terza condizione: «Il piano assume che il mondo a fine quinquennio sarà quello del 2019», continua Boyle. «Pensare che i ricavi del 2025 saranno quelli pre-Covid è qualcosa di possibile, ma si avvicina allo scenario più ottimistico».

I costi

Un elemento che attira l’attenzione dell’ex direttore delle strategie di IAG è l’assenza di dettagli sulle spese, a maggior ragione se ricordiamo che Alitalia da tempo è una compagnia «che ha pessimi costi unitari». «Se mi venisse chiesto di investire in ITA la mancanza di questo dettaglio sarebbe un campanello d’allarme per la credibilità del business plan», sostiene. Ma ammette che «i piani di riduzione dei costi sono materia sensibile e il management può essere riluttante a condividerli in pubblico».

Il personale

A proposito di costi, la nuova Alitalia parte nel 2021 dimezzata non soltanto negli aerei (da 104 a 52), ma anche nel personale (da 10.500 a 5.200-5.500). Con l’aumentare dei velivoli in flotta incrementano anche le assunzioni, toccando quota 9.500 a fine piano. «Usando sempre come metro di paragone Iberia con i suoi dati del 2019 ITA nel 2025 dovrebbe avere non più di 8.700 persone — calcola Boyle —: ce ne sono 800 di troppo, il 9% in più, secondo il piano industriale annunciato». Il numero, chiarisce l’esperto, viene ottenuto aggiustando il tutto per le dimensioni e considerando le attività di handling e manutenzione dell’aviolinea spagnola è fornita per una buona parte anche a terze parti (cosa che la porta ad avere più dipendenti).

I profitti

Gli introiti sono un altro grattacapo. Il piano industriale intende arrivare ad avere un margine operativo del 7% nel 2025. «Se un vettore di IAG si fosse presentato proponendo una spesa di 2,5 miliardi per i nuovi aerei e quella percentuale di profitto a fine piano (235 milioni di euro per anno di Ebit) sarebbe stato mandato dietro a rifare tutto», taglia corto Boyle che suggerisce un margine operativo del 10-15%. Non sicuramente all’inizio. «È chiaro — dice — che ci saranno perdite e costi di avvio dell’azienda prima di arrivare a fare profitti». Stavolta, a differenza degli altri tentativi (falliti) di rilancio, la nuova Alitalia non solo parte senza debiti, ma anche più snella e con un mercato azzerato: tutti i vettori, o quasi, sono dietro alla safety car in attesa della ripartenza.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 03 gen 2021 22:52

Non c'entra niente con l'economia italiana, ma è un articolo che esprime bene un trend che lavora sottotraccia anche da noi. I grafici sono chiarissimi, confermano ancora una volta come le città siano volte al futuro, quindi all'innovazione, e perciò tendenzialmente più progressiste anche in politica, rispetto alle campagne dove la stabilità sociale si trasforma in conservatorismo.

https://fivethirtyeight.com/features/what-democrats-can-learn-from-nebraskas-shift-to-the-right/

https://fivethirtyeight.com/features/how-urban-or-rural-is-your-state-and-what-does-that-mean-for-the-2020-election/

La retta di regressione tracciabile nel grafico del secondo articolo è lampante.
E tutto ciò ha poi conseguenze dirette sull'azione politica, determinando CHI va al potere e QUALE obiettivi perseguirà.
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Re: Diario economico

Messaggioda win_67 » 04 gen 2021 01:21

E' da circa 6 mesi che sono entrato nel mercato del Bitcoin e criptovalute.
Se avessi avuto un po' più di ardire, ma non avevo le conoscenze avrei guadagnato parecchio.
E' un mondo che conoscete? Cosa ne pensate?
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 04 gen 2021 01:29

win_67 ha scritto:E' da circa 6 mesi che sono entrato nel mercato del Bitcoin e criptovalute.
Se avessi avuto un po' più di ardire, ma non avevo le conoscenze avrei guadagnato parecchio.
E' un mondo che conoscete? Cosa ne pensate?


Investo direttamente i miei risparmi da trent'anni, per cui ne ho viste di tutti i colori.
Le cripto sono panna montata, non hanno nessun valore.
Non sono moneta, non sono azioni, sono una piramide albanese; una registrazione elettronica che la gente si scambia di mano in mano rincorrendola finché sale. Se guadagni, porta a casa qualcosa, magari recupera il capitale.
Tra l'altro nessuna cripto alternativa al BTC sta raccogliendo sufficiente interesse per potere reggere il passo.
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 04 gen 2021 11:07

sono ultra-volatili: si può guadagnare tanto e perdere tanto
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

http://fortezza-bastiani.blogspot.com
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Re: Diario economico

Messaggioda lloyd142 » 04 gen 2021 11:53

win_67 ha scritto:E' da circa 6 mesi che sono entrato nel mercato del Bitcoin e criptovalute.
E' un mondo che conoscete? Cosa ne pensate?


