LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

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alì65
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda alì65 » 22 ago 2018 14:42

gp ha scritto:
Messner ha scritto:Barolo Bricco delle Viole 2014 Mario Marengo
Frutta a profusione: marasca sotto spirito, fragola, lampone, violette, tabacco, china, cuoio, una piccola nota salmastra e vegetale di pepe verde che non stona affatto, vuoi che sia causa dell'annata fredda e piovosa, vino comunque decisamente riuscito, mi è piaciuto tanto, non da aspettare come in altre annate, tra l'altro cru d'altura che si esprime maggiormente rispetto ad altri sul breve periodo. Barrique nuove in percentuale irrisoria, dosaggio del legno magistrale. A quel prezzo è un gran bel bere
17,75/20

Da quello che si legge in giro, Marengo usa una versione aggiornata della ricetta modernista dei Barolo Boys: macerazioni brevi con rotovinificatore (e simili) [1], solo barrique di cui nuove il 15% [2] o più, aggiungerei anche l'enologo Caviola [2].
Ottiene recensioni più o meno entusiaste dalla critica USA, con connessi punteggi sopra i 90 e per i più rapiti sopra i 95. Alcuni critici giocano sull'equivoco, qualificando il suo stile come tradizionale, come la Larner di Wine Advocate "Mario Marengo is known for traditional and age-worthy Barolos that show best after at least ten years of cellaring". [3]

La piacevolezza immediata dei vini ottenuti con questa ricetta è fuori discussione: per esempio, Galloni (Vinous) che è un critico più sottile della media USA parla di "totally seductive personality” [3] a proposito del Bricco delle Viole 2012. La questione è se con questo approccio non si perda in profondità e tridimensionalità, smussando la dimensione verticale propria del Barolo alla ricerca di una rotondità tipica di altre zone e di altri vitigni.

Questa recensione del Bricco delle Viole 2011 mi pare interessante perché evidenzia l'apporto del legno (marcatura speziata e addirittura resina), diversamente da altre recensioni USA che non vi fanno cenno, sospetto non perché non lo trovano, ma perché lo danno per scontato:
Rose, iris, dark berry and baking spice [mischiotto di spezie] aromas emerge on this taut wine. The dense palate doles out mature black cherry, resin, cinnamon, vanilla and a hint of toast balanced by fine-grained tannins and bright acidity. [4]

[1] https://www.iltaccuvino.com/2015/01/09/ ... no-felice/
[2] http://www.marcdegrazia.com/italian-win ... -2012.html
[3] https://topwinesonly.com/mario-marengo- ... -75cl.html
[4] https://www.winemag.com/buying-guide/ma ... ole-barolo


gp, ma dopo tutte queste fantastiche recensioni, tu, l'hai bevuto? così potrai darci la tua struggente opinione...

è semplicemente lo specchio di Barolo per mercato estero, in particolare oltreoceano e, in parte, asiatico
le nuove versioni sono più "alleggerite" come praticamente tutti in zona....il mercato è cambiato e il mulino gira dove tira il vento...non lo fa per passione
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda gp » 22 ago 2018 15:44

Non solo non l'ho bevuto, ma non l'ho neanche mai visto dal vivo.
Probabilmente va quasi tutto oltreoceano, dove c'è più gente che lo apprezza senza andare tanto per il sottile.
gp
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda BarbarEdo » 22 ago 2018 16:20

Ad Alì sta così antipatica la Langa che non riesce a parlare bene neppure dei baroli che ha da vendere :mrgreen: (si scherza, eh!..)
Dai, ti aiuto io: i vini di Marengo non sono niente male, soprattutto i 2004 :wink: :wink:
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda zampaflex » 22 ago 2018 16:59

gp ha scritto:Non solo non l'ho bevuto, ma non l'ho neanche mai visto dal vivo.
Probabilmente va quasi tutto oltreoceano, dove c'è più gente che lo apprezza senza andare tanto per il sottile.


