The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2019-20

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de magistris
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Re: The Drunk Ducks' Nest - primavera 2012

Messaggioda de magistris » 22 ago 2012 23:44

Wineduck ha scritto: scorretto che nun sei artro... :P :lol:


forse volevi dire "scuretto".. :oops:
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Re: The Drunk Ducks' Nest - 2 giornate langarole... (da pg. 18)

Messaggioda paperofranco » 23 ago 2012 09:15

Wineduck ha scritto:
paperofranco ha scritto:per il Duck
Quando parli di Brovia e dici che tutto sommato la classicità ti sembra un limite, che intendi? Ma il Cà mia non te lo hanno fatto sentire?


arnaldo ha scritto:
In ricordo dei vini che faceva baudana da solo..... sono rimaste queste mitragliate.................


Rispondo accomunando questi due interventi perchè trattano lo stesso argomento, almeno dal mio punto di vista.
Non ho mai nascosto la mia antipatia per la suddivisione manichea fra produttori "tradizionali" e "moderni", sia in Piemonte che in Toscana. Ho sempre sostenuto che un territorio vinicolo giovane ha il diritto di fare i propri esperimenti per individuare un equilibrio fra diversi orientamenti di mercato. Tutti i produttori di cui parliamo producono il vino per venderlo, nessuno vinifica ed imbottiglia solo per il proprio consumo familiare: significa che qualcuno si rivolge ad un pubblico con gusti di un certo tipo (chiamiamoli per sintesi "tipo A") mentre altri si rivolgono ad un altro tipo di clientela ("tipo B"). La questione della "tradizione" versus la "modernità" è quindi una mera questione di tipologia di clientela e di relativi gusti. I gusti del consumatore medio si stanno modificando, insieme alle competenze dei produttori ed altri fattori legati al "terroir" (es. il clima). Apprezzo quindi molto i produttori che non rimangono "attaccati come zecche" alle loro convinzioni, pregiudizi, ideologie o semplicemente agli investimenti che hanno fatto (o non hanno fatto) anni prima in cantina :roll:
Non li apprezzo per "pregiudizio positivo" ma perchè trovo sempre i loro vini più divertenti, stimolanti, sorprendenti e vari. La tradizione diventa un limite quando si cerca di riproporre la stessa ricetta senza tenere conto dell'evoluzione che sta prendendo piede e che coinvolge il produttore ed il mondo che lo circonda. Botti grandi, piccole, intermedie, vasche in acciaio, in cemento o vetroresina, fermentini rotanti, fissi, pompe idrauliche o peristaltiche, sistemi a caduta, ecc.: sono solo attrezzi, utensili che dovrebbero essere usati o meno, in un modo o in un altro, purchè permettano di realizzare il tipo di vino che il produttore ha in mente, per soddisfare il proprio gusto e quello della clientela su cui ha deciso di puntare. Non cambiare "modulo", ovvero utensili e ricetta, in funzione del variare dei fattori endogeni ed esogeni, è una sciocchezza storica.
In questo momento, per la mia fase evolutiva di cosa intendo per "Barolo piacevole", i vini di Brovia e del vecchio Baudana, non mi stimolano, non mi divertono ma anzi mi annoiano e mi stufano subito. Non ho voglia di aspettare anni per sentire poi i soliti profumi "tipici" (camino spento, rosa appassita) e non ho voglia di prendere delle "mitragliate di tannini nelle gengive" per poi poter dire... "ah si però che Barolo tradizionale! Proprio come una volta..." (ma "una volta" quando? Boh!)...
Delle classificazioni non me ne frega nulla, anzi le detesto: guardo solo dentro il bicchiere e se il contenuto mi piace, plaudo al risultato e al produttore.
Il resto è noia... :wink:


Sono d’accordo su alcune cose, ad esempio l’ultima riga, e in disaccordo su altre.
Che tutti facciano il vino per venderlo su questo non ci piove, ma io apprezzo anche la coerenza di un produttore nel corso degli anni, che secondo me non è un rimanere attaccati come zecche ai propri pregiudizi, ma un credere convintamente nella bontà del proprio lavoro e tenere duro anche quando questo non paga come si vorrebbe. La domanda del mercato può essere governata da tante variabili, e fare un prodotto che non ti piace e non ti convince solo perché incontra i gusti del mercato in quel momento, io credo che alla lunga non paghi.
Ti ho chiesto di Brovia perché, a parte il gusto personale, i loro vini non rappresentano secondo me un esempio di cocciutaggine tradizionalista. Negli ultimi anni, diciamo dal decennio 2000 sono cambiati non poco rispetto a quello che facevano prima. Io ci trovo una pulizia ed una definizione aromatica, una vivacità di frutto, che per certi versi li stacca un po’ dalla “tradizione” più ortodossa. Detto questo, i loro vini non mi piacciono sempre e comunque, e lo spagnolo che di solito riceve i visitatori trovo che sia simpatico come una spinta da dietro mentre scendi le scale..... :mrgreen:
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Re: The Drunk Ducks' Nest - 2 giornate langarole... (da pg. 18)

