...mi sembra OT , non siamo su PornHub...guggenheim ha scritto:Squirt
maxer ha scritto:
secondo voi, quali sono i 3 (TRE, non di più) MIGLIORI VITIGNI con cui si producono i migliori VINI BIANCHI ITALIANI (nella media), in grado di reggere un valido confronto anche con i migliori bianchi del mondo ?
...
maxer ha scritto:.... considerato che ormai si fanno sondaggi per ogni argomento, oggi propongo questo :
secondo voi, quali sono i 3 (TRE, non di più) MIGLIORI VITIGNI con cui si producono i migliori VINI BIANCHI ITALIANI (nella media), in grado di reggere un valido confronto anche con i migliori bianchi del mondo ?
a mio parere, nell' ordine :
# VERDICCHIO
# FIANO
# TIMORASSO
...
Ludi ha scritto:Fiano
Trebbiano Spoletino (qui so che un po' oso)
zampaflex ha scritto:Catarratto, Pecorino, Vermentino e Garganega stanno a guardare da presso, però.
zampaflex ha scritto:Di Timorasso ne ho assaggiati parecchi, anche con diversi anni sulle spalle, e temo che non conosca un equilibrio. O ti prendi la maturità e ti becchi l'alcool, o per evitare il secondo scarseggi sulla prima. La platea di produttori è ancora nella fase di apprendimento, il modello non è consolidato.
zampaflex ha scritto:
Fiano facile, ti sposo lo Spoletino che è troppo poco frequentato, e per livello complessivo dei risultati non posso non aggiungere il Verdicchio (che magari risvegliamo Vignadelmar dall'oltretomba digitale).
Catarratto, Pecorino, Vermentino e Garganega stanno a guardare da presso, però.
Di Timorasso ne ho assaggiati parecchi, anche con diversi anni sulle spalle, e temo che non conosca un equilibrio. O ti prendi la maturità e ti becchi l'alcool, o per evitare il secondo scarseggi sulla prima. La platea di produttori è ancora nella fase di apprendimento, il modello non è consolidato.
Ludi ha scritto:zampaflex ha scritto:
Fiano facile, ti sposo lo Spoletino che è troppo poco frequentato, e per livello complessivo dei risultati non posso non aggiungere il Verdicchio (che magari risvegliamo Vignadelmar dall'oltretomba digitale).
Catarratto, Pecorino, Vermentino e Garganega stanno a guardare da presso, però.
Di Timorasso ne ho assaggiati parecchi, anche con diversi anni sulle spalle, e temo che non conosca un equilibrio. O ti prendi la maturità e ti becchi l'alcool, o per evitare il secondo scarseggi sulla prima. La platea di produttori è ancora nella fase di apprendimento, il modello non è consolidato.
le mie esperienze con il Timorasso sono state sempre molto positive (soprattutto con Massa). Concordo con te sul problema maturità/alcol, ma a mio avviso si risolve dopo qualche anno in bottiglia, quando viene fuori l'idrocarburo e tutto tende a riconciliarsi.
pask ha scritto:Ludi ha scritto:zampaflex ha scritto:
Fiano facile, ti sposo lo Spoletino che è troppo poco frequentato, e per livello complessivo dei risultati non posso non aggiungere il Verdicchio (che magari risvegliamo Vignadelmar dall'oltretomba digitale).
Catarratto, Pecorino, Vermentino e Garganega stanno a guardare da presso, però.
Di Timorasso ne ho assaggiati parecchi, anche con diversi anni sulle spalle, e temo che non conosca un equilibrio. O ti prendi la maturità e ti becchi l'alcool, o per evitare il secondo scarseggi sulla prima. La platea di produttori è ancora nella fase di apprendimento, il modello non è consolidato.
le mie esperienze con il Timorasso sono state sempre molto positive (soprattutto con Massa). Concordo con te sul problema maturità/alcol, ma a mio avviso si risolve dopo qualche anno in bottiglia, quando viene fuori l'idrocarburo e tutto tende a riconciliarsi.
Provato i cru di massa ma quello che mi è piaciuto di più è stato pitasso di Claudio mariotto
...tu sei matto ... senti il MOntemarzino di Roagna, poi ne parliamo...zampaflex ha scritto:pask ha scritto:Ludi ha scritto:zampaflex ha scritto:
Fiano facile, ti sposo lo Spoletino che è troppo poco frequentato, e per livello complessivo dei risultati non posso non aggiungere il Verdicchio (che magari risvegliamo Vignadelmar dall'oltretomba digitale).
Catarratto, Pecorino, Vermentino e Garganega stanno a guardare da presso, però.
Di Timorasso ne ho assaggiati parecchi, anche con diversi anni sulle spalle, e temo che non conosca un equilibrio. O ti prendi la maturità e ti becchi l'alcool, o per evitare il secondo scarseggi sulla prima. La platea di produttori è ancora nella fase di apprendimento, il modello non è consolidato.
le mie esperienze con il Timorasso sono state sempre molto positive (soprattutto con Massa). Concordo con te sul problema maturità/alcol, ma a mio avviso si risolve dopo qualche anno in bottiglia, quando viene fuori l'idrocarburo e tutto tende a riconciliarsi.
Provato i cru di massa ma quello che mi è piaciuto di più è stato pitasso di Claudio mariotto
Il problema col Timorasso è uno ed è semplice: Massa / Mariotto / Coppi esprimono il livello normale del Timorasso, oppure sono talmente più bravi della media del produttore locale da superare le difficoltà intrinseche del vitigno? Per i miei assaggi, uhm, più la seconda.
Vero anche che parliamo praticamente di un vitigno senza storia, dato che la coltivazione seria è (ri)partita dopo l'accanimento terapeutico praticato da Walter, e che quindi c'è ancora tanta esperienza da accumulare.
vinogodi ha scritto:...tu sei matto ... senti il MOntemarzino di Roagna, poi ne parliamo...zampaflex ha scritto:pask ha scritto:Ludi ha scritto:zampaflex ha scritto:
Fiano facile, ti sposo lo Spoletino che è troppo poco frequentato, e per livello complessivo dei risultati non posso non aggiungere il Verdicchio (che magari risvegliamo Vignadelmar dall'oltretomba digitale).
Catarratto, Pecorino, Vermentino e Garganega stanno a guardare da presso, però.
Di Timorasso ne ho assaggiati parecchi, anche con diversi anni sulle spalle, e temo che non conosca un equilibrio. O ti prendi la maturità e ti becchi l'alcool, o per evitare il secondo scarseggi sulla prima. La platea di produttori è ancora nella fase di apprendimento, il modello non è consolidato.
le mie esperienze con il Timorasso sono state sempre molto positive (soprattutto con Massa). Concordo con te sul problema maturità/alcol, ma a mio avviso si risolve dopo qualche anno in bottiglia, quando viene fuori l'idrocarburo e tutto tende a riconciliarsi.
Provato i cru di massa ma quello che mi è piaciuto di più è stato pitasso di Claudio mariotto
Il problema col Timorasso è uno ed è semplice: Massa / Mariotto / Coppi esprimono il livello normale del Timorasso, oppure sono talmente più bravi della media del produttore locale da superare le difficoltà intrinseche del vitigno? Per i miei assaggi, uhm, più la seconda.
Vero anche che parliamo praticamente di un vitigno senza storia, dato che la coltivazione seria è (ri)partita dopo l'accanimento terapeutico praticato da Walter, e che quindi c'è ancora tanta esperienza da accumulare.
eno ha scritto:Maddai, e la garganega?
vinogodi ha scritto:...tu sei matto ... senti il MOntemarzino di Roagna, poi ne parliamo...zampaflex ha scritto:pask ha scritto:Ludi ha scritto:zampaflex ha scritto:
Fiano facile, ti sposo lo Spoletino che è troppo poco frequentato, e per livello complessivo dei risultati non posso non aggiungere il Verdicchio (che magari risvegliamo Vignadelmar dall'oltretomba digitale).
Catarratto, Pecorino, Vermentino e Garganega stanno a guardare da presso, però.
Di Timorasso ne ho assaggiati parecchi, anche con diversi anni sulle spalle, e temo che non conosca un equilibrio. O ti prendi la maturità e ti becchi l'alcool, o per evitare il secondo scarseggi sulla prima. La platea di produttori è ancora nella fase di apprendimento, il modello non è consolidato.
le mie esperienze con il Timorasso sono state sempre molto positive (soprattutto con Massa). Concordo con te sul problema maturità/alcol, ma a mio avviso si risolve dopo qualche anno in bottiglia, quando viene fuori l'idrocarburo e tutto tende a riconciliarsi.
Provato i cru di massa ma quello che mi è piaciuto di più è stato pitasso di Claudio mariotto
Il problema col Timorasso è uno ed è semplice: Massa / Mariotto / Coppi esprimono il livello normale del Timorasso, oppure sono talmente più bravi della media del produttore locale da superare le difficoltà intrinseche del vitigno? Per i miei assaggi, uhm, più la seconda.
Vero anche che parliamo praticamente di un vitigno senza storia, dato che la coltivazione seria è (ri)partita dopo l'accanimento terapeutico praticato da Walter, e che quindi c'è ancora tanta esperienza da accumulare.