Bevvi non tanto tempo fa un suo Brunate 2007 e, al di là di una certa atipicità aromatica, con richiami chiaramente modernisti, la tessitura del vino sul palato era assolutamente ammirevole. Nonché ben gestita l'annata non ottimale.
Tieni presente che detesto i prodotti dei Barolo Boys.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Ziliovino » 22 ago 2018 17:24

Note agostane, alcune striminzite, ma non ho preso appunti:

Lambrusco di Sorbara Metodo Classico Ringadora Brut nature 2015 - Podere Il Saliceto. senza infamia e senza lode, speravo qualcosina in più...

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Vigneto Enrico Cialdini 2017 - Cleto Chiarli. Questo è ben fatto, anche visti i numeri, un lambrusco di buona struttura, direi un classico Castelvetro, bollicina cremosa, si lascia bere bene.

Sancerre Les Vignes Silex 2016 - Domaine Reverdy-Ducroux. Elegante ed energico, tra agrumi e frutta a pasta gialla

Terre Aquilane 2015 - Presidium. Colorone decisamente da vino rosso (forse per questo non ha la doc?), ma anima da rosato, seppur di struttura, concede poco al naso, più dinamico al sorso appena smaltita la leggera carbonica iniziale, nel complesso non male.

Valdobbiadene Prosecco col fondo 2016 - Cà dei Zago. Uno dei prosecco più aggrumati che abbia assaggiato, a fianco di una bella pera verde, pulitissimo e netto, bello secco, bolla migliorabile, ma nel complesso direi niente affatto male.

Calabria Rosso Cotidie Neostos 2015 - Spiriti Ebbri. Frizzante... mi sa che c'è qualcosa che non va.

Etna rosso 2015 - Benanti. Molto piacevole e ben fatto, frutti rossi, erbe aromatiche, bocca succosa, cosa chiedere di più?

Primitivo di Manduria 2010 - Attanasio. Gran bel primitivo, molto mediterraneo nelle note di macchia, la struttura ovviamente abbonda ma la freschezza vista la mole anche.

vdt Pinero 1985 - Cà del Bosco. Cose dell'altro mondo: ancora vivo e vegeto, con fiori secchi, caffè, carrube, un po' di carne alla brace, echi di frutti rossi, sorso fresco e disimpegnato, il poco rimasto non cede neppure il giorno dopo.

Emilia Rosso Macchiona 2005 - La Stoppa. La nota rustica è lì e si fa sentire, in questa fase la bonarda predomina, è sempre lui.

Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Olmatello 2003 - La Berta. Premio per l'integrità di colore e frutto, ma non lascia il segno.

Sagrantino di Montefalco Arquata 1994 - Adanti. Completamente ossidato...

Trento Riserva Lunelli 2007 - Ferrari. Direi decisamente ben fatta, bolla elegante, di struttura ma con adeguata riserva di freschezza, al naso arrivano anche intriganti note di erbe.

Campania Rosso 2012 - Monte di Grazia. Piacevolissimo, molto floreale e frutto rosso fresco, molto meno efebico in bocca di come mi ricordassi qualche annata indietro, ora ad equilibrare la decisa freschezza c'è anche adeguata polpa, glu glu glu...

Molise Tintillia 2016 - Sacreterre. Frutti rossi e bella nota pepata, sorso bello asciutto e leggero tannino graffiante sul finale, interessante.

Rosso Conero Primo di Tre 2014 - Angeli di Varano. Anche questa un'ottima bevuta quotidiana, pulito e fragrante al naso, più avvolgente al sorso rispetto ai due precedenti, ma forse anche vista l'annata mantiene una bella agilità. Ottimo q/p anche qui, preso al loro B&B.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda alì65 » 22 ago 2018 19:01

BarbarEdo ha scritto:Ad Alì sta così antipatica la Langa che non riesce a parlare bene neppure dei baroli che ha da vendere :mrgreen: (si scherza, eh!..)
Dai, ti aiuto io: i vini di Marengo non sono niente male, soprattutto i 2004 :wink: :wink:


il mio intervento era per dare uno scopellotto a gp perchè come si fa a parlare di un vino solo con letture....
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Kalosartipos » 22 ago 2018 21:58

