CRONACHE D'OSTERIA

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l'oste
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 03 apr 2020 14:31

ORSO85 ha scritto:
l'oste ha scritto:
vinogodi ha scritto:
l'oste ha scritto:
vinogodi ha scritto:...mio Dio ... che non ti leggano le forze dell'ordine , Oste . Tutti i locali sono chiusi (anche le osterie) per disposizione ministeriale !!!!!!

Marco credo che per ora non siano vietate le cenette con moglie e figli a casa...
...no , non dicevo quelle... è che le stai postando su "cronache d'osteria" , quindi chi ti legge pensa che lo stai facendo da un locale pubblico ... :lol:

Ah ah, non ci ero arrivato, ho postato qui per riesumare un po' il thread.
Lavoro smart solo al mattino quindi pomeriggi in cucina, per oggi c'è una focaccia genovese in lievitazione da ore dopo aver fatto lievitare prima la biga. Fará da antipasto a mo' di bruschetta con pomodorini olio e basilico che stan giá marinando e con una "bresaola" di cervo che mi intriga molto.
Ho appena tagliato le pappardelle fatte anche con uova di anatra mentre do' un occhio ai pezzi di faraona a fine cottura che poi sminuzzata e ripassata con erbe e verdurine a dadinini diventerá un ragù da celebrare appunto con le pappardelle con l'aggiunta dei suoi fegatini saltati a parte in burro e brandy..
Ho previsto solo un bianco (altoatesino?) e un pinot nero per la cena. Ora vado a scegliere.


Posso fare Smart Working da casa tua? :mrgreen:
Un paio di bottiglie le posso portare, se gradite :)

Più che volentieri ma non pensare che sia sempre "domenica", dato che in questi giorni di reclusione abbiamo celebrato due importanti eventi familiari.
Oggi infatti spaghettino volante pomodorini acciughe prezzemolo aglio. Easy busy.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 04 apr 2020 18:29

Visto che stasera nel rifugio casalingo ci consegnano il sushi, cucina spenta.
Per una sera un po' di riposo e un paio di bianchetti senza impegno da abbinare. Trebbiano Cirielli e La Tournèe del figlio di Chapoutier (mi han detto).
Avendo tempo vorrei ricordare il pinot noir dell'altro giorno, Cantina Andriano, azienda di cui si legge poco.
Avevo giá provato i loro base lagrein, pinot noir e schiava. Leggerini soprattutto in bocca ma con naso varietale di identità e pulizia, ricordo anche di aver bevuto il Gant un super merlot che però vitigno a parte mi ha lasciato un buon ricordo, ricco, minerale, non banale. Vini non sperimentali, non parkeriani ma mainstream con giudizio, classici con poco legno per i top, dei base mi ha colpito il rapporto costo bevuta
Pinot noir Anrar riserva 2013 - Cantina Andriano, colore denso ma scintillante, un ricordo di Volnay al naso, terroso, rossetto fruttato, ma anche una spinta minerale balsamica che riporta al suditirol. Manca un po' di sfaccettartura, profumi intensi ma non cambia molto nelle due ore. In bocca appaga, setoso, vivo e con un cuore di frutto, dolce e acido in equilibrio. Piaciuto.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda alleg » 04 apr 2020 21:32

l'oste ha scritto:Visto che stasera nel rifugio casalingo ci consegnano il sushi, cucina spenta.
Per una sera un po' di riposo e un paio di bianchetti senza impegno da abbinare. Trebbiano Cirielli e La Tournèe del figlio di Chapoutier (mi han detto).
Avendo tempo vorrei ricordare il pinot noir dell'altro giorno, Cantina Andriano, azienda di cui si legge poco.
Avevo giá provato i loro base lagrein, pinot noir e schiava. Leggerini soprattutto in bocca ma con naso varietale di identità e pulizia, ricordo anche di aver bevuto il Gant un super merlot che però vitigno a parte mi ha lasciato un buon ricordo, ricco, minerale, non banale. Vini non sperimentali, non parkeriani ma mainstream con giudizio, classici con poco legno per i top, dei base mi ha colpito il rapporto costo bevuta
Pinot noir Anrar riserva 2013 - Cantina Andriano, colore denso ma scintillante, un ricordo di Volnay al naso, terroso, rossetto fruttato, ma anche una spinta minerale balsamica che riporta al suditirol. Manca un po' di sfaccettartura, profumi intensi ma non cambia molto nelle due ore. In bocca appaga, setoso, vivo e con un cuore di frutto, dolce e acido in equilibrio. Piaciuto.


