CASERTA
Il verro
Verginiano 2021
Pallagrello in purezza, naso fra i più belli della sua categoria, salvia, erba sfalciata. Bocca che a questa parte aerea unisce un bel frutto maturo, pesca bianca e mandarino.
Luca Paparelli
Funambolo s.a.
Asprinio da vecchie viti con un leggero saldo di falanghina, metodo martinotti piacevole nelle sue note di mela golden e limone verdello
Vestini Campagnano
le ortole 2021
naso fermentativo, bocca ben più decifrabile con note che rimandano a sensazioni verdi di salvia e menta. Chiusura amarostica
Casavecchia di Pontelatone ris. 2018
Manca un filo di tensione ma il vino scorre bene, tra note di cassis e mentolo, macchia mediterranea e spezie dolci.
Sclavia
Calù 2021
Note di orto, foglia di pomodoro, erbe sfalciate. Chiusura veloce
Alois
Caiatì 2021
Pallagrello bianco affinato in acciaio che in questa versione propone quanto di meglio il vitigno possa offrire (IMHO), fiori bianchi, salvia, pesca matura e un finale arioso e leggero
Morrone 2020
Il contraltare, pallagrello in parte affinato in barriques, se il fratello minore aveva un frutto cesellato questo invece appare meno limpido, imbrigliato, meglio in bocca che al naso ma deve ancora farsi.
Casavecchia di Pontelatone ris. Trebulanum 2018
Teso e materico, di sviluppo verticale, sale, frutta rossa e tanta spinta agrumata sul finale.
Murella 2018
Si sente che la materia è di buona qualità, il vino è nervoso e vibrante con sbuffi di frutta rossa sotto spirito e cioccolato fondente, sembra però scarno nel finale, chiude troppo repentinamente.
Calatia
Pallagrello bianco 2020
Al naso una curiosa nota di confettura di mela cotogna, descrittore che si ripete alla beva, rendendo quest’ultima poco piacevole
Villa Matilde
Falerno del Massico B. vigna caracci 2018
Non una espressione di falanghina delle più eleganti, ma sicuramente una delle più saporite. Sale, fiori bianchi, cenni di terziarizzazione, idrocarburo finale.
Galardi
Terra di rosso 2019
Cameriere, perbacco, c’è del vino in questo legno!
BENEVENTO
Cantina di Solopaca
Falanghina del Sannio identitas 2021
Cantina cooperativa che sta cercando di affrancarsi dai grandi numeri senza qualità, ma probabilmente non lo farà con questa bottiglia.
La Guardiense
Falanghina del Sannio Senete 2021
Se non avessi in mente edizioni molto brillanti come la 016 o la 020 il mio giudizio sarebbe migliore, ma purtroppo questa falanghina all’apparenza semplice non è nella sua versione migliore, un frutto un po’ bolso sia al naso che in bocca dove si riscatta solo parzialmente con un accenno minerale finale
Falanghina del Sannio anima lavica 2021
Qui invece il vino è sostenuto da una bella acidità e un frutto che mostra in primo piano una parte agrumata verde che vira poi nel bicchiere in frutta più matura e rotonda
Mustilli
Falanghina del Sannio vigna segreta 2020
Splendida versione. Idrocarburo, gesso, gelsomino. Dinamico, molto fresco e con una bella chiusura verticale ma non citrina.
Sannio piedirosso Artus 2019
Ematico, profondo nella sua cupezza, in bocca appare più solare e approcciabile, tanta arancia valencia sul finale.
Torre a oriente
Falanghina del Sannio biancuzita 2019
Masticabile, materico. Note di smalto, cera d’api, carne affumicata, una falanghina di grande originalità ma anche di ancestrale territorialità.
Aglianico del taburno u’ barone 2016
Tanta frutta rossa sotto spirito, pungente e un po’ polveroso. Chiusura sciugante
Cantine Tora
Falanghina del Sannio kissos 2017
La versione precedente mi aveva colpito per originalità del disegno ma non certo per freschezza e scorrevolezza al palato. In questa versione, pur non essendo un peso leggero (e nemmeno un medio) invece si mette in luce per allungo e godibilità. Il frutto è maturo, la ciccia è ben presente, ma c’è al contempo tanta droitture e un finale agrumato non privo di asperità.
Cambio luna 2015
Falanghina macerata e affinata in legno…già dal colore biondo ramato lascia presagire un impegno non indifferente. Infatti la prima nota, sia al naso che in bocca, è quello della crema all’uovo, quasi saturante. Con il passare del tempo esce fuori una parte agrumata verde che mitiga in parte la grassezza iniziale. Sul finale rimane anche una discreta scia sapida che rende il tutto meno faticoso del previsto. Divertente
Fontanavecchia
Falanghina del Taburno VT Libero 2017
Vendemmia tardiva, si conferma bianco fra i più interessanti (e longevi) dell’areale. Forse in questa edizione manca leggermente di sapidità e spinta per contrastare efficacemente la grande materia, rendendo il tutto meno profondo.
Aglianico del Taburno ris. Vigna cataratte 2017
Naso ancora segnato dal legno, in bocca le componenti appaiono molto più amalgamate il legnetto deve ancora essere digerito ma c’è anche tanta frutta rossa, garrigue e tensione tannica. Finale meno lungo del solito
Fattoria la Rivolta
Aglianico del Taburno ris. Terra di rivolta 2015
Dicotomico, a un naso sporchino e sfocato fa da contraltare una bocca molto dinamica e variegata. Frutta rossa matura, tabacco, cacao amaro, leggeri sbuffi alcolici e un finale dinamico e arioso.
Tenuta Sant’Agostino
Bucce d’uva 2020
Malvasia di candia e trebbiano, elevato in anfora per 8 mesi. Naso di propoli, lievito di birra e un sentore cognaccoso che poi ritorna preponderante al palato, finale morbido. Non proprio il mio bicchiere
VESUVIO E CAMPI FLEGREI
Cantine Olivella
Katà 2021
Giovanerrimo, fermentativo. Tanta acidità e una buona parte floreale
Vesuvio caprettone Emblema 2021
Minerale e ancora chiuso, finale salato e idrocarburico da riesling del monte Somma
Sorrentino
Vesuvio caprettone Benita 31 2021
La parte del frutto sovrasta la componente minerale vulcanica, esemplificandone la strutture, agile ma semplice.
Lacryma Christi rosso vigna lapillo 2019
Tannico e astringente, chiama fortemente la tavola.
Casa Setaro
Pietrafumante brut nature 2017
Caprettone dosage zero, veramente difficile senza l’apporto di un companatico.
Vesuvio caprettone aryete 2020
Inizialmente la parte agrumata e solare predomina, con note di ginestra, mandarino, salvia. Sul finale esce fuori una parte sulfurea e salata che rende la beva molto più interessante
Vesuvio contrada 61 37 2019
Vino dal nome apparentemente esoterico, in realtà non potendo a norma di legge apporre il nome della zona dove è situata la vigna (bosco del monaco) allora utilizzano i numeri della smorfia (61 bosco 37 monaco). Il vino è parte di un progetto ambizioso e con questa versione queste ambizioni sembrano veramente ben riposte. Inizialmente imbrigliato da note cupe e minerali con l’apporto di ossigeno si amplia lo spettro olfattivo a fiori di zagara, susine mature, frutta della passione. Chiusura salata e verticale
Vesuvio piedirosso Fuocoallegro 2020
Piedirosso vesuviano dotato di tanta materia ma anche una struttura agile e dinamica, frutta rossa matura, spinta acida, pepe nero macinato fresco.
Agnanum
CF falanghina 2021
La falanghina flegrea più “montana”. Minerale, rocciosa, sulfurea, salata, fibrosa. Un edizione che promette longevità e soddisfazioni per chi saprà aspettare.
CF piedirosso pe’e’palummo 2021
Riconoscibilissimo per quella decisa nota terrosa e speziata, macchia mediterranea, arancia rossa. Finale lungo e in crescendo, ottima versione.
Farro
CF falanghina terra casata 2021
Semplicino e monodimensionale sia nello spettro olfattivo decisamente caratterizzato da un bouquet floreale dolcino che in quello gustativo dove il fiore torna a imperversare.
CF piedirosso 2020
Tanta ciccia ma ben bilanciata, il tocco di fumè rende la beva molto interessante
Angelina Quaranta
CF falanghina vigne di Parthenope 2021
L’azienda sotto diverse vesti è operativa dal 2002, ma solo oggi mi è dato assaggiare qualcosa quindi la catalogo come novità… positiva, infatti il vino è fresco e scorrevole, note minerali e gessose, succo di mandarino, sale, rosmarino. Finale lungo e dinamico.
Cantine dell’Averno
CF falanghina 2021
Naso arioso e espressivo, note di marna e erbe spontanee. Bocca che in parte mantiene le premesse positive, chiusura su un insistita nota di rosmarino che ne pregiudica parzialmente la complessità.
Mario Portolano
CF falanghina 2021
La aspettavo con curiosità perché guardo a questa azienda (rossista) con un pizzico di benevolenza. Purtroppo anche quest’anno il bianco aziendale è poco reattivo, un po’ bolso e seduto su note sulfuree insistite e insistenti non controbilanciate adeguatamente.
CF piedirosso 2021
Molto espressivo, fruttini rossi, iodio, pepe nero, finale leggerino.
Cantine Carputo
CF falanghina collina viticella 2021
Buono l’equilibrio fra la parte iodata e terrosa e la parte più fruttata e calda. Finale inaspettatamente lungo e solare.
Astroni
CF falanghina colle imperatrice 2021
Versione fresca e agile, note saline, erbe spontanee mirto e salvia. Finale citrino ma con giudizio
CF tenuta Jossa 2020
Vino che ambisce a essere manifesto del territorio flegreo, staccandosi dalla matrimonio inscindibile con la falanghina. Qui infatti il vitigno principe della zona si sposa pariteticamente al fiano. Vinificazione e maturazione avvengono in anfora. Il vino è senza dubbio giovanissimo, ma già intuibile sia la profondità che la tensione a una lunga evoluzione. Al momento la sua austerità lascia trapelare una decisa trama, salata e sulfurea quasi fibrosa, con un finale da angiporto.
CF piedirosso tenuta Camaldoli 2017
Se non peccasse per una chiusura repentina sarebbe buonissimo, pepe nero, chiodi di garofano, sale, aria.
Salvatore Martusciello
CF falanghina settevulcani 2021
Vino ben costruito, tra note gialle di cedro candito e note verdi di timo e maggiorana. Difetta di lunghezza ma potrà essere un buon partner di serate all’insegna dello spaghetto con le vongole
Cantine del mare
CF falanghina 2020
Piccola grande bottiglia, sale marino, frutta bianca matura, macchia mediterranea, tensione e verticalità, tutto in equilibrio. Un paio di bottiglie le acquisterò
CF falanghina torrefumo 2019
A differenza del fratello minore qui la parte iodata prende la scena lasciando le briciole a una timida vena linfatica, chiusura coerente con tanto sale e idrocarburo.
CF piedirosso terrazze romane 2020
Elegante, note di frutti di bosco, macchia mediterranea e una scia salina finale.
CF piedirosso ris. Sorbo rosso 2018
Naso foxy, bocca meglio composta, balsamico e iodato con un finale di inaspettata dolcezza.
La Sibilla
CF falanghina cruna Delago 2020
Naso fra i più belli della giornata, un agrumeto in piena fioritura. Bocca coerente dove però le note agrumate devono dividere il proscenio con sensazioni minerali e iodate, chiusura citrina. Vino giovanissimo
CF piedirosso vigna madre 2020
Poco convincente, sembra che in questo momento ogni componente del vino vada un po’ per conto proprio.
Contrada Salandra
CF falanghina 2019
Come sempre, vino peculiare. A un naso un po’ impreciso e sfocato fa da contraltare una bocca di grande incisività, note fibrose e cerealicole, mirto e liquirizia dolce.
CF piedirosso 2018
Tanto sporchino è il naso quanto invece convincente è il sorso. Terra bagnata, erba sfalciata, peperoncino di giusta potenza, si avverte in lontananza un eco sulfureo. Chiusura di media intensità.
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