...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

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Apeiron_
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda Apeiron_ » 15 mag 2019 16:48

vinotec ha scritto:...per un profano è meglio l'uno o l'altro? Che differenze ci sono? ...chi sa, parli! :D
Grazie, Ivo.


I vecchi Amaroni di Quintarelli erano armonia luccicante, da farti esitare quasi dal respirare non appena venivi a contatto con il tocco "invisibile" del Bepi. Dal Forno è una terza guerra mondiali di sapori in bocca (e non lo dico con accezione negativa).

Se devo andare per ricordi emozionali... i vecchi Amaroni del Bepi vincono.
maxer
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda maxer » 15 mag 2019 21:39

Aggiornamento

CLASSIFICARZILLI del 15 mag 2019 21: 39

☆☆☆☆☆ 1) maxer

☆☆☆ 2) eno
finalmente svelata l' età

☆ 3) ilvinaio
fregato di poco

¤ 4) vinotec
ai piedi del podio, irrimediabilmente

# vinogodi
per ora in panchina, troppo giovane : tannini ancora duri, quasi allappanti, da attendere almeno altri sette-otto anni
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda alì65 » 15 mag 2019 21:40

littlewood ha scritto:
green_day ha scritto:Non è proprio la sezione giusta ma provo a chiedervi qui info riguardo l'uvaggio dell'amarone.
Dopo che dal 2003 la molinara non è più uva obbligatoria nell'uvaggio dell'amarone e ha lasciato posto a vitigni più internazionali, volevo capire se i vari Dal Forno e Quintarelli hanno apportato modifiche all'uvaggio del loro Amarone in questo senso o no.
In particolare gli Amaroni di Quintarelli ante 2000, che uvaggio avevano?
Grazie mille

Corvina Corvinone molinara e rondinella poi solo il Bepi sapeva. Quella degli " internazionali,, e una c....ta pazzesca! Dal forno 0 cabernet o simili


però, Franco, chi è senza peccato scagli l'ultima pietra!!!
ho visto cose che voi umani.....(non che le altre zone sono senza peccato, sia chiaro...)
futuro incerto...2020 di merda!!!
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda maxer » 15 mag 2019 22:00

alì65 ha scritto:... chi è senza peccato scagli l'ultima pietra !!!
ho visto cose che voi umani ..... (non che le altre zone sono senza peccato, sia chiaro ...)

..... tà stari mutu, Cicciu ! ..... :shock:
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda littlewood » 15 mag 2019 22:08

alì65 ha scritto:
littlewood ha scritto:
green_day ha scritto:Non è proprio la sezione giusta ma provo a chiedervi qui info riguardo l'uvaggio dell'amarone.
Dopo che dal 2003 la molinara non è più uva obbligatoria nell'uvaggio dell'amarone e ha lasciato posto a vitigni più internazionali, volevo capire se i vari Dal Forno e Quintarelli hanno apportato modifiche all'uvaggio del loro Amarone in questo senso o no.
In particolare gli Amaroni di Quintarelli ante 2000, che uvaggio avevano?
Grazie mille

Corvina Corvinone molinara e rondinella poi solo il Bepi sapeva. Quella degli " internazionali,, e una c....ta pazzesca! Dal forno 0 cabernet o simili


però, Franco, chi è senza peccato scagli l'ultima pietra!!!
ho visto cose che voi umani.....(non che le altre zone sono senza peccato, sia chiaro...)

Assolutamente Claudio. Qui il Piu' pulito ha l' anima nera! Ma qualcuno che sta' cercando di cambiare c' e'...
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda Iwan56 » 20 mag 2019 20:26

littlewood ha scritto:
maxer ha scritto:..... però però, mio littlewood, ti leggo un po' rigidino, selettivo e discriminante con i vini dei tuoi colleghi della Valpolicella.
E ci vai giù anche di brutto :shock:
Ma SICURAMENTE hai ragione tu, che li conosci meglio di tanti di noi, a cominciare da me, umile bevitore ignorante.
Però, però ..... :roll:

Quelli boni son boni ma quelli tristi son tristi! Inutile fare giri di parole! Definire elegantissimo allegrinii beh! Nn si puo' sentire! Se quell' amico beve certa roba allora sviene letteralmente!!!! L' impronta che ha dato Marilisa ai suoi vini e' la piu' ruffiana possibile! Per es tra i vini di secondo Marco e allegrinii c' e' un mare di differenza anche se dalle finestre del tuo amico incombe il palazzo della torre...

bevuto oggi un 2001, un buon vino ma che secondo me non rappresenta la vera anima dell'amarone. Poca complessità aromatica e profondità di beva. Personalmento preferisco altro.
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda rossobarbagia » 12 giu 2020 20:13