Messaggioda meursault » 23 ago 2012 09:57

paperofranco ha scritto:Detto questo, i loro vini non mi piacciono sempre e comunque, e lo spagnolo che di solito riceve i visitatori trovo che sia simpatico come una spinta da dietro mentre scendi le scale..... :mrgreen:


Quoto......vini veramente ottimi, peccato che in cantina i prezzi non siano particolarmente convenienti rispetto alla distribuzione.....
...non può superare un certo delta, altrimenti, scusassero, uno dei due non ci ha capito un cazzo di quel vino(vinogodi)
La valutazione è oggettiva a meno di un delta (limitato, diciamo circa 5 punti) dovuto alla inevitabile componente soggettiva(fufluns)
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Re: The Drunk Ducks' Nest - primavera 2012

Messaggioda ugc » 24 ago 2012 09:52

Wineduck ha scritto:
ugc ha scritto:ti leggo solo ora...

Grazie Umberto, riassaggerò i loro prodotti base: i tuoi pareri li trovo sempre molto affidabili ed utili. Sono ormai diventato un affezzionato lettore del thread-blog sullo Champagne animato pincipalmente da te e Greg.
Colgo l'occasione per chiederti un parere su due prodotti/produttori che ho scoperto recentemente trovandoli abbastanza interessanti: Pascal Mazet (Chigny les Roses) millesimato 2002 ed il Rosè di Marguet Pere et Fils (Ambonnay).
Grazie

eccomi qua. Grazie per la stima :D, ultimamente non sto scrivendo tantissimo, spero di recuperare prossimamente anche col vostro supporto, ogni tanto mi sembra di fare dei soliloqui inutili...
In quanto alla tua domanda, so'ddaccordo abbastanza a metà col mister :D nel zenzo che:
Mazet mi piace seriamente, e tra i produttori della petite montagne è sicuramente uno dei più interessanti. Quoto alessio col grande reserve, con il merito non da poco di fare un prodotto nm di assemblaggio con basi molto vecchie, lunga permanenza sui lieviti e di assoluto valore in un mondo che sta privilegiando sempre più i bdb e i millesimati in genere, anche quando non sono di livello e stanno pochissimo sui lieviti.
Su Marguet sono meno entusiasta, pur riconoscendone i meriti. Ma c'è da dire che non gli ho ancora fatto visita, quindi mi riservo un giudizio più completo e ovviamente universalmente oggettivissimo/oggettivamente universalissimo:lol: nel prossimo futuro. Di sicuro, se i rosé non son buoni ad Ambonnay (e a Bouzy) allora dove lo sono??? :D
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Re: The Drunk Ducks' Nest - primavera 2012

Messaggioda alexer3b » 24 ago 2012 10:00

ugc ha scritto:Di sicuro, se i rosé non son buoni ad Ambonnay (e a Bouzy) allora dove lo sono??? :D

Stessa mia considerazione da non amante dei rosè... :wink:
Aggiungo: Marguet mi dicono stia preparando delle vinificazioni separate per Cru modello Jacquesson. E mi dicono che ne vedremo delle belle. Personalmente mi piace molto, il suo millesimato lo trovo addirittura un grande q/p.

Alex
Oggi, in latino...l'ha pijata ar culo. (Romano ad honorem 08-10-2008)

... a Nossiter (come ai suoi compaesani) bisognerebbe spiegare che quando avrà capito l’importanza di usare il bidet sarà sempre troppo tardi… :lol: (anonimo 07-02-2012)
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Re: The Drunk Ducks' Nest - primavera 2012

Messaggioda ugc » 24 ago 2012 10:05

alexer3b ha scritto:
ugc ha scritto:Di sicuro, se i rosé non son buoni ad Ambonnay (e a Bouzy) allora dove lo sono??? :D

Stessa mia considerazione da non amante dei rosè... :wink:
Aggiungo: Marguet mi dicono stia preparando delle vinificazioni separate per Cru modello Jacquesson. E mi dicono che ne vedremo delle belle. Personalmente mi piace molto, il suo millesimato lo trovo addirittura un grande q/p.
Alex

Ho capito, sta visita sarà 'na faticaccia! :mrgreen:
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Re: The Drunk Ducks' Nest - primavera 2012

