The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2020-21

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Wineduck
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda Wineduck » 06 giu 2020 23:02

maxer ha scritto:
Wineduck ha scritto:Langhe Nebbiolo 2013 Giuseppe Rinaldi
Bottiglia top nel suo genere tanto da apparire di categoria superiore, alla cieca sarebbe impossibile distinguerlo da un Barolo. Fiori rossi ed addirittura frutto fresco al naso, un filo di cenere. Bocca fresca, avvolgente con tannini dolci ma ancora appuntiti, il sorso si allarga, sbraca un pochetto ma poi si ricompone, si insaporisce e si allunga. L'ossigeno lo fa sempre più bello.
Già molto buono ma con ancora un bel miglioramento davanti!

..... di questa tua descrizione condivido tutto

È uno dei vini, cosiddetti "poveri" (= che si acquista senza dover dissipare i propri sudati risparmi) che preferisco : un Langhe Nebbiolo perfetto .....


Scusa ti avevo risposto solo "mentalmente"... :lol:
Concordo....peccato che ormai il "povero" sia riservato a pochi :(
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda Wineduck » 06 giu 2020 23:12

Giornata di festeggiamento "post lock-down" insiemeai soliti ragazzacci toscani, abbiamo mangiato molto bene (il mio arrostino di controfiletto era cotto a puntino :wink: ) e bevuto anche meglio:

- Champagne Volupté 2008 Geoffroy
- Champagne Blanc de Blanc Fleur de Passion 2008 Diebolt Vallois

- Pays de l'Herault Blanc 2011 Domaine de la Grange des Peres
- Corton Charlemagne 2009 H. Boillot

- Chateuneuf du Pape 2010 Henri Bonneau
- Brunello di Montalcino V.V. 2010 Le Ragnaie
- Barolo Brunate Le Coste 2009 G. Rinaldi

- Vinsanto 1992 Avignonesi

Domani due note veloci
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda Wineduck » 07 giu 2020 22:18

- Champagne Volupté 2008 Geoffroy: sempre un ottimo prodotto, molto evidente la parte di biscotteria e pasticceria ma sostenuta da una gran bella acidità; nel complesso mostra una maturità che non fa presagire ulteriori miglioramenti.
- Champagne Blanc de Blanc Fleur de Passion 2008 Diebolt Vallois: un fuoriclasse, senza alcun dubbio! Freschezza marina e brezza di fiori bianchi che sublima in una cremosità profumata e lunghissima. Questo invece migliorerà ancora ma è già da beva compulsiva!

- Pays de l'Herault Blanc 2011 Domaine de la Grange des Peres: altro fuoriclasse ma completamente diverso; se, come dice Armando Castagno, i vini bianchi si dividono fra "salati" ed "acidi", questo è il campione mondiale di salinità ed è esattamente quello che io desidero da un vino bianco. Avete presente le "limonate"? Tipo quelle che piacciono tanto a Kalos :wink: :lol: )? Beh tutto il contrario! Naso da cappotamento per intensità e mobilità: ha alternato sentori da chateaunef bianco, chenin e condrieu con una gamma floreale da concorso internazionale per florovivaisti. Bocca appunto molto salata, densa ma non molle, ampia senza spanciare, non senza la sua particolare verticalità. PAI letteralmente infinita che richiamava il boccone ma che io ho riprovato con cibo meno invadente stasera con risultati magnifici. Azienda da collezzionismo (e speculazione) fuori di testa in Francia ma totalmente ignorata in Italia. Meglio così: un vino per le elite... :wink:
- Corton Charlemagne 2009 H. Boillot: delusione della giornata, piatto, senza difetti evidenti ma senza slancio, senza il guizzo vitale che invece dovrebbe essere la caratteristica principale di un cru così importante. Dopo lo Chambertin anonimo di un anno fa, seconda bottiglia di Boillot che mi delude... un gran peccato! :cry:

