Diario economico

Dove discutere, confrontarsi o scherzare sempre in modo civile su argomenti attinenti al mondo del food&wine e non solo.

Avatar utente
zampaflex
Messaggi: 11600
Iscritto il: 25 ago 2010 15:26
Località: Brianza

Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 02 feb 2024 10:24

bobbisolo ha scritto:continuiamo a finanziare la scellerata guerra in ucraina...

ciò che Assange ci diceva a proposito della guerra in afghanistan si applica pari pari alla guerra in ucraina.
Il punto non è vincere la guerra, cosa impossibile, il punto è trasferire i soldi dei contribuenti americani e europei all'industria delle armi e alle loro marionette che presiedono le istituzioni... democratiche :lol: :lol: :lol:

fallimento, estinzione, oblio... fate presto per favore


Noi la pensiamo in maniera opposta a te, i finanziamenti all'Ucraina hanno come tema la difesa della nostra democrazia contro le dittature che si stanno diffondendo sul pianeta, ma non è questo thread il luogo per parlarne. Se hai altro da dire, ti chiedo per cortesia di farlo nel thread apposito.
Non progredi est regredi
Avatar utente
bobbisolo
Messaggi: 1797
Iscritto il: 08 set 2017 10:31
Località: Campagnolacucchiaio&stagnola

Re: Diario economico

Messaggioda bobbisolo » 02 feb 2024 11:16

zampaflex ha scritto:
bobbisolo ha scritto:continuiamo a finanziare la scellerata guerra in ucraina...

ciò che Assange ci diceva a proposito della guerra in afghanistan si applica pari pari alla guerra in ucraina.
Il punto non è vincere la guerra, cosa impossibile, il punto è trasferire i soldi dei contribuenti americani e europei all'industria delle armi e alle loro marionette che presiedono le istituzioni... democratiche :lol: :lol: :lol:

fallimento, estinzione, oblio... fate presto per favore


Noi la pensiamo in maniera opposta a te, i finanziamenti all'Ucraina hanno come tema la difesa della nostra democrazia contro le dittature che si stanno diffondendo sul pianeta, ma non è questo thread il luogo per parlarne. Se hai altro da dire, ti chiedo per cortesia di farlo nel thread apposito.


un pacchetto da 50 mld di euro e una considerazione su dove finiscono i soldi dei contribuenti mi sembra che possano benissimo stare in diario economico...
semmai è la tua considerazione sulla pretesa di difendere la democrazia che potrebbe stare in un altro luogo così come i commenti di tex willere
Avatar utente
Tex Willer
Messaggi: 8344
Iscritto il: 18 mag 2008 17:52

Re: Diario economico

Messaggioda Tex Willer » 02 feb 2024 14:20

tenente Drogo ha scritto:
Tex Willer ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:"Brics"


è diventata una parolaccia?



pensa un po' che scemo Milei, preferisce le democrazie occidentali alla compagnia di Cina, Russia, iran, Arabia Saudita

Non bisogna rispondere per forza a tutti.


e vabbè: domandare è lecito, rispondere è cortesia


bon amusement :wink:
Se qualcosa è gratis, il prodotto sei tu
"E’ più facile imbrogliare la gente che convincere la gente che è stata imbrogliata” Mark Twain
Avatar utente
zampaflex
Messaggi: 11600
Iscritto il: 25 ago 2010 15:26
Località: Brianza

Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 05 feb 2024 23:39

Ecco che arriva Gabanelli con la solita approfondita indagine, sulle zone 30.

