Campania Stories 2019

Uno spazio per tutti, esperti o meno, appassionati o semplicemente incuriositi dall'affascinante mondo del vino: domande, idee, opinioni...
piergi
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Campania Stories 2019

Messaggioda piergi » 03 apr 2019 14:48

Come ogni anno ecco le mie parziali e soprattutto personale opinioni!

Vesuvio

Sorrentino
- Benita ‘31 2018
Caprettone in purezza. Difetti di gioventù ne inficiano il giudizio tanto da sembrare stranamente piuttosto adiposo.
-Lacryma Christi bianco vigna lapillo 2017
Al naso nettissime note di pietra focaia, in bocca a queste note prettamente minerali si uniscono sale e densità, ottima riuscita.
-Lacryma Chisti rosso vigna lapillo 2016
Chiuso e mutanghero al naso, anche in bocca faticano a emergere note che vadano al di là della frutta poco matura. Chiusura veloce.
Casa Setaro
-Lacryma Christi bianco munazei 2018
Verdino, crudo, troppo giovane.
-Lacryma Christi rosso Don Vincenzo 2014
Naso elegantissimo su note iodate e minerali, bocca di glicine e arancia dolce, acidità spinta ma corpo gradevolmente equilibrato, in piena forma.
Tenuta augustea
-Catalunae 2017
Catalanesca del monte Somma, praticamente bevuto nella batteria dei caprettoni vesuviani si ottiene l’effetto pastiera! Arancia candita, crema, finale salato che allunga il sorso.
-Lacryma Christi rosso crucem 2017
Naso verdino, in bocca molto meglio, netta arancia sanguinella quasi da capi flegrei.
Cantine Matrone
-Lacryma Christi bianco 2016
Cupo nelle sue note di pietra focaia, zolfo e sale. In bocca mostra carattere e complessità, e aggiunge alle note più minerali un deciso tocco agrumato.
-Lacryma Christi rosso 2016
Naso che oscilla tra la cenere del camino e il timo, in bocca acidità e freschezza, sono le note più vegetali e agrumate a prevalere.
Villa Dora
-Lacryma Christi bianco vigna del vulcano 2014
Bottiglia subito, please. Vino che dapprima si mostra riottoso e chiuso si schiude poi in un radioso e amichevole abbraccio condito da accentuate note cinerine. Compagno di un bell’agnello con i carciofi già che siamo quasi in tempo pasquale….
-Lacryma Christi rosso Forgiato 2011
Zolfo, terra bagnata, humus. In bocca identici descrittori. Tannino ben presente, finale leggermente sfocato.
Cantina del Vesuvio
-Lacryma Christi rosso 2017
Naso velato, chiuso. In bocca una nota amara sovrasta il frutto che pure si intravede. Giovane.

Campi flegrei

Agnanum
-CF falanghina 2017
Colore dorato intenso, bocca fermentativa, giovanissima, da risentire.
-CF piedirosso 2017
Note spiazzanti di cenere fredda, mai sentite così nette in un bicchiere. In bocca ritorna la cenere unita a ciliegia a giusta maturazione.
Astroni
-CF falanghina colle imperatrice 2017
Vino adattissimo a mal di testa e nevralgie, sale mare iodio acidità e vitamina C, praticamente come un aspirina ma più buona!
-CF falanghina vigna astroni 2016
Colore dorato brillante, alla prima snasata lievito di birra e crosta di pane, quindi tanto sale e garrigue, mirto su tutto. Chiude un poco repentinamente.
-Strione 2013
The dark side of campi….. equilibrio perfetto fra scura mineralità e frutto solare.
-CF piedirosso colle rotondella 2017
Frutta croccante e spiccata acidità, chiusura repentina.
-CF piedirosso ris. Tenuta camaldoli 2015
Struttura ampia ma agile, solare, fresco, agrumato, finale lunghissimo e leggermente amaricante.
Salvatore Martusciello
-CF falanghina settevulcani 2017
Produttore commercialmente conosciuto soprattutto per i suoi rossi frizzanti. Questa falanghina si presenta un po’ chiusa al naso, faticano a emergere sentori iodati. Molto più espressiva la bocca con una bella tensione salino-fruttata.
Contrada Salandra
-CF falanghina 2016
O sarò stato sfortunato io o sfortunata la bottiglia
-CF piedirosso 2015
Vino rilassato, sulla frutta rossa matura (more di rovo, amarene) nette note minerali, fumè, finale salato.
La Sibilla
-CF falanghina cruna del lago 2016
Una delle sicurezze della denonimazione, acidità sparata quindi belle note di timo, rosmarino, arancia bionda, lungo il finale.
-CF piedirosso 2017
Naso termale terapeutico, adatto a curare la sinusite. Zolfo ritorna in bocca assieme a frutto chiaro e all’immancabile nota marina, finale molto lungo e balsamico.
Mario portolano
-CF piedirosso 2017
Azienda che curiosamente punta le sue fiches migliori sull’aglianico. Il vino si presenta scapigliato e riottoso a distendersi, con un finale leggermente crudo.
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda piergi » 03 apr 2019 14:52