Buono buono buono. Lasciando perdere le superselezioni, Sicuramente tra i migliori pn che si possono trovare in italia.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 09 apr 2020 02:59

Il periodo sottochiave in casa ha aumentato credo per tutti il consumo di vino, chi dalla propria cantina chi ordinando online (vendite aumentate praticamente per ogni sito).
Personalmente vado un po' random, comprando qui o online le annate recenti e togliere finalmente quel tappo e il velo del tempo o dei ricordi a qualche bottiglia agèe dalla cantina, per qualche residuo di annate del secolo scorso.
Qui mi viene una domanda, certamente causata dal gentile ma serio Valdellecorti 2013, che dopo la mezza bottiglia oltre che gentile diventa sortilegio.
Mi sono chiesto se non sarebbe doveroso dividere i vini in categorie temporali con i dovuti aggiustamenti di giudizio, faccine o punteggi. Cioè come un bonus ogni tot snni trascorsi.
Nei giorni scorsi per esempio, ho aperto contemporaneamente un Chianti Villa Antinori 1995 e un Chianti Classico 2015 Istine e il venticinquenne ha vinto il confronto partendo apparentemente più lento e meno appariscente, ma dopo pochi secondi si è messo davanti, nonostante il fiatone sul finale. Se un "anziano" vino di fascia medio/bassa (ai tempi), grandi numeri e da due bicchieri forse, alla fine mi piace di più di un celebrato del momento (e buono/ottimo con la tara su imprecisioni in alcune annate), il vecchietto merita un plus di giudizio, o no?
Penso a barolo e barbaresco ma soprattutto brunello, forse andranno rivisti dei giudizi stappando vini senza longevitá, fatti magari per impressionare ed impremiarsi nei 5/7 anni dall'uscita.
L'ho detto che era una domanda alcolica, vado a dormire.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda andrea » 09 apr 2020 10:29

l'oste ha scritto:Il periodo sottochiave in casa ha aumentato credo per tutti il consumo di vino, chi dalla propria cantina chi ordinando online (vendite aumentate praticamente per ogni sito).
Personalmente vado un po' random, comprando qui o online le annate recenti e togliere finalmente quel tappo e il velo del tempo o dei ricordi a qualche bottiglia agèe dalla cantina, per qualche residuo di annate del secolo scorso.
Qui mi viene una domanda, certamente causata dal gentile ma serio Valdellecorti 2013, che dopo la mezza bottiglia oltre che gentile diventa sortilegio.
Mi sono chiesto se non sarebbe doveroso dividere i vini in categorie temporali con i dovuti aggiustamenti di giudizio, faccine o punteggi. Cioè come un bonus ogni tot snni trascorsi.
Nei giorni scorsi per esempio, ho aperto contemporaneamente un Chianti Villa Antinori 1995 e un Chianti Classico 2015 Istine e il venticinquenne ha vinto il confronto partendo apparentemente più lento e meno appariscente, ma dopo pochi secondi si è messo davanti, nonostante il fiatone sul finale. Se un "anziano" vino di fascia medio/bassa (ai tempi), grandi numeri e da due bicchieri forse, alla fine mi piace di più di un celebrato del momento (e buono/ottimo con la tara su imprecisioni in alcune annate), il vecchietto merita un plus di giudizio, o no?
Penso a barolo e barbaresco ma soprattutto brunello, forse andranno rivisti dei giudizi stappando vini senza longevitá, fatti magari per impressionare ed impremiarsi nei 5/7 anni dall'uscita.
L'ho detto che era una domanda alcolica, vado a dormire.

Il tempo è il miglior amico del vino buono, lo sostengo da sempre
Ti amo Licia!!!
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Spedisco entro 5 giorni lavorativi, sempre che riesca a trovare i vini nel casino della mia cantina
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda maxer » 09 apr 2020 11:33

andrea ha scritto:Il tempo è il miglior amico del vino buono, lo sostengo da sempre

..... lo sappiamo, lo sappiamo ..... :D

e spesso, non sempre, hai ragione : se il tempo non è troppo biblico :wink:
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 01 nov 2020 17:44

Piccola riunione di famiglie prima dei prossimi blocchi, cena e pranzo distanziati il giusto comunque niente baci e abbracci, ci si dovrà abituare, fa impressione vedere i bambini e i ragazzi starsi meno addosso, portare le mascherine e manca la libertà affettiva di prima.
Un'idea per mantenere una nuova forma di relazione "intima" può essere appunto nel condividere con amici, amori e parenti i sapori e il gusto di vino e cibo, assumendoli nello stesso momento si crea comunque un contatto reale tra persone.
Reale era anche il risotto con zucca, bagoss e briciole di pane all'aglio e acciuga, i flan di cavolfiore su salsa aglio e acciughe e dei semplici ma classici "un po' di chili di porcini" freschi trifolati con polenta e/o tagliatelle, tagliate del T classico di fassona con salsina bernese tiepida, patate arrosto, salumi e formaggi a ogni ora.
A parte un piacevole blanc de blanc di una figlia di Beaufort, solo Nebbiolo rules, in ordine d'età.