Che e' la stessa cosa che entrare in un casino' .
Metti 100mila sul rosso e dopo 30 secondi ne porti a casa 200mila o...ciao... 8) :lol:

C'e' stato un periodo della mia vita in cui ho provato a guadagnare con gli strumenti finanziari.
Allora usavo i Cover warrant. Che di fatto non erano stati inventati come strumento finanziario fine a se' stesso, ma come copertura su un titolo sottostante. Tanto per essere chiari: siccome il Cw ha una leva molto piu' alta del sottostante, quando tu comperavi un titolo avevi la possibilita' di coprirti con un Cw che nel momento in cui il titolo avesse perso parte del valore, questo sarebbe stato compensato dal risultato del Cw che agiva in senso contrario all'andamento del titolo stesso. Se l'azione perdeva il CW guadagnava e viceversa.
Poi , abbiamo scoperto che i CW potevano essere usati come strumento. Potevi prenderli Call o Put, lavorando cioe' nelle due direzioni del titolo sottostante, indipendentemente che tu avessi o meno il sottostante stesso. Se pensavi che il titolo salisse comperavi il Call . Al contrario prendevi il Put. Naturalmente il tutto aveva un rischio enorme. In primis perche' la leva finanziaria era grandissima. Se il sottostante perdeva il 2% capitava che il Cw guadagnasse il 30 o 40% ...e naturalmente anche il contrario e poi , perche' era buona norma non tenere in portafoglio in CW oltra la giornata in cui lo avevi preso in quanto l'indomani avresti potuto trovartelo infinitamente svalutato e poi ancora perche' l'acquisto e la vendita passavano attraverso dei market maker che non sempre riuscivi a contattare in giornata per mollargli il malloppo... Risultato??? Ho provato ad avere dei guadagni enormi... ( anche il 60/70% al giorno) ma anche ,ovviamente, clamorose debacle. Oggi mi pare che quella delle criptovalute non sia altro che l'evoluzione dei sistemi di trent'anni fa con gli stessi identici rischi.. :D
Ultima modifica di lloyd142 il 04 gen 2021 11:56, modificato 1 volta in totale.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 04 gen 2021 11:56

A dicembre l'attività del settore manifatturiero è cresciuta per il sesto mese di fila sebbene a un ritmo inferiore alle attese.

L'indice Pmi del settore si è attestato a 52,8 da 51,5 di novembre, portandosi ulteriormente oltre la soglia di 50 che separa crescita da contrazione.

Le attese Reuters prevedevano una lettura a 53,6.

Il sotto indice dei nuovi ordini è balzato a 50,2 in dicembre da 48,4 del mese precedente.
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Re: Diario economico

Messaggioda win_67 » 04 gen 2021 16:07

lloyd142 ha scritto:
win_67 ha scritto:E' da circa 6 mesi che sono entrato nel mercato del Bitcoin e criptovalute.
E' un mondo che conoscete? Cosa ne pensate?


Che e' la stessa cosa che entrare in un casino' .
Metti 100mila sul rosso e dopo 30 secondi ne porti a casa 200mila o...ciao... 8) :lol:

C'e' stato un periodo della mia vita in cui ho provato a guadagnare con gli strumenti finanziari.
Allora usavo i Cover warrant. Che di fatto non erano stati inventati come strumento finanziario fine a se' stesso, ma come copertura su un titolo sottostante. Tanto per essere chiari: siccome il Cw ha una leva molto piu' alta del sottostante, quando tu comperavi un titolo avevi la possibilita' di coprirti con un Cw che nel momento in cui il titolo avesse perso parte del valore, questo sarebbe stato compensato dal risultato del Cw che agiva in senso contrario all'andamento del titolo stesso. Se l'azione perdeva il CW guadagnava e viceversa.
Poi , abbiamo scoperto che i CW potevano essere usati come strumento. Potevi prenderli Call o Put, lavorando cioe' nelle due direzioni del titolo sottostante, indipendentemente che tu avessi o meno il sottostante stesso. Se pensavi che il titolo salisse comperavi il Call . Al contrario prendevi il Put. Naturalmente il tutto aveva un rischio enorme. In primis perche' la leva finanziaria era grandissima. Se il sottostante perdeva il 2% capitava che il Cw guadagnasse il 30 o 40% ...e naturalmente anche il contrario e poi , perche' era buona norma non tenere in portafoglio in CW oltra la giornata in cui lo avevi preso in quanto l'indomani avresti potuto trovartelo infinitamente svalutato e poi ancora perche' l'acquisto e la vendita passavano attraverso dei market maker che non sempre riuscivi a contattare in giornata per mollargli il malloppo... Risultato??? Ho provato ad avere dei guadagni enormi... ( anche il 60/70% al giorno) ma anche ,ovviamente, clamorose debacle. Oggi mi pare che quella delle criptovalute non sia altro che l'evoluzione dei sistemi di trent'anni fa con gli stessi identici rischi.. :D