Salerno

Montevetrano
-Core bianco 2017
Taglio paritario di greco e fiano di provenienza sannitica. Bel frutto bianco in evidenza, una punta di calore ne inficia il finale.
-Montevetrano 2013
Prestazione meno brillante del consueto, una iniziale noterella di yoghurt alla fragola disturba la parte olfattiva. In bocca questa benedetta fragolina ritorna ma in maniera meno netta lasciando spazio a note più consone di tabacco biondo, cedro, eucalipto. Chiude morbidino.
Marisa Cuomo
-Fiorduva 2017
A me piace, in questa epoca di acidità affilate, agrume acerbo, sale sulle ferite, a me questa grassa burrosa e dolcina bottiglia…insomma…confessiamolo, a chi è stato adolescente tra gli anni 80 e 90, sotto sotto non può non piacere ancora Mara Venier!!
Ettore Sammarco
-Ravello vigna grotta piana 2017
Crema di limone, note iodate, vino giocato sull’equilibrio. Chiusura lunga e non stucchevole.
Casebianche
-Cumalè 2018
Pasquale ha tirato fuori una minibomba di piacevolezza e gusto, corro a prenderne due casse, sperando di non beccare una multa come l’ultima volta!
Il colle del corsicano
-Licosa 2017
Non conoscevo ne’ la cantina ne’ il vino. Piacevole sorpresa, fiano mediterraneo quindi di struttura ma anche di grande equilibrio, con sale, lentisco, finocchietto e mandarino.
Luigi Maffini
-Kratos 2017
Continuo a preferirlo al fratello maggiore, lo trovo più scorrevole e articolato, più agile. Anche in questa edizione conferma queste doti.
Mila Vuolo
-fiano 2mila17 2017
Sembra quasi irrisolto nella dicotomia tra pescheria e pasticceria, in cerca del suo equilibrio.
Verrone
-Vigna girapoggio 2017
Bella struttura e bella frutta in evidenza, ma in questo momento lo sento come frenato, con un passo un po’ faticoso.