Vorrei acquistare (per la 1a volta) un rosso di Quintarelli (una bottiglia di una annata dove il Maestro ci ha messo la mano al 100%) ed un rosso di Dal Forno.
Per capire quale dei 2 stili può piacermi di più....quale bottiglie mi consigliate di acquistare ?
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda vinogodi » 12 giu 2020 20:42

rossobarbagia ha scritto:Vorrei acquistare (per la 1a volta) un rosso di Quintarelli (una bottiglia di una annata dove il Maestro ci ha messo la mano al 100%) ed un rosso di Dal Forno.
Per capire quale dei 2 stili può piacermi di più....quale bottiglie mi consigliate di acquistare ?
...stamattina ho bevuto la neoriserva 2009 di Quintarelli e la 2000 selezione Giuseppe Quintarelli. Io ti consiglio la seconda, fra i più buoni vini italiani mai prodotti ( affrettati, in listino le ultime bottiglie ...quasi regalate , 1300 euro già ivate). Ma anche la 2009 è eccellente chiaramente ad un prezzo più accessibile ( sui 400 in cantina, sui 500 in enoteca).
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda rossobarbagia » 12 giu 2020 21:02

vinogodi ha scritto:
rossobarbagia ha scritto:Vorrei acquistare (per la 1a volta) un rosso di Quintarelli (una bottiglia di una annata dove il Maestro ci ha messo la mano al 100%) ed un rosso di Dal Forno.
Per capire quale dei 2 stili può piacermi di più....quale bottiglie mi consigliate di acquistare ?
...stamattina ho bevuto la neoriserva 2009 di Quintarelli e la 2000 selezione Giuseppe Quintarelli. Io ti consiglio la seconda, fra i più buoni vini italiani mai prodotti ( affrettati, in listino le ultime bottiglie ...quasi regalate , 1300 euro già ivate). Ma anche la 2009 è eccellente chiaramente ad un prezzo più accessibile ( sui 400 in cantina, sui 500 in enoteca).


Mi sarebbe piaciuto partire da un po' più in basso :D

Comunque con 2 bottiglie che sono già al top (o quasi) adesso.
Un rosso del Bepi (tipo 1999 / 2002) "vs" Dal Forno Valpolicella dei primi anni del 2000.
Confronto impari ?

La selezione 2000 gira altissima (forse come è giusto che sia...considerando che da quel che ho letto qui è l'ultima vera grande annata ...e non a caso corrisponde all'ultimo anno in cui il Maestro ci ha messo le mani al 100%)
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda l'oste » 13 giu 2020 00:55

Non ho esperienza di tante bevute, non sono devoto all'Amarone, però se vuoi provare la vera emozione devi bere Quintarelli riserva pre 2001. Per sentito dire da chi invece ne capisce molto.
Temo che lo stacco tra le riserve capolavoro di Quintarelli (bevute '90 e 2000) e i seppur ottimi altri Amarone, sia veramente netto. Personalmente di vecchi Bertani ne ho provati parecchi (se non erro ricordo speciali la ''67, '78, '85, '88) ma non si avvicinano e mi sa che anche Dal Forno (bevuto solo due volte il base), seppure con le dovute eccezioni di annate speciali, per chi è amaronexpert per davvero, viene al secondo posto dopo il Bepi.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda alì65 » 13 giu 2020 08:09

l'oste ha scritto:Non ho esperienza di tante bevute, non sono devoto all'Amarone, però se vuoi provare la vera emozione devi bere Quintarelli riserva pre 2001. Per sentito dire da chi invece ne capisce molto.
Temo che lo stacco tra le riserve capolavoro di Quintarelli (bevute '90 e 2000) e i seppur ottimi altri Amarone, sia veramente netto. Personalmente di vecchi Bertani ne ho provati parecchi (se non erro ricordo speciali la ''67, '78, '85, '88) ma non si avvicinano e mi sa che anche Dal Forno (bevuto solo due volte il base), seppure con le dovute eccezioni di annate speciali, per chi è amaronexpert per davvero, viene al secondo posto dopo il Bepi.


Andrea, il tuo discorso ci sta ma la differenza dei due stili (seppur netta) va a piacere personale; sono grandi vini tutti e due
DalF. è maestro di concentrazione ma anche di complessità, vini che hanno il loro peso, Quintarelli era maestro di leggerezza ma di una ricchezza e complessità, profondità infinita
vero che la differenza di pre90 e anni 2000 è alta ma era anche diverso il clima, tutto fa; per me l'ultima vera grande annata è la 97 ma le grandissime sono le riserva anni 80/90
sottolineo riserva perchè a confronto non c'è storia anche la stessa annata, sembrano due mondi
penso sia il vino che non smetterò mai di bere (fin che ne avrò le possibilità) :wink:

se non si è notato Quintarelli top
futuro incerto...2020 di merda!!!
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda littlewood » 13 giu 2020 08:45

alì65 ha scritto:
l'oste ha scritto:Non ho esperienza di tante bevute, non sono devoto all'Amarone, però se vuoi provare la vera emozione devi bere Quintarelli riserva pre 2001. Per sentito dire da chi invece ne capisce molto.
Temo che lo stacco tra le riserve capolavoro di Quintarelli (bevute '90 e 2000) e i seppur ottimi altri Amarone, sia veramente netto. Personalmente di vecchi Bertani ne ho provati parecchi (se non erro ricordo speciali la ''67, '78, '85, '88) ma non si avvicinano e mi sa che anche Dal Forno (bevuto solo due volte il base), seppure con le dovute eccezioni di annate speciali, per chi è amaronexpert per davvero, viene al secondo posto dopo il Bepi.