Coste della Sesia Spanna 2016 Cantine del Signore, colore rosso granata non denso, esce subito il marchio della tipologia, naso autunnale con frutto e radici, vino fatto molto bene, senza sbavature e con un discreto grip tannico al palato. Cantina da seguire. Piaciuto

Gattinara 2016 Luca Caligaris, il colore più scuro del precedente, il peso specifico del liquido sembra più alto nel rotearlo, profumi sulfurei, radici, frutto spiritato in ogni senso, giá molto definito aromaticamente, in bocca scalcia ancora, non verde ma turbolento, lo sapevo che era infanticidio conoscendo i vini di Luca, ma avevo voglia di quella grinta rustica, piaciuto abbastanza ma tra tre/cinque anni piacerà proprio

Bramaterra 2015 la Palazzina, esce subito il nebbiolo, quello da nord Piemonte, più algido e ombroso del langarolo, il Bramaterra poi è un piccolo carrarmato per tradizione, pochi sconti e lazzi, nebbiolo di terra (sic), profondo ma non pesante, radici, cenere di camino, un muschio notturno, bocca media ma ben tesa, piaciuto

Boca 2015 Silvia Barbaglia, alla cieca sarebbe interessante sentire cosa esce, il naso importa alcuni profumi da Volnay o Auxey Duresses con florealitá rotonda, erbe balsamiche, frutti dolci, grande palette aromatica che cambia nei minuti, fragola matura, poi radice tartufina e liquirizia. bocca carezzevole con persistenza continua, pulizia e gusto. Piaciuto un bel po'

Ghemme 2007 il Chiosso, più aranciato di tutti, come forse logico, ma rispetto ad altre ottime bevute di questa e altre annate, èun po' avanti nei profumi, pareva aperta il giorno prima, non spento ma monocorde di fogliame secco, il catrame con la cenere, frutto lontano anche in bocca non corre, non fa acquolina. Piaciuto poco

Barbaresco 2004 - Gaja colore rosso arancioscuro dopato, scintilla, ha dentro le stelline, è proprio il Giove tonante. Profumi da ogni parte in movimento, cesellati, vino pulito che di più non si può, elegante, nebbiolo internazionale ed è un complimento al talento e al fiuto del produttore. Avercene in ogni regione d'Italia uno come lui. Piaciuto un bel po'

Boca 1988 Castello Conti, dal colore iniziale sembra un vino preso per i capelli, arancio scuro trasparente, ma respira respira, dopo che sembrava svenuto il vino si riprende, esce anche un frutto delicato tipo sciroppo di melograno leggermente affumicato, un mix di fiori ed erbe essiccati. In bocca il tannino è liscio come un mare senza vento e come al mare si percepisce una scia sapida, quasi marina al palato con un finale fresco, leggermente balsamico. Vino di corpo leggero, ma che regala un'esperienza molto bella. Piaciuto
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda teo777full » 01 nov 2020 18:06

l'oste ha scritto:Piccola riunione di famiglie prima dei prossimi blocchi, cena e pranzo distanziati il giusto comunque niente baci e abbracci, ci si dovrà abituare, fa impressione vedere i bambini e i ragazzi starsi meno addosso, portare le mascherine e manca la libertà affettiva di prima.
Un'idea per mantenere una nuova forma di relazione "intima" può essere appunto nel condividere con amici, amori e parenti i sapori e il gusto di vino e cibo, assumendoli nello stesso momento si crea comunque un contatto reale tra persone.
Reale era anche il risotto con zucca, bagoss e briciole di pane all'aglio e acciuga, i flan di cavolfiore su salsa aglio e acciughe e dei semplici ma classici "un po' di chili di porcini" freschi trifolati con polenta e/o tagliatelle, tagliate del T classico di fassona con salsina bernese tiepida, patate arrosto, salumi e formaggi a ogni ora.
A parte un piacevole blanc de blanc di una figlia di Beaufort, solo Nebbiolo rules, in ordine d'età.

Coste della Sesia Spanna 2016 Cantine del Signore, colore rosso granata non denso, esce subito il marchio della tipologia, naso autunnale con frutto e radici, vino fatto molto bene, senza sbavature e con un discreto grip tannico al palato. Cantina da seguire. Piaciuto

Gattinara 2016 Luca Caligaris, il colore più scuro del precedente, il peso specifico del liquido sembra più alto nel rotearlo, profumi sulfurei, radici, frutto spiritato in ogni senso, giá molto definito aromaticamente, in bocca scalcia ancora, non verde ma turbolento, lo sapevo che era infanticidio conoscendo i vini di Luca, ma avevo voglia di quella grinta rustica, piaciuto abbastanza ma tra tre/cinque anni piacerà proprio

Bramaterra 2015 la Palazzina, esce subito il nebbiolo, quello da nord Piemonte, più algido e ombroso del langarolo, il Bramaterra poi è un piccolo carrarmato per tradizione, pochi sconti e lazzi, nebbiolo di terra (sic), profondo ma non pesante, radici, cenere di camino, un muschio notturno, bocca media ma ben tesa, piaciuto

Boca 2015 Silvia Barbaglia, alla cieca sarebbe interessante sentire cosa esce, il naso importa alcuni profumi da Volnay o Auxey Duresses con florealitá rotonda, erbe balsamiche, frutti dolci, grande palette aromatica che cambia nei minuti, fragola matura, poi radice tartufina e liquirizia. bocca carezzevole con persistenza continua, pulizia e gusto. Piaciuto un bel po'

Ghemme 2007 il Chiosso, più aranciato di tutti, come forse logico, ma rispetto ad altre ottime bevute di questa e altre annate, èun po' avanti nei profumi, pareva aperta il giorno prima, non spento ma monocorde di fogliame secco, il catrame con la cenere, frutto lontano anche in bocca non corre, non fa acquolina. Piaciuto poco