- Chateuneuf du Pape 2010 Henri Bonneau: temevo che fosse all'apice invece mi sono ritrovato un vino scuro di una gioventù imbarazzante ed inizalmente anche con qualche leggera scodata alcolica, poi l'ossigeno ha messo tutte le cose a posto ed è venuta fuori la classe infinita di quest'uomo che rimpiangeremo come pochi altri sulla faccia della terra. La solita trama tannica di seta, non fine come i prodotti di fascia alta naturalmente, ma sempre un gran ben bere con sentori di cenere, cioccolato finissimo e ciliegia sotto spirito che si alungano e si distendono grazie ad un'acidità da manuale. Bello, bello...scolato fino all'ultima goccia e con tanto sapore in bocca e nelle narici anche il giorno dopo!
- Brunello di Montalcino V.V. 2010 Le Ragnaie: NG inizalmente abbiamo pensato ad un bottiglia difettata poi è un po' migliorato ma non sembrava neppure un Brunello, abbiamo fatto fatica addirittura a classificarlo come sangiovese. Probabilmente una di quelle bottiglie storte senza essere difettate palesemente (detta anche "mascarellata" cit. :mrgreen: )
- Barolo Brunate Le Coste 2009 G. Rinaldi: malgrado all'inizio l'annata più calda si sentisse nettamente, come anche il tannino un po' sparato, con il tempo + andato assestandosi e migliorando fino a diventare un vino della Madonna! Vino della giornata per la maggioranza del gruppo, sembrava di mordere un'arancia matura, di masticare la polpa e di godere della freschezza acido-dolce. Credo sia entrato nella fase top della sua vita, che probabilmente durerà molto, ma in questo momento è un gran bel bere!

- Vinsanto 1992 Avignonesi: un classicone che non ti delude mai, un pezzo di Beethoven, uno standard di John Coltrane, un'aria di Puccini... c'è tutto il repertorio dei migliori vini passati in caratello: i fichi, i datteri, le noci, le albicocche essiccate, ecc. Cercateci qualcosa e lo troverete. Eppure scorre che è una meraviglia e se hai l'accompagnamento giusto ti fa ripartire a mangiare come una latrina... :lol:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda giacomo » 07 giu 2020 22:52

Che belle note...grazie
"L'importante e' prendere la palla al balzo", come disse il castratore di canguri.

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring 2020

Messaggioda Wineduck » 07 giu 2020 23:04

giacomo ha scritto:Che belle note...grazie


Grazie caro, l'evento meritava un minimo di attenzione, "l'astinenza" è stata lunga! :wink:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda Wineduck » 06 set 2020 16:51

Un flash veloce solo per segnalare un vino tanto sorprendente quanto buono:
- Pithon, Domaine Olivier Côtes Catalanes Cuvée Laïs Blanc 2013
Bottiglia acquistata da Gianni Roland nella primavera del 2015 e che avevo dimenticato in un angolo remoto della cantina. Ieri sera l'ho aperta con una minima preoccupazione che potesse non essere all'altezza della serata ma si è dimostrato un vero crack. Ha avuto bisogno di un'oretta di ossigenazione per mettere in ordine le parti dure e morbide del vino: una volta assestato è diventato cremoso, equilibrato, con la giusta freschezza in mezzo a tanta frutta gialla, erbe provenzali ed un pizzico di sale, il tutto assoltamente bilanciato, per un finale lungo e piacevole.
Ennesima dimostrazione che i vini bianchi del sud devono avere il tempo di amalgamarsi in bottiglia, berli giovani serve solo a mettere in evidenza i loro lato meno piacevole.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda Wineduck » 12 set 2020 22:04

Oggi giornata fantastica per vari motivi ma principalmente per la bella bevuta con due dei miei compagneros fiorentini che mi sono venuti a trovare a Siena. Abbiamo stappato:

- Champagne Extra Brut Les Couarres 2010 Chartogne-Taillet
L'annata 2010 è notiriamente "dritta e stretta", una di quelle che piacciono al nostro Greg, ma adesso sta finalmente trovando la quadra: una bellissima materia fino a poco tempo fa dominata dall'acidità ma ora finalmente molto più equilibrata. Ne è uscito un vino decisamente piu ampio di quanto non fosse un paio di anni or sono, dolce di frutto rosso e bianco, acido ma senza chiusure repentine anzi finale lungo e sapido. Bollicina eccezionalmente integrata e sorso che richiama il successivo. Con alicette impanate al forno: eccellente!