Capitò di bere un Barolo base 2013 del predetto Mario Marengo, lo scorso ottobre, in una trattoria di Langa ed in compagnia di due forumisti.. per il nostro palato, tanto, troppo rovere :(
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Spectator » 23 ago 2018 12:25

..Capito' di NON bere un Barolo Brumate 2006 di Marengo,perche' completamente andato. Seppur conservato in modo..ottimale :mrgreen: :mrgreen: .
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Andyele » 23 ago 2018 13:32

Io bevvi il Brunate 2008 di Marengo e pur riconoscendo lo stile modernista (leggasi barrique) non trovai un legno così debordante. Non mi dispiacque. Un onesto barolo.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Langa&Roero » 23 ago 2018 14:23

Marengo gran produttore e gran persona, in genere preferisco il Bricco Viole al Brunate ma col 2014 ho preferito il Brunate.
Qui in Langa è ben presente nei posti ''giusti'', ovviamente facendo una produzione di meno di 50000 bottiglie e destinandole per lo più all'estero è difficile vederlo in tutta Italia.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda alemusci » 23 ago 2018 14:51

Per la serie: leggende metropolitane sul vino. Mi trovo in un paesino del Salento; vado a comprare un po’ di frutta e verdura da un ortofrutta consigliato da un autoctono. Arrivato alla cassa, al momento di pagare, scorgo alle spalle della cassiera ottuagenaria, frammiste a cinzano, bacardi e porcherie varie una serie di bottiglie che attirano la mia attenzione, tra cui:
- (semi sepolto sotto una coltre di polvere) veuve clicquot vintage reserve 1996, prezzo 32 €
-(sempre impolverato, ma meno) Ferrari perle 2005 (sboccatura 2011 dopodiché 7 anni di vetro e polvere), prezzo 28 €.
Lì per lì ho un mezzo shock, ma pago i miei peperoni, pomodori e melanzane e me ne vado. Continuo però, ovviamente, a rimuginare: temperatura? 40 gradi estivi e invernali boh. Bottiglie in piedi chissà da quanti anni e la bolla? Mah... eppure alla fine mi lascio tentare e, tra lo sgomento generale (erano ormai più pezzi di arredamento che prodotti in vendita), acquisto ambo le bocce. Resoconto:
-ferrari: pazzesco. Colore ancora perfettamente integro e brillante. Naso da urlo: burro, crema catalana e una torrefazione talmente intensa che mi ha vagamente ricordato (con tutti i distinguo del caso, complice anche l’emozione del momento) un dompero 82 bevuto di recente. La bocca poi di una freschezza e di una salivazione pazzesche con una bolla viva e cremosa da far paura. Una boccia della madonna. Seccata a pranzo, praticamente da solo (mia moglie ha assaggiato qualche sorso, obbligata da me) con pizza di patate al prosciutto e parmigiana di melanzane appena tornati dal mare. “Un piacere da cambiare la vita a una persona”.
-veuve clicquot: questo invece è cotto. Oro antico. Bolla che fa finta, stancamente, di esserci. Naso cognaccoso, frutta cotta, fungo champignon, the. Bocca piatta e stanca con ritorni pesanti di mela cotta. Un sogno finito dentro a un lavandino.
Decido allora ti tentare il colpaccio: le bottiglie di Ferrari, infatti, erano due. Il giorno dopo torno, compro 1 euro di fichi e 28 euro di Ferrari perle 2005. Pronto a tutto, a questo punto, apro.
Bolla molto più viva e spinta della gemella. Colore lievemente più saturo. Naso molto meno stimolante, più nella media, più in sintonia con quello che ti aspetteresti. Burro molto netto, frutta gialla, qualche biscottino appena sfornato, una torrefazione piccola piccola. La bocca è fresca ma non vibrante, il corpo un po’ sfuggente, la lunghezza media. Non una bottiglia orrenda, per carità, ma neanche lontanamente paragonabile alla sua gemella con cui ha condiviso tutto, finanche il lungo affinamento in scaffale (erano una davanti all’altra). Le infinite vie dell’evoluzione del vino.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Messner » 23 ago 2018 18:29

