Diario economico

Dove discutere, confrontarsi o scherzare sempre in modo civile su argomenti attinenti al mondo del food&wine e non solo.

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Ludi
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Re: Diario economico

Messaggioda Ludi » 13 lug 2025 10:59

zampaflex ha scritto:[
Diciamola tutta: gli elettori leghisti non capiscono proprio un caxxo e non solo di economia :mrgreen:

Per esempio la strenua difesa del piccolo.
Ah sono solo le grandi aziende ad evadere. Ah, cattivoni.

https://roma.repubblica.it/cronaca/2025/07/10/news/terracina_gelateria_trucca_registratore_cassa_evasione_finanza-424723487/


giustissimo; a parte l'elusione fiscale delle multinazionali (ma quella è un'altra cosa) piccole aziende, artigiani e professionisti, che non adottano il modello 231, hanno molte più possibilità di evadere il fisco...
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 23 lug 2025 12:42

[url]In montagna ci sono un sacco di case che non vuole nessuno - Il Post https://share.google/7WDXeNsCntgfi56e1[/url]
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Re: Diario economico

Messaggioda Trabateo » 23 lug 2025 14:23

zampaflex ha scritto:[url]In montagna ci sono un sacco di case che non vuole nessuno - Il Post https://share.google/7WDXeNsCntgfi56e1[/url]


Se mi facessero lavorare in SW 5 su 5, passare l'estate in Valsassina (sopra una certa quota) non sarebbe una brutta idea.
Ma comunque, chi affitta, non te la regala la casa/appartamento (avevo cercato in rete un paio di anni fa) e allora, se devo morire, muoio in città (dove almeno i servizi, non solo essenziali, ci sono).
Poi c'è chi va a Bormio, ma li ci vogliono i dané :mrgreen:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 25 lug 2025 07:49

https://www.ilpost.it/2025/07/23/come-cambiata-milano-15-anni/

Una documentata e attenta analisi di alcuni dei fenomeni in corso a Milano in questi anni,partendo dal mercato immobiliare che tanto sta facendo discutere.
Il mio giudizio finale? La libertà di agire sui propri beni, quindi il libero mercato, tenderà sempre a convergere verso soluzioni a massimo profitto, e deve essere il legislatore a porre limiti.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 25 lug 2025 09:00

"Martedì Unicredit ha sorpreso il mercato ritirando l'ops su Banco Bpm. Un passo indietro inatteso, che segna un brusco stop in una delle operazioni più rilevanti del risiko bancario italiano. Alla base della decisione, secondo Piazza Gae Aulenti, ci sono i paletti imposti dal governo con il golden power, considerati eccessivamente restrittivi per portare avanti l'operazione. Se sul mercato l'offerta è ormai tramontata, scrive MF, per la Commissione il caso è tutt'altro che chiuso. La DgComp aveva approvato l'operazione dopo aver imposto a Unicredit la cessione di 209 filiali di Bpm. A metà luglio, però, l'Antitrust Ue guidato dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera ha inviato a Palazzo Chigi una lettera per chiedere chiarimenti proprio sull'uso del golden power. Ora attende la replica dal governo nonostante la ritirata di Andrea Orcel. "Prendiamo atto della decisione di Unicredit, ma il decreto è ancora sul tavolo e quindi anche la nostra lettera", dichiara il portavoce Thomas Reigner. "Il confronto con le autorità italiane resta aperto e ci aspettiamo una risposta". La Dg Comp vuole capire se sia stato l'intervento del governo a far naufragare l'offerta, cosa che chiederà anche a Unicredit. In caso affermativo potrebbe emergere una violazione del regolamento sulle concentrazioni, che aprirebbe la strada a una procedura d'infrazione contro l'Italia. L'Antitrust Ue continua a nutrire dubbi sull'esistenza di questioni di sicurezza nazionale perché l'ops coinvolge due società italiane, non extra-europee. Ecco perché Ribera vuole conoscere il parere del governo, che dopo la ritirata di Orcel non è convinto di dover rispondere e sta analizzando la questione dal punto di vista tecnico. A Palazzo Chigi il golden power viene ancora considerato uno strumento prezioso e determinante e potrebbe essere utilizzato in altre partite finanziarie, a partire da quelle che a breve potrebbero coinvolgere Generali e la sua controllata Banca Generali."