- Percarlo 2016 San Giusto a Rentennano
98+ dalla Larner che per una che capisce poco di sangiovese ci può anche stare ma in realtà ..."che caxxo di vino!". Potente, muscoloso senza mai dare l'impressione di essere denso per via di una scorrevolezza e facilità di beva impressionante! 15° e non sentirli affatto considerando anche una massa tannica che ad oggi si distende solo con molto ossigeno ma che con l'affinamento in bottiglia toccherà vette insospettabili (per i non-percarlisti). Solo un filo di vaniglia al naso (se non ricordo male i tonneau erano quasi nuovi per quest'annata) ma poi solo varietale e territorio. Chapeau a Luca, Elisabetta, Francesco e la cantiniera Rosita!

- Cote Rotie La Turque 2002 E. Guigal
Quando passava Monsieur Guigal ad Ampuis tutti si fermavano, gli uomini si toglievano il cappello e le donne facevano un inchino. Io faccio la stessa cosa prima di aprire una sua bottiglia e quando il risultato finale è questo mi inchino anche a fine giornata!
Non ha mai bevuto un Cote Rotie in questo stato di grazia! La quadratura perfetta fra vigneto, stile del produttore ed annata. Beccato nel suo momento magico, non troppo presto, non troppo tardi. Una sinfonia di sentori sempre cangianti sia al naso che in bocca. Tutte le spezie del mondo orientale insieme alla mentuccia e l'oliva nera, il rovo più scuro ed impenetrabile pieno di mirtilli maturi, un tocco di sensualissimo foxy e tanta, tanta fresca sensazione rocciosa. Vino della Madonna per tutti i commensali senza se e senza ma, ed uno dei migliori La-La-La che abbia mai bevuto.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda Wineduck » 27 set 2020 18:02

Per la serie "non si vive di solo Rodano", ieri (sabato 26 settembre) ci siamo trovati nel consueto ristorante Buriani di Pieve di Cento per farci una storica scorpacciata di Bordeaux di alto e altissimo livello.
La compagnia è stata particolarmente divertente e rilassante sebbene non siano mancati i contributi di competenze enoiche ed esperienze degustative portate dal nostro iconico ed istrionico Marco Vinogodi senza il quale il piacere di bere si riduce, almeno per me, in modo significativo.
Come al solito abbiamo mangiato divinamente grazie alla mano sempre più sicura e precisa di Alessandra Buriani che ad ogni appuntamento si supera in creatività e precisione die piatti: le animelle di vitello, il risotto al parmigiano ed il piccione con polvere di ciliegie sono stati per me i momenti più belli di un pranzo tutto di alto livello.
Abbiamo bevuto:

Prima batteria
Chateau Mouton Rothschild - Pauillac 1999
Chateau Latour - Pauillac 1999
Castello dei Rampolla - Vigna d'Alceo 1999 [ringer]
Chateau Lafite Rothschild - Pauillac 1999

Seconda batteria
Chateau Margaux - Margaux 1999
Chateau Haut Brion - Pessac Leognan 1999
Chateau Cheval Blanc - Saint Emilion 1999 (bottiglia non a posto sostituita da un Chateau Troplong Mondot - Saint Emilion 2000)
Chateau Ausone - Saint Emilion 1999

Terza batteria
Chateau Leoville Las Cases - Saint Julien 1999
Chateau Lynch Bages - Pauillac 1999
Fidenzio Toscana IGT - Podere San Luigi 1999 [ringer]
Chateau Pavie - Saint Emilion 1999