Benevento e Caserta

Fattoria la rivolta
-Sogno di rivolta 2017
Taglio di falanghina al 50% greco e fiano in parti uguali per la metà rimanente, è sempre stato un vino più largo che affilato e anche in questa annata non smentisce la sua caratteristica. Al momento troppo giovane per avere trovato un equilibrio in tutta quella massa.
Nanni Copè
-Polveri della scarrupata 2017
Faccio parziale retromarcia, l’anno scorso non mi era piaciuto per niente e mi sentivo un extraterrestre, ora mi sto lentamente integrando con la popolazione locale. Naso poco ruffiano, sbuffi cognaccosi, in bocca corregge il tiro, frutta bianca, note iodate,equilibrio, sfaccettatura e mobilità.
Sabbie di sopra il bosco 2017
Mi potrei fermare all’analisi visiva, un rubino di brillantezza irreale e ipnotica. Al naso sconta l’eccesso di gioventù, in fase di chiusura concede poco. In bocca sa essere più generoso, tannino elegante e levigato, tanta frutta rossa e finale minerale idrocarburico.
Galardi
-Terra di lavoro 2016
Poco convincente, naso banalotto e bocca poco mobile, sembra quasi uno stoccafisso, nessuna mobilità nel bicchiere. Ingiudicabile per estrema immaturità.
-Terra di lavoro 2013
Cambiamo decisamente registro. Naso di erbe officinali, catrame, carne affumicata. In bocca agrumi e pepe nero spingono alla beva. Decisamente alleggerito rispetto ai miei ricordi.
Trabucco
-Falerno Rapicano 2014
Erbaceo alla prima snasata, in bocca è agile e godibile, bel pepe e un frutto goloso e espressivo.
Masseria Felicia
-Falerno etichetta bronzo 2013
Frutta rossa matura e un bel tannino cazzuto da aglianico, acidità spiccata che ne rende tonica e vibrante una struttura tutt’altro che leggera.
Villa Matilde
-Falerno riserva vigna Camarato 2010
Etichetta emblematica di un (paio) di decenni fa. Il vino non appare ne’ banale ne’ costruito, anzi. Non mostra assolutamente i suoi 9 anni, spinge sul frutto fresco e giovanile il legno d’elevazione, ben integrato, ne smussa le asperità dandogli un finale sì sferico ma non morbido.
Fontanavecchia
-Aglianico del taburno 2014
Frutta chiara, anguria, pesca, arancia dolce tardiva. Tannino agile e ben fuso, chiusura di discreta lunghezza e intensità.
-Aglianico del Taburno riserva vigna cataratte 2010
Treno in piena corsa. Carne rossa affumicata, pepe nero, spezie, arancia rossa, tannino vivace che morde le gengive. Giovanissimo ma pienamente godibile.
Torre a oriente
-Aglianico del Taburno u’ barone 2012
Naso disturbato da una nota canforata eccessiva, nota che ritorna ,meno fastidiosa, anche in bocca. Tannino asciugante.
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda piergi » 03 apr 2019 14:57