Barbaresco 2004 - Gaja colore rosso arancioscuro dopato, scintilla, ha dentro le stelline, è proprio il Giove tonante. Profumi da ogni parte in movimento, cesellati, vino pulito che di più non si può, elegante, nebbiolo internazionale ed è un complimento al talento e al fiuto del produttore. Avercene in ogni regione d'Italia uno come lui. Piaciuto un bel po'

Boca 1988 Castello Conti, dal colore iniziale sembra un vino preso per i capelli, arancio scuro trasparente, ma respira respira, dopo che sembrava svenuto il vino si riprende, esce anche un frutto delicato tipo sciroppo di melograno leggermente affumicato, un mix di fiori ed erbe essiccati. In bocca il tannino è liscio come un mare senza vento e come al mare si percepisce una scia sapida, quasi marina al palato con un finale fresco, leggermente balsamico. Vino di corpo leggero, ma che regala un'esperienza molto bella. Piaciuto

Complimenti oste, belle bevute come sempre!
I vini di Luca (Caligaris) ormai non sono piú un mistero, buonissimi nonché una bellissima espressione del territorio, mente invece per conti (il castello) abbiamo fatto delle bellissime bevute all’ultimo vintage incentrato sull’alto piemonte :wink:
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda ricky » 01 nov 2020 19:54

Grazie per le note sempre evocative e fascinose...
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda Alberto » 01 nov 2020 20:08

Bravo Andrea, note splendide e utili, infatti vado in cerca subito del Barbaglia 2015... :wink:
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 01 nov 2020 22:52

Alberto ha scritto:Bravo Andrea, note splendide e utili, infatti vado in cerca subito del Barbaglia 2015... :wink:

Grazie Alberto, il produttore mi piace spesso, quasi sempre anzi, il vino ha una carezzevolezza notevole, non deborda mai, elegante, corpo medio e snello ma complesso anche nel gusto, la persistenza è più circolare che infinita, perde forse in grinta tannica ma non sempre si ha tempo per aspettare dei nebbiolo troppo appuntiti, perde forse in austerità da nebbiolo "puro" ma a mio piacere forse quella percentuale di vespolina regala qualcosa di estremamente raffinato.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda vinogodi » 02 nov 2020 09:00

...Barbaglia è anche fra i miei preferiti dei nord Piedmont..
PS: inutile fare inutili complimenti ( inutili) ad Andrea : non è da oggi che scrive e la sua assenza un vuoto incolmabile del forum ... il suo ritorno recente mi da gioia e voglia di leggere... :)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 08 nov 2020 18:41

Ultimo ritrovo (semi illegale ma nello stesso comune) tra amici e famiglie, del doman non v'è certezza quindi si stappa, si beve, si mangia, ma distanziati, i bambini e i ragazzi in altra stanza. Con crostini di patè toscano, zuppa di fagioli e cavolo nero con salsiccia, tagliata di chianina, pecorino di Pienza.
A parte un'ottima Vernaccia di San Gimignano Casanuova 2016 Fontaleoni, solo sangiovesi toscani, in ordine d'età. Peccato per il Rosso di Montalcino 2013 Pietroso, tappo assoluto e malefico.

C.C. Vigna Barbischio ris.2016 - M.Alongi, colore rosso scuro con guizzi rubino, profumi caldi, frutto e terra, spezie ed erbe, in bocca riempie comodamente tutto lo spazio dando piacere, struttura non esile, pieno e ricco di materia con bella acidità finale, morbido ma con grip. Difficile dire cosa manchi, gran bel vino. Piaciuto proprio

C.C. ris.2015 - le Miccine, colore simile al Barbischio, forse meno scuro. Profumi di frutti rossi croccanti e speziati, richiamo netto di liquirizia e fiori, naso pirotecnico. In bocca è abbastanza rotondo ma ha tannino e grinta da domare ancora per qualche anno, persistenza notevole e corrispondente alla prima nasata. Piaciuto

Pergole Torte 2006 - Montevertine, colore rosso guizzante tra rubino e scarlatto scuro, i profumi dopo qualche minuto di attesa ti esplodono nel naso, debordano di balsamico, frutto ancora vivo, una lieve e bellissima nota di selvatico, di funghi, di bosco. Palato colonizzato, sensazione croccante, ogni cellula del vino compatta con le altre, vino circolare che sprigiona energia, il corpo non è massiccio, un peso medio potente e in un momento di beva fantastico (il 2006 però con me lo è sempre stato). Piaciuto molto

Brunello di Montalcino ris.2004 - Biondi-Santi, scuro, vien da pensare meno biondisantese del solito, anche i profumi, notturni, intensi, minerali, profondi, terrosi e con frutto spiritato, per il mirtillo netto e il balsamico ho un pensiero che va quasi a Bordeaux. Al palato invece è riconoscibile il sangiovese di razza, la vena acida, la ricchezza di polvere gessosa nel tannino, ancora giovane ma rispetto ad altri millesimi del produttore non me lo vedo proprio highlander, anzi, è giá molto (troppo?) godibile oggi. La bottiglia era molto ben conservata, monoproprietaria portata da un amico fraterno, grazie infinite anche se non legge il forum. Piaciuto molto