Tutti i vini erano di livello molto alto come già detto, semmai li definirei mediamente giovani ed all'inizio della loro parabola di maturità. L'annata più fresca ha permesso di goderli con "soli" 20 anni dalla vendemmia quando normalmente questi mostri sacri si rivelano nella loro bellezza non prima di 30-40 anni nelle annate considerate top. Se ad un'annata come la '99 potrà mancare un fino di profondità rispetto alle annate più blasonate, si aggiunge invece una maggiore leggibilità dello stile dei vari chateau ed una bevibilità mostruosa che in quasi in tutti i casi ci ha portati a tracannare come degli assetati nel deserto. Il confronto è servito anche a capire che a noi appassionati la freschezza dei cabernet della riva sinistra piace mediamente di più rispetto alla ricchezza estrattiva dei mostri super concentrati (e più merlottosi) della riva destra dove invece Robert Jr. Parker trova più soddsfazione anche in annate come la 99.
Un grande sorpresa è venuta dalla terza batteria che non si affatto dimostrata lontanissima dalle prime due: meno complessità ovviamente, ma grandissima piacevolezza da parte di Lynch Bages (sempre un rapporto Q/P stupefacente), grande verticalità signorile in Leoville Las Cases (da berne a secchi senza stancarsi mai) e performance sopra le attese per il piombinese Fidenzio che è stato "beccato" come ringer per i suoi aromi più mediterranei, la sua maggiore concentrazione ed il colore incredibilmente giovane ma è piaciuto a tutti ed alla colonna toscana addirittura "moltissimo".
Il mio personale cartellino della giornata registra due vini saldamente e inequivocabilmente piazzati nelle prime due posizioni: Haut Brion netto vincitore della giornata (vino del cuore con una costanza mostruosa in qualsiasi annata) con il suo goudron caratteristico, la sua freschezza quasi balsamica, i suoi tannini di seta purissima e perfettamente sferici, seguito da un Muoton Rothschild ci ha spiazzati (molto mobile olfattivamente, una parata di polveri di cacao finssimi e tabacchi cubani degni dei migliori humidor del mondo) vincitore della prima batteria staccando nettamente il favorito Lafite (sebbene in risalita con il passare del tempo ma con un tannino leggermente rude, assolutamente non all'altezza della sua fama planetaria) e tenendo testa ad un Latour campione di equilibrio e quindi di bevibilità. Il Vigna d'Alceo si è comportato benissimo al cospetto di tanti campioni: più giovane, più scuro, più terroso e dominato da uun frutto rosso vivo e pulsante (un po' durone, un po' amarena). Peccato per un'acidità leggermente scomposta sul finale che lo rendeva più rustichello e quindi meno nobile dei suoi compagni di batteria. In compenso era il più gastronomico con le animelle di vitello (in salsa di finanziera) che richiamavano un vino "di territorio" più sgrassante e potente: io ho trovato quindi il modo di godermelo comunque alla grande.
Nella mia terza piazza invece si sgomita fra tanti bellissimi vini ma se devo proprio dare la precedenza ad uno solo, scelgo Margaux per la sua classe infinita condita da un saldo di merlot che gli conferisce quel quid di giusta morbidezza senza sconfinare nella mollezza feminea. Latour subito dietro, poi Lafite ed infine Ausone un gradino sotto per un filo di irruenza (potenza?) tipicamente parkeriana che a Bordeaux non gradisco più.
In sintesi posso quindi confermare che la grandezza universale è più che meritata e che è praticamente impossibile trovare vini di questa finezza e longevità in altri territori. Sono tornato molto volentieri a fare questa bellissima esperienza dopo tante degustazioni consecutive incentrate sul Rodano..... ma adesso non vedo l'ora di tornare fra le "tette e le cosce" dei miei inostituibili "super-erotici" vini del Rodano :mrgreen:
Riceverete presto notizie dai "rodaniani"... :wink:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda vinogodi » 27 set 2020 20:42

...oltre a ringraziare Alessandro per l' immeritata citazione personale, devo dire giornata epica per i contenuti( vini) , per il cibo ( pranzo edonistico) , per la compagnia e per l' impeccabile organizzazione di Ale, le cui bicchierate sono davvero imperdibili. Bordeaux " maturi" sono sempre godimento assoluto, così come il livello di ieri poteva lasciar presagire e supporre, quindi all' altezza delle aspettative. Non ho voglia di effettuare un commento succinto in quanto le bottiglie proposte meritano più approfondimento da condividere con chi non c' era. Quindi finisco questa bicchierata di stasera appena iniziata ( bianchi piemontesi : Timorasso, Arneis, Nascetta, Cortese di Gavi vs Chardonnay , Riesling e Sauvignon,) e inizio ad approfondire..
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda arnaldo » 28 set 2020 10:13

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda arnaldo » 28 set 2020 10:15

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda arnaldo » 28 set 2020 10:17