In Italia il 73% degli incidenti stradali avviene in città. Ed ecco perché ridurre la velocità da 50 km all’ora a 30 può salvare vite: gli studi effettuati dimostrano che in uno scontro frontale i nuovi limiti ridurrebbero la mortalità dal 90% allo 0,5%. Ogni anno i morti sulle strade sono oltre 3 mila, i feriti gravi sempre oltre i 15 mila, e fra loro ci sono quasi 700 giovani con lesioni permanenti al midollo. La prima città europea a introdurre i 30 all’ora in alcune zone del centro è stata Londra.
Bologna è la prima grande città italiana a introdurre il limite dei 30 chilometri orari su una vasta zona della città, esclusi i viali e le strade a grande scorrimento.
Il limite in realtà c’è da 6 mesi, però dal 16 gennaio il sindaco ha deciso di farlo rispettare.
I vigili dotati di telelaser hanno fatto le prime multe e il caso è diventato politico.
Entriamo nel merito con gli ultimi dati Istat sul 2022: in Italia gli incidenti stradali hanno causato 223.475 feriti e 3.159 morti. I numeri riferiti agli anni precedenti dicono che i feriti gravi sono sempre oltre i 15 mila. E fra loro ci sono quasi 700 giovani con lesioni permanenti al midollo. Il 73% degli incidenti avviene sulle strade urbane. Tanti, non solo da noi, ma ovunque nel mondo il maggior numero di incidenti e vittime avviene proprio nei centri urbani. Per ridurli in Europa i sindaci hanno cominciato a introdurre i limiti a 30 km orari già dagli anni Novanta. La prima è stata Londra in alcune zone del centro nel
1991; oggi si va a 20 miglia (32 km orari) su 140 chilometri di strade. Nel 1992 Graz e Zurigo, nel 2004 Helsinki (si va a 30 sull’intera rete stradale della capitale finlandese). Negli ultimi cinque anni si sono aggiunte altre 34 grandi città europee, su aree molto vaste: da Barcellona, a Madrid, Parigi, Bruxelles, Berlino, Monaco, ecc.. Con quali risultati? Di quanto calano le vittime?
Lo studio pubblicato degli esperti della London School of Hygiene and Tropical Medicine — pubblicato sul British Medical Journal — ha valutato le conseguenze dell’introduzione delle zone 20 miglia, comparando i risultati su un arco temporale di vent’anni (dal 1986 al 2006) tra le vie con il limite di velocità e quelle adiacenti a 30 miglia (48 km orari).
L’introduzione delle 20 miglia orarie viene associata a una riduzione del 41,9% delle vittime della strada. La riduzione percentuale, scrivono gli autori, «è stata maggiore nei bambini più piccoli e per le vittime o feriti gravi rispetto ai feriti lievi». Sotto i 15 anni c’è un dimezzamento netto di morti e feriti gravi. Gli stessi esperti hanno confrontato anche le categorie: tra i pedoni, i morti e i feriti gravi sono calati del 34,8% nelle zone 20 miglia, mentre nelle vie adiacenti sono saliti
del 2,1%. Tra i ciclisti il calo delle vittime è del 37,6% nelle strade 20 miglia, mentre in quelle a 30 miglia salgono di oltre il 2%. Il numero dei morti e dei feriti gravi cala anche di più tra chi va in moto o in scooter: meno 39,1% contro un più 3,2%. E si riduce drasticamente tra gli occupanti d’auto: meno 61,8% contro meno 24,4% nelle vie limitrofe.
Si legge nello studio britannico: «Utilizzando le stime più prudenti di riduzione del rischio basate sul 2000-2006, stimiamo che le zone a 20 miglia orarie prevengano ogni anno 203 vittime, di cui 27 sarebbero morti o feriti gravemente e 51 sarebbero pedoni».
Altri 9 studi analizzando i dati fino al 2019 indicano tutti una diminuzione degli incidenti, dei feriti gravi e morti.

Il costo sociale.
Ogni incidente ha un impatto significativo. I dati del dipartimento dei Trasporti del Regno Unito — relativi al 2016 — mostrano che un incidente stradale mortale «costa» 2,5 milioni di euro, uno grave circa 300 mila euro, uno lieve oltre 30 mila. Per una media, a incidente, di circa 103 mila euro. Calcolando che quell’anno a Londra ci sono stati 30.270 incidenti, la somma totale in euro fa 3,12 miliardi. Il costo sociale degli incidenti stradali lo stima anche l’Istat: nel 2022 su tutto il Paese, e inclusi quelli che si sono verificati nelle aree extraurbane, è stato di 17,9 miliardi di euro, pari allo 0,94% del Prodotto interno lordo di quell’anno. Una cifra enorme.

Impatto veicolo-pedone.
Un’analisi molto dettagliata sull’impatto veicolo-pedone è stata realizzata dall’ing. Salvatore
Golfo dell’Università di Palermo, che ha studiato le conseguenze dopo lo scontro con un veicolo che procede a velocità differenti — 20, 30, 40 e 50 chilometri orari — e con un punto di impatto frontale o laterale. Alla fine ne ha calcolato — tra le altre cose — anche l’«Hic» (Head injury criterion), cioè l’indicatore che misura la probabilità di trauma cranico derivante da un impatto. Tradotto: rischio trauma cranico grave del 9% nell’impatto frontale a 30 km orari in frenata. Rischio che sale al 30,5% se l’impatto avviene a 50 orari. A velocità costante si passa dal 9,5% al 36%. Se si va a vedere il tasso di letalità, nei
diversi test di laboratorio condotti dall’ing. Golfo si arriva al 50% di mortalità se l’auto colpisce il pedone lateralmente a 50 chilometri orari, ma va dallo zero al 5% se il veicolo procede a 30 chilometri orari. Probabilità che non cambia in caso di impatto frontale a velocità costante, mentre sale al 90% di mortalità se lo stesso mezzo viaggia a 50 chilometri orari. L’autore spiega poi che anche il tipo di mezzo (berlina, Suv o autobus) ha il suo peso nelle conseguenze sui pedoni investiti.