C.C. Badia a Passignano 1990 - Antinori, nemmeno il colore lo fa sembrare vecchio, c'è ancora la scintilla rossa quando si rotea il bicchiere. Profuma di frutto speziato, di cacao e liquirizia, come logico non di grande potenza olfattiva ma ancora vivo e definito nei descrittori che cambiano ancora durante il tempo. In bocca forse paga di più gli anni, scivola con poca potenza ma regalando comunque dolcezza e piacere, ancora caldo, tannino impercettibile, persistenza media. Piaciuto
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda ucce » 09 nov 2020 07:54

Andrea leggo sempre con curiosità e grande piacere le descrizioni e le sensazioni delle tue bevute.
Grazie!
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 31 dic 2020 22:19

Vigilia, Natale e (Santo Stefano) con buone cibarie e due note su qualche bottiglia a puntino, quelle scarse le dimentichiamo nel 2020, soprattutto i prosecchi, le barberone one one, un Franciacorta (usato per sfumare la tacchinella), un barolaccio da gdo, un valtellina fatto da Geppetto, un borgogna scollinato troppo presto (GC 2008).
Sera del 24, nostra tradizione pesce, antipasto di crudo di salmone sockeye, ricciola, capesante appena scottate, gamberi rossi, croissant di gamberoni (un mio vecchio "classico"). A seguire linguine con astice risottate

Champagne Extra brut "Latitude" Larmandier Bernier , ricco, ricco, ricco, indulge nei profumi classiconi, pan brioche, agrumi, qualche spezia affumicosa, tanta esuberanza anche in bocca, impressivo, non pacchiano ma vistoso, buonissimo da bere ridendo, non riflettendo. Piaciuto

Brauneberger Juffer Sonnenuhr Riesling Auslese Gold Kapsel 2007 - Fritz Haag, una girandola, dolce, pulita, dai profumi al palato, una tela piena di colori canditi, frutti tropicali, zafferano, sale marino, litchi. Infinitamente buono per ogni commensale, vino della serata. Piaciuto un bel po'

Meursault Les Tillets 2016 - P.Javillier , la serata dei vini ricchi, quasi opulento questo anche se con un'acidità quasi chablisienne, giovane abbestia, ma con pietre focaie da petardi di San Silvstro, agrumi, pesche sciroppate, una specie di anice/finocchietto ma candito, bocca piena, corposa se non corpulenta ma con eleganza. Piaciuto proprio

Natale classico di antipasti salumi, salmoni, patè, crostini, veneziana, tortellini in brodo di gallina e tacchinella ripiena, santo Stefano invece bourgoignonne e formaggi di capra.

Barbaresco Rabaja ris. 2008 Cortese, incrollabile, sta ancora quasi come quando è uscito, profumi ammalianti, tra balsamico e rosa, arancia in scorza e cannella, un po' di liquiriizia fumè, in bocca il tannino ha perso solo un quid, tira e spinge puntine ma con garbo, nobile contadino, pulizia al palato, rispetto ai suoi barbaresco base non manca la "ciccia". Piaciuto proprio

Barolo Vigna Rionda 2013 - Pira, all'apertura resta fermo, quasi addormentato, si sente il frutto giovane e poco altro. Bicchiere per qualche minuto e si apre, sembra un delirio e una leggenda da alcolisti ma davvero il vino fa così un sacco di volte, da qui nascono tante magie a lui legate. Esce e si ritrova al palato una bella freschezza balsamica insieme al frutto, le future note terziarie fanno solo un ciao da lontano, ma tra un decennio penso saranno liquirizia, cacao e un pout pourri di fiori secchi molto belli a giudicare oggi. Piaciuto un bel po'

Brunello di Montalcino 2001 - Poggio di Sotto , ultima bottiglia del fu cartoncino da Ezio, anni luce fa. Ancora frutto alla prima snasata, leggermente spiritato ma con vena balsamica che cambia in fresco il tutto. Sangiovese che di più nemmeno con il 7G, da manuale, anche nel senso che si sente il manico, la mano, la famosa spremuta di uva, invecchiata ma nemmen molto. Bocca golosa solo leggermente arrotondata, acidità molto controllata, persistenza ben lunga e con tanta voglia di schioccare la lingua. Piaciuto un bel po'
Ultima modifica di l'oste il 01 gen 2021 02:24, modificato 1 volta in totale.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda piergi » 01 gen 2021 02:21

Auguri Andrea, ora aspetto i vini di capodanno! :mrgreen:
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 30 gen 2021 02:33

ucce ha scritto:Andrea leggo sempre con curiosità e grande piacere le descrizioni e le sensazioni delle tue bevute.
Grazie!

vinogodi ha scritto:PS: inutile fare inutili complimenti (inutili) ad Andrea : non è da oggi che scrive e la sua assenza un vuoto incolmabile del forum ... il suo ritorno recente mi da gioia e voglia di leggere... :)

Grazie di cuore a entrambi, scusate il ritardo ma non avevo proprio visto i messaggi.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 14 feb 2021 23:42