Giornata pazzesca. Una comparativa unica ,mettere assieme tanti chateaux,i piu' prestigiosi,in un unica tornata è impresa ardua. Un sentito ringraziamento ad Alessandro che ha messo sul piatto questo parterre de Roi. Commentero' questi magnifici nettari a coppie di due, anche se le batterie erano 3 da 4 vini, con due ringer italiani. pronti...via.
cominciamo dai primi due vini
1) chateau mouton rotschild 1999. Rubino, naso freschissimo fin da subito, ribes e mirtilli, sventagliate mentolate, giovane come ovvio ma ben godibile,ha rappresentato una sorpresa ma neanche tanto visto le performance di altri millesimi precedenti. Quindi eleganza,ottima sapidita' e buona mobilita' stando nel bicchiere tirando fuori un arancia matura sempre col tono balsamico fresco di fondo.
2)chateau Latour 1999. Subito due mostri sacri, uno a fianco all altro. Rubino tendente al granato. Note piu' delicate,meno intense di Mouton. Un cesto di fiori rossi, uno sbuffo di cipria e gelatina di frutta e stando li si e'fuso tutto in un crescendo che non si piu' fermato
Nei minuti erbe e cola hanno completato il mio quadro olfattivo..in bocca e' velluto puro, delicato ma progressivo, persistenza pazzesca.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda arnaldo » 28 set 2020 11:11

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda arnaldo » 28 set 2020 11:12

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda arnaldo » 28 set 2020 11:13

La seconda coppia,che chiudeva la prima batteria da 4, prevedeva subito l inserimento di un primo ringer,italico,che ben ha figurato. E dunque
3) CASTELLO DEI RAMPOLLA - D'Alceo 1999. Beccato quasi subito nella batteria per via di colore e naso. Rubino fitto. Al naso subito note di tabacco scuro e marasca, pirazina..poi scaldandosi esce la fibra carnosa, terra e note erbacee..bello ma fuori area e quindi sgamato.bocca voluttuosa,tannini fittissimi,la terrosita' Toscana si sente,una delle migliori versioni di D'Alceo di sempre.
4) CHATEAU LAFITE ROTHSCHILD 1999 rubino vivo e luminoso. Il naso e' un coacervo di fiori, delicato, tutto su sottobosco ma pure ciliegie e fragole, soffi ematici...si.muove bene nel bicchiere aggiungendo pure spezie sottili. E la bocca e' sinuosa, straordinaria nella sua freschezza/giovinezza,sapida,avvolgente con una lunghezza da grande vino. Chapeau
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda arnaldo » 28 set 2020 11:33

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda arnaldo » 28 set 2020 11:36

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda arnaldo » 28 set 2020 11:37

La seconda batteria da 4 si apre con due autentici mostri sacri.
5) Chateau Margaux 1999. Rubino vivo,quasi trasparente. Il naso e' subito ben variegato,spaziando tra la frutta,il vegetale nobile,la terra e il cuoio,e poi con l aria spezie sottili.Splendido l ingresso in bocca in un mix di eleganza ed energia, salino e minerale, potente e lungo.Margaux e' sempre Margaux.
6) Chateau Haut Brion 1999. Un mostro
Rubino piu' fitto,appena concentrato. Materico,incessante tra tabacco nobile,prugna,ribes,poi con l aria china e grafite,terra...bocca piena,tannini fittissimi e dolci,alcool in fase di assestamento,chiama ancora tempo,materia monstre dal finale gia' lunghissimo. Una stella che gia' brilla alta.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda vinogodi » 28 set 2020 14:14

arnaldo ha scritto:Immagine
... il colore era "normalmente" rosso granato intenso , di buona valenza cromatica rispetto ai suoi 21 anni suonati, quindi maggiorenne anche per la vecchia legislazione ....maturo? Quanto basta per avere ancora tanta vita post adolescenziale davanti a sè ... il naso davvero caleidoscopico , dove ad una innaturale balsamicità aggiungeva garrigue e speziatura fine . Il frutto non era un mero ricordo , così come il fraseggio pirazinico solo accennato per ricordare al mondo che , in fondo, non era che un semplice taglio bordolese. Quando Mouton spolvera una grande , grandissima prestazione , si comprende della pirlata francese iniziale a classificarlo come deuxieme . Il tempo nel bicchiere lo migliora sensibilmente , rendendolo ulteriormente articolato e aggiungendo sfumature di erba officinale , ma anche corteccia di eucalipto. Finiva gloriosamente fra le fauci dei beventi senza poter ulteriormente evolversi , ma tantè ... ci è bastato per apprezzarlo incondizionatamente , con quella trama tannica finissima e persistente che rallegrava rotondità voluttuose al palato. Tenuto conto dell'incredibile '78 bevuto un mesetto fa e '80 da pochissimo , viene anche dai presenti (che non lo conoscevano) promosso senza indugio fra gli eletti bordolesi dell'universo enoico... :D :D :D :D :) ++ .... e aggiungo :P ...perchè e' stato il primo a finire...
Ultima modifica di vinogodi il 28 set 2020 14:25, modificato 1 volta in totale.
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda vinogodi » 28 set 2020 14:22