Le probabilità che il decreto governativo scritto per impedire a Unicredit, banca italiana, di comprare BPM, banca italiana, solo perché la seconda (malgestita da decenni) è in quota Lega, di sopravvivere all'esame della UE sono pari a zero.
L'assurdo delle vicenda è che il governo ha preferito favorire uno straniero (Crédit Agricole che ha già raggiungo il 29,9% del capitale attraverso possesso diretto, acquisti di opzioni, e pacchetti collocati in mani amiche), cedendogli a quanto si sussurra un consistente pacchetto di filiali e un corposo insieme di fondi investiti dalla clientela, pur di mantenere il controllo POLITICO della banca (guardate chi siede in CdA, in che quota partitica è stato nominato), nella speranza di riuscire a farla maritare con MPS (impegnata a cercare di comprare Mediobanca) e creare il terzo polo.
Per molto meno Fassino fu crocifisso dagli indegni fogliacci della destra buoni per incartare il pesce, all'epoca della scalata di Unipol a BNL.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 27 lug 2025 07:28

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 28 lug 2025 09:34

Leggete, e spaventatevi.

https://blog.joelonsdale.com/p/a-summer-of-ai-in-san-francisco

Reflections on a technology revolution, as seen from 8VC [una società di venture capital]
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 30 lug 2025 12:10

Da Wharton, una delle scuole di economia e finanza migliori al mondo, esce questo paper sul confirmation bias.

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=5254795

Prior research has assumed that people seek advice to improve their decisions. Across five studies, we find evidence that people often seek advice to validate their preferred choice rather than improve the quality of their decisions. Instead of seeking objective, unbiased advice, advice seekers engage in behaviors to obtain preference-congruent advice. They choose advisors who they think are more likely to recommend their preferred option, and they frame their advice requests in ways that favor their preferred choice. We find that the motivated way in which advice seekers ask for advice often elicits preference-congruent advice. We also find that advice seekers judge preference-congruent advice to be more useful, and that receiving preference congruent advice boosts their confidence and satisfaction. In contrast to the prevailing view of advice seeking as an impartial process aimed at improving accuracy, we assert that, in practice, advice seeking is a motivated process driven by the desire to obtain preference-congruent recommendations.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 31 lug 2025 08:56

Le distorsioni nella nostra filiera agricola sono colossali ed esiziali.
Ieri ho letto un articolo simile per angurie e Meloni pugliesi.

https://www.padovaoggi.it/economia/patate-crolla-prezzo-origine-non-conviene-nemmeno-raccoglierle-28-luglio-2025.html
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 01 ago 2025 23:49

Ciò che emerge dalle indagini in corso è gravissimo.

https://x.com/itsalexvacca/status/1950927585845948600

Facebook si è procurata uno strumento per spiare trenta milioni di persone che lo usavano e determinare in quale direzione evolvere, o quale sito/app comprare
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 03 ago 2025 09:25

n Francia si fanno sempre meno figli. Nei primi sei
mesi del 2025, sono nati 317.340 bambini, il 2,2% in
meno rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente. Lo riferisce l’Istituto nazionale di
statistica, confermando il proseguimento di una tendenza
ormai strutturale, che sta mettendo in discussione il “modello
francese” delle politiche nataliste, a lungo indicato come
virtuoso nel panorama europeo. Dopo essere sceso per la prima
volta sotto la soglia dei 700.000 nati nel 2023, il numero totale
di nascite è ulteriormente calato nel 2024, attestandosi a
660.800 (-2,8%). Si tratta del livello più basso registrato dalla
fine della Seconda guerra mondiale. La denatalità è diventata
una questione politica centrale. Già nel 2024, Emmanuel
Macron ha lanciato un appello per un “riarmo demografico”,
evocando una risposta collettiva alla crisi della natalità.


PS: da noi I nati sono meno della metà...
È un paese per vecchi...
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 08 ago 2025 06:40

[url]In (quasi) tutte le città europee gli affitti ormai sono insostenibili - Linkiesta.it https://share.google/gzPHzYDd4TqCspDZ1[/url]
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 08 ago 2025 10:27

Veronica de Romanis su La Stampa

------------------------

Dazi, perché la Ue è più forte di Trump

"Trump è più forte», «l’Europa non aveva potere negoziale»: queste le principali argomentazioni avanzate dalla maggioranza di governo per giustificare l’accordo dei dazi al 15 per cento entrato in vigore ieri. La logica che ne emerge è chiara: con i forti non si negozia, si cede. Un ragionamento che, portato all’estremo, equivarrebbe a dire che l’Ucraina, di fronte alla Russia di Putin, non dovrebbe combattere, bensì deporre le armi.