Andrea, il tuo discorso ci sta ma la differenza dei due stili (seppur netta) va a piacere personale; sono grandi vini tutti e due
DalF. è maestro di concentrazione ma anche di complessità, vini che hanno il loro peso, Quintarelli era maestro di leggerezza ma di una ricchezza e complessità, profondità infinita
vero che la differenza di pre90 e anni 2000 è alta ma era anche diverso il clima, tutto fa; per me l'ultima vera grande annata è la 97 ma le grandissime sono le riserva anni 80/90
sottolineo riserva perchè a confronto non c'è storia anche la stessa annata, sembrano due mondi
penso sia il vino che non smetterò mai di bere (fin che ne avrò le possibilità) :wink:

se non si è notato Quintarelli top

Nn e' cambiato solo il clima e' cambiata la valpollicella. Ora il bepi era un maestro dell' assemblaggio anzi un genio su questo . Poteva in quegli anni comprare il meglio di cio' che c' era in giro perche' pochissimi imbottigliavano. Poteva prendere vino del ravazzol o del monte gradela o di jago o torbe o mazzano e fare le sue magie. Nn ha mai lavorato sul concetto di cru come del resto pochissimi fanno ancora oggi. Questo ha creato enormi difficilta' a chi e' venuto in azienda dopo di lui. Perche,' se per es hai la vigna francia o il monprivato o il monvigliero se sei bravino qulcosa di buono lo tiri comunque fuori ma se la possibilita' di comprare il meglio in giro nn ce l' hai piu' perche' si sono messi ad imbottigliare anche i cani e un grande cru nn ce l' hai e nn ce l' hai mai avuto (:il lodoletta e' tutto fuorche' un gran posto perche' dalla parte sbagliata della valle) ecco che il risultato nn e' e nn puo' essere quello di un tempo. Secondo me Francesco dovrebbe fare i propri vini senza cercare di imitare il nonno anche negli atteggiamenti perche' ovviamente tra la copia e l' originale si sceglie sempre l' originale....
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda rossobarbagia » 13 giu 2020 12:52

Gran belle nozioni littlewood
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda l'oste » 14 giu 2020 00:23

littlewood ha scritto:
alì65 ha scritto:
l'oste ha scritto:Non ho esperienza di tante bevute, non sono devoto all'Amarone, però se vuoi provare la vera emozione devi bere Quintarelli riserva pre 2001. Per sentito dire da chi invece ne capisce molto.
Temo che lo stacco tra le riserve capolavoro di Quintarelli (bevute '90 e 2000) e i seppur ottimi altri Amarone, sia veramente netto. Personalmente di vecchi Bertani ne ho provati parecchi (se non erro ricordo speciali la ''67, '78, '85, '88) ma non si avvicinano e mi sa che anche Dal Forno (bevuto solo due volte il base), seppure con le dovute eccezioni di annate speciali, per chi è amaronexpert per davvero, viene al secondo posto dopo il Bepi.


Andrea, il tuo discorso ci sta ma la differenza dei due stili (seppur netta) va a piacere personale; sono grandi vini tutti e due
DalF. è maestro di concentrazione ma anche di complessità, vini che hanno il loro peso, Quintarelli era maestro di leggerezza ma di una ricchezza e complessità, profondità infinita
vero che la differenza di pre90 e anni 2000 è alta ma era anche diverso il clima, tutto fa; per me l'ultima vera grande annata è la 97 ma le grandissime sono le riserva anni 80/90
sottolineo riserva perchè a confronto non c'è storia anche la stessa annata, sembrano due mondi
penso sia il vino che non smetterò mai di bere (fin che ne avrò le possibilità) :wink:

se non si è notato Quintarelli top

Nn e' cambiato solo il clima e' cambiata la valpollicella. Ora il bepi era un maestro dell' assemblaggio anzi un genio su questo . Poteva in quegli anni comprare il meglio di cio' che c' era in giro perche' pochissimi imbottigliavano. Poteva prendere vino del ravazzol o del monte gradela o di jago o torbe o mazzano e fare le sue magie. Nn ha mai lavorato sul concetto di cru come del resto pochissimi fanno ancora oggi. Questo ha creato enormi difficilta' a chi e' venuto in azienda dopo di lui. Perche,' se per es hai la vigna francia o il monprivato o il monvigliero se sei bravino qulcosa di buono lo tiri comunque fuori ma se la possibilita' di comprare il meglio in giro nn ce l' hai piu' perche' si sono messi ad imbottigliare anche i cani e un grande cru nn ce l' hai e nn ce l' hai mai avuto (:il lodoletta e' tutto fuorche' un gran posto perche' dalla parte sbagliata della valle) ecco che il risultato nn e' e nn puo' essere quello di un tempo. Secondo me Francesco dovrebbe fare i propri vini senza cercare di imitare il nonno anche negli atteggiamenti perche' ovviamente tra la copia e l' originale si sceglie sempre l' originale....

Mi hai messo una curiositá.
Da borgognofilo ma non solo per questo, mi hanno sempre affascinato i cru, anche per l'aspetto "romantico" di vinificare solo da quella tal vigna, ma soprattutto per l'aspetto più concreto, ovvero riconoscere come speciali alcune "piastrelle" di terra vitata perchè particolarmente vocate (esposizione, altezza, suoli, età delle vigne ecc) e quindi curate e gestite con speciale attenzione a partire dal riposo invernale, alle potature, al periodo e tipo di vendemmia, diraspature, reimpianti e via dicendo.
Come appunto dici e citi, avere Monvigliero, Monprivato o Vigna Rionda è una partenza agevolata.
Poi come insegna la storia delle grandi bottiglie, ci sono stati grandissimi produttori/compratori come Giacosa e Quintarelli appunto o altri come Bartolo che "mischiano" i propri cru a seconda delle annate per creare il proprio ideale di vino.
Le strade per l'eccellenza possono essere differenti, ma con un talento e una materia prima a disposizione.

Non conoscendo molto della realtá storica e attuale della Valpolicella e stretti dintorni, mi chiedo se vi siano cru particolarmente vocati in quelle zone, non dico come i suddetti langaroli (anche per fama e storia), ma unici, speciali, in un'ottica anche futura, visto il clima in evoluzione.

@Claudio, sono d'accordo su Quintarelli, infatti ho parlato solo di riserva. Per Dal Forno è un mio limite, mi manca il gusto per i vini molto concentrati, limite personale che purtroppo mi impedisce di godere appieno per un Kurni, Es o altri, sebbene comprendo la ricerca, la qualitá, il lavoro dietro e la complessità.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda littlewood » 14 giu 2020 08:13

l'oste ha scritto:
littlewood ha scritto:
alì65 ha scritto:
l'oste ha scritto:Non ho esperienza di tante bevute, non sono devoto all'Amarone, però se vuoi provare la vera emozione devi bere Quintarelli riserva pre 2001. Per sentito dire da chi invece ne capisce molto.
Temo che lo stacco tra le riserve capolavoro di Quintarelli (bevute '90 e 2000) e i seppur ottimi altri Amarone, sia veramente netto. Personalmente di vecchi Bertani ne ho provati parecchi (se non erro ricordo speciali la ''67, '78, '85, '88) ma non si avvicinano e mi sa che anche Dal Forno (bevuto solo due volte il base), seppure con le dovute eccezioni di annate speciali, per chi è amaronexpert per davvero, viene al secondo posto dopo il Bepi.


Andrea, il tuo discorso ci sta ma la differenza dei due stili (seppur netta) va a piacere personale; sono grandi vini tutti e due
DalF. è maestro di concentrazione ma anche di complessità, vini che hanno il loro peso, Quintarelli era maestro di leggerezza ma di una ricchezza e complessità, profondità infinita
vero che la differenza di pre90 e anni 2000 è alta ma era anche diverso il clima, tutto fa; per me l'ultima vera grande annata è la 97 ma le grandissime sono le riserva anni 80/90
sottolineo riserva perchè a confronto non c'è storia anche la stessa annata, sembrano due mondi
penso sia il vino che non smetterò mai di bere (fin che ne avrò le possibilità) :wink:

se non si è notato Quintarelli top

Nn e' cambiato solo il clima e' cambiata la valpollicella. Ora il bepi era un maestro dell' assemblaggio anzi un genio su questo . Poteva in quegli anni comprare il meglio di cio' che c' era in giro perche' pochissimi imbottigliavano. Poteva prendere vino del ravazzol o del monte gradela o di jago o torbe o mazzano e fare le sue magie. Nn ha mai lavorato sul concetto di cru come del resto pochissimi fanno ancora oggi. Questo ha creato enormi difficilta' a chi e' venuto in azienda dopo di lui. Perche,' se per es hai la vigna francia o il monprivato o il monvigliero se sei bravino qulcosa di buono lo tiri comunque fuori ma se la possibilita' di comprare il meglio in giro nn ce l' hai piu' perche' si sono messi ad imbottigliare anche i cani e un grande cru nn ce l' hai e nn ce l' hai mai avuto (:il lodoletta e' tutto fuorche' un gran posto perche' dalla parte sbagliata della valle) ecco che il risultato nn e' e nn puo' essere quello di un tempo. Secondo me Francesco dovrebbe fare i propri vini senza cercare di imitare il nonno anche negli atteggiamenti perche' ovviamente tra la copia e l' originale si sceglie sempre l' originale....