arnaldo ha scritto:Immagine
... essendo sessualmente compatibilissimo , oltretutto avendo accertato tracce di Latour nelle ultime analisi del sangue
che mi rendono quasi consanguineo di tale derivato enoico , sta di fatto che mi è piaciuto tanto . Colore assai simile a Mouton , con semitoniolfattivi leggermente più pacati appena versato , ma più articolati nel tempo , si gioiva di stantuffi di sottobosco , anch'esso con leggeri aghi di pino a sostenere una confettura di mele cotogne impressionante , liquirizia dolcissima , pepe bianco a profusione . Nel tempo non si imbalsamava , anzi si contorceva su note quasi agrumate da lasciare spiazzati . Bocca più tesa di Mouton , forse con leggera energia residuale da spendere nei prossimi decenni , non per questo opponeva resistenza al sorso, anzi , pur nella trama tannica fittissima ma finissima era di straordinario complemento alla voluttuosità del sorso . :D :D :D :D :) +++
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda vinogodi » 28 set 2020 14:31

arnaldo ha scritto:Immagine
...non ci voleva un gascromatografo o un fantomatico "naso elettronico" , ma neppure un semplice Gardini , a capire che era "cosa diversa" . Pur non disperezzando il grande d'Alceo , forse il bordolese italiano mio preferito , e levandomi il cappello relativamente ad una integrità irreale ( il rosso più vivo dell'intera batteria) , sia per cromatica concentrazione, sia per profumi decisamente declinati al frutto di recente raccolto e una terziarizzazione "più verticale" che orizzontale , sta di fatto che venne subito riconosciuto come tale , pur nell'apprezzamento collettivo . La bocca ancora fresca e fragrante , di relativa semplicità ma di grande e autorevole piacevolezza, dove l tensione acido tannica non cedeva di millimetri a nessuna apparente decadenza o insulto del tempo ... grande Alceo!!! :D :D :D :) +++
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda vinogodi » 28 set 2020 14:38

arnaldo ha scritto:Immagine
...che Lafite , pur nella sua grandeur , si piazzi , seppur per un pelo di fica, dietro a Latour è pratica frequente , in contrasto con gli sbrodoli parkeriani . Che per una leggera incollatura si occulti anche dietro a Mouton , non è pratica frequente , anche se in questo caso non per demerito ma per merito altrui. Rosso intenso di bella concentrazione , non gli manca nulla ... ma proprio nulla . Rosso vivo , ha curve femminee decisamente arrotondate , morbide , sensuali , rasentanti la perfezione ... che noia , un leggero strabismo , una misura in più di tette , una muscolatura leggermente più definita e meno burrosamente accondiscendente e qualche citazione culturalmente più elevata me ne avrebbero fatto innamorare non solo esteticamente . La sua algidità persino in bocca , buttata sul velluto, me l'hanno fatto apprezzare ma non bruciare di passione , causa un palato ormai corrotto dalle virilità recentissime di innumerevoli assaggi nebbioleschi :lol: ... oeh , grande vino ... :D :D :D :D ++
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda vinogodi » 29 set 2020 08:30

arnaldo ha scritto:Immagine
...ribadisco il mio personalissimo giudizio , che potrebbe , a questi livelli, contrastare in termini di gusto personale con gli amici del tavolo , seppur leggermente , ma le sfumature sono l'unico corollario a cui aggrapparsi quando il livello è altissimo , così come le inclinazioni e gusti personali fanno la discriminante. Margaux è rosso vivo senza cedimento alcuno e svetta per eleganza e finezza , senza disdegnare tensione e giusta dose di vigore. Il naso è variegato come ha da essere , speziato , di giusta intensità , con belle note di pellame nobile , humus rugiadoso , vaghi sentori di mirtilli in confettura e foglie macerate. La bocca ha tensione acido tannica equilibrata , con trama prospettica ma mai disturbante , che sviluppa piacere nel sorso e nella deglutizione, con lunghezza non infinita ma apprezzabile :D :D :D :D
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda vinogodi » 29 set 2020 08:39