Impatto ambientale
Le auto che vanno più piano inquinano di più o di meno? La letteratura scientifica non è ancora molto vasta sul tema, ma al momento sembra che l’introduzione delle zone 30 abbia effetti positivi. Uno studio ha effettuato delle simulazioni al computer e dei test reali su strada — a Berlino — e l’esito è che la riduzione della velocità da 50 a 30 chilometri orari taglia del 40% le emissioni di NOx (ossidi di azoto) e del 10% di PMx (polveri sottili). Il Journal of Transport & Health nel 2022 scrive che una guida a 20 miglia orari comporta una riduzione del 33% di accelerazione e frenata e quindi una riduzione delle emissioni di ossidi di azoto. Più in generale porta un beneficio ambientale perché c’è un minor consumo di carburante del 12%. Un’altra ricerca, fatta utilizzando il comportamento di tre autovetture differenti, mostra risultati meno netti nelle due città-laboratorio: Mol, in Belgio (32.474 abitanti) e Barcellona (4,2 milioni nell’intera area). Queste le conclusioni: «È improbabile che l’imposizione di limiti di velocità severi nelle aree urbane abbia un’influenza significativa sulle emissioni di ossidi di azoto e anidride carbonica ». Altri studi sostengono che gli effetti positivi sono difficili da calcolare con esattezza
perché dipendono dal tipo di guida, di automobile e di strada.

La direttiva Salvini
I dati sulla sicurezza dovrebbero essere noti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, visto che il ministro Salvini aveva
promosso l’iniziativa di abbassare il limite di velocità finanziando con 13 milioni una legge entrata in vigore a febbraio 2023. Il 24 gennaio 2024 cambia idea ed emette una direttiva di 7 pagine la cui sostanza è: mettere un limite sotto i 50 km orari generalizzato può risultare anche pericoloso. Il limite, come mostra la mappa della città, non è generalizzato, ma la questione diventa politica, e i sindaci si dividono fra favorevoli e contrari.
Il Comune di Padova ha annunciato che seguirà l’esempio di Bologna; Milano doveva partire il 1° gennaio 2024, ma il sindaco temporeggia. Intanto contro l’ordinanza «Bologna città 30» è partita una petizione, mentre FdI ha aperto un banchetto di raccolta firme in piazza. Nella sua direttiva Salvini — tra le altre cose — scrive che «l’imposizione di limiti di velocità eccessivamente ridotti potrebbe risultare pregiudizievole sotto il profilo ambientale, nonché dell’ordinata regolazione del traffico, creando ingorghi e code stradali». Cioè l’esatto contrario di quello che si sta registrando a Londra, Bruxelles, Madrid, Monaco, Berlino, ecc.: tutte grandi città dove hanno pensato che andare più piano è solo una questione di abitudine. E
anche i più refrattari hanno ormai capito che perdere un semaforo in cambio di maggior sicurezza conviene a tutti. Per il nostro ministro è più conveniente preparare un decreto con cui impedire i limiti smontandone i controlli. E contemporaneamente aizzare la popolazione contro i sindaci che hanno avuto il coraggio di prendere una decisione impopolare per evitare il più possibile ai loro cittadini che un vigile, a un’ora del giorno e della notte, vada a suonare il campanello di casa.
Non progredi est regredi
Avatar utente
zampaflex
Messaggi: 11600
Iscritto il: 25 ago 2010 15:26
Località: Brianza

Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 12 feb 2024 15:44

Riscaldamento globale, consumiamo meno metano per le case.
Scende la produzione industriale, consumiamo meno metano per le industrie.

Al famigerato TTF oggi il gas tocca i 26 euro / mWh, prezzo più basso da novembre 21, pre-putinate.