Kalosartipos ha scritto:Capitò di bere un Barolo base 2013 del predetto Mario Marengo, lo scorso ottobre, in una trattoria di Langa ed in compagnia di due forumisti.. per il nostro palato, tanto, troppo rovere :(


Molto curiosa questa cosa, la mia soglia di percezione del legno è alquanto bassa nei vini e se troppo invadente mi infastidisce alquanto, ma in questo 2014 non ho trovato un eccesso di legno. Certo note riconducibili a barrique c'erano, ma ben gestite. Forse cambia da annata ad annata? Spero proprio di no :roll:
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda maxer » 23 ago 2018 18:30

alemusci ha scritto:Per la serie: leggende metropolitane sul vino. Mi trovo in un paesino del Salento; vado a comprare un po’ di frutta e verdura da un ortofrutta consigliato da un autoctono. Arrivato alla cassa, al momento di pagare, scorgo alle spalle della cassiera ottuagenaria, frammiste a cinzano, bacardi e porcherie varie una serie di bottiglie che attirano la mia attenzione, tra cui:
- (semi sepolto sotto una coltre di polvere) veuve clicquot vintage reserve 1996, prezzo 32 €
-(sempre impolverato, ma meno) Ferrari perle 2005 (sboccatura 2011 dopodiché 7 anni di vetro e polvere), prezzo 28 €.
Lì per lì ho un mezzo shock, ma pago i miei peperoni, pomodori e melanzane e me ne vado. Continuo però, ovviamente, a rimuginare: temperatura? 40 gradi estivi e invernali boh. Bottiglie in piedi chissà da quanti anni e la bolla? Mah... eppure alla fine mi lascio tentare e, tra lo sgomento generale (erano ormai più pezzi di arredamento che prodotti in vendita), acquisto ambo le bocce. Resoconto:
-ferrari: pazzesco. Colore ancora perfettamente integro e brillante. Naso da urlo: burro, crema catalana e una torrefazione talmente intensa che mi ha vagamente ricordato (con tutti i distinguo del caso, complice anche l’emozione del momento) un dompero 82 bevuto di recente. La bocca poi di una freschezza e di una salivazione pazzesche con una bolla viva e cremosa da far paura. Una boccia della madonna. Seccata a pranzo, praticamente da solo (mia moglie ha assaggiato qualche sorso, obbligata da me) con pizza di patate al prosciutto e parmigiana di melanzane appena tornati dal mare. “Un piacere da cambiare la vita a una persona”.
-veuve clicquot: questo invece è cotto. Oro antico. Bolla che fa finta, stancamente, di esserci. Naso cognaccoso, frutta cotta, fungo champignon, the. Bocca piatta e stanca con ritorni pesanti di mela cotta. Un sogno finito dentro a un lavandino.
Decido allora ti tentare il colpaccio: le bottiglie di Ferrari, infatti, erano due. Il giorno dopo torno, compro 1 euro di fichi e 28 euro di Ferrari perle 2005. Pronto a tutto, a questo punto, apro.
Bolla molto più viva e spinta della gemella. Colore lievemente più saturo. Naso molto meno stimolante, più nella media, più in sintonia con quello che ti aspetteresti. Burro molto netto, frutta gialla, qualche biscottino appena sfornato, una torrefazione piccola piccola. La bocca è fresca ma non vibrante, il corpo un po’ sfuggente, la lunghezza media. Non una bottiglia orrenda, per carità, ma neanche lontanamente paragonabile alla sua gemella con cui ha condiviso tutto, finanche il lungo affinamento in scaffale (erano una davanti all’altra). Le infinite vie dell’evoluzione del vino.