Messaggioda alexer3b » 24 ago 2012 10:12

ugc ha scritto:
alexer3b ha scritto:
ugc ha scritto:Di sicuro, se i rosé non son buoni ad Ambonnay (e a Bouzy) allora dove lo sono??? :D

Stessa mia considerazione da non amante dei rosè... :wink:
Aggiungo: Marguet mi dicono stia preparando delle vinificazioni separate per Cru modello Jacquesson. E mi dicono che ne vedremo delle belle. Personalmente mi piace molto, il suo millesimato lo trovo addirittura un grande q/p.
Alex

Ho capito, sta visita sarà 'na faticaccia! :mrgreen:

Poraccio. :mrgreen:

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:34

Sono rimasto indietro di un po' di bevute di fine estate...

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:35

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:36

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:36

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:37

Dai bicchieri in cui era contenuto il vino alla vostra destra, uscivano i fuochi d'artificio come quelli del 4 luglio a New York... :roll:

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Ultima modifica di Wineduck il 23 set 2012 22:49, modificato 1 volta in totale.
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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:37

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:39

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:39

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:40

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:46

Vincenzo Abbruzzese e 3 suoi gioielli:
- BdM 1991 Valdicava freschezza innaturale
- BdM Ris. Madonna del Piano 1998 Valdicava la terrosità toscana ai massimi livelli, tannini elegantissimi
- BdM Ris. Madonna del Piano 2004 Valdicava semplicemente fantastico: che sangiovese polposo e pulito, fresco e minerale!... Ancora giovanissimo ma di una bevibilità estrema... :D

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:46

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Re: The Drunk Ducks' Nest non ci sono più le 1/2 stagioni (p19)

Messaggioda Wineduck » 23 set 2012 22:48

Come vorrei invecchiare come questi due "jovanotti"... :D

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Re: The Drunk Ducks' Nest ...addio 2012... benvenuto 2013 (p.19)

Messaggioda Wineduck » 02 gen 2013 00:17

Bel Capodanno, serata molto serena, ottimo cibo e soprattutto vini di altissimo livello. Pochi ma buonissimi.
All'inizio un Initial di Selosse (sbocccatura 07/08) che dopo un'ora di ossigenazione è diventato un vino con i controfiocchi (bollicine rarefatte come il sodio nell'acqua Lete).
Quindi questi due "fratellini separati alla nascita..."

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Malgrado l'apertura anticipata di quasi 3 ore, solo dopo essere stati versati hanno iniziato il vero percorso di ossigenazione e quindi di continuo cambiamento. E' stata una specie di gara di fondo: partenza pessima di MHB che sembrava più evoluto al naso con HB che è partito con il solitò fumè che avvolgeva spire di frutta addirittura bianca. Il fratellino ha però impiegato meno di 5 minuti per recuperare ed iniziare la sua progressione che lo ha portato a condurre tutta la serata. La vittoria però è stata ai punti e di stretta misura perchè HB dopo aver accusato un ritardo pesantissimo nella fase centrale della serata e sembrare senza speranza, ha tirato fuori un colpo di reni del fuoriclasse proprio sul finale, arrivando a recuperare tantissimo terreno. Non abbastanza da vincere però.
MHB è stato un vino superlativo con una mobilità olfattiva e gustativa davvero fuori dal comune: è partito con i sentori classici di Pessac Leognan per poi diventare sempre più fine, minerale, fruttato di piccoli frutti neri e lampi di prugna fresca, con una gamma di legni orientali in cui spiccavano il sandalo il cedro e qualche altro albero dai toni balsamici. Le spezie erano finissime, soprattutto pepe nero e cumino, perfetto ornamento di una fase successiva in cui ha addirittura mostrato tratti rodaneschi con una leggera salamoia e la classica oliva nera. I tannini erano morbidi, perfettamente smussati, l'ingresso in bocca lineare e quasi troppo leggero ma subito dopo il vino si distendeva ad ogni sorso, facendo percepire sul palato i medesimi sentori che aveva poco prima preannunciato all'olfatto. L'acidità perfetta e magistralmente integrata, sosteneva un finale gustativo e retroolfattivo da vino di grandissimo lignaggio.
La sensazione è di averlo colto nella sua fase topica: non denso e cremoso come il 1989 ma decisamente più godibile e leggibile in tutta la sua maestosa capacità espressiva. MHB è uno Chateau meno regolare del fratello dirippettaio: le annate deboli le ho sempre percepite come particolarmente deboli ma quelle grandi o medie possono raggiungere vette insospettabili, con un differenziale di punteggio notevole rispetto alle annate non del tutto positive.
HB invece mi ha convinto poco e non solo in confronto a MHB. Il livello è comunque alto ma con i tannini non ci siamo: ruspanti all'inzio e per quasi tutta la serata, si sono, dopo molte ore dall'pertura, improvvisamente arrotondati e addolciti ridando la giusta dimensione ad un vino che rischiava di prendere un "cappotto" dal fratellino minore. Vino più denso ed estratto ma che non ha trovato la quadratura totale in questa annata: i profumi sono meno raffinati, a volte cioccolatosi, la bocca mai perfettamente cesellata con i sentori affumicati tipici del territorio che erano prevaricanti.E dire che di materia buona ce n'è tanta e sul finale la fa intravedere: diventa più sinuoso, il finale di bocca è più armonico ed invitante. Non riesce però a raggiungere la lunghezza di PAI del fratellino e anche se impressiona per il recupero dovuto all'ossigenazione non riesce a farci cambiare idea sul giudizio complessivo.
Il confronto è stato comunque avvincente e di alto livello permettendoci una bevuta sotanzialmente goduriosa.
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Re: The Drunk Ducks' Nest - primavera 2012