Mini ritrovo tre amici e famiglie, menu ampio, mini porzioni per assaggiare tante cose, crema di zucca e carote con polpettine "panate" di formaggio chevre, pasta e fagioli con dadini croccanti di guanciale di nero della Sila (il nostro patanegra), chicken pie, ovvero pasta brisè a tortino ripiena di pollo funghi porri prezzemolo bechamel (vera), brasato di fusello di scottona con polenta (vera).
Da bere a parte qualche innominabile non piaciuto portato da un amico non espertissimo (pare pure che costi quel Campo "qualcosa" toscano) e il solito prosecco che ti dice "però è diverso, vedrai, sentirai", infatti, si sente il prosecco, con tanto rispetto per la glera e chi la gasa, la sperimenta, magari la eleva, è colpa mia che col frizzante da sempre faccio fatica, non per snobbitudine ma apprezzo solo rari champagne dritti dritti. Per fortuna anche qualche bottiglia da ricordare.

Chassagne-Montrachet 2018 - Larue profumi minerali e fiori freschi, una vena sapida quasi marina, in bocca teso ma teso tanto, aciditá limonosa, forse troppo giovane, forse troppo verdeggiante, dopo un'ora nel bicchiere perde un po' le puntine a spillo e si lascia bere meglio, una scia di mandorla sulla lingua e si raddrizza. Piaciutino.

C.C. Campitello 2016 - Monteraponi, tondo, frutto scuro, vena balsamica fortissima, erbe fresche e secche, il palato è pulito e il gusto saziato, un vino affilato nei profumi e tondo in bocca dove spinge un filino tanto per persistenza ma è questione di gusti e comunque avercene a casse. Piaciuto

Barolo Perno 2013 - Elio Sandri al principio spiazza per un colore meno chiaro meno granato e per un primo colpo di naso intenso, speziato, scuro, il frutto c'è con uno scialle balsamico notevole, tisana di fiori, china, palette molto ricca sebbene non solo classica, la rosa macerata c'è ma è come diversa, più spinta, ecco un barolo che ha una spinta diversa, anche al palato, alcol generoso ma non deborda, mi ha fatto quasi pensare ad un single malt per una leggera torbatura. Il manico è pulitissimo ed è tanto personale nell'esprimersi e intepretare quanto tradizionale nella produzione e per "artigianalità". Tipo un nuovo vecchio barolo, molto interessante. Piaciuto proprio

Barbaresco Montefico 2015 - Ca'Nova (Marco Rocca), piccola azienda che seguo negli ultimi anni, grande q/p e trovo vini sempre costanti/in crescita grazie alla passione, cultura e sensibilitá di Marco, che di famiglia il vino lo conoscono. L'annata non fredda giova al Montefico, solitamente molto diafano e delicato (mi ricorda il Fondetta di Rizzi), in questo millesimo invece anche goloso, più tondo e pronto del solito, sempre elegante con petali di rose e tartufino vago, in bocca tannino gentile, fittissimo, persistenza non lunghissima a cercare il pelino del pelo. Piaciuto

Cerasuolo di Vittoria Grotte Alte 2016 - Arianna Occhipinti, premesso che è un mio vino del cuore dopo la visita di qualche anno fa, persone e zone fantastiche, ma obbiettivamente che vino. Selezione delle uve maniacale, metodo bio per davvero, tanta manualità, tanta fatica in vigne già quarantenni e non sempre agevoli. Colore rubino acceso e solita splendida palette di amarena croccante con spezie di ritorno e soprattutto anche al palato quella salsedine, sapida, marina, iodata. Vino nostrum. Uno dei pochi rossi che ti fa nuotare nel mare. Piaciuto un bel po'
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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l'oste
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 28 feb 2021 20:17

Visto che dopo un anno viviamo ancora in modalità carpe diem, fai la cosa giusta oggi che domani magari sei regione rossa, in questo incubo senza dormire con criteri e vecchie regole stravolte, come una guerra mondiale. Seriamente mi domando come facciano a sfangarla gli astemi.
Infatti oggi tanta voglia di bere un po' di bottiglie con un paio di (sperabili) chicche, pranzone con due amici e famiglie.
Menu incentrato sulla maestá operaia del maiale, da strolghino, salame cremonese, culatello e pata negra come inizio, poi insalata Caesar con dadotti croccanti di nero della Sila e infine 2,5 kg di costato intero ricoperto di trito timo rosmarino salvia sale pepe tanta buccia limone poca arancia cinque sei scalogni aperti in due e cotto al forno 2/3 ore a 150 gradi poi glassato con miele e peperoncino e grigliato sempre in forno 3/4 minuti fino a crosticina, patate aggiunte ultima mezzora a pezzettoni che cuociono nel grassino delle costine. Lussuria.
Caciocavallo podolico e blue del Moncenisio perchè la bocca non è stanca.

Abate nero Extra brut entry bolla della casa, conosco il produttore, un paio di cartoncini misti ogni anno fanno sempre comodo, aperitivo con i salumi fanno anche un po' di petting. Piaciuto

Cerasuolo di Vittoria 2012 Gulfi, tiene il tempo giá dal colore, luminoso come il frutto speziato ma ancora ciliegioso senza spirito, naso non molto complesso, una bocca morbida ben persistente e golosetta. Piaciutello.