Mi hai messo una curiositá.
Da borgognofilo ma non solo per questo, mi hanno sempre affascinato i cru, anche per l'aspetto "romantico" di vinificare solo da quella tal vigna, ma soprattutto per l'aspetto più concreto, ovvero riconoscere come speciali alcune "piastrelle" di terra vitata perchè particolarmente vocate (esposizione, altezza, suoli, età delle vigne ecc) e quindi curate e gestite con speciale attenzione a partire dal riposo invernale, alle potature, al periodo e tipo di vendemmia, diraspature, reimpianti e via dicendo.
Come appunto dici e citi, avere Monvigliero, Monprivato o Vigna Rionda è una partenza agevolata.
Poi come insegna la storia delle grandi bottiglie, ci sono stati grandissimi produttori/compratori come Giacosa e Quintarelli appunto o altri come Bartolo che "mischiano" i propri cru a seconda delle annate per creare il proprio ideale di vino.
Le strade per l'eccellenza possono essere differenti, ma con un talento e una materia prima a disposizione.

Non conoscendo molto della realtá storica e attuale della Valpolicella e stretti dintorni, mi chiedo se vi siano cru particolarmente vocati in quelle zone, non dico come i suddetti langaroli (anche per fama e storia), ma unici, speciali, in un'ottica anche futura, visto il clima in evoluzione.

@Claudio, sono d'accordo su Quintarelli, infatti ho parlato solo di riserva. Per Dal Forno è un mio limite, mi manca il gusto per i vini molto concentrati, limite personale che purtroppo mi impedisce di godere appieno per un Kurni, Es o altri, sebbene comprendo la ricerca, la qualitá, il lavoro dietro e la complessità.

Se leggi bene io li ho pure citati alcuni poi co me sfondi una porta aperta lavorando in un' azienda che ha fatto del cru ( ravazzol e casal vegri) una pietra miliare della sua filosofia di lavoro Ma per valorizzarli devi conoscerli e secondo me sarebbe la via maestra del futuro di questa zona ma e' proprio la vigna e la sua gestione il tallone d,' achille di questa zona. E inoltre ti diro,' di piu'! Nn e' l' amarone il vino su cui bisogneebbe puntare perche' dovrebbe restare un vino di nicchia elitario. Ma il valpollicella sia annata che superiore.il vino che porta il nome della zona e che da una zonazione seria e un lavoro in vigna eliminando a mio pensiero ogni segno di appassimento che si deve attuare solo ed esclusivamente x l' amarone e il recioto ne' avrebbe grande giovamento
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda maxer » 14 giu 2020 09:42

littlewood ha scritto:Se leggi bene io li ho pure citati alcuni, poi con me sfondi una porta aperta lavorando in un' azienda che ha fatto del cru (Ravazzol e Casal Vegri) una pietra miliare della sua filosofia di lavoro.
Ma per valorizzarli devi conoscerli e secondo me sarebbe la via maestra del futuro di questa zona. Ma e' proprio la vigna e la sua gestione il tallone d' Achille di questa zona
E inoltre ti dirò, di piu' !
Non e' l' Amarone il vino su cui bisogneebbe puntare perche' dovrebbe restare un vino di nicchia elitario, ma il Valpollicella sia d' annata che superiore : il vino che porta il nome della zona e che da una zonazione seria e un lavoro in vigna eliminando a mio pensiero ogni segno di appassimento che si deve attuare solo ed esclusivamente per l' Amarone e il Recioto ne avrebbe grande giovamento

.... come sempre, parole sante (Franco, sul vino, eh, non montiamoci troppo ... :))

La tua profonda conoscenza, storica ed attuale, della Valpolicella è da ammirare : quando scrivi che in zona non si dovrebbe puntare sul solo Amarone (vino di nicchia sì, ma fatto bene, non come certi Amarone improbabili prodotti da improbabili produttori solo per venderne il 'nome' a prezzi altrettanto improbabili e direi scandalosi, considerandone la loro scarsa qualità ...), hai perfettamente ragione

Il Valpolicella, come dimostrano i vini prodotti dall' Azienda per cui lavori e quelli di pochi altri bravi produttori di cui conosciamo i nomi, può essere un ottimo vino, piacevolissimo, con una sua personalità, che si può prestare a molti diversi abbinamenti
Può rispecchiare in pieno il territorio (con in più il fatto di portarne lo stesso nome, fattore tra l' altro secondo me importante anche per uno sviluppo eno-turistico della zona) e il singolo cru, molto più che degli Amarone o Recioto scadenti, che non fanno altro purtroppo che abbassare il livello e soprattutto la considerazione di tutti gli altri vini prodotti in zona

Ma bisogna che il Valpolicella si sappia farlo bene, con passione, profonda conoscenza ed amore, soprattutto in vigna (e non solamente in cantina ... :? ) : non deve essere il 'vinello' che spesso si trova sugli scaffali del supermercati, a prezzi ridicoli !
Questo, nobilmente detto, sputtana tutte la zona : se poi ci aggiungiamo certi Amarone prodotti solo per fare soldi .....