Irpinia

C/de di taurasi
-Grecomusc 2016
Bella prova per questo roviello in purezza. C’è frutta bianca (pesca) sale e acidità QB, corpo non esile ma finale citrino che facilita la beva
-Taurasi 2013
Sviluppo verticale,idrocarburo, acidità, tannino feroce, frutta rossa matura e note ematiche. Chiusura lunga.
Colli di lapio
-fiano di Avellino 2018
Grande prestazione, già ben equilibrato. Sorso pieno e goloso e finale salino.
Feudi
-fiano di Avellino Pietracalda 2018
Se un alieno appassionato di Pietracalda tornasse sulla terra dopo un intergalattico viaggio di un lustro non riconoscerebbe più la sua bevanda del cuore. Affilato, acido, verticale, nespole e biancospino. Finale di media intensità.
-greco di Tufo Cutizzi 2018
Qui il cambiamento è ancora a metà strada, sarà che il greco è vitigno meno immediato rispetto al fiano, ma le note di pera campanina sovrastano troppo la parte minerale.
Tenute di pietrafusa
-fiano di Avellino Montelapio 2018
Divisione irpina della storica cantina Villa Matilde, vigne perlopiù a Lapio. Eccede in tecnicismo ma sfoggia una prestazione convincente, giocata un un bel corredo floreale e fruttato. Finale leggermente amaro.
Terre d’aione
-fiano di Avellino 2018
Naso muto e poco mobile, in bocca è leggermente più disteso, si riscatta con un finale salino lunghissimo.
I favati
-fiano di Avellino pietramara 2017
Molto idrocarburico al naso, in bocca è sfaccettato, alternando note più minerali a un corredo aromatico floreale notevole.
-greco di Tufo terrantica 2017
Vino che chiama a gran voce la tavola, grasso, tannico ma dal finale affilato.
I capitani
-Taurasi bosco faiano 2013
Naso piuttosto stravagante, pongo e menta. In bocca nette sensazioni di confettura di pera, un po’ asciugante il finale.
Pietracupa
-fiano di Avellino 2017
Una delle certezze della denominazione, in piena forma. Gessoso, salino, balsamico, affilato come una katana.
-greco di Tufo 2017
Anche qui il marchio di fabbrica è evidente, con un idea di sottrazione che lo rende un vino dal fascino ascetico.
Rocca del principe
-fiano di Avellino 2017
In quel di c/da Arianello non sbagliano più un uscita. Vino equilibrato e dosato alla perfezione, tra note di pesca nettarina, gasolio, e richiami marini.
-fiano di Avellino Tognana 2016
Naso molto mobile, note di zolfo in evidenza. In bocca è tutt’altro che scarno, anzi, ma pur avendo notevole struttura ha una spinta acida che lo rende agile e scattante. Finale lunghissimo e pai persistente.
Tenuta cavalier Pepe
-fiano di Avellino Brancato 2017
Poco mobile, poco slanciato. Non riesce a scoccare la scintilla con i vini di questa azienda.
Tenuta Sarno
-fiano di Avellino 2017
Spremuta di limone, buccia di mandarino e un tocco di sale. Potrebbe essere un dissetante cocktail da spiaggia, oppure si può attendere, le premesse per una bella riuscita ci sono tutte.
Traerte
-fiano di Avellino 2017
Bella verticalità, agrume, glicine, mentuccia. Chiusura un po’ amara.
Di prisco
-vigna Rotole 2017
Fiano in terra di Greco, poco mobile nel bicchiere, adiposo, sorso faticoso.
-greco di Tufo pietra rosa 2017
Classico rosso travestito da bianco, acidità, tannino, sale e una struttura notevole.
-Taurasi 2010
Naso un po’ sfocato, anche in bocca fatica a trovare una quadratura.
Villa Raiano
-fiano di Avellino ventidue 2016
Naso idrocarburico, frutto ben presente, note di pesca bianca, nespola, mandarino comune, bilanciati da un finale gessoso molto fresco e balsamico.
-fiano di Avellino Alimata 2016
In casa Basso quest’anno Montefredane batte Lapio. Mentuccia, timo, origano, quindi tanta pietra focaia, finale agrumato lunghissimo.
-taurasi 2014
Balsamico e mentolato, tannino ben presente ma non asciugante, frutta rossa e frutto croccante.
Vigne Guadagno
-fiano di Avellino c/da sant’Aniello 2015
Azienda poco sotto i riflettori ma capace di belle prestazioni. Come questa, vino che si presenta scattante fresco e affilato, con un buon corredo di note di albicocca matura e rimandi marini. Finale lungo.
Benito Ferrara
-greco di Tufo vigna cicogna 2017
Questa storica azienda inanela l’ennesima ottima prestazione. Bevibilità assassina, freschezza, acidità e struttura. Frutto goloso e croccante.
Nolurè
-greco di Tufo venticinquedodici 2017
Greco a trazione naturale. Alla prima snasata evidente mallo di noce e sbuffo alcolico, in bocca è duro, tannico, scontroso. Finale salino e scarno.
-ventinovemaggio 2017
Cupamente empireumatico, in bocca è inizialmente sul tannino duro, quindi si apre su note più fruttate e solari chiudendo su radici e china. Mobile e gustoso.
Petilia
-greco di Tufo quattroventi 2017
Crosta di pane, sensazioni lievitose. In bocca duretto e poco amicale, chiude corto.
-taurasi 450V 2013
Note verdi e vegetali, la bocca è dominata da un tannino tutt’altro che risolto. Una chiusura lunga e fortemente agrumata fa’ ben sperare, da attendere.
Cantine dell’angelo
-greco di tufo miniere 2017
Ruffianeggia, per quanto impropriamente possa usare questo termine, perché il vino è sì sale, zolfo e corna del demonio, ma il tutto in una cornice di equilibrio tale che rende il tutto di estrema gradevolezza.
-greco di tufo torrefavale 2017
Qui torniamo ai consueti registri, tannino, chiusura, reticenza e mutismo, non sarebbe sferico nemmeno un pallone. Finale lunghissimo.
Il cancelliere
-Gioviano 2016
Inizialmente ridotto, naso e bocca sono dominati da un insistita nota di canfora abbastanza disturbante.
-Taurasi riserva nero né 2011
Manca cattiveria ma il vino è molto equilibrato. Giocato sui toni cupi e radicosi, quasi salmastri, ha allungo e sale ma manca la spinta acida per far quadrare il tutto.
Antico castello
-Magis 2015
Aglianico in versione easy & funny. Pepe nero, fumè, finocchietto selvatico, buona spinta acida e tannino non levigato ma educato. Finale di inaspettata lunghezza con nette note di arancia rossa.
-Taurasi riserva 2011
Due anni fà la riserva 2010 mi aveva lasciato piuttosto indifferente. Questa versione mi pare invece convincente e in gran spolvero! Struttura importante, tannino ben fuso, frutta rossa, spezie, agrume e tanto sale. Chiusura lunghissima e pulita.
Stefania Barbot
-Taurasi Fren 2015
Naso scapigliato e anarchico, in bocca note idrocarburiche e marine spingono nell’angolo un frutto rosso maturo che pure c’è. Interpretazione in divenire.
Donnachiara
-Taurasi 2015
Naso e bocca dominati da note di liquirizia, china, genziana. Tannino risolto, chiusura veloce.
Luigi Tecce
-Taurasi Poliphemo 2014
Gioventù estrema. Profilo idrocarburico, tanto tanto tannino, quindi frutta sotto spirito, spezie orientali, sesamo. Lunghissimo.
-Taurasi riserva puro sangue 2014
Naso molto balsamico, mentuccia e eucaliptolo. In bocca prevalgono le note riconducibili a radici, china, sottobosco, quindi brace e finale di arancia rossa matura.
Perillo
-Taurasi 2009
Rispetto a recenti versioni mi pare pare leggermente sottotraccia. Elegante, giocato su note di radice di liquirizia, timo, origano. Quindi tanta frutta rossa, tra l’arancia tarocco e le more di rovo. Chiusura lunga ma manca la cazzimma.
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda alexer3b » 03 apr 2019 15:26