Nebbiolo Chionetti, profumi puliti, frutto, tartufo, liquirizia, separati e tondi (come le palline di Agar.io), bocca setosa da nebbiolo ingentilito, mi vien da pensare a Boca ma il tanino ha la polvere quasi come a Lamole. Tutto ciò mi piace anche se non urla territorio in toto, forse perchè le uve di questo nebbiolo vengono per la maggior parte da Dogliani e un saldo da Monforte. Ma il manico è storicamente valido, Briccolero è tra i pochi dolcetto che bevo con piacere, la finezza è nel porfolio del produttore anche dopo la scomparsa di Quinto. Mentre bevo il nebbiolo mi monta la curiositá per il loro barolo (prodotto a partire dal 2015). Piaciuto

Barolo Pianpolvere 2016 Chionetti eccolo, dal vecchio ex cru ora parte della Bussia, colore chiaro granata rubino, luminoso e i profumi ordinati floreali, un frutto delicato, il naso è molto fine di tartufo e cuoio, elegante con cenere di fiori a cornice. Bocca dritta, giovane ma non enorme, non lunghissima, sapida, con affumicato tabaccoso e frutto che si contendono il palato. Piaciuto proprio.

Nebbiolo 1995 Bartolo Mascarello, bottiglia andata in profumi spenti di cenere bagnata. F**k.

Brunello di Montalcino 2004 Le Chiuse , colore granata scuro che sembra più vecchio, inizia con un frutto sotto spirito quasi torbato, arancia amara, terra e muschio poi una luce balsamica e vagamente al cacao, bello. In bocca ha ancora tempo davanti, pulito e goloso ma giovane abbestia, irruente, ha il sapore come compresso, non si distende al palato, aciditá e tannino nervosi. Piaciuto proprio al naso, piaciuto abbastanza (ma piacerá di più tra un cinque annetti) al palato.

Chateau Smith Haut Laffite 2000 - Pessac Leognan colore che scintilla rubino scuro, parte con un mirtillo sparato che diventa affumicato si trasforma nel tabacco biondo di Pessac, una ventata di fiori secchi e terra bagnata, bocca di crema ma dal sapore forte, corpo da peso medio ma con il pugno da massimo, pieno, balsamico, aghi di pino e una salinitá nel finale che fa riempire e riempire il bicchiere. Maledetti girondini, sono alchimisti, mischia vitigni e barricatori ma quando bevi un bordò buono si accende sempre una lucina. Piaciuto un bel po'

Stasera un ottimo the verde.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda Wineduck » 28 feb 2021 20:47

l'oste ha scritto:
Chateau Smith Haut Laffite 2000 - Pessac Leognan colore che scintilla rubino scuro, parte con un mirtillo sparato che diventa affumicato si trasforma nel tabacco biondo di Pessac, una ventata di fiori secchi e terra bagnata, bocca di crema ma dal sapore forte, corpo da peso medio ma con il pugno da massimo, pieno, balsamico, aghi di pino e una salinitá nel finale che fa riempire e riempire il bicchiere. Maledetti girondini, sono alchimisti, mischia vitigni e barricatori ma quando bevi un bordò buono si accende sempre una lucina. Piaciuto un bel po'


Visto l'obbligo della virtualità che supera anche le distanze fisiche, non so se invidiarti di più le note o il nettare che hai potuto sorseggiare. Pessac forever in my heart!

P.S. intro da incorniciare... applausi.
"You're in my blood like holy wine, so bitter, so sweet, I drink a case of you, still be on my feet, still be on my feet"
Joni Mitchell


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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda gianni femminella » 28 feb 2021 20:52

l'oste ha scritto: Chateau Smith Haut Laffite 2000 - Pessac Leognan [/b] colore che scintilla rubino scuro, parte con un mirtillo sparato che diventa affumicato si trasforma nel tabacco biondo di Pessac, una ventata di fiori secchi e terra bagnata, bocca di crema ma dal sapore forte, corpo da peso medio ma con il pugno da massimo, pieno, balsamico, aghi di pino e una salinitá nel finale che fa riempire e riempire il bicchiere. Maledetti girondini, sono alchimisti, mischia vitigni e barricatori ma quando bevi un bordò buono si accende sempre una lucina. Piaciuto un bel po.


Sì, ma tu mangi come un principe!
Questo è uno dei pochi Bordeaux che ho avuto l'onore di bere. Credo l'annata fosse la 2001, ma per certo so che fu uno dei vini dai profumi più eclatanti mai sentiti ed era buonissimo.
È da allora che vorrei essere seppellito a Bordeaux.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda Alberto » 28 feb 2021 21:29

SHL 2000, che ricordi...forse il primo bordeaux serio che ho comprato (all'uscita stava sui 40 EUR...ma lo chateau era sicuramente in una fase di minor apprezzamento da parte della critica rispetto ad ora) e bevuto.. :roll:
Grazie Andrea, come sempre delle note meravigliose.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 28 feb 2021 21:38

Alberto ha scritto:SHL 2000, che ricordi...forse il primo bordeaux serio che ho comprato (all'uscita stava sui 40 EUR...ma lo chateau era sicuramente in una fase di minor apprezzamento da parte della critica rispetto ad ora) e bevuto.. :roll:
Grazie Andrea, come sempre delle note meravigliose.