È certamente vero che l’America di Trump è (più) forte. Tuttavia, ciò che è (molto) debole è la sua strategia. Per questo, bisognava negoziare, non arrendersi. In estrema sintesi, Trump gioca la partita dei dazi tramortendo l’avversario: prima lo minaccia, poi fa marcia indietro. Successivamente annulla gli annunci, li modifica, rilancia, creando un vortice di dichiarazioni e intimidazioni. Il risultato? L’interlocutore stordito finisce per cedere, convinto che sia meglio accontentarsi per evitare il peggio. E invece si dovrebbe fare l’opposto: reagire. Il motivo è semplice. Trump è consapevole che i dazi possono fare male agli americani, in particolare ai suoi elettori, cioè la classe media. Pertanto, il suo margine d’azione è limitato: c’è una soglia che non deve essere superata altrimenti i costi delle barriere tariffarie (maggiore costo dei beni importati) superano i benefici (maggiore gettito fiscale).

L’Europa avrebbe dovuto dimostrare di essere pronta a raggiungere quella soglia e a sostenerla. Ciò avrebbe costretto il presidente americano a tornare indietro: troppo costoso in termini di maggiore inflazione e minore crescita. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su mandato dei Paesi dell’Unione, a cominciare dall’Italia e dalla Germania, ha deciso, invece, di fare l’esatto contrario. O peggio, con l’azzeramento di tutti i dazi, la partita non è stata iniziata: una resa totale. Le ragioni di questa scelta? Essenzialmente due: la paura di una guerra commerciale e quella di ritorsioni su altri tavoli, a cominciare da quello legato alla difesa e alla sicurezza. Davvero stupisce chi difende una simile posizione. Primo, la guerra commerciale è già in atto. Ogni giorno gli accordi presi vengono cambiati, adeguati, riaggiustati: l’incertezza è iniziata, non terminata. Secondo, le ritorsioni sono già arrivate. Al G7, il nostro governo ha sottoscritto un impegno ad aumentare le spese per la difesa fino al 5 per cento del Pil, una percentuale fissata unilateralmente dagli Stati Uniti, che peraltro non rispettano nemmeno loro. Terzo, i pasti gratis non esistono perfino nel campo della geo-economia. Trump sta disegnando un ordine mondiale diverso da quello che ha prevalso fino ad ora. Ha, così, iniziato a ridefinire i rapporti con i suoi alleati, tra cui gli europei, che descrive come dei parassiti approfittatori da punire. E allora che fare?

Anche l’Europa – e l’Italia – devono ripensare le proprie relazioni internazionali. Non significa azzerarle, bensì ristrutturarle. La parola d’ordine è indipendenza, nell’energia, nella sicurezza, nel commercio. È evidente che ci sarà un costo da pagare. Del resto, anche l’accordo al 15 per cento comporta dei costi che, con ogni probabilità, potrebbe aumentare. Come si è detto, i pasti gratis non esistono. In questa fase, serve avere una visione di lungo respiro. Bisogna essere disposti a pagare qualcosa oggi per raggiungere un obiettivo più ambizioso domani, ossia quello dell’indipendenza. Molti leader europei non sembrano essere disposti a seguire questa strategia: inseguono il consenso immediato o, peggio, cercano di imitare Trump. Attenzione, però: se si lascia a Trump il ruolo di leader, agli altri non resterà che fare da follower."
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 16 ago 2025 19:54

https://www.huffingtonpost.it/life/2025/08/15/news/financial_times_come_i_cani_hanno_rimpiazzato_i_bambini_in_italia-19853350/

La fotografia dell'Italia del Financial Times: Cani e gatti viziati hanno rimpiazzato i bambini
Il quotidiano di Londra fa una fotografia impietosa di un Paese nel suo pieno inverno demografico, che ha sostituito i neonati con cani e gatti: "Con meno figli e nipoti da coccolare, gli italiani riversano sempre più energia emotiva — e denaro — verso una crescente schiera di animali viziati"

Perfettamente d'accordo.
Comincio a vedere bestiole a spasso nei passeggini.
Meritiamo l'estinzione.
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Re: Diario economico

Messaggioda Trabateo » 16 ago 2025 20:03

Mi mancava la prima buona notizia di Luciano post ferragosto :mrgreen:

NB: completamente d'accordo con te... quando sento chiamare un cane dicendogli "vieni da mamma/papà" mi vengono i brividi e il vomito...
NB 2: detto ciò, di welfare per incentivare le nascite, in confronto ad altri paesi (vedi Francia), non ne vedo proprio.
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 17 ago 2025 12:42

è un argomento estivo che ogni tanto riappare

in realtà conosco decine di coppie con figli e animali che amano anche i loro quattrozampe e si divertono a chiamarli come se fossero bambini