Grande!

Alex
Oggi, in latino...l'ha pijata ar culo. (Romano ad honorem 08-10-2008)

... a Nossiter (come ai suoi compaesani) bisognerebbe spiegare che quando avrà capito l’importanza di usare il bidet sarà sempre troppo tardi… :lol: (anonimo 07-02-2012)
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda gianni femminella » 03 apr 2019 15:49

Grazie!

Provo un interesse crescente per queste zone. Sarà di ispirazione per prossimi acquisti.
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda gmi1 » 03 apr 2019 17:25

bellissima panoramica, non mi sono mai stancato e l'ho letta tutta…. chapeau...
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda divino59 » 03 apr 2019 17:58

Grazie come sempre Piergiovanni per le tue note, quest'anno non potevo essere presente ( mio malgrado ) alla manifestazione , ma sapevo di poter contare su di te. :D
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda ilvinaio » 03 apr 2019 18:34

Mitico :shock:
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda Spectator » 03 apr 2019 18:44

..Pier,meriteresti un..monumento :D ,complimenti!Le aziende del Vesuvio..stanno quasi tutte...dietro casa mia ed io neanche una bottiglia ,ne ho mai assaggiata :oops: .
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda vinogodi » 03 apr 2019 19:25

...mi aggiungo ai complimenti... :wink:
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda l'oste » 03 apr 2019 19:56

Grazie piergi è bravissimo, una panoramica perfetta per chi abita lontano.

Colli di Lapio e Raiano già presi e bevuti con soddisfazione. Preso anche Tenuta Sarno che adoro fin dalla 2011. I loro vini sono sempre da aspettare moolto ma poi....
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda piergi » 03 apr 2019 20:58

4 ore della mia vita passate a assaggiare vini in un contesto fantastico, a picco sul mare della costiera amalfitana.
Che vitaccia!!!
:lol:
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda GabrieleB. » 04 apr 2019 09:44

Complimenti sinceri anche da parte mia,belle note e grandissima panoramica!
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Re: Campania Stories 2019

Messaggioda alexer3b » 04 apr 2019 12:10

l'oste ha scritto:Grazie piergi è bravissimo, una panoramica perfetta per chi abita lontano.

Colli di Lapio e Raiano già presi e bevuti con soddisfazione. Preso anche Tenuta Sarno che adoro fin dalla 2011. I loro vini sono sempre da aspettare moolto ma poi....

La 2010 di Maura Sarno oggi è favolosa. Il comparto del Fiano a mio giudizio esprime oggi una qualità media davvero elevata, basti pensare ad aziende come Vigne Guadagno (poco conosciuta rispetto a quelle più premiate, bravo Piergi sempre attento) in grado di sfornare dalla 2013 un Fiano che riflette Montefredane in modo magistrale come il Contrada Sant'Aniello.

Alex
Oggi, in latino...l'ha pijata ar culo. (Romano ad honorem 08-10-2008)

... a Nossiter (come ai suoi compaesani) bisognerebbe spiegare che quando avrà capito l’importanza di usare il bidet sarà sempre troppo tardi… :lol: (anonimo 07-02-2012)

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