La mia è una semplice curiosità.
Il sistema è totalmente diverso, non si parla di banche, d'intermediari etc..Per i rischi sappiamo bene che nessuno regala niente a nessuno, anche se ho sempre sperato che qualcuno mi lasciasse la sua eredità priva di debiti :D
Se non si vuole rischiare ci si accontenta della miseria che ci danno sul conto o con i bot o altro titolo tossico che ci vendono come al solito.
Stranamente da qualche anno, da quando le persone hanno preso più coscienza di come gestire il proprio denaro, anche se siamo agli albori come conoscenze economiche partendo da concetti di base come Pil e simili, le banche hanno iniziato ad affondare (e ci sono anche altri motivi).
La mia era semplice curiosità, giusto per capire se qualcuno ne sa qualcosa del Bitcoin e delle criptovalute.
Visto che fino a qualche mese fa era praticamente snobbato, tranne per chi era già dall'inizio nel settore.
Un mondo del tutto nuovo con termini che non avevo mai sentito, minatori, halvig, blockchain e moltissimi altri dei quali disconosco tutt'ora il loro significato.
Poi mi sono messo e ho preso dimestichezza con wallet, exchange e ad aprile 2020, su un'app (Conio) ho comprato quando il Bitcoin era circa sui 5.000 dollari e adesso è a più di 30.000 cioè un 600% in circa 6 mesi.
Essendo ignorante in materia ho investito veramente briciole, ma credo che ha buone possibilità di crescita ulteriore, secondo me 50.000 li toccherà entro 6 mesi e andrà oltre.
Specifico che è un asset molto volatile, quindi non fa per chi è debole di cuore, ma nel lungo periodo darà soddisfazioni, soprattutto lo spero per la filosofia che lo sottende (blockchain etc...)
Stessa cosa dicasi per Ethereum, crescerà molto anche questa.
Tutte le altre sono una pura lotteria (sono circa 8000), ma se le si studia nel lungo periodo con poco potrebbero fare grossi exploit improvvisi.
Infatti adesso hanno cominciato a prenderne coscienza del Bitcoin, facendo un un articolo il tg5, il sole24ore e sarà utilizzato anche da Paypal, nonchè qualche grossa società ha dato via dollari per acquistarne un po' da mettere in portafoglio.
Ricordate l'app che vi ho detto prima? Da poco è stata affiancata dalle Generali.....
Sembra che sia visto come l'oro digitale, un po' come una riserva del proprio patrimonio.
M'incuriosiva il vostro livello d'informazione in questo campo, suppongo vicino allo zero come lo era il mio (adesso 0,1).
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 04 gen 2021 17:14

Ti ricordo la crisi del 1929.
Quando anche i tassisti si misero a parlare di azioni, Joe Jennedy (il capostipite della dinastia) fiutò il momento di massima esasperazione e vendette.
"Taxi drivers told you what to buy. The shoeshine boy could give you a summary of the day's financial news as he worked with rag and polish. An old beggar who regularly patrolled the street in front of my office now gave me tips and, I suppose, spent the money I and others gave him in the market. My cook had a brokerage account and followed the ticker closely. Her paper profits were quickly blown away in the gale of 1929."

Se al TG5 parlano di Bitcoin per me è un segnale contrarian (e oggi scende).
Inoltre io investo in cose che esistono e capisco. Le crypto le capisco fin troppo bene e, sapendo che non esistono (non c'è nessuna attività sottostante ma solo la voglia di chi compra di farlo ad un determinato prezzo), non le voglio.
Due titani dei fondi di investimento come Paul Tudor Jones e Stanley Druckenmiller le supportano, il primo adducendo che sia una protezione contro l'inflazione.
Ora, se io e te decidiamo che le pizze di fango del Camerun sono un asset che ti protegge dall'inflazione e iniziamo a scambiarcele a prezzi crescenti, qualcuno ci crederà, ma il loro valore intrinseco sarà sempre zero.
Inoltre l'inflazione è MORTA.

Riguardo alle banche, non sono per niente d'accordo sul fatto che siano entrate in crisi "dal basso". Hanno concesso prestiti non ripagati per via di due crisi finanzarie pesantissime che hanno inciso nella carne viva dell'economia mondiale, e adesso sono molto più guardinghe e molto più robuste.
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