The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

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Wineduck
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda Wineduck » 06 giu 2020 23:02

maxer ha scritto:
Wineduck ha scritto:Langhe Nebbiolo 2013 Giuseppe Rinaldi
Bottiglia top nel suo genere tanto da apparire di categoria superiore, alla cieca sarebbe impossibile distinguerlo da un Barolo. Fiori rossi ed addirittura frutto fresco al naso, un filo di cenere. Bocca fresca, avvolgente con tannini dolci ma ancora appuntiti, il sorso si allarga, sbraca un pochetto ma poi si ricompone, si insaporisce e si allunga. L'ossigeno lo fa sempre più bello.
Già molto buono ma con ancora un bel miglioramento davanti!

..... di questa tua descrizione condivido tutto

È uno dei vini, cosiddetti "poveri" (= che si acquista senza dover dissipare i propri sudati risparmi) che preferisco : un Langhe Nebbiolo perfetto .....


Scusa ti avevo risposto solo "mentalmente"... :lol:
Concordo....peccato che ormai il "povero" sia riservato a pochi :(
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda Wineduck » 06 giu 2020 23:12

Giornata di festeggiamento "post lock-down" insiemeai soliti ragazzacci toscani, abbiamo mangiato molto bene (il mio arrostino di controfiletto era cotto a puntino :wink: ) e bevuto anche meglio:

- Champagne Volupté 2008 Geoffroy
- Champagne Blanc de Blanc Fleur de Passion 2008 Diebolt Vallois

- Pays de l'Herault Blanc 2011 Domaine de la Grange des Peres
- Corton Charlemagne 2009 H. Boillot

- Chateuneuf du Pape 2010 Henri Bonneau
- Brunello di Montalcino V.V. 2010 Le Ragnaie
- Barolo Brunate Le Coste 2009 G. Rinaldi

- Vinsanto 1992 Avignonesi

Domani due note veloci
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda Wineduck » 07 giu 2020 22:18

- Champagne Volupté 2008 Geoffroy: sempre un ottimo prodotto, molto evidente la parte di biscotteria e pasticceria ma sostenuta da una gran bella acidità; nel complesso mostra una maturità che non fa presagire ulteriori miglioramenti.
- Champagne Blanc de Blanc Fleur de Passion 2008 Diebolt Vallois: un fuoriclasse, senza alcun dubbio! Freschezza marina e brezza di fiori bianchi che sublima in una cremosità profumata e lunghissima. Questo invece migliorerà ancora ma è già da beva compulsiva!

- Pays de l'Herault Blanc 2011 Domaine de la Grange des Peres: altro fuoriclasse ma completamente diverso; se, come dice Armando Castagno, i vini bianchi si dividono fra "salati" ed "acidi", questo è il campione mondiale di salinità ed è esattamente quello che io desidero da un vino bianco. Avete presente le "limonate"? Tipo quelle che piacciono tanto a Kalos :wink: :lol: )? Beh tutto il contrario! Naso da cappotamento per intensità e mobilità: ha alternato sentori da chateaunef bianco, chenin e condrieu con una gamma floreale da concorso internazionale per florovivaisti. Bocca appunto molto salata, densa ma non molle, ampia senza spanciare, non senza la sua particolare verticalità. PAI letteralmente infinita che richiamava il boccone ma che io ho riprovato con cibo meno invadente stasera con risultati magnifici. Azienda da collezzionismo (e speculazione) fuori di testa in Francia ma totalmente ignorata in Italia. Meglio così: un vino per le elite... :wink:
- Corton Charlemagne 2009 H. Boillot: delusione della giornata, piatto, senza difetti evidenti ma senza slancio, senza il guizzo vitale che invece dovrebbe essere la caratteristica principale di un cru così importante. Dopo lo Chambertin anonimo di un anno fa, seconda bottiglia di Boillot che mi delude... un gran peccato! :cry:

- Chateuneuf du Pape 2010 Henri Bonneau: temevo che fosse all'apice invece mi sono ritrovato un vino scuro di una gioventù imbarazzante ed inizalmente anche con qualche leggera scodata alcolica, poi l'ossigeno ha messo tutte le cose a posto ed è venuta fuori la classe infinita di quest'uomo che rimpiangeremo come pochi altri sulla faccia della terra. La solita trama tannica di seta, non fine come i prodotti di fascia alta naturalmente, ma sempre un gran ben bere con sentori di cenere, cioccolato finissimo e ciliegia sotto spirito che si alungano e si distendono grazie ad un'acidità da manuale. Bello, bello...scolato fino all'ultima goccia e con tanto sapore in bocca e nelle narici anche il giorno dopo!
- Brunello di Montalcino V.V. 2010 Le Ragnaie: NG inizalmente abbiamo pensato ad un bottiglia difettata poi è un po' migliorato ma non sembrava neppure un Brunello, abbiamo fatto fatica addirittura a classificarlo come sangiovese. Probabilmente una di quelle bottiglie storte senza essere difettate palesemente (detta anche "mascarellata" cit. :mrgreen: )
- Barolo Brunate Le Coste 2009 G. Rinaldi: malgrado all'inizio l'annata più calda si sentisse nettamente, come anche il tannino un po' sparato, con il tempo + andato assestandosi e migliorando fino a diventare un vino della Madonna! Vino della giornata per la maggioranza del gruppo, sembrava di mordere un'arancia matura, di masticare la polpa e di godere della freschezza acido-dolce. Credo sia entrato nella fase top della sua vita, che probabilmente durerà molto, ma in questo momento è un gran bel bere!

- Vinsanto 1992 Avignonesi: un classicone che non ti delude mai, un pezzo di Beethoven, uno standard di John Coltrane, un'aria di Puccini... c'è tutto il repertorio dei migliori vini passati in caratello: i fichi, i datteri, le noci, le albicocche essiccate, ecc. Cercateci qualcosa e lo troverete. Eppure scorre che è una meraviglia e se hai l'accompagnamento giusto ti fa ripartire a mangiare come una latrina... :lol:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda giacomo » 07 giu 2020 22:52

Che belle note...grazie
"L'importante e' prendere la palla al balzo", come disse il castratore di canguri.

...strano mondo il nostro: c'è chi mette il blu-diesel nell'auto, e mc-chiken nel corpo...
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda Wineduck » 07 giu 2020 23:04

giacomo ha scritto:Che belle note...grazie


Grazie caro, l'evento meritava un minimo di attenzione, "l'astinenza" è stata lunga! :wink:
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