(anzi, ho notato che chi non ama gli animali è spesso un individuo arido di sentimenti e non ama le persone)

e poi bisogna considerare che la scelta di non avere figli può essere dettata da motivi economici
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 18 ago 2025 17:17

tenente Drogo ha scritto:e poi bisogna considerare che la scelta di non avere figli può essere dettata da motivi economici


Se non hai figli per problemi economici (che spesso sono falsi perché di famiglie povere con figli, che fanno sacrifici, ce ne sono tante e sono comunque contente della scelta) non può essere un cane o un gatto a darti la felicità che ti può dare un figlio.
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 18 ago 2025 19:47

zampaflex ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:e poi bisogna considerare che la scelta di non avere figli può essere dettata da motivi economici


Se non hai figli per problemi economici (che spesso sono falsi perché di famiglie povere con figli, che fanno sacrifici, ce ne sono tante e sono comunque contente della scelta) non può essere un cane o un gatto a darti la felicità che ti può dare un figlio.


GAC

però a Roma un asilo nido costa sui 500 euro al mese, non so se mi spiego
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 18 ago 2025 21:30

tenente Drogo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:e poi bisogna considerare che la scelta di non avere figli può essere dettata da motivi economici


Se non hai figli per problemi economici (che spesso sono falsi perché di famiglie povere con figli, che fanno sacrifici, ce ne sono tante e sono comunque contente della scelta) non può essere un cane o un gatto a darti la felicità che ti può dare un figlio.


GAC

però a Roma un asilo nido costa sui 500 euro al mese, non so se mi spiego


Costa così, o di più, dovunque.
Chi non può spendere queste cifre ingaggia i nonni.
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Re: Diario economico

Messaggioda maxer » 19 ago 2025 10:03

zampaflex ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:e poi bisogna considerare che la scelta di non avere figli può essere dettata da motivi economici


Se non hai figli per problemi economici (che spesso sono falsi perché di famiglie povere con figli, che fanno sacrifici, ce ne sono tante e sono comunque contente della scelta) non può essere un cane o un gatto a darti la felicità che ti può dare un figlio.


GAC

però a Roma un asilo nido costa sui 500 euro al mese, non so se mi spiego


Costa così, o di più, dovunque.
Chi non può spendere queste cifre ingaggia i nonni.

...
Luciano, non ci sono speranze, il tenentino di figli non ne sa proprio nulla :lol: ( :roll: )
...
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Re: Diario economico

Messaggioda vinogodi » 19 ago 2025 18:34

zampaflex ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:e poi bisogna considerare che la scelta di non avere figli può essere dettata da motivi economici


Se non hai figli per problemi economici (che spesso sono falsi perché di famiglie povere con figli, che fanno sacrifici, ce ne sono tante e sono comunque contente della scelta) non può essere un cane o un gatto a darti la felicità che ti può dare un figlio.


GAC

però a Roma un asilo nido costa sui 500 euro al mese, non so se mi spiego


Costa così, o di più, dovunque.
Chi non può spendere queste cifre ingaggia i nonni.
...oppure fa scelte radicali, come la nostra : mia moglie , la mamma desiderosa di fare la "mamma" ( mica facile) , abbiamo concordato come scelta ,quando in attesa dei figli, di lasciare, da parte sua, un lavoro lautamente retribuito ( era commerciale e responsabile di produzione di una ditta artigianale di alta qualità di borsetterie e campionari di gioielli) e io a lavorare "come un negro" tirando avanti con il mio modesto stipendio da dirigente : per fortuna avevo abbondanti assegnazioni dirette di Borgogna , Spagna e Langa e sono riuscito a sopravvivere, con sforzi economici relativi, solo riducendo il bere quotidiano di DRC , Leroy, Rousseau, Leflaive, Coche Dury , Vega Sicilia , Monfortino e Etichette Rosse di Giacosa... 8)
Ente Nazionale Tutela dei Bevitori Capiscitori (EnTuBeCa) - Ministero della Cultura Enologica Popolare (MinCulEnPop)
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 22 ago 2025 17:08

Altra pietra sulla tomba dell'idea che l'evasione fiscale la fanno I grandi e cattivi


https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/controlli-finanza-gjtwb70i
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 26 ago 2025 08:48

Stando ai dati del monitoraggio dei flussi di pensionamento, effettuato dall'Inps, nel primo semestre del 2025 l'età media al momento del pensionamento anticipato (quota 103, anzianità lavorativa, eccetera) è risultata essere 61,3 mesi per i lavoratori privati e 61,4 per i pubblici.
Troppo presto.
Passano gli anni ma sempre lì siamo: la gente va in pensione molto prima di quando sarebbe lecito per equità intergenerazionale e utile per raggiungere i necessari equilibri sui incassi e pagamenti, che si riflettono poi sul bilancio dello Stato.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 26 ago 2025 09:19