Grazie a te. La pagai 45€ in un'enoteca di St.Emilion, Chateau Smith Haut Laffite era quasi un blockbuster fino a quando puntiParker ha staccato un 100 per la 2009. Fine.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda l'oste » 28 feb 2021 21:43

gianni femminella ha scritto:
Sì, ma tu mangi come un principe!
Questo è uno dei pochi Bordeaux che ho avuto l'onore di bere. Credo l'annata fosse la 2001, ma per certo so che fu uno dei vini dai profumi più eclatanti mai sentiti ed era buonissimo.
È da allora che vorrei essere seppellito a Bordeaux.

Lo ammetto mi piace cucinare, sia inventando piatti che rivisitando i classici il giusto ma stavolta direi tutto molto easy dai e anche abbastanza economico tolti culatello e pata negra.
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Re: CRONACHE D'OSTERIA

Messaggioda vinogodi » 28 feb 2021 21:49

l'oste ha scritto:Visto che dopo un anno viviamo ancora in modalità carpe diem, fai la cosa giusta oggi che domani magari sei regione rossa, in questo incubo senza dormire con criteri e vecchie regole stravolte, come una guerra mondiale. Seriamente mi domando come facciano a sfangarla gli astemi.
Infatti oggi tanta voglia di bere un po' di bottiglie con un paio di (sperabili) chicche, pranzone con due amici e famiglie.
Menu incentrato sulla maestá operaia del maiale, da strolghino, salame cremonese, culatello e pata negra come inizio, poi insalata Caesar con dadotti croccanti di nero della Sila e infine 2,5 kg di costato intero ricoperto di trito timo rosmarino salvia sale pepe tanta buccia limone poca arancia cinque sei scalogni aperti in due e cotto al forno 2/3 ore a 150 gradi poi glassato con miele e peperoncino e grigliato sempre in forno 3/4 minuti fino a crosticina, patate aggiunte ultima mezzora a pezzettoni che cuociono nel grassino delle costine. Lussuria.
Caciocavallo podolico e blue del Moncenisio perchè la bocca non è stanca.

Abate nero Extra brut entry bolla della casa, conosco il produttore, un paio di cartoncini misti ogni anno fanno sempre comodo, aperitivo con i salumi fanno anche un po' di petting. Piaciuto

Cerasuolo di Vittoria 2012 Gulfi, tiene il tempo giá dal colore, luminoso come il frutto speziato ma ancora ciliegioso senza spirito, naso non molto complesso, una bocca morbida ben persistente e golosetta. Piaciutello.

Nebbiolo Chionetti, profumi puliti, frutto, tartufo, liquirizia, separati e tondi (come le palline di Agar.io), bocca setosa da nebbiolo ingentilito, mi vien da pensare a Boca ma il tanino ha la polvere quasi come a Lamole. Tutto ciò mi piace anche se non urla territorio in toto, forse perchè le uve di questo nebbiolo vengono per la maggior parte da Dogliani e un saldo da Monforte. Ma il manico è storicamente valido, Briccolero è tra i pochi dolcetto che bevo con piacere, la finezza è nel porfolio del produttore anche dopo la scomparsa di Quinto. Mentre bevo il nebbiolo mi monta la curiositá per il loro barolo (prodotto a partire dal 2015). Piaciuto

Barolo Pianpolvere 2016 Chionetti eccolo, dal vecchio ex cru ora parte della Bussia, colore chiaro granata rubino, luminoso e i profumi ordinati floreali, un frutto delicato, il naso è molto fine di tartufo e cuoio, elegante con cenere di fiori a cornice. Bocca dritta, giovane ma non enorme, non lunghissima, sapida, con affumicato tabaccoso e frutto che si contendono il palato. Piaciuto proprio.

Nebbiolo 1995 Bartolo Mascarello, bottiglia andata in profumi spenti di cenere bagnata. F**k.

Brunello di Montalcino 2004 Le Chiuse , colore granata scuro che sembra più vecchio, inizia con un frutto sotto spirito quasi torbato, arancia amara, terra e muschio poi una luce balsamica e vagamente al cacao, bello. In bocca ha ancora tempo davanti, pulito e goloso ma giovane abbestia, irruente, ha il sapore come compresso, non si distende al palato, aciditá e tannino nervosi. Piaciuto proprio al naso, piaciuto abbastanza (ma piacerá di più tra un cinque annetti) al palato.

Chateau Smith Haut Laffite 2000 - Pessac Leognan colore che scintilla rubino scuro, parte con un mirtillo sparato che diventa affumicato si trasforma nel tabacco biondo di Pessac, una ventata di fiori secchi e terra bagnata, bocca di crema ma dal sapore forte, corpo da peso medio ma con il pugno da massimo, pieno, balsamico, aghi di pino e una salinitá nel finale che fa riempire e riempire il bicchiere. Maledetti girondini, sono alchimisti, mischia vitigni e barricatori ma quando bevi un bordò buono si accende sempre una lucina. Piaciuto un bel po'

Stasera un ottimo the verde.
...applauso, amico mio. Mi manchi ...dal vivo...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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