Anche l'energia elettrica scende sotto ai 100 euro / mWh, avvicinandosi ai prezzi storici (che non erano quelli ultrascontati dei due anni del coviddi, eh).

https://www.qualenergia.it/pro/documenti/quota-rinnovabili-4-9-21-31-pun-5-9-21-e-mwh-11309-petrolio-wti-b-6929-co2-3-9-21-e-ton-6133/
Non progredi est regredi
Avatar utente
zampaflex
Messaggi: 11600
Iscritto il: 25 ago 2010 15:26
Località: Brianza

Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 12 feb 2024 23:15

“Abbiamo nascosto un localizzatore GPS nei vestiti di Amazon, Temu e Shein”: ora sappiamo cosa succede con la fast fashion

https://www.greenme.it/lifestyle/moda/ultra-fast-fashion-linquietante-viaggio-senza-fine-dei-tuoi-vestiti-comprati-e-restituiti-piu-volte-percorrono-fino-a-10-mila-km/

Quando restituite un capo di pronto moda che avete usato, pensate che lo distruggano?
Eh, no.
Non progredi est regredi
Avatar utente
zampaflex
Messaggi: 11600
Iscritto il: 25 ago 2010 15:26
Località: Brianza

Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 13 feb 2024 17:42

Un bravo analista economico recentemente afferma questo, della Cina:

When the Russian-Ukrainian conflict began, China was a much more important country. What has happened over the past two years has been the dysfunction of the Chinese economy to a point that it cannot support many other things. For example, the naval capability that it has, okay, it's quite expensive to maintain. They're not doing that. So at this point, they have a situation
where they've arrived at the place that the United States did after the Civil War. After the Civil War, we started being an exporting power, and we did very well—50% of the world's exports came from the US until World War I broke out and nobody could buy any, and we went into the Great Depression.
So when you have an exporting power, you're looking at an accident that will happen. They're dependent on the internal capability of their customers. And when the customers either no longer have the resources to buy or when they're not interested or whatever, it's a fad, we saw Japan have its lost year, lost decade. This is what happens with exporters. And this is why we
forecast a while ago that China can't sustain its growth because you cannot sustain reliably an economy based primarily on exports unless you own the countries you're exporting to. And they don't. And the United States had the Great Depression and what we're having now is a greater depression in China.

Xi: I'm not sure he hasn't lost power. There's all sorts of maneuvering going on around him, and I'm not sure how much he's controlling it, but they don't want to do this publicly. Look, he came in as the prime minister, as the president at a time when they were the economic miracle of the world where it was clear that they were going to overwhelm the world with everything, invade the United States, and put everything into that. He at this point has created a disaster. Now, it's not really his fault. It's not an economic policy that could have been averted. You cannot build your economy on foreign purchases and maintain an aggressive foreign policy at the same time because you can't deal with your customers in that way. And that was his mistake. He had to make a deal with the United States on military matters, and that would've made it much easier for first Trump and then others to do something about China's problems.
Well, right now the situation is that they have to talk to the Americans. There are meetings going on between the Americans and the Chinese. Xi does not appear to be at the meetings, but he's somewhere. But the real question is they need American investment. The only thing that's going to bail them out here is investment and they can't generate it domestically. So are the Americans interested? Yes, we want everything from them, all their weapons, all their wives, everything that is available. We want to take them immediately. Americans are very reasonable negotiators. So the problem they have is the American price essentially is becoming sort of a vassal of the United States. The Chinese can't do that. The Chinese price is that the United States invest and they guarantee those investments, which are not worth much. So China has a real problem because there's also unrest developing inside of China, all sorts of demonstrations, major lockdowns on security—going into people's houses, checking them for what they have there, and so on.
Non progredi est regredi
Avatar utente
zampaflex
Messaggi: 11600
Iscritto il: 25 ago 2010 15:26
Località: Brianza

Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 14 feb 2024 18:33

https://www.ilpost.it/2024/02/14/mismatch-mercato-del-lavoro/

Le persone non trovano lavoro, le aziende non trovano lavoratori
Non progredi est regredi
Avatar utente
zampaflex
Messaggi: 11600
Iscritto il: 25 ago 2010 15:26
Località: Brianza

Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 14 feb 2024 23:56

Oh, sorpresa per i fasciopopulisti, gli immigrati non ci stanno più invadendo!