Quando dalla stessa vecchietta l' anno scorso avevo acquistato anch' io uno splendido Perle 2005, mi aveva confidato che una delle due bottiglie che le sarebbero rimaste, contrassegnata da una piccola 'x' sull' etichetta, l' aveva sempre tenuta per undici anni sopra un tavolino all' aperto fuori dal negozio, assieme al Veuve Clicquot, coperte da un cellophane, per attirare i clienti, estate e inverno 8)
:wink:
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda alemusci » 23 ago 2018 18:44

maxer ha scritto:
alemusci ha scritto:Per la serie: leggende metropolitane sul vino. Mi trovo in un paesino del Salento; vado a comprare un po’ di frutta e verdura da un ortofrutta consigliato da un autoctono. Arrivato alla cassa, al momento di pagare, scorgo alle spalle della cassiera ottuagenaria, frammiste a cinzano, bacardi e porcherie varie una serie di bottiglie che attirano la mia attenzione, tra cui:
- (semi sepolto sotto una coltre di polvere) veuve clicquot vintage reserve 1996, prezzo 32 €
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-ferrari: pazzesco. Colore ancora perfettamente integro e brillante. Naso da urlo: burro, crema catalana e una torrefazione talmente intensa che mi ha vagamente ricordato (con tutti i distinguo del caso, complice anche l’emozione del momento) un dompero 82 bevuto di recente. La bocca poi di una freschezza e di una salivazione pazzesche con una bolla viva e cremosa da far paura. Una boccia della madonna. Seccata a pranzo, praticamente da solo (mia moglie ha assaggiato qualche sorso, obbligata da me) con pizza di patate al prosciutto e parmigiana di melanzane appena tornati dal mare. “Un piacere da cambiare la vita a una persona”.
-veuve clicquot: questo invece è cotto. Oro antico. Bolla che fa finta, stancamente, di esserci. Naso cognaccoso, frutta cotta, fungo champignon, the. Bocca piatta e stanca con ritorni pesanti di mela cotta. Un sogno finito dentro a un lavandino.
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Bolla molto più viva e spinta della gemella. Colore lievemente più saturo. Naso molto meno stimolante, più nella media, più in sintonia con quello che ti aspetteresti. Burro molto netto, frutta gialla, qualche biscottino appena sfornato, una torrefazione piccola piccola. La bocca è fresca ma non vibrante, il corpo un po’ sfuggente, la lunghezza media. Non una bottiglia orrenda, per carità, ma neanche lontanamente paragonabile alla sua gemella con cui ha condiviso tutto, finanche il lungo affinamento in scaffale (erano una davanti all’altra). Le infinite vie dell’evoluzione del vino.

Quando dalla stessa vecchietta l' anno scorso avevo acquistato anch' io uno splendido Perle 2005, mi aveva confidato che una delle due bottiglie che le sarebbero rimaste, contrassegnata da una piccola 'x' sull' etichetta, l' aveva sempre tenuta per undici anni sopra un tavolino all' aperto fuori dal negozio, assieme al Veuve Clicquot, coperte da un cellophane, per attirare i clienti, estate e inverno 8)
:wink:


Strano allora, perché il cellophane è uno degli strumenti più efficaci per la conservazione del vino...
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Luca90 » 23 ago 2018 19:04

Spumante di nebbiolo - Produttori di Carema

Una delusione.. tanto lampone al naso e un buono speziato, perlage fine ma un po' spento... la delusione è alla bocca, manca di complessita, si sente il tannino.. tornerò a bere il loro Carema..

Verdicchio dei castelli di jesi 2017 - La Staffa

ok è giovane ed è il loro base lo so ma anche questo mi ha un po' deluso.. forse perché le aspettative erano alte non so. Tutto ok ma l'ho trovato un po' troppo sbilanciato sull'acidità alla beva

Pinot Noir 2014 - Urlar

Pinot Nero neozelandese, mi aspettavo un rosso fresco invece mi sono trovato un pinot nero bello corposo.. al naso emerge una bella mineralità mi ha un po' ricordato i nebbioli alto piemontesi, poi frutta rossa, pepe e liquirizia. Alla bocca corposo, bello tannico. Tutto ok se non fosse che l'ho trovato molto stancante alla lunga, alla beva sembra mancare della parte più morