Due mondi che non si parlano

Uno spazio per tutti, esperti o meno, appassionati o semplicemente incuriositi dall'affascinante mondo del vino: domande, idee, opinioni...
gbaenergiaeco10
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 26 nov 2019 17:44

vinogodi ha scritto:
Candidoshark ha scritto:
vinogodi ha scritto:
gbaenergiaeco10 ha scritto:
alì65 ha scritto:ma perchè la maggior parte dei cugini fa vino naturale, bio, biodinamico (chiamatelo come cazzo volete) da anni, tanti anni senza farlo pesare e senza raccontare storie, buono, molto buono....c'è qualcosa che non torna
se penso a molti della costa che fanno syrah puri come nessun'altro, in modo naturale che noi lo possiamo solo sognare, le palle ancora mi girano...come diceva il Paolo Conte.....ma stavolta in maniera inversa


mi permetto di fare un appunto Claudio: tra il naturale e il bio c'è una galassia di differenza..che io sappia nel bio ci si può mettere le stesse cose che si aggiungono ai convenzionali (idem per i trattamenti in vigna) solo che ci sono limiti più bassi..nel naturale non si mette una cippa in vigna (non si diserba mai...a differenza della conduzione "ragionata" francese..) e ovviamente non si mette nulla in cantina..ho bevuto di recente il franciacorta 30 lune di nicola gatta (naturale/biodinamico) di una pulizia estrema..e sul retro etichetta sono indicati a penna i mg di solforosa, circa 37 (non endogena, ma quella che si crea naturalmente con la fermentazione)..secondo me però è giusto distinguersi da un mercato che è esagerato all'opposto..ovverosia il c.d. vino industriale..perchè saremmo di fronte a due modi di lavorare completamente diversi...

Sull'Ageno: la mia opinione è che se si incappa nella bottiglia giusta (e lo ammetto, mi è capitato di rado) si fa una bella bevuta..però credo che tutto sommato sia un po' sopravvalutato..a giusto personale rimanendo nel genere "macerati" prediligo altre cose.

Sulla questione vini naturali: quello che a me da un po' fastidio di chi va contro a questa filosofia è la generalizzazione...ci sono vini naturali (ITALIANI, NON FRANCESI) pulitissimi, fatti stra bene, ma soprattutto senza bandiera (ovverosia: non è che mettano i cartelli "io faccio naturale e tu non sei nessuno"...)..mi vengono subito in mente i vini di Marco Merli, Alessandro Viola, Tiberi, Foradori, Etnella, l'erta di radda (chianti per me pazzesco), il su citato nicola gatta...insomma ce n'è...e io credo che la parte "buona" non invasata di questa "rivoluzione naturale" stia arricchendo e non poco il mondo del vino
..sarò politically correct , per cui con la proverbiale pacatezza e arzigogolo lessicale mi esprimerò, come concetto di base : IL VINO NATURALE, DAL PUNTO DI VISTA ETIMOLOGICO , E' LA Più GRANDE CAZZATA ESPRIMIBILE ... perché, ribadisco , il "vino naturale" come termine andrebbe eliminato come grave frode in commercio e fuorviante , concettualmente , rispetto all' utilizzatore ... perché "naturale" non vuol dire nulla , soprattutto parlando di vino , e fregiarsi di questo termine inventato , sarebbe come se scrivessi su una confezione di merendine " cibo sano". Sta parlando il biologo alimentare , quello dell'agricoltura sostenibile , quello che vorrebbe un mondo pulito lasciato ai propri eredi , non una pattumiera ... ma cosa c'entra tutto ciò con una categoria , vini "naturali" innaturale concettualmente perché inesistente e solo bandiera del nulla cosmico? ... Bio? Benissimo : hai un protocollo da seguire e enti certificatori di parte terza che stabiliscono che quel protocollo , condiviso e ammesso dalle autorità competenti , venga rispettato in tutti i suoi dettami, compresi i bilanci di massa produttivi e dati di evidenza oggettiva . Biodinamico? OK , hai comunque riferimenti specifici da seguire e , anche se non concordo su alcuni aspetti esoterici discutibili o solo concettuosi (non concettuali) , passi pure ... comunque , anche in questa maniera si riesce a lavorare alla grande , se tecnicamente e culturalmente all'altezza , guarda la Borgogna , che è in pratica tutta certificata biodinamica , quindi son bravi loro ... da noi no , scusami tanto, si cavalca solo l'onda di psicosi collettiva che vuole il convenzionale autore delle più gravi malattie degenerative e incurabili , dell'inquinamento globale e dei terremoti ed alluvioni , per cui se faccio "vino naturale" sono da santificare e gratificare commercialmente , perché anche se incostante, con alcuni vini che fanno schifo, difettati, tecnicamente non all'altezza , ho etichetta e patente tale da giustificare ideologicamente la mia esistenza. Cazzate. Un po' di senso del limite non guasterebbe ...
Tornando a noi , il fatto che "ogni tanto anche dagli estremisti Vinnaturisti italici si beva qualcosa di decente", te ne rendo atto ... ma credi che la costanza qualitativa , frutto anche di capacità tecnica , sia un dono trascendentale e occasionale ed ogni bottiglia debba fare storia a se ed ogni apertura una specie di sorpresa tipo uovo di Pasqua con tanto di stupore se potabile e altrettanto scoramento se puzza di merda (oppardon ... de Merde de poulet ...) o tanfa di fogna oppure ossidato oppure con acetaldeidi alle stelle ... ma suvvia ... vabbene l'ideologia , ma cerchiamo di rimanere con i piedi per terra


Il vino naturale può anche essere una cazzata ma bisognerebbe andare oltre il termine che vuole solo indicare la genuinità del prodotto .....e non la sua perfetta fattura

Una merenda sana ...potrebbe chiamarsi così se contenesse solo farina , lievito , uova , miele stop non certo se contenesse emulsionanti, agenti lievitati difosfati, carbonati di sodio , carbonati di ammonio aromi vari ......e tutto quello che l industria dolciaria consente.

Però magari ci sono persone che questo tipo di alimenti li trovano sani......

CHe ci siano produttori di vino "naturale " che producono vini difettosi questo è un dato di fatto ma non per questo si può affermare che il vino naturale faccia tutto schifo , ce ne sono tanti altri (basterebbe assaggiarli) che lavorano con impegno a cui andrebbe data una medaglia per i rischi che si accollano sulle loro produzioni
Così come non si può pretendere che il vino "naturale"sia sempre lo stesso di anno in anno ....anche perché le variabili in campagna sono molteplici e condizionano la fattura del prodotto.( lo si può sperimentare praticamente con un orto ....)

Certo che è facile fare i fenomeni quando in cantina puoi "costruire "con tutto quello che ti pare
E avere la certezza di un prodotto tecnicamente perfetto( Tavernello docet. ) e stare con il culo parato ....

E quindi ? La stoppa fa vini difettati? Basta non comprarli se è una costante del produttore
Perché nessuno è perfetto e sbagliare è umano poi certo se uno non fa nulla non sbaglia mai.

Anche per quanto riguarda la Biodinamica , che per carità può essere discutibile quanto vi pare , penso sia solo un metodo di coltivazione alternativo e pulito rispetto a quello che l'industria agricola propone ormai da più 100 anni . I frutti perfetti in natura non esistono ......100 anni fa non esistevano
Così come non esistevano tutti della stessa misura tutti con la buccia lucida e perfetta .poi però se non sa di una cippa.........pazienza L importante è che sia perfetto ?

Chissà come mai le gradi caste vitivinicole non vogliono che si metta in etichetta le sostanze utilizzate durante la vinificazione ?

Il vino è un alimento a tutti gli effetti e come tale dovrebbe riportare in etichetta tutte le sostanze utilizzate , in alcuni casi anche la percentuale di uva :mrgreen:
...bene : faccio una lista , visto che ti piace il termine "naturale" (che a me fa schifo concettualmente riferito al vino , non al significato) . Però devi convenire che ogni termine ha il suo opposto , guarda sul vocabolario , quello che vuoi , o su internet . Quello di "naturale" puoi scegliere fra "innaturale" - "falso" " - "soprannaturale" - " contraffatto" - " adulterato" - "falsificato" . Scegli tu , perché "convenzionale" non è l'opposto di "naturale" . Io metto i "convenzionali" dichiarati , tu metti i "naturali"

semplifico , ne scelgo solo 10 , fra i famosi falsi o , meglio ...
CONTRAFFATTI:
- Conterno
- Giacosa
- Roagna
- Biondi Santi
- Gaja
- Miani
- Mascarello
- Quintarelli
- DalForno
- Soldera

NATURALI (fai tu l'elenco):


ne metto uno tra i naturali e faccio scoppiare la bomba definitiva: TEOBALDO RIVELLA :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Lorenzo
giodiui
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda giodiui » 26 nov 2019 17:49

Ma scusate, è poi così importante come si chiamano? Naturali è un'etichetta convenzionale che fa il suo sano mestiere per identificare una tendenza. Preso in senso letterale non vuol dire nulla, ma convenzionale non è che voglia dire molto di più, se vogliamo dire che i vini citati da Marco sono 'convenzionali', in che senso?
Però mi pare che la linea di ricerca sia chiara: ridurre quanto possibile l'intervento chimico, meccanico, artificiale, chiamatelo come volete.
I vini 'naturali', almeno in linea di principio, non dovrebbero subire chiarifica, filtrazione, aggiunte di lieviti non indigeni, stabilizzanti e quanto altro si può utilizzare nella produzione del vino.
Credo che il concetto abbia l'utilità, se non altro, di mettere l'accento sul lavoro in cantina, visto che come è stato detto il biologico per l'essenziale certifica il lavoro fatto in vigna, ma lascia totale o quasi libertà di azione in cantina.

Poi credo vada anche ricordato che la stragrande maggioranza di quei vini costano (o costavano) meno di 20 euro, e che i loro competitor in quella fascia di prezzo possono subire livelli di adulterazione che non sono quelli dei vini di alta fascia.

Presi nel loro limitato obiettivo di produrre qualcosa di buono limitando l'intervento umano all'indispensabile secondo me rapprsentano una bella sfida, non sempre vinta. Ma in fondo è come la frutta biologica: spesso piccola e difettata. A volte la si compra perché comunque è più buona, a volte perché si crede che andare in quella direzione faccia bene a tutti noi.
E comunque credo sia abbastanza incontrovertibile che è anche grazie a questo movimento se la coltivazione 'convenzionale' di oggi è molto più sostenibile di quella di 20 anni fa. E' innegabile che hanno sensibilizzato l'opinione all'importanza di bere sano, e questo è un risultato di cui gli va dato atto. Ciò detto, stasera berrò un convenzionale....
Candidoshark
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda Candidoshark » 26 nov 2019 18:50

vinogodi ha scritto:
Candidoshark ha scritto:
vinogodi ha scritto:
gbaenergiaeco10 ha scritto:
alì65 ha scritto:ma perchè la maggior parte dei cugini fa vino naturale, bio, biodinamico (chiamatelo come cazzo volete) da anni, tanti anni senza farlo pesare e senza raccontare storie, buono, molto buono....c'è qualcosa che non torna
se penso a molti della costa che fanno syrah puri come nessun'altro, in modo naturale che noi lo possiamo solo sognare, le palle ancora mi girano...come diceva il Paolo Conte.....ma stavolta in maniera inversa


mi permetto di fare un appunto Claudio: tra il naturale e il bio c'è una galassia di differenza..che io sappia nel bio ci si può mettere le stesse cose che si aggiungono ai convenzionali (idem per i trattamenti in vigna) solo che ci sono limiti più bassi..nel naturale non si mette una cippa in vigna (non si diserba mai...a differenza della conduzione "ragionata" francese..) e ovviamente non si mette nulla in cantina..ho bevuto di recente il franciacorta 30 lune di nicola gatta (naturale/biodinamico) di una pulizia estrema..e sul retro etichetta sono indicati a penna i mg di solforosa, circa 37 (non endogena, ma quella che si crea naturalmente con la fermentazione)..secondo me però è giusto distinguersi da un mercato che è esagerato all'opposto..ovverosia il c.d. vino industriale..perchè saremmo di fronte a due modi di lavorare completamente diversi...

Sull'Ageno: la mia opinione è che se si incappa nella bottiglia giusta (e lo ammetto, mi è capitato di rado) si fa una bella bevuta..però credo che tutto sommato sia un po' sopravvalutato..a giusto personale rimanendo nel genere "macerati" prediligo altre cose.

Sulla questione vini naturali: quello che a me da un po' fastidio di chi va contro a questa filosofia è la generalizzazione...ci sono vini naturali (ITALIANI, NON FRANCESI) pulitissimi, fatti stra bene, ma soprattutto senza bandiera (ovverosia: non è che mettano i cartelli "io faccio naturale e tu non sei nessuno"...)..mi vengono subito in mente i vini di Marco Merli, Alessandro Viola, Tiberi, Foradori, Etnella, l'erta di radda (chianti per me pazzesco), il su citato nicola gatta...insomma ce n'è...e io credo che la parte "buona" non invasata di questa "rivoluzione naturale" stia arricchendo e non poco il mondo del vino
..sarò politically correct , per cui con la proverbiale pacatezza e arzigogolo lessicale mi esprimerò, come concetto di base : IL VINO NATURALE, DAL PUNTO DI VISTA ETIMOLOGICO , E' LA Più GRANDE CAZZATA ESPRIMIBILE ... perché, ribadisco , il "vino naturale" come termine andrebbe eliminato come grave frode in commercio e fuorviante , concettualmente , rispetto all' utilizzatore ... perché "naturale" non vuol dire nulla , soprattutto parlando di vino , e fregiarsi di questo termine inventato , sarebbe come se scrivessi su una confezione di merendine " cibo sano". Sta parlando il biologo alimentare , quello dell'agricoltura sostenibile , quello che vorrebbe un mondo pulito lasciato ai propri eredi , non una pattumiera ... ma cosa c'entra tutto ciò con una categoria , vini "naturali" innaturale concettualmente perché inesistente e solo bandiera del nulla cosmico? ... Bio? Benissimo : hai un protocollo da seguire e enti certificatori di parte terza che stabiliscono che quel protocollo , condiviso e ammesso dalle autorità competenti , venga rispettato in tutti i suoi dettami, compresi i bilanci di massa produttivi e dati di evidenza oggettiva . Biodinamico? OK , hai comunque riferimenti specifici da seguire e , anche se non concordo su alcuni aspetti esoterici discutibili o solo concettuosi (non concettuali) , passi pure ... comunque , anche in questa maniera si riesce a lavorare alla grande , se tecnicamente e culturalmente all'altezza , guarda la Borgogna , che è in pratica tutta certificata biodinamica , quindi son bravi loro ... da noi no , scusami tanto, si cavalca solo l'onda di psicosi collettiva che vuole il convenzionale autore delle più gravi malattie degenerative e incurabili , dell'inquinamento globale e dei terremoti ed alluvioni , per cui se faccio "vino naturale" sono da santificare e gratificare commercialmente , perché anche se incostante, con alcuni vini che fanno schifo, difettati, tecnicamente non all'altezza , ho etichetta e patente tale da giustificare ideologicamente la mia esistenza. Cazzate. Un po' di senso del limite non guasterebbe ...
Tornando a noi , il fatto che "ogni tanto anche dagli estremisti Vinnaturisti italici si beva qualcosa di decente", te ne rendo atto ... ma credi che la costanza qualitativa , frutto anche di capacità tecnica , sia un dono trascendentale e occasionale ed ogni bottiglia debba fare storia a se ed ogni apertura una specie di sorpresa tipo uovo di Pasqua con tanto di stupore se potabile e altrettanto scoramento se puzza di merda (oppardon ... de Merde de poulet ...) o tanfa di fogna oppure ossidato oppure con acetaldeidi alle stelle ... ma suvvia ... vabbene l'ideologia , ma cerchiamo di rimanere con i piedi per terra


Il vino naturale può anche essere una cazzata ma bisognerebbe andare oltre il termine che vuole solo indicare la genuinità del prodotto .....e non la sua perfetta fattura

Una merenda sana ...potrebbe chiamarsi così se contenesse solo farina , lievito , uova , miele stop non certo se contenesse emulsionanti, agenti lievitati difosfati, carbonati di sodio , carbonati di ammonio aromi vari ......e tutto quello che l industria dolciaria consente.

Però magari ci sono persone che questo tipo di alimenti li trovano sani......

CHe ci siano produttori di vino "naturale " che producono vini difettosi questo è un dato di fatto ma non per questo si può affermare che il vino naturale faccia tutto schifo , ce ne sono tanti altri (basterebbe assaggiarli) che lavorano con impegno a cui andrebbe data una medaglia per i rischi che si accollano sulle loro produzioni
Così come non si può pretendere che il vino "naturale"sia sempre lo stesso di anno in anno ....anche perché le variabili in campagna sono molteplici e condizionano la fattura del prodotto.( lo si può sperimentare praticamente con un orto ....)

Certo che è facile fare i fenomeni quando in cantina puoi "costruire "con tutto quello che ti pare
E avere la certezza di un prodotto tecnicamente perfetto( Tavernello docet. ) e stare con il culo parato ....

E quindi ? La stoppa fa vini difettati? Basta non comprarli se è una costante del produttore
Perché nessuno è perfetto e sbagliare è umano poi certo se uno non fa nulla non sbaglia mai.

Anche per quanto riguarda la Biodinamica , che per carità può essere discutibile quanto vi pare , penso sia solo un metodo di coltivazione alternativo e pulito rispetto a quello che l'industria agricola propone ormai da più 100 anni . I frutti perfetti in natura non esistono ......100 anni fa non esistevano
Così come non esistevano tutti della stessa misura tutti con la buccia lucida e perfetta .poi però se non sa di una cippa.........pazienza L importante è che sia perfetto ?

Chissà come mai le gradi caste vitivinicole non vogliono che si metta in etichetta le sostanze utilizzate durante la vinificazione ?

Il vino è un alimento a tutti gli effetti e come tale dovrebbe riportare in etichetta tutte le sostanze utilizzate , in alcuni casi anche la percentuale di uva :mrgreen:
...bene : faccio una lista , visto che ti piace il termine "naturale" (che a me fa schifo concettualmente riferito al vino , non al significato) . Però devi convenire che ogni termine ha il suo opposto , guarda sul vocabolario , quello che vuoi , o su internet . Quello di "naturale" puoi scegliere fra "innaturale" - "falso" " - "soprannaturale" - " contraffatto" - " adulterato" - "falsificato" . Scegli tu , perché "convenzionale" non è l'opposto di "naturale" . Io metto i "convenzionali" dichiarati , tu metti i "naturali"

semplifico , ne scelgo solo 10 , fra i famosi falsi o , meglio ...
CONTRAFFATTI:
- Conterno
- Giacosa
- Roagna
- Biondi Santi
- Gaja
- Miani
- Mascarello
- Quintarelli
- DalForno
- Soldera

NATURALI (fai tu l'elenco):


Scusa ma non capisco il senso dell elenco ? A cosa servirebbe ?
Premetto che conosco i produttori da te citati per la loro fama ...sono riuscito a berne ben pochi
Ma credo che alcuni di loro (Roagna, Soldera e forse Mascarello ) potrebbero essere considerati "naturali".

Che poi faccio anche questa riflessione : un grande produttore che produce un vino super costoso , super acclamato , super ricercato e che ricorre alla chimica in cantina ......che tipo di appagamento può avere oltre che quello dato dal denaro ?
Sarebbe molto più gratificante che quel vino fosse grande grazie all'impegno che si è profuso nella coltivazione della vigna che fa si di avere un prodotto eccellente che non necessita di alcun tipo di "trattamento ", che lo si riesca a lavorare nel rispetto del frutto senza essere invasivi.

Perché una bella donna é bella anche senza trucco , senza abiti firmati , senza tacchi ......è bella perché non la fanno diventare bella ....ma perché lo è.

Per ritornare al tuo discorso di produttori penso a Pian dell' Orino ( biodinamica), Gravner (biodinamica) , Amerighi ( biodinamica), Musella ( biodinamica), Fabbrica di San Martino( biodinamica), Patrick Uccelli ( biodinamica), Duemani (biodinamica).

Ma ce ne sono tantissimi che lavorano molto bene .

Che poi se ci pensiamo bene e più facile sbagliare senza aiuto della chimica ....a volte basta nulla

Difficile che uno anneghi con il salvagente
vinogodi
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda vinogodi » 26 nov 2019 19:55

... Il senso dell' elenco? Una provocazione, non capisco perché non vuoi capire. Che quelli che citi siano produttori che adottano agricoltura sostenibile e poco interventismo tecnico in cantina, non vuol dire un beneamato cazxo rispetto al concetto di appropriarsi...impropriamente di un termine pretestuoso e fuorviante per classificarsi e etichettarsi nei confronti di un pubblico per lo più ignaro. Ripeto, stai parlando con uno che fa dell' agricoltura sostenibile la propria bandiera e ideale. Perché se tu fai credere che produci un vino " naturale", sottintendi che chi non aderisce alla tua schematizzazione farlocca fa vini discutibili se non contraffatti o per lo meno dannosi, se non alla salute ( sottinteso) almeno all' ambiente. Messaggio che, scusami , è quanto di più disonesto intellettualmente possa passare. Se fossi in un produttore ( quelli della mia lista, ad esempio) denumcerei tutti i lossignori che si etichettano " vinnaturisti" per lo meno come concorrenza sleale, oltre ai danni di immagine per il messaggio che mandi, rispetto a produttori che non si sentono di definirsi " naturali", ma che lavorano egualmente bene, se non meglio, anche senza etichetta salvamondo attaccata alla nuca...
Nonostante non ne abbiano certo bisogno commercialmente, perché il loro vino, buono davvero, è già esaurito in assegnazione, non hanno bisogno di etichette ideologicamente farlocche per promuovere la propria produzione...capisci ora? Non ce l' ho con i produttori bravi, seri e rispettosi dell' ambiente ma con chi tenta di appropriarsi di una etichetta insostenibile , quella impropriamente definita, per un vino, " naturale" , utilizzata per lo più per crearsi una identità e riconoscibilita' ad utilizzo commerciale, nella migliore delle ipotesi, oppure, semplicemente, per prendere per il culo il mondo dei beventi con una patente che , in fondo, la si ottiene senza passare nessun esame ...certificativo ( chi controlla chi è naturale e chi artificiale?) ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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eno
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda eno » 26 nov 2019 20:49

gbaenergiaeco10 ha scritto:
eno ha scritto:[quote="

mi permetto di fare un appunto Claudio: tra il naturale e il bio c'è una galassia di differenza..che io sappia nel bio ci si può mettere le stesse cose che si aggiungono ai convenzionali (idem per i trattamenti in vigna) solo che ci sono limiti più bassi..


Ti sbagli di grosso....


eddai, in cantina puoi divertirti un po' quanto ti pare....copio e incollo dal regolamento

Tipo di trattamento a norma dell'allegato I A del
regolamento (CE) n. 606/2009 Nome del prodotto o della sostanza Condizioni e restrizioni specifiche nei limiti e alle condizioni di cui al regolamento (CE) n. 1234/2007 e al regolamento (CE) n. 606/2009
Punto 1: Utilizzo per arieggiamento o ossigenazione — Aria — Ossigeno gassoso
Punto 3: Centrifugazione e filtrazione — Perlite
— Cellulosa
— Terra di diatomee
Uso esclusivamente come coadiuvante di filtrazione inerte
Punto 4: Utilizzo per creare un'atmosfera
inerte e manipolare il prodotto al riparo dall'aria
— Azoto
— Anidride carbonica
— Argo
Punti 5, 15 e 21: Utilizzo — Lieviti (1)
Punto 6: Utilizzo — Fosfato diammonico
— Dicloridrato di tiamina
Punto 7: Utilizzo — Anidride solforosa
— Bisolfito di potassio o metabisolfito di
potassio
a) Il tenore massimo di anidride solforosa non deve superare 100 mg/l per i vini rossi, come prescritto dall'allegato I B, parte A, punto 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 606/2009, se il tenore di zuccheri residui è
inferiore a 2 g/l;
b) il tenore massimo di anidride solforosa non deve superare 150 mg/l per i vini bianchi e rosati, come prescritto
dall'allegato I B, parte A, punto 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 606/2009, se il tenore di zuccheri residui
è inferiore a 2 g/l;
c) per tutti gli altri vini, il tenore massimo di anidride solforosa fissato a norma dell'allegato I B del regolamento
(CE) n. 606/2009 al 1o agosto 2010 è ridotto di 30 mg/l.
Punto 9: Utilizzo — Carbone per uso enologico
Punto 10: Chiarificazione — Gelatina alimentare (2)
— Proteine vegetali ottenute da frumento o
piselli (2)
— Colla di pesce (2)
— Ovoalbumina (2)
— Tannini (2)
— Caseina
— Caseinato di potassio
— Diossido di silicio
— Bentonite
— Enzimi pectolitici
IT L 71/46 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 9.3.2012
Tipo di trattamento a norma dell'allegato I A del
regolamento (CE) n. 606/2009 Nome del prodotto o della sostanza Condizioni e restrizioni specifiche nei limiti e alle condizioni di cui al regolamento (CE) n. 1234/2007 e al regolamento (CE) n. 606/2009
Punto 12: Utilizzo per l'acidificazione — Acido lattico
— Acido L (+) tartarico
Punto 13: Utilizzo per la disacidificazione — Acido L (+) tartarico
— Carbonato di calcio
— Tartrato neutro di potassio
— Bicarbonato di potassio
Punto 14: Aggiunta — Resina di pino di Aleppo
Punto 17: Utilizzo — Batteri lattici
Punto 19: Aggiunta — Acido L-ascorbico
Punto 22: Utilizzo per gorgogliamento — Azoto
Punto 23: Aggiunta — Anidride carbonica
Punto 24: Aggiunta per la stabilizzazione del
vino
— Acido citrico
Punto 25: Aggiunta — Tannini (2)
Punto 27: Aggiunta — Acido metatartarico
Punto 28: Utilizzo — Gomma d'acacia (gomma arabica) (2)
Punto 30: Utilizzo — Bitartrato di potassio
Punto 31: Utilizzo — Citrato rameico
Punto 31: Utilizzo — Solfato di rame Autorizzato fino al 31 luglio 2015
Punto 38: Utilizzo — Pezzi di legno di quercia
Punto 39: Utilizzo — Alginato di potassio
Tipo di trattamento a norma dell'allegato III,
punto A. 2, lettera b), del regolamento (CE)
n. 606/2009
— Solfato di calcio Solo per “vino generoso” o “vino generoso de licor”



Hai scritto che nel bio puoi usare le stesse cose del convenzionale, in cantina come in vigna, solo a dosi inferiori. Sbagliato, tutto qui
Candidoshark
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Iscritto il: 22 gen 2017 21:16

Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda Candidoshark » 26 nov 2019 21:30

vinogodi ha scritto:... Il senso dell' elenco? Una provocazione, non capisco perché non vuoi capire. Che quelli che citi siano produttori che adottano agricoltura sostenibile e poco interventismo tecnico in cantina, non vuol dire un beneamato cazxo rispetto al concetto di appropriarsi...impropriamente di un termine pretestuoso e fuorviante per classificarsi e etichettarsi nei confronti di un pubblico per lo più ignaro. Ripeto, stai parlando con uno che fa dell' agricoltura sostenibile la propria bandiera e ideale. Perché se tu fai credere che produci un vino " naturale", sottintendi che chi non aderisce alla tua schematizzazione farlocca fa vini discutibili se non contraffatti o per lo meno dannosi, se non alla salute ( sottinteso) almeno all' ambiente. Messaggio che, scusami , è quanto di più disonesto intellettualmente possa passare. Se fossi in un produttore ( quelli della mia lista, ad esempio) denumcerei tutti i lossignori che si etichettano " vinnaturisti" per lo meno come concorrenza sleale, oltre ai danni di immagine per il messaggio che mandi, rispetto a produttori che non si sentono di definirsi " naturali", ma che lavorano egualmente bene, se non meglio, anche senza etichetta salvamondo attaccata alla nuca...
Nonostante non ne abbiano certo bisogno commercialmente, perché il loro vino, buono davvero, è già esaurito in assegnazione, non hanno bisogno di etichette ideologicamente farlocche per promuovere la propria produzione...capisci ora? Non ce l' ho con i produttori bravi, seri e rispettosi dell' ambiente ma con chi tenta di appropriarsi di una etichetta insostenibile , quella impropriamente definita, per un vino, " naturale" , utilizzata per lo più per crearsi una identità e riconoscibilita' ad utilizzo commerciale, nella migliore delle ipotesi, oppure, semplicemente, per prendere per il culo il mondo dei beventi con una patente che , in fondo, la si ottiene senza passare nessun esame ...certificativo ( chi controlla chi è naturale e chi artificiale?) ...


Penso che "naturale" indichi un protocollo di produzione ....che si sta tentando di approntare ...
UN po'come il "bio" .....lci sono uova bio e uova , insalata bio e insalata , mele bio e mele ........
Penso che la differenza sia chiara .....sta nel processo produttivo , dove magari per gli ortaggi è stata realizzata e per il vino è in fase di realizzazione , magari ci vorrà ancora un Po di tempo.......ma l'idea è quella.
Che poi la certificazione arriva fino ad un certo punto , perché anche nel "bio" ci sono i furbetti come in ogni cosa ....l occasione fa l'uomo ladro , ma non si pensi che se si è certificati si possa essere in una botte di ferro.

Ma quelli che indichi che fanno "il vino buono per davvero" ...perché non si battono per mettere in etichetta cosa usano per produrre vino ?
La realtà è che ci sono produttori di vino che si sono arricchiti vendendo bottiglie a 1,50 euro e non si può sapere cosa c era o cosa ci sia dentro .......ma loro possono scrivere in etichetta vino.......
Gli altri che fanno il vino male ,con qualche puzza adesso sono demonizzati ...perché cmq si sta scaricando un sistema .

Come in ogni categoria ci sono e ci saranno sempre i disonesti nella vita di tutti i giorni e così anche nel vino ma si vuol dire che quello poveri diavoli di vinnaturisti sono tra i più disonesti ?
Dai su......
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda Alberto » 26 nov 2019 21:40

zampaflex ha scritto:Sauvignon di Mfdfpghrd, quello con la ricettina

Occhio che parte la querela Lucià... :roll: :wink:
Ultima modifica di Alberto il 27 nov 2019 08:10, modificato 1 volta in totale.
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda Alberto » 26 nov 2019 21:43

vinogodi ha scritto:guarda la Borgogna , che è in pratica tutta certificata biodinamica

:lol:
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda vinogodi » 26 nov 2019 21:46

...guarda che chi ci perderà di più in una " etichetta parlante" saranno l' 83,4% dei vinnaturisti che dovranno smettere di sparare cazzate sulle pratiche " che non usano" in cantina. Perché ne conosco parecchi che " col cazxo che negli anni che piove troppo oppure fa un tempo infame non faccio trattamenti e l' aiutino in cantina è d' obbligo, devo anche mangiare e non far fallire l' impresa." .. Non dimenticarti che mio padre era enologo e tutti i giorni si parlava di quello che si doveva fare o non fare in cantina e vigna per produrre un vino commercialmente spendibile... 8)
Ultima modifica di vinogodi il 26 nov 2019 21:49, modificato 1 volta in totale.
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda vinogodi » 26 nov 2019 21:48

:?: :?:
Alberto ha scritto:
vinogodi ha scritto:guarda la Borgogna , che è in pratica tutta certificata biodinamica

:lol:
...buona parte? 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda Alberto » 26 nov 2019 21:55

vinogodi ha scritto::?: :?:
Alberto ha scritto:
vinogodi ha scritto:guarda la Borgogna , che è in pratica tutta certificata biodinamica

:lol:
...buona parte? 8)

Tanti dei migliori e degli emergenti, di certo...come nel resto della Francia, credo. :wink:
Certo in Borgogna c'è sempre la questione (spinosa) della zolletta di zucchero per tirarsi su al bisogno...della quale neppure il totem DRC (che pure mi pare usi preparati biodinamici) mi risulta essere totalmente immune.
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda Alberto » 26 nov 2019 22:01

vinogodi ha scritto:...guarda che chi ci perderà di più in una " etichetta parlante" saranno l' 83,4% dei vinnaturisti che dovranno smettere di sparare cazzate sulle pratiche " che non usano" in cantina. Perché ne conosco parecchi che " col cazxo che negli anni che piove troppo oppure fa un tempo infame non faccio trattamenti e l' aiutino in cantina è d' obbligo, devo anche mangiare e non far fallire l' impresa." .. Non dimenticarti che mio padre era enologo e tutti i giorni si parlava di quello che si doveva fare o non fare in cantina e vigna per produrre un vino commercialmente spendibile... 8)

Chi ne sa di più di me, mi spiega per cortesia cosa vuol dire "non fare trattamenti"? Se diventa sinonimo di "non usare veleni" è un conto, però in biodinamica i trattamenti coi preparati (che sono parecchi) si fanno eccome.... :roll:
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda vinogodi » 26 nov 2019 23:37

Alberto ha scritto:
vinogodi ha scritto:...guarda che chi ci perderà di più in una " etichetta parlante" saranno l' 83,4% dei vinnaturisti che dovranno smettere di sparare cazzate sulle pratiche " che non usano" in cantina. Perché ne conosco parecchi che " col cazxo che negli anni che piove troppo oppure fa un tempo infame non faccio trattamenti e l' aiutino in cantina è d' obbligo, devo anche mangiare e non far fallire l' impresa." .. Non dimenticarti che mio padre era enologo e tutti i giorni si parlava di quello che si doveva fare o non fare in cantina e vigna per produrre un vino commercialmente spendibile... 8)

Chi ne sa di più di me, mi spiega per cortesia cosa vuol dire "non fare trattamenti"? Se diventa sinonimo di "non usare veleni" è un conto, però in biodinamica i trattamenti coi preparati (che sono parecchi) si fanno eccome.... :roll:

...qui mica si parla di biodinamici ma di vinnaturisti. Niente di niente: niente trattamenti in vigna, fermentazioni spontanee 100% senza controllo tecnologico né di temperatura con lieviti indigeni, autoctoni e ariani, niente additivi né coadiuvanti tecnologici in cantina compresi solforosa, solfiti e salvaslip, trasporto animale , scopata in vigna solo con metodi naturali , Ogino Knaus, coitus interruptus oppure, al massimo , preservativo costituito da budello animale epigono, per la concimazione dopo utilizzo , del biodinamico cornoletame ( infatti, in letteratura Condom- letame). ..
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda zampaflex » 27 nov 2019 00:05

Alberto ha scritto:
zampaflex ha scritto:Sauvignon di Snidarcig*, quello con la ricettina

Occhio che parte la querela Lucià... :roll: :wink:


* Hai ragione, ho sbagliato cantina! :oops:
Modifica la citazione nel tuo post, per favore.

Elenco completo qui: https://www.intravino.com/primo-piano/la-sentenza-del-processo-contro-il-sauvignon-truccato-patteggiano-tutti-gli-accusati/
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 27 nov 2019 12:22

eno ha scritto:
gbaenergiaeco10 ha scritto:
eno ha scritto:[quote="



Hai scritto che nel bio puoi usare le stesse cose del convenzionale, in cantina come in vigna, solo a dosi inferiori. Sbagliato, tutto qui


si certo, però il concetto rimane..nel bio, se voglio correggere, in cantina ho tutta la possibilità di farlo...
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 27 nov 2019 12:53

vinogodi ha scritto:... Il senso dell' elenco? Una provocazione, non capisco perché non vuoi capire. Che quelli che citi siano produttori che adottano agricoltura sostenibile e poco interventismo tecnico in cantina, non vuol dire un beneamato cazxo rispetto al concetto di appropriarsi...impropriamente di un termine pretestuoso e fuorviante per classificarsi e etichettarsi nei confronti di un pubblico per lo più ignaro. Ripeto, stai parlando con uno che fa dell' agricoltura sostenibile la propria bandiera e ideale. Perché se tu fai credere che produci un vino " naturale", sottintendi che chi non aderisce alla tua schematizzazione farlocca fa vini discutibili se non contraffatti o per lo meno dannosi, se non alla salute ( sottinteso) almeno all' ambiente. Messaggio che, scusami , è quanto di più disonesto intellettualmente possa passare. Se fossi in un produttore ( quelli della mia lista, ad esempio) denumcerei tutti i lossignori che si etichettano " vinnaturisti" per lo meno come concorrenza sleale, oltre ai danni di immagine per il messaggio che mandi, rispetto a produttori che non si sentono di definirsi " naturali", ma che lavorano egualmente bene, se non meglio, anche senza etichetta salvamondo attaccata alla nuca...
Nonostante non ne abbiano certo bisogno commercialmente, perché il loro vino, buono davvero, è già esaurito in assegnazione, non hanno bisogno di etichette ideologicamente farlocche per promuovere la propria produzione...capisci ora? Non ce l' ho con i produttori bravi, seri e rispettosi dell' ambiente ma con chi tenta di appropriarsi di una etichetta insostenibile , quella impropriamente definita, per un vino, " naturale" , utilizzata per lo più per crearsi una identità e riconoscibilita' ad utilizzo commerciale, nella migliore delle ipotesi, oppure, semplicemente, per prendere per il culo il mondo dei beventi con una patente che , in fondo, la si ottiene senza passare nessun esame ...certificativo ( chi controlla chi è naturale e chi artificiale?) ...


Non so Marco, a parer mio la tua è una visione un po' troppo dura della cosa..considera che i cosiddetti vinnaturisti in etichetta mica scrivono "vino naturale"..non scrivono proprio un bel niente..poi sui vari siti o social si raccontano, ma in questo non ci vedo niente di sleale..sto pensando ad esempio ai vini di nicola gatta..in etichetta non c'è scritto nulla di nulla..nemmeno franciacorta (cosa a mio parere sbagliata, perchè certi disciplinari sono delle briglie allucinanti, ma questo è un altro discorso)..

Capisco perfettamente il tuo ragionamento, ma professare e praticare (non millantare, attenzione) un interventismo in vigna e in cantina ridotto all'osso, se si raggiunge il risultato di fare un vino buono, credo che sia buona cosa...è una presa di coscienza, con l'obiettivo di quella sostenibilità in cui tu stesso credi..poi, c'è quello che dice di non diserbare e invece diserba? bene, quello è un disonesto..e dove sta la novità? Però a fronte di qualche ciarlatano (aimè, più di qualcuno) ci sono anche diversi produttori con la cazzimma, fatti di coerenza, integrità e onestà intellettuale.

Riflessione: questa tendenza del naturale secondo me porta il consumatore a porsi delle domande..a chiedersi cosa ci sta dietro a quel prodotto..porta non ad una minore trasparenza, ma semmai il contrario..perchè ormai ti ritrovi in cantina gli appassionati ogni tre per due, c'è maggiore attenzione da parte del mercato..c'è anche maggiore preparazione da parte del consumatore medio al quale è sempre più difficile raccontare fregnacce...al di là dell'aspetto meramente commerciale o di tendenza, io credo che questa influenza, al netto degli estremismi (vini alchemici discesi dal cielo e fatti di luce.....), porterà nel tempo ad una crescita di tutto il settore...e quindi è buona cosa no?
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda Ziliovino » 27 nov 2019 13:18

Tornando all'Ageno, la possibilità di una bottiglia problematica l'abbiamo già esclusa? va bene, vino estremo, di difficile lettura, per amatori, variabilità di bottiglia e tutto quanto, ma bottiglie direttamente da lavandino non ne ricordo... sono anni che non lo riassaggio quindi può essere cambiato tutto in cantina, ma da assaggiatore principiante era un vino che mi piaceva.
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(Anonimo, bomboletta spray su muro)

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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda vinogodi » 27 nov 2019 13:50

Ziliovino ha scritto:... ma bottiglie direttamente da lavandino non ne ricordo... .
... hai memoria corta oppure poche bevute , per cui la statistica di "fortuna e culo in sede di incostanza " aumenta a dismisura. Io che ho buona memoria ne ricordo 16 su una trentina di assaggi , volontari oppure "obbligati" ... ok , una parte di queste per approccio sbagliato o per confronti irriverenti (un paio di volte era vicino a Movia e Radikon) . Il bello che alcune volte mi è piaciuto ,un altro paio , addirittura, senza riserve , goduto , per questo gli concedo ulteriori , forse reiterate, possibilità .Ho anche verticalina storica , prima o poi avrò il ... coraggio di affrontarla . Lo assaggio dai tempi della commissione del Gambero Rosso (commissione Emilia Romagna) + svariati assaggi personali , sia per contestualizzarlo in ambito macerati, sia per la guida Doctor Wine. Si parla di almeno una quindicina d'anni ..... chè ,certo e a suo tempo , non poteva mancare in un contesto dove il presidente della commissione regionale GR era talmente talebano dei "vini bioqualcosa" e macerati da cercarli con il lanternino e osannarli , nelle segrete del suo pc e commissione finale a Roma , quindi , anche personalmente , ringrazio il fatto di esserci stato, perché per parlare di un vino bisogna assaggiarlo e contestualizzarlo, altrimenti è buttare il fumo negli occhi o millantare ...
PS: guarda che Stoppa ha prodotto fra i più grandi vini dolci d'Italia , non sono sprovveduti , e la sua Macchiona , all'epoca , fra i migliori rossi in circolazione nel piacentino...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda Patatasd » 27 nov 2019 14:17

Quante pippe ragazzi, se a uno piace Ageno o meno benissimo, pace e bene a tutti.

Non è che per forza una fazione deve essere superiore all'altra o meno.
Non è che per forza se a uno piace Ageno allora per forza deve essere un talebano hipster con camicia a quadri.
Non è che per forza se a uno piace Ageno allora è uno che beve solo vini brettati,volatilizzati o che non sa riconoscere i difetti.
Non è che per forza qualcuno deve convincere qualcun'altro che Ageno è meglio di Monfortino.
Non è che per forza qualcun'altro deve convincere qualcuno che i vini come Ageno non devono esistere, o che sono troppo difettati o che cazzo.
Non è che per forza serve reiterare la solita pippa del Romanee-Conti, Leroy, etc. fanno Biodinamica, perchè Ageno non è come Romanee-Conti, Leroy, etc.?
Non è che per forza bisogna contrapporre produttori cosiddetti naturali a produttori cosiddetti convenzionali.
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda pstrada75 » 27 nov 2019 14:31

Patatasd ha scritto:Quante pippe ragazzi, se a uno piace Ageno o meno benissimo, pace e bene a tutti.

Non è che per forza una fazione deve essere superiore all'altra o meno.
Non è che per forza se a uno piace Ageno allora per forza deve essere un talebano hipster con camicia a quadri.
Non è che per forza se a uno piace Ageno allora è uno che beve solo vini brettati,volatilizzati o che non sa riconoscere i difetti.
Non è che per forza qualcuno deve convincere qualcun'altro che Ageno è meglio di Monfortino.
Non è che per forza qualcun'altro deve convincere qualcuno che i vini come Ageno non devono esistere, o che sono troppo difettati o che cazzo.
Non è che per forza serve reiterare la solita pippa del Romanee-Conti, Leroy, etc. fanno Biodinamica, perchè Ageno non è come Romanee-Conti, Leroy, etc.?
Non è che per forza bisogna contrapporre produttori cosiddetti naturali a produttori cosiddetti convenzionali.


Applauso.

E a me Ageno piace.....e non mi considero sotto nessun punto di vista un bio/natural-talebano.....
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda vinogodi » 27 nov 2019 15:02

Patatasd ha scritto:Quante pippe ragazzi, se a uno piace Ageno o meno benissimo, pace e bene a tutti.

Non è che per forza una fazione deve essere superiore all'altra o meno.
Non è che per forza se a uno piace Ageno allora per forza deve essere un talebano hipster con camicia a quadri.
Non è che per forza se a uno piace Ageno allora è uno che beve solo vini brettati,volatilizzati o che non sa riconoscere i difetti.
Non è che per forza qualcuno deve convincere qualcun'altro che Ageno è meglio di Monfortino.
Non è che per forza qualcun'altro deve convincere qualcuno che i vini come Ageno non devono esistere, o che sono troppo difettati o che cazzo.
Non è che per forza serve reiterare la solita pippa del Romanee-Conti, Leroy, etc. fanno Biodinamica, perchè Ageno non è come Romanee-Conti, Leroy, etc.?
Non è che per forza bisogna contrapporre produttori cosiddetti naturali a produttori cosiddetti convenzionali.
...chettidevo dire, buona bevuta : sei in buona compagnia , se viene venduto in maniera soddisfacente come so per certo. Stiamo discutendo ( in un forum di discussione) di vino o del sole che nasce ad est e tramonta ad ovest? A chi ama il vino , concettualmente e seppur erroneamente definito "naturale" , nessuno ne ha contestato , almeno da parte mia , il gusto o la valenza : non giudico mai le persone e i loro gusti. Contesto assolutamente l'utilizzo di questo termine ("naturale , riferito al vino"), lo sottolineo per l'ennesima volta e lo farò in qualsiasi sede, perché lo ritengo dannoso e fuorviante per tutta la categoria di produttori di vino , senza alcuna condanna verso chi fa vino aderendo all'agricoltura sostenibile o povera di aiuto tecnologico (salvo non faccia schifo , ma quello c'è anche per i vini "innaturali" e artificiali che alcuni chiamano convenzionali , erroneamente contrapponendoli a quelli "naturali") . Nel caso specifico di Ageno , nessuno l'ha accostato a Leroy (immagino il suo Chevaliers Montrachet , senz'altro quello che si avvicina di più, strutturalmente) oppure a DRC (immagino Montrachet) : conoscendo il tuo anelito "vinnaturista estremo" sei perfettamente legittimato ad esprimerti in seno a questa discussione dicendo la tua , anche in un contraddittorio , acceso o meno, con un "vinnaturista" moderato come me ... permettimi con approccio assai più critico ma comunque rispettoso , anche senza identità sovrapponibile di gusti ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda vinogodi » 27 nov 2019 15:03

pstrada75 ha scritto:
Patatasd ha scritto:Quante pippe ragazzi, se a uno piace Ageno o meno benissimo, pace e bene a tutti.

Non è che per forza una fazione deve essere superiore all'altra o meno.
Non è che per forza se a uno piace Ageno allora per forza deve essere un talebano hipster con camicia a quadri.
Non è che per forza se a uno piace Ageno allora è uno che beve solo vini brettati,volatilizzati o che non sa riconoscere i difetti.
Non è che per forza qualcuno deve convincere qualcun'altro che Ageno è meglio di Monfortino.
Non è che per forza qualcun'altro deve convincere qualcuno che i vini come Ageno non devono esistere, o che sono troppo difettati o che cazzo.
Non è che per forza serve reiterare la solita pippa del Romanee-Conti, Leroy, etc. fanno Biodinamica, perchè Ageno non è come Romanee-Conti, Leroy, etc.?
Non è che per forza bisogna contrapporre produttori cosiddetti naturali a produttori cosiddetti convenzionali.


Applauso.

E a me Ageno piace.....e non mi considero sotto nessun punto di vista un bio/natural-talebano.....
... sono abituato ad applaudire per tutt'altro ...
...E a me Ageno " A VOLTE " piace.....e non mi considero sotto nessun punto di vista un bio/natural-talebano
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda zampaflex » 27 nov 2019 16:07

gbaenergiaeco10 ha scritto:...Però a fronte di qualche ciarlatano (aimè, più di qualcuno) ci sono anche diversi produttori con la cazzimma, fatti di coerenza, integrità e onestà intellettuale...

Riflessione: questa tendenza del naturale secondo me porta il consumatore a porsi delle domande...perchè ormai ti ritrovi in cantina gli appassionati ogni tre per due, c'è maggiore attenzione da parte del mercato...