IL LAVORO STRANIERO ‘CRUCIALE’ PER LE ECONOMIE RICCHE
Financial Times Europe,
Claire Jones, 25 agosto 2025

- I banchieri centrali di Giappone, BCE e BoE avvertono che l’invecchiamento demografico minaccia crescita e stabilità dei prezzi senza lavoratori stranieri.
- In Giappone, i lavoratori stranieri (3% della forza lavoro) hanno contribuito alla metà della recente crescita del mercato del lavoro.
- Senza immigrati, l’Eurozona perderebbe 3,4 milioni di lavoratori entro il 2040, con rischi di inflazione da carenza di manodopera.
L’invecchiamento demografico minaccia la crescita delle economie ricche, spingendo i banchieri centrali a sottolineare l’importanza dei lavoratori stranieri.

“Un afflusso di lavoratori stranieri avrà un ruolo cruciale per contrastare l’impatto delle tendenze demografiche”, ha dichiarato Christine Lagarde della BCE al simposio di Jackson Hole.

In Giappone, Kazuo Ueda ha evidenziato che i lavoratori stranieri, pur rappresentando solo il 3% della forza lavoro, hanno guidato la metà della recente crescita del mercato del lavoro. Nel Regno Unito, Andrew Bailey ha definito “acuta” la sfida demografica, con il 40% della popolazione oltre i 64 anni entro il 2040.

La carenza di manodopera rischia di ridurre l’output e aumentare l’inflazione, poiché i lavoratori potrebbero richiedere salari più alti.

“Senza il contributo dei lavoratori stranieri, le condizioni del mercato del lavoro sarebbero più rigide e l’output inferiore”, ha detto Lagarde, notando che nell’Eurozona i lavoratori stranieri (9% della forza lavoro nel 2022) hanno rappresentato metà della crescita negli ultimi tre anni.

Nel Regno Unito, il calo della partecipazione lavorativa, legato a malattie di lunga durata e meno giovani al lavoro, complica il quadro. La BoE si concentra più sull’inattività che sulla disoccupazione, ma misurarla resta difficile.

Nonostante il crescente populismo e il sentimento anti-immigrazione, i banchieri centrali vedono nei lavoratori stranieri una soluzione essenziale.

“La sfida demografica e il calo della produttività non sono stati sottolineati abbastanza”, ha avvertito Bailey.

Le economie ricche devono attrarre più immigrati per mantenere la crescita e contenere l’inflazione, ma ciò richiede un dibattito politico più ampio per superare le resistenze sociali e politiche, in un contesto di tassi di natalità ai minimi storici e aumento della longevità.
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Messaggioda zampaflex » 26 ago 2025 14:21

Riprendo da De Bortoli

Stupisce che il dato appena pubblicato dalla Corte dei conti, secondo la quale solo il 17,7 per cento dell’evasione scoperta è alla fine incassata, non susciti grandi discussioni. Scivoli via come qualcosa di risaputo, persino risibile. Non siamo ancora al compiacimento della furbizia italica, ma ci siamo vicini. È ormai diffuso il concetto dell’evasione di necessità. Se uno non paga le tasse è perché non riesce a farlo, pur volendolo con tutto il cuore. E nessuno mette in dubbio la sua buonafede. Dunque perché non aiutarlo?

E colpisce che sia passato inosservato un piccolo - si fa per dire anche in questo caso - condono d’agosto. Lo commenta sulla newsletter Appunti, diretta da Stefano Feltri, un esperto della materia come Roberto Seghetti. Una norma del primo agosto scorso converte in legge un decreto del 17 giugno 2025 numero 84 che rinnova, per gli anni 2025 e 2026, il concordato preventivo biennale. Contiene un condono tombale per le imposte sui redditi e l’Irap evasi negli anni tra il 2019 e il 2023. Cinque anni sanabili pagando, con la migliore delle pagelle fiscali, solo il 10 per cento.

Ma se poi uno pensa che i controlli riguardano solo l’1,42 per cento della platea dei contribuenti coinvolti, perché pagare? Meglio aspettare la prossima rottamazione che inevitabilmente verrà.

Ecco quindi servito alla chetichella l'ennesimo condono figlio della vomitevole destra italiana.
Pensateci, dipendenti che li avete votati. Pensateci, mentre ve lo infilano nel posteriore. Ma probabilmente siete abituati.
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