Tex Willer ha scritto:L'aspetto di Ulisse di Nolan che mi ha colpito è il rimorso che accompagna Ulisse dopo la distruzione di Troia , della quale si sente responsabile. Sentimento del quale,peraltro,non si trova traccia nel poema Omerico; anzi rivendica e gioisce per il suo operato.
E poi tanti particolari, Ulisse non instaura un rapporto con Polifemo, non gli dice di chiamarsi Nessuno. Oppure Agamennone versione Darth Veder, o Ulisse sulla zattera come Tom Hanks in Cast Away, o ancora Ulisse versione Rambo nella vendetta finale. Gli interpreti sono tutti bravissimi ma non hanno il tratto dei protagonisti omerici: Matt Damon con il nasino all'insù, Charlize Theron talmente bella che qualsiasi uomo o semidio sarebbe rimasto con lei per l'eternità.
Un americanata? Forse.
a mio avviso non è un'americanata proprio per il tema del rimorso, che non solo è estraneo ad Omero, ma anche, in generale, al cinema americano (quantomeno a quello hollywoodiano classico).
Io approfondirei anzitutto l'elemento della guerra come fattore di distruzione non di un popolo, ma della civiltà umana. Per questo trovo significativa la citazione de Il pianeta delle scimmie, la cui rivelazione finale è citata in realtà all'inizio, quasi a proemio.
Trovo inoltre estremamente significativo il paragone con Malick. Ne La sottile linea rossa (di durata simile, tra l'altro) il tema che percorre l'opera è la guerra come elemento naturale, come elemento di inconscio collettivo che accomuna non solo l'uomo, ma l'intera natura (le prima parole del film sono "Cos'è questa guerra, stipata nel cuore della natura..."). Nolan, invece, è freudiano: la psiche che esamina è quella di Odisseo, e suo è il "sogno" che pervade il percorso verso casa. Se ci fate caso, la scena (bellissima) in cui lui dialoga con Penelope, seduto davanti al divisorio che separa le sue stanze dalla sala comune, e confessa il suo rimorso, è strutturata come una seduta psicanalitica, con il terapeuta che sta alle spalle del paziente.
Altro rimando che a mio avviso Nolan aveva in mente è quello al Kubrick di Eyes Wide Shut, soprattutto per il rapporto tra Odisseo e Penelope, che richiama quello tra Bill e Alice: le due donne insidiate dai corteggiatori ma ferme nei loro propositi, i due uomini che cedono alla tentazione (o al sogno della tentazione?) e sostanzialmente sono moralmente irrisolti.
Potrei continuare, ma a mio parere un film che ha regala così tante suggestioni non può che essere un grandissimo film.