Messaggioda birrachiara » 02 gen 2013 10:27

ugc ha scritto:
Wineduck ha scritto:
ugc ha scritto:ti leggo solo ora...

Grazie Umberto, riassaggerò i loro prodotti base: i tuoi pareri li trovo sempre molto affidabili ed utili. Sono ormai diventato un affezzionato lettore del thread-blog sullo Champagne animato pincipalmente da te e Greg.
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Grazie

eccomi qua. Grazie per la stima :D, ultimamente non sto scrivendo tantissimo, spero di recuperare prossimamente anche col vostro supporto, ogni tanto mi sembra di fare dei soliloqui inutili...
In quanto alla tua domanda, so'ddaccordo abbastanza a metà col mister :D nel zenzo che:
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Su Marguet sono meno entusiasta, pur riconoscendone i meriti. Ma c'è da dire che non gli ho ancora fatto visita, quindi mi riservo un giudizio più completo e ovviamente universalmente oggettivissimo/oggettivamente universalissimo:lol: nel prossimo futuro. Di sicuro, se i rosé non son buoni ad Ambonnay (e a Bouzy) allora dove lo sono??? :D

Mazet ce l'ha Remigio a Roma alla mescita,il forumista Master insieme ad altri soci, e l'ho bevuto spesso, magari lo riberrò con più attenzione, perchè finora pur piacendomi non mi ha suscitato grandi entusiasmi, forse per i suoi profili un pò ossidati.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ...addio 2012... benvenuto 2013 (p.19)

Messaggioda Wineduck » 12 feb 2013 22:23

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Quando la Borgogna bianca è così, piace anche a me... colore che dimostra una gioventù ancora sfacciata, naso incentrato sui fiorellini viola e poi sul gesso e la pietra bagnata ma una bocca ampia, lunga, speziata, quasi grassa, come piace a me...
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Re: The Drunk Ducks' Nest ...addio 2012... benvenuto 2013 (p.19)

Messaggioda Wineduck » 12 feb 2013 22:24

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Ferroso e salino, lunghissimo nella retrolfattiva, un vino cazzuto con bolle che sanno stare al loro posto, non raccomandabile a chi non ama gli champagne in stile ossidativo...
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Re: The Drunk Ducks' Nest ...addio 2012... benvenuto 2013 (p.19)

Messaggioda Wineduck » 12 feb 2013 22:30

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Una coppiettina ben assortita: il borgognone sembra tale solo al naso e solo all'inizio per quei suoi fruttini rossi tanto tipici poi subentrano sentori più cupi, scuri e minerali, in bocca è cattivo e mordace, a bottiglie coperte il langarolo sembrava lui e pure serralunghino o al massimo monfortino; il barolino invece è suadente, con un tannino morbido e dolce, un naso fiorito con sottofondo di legna stagionata pronta per il camino. Il Monvigliero mi ha colpito per l'integrità: nutrivo qualche dubbio sulla tenuta dei vini dei F.lli Alessandria, così buoni da giovani, invece quando c'è l'equilibrio, c'è tutto.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ...addio 2012... benvenuto 2013 (p.19)

Messaggioda Wineduck » 12 feb 2013 22:32

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A sine serata non ci credevo neppure io: l'ho riassaggiato più volte per convincermi. Una gioventù pazzesca (almeno 10 anni in meno), una densità di corpo innaturale, glicerico, ma composto, profumato di tutte le fragranze del Rodano nord, senza sbraghi animali, con quella bocca irsuta come il seno di una quindicenne... che goduria!
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