BORDOLESI 2011 & 2001, LA SFIDA - SABATO 26/11 AD ALTAVILLA VICENTINA (VI)

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BORDOLESI 2011 & 2001, LA SFIDA - SABATO 26/11 AD ALTAVILLA VICENTINA (VI)

Messaggioda Alberto » 07 nov 2022 19:38

QUANDO: Sabato 26 Novembre 2022, ore 13.00

DOVE: Trattoria "Dalla Bianca", Tavernelle di Altavilla Vicentina (VI)

COSA: "SFIDA A BORDEAUX", ovverosia 2 mini-orizzontali delle annate 2011 & 2001, tagli bordolesi nostrani (rigorosamente canonici) all'assalto della casa-madre di Gironda...tutto alla cieca, ovviamente! :D

ALCUNI POSTI ANCORA DISPONIBILI: INFO VIA MP... :wink:
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Re: BORDOLESI 2011 & 2001, LA SFIDA - SABATO 26/11 AD ALTAVILLA VICENTINA (VI)

Messaggioda Alberto » 26 nov 2022 20:32

Ed eccoci qua!

Bella giornata di vino e di amicizia; gerarchie sulla carta rispettate, con qualche sorpresa in positivo ed in negativo... :wink:

PRIMA TORNATA: 2011

1) Colli Euganei Rosso Gemola, Vignalta
70% M, 30% CF
Naso pomodoroso (un suo classico) e già un po' goudronato, bocca stranamente fiacca, priva di grip e propulsione...vino già arrivato? O bottiglia non performante? Mi duole dirlo, ma la prima ipotesi prevale sulla seconda, IMVVHO (tappo, livello e colore perfetti, e provenienza sicura).

2) Colli Orientali del Friuli Rosso Montsclapade, Dorigo
60% M, 20% CS, 20% CF
Questo (ultima annata effettivamente proveniente dal vigneto Montsclapade, prima che fosse venduto) è fatto per durare: partenza un po' rigida e vegetale (peperone), si distende bene nel tempo con un frutto non troppo scuro, spezie ed un coté quasi selvatico. Terza piazza di batteria, per me.

3) Pomerol, Chateau La Pointe
85% M, 15% CF
Si cambia registro: didascalico, all'inizio del suo plateau di beva (anche se altri 20 anni minimo se li fa tranquilli), e beccato facilmente al tavolo come rive droite: frutta rossa, boisé dolce-non-dolce, disteso e flatteur (sempre leggersi: puttanone). Bel tannino, comunque. Un passepartout.

4) Marche Rosso Il Pollenza, Conte Brachetti Peretti
60% CS, 20% M, 15% CF, 5% PV
Altro livello di concentrazione ed estrazione rispetto al vino precedente, ed un'espressione aromatica che tradisce il suo DNA italico: frutto scuro maturo, rosmarino, cenni cuoiosi e terrosi, bocca lunghissima ed appagante, glicerica, con un tannino imponente, ma non severo. Fatto molto, molto, e sottolineo molto, bene. Lo credevo un vino un po' pomposo, e pure pompato, mi ha sorpreso. Se l'è giocata ai punti col vino successivo per il podio alto di batteria.

5) Saint-Julien, Chateau Gloria
69% CS, 22% M, 5% PV, 4% CF
Che dire: un cru non classificato che di colleghi altolocati se ne mette in tasca più di uno, se la qualità media è questa e non si è trattato di una clamorosa botta di culo nell'annata (ma non credo proprio): al naso un chicco di caffè da manuale, ed è il CS maschio alfa a marcare il territorio (cassis, inchiostro)...si sente una materia importante, ed infatti la trama in bocca è inizialmente compatta, quasi serrata nel tannino...ma con l'ossigeno si dipana e si espande come sanno fare quelli bravi, vino tridimensionale e appagante pur nella sua gioventù ancora lampante. Bello, null'altro da aggiungere.

CONTINUA...
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Re: BORDOLESI 2011 & 2001, LA SFIDA - SABATO 26/11 AD ALTAVILLA VICENTINA (VI)

Messaggioda Alberto » 27 nov 2022 15:15

SECONDA TORNATA: 2001

1) Alto Adige Merlot-Cabernet Sauvignon Iugum, Peter Dipoli
70% M, 30% CS
Tappo. NG.

2) Saint-Émilion 1er GCC A, Chateau Pavie
70% M, 20% CF, 10% CS
Vincitore unanime della batteria così come dell'intera giornata (eggrazziarcazzo, come qui qualcuno potrebbe prorompere...eccezione sacrosanta, ma si sa che le cieche sono fatte apposta per questo): naso dalla complessità inarrivabile per tutti gli altri contendenti, fragola, terrosità chiara, balsamico, cenni truffé e di altri 100 terziari nobilissimi, e bocca consequenziale, femminea fino all'osso, setosa, ma al contempo piena e grintosa. Un altro pianeta di riferimento, poco da girarci attorno.

3) Bolgheri Superiore Ornellaia, Tenuta dell'Ornellaia
65% CS, 30% M, 5% CF
Prova a star dietro a Pavie per una ventina di minuti nel bicchiere, poi non c'è partita. Ma gran prova in ogni caso: sfinato dagli anni senza perdere integrità, aperto sin da subito, con un profilo di frutto rosso dolce e soleggiato, all'ombra del duplice filar. Probabilmente al suo apice.

4) Pessac-Léognan Rouge, Chateau La Louvière
64% CS, 30% M, 3% C, 3% PV
Fondata abbondante nel mio calice, il che mi ha reso un po' difficiltoso il giudizio. In ogni caso, senza minimamente pensare che potesse assestarsi sui livelli dei vini precedenti, mi sarei aspettato qualcosa di più, da parte di questa vecchia volpe di Léognan (ricordo un 1996 clamorosamente buono): allure vecchio stampo, verticale, frutto contratto dalle abbondanti note vegetali, lascia per strada una quota importante di istintiva piacevolezza di beva.

5) Veneto Rosso Fratta, Maculan
53%. CS, 47% M
Finale pirotecnico: marasca tonda e golosissima, terra scura, corpo pieno con tannino ancora vispo, materico e barocco come un fauno del Marinali, ed ancora tremendamente giovane. Nato 20 e più anni prima per emulare Bordeaux, nel tempo poi rimaneggiato nella composizione (da CS in purezza a blend quasi paritario col merlot), questo 2001 approda nella sua maturità ad un'autonomia stilistica compiutamente territoriale: è bordolese veneto, e di gran livello, e punto. Ex-aequo con Ornellaia al secondo posto di batteria.

Per chiudere, un plauso a Marco, patron di Dalla Bianca, che oltre ad accoglierci in maniera squisita ci ha abbondantemente sfamati con un ottimo pranzo...fenomenali le pappardelle col sugo di lepre! :D
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