P. S.. : l' aggettivo "improbabile" l' ho usato solo per evitare eventuali denunce da parte del Consorzio locale dei vini della Valpolicella : mi sono dovuto, con qualche difficoltà, trattenere :mrgreen: 8)
Eh, 'sti veronesi ... :D
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda mennella » 14 giu 2020 09:57

Condivido appieno le parole scritte da Littlewood e fa piacere la descrizione dettagliata del problema
che ha investito la Valpolicella e i suoi splendidi vini.
Sarebbe l'deale cominciare il discorso che ha illustrato Littlewood dalla situazione di circa 20 anni fa',
prima del boom dell'export, quando gli Amarone facevano, quasi tutti, l'amarone e nella categoria
della Valpolicella superiore si trovavano gran bei vini.
La zonazione sarebbe un spunto ulteriore per ridare lustro alla Valpolicella seria.
mavis59 [ agosto 2003 ]
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda littlewood » 14 giu 2020 15:47

mennella ha scritto:Condivido appieno le parole scritte da Littlewood e fa piacere la descrizione dettagliata del problema
che ha investito la Valpolicella e i suoi splendidi vini.
Sarebbe l'deale cominciare il discorso che ha illustrato Littlewood dalla situazione di circa 20 anni fa',
prima del boom dell'export, quando gli Amarone facevano, quasi tutti, l'amarone e nella categoria
della Valpolicella superiore si trovavano gran bei vini.
La zonazione sarebbe un spunto ulteriore per ridare lustro alla Valpolicella seria.

Tu pensa ch son 15 anni che il consorzio ha nel cassetto una zonazione fatta dal prof Scienza e mai pubblicata....ma e' un male comune purtroppo...a montalcino si son sempre rifiutati di fare una qualsiasi zonazione....per poi citare il nome della vigna sulla bt....no comment..
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda andreac75 » 14 giu 2020 16:38

E invece uno ad un prezzo un filo più abbordabile che non sia del trittico Bertani/Tommasi/Lamberti ?
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda littlewood » 14 giu 2020 19:03

andreac75 ha scritto:E invece uno ad un prezzo un filo più abbordabile che non sia del trittico Bertani/Tommasi/Lamberti ?

Range di prezzo?
andreac75
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda andreac75 » 14 giu 2020 21:16

30/50....
Grazie!
littlewood
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda littlewood » 14 giu 2020 21:23

andreac75 ha scritto:30/50....
Grazie!

Viviani ca' la bionda venturini meroni pietro zardini mosconi antolini....ovviamente nn tutti allo stesso livello...
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l'oste
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda l'oste » 14 giu 2020 22:10

littlewood ha scritto:
l'oste ha scritto:
littlewood ha scritto:
alì65 ha scritto:
l'oste ha scritto:Non ho esperienza di tante bevute, non sono devoto all'Amarone, però se vuoi provare la vera emozione devi bere Quintarelli riserva pre 2001. Per sentito dire da chi invece ne capisce molto.
Temo che lo stacco tra le riserve capolavoro di Quintarelli (bevute '90 e 2000) e i seppur ottimi altri Amarone, sia veramente netto. Personalmente di vecchi Bertani ne ho provati parecchi (se non erro ricordo speciali la ''67, '78, '85, '88) ma non si avvicinano e mi sa che anche Dal Forno (bevuto solo due volte il base), seppure con le dovute eccezioni di annate speciali, per chi è amaronexpert per davvero, viene al secondo posto dopo il Bepi.


Andrea, il tuo discorso ci sta ma la differenza dei due stili (seppur netta) va a piacere personale; sono grandi vini tutti e due
DalF. è maestro di concentrazione ma anche di complessità, vini che hanno il loro peso, Quintarelli era maestro di leggerezza ma di una ricchezza e complessità, profondità infinita
vero che la differenza di pre90 e anni 2000 è alta ma era anche diverso il clima, tutto fa; per me l'ultima vera grande annata è la 97 ma le grandissime sono le riserva anni 80/90
sottolineo riserva perchè a confronto non c'è storia anche la stessa annata, sembrano due mondi
penso sia il vino che non smetterò mai di bere (fin che ne avrò le possibilità) :wink:

se non si è notato Quintarelli top

Nn e' cambiato solo il clima e' cambiata la valpollicella. Ora il bepi era un maestro dell' assemblaggio anzi un genio su questo . Poteva in quegli anni comprare il meglio di cio' che c' era in giro perche' pochissimi imbottigliavano. Poteva prendere vino del ravazzol o del monte gradela o di jago o torbe o mazzano e fare le sue magie. Nn ha mai lavorato sul concetto di cru come del resto pochissimi fanno ancora oggi. Questo ha creato enormi difficilta' a chi e' venuto in azienda dopo di lui. Perche,' se per es hai la vigna francia o il monprivato o il monvigliero se sei bravino qulcosa di buono lo tiri comunque fuori ma se la possibilita' di comprare il meglio in giro nn ce l' hai piu' perche' si sono messi ad imbottigliare anche i cani e un grande cru nn ce l' hai e nn ce l' hai mai avuto (:il lodoletta e' tutto fuorche' un gran posto perche' dalla parte sbagliata della valle) ecco che il risultato nn e' e nn puo' essere quello di un tempo. Secondo me Francesco dovrebbe fare i propri vini senza cercare di imitare il nonno anche negli atteggiamenti perche' ovviamente tra la copia e l' originale si sceglie sempre l' originale....

Mi hai messo una curiositá.
Da borgognofilo ma non solo per questo, mi hanno sempre affascinato i cru, anche per l'aspetto "romantico" di vinificare solo da quella tal vigna, ma soprattutto per l'aspetto più concreto, ovvero riconoscere come speciali alcune "piastrelle" di terra vitata perchè particolarmente vocate (esposizione, altezza, suoli, età delle vigne ecc) e quindi curate e gestite con speciale attenzione a partire dal riposo invernale, alle potature, al periodo e tipo di vendemmia, diraspature, reimpianti e via dicendo.
Come appunto dici e citi, avere Monvigliero, Monprivato o Vigna Rionda è una partenza agevolata.
Poi come insegna la storia delle grandi bottiglie, ci sono stati grandissimi produttori/compratori come Giacosa e Quintarelli appunto o altri come Bartolo che "mischiano" i propri cru a seconda delle annate per creare il proprio ideale di vino.
Le strade per l'eccellenza possono essere differenti, ma con un talento e una materia prima a disposizione.

Non conoscendo molto della realtá storica e attuale della Valpolicella e stretti dintorni, mi chiedo se vi siano cru particolarmente vocati in quelle zone, non dico come i suddetti langaroli (anche per fama e storia), ma unici, speciali, in un'ottica anche futura, visto il clima in evoluzione.

@Claudio, sono d'accordo su Quintarelli, infatti ho parlato solo di riserva. Per Dal Forno è un mio limite, mi manca il gusto per i vini molto concentrati, limite personale che purtroppo mi impedisce di godere appieno per un Kurni, Es o altri, sebbene comprendo la ricerca, la qualitá, il lavoro dietro e la complessità.

Se leggi bene io li ho pure citati alcuni poi co me sfondi una porta aperta lavorando in un' azienda che ha fatto del cru ( ravazzol e casal vegri) una pietra miliare della sua filosofia di lavoro Ma per valorizzarli devi conoscerli e secondo me sarebbe la via maestra del futuro di questa zona ma e' proprio la vigna e la sua gestione il tallone d,' achille di questa zona. E inoltre ti diro,' di piu'! Nn e' l' amarone il vino su cui bisogneebbe puntare perche' dovrebbe restare un vino di nicchia elitario. Ma il valpollicella sia annata che superiore.il vino che porta il nome della zona e che da una zonazione seria e un lavoro in vigna eliminando a mio pensiero ogni segno di appassimento che si deve attuare solo ed esclusivamente x l' amarone e il recioto ne' avrebbe grande giovamento

Grazie per le info e complimenti per la passione.
Ho il dubbio che il Valpolicella sia stato "trascurato" o meno sviluppato nelle sue potenzialitá da alcune aziende anche per colpa dell'affermazione del Ripasso.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda zampaflex » 15 giu 2020 11:40

l'oste ha scritto:
littlewood ha scritto:
l'oste ha scritto:
littlewood ha scritto:
alì65 ha scritto:
Andrea, il tuo discorso ci sta ma la differenza dei due stili (seppur netta) va a piacere personale; sono grandi vini tutti e due
DalF. è maestro di concentrazione ma anche di complessità, vini che hanno il loro peso, Quintarelli era maestro di leggerezza ma di una ricchezza e complessità, profondità infinita
vero che la differenza di pre90 e anni 2000 è alta ma era anche diverso il clima, tutto fa; per me l'ultima vera grande annata è la 97 ma le grandissime sono le riserva anni 80/90
sottolineo riserva perchè a confronto non c'è storia anche la stessa annata, sembrano due mondi
penso sia il vino che non smetterò mai di bere (fin che ne avrò le possibilità) :wink:

se non si è notato Quintarelli top

Nn e' cambiato solo il clima e' cambiata la valpollicella. Ora il bepi era un maestro dell' assemblaggio anzi un genio su questo . Poteva in quegli anni comprare il meglio di cio' che c' era in giro perche' pochissimi imbottigliavano. Poteva prendere vino del ravazzol o del monte gradela o di jago o torbe o mazzano e fare le sue magie. Nn ha mai lavorato sul concetto di cru come del resto pochissimi fanno ancora oggi. Questo ha creato enormi difficilta' a chi e' venuto in azienda dopo di lui. Perche,' se per es hai la vigna francia o il monprivato o il monvigliero se sei bravino qulcosa di buono lo tiri comunque fuori ma se la possibilita' di comprare il meglio in giro nn ce l' hai piu' perche' si sono messi ad imbottigliare anche i cani e un grande cru nn ce l' hai e nn ce l' hai mai avuto (:il lodoletta e' tutto fuorche' un gran posto perche' dalla parte sbagliata della valle) ecco che il risultato nn e' e nn puo' essere quello di un tempo. Secondo me Francesco dovrebbe fare i propri vini senza cercare di imitare il nonno anche negli atteggiamenti perche' ovviamente tra la copia e l' originale si sceglie sempre l' originale....

Mi hai messo una curiositá.
Da borgognofilo ma non solo per questo, mi hanno sempre affascinato i cru, anche per l'aspetto "romantico" di vinificare solo da quella tal vigna, ma soprattutto per l'aspetto più concreto, ovvero riconoscere come speciali alcune "piastrelle" di terra vitata perchè particolarmente vocate (esposizione, altezza, suoli, età delle vigne ecc) e quindi curate e gestite con speciale attenzione a partire dal riposo invernale, alle potature, al periodo e tipo di vendemmia, diraspature, reimpianti e via dicendo.
Come appunto dici e citi, avere Monvigliero, Monprivato o Vigna Rionda è una partenza agevolata.
Poi come insegna la storia delle grandi bottiglie, ci sono stati grandissimi produttori/compratori come Giacosa e Quintarelli appunto o altri come Bartolo che "mischiano" i propri cru a seconda delle annate per creare il proprio ideale di vino.
Le strade per l'eccellenza possono essere differenti, ma con un talento e una materia prima a disposizione.

Non conoscendo molto della realtá storica e attuale della Valpolicella e stretti dintorni, mi chiedo se vi siano cru particolarmente vocati in quelle zone, non dico come i suddetti langaroli (anche per fama e storia), ma unici, speciali, in un'ottica anche futura, visto il clima in evoluzione.

@Claudio, sono d'accordo su Quintarelli, infatti ho parlato solo di riserva. Per Dal Forno è un mio limite, mi manca il gusto per i vini molto concentrati, limite personale che purtroppo mi impedisce di godere appieno per un Kurni, Es o altri, sebbene comprendo la ricerca, la qualitá, il lavoro dietro e la complessità.

Se leggi bene io li ho pure citati alcuni poi co me sfondi una porta aperta lavorando in un' azienda che ha fatto del cru ( ravazzol e casal vegri) una pietra miliare della sua filosofia di lavoro Ma per valorizzarli devi conoscerli e secondo me sarebbe la via maestra del futuro di questa zona ma e' proprio la vigna e la sua gestione il tallone d,' achille di questa zona. E inoltre ti diro,' di piu'! Nn e' l' amarone il vino su cui bisogneebbe puntare perche' dovrebbe restare un vino di nicchia elitario. Ma il valpollicella sia annata che superiore.il vino che porta il nome della zona e che da una zonazione seria e un lavoro in vigna eliminando a mio pensiero ogni segno di appassimento che si deve attuare solo ed esclusivamente x l' amarone e il recioto ne' avrebbe grande giovamento

Grazie per le info e complimenti per la passione.
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E a me viene da dire che il passaggio da Amarone a Valpolicella, che sarebbe più che dovuto alla luce del cambiamento climatico che fa sì che i vini che una volta erano "necessari" (gli amaroni) ora sono inutilmente pesanti, è ostacolato dal successo del vinone sui mercati esteri fino al punto da venirne impedito.
Quale produttore locale, oggi, vorrebbe esporsi dichiarando di produrre meno Amarone perché l'appassimento non è più così migliorativo come una volta, e di dedicarsi quindi alla valorizzazione del vino non potenziato? Come verrebbe recepito dal mercato, capito dai compratori?
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Re: ...AMARONE: DAL FORNO O QUINTARELLI????

Messaggioda supersonic76 » 15 giu 2020 11:56

vinogodi ha scritto:Ma anche la 2009 è eccellente


Questa è una bella notizia.
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