https://www.oxfamitalia.org/wp-content/ ... AM_DEF.pdfe la patrimoniale non serve, la democrazia è al collasso a causa di Putin e la colpa è tutta degli elettori analfabeti (che però guadagnano sia quando Nestlé gli riversa il costo sociale di 16k di licenziamenti e sia quando Trump fa gli annunci sui media).
Su un report del 2024 sempre di Demopolis per conto di Oxfam, pubblico quasi integralmente il "senso dell'indagine" perchè è parlante e vale la pena leggerselo :
L’Italia è sempre più disuguale: nella percezione del 71% dei cittadini intervistati da Demopolis, negli ultimi 5 anni le disuguaglianze sono aumentate, e sono di natura per lo più economica, ma anche di accesso ai servizi, soprattutto quelli sanitari. Nelle valutazioni dei cittadini, i grandi divari economici all’interno della società minacciano il futuro delle nuove generazioni e la coesione sociale (86%), la crescita economica (79%) e la qualità della democrazia (71%). Per il 72%, la lotta ad evasione ed elusione fiscale potrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze oggi in Italia. Ma servirebbe anche – per il 61% - un sistema fiscale più equo: che sia progressivo e non faccia disparità fra contribuenti nelle stesse condizioni economiche. Nell’ascolto degli italiani, infatti, accanto alla vulgata secondo cui “le tasse sono troppo gravose in assoluto”, emerge la percezione che siano oggi violati i principi costituzionali di capacità contributiva e progressività. In questo contesto, secondo l’indagine Demopolis per Oxfam, 7 italiani su 10 sarebbero oggi favorevoli ad un'imposta europea sui grandi patrimoni: in Italia si applicherebbe ad appena lo 0,1% più ricco della popolazione, generando risorse utili per finanziare i crescenti bisogni sociali della popolazione e contenere le disuguaglianze.
La variabile principale di supporto all’iniziativa risiede infatti nella convinzione che tassare i grandi patrimoni possa offrire risorse aggiuntive vitali per finanziare politiche a sostegno della scuola, della sanità, dell’inclusione sociale e di una giusta transizione ecologica (68%). Per il 56% si tratterebbe anche di rendere più equo il sistema fiscale italiano: di contenerne le storture. Ma una pericolosa convinzione attraversa la metà del campione analizzato, delineando, in modo preoccupante, quanto persistente sia in seno alla popolazione la sfiducia nelle istituzioni: 1 italiano su 2 ritiene che la tassazione dei grandi patrimoni rischi di essere inutile perché lo Stato è inefficiente e sprecherebbe le risorse. Il 38% teme che tassare i grandi patrimoni sia un rischioso precedente che spianerebbe la strada per l’introduzione di un’imposta patrimoniale generalizzata che graverebbe sul ceto medio. Quasi metà della popolazione (47%) non condivide tale timore. L’approfondimento demoscopico trae ispirazione dall’iniziativa pubblica (promossa da Oxfam Italia) di raccolta firme per l’istituzione di un’imposta europea sui grandi patrimoni per generare risorse da destinare ad investimenti per l’inclusione sociale e ad una transizione ecologica giusta nei Paesi dell’Unione. Vissuti ed opinioni dei cittadini italiani sui temi delle disuguaglianze Come si sono evolute, dove si inverano e su che cosa impattano i divari L’Italia non è uguale per tutti: non lo è nelle prestazioni del Welfare, né sul piano sociale ed economico. Inoltre, in un contesto di progressiva riduzione delle risorse pubbliche per i servizi, le disuguaglianze nel Paese crescono. Secondo l’analisi condotta dall’Istituto Demopolis per conto di Oxfam Italia, per il 71% dei cittadini, le disuguaglianze in Italia sono aumentate negli ultimi 5 anni. Le risultanze dell’indagine consentono di stilare anche una “graduatoria” delle dimensioni di disuguaglianza maggiormente percepite dall’opinione pubblica. I S T I T U T O9 È il reddito, per l’83% degli italiani, il principale ambito in cui si manifestano le più forti disuguaglianze nel Paese. Con un dato in crescita esponenziale, inoltre, 7 intervistati su 10 segnalano che l’Italia è sempre più disuguale nell’accesso ai servizi sanitari: nella rilevazione condotta sul tema da Demopolis per Oxfam nel 2016, il dato si attestava al 54% (16 punti in meno rispetto ad oggi). La maggioranza assoluta ricorda anche quanto pesino i divari nelle opportunità di accesso al mondo del lavoro (55%) e nella disponibilità dei patrimoni in seno al tessuto sociale italiano (51%). Poco meno della metà del campione individua ambiti di disuguaglianza nella qualità dell’istruzione (46%) e nel risiedere in aree a differente tasso di sviluppo (43%). Muovendo proprio dalla disamina degli ambiti di manifestazione dei divari fra le diverse Italie, l’indagine ha verificato gli impatti percepiti delle diseguaglianze economiche, ben oltre lo stretto ambito censuario. Il percorso di analisi condotto da Demopolis, a partire dalla fase qualitativa di colloqui aperti con la popolazione, ha consentito di valutare il quadro complesso di preoccupazioni che attraversano l’opinione pubblica, proprio in ragione di una consapevolezza diffusa del peso delle disuguaglianze economiche che, nella convinzione quasi plebiscitaria degli intervistati (86%), impattano negativamente sul futuro delle nuove generazioni e sulla coesione sociale. Per 8 su 10, le disuguaglianze compromettono la crescita economica; per il 71% rappresentano una minaccia al buon funzionamento della democrazia.