"Anche gli stranieri in Italia non fanno più figli: dal 2012 nascite in calo costante"

Negli ultimi dieci anni il tasso di natalità delle persone straniere in Italia è diminuito costantemente. E con le politiche attuali non saranno loro a salvare il Paese dall’inverno demografico. A certificarlo è il 29esimo rapporto annuale sulle migrazioni della fondazione Ismu (Iniziative studi sulla multietnicità), che ha preso in esame dati aggiornati al 1° gennaio 2023. Il quadro è quello di un fenomeno migratorio che si stabilizza, con 5 milioni 775mila stranieri presenti nel complesso, in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ma con 110mila residenti in più e 48mila irregolari in meno. Il report ha analizzato l’evoluzione dei flussi in Italia considerando diversi profili, tra cui l’occupazione (molti migranti sono a rischio povertà anche se hanno un lavoro), il welfare (troppo poco mirato per essere efficace) e le prospettive generazionali di chi arriva giovane nel nostro Paese, con più difficoltà a studiare o a cercare lavoro. Il dato più evidente è che, malgrado la percezione, le nascite straniere si vanno sempre più ad allineare verso il basso a quelle italiane. “Ci siamo illusi che la fecondità degli stranieri fosse altissima, ora sappiamo che non è così”, dice Livia Elisa Ortensi, responsabile statistica di Ismu.

Qui trovate il penultimo: https://www.ismu.org/xxviii-rapporto-sulle-migrazioni-2022-comunicato-stampa-1-3-2023/

La fecondità è stata misurata nel ventennio tra il 2002 e il 2022. Dal primo all’ultimo anno dell’intervallo, mentre i nati italiani scendevano da 505mila a 340mila, quelli stranieri crescevano da 34 a 53mila. Nell’ultimo decennio in esame, però, le nascite estere hanno subito un calo costante: nel 2012 erano state 80mila, cioè 27mila in più di quelle del 2022. Per gli studiosi dell’Ismu si tratta di una discesa strutturale, che, in assenza di un welfare ad hoc, smonterà sempre di più la teoria secondo cui i migranti saranno la cura al calo demografico e all’invecchiamento del Paese. “A illuderci è stato l’effetto Baby boom”, spiega Ortensi. “Negli anni Novanta è arrivata una prima leva di migranti prevalentemente maschi. Negli anni 2000 c’è stata una femminilizzazione di questi primi flussi, con l’arrivo di donne in particolare da Filippine, Sud America ed est Europa, nonché ricongiungimenti familiari di chi era arrivato nel decennio precedente. Questo ha generato un picco delle nascite”. L’impatto demografico è stato rilevante: dal 6,3% di nati stranieri nel 2002 si è passati al 13,5% nel 2022. L’effetto però ora è svanito e tra i migranti – soprattutto quelli che sono nel nostro Paese da più tempo – si assiste a tendenze demografiche molto vicine a quelle italiane. E questo accade “anche perché le donne che arrivano hanno gli stessi problemi delle donne italiane, anzi, di più. Spesso, come le italiane meno istruite, svolgono professioni che non permettono flessibilità né telelavoro, sono colf o commesse”.

Istruzione e salari sono osservati speciali. Il 2023 ha segnato il record storico dell’impiego di personale immigrato, con 1.057.620 assunzioni programmate dalle aziende italiane. Anche se occupati, però, i lavoratori stranieri sono tra i più sottopagati e a rischio povertà. Il settore in cui si registra la maggiore incidenza di impiegati provenienti dall’estero è quello dei servizi personali e collettivi (31%): a seguire agricoltura, ristorazione e turismo, costruzioni. Dall’analisi di Ismu risulta che tra gli stranieri prevale il lavoro povero: chi ha un posto a tempo indeterminato guadagna in media 19mila euro all’anno, mentre gli extracomunitari con un contratto a termine percepiscono in media uno stipendio dell’8,3% inferiore ai lavoratori Ue. A pesare è anche la scarsa istruzione: la maggior parte dei migranti non possiede un titolo di studio elevato, ma ben il 60,2% di chi è laureato svolge mestieri a media o bassa qualificazione. Da un lato, quindi, chi arriva fa più fatica a raggiungere condizioni professionali e di vita sostenibili, dall’altro l’Italia attrae principalmente immigrazione poco istruita, segnando un record negativo in questo senso tra i Paesi membri dell’Ue.
Non progredi est regredi
Avatar utente
tenente Drogo
Messaggi: 26834
Iscritto il: 06 giu 2007 11:23
Località: Roma
Contatta:

Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 20 feb 2024 16:40

I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

http://fortezza-bastiani.blogspot.com

Torna a “La piazza dei forumisti”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 17 ospiti