arnaldo ha scritto:Immagine
...Haut Brion è in vetta alla mia particolarissima classifica di piacere , fin dal primo sorso. Non tanto per la riconoscibilità , quasi assoluta nel panorama bordolese, quando per una carica emotiva unita a grandissima piacevolezza che , in questo contesto, me l'hanno fatto intrigare davvero tanto. Rosso vivo con qualche nota granata di terziarizzazione , ma nessun cedimento cromatico , ha nel naso uno sviluppo orizzontale fantastico, senza picchi di intensità dolorosi , ma tantè ... ti pervade subito la goduria del tabacco biondo da pipa così discreto, soffuso , che mai l'abbandona neppure con l'evoluzione nel bicchiere nel tempo . Poi la balsamicità , le note di rabarbaro e una mineralità spiazzante (concordo con Arnaldo sulla grafite, nettissima). Nel tempo si trasfigura ma non cede , con grande persistenza olfattiva anche a bicchiere quasi vuoto, saturante . Bocca energica , potente , avvolgente ma nello stesso tempo elegante senza mai stancare. :D :D :D :D :D
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2020

Messaggioda vinogodi » 29 set 2020 09:09

...Chateau Leoville Las Cases - Saint Julien 1999 : impressiona il rosso vivo e quasi brillante , 21 anni e non sentirli assolutamente. Femminile ..ma non troppo, uno splendido androgino gran gnocca con lineamenti piuttosto mascolini , decisi . Naso di media intensità , il più fruttato del cioppo di Bordeaux , con sentori di frutta rossa , marasca e susina fresca supportato da prime note di corteccia e spezie dolci . Bocca decisamente rotonda , che non vuol dire "accondiscendente" ma di bella voluttuosità ... :D :D :D :D -
Chateau Lynch Bages - Pauillac 1999 : integro come pochi, rosso vivo con persino qualche nuance violacea sul bordo ed in trasparenza. Brillante come una lampadina nella sua compattezza cromatica. Al naso sfilano profumi di ribes schiacciato , di chiodi di garofano, di caffè tostato . La bocca ha tensione massima , tannini di finezza inenarrabile e lunghezza ottima . Gran boccia per questo storico errore di classificazione (senz'altro il più grande errore della storia di Bordeaux ...bisogna andare in Borgogna con alcuni Premiers per avere epigoni ... di cazzate di classificazione, simili ...) . :D :D :D :D
Fidenzio Toscana IGT - Podere San Luigi 1999 [ringer] : rosso spaventosamente integro . Non un mostro di complessità ma straordinario il vigore fruttato , quasi innaturale per l'età. Apre il naso con un sorprendente fruttato maturo di sottobosco, leggerissima vaniglia, uno sbuffo di cacao . Data la notevole integrità , ululati di piacere ed approvazione nella relativamente inesperta "rive droite" del tavolo pronta ad entusiasmarsi per la solare mediterraneità delle sensazioni , per qualcuno il vino della giornata ... nel tempo sviluppa un interessante nota vegetale (positiva) anche se la lunghezza è ben lungi dall'aspirare all'eternità ... :D :D :D :)
Chateau Pavie - Saint Emilion 1999 : non certo per stanchezza, ma è il vino che meno mi è piaciuto dell'intera giornata, per fortuna per ultimo . Rosso cupo , mattonato . Il naso aveva note decise di liquirizia e corteccia essiccata , ginepro e terriccio . La bocca fin troppo arrendevole nonostante apparente rusticità iniziale ( ma era leggera scompostezza) , trasformatasi con l'ossigenazione nel bicchiere in calde rotondità un pò troppo arrendevoli e con retrogusto amarognolo . Nel tempo quello che si è seduto prima , come tanti vini parkerizzati , che sparano forte subito , ma nel bicchiere tendono a calare inesorabilmente . Da solo sarebbe stato , comunque, tutt'altro che disprezzabile , una specie di maturo Ornellaia , per intendersi ... :D :D :D
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