Piccola osservazione filosofica: la coerenza, di per sé, non fa risultato. Altrimenti i 5 stelle (il paragone calza) che hanno preso il 34% al grido di onestà, onestà, avrebbero trasformato questo tristo paese nella Svizzera. Ma così non è stato, perché oltre alle intenzioni ci vogliono le competenze, e quando parliamo di prodotti fisici, anche la materia prima buona. 8)

Piccola osservazione logica: l'appassionato entra in cantina, ma trova il vino pronto. Di sicuro le cose losche non si fanno con gli estranei in giro, quindi la logica insegna che di fronte ad una dichiarazione espressa dal produttore, in certi momenti difficili, possiamo liberamente non prenderla per forza per buona. 8) 8)

Ma alla fine ti assicuro che il nocciolo della questione resta l'enorazzismo dichiarato da parte della maggior parte dei produttori e del fruitori del vino "naturale"; perché questo volersi distinguere a forza mi ricorda tanto il "non siamo razzisti noi, sono loro che sono negri!".
Per una fascia di produttori "convenzionali" (e il termine dobbiamo forzarlo, perché non ce n'è uno) rivolti al mass market con dichiarato uso di molecole di sintesi e tecniche invasive, dove il prezzo conta forse ben più del prodotto, c'è tutto il resto dei produttori (che sono quelli che beviamo qui) che puntano alla qualità e che, per ottenerla, non possono non cercare il massimo rispetto della vigna e dell'uva. E in queste circostanze, ti sembra carino per un produttore sentirsi dare dell'avvelenatore a prescindere? O a me consumatore, che bevo qualunque cosa senza pregiudizi, naturale o convenzionale, purché buona, del fiancheggiatore delle multinazionali?

Provocazione: voglio vedere un vino dei celoduristi alla prova del tempo. Temo sorprese. Tant'è che il dibattito sulla mousiness è bello vivo...
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda Michelasso » 27 nov 2019 16:10

vinogodi ha scritto:...qui mica si parla di biodinamici ma di vinnaturisti. Niente di niente: niente trattamenti in vigna, fermentazioni spontanee 100% senza controllo tecnologico né di temperatura con lieviti indigeni, autoctoni e ariani, niente additivi né coadiuvanti tecnologici in cantina compresi solforosa, solfiti e salvaslip, trasporto animale , scopata in vigna solo con metodi naturali , Ogino Knaus, coitus interruptus oppure, al massimo , preservativo costituito da budello animale epigono, per la concimazione dopo utilizzo , del biodinamico cornoletame ( infatti, in letteratura Condom- letame). ..


Però, non è che adesso stai un po' estremizzando le posizioni dei "vinnaturisti"? Non so esattamente chi vorresti far rientrare in questa definizione, ma prendiamo per esempio il decalogo dei produttori Triple A (ai quai, se non erro, La Stoppa appartiene):

I vini Triple A possono nascere solo:

da una selezione manuale delle future viti, per una vera selezione massale.
da produttori agricoltori, che coltivano i vigneti senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi rispettando la vite e i suoi cicli naturali.
da uve raccolte a maturazione fisiologica e perfettamente sane.
da mosti ai quali non venga aggiunta né anidride solforosa né altri additivi. L’anidride solforosa può essere aggiunta solo in minime quantità al momento dell’imbottigliamento.
utilizzando solo lieviti indigeni ed escludendo i lieviti selezionati.
senza interventi chimici o fisici prima e durante la fermentazione alcolica diversi dal semplice controllo delle temperature. (Sono tassativamente esclusi gli interventi di concentrazione attuati con qualsiasi metodo).
maturando sulle proprie “fecce fini” fino all’imbottigliamento.
non correggendo nessun parametro chimico.
non chiarificando e filtrando prima dell’imbottigliamento.



Non mi sembra che si escludano in toto trattamenti in vigna, ma solo le sostanze chimiche di sintesi; il controllo delle temperature in cantina è ammesso, così come l'uso della solforosa, anche se solo al momento dell'imbottigliamento.
Detto, questo, anche a me da un estremo fastidio l'uso, a fini ormai di puro marketing, del termine vino "naturale".
"Fra le poche cose che so fare con piacere e che ho sicuramente meglio saputo fare, è bere. Ho scritto molto meno della maggior parte degli scrittori, ma ho certamente bevuto di più della maggior parte di coloro che bevono."
(G. Debord)
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Re: Due mondi che non si parlano

Messaggioda vinogodi » 27 nov 2019 16:29

Michelasso ha scritto:
vinogodi ha scritto:...qui mica si parla di biodinamici ma di vinnaturisti. Niente di niente: niente trattamenti in vigna, fermentazioni spontanee 100% senza controllo tecnologico né di temperatura con lieviti indigeni, autoctoni e ariani, niente additivi né coadiuvanti tecnologici in cantina compresi solforosa, solfiti e salvaslip, trasporto animale , scopata in vigna solo con metodi naturali , Ogino Knaus, coitus interruptus oppure, al massimo , preservativo costituito da budello animale epigono, per la concimazione dopo utilizzo , del biodinamico cornoletame ( infatti, in letteratura Condom- letame). ..


Però, non è che adesso stai un po' estremizzando le posizioni dei "vinnaturisti"? Non so esattamente chi vorresti far rientrare in questa definizione, ma prendiamo per esempio il decalogo dei produttori Triple A (ai quai, se non erro, La Stoppa appartiene):

I vini Triple A possono nascere solo:

da una selezione manuale delle future viti, per una vera selezione massale.
da produttori agricoltori, che coltivano i vigneti senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi rispettando la vite e i suoi cicli naturali.
da uve raccolte a maturazione fisiologica e perfettamente sane.
da mosti ai quali non venga aggiunta né anidride solforosa né altri additivi. L’anidride solforosa può essere aggiunta solo in minime quantità al momento dell’imbottigliamento.
utilizzando solo lieviti indigeni ed escludendo i lieviti selezionati.
senza interventi chimici o fisici prima e durante la fermentazione alcolica diversi dal semplice controllo delle temperature. (Sono tassativamente esclusi gli interventi di concentrazione attuati con qualsiasi metodo).
maturando sulle proprie “fecce fini” fino all’imbottigliamento.
non correggendo nessun parametro chimico.
non chiarificando e filtrando prima dell’imbottigliamento.



Non mi sembra che si escludano in toto trattamenti in vigna, ma solo le sostanze chimiche di sintesi; il controllo delle temperature in cantina è ammesso, così come l'uso della solforosa, anche se solo al momento dell'imbottigliamento.
Detto, questo, anche a me da un estremo fastidio l'uso, a fini ormai di puro marketing, del termine vino "naturale".
...questo è un protocollo : perfetto. Che c'entra con la pretesa del "vino naturale" dal punto di vista etimologico , dove però uso solforosa e "orpelli" tecnologici (temperatura ma anche "selezione" dei "lieviti indigeni " in coltura i mantenimento... sta tranquillo , in tanti si selezionano i lieviti e ce li cacciano dentro in caso di condizioni avverse alla fermentazione spontanea : conosco 7 vinnaturisti che mi hanno chiesto consiglio, come biologo/microbiologo/zimologo ... fior di consigli "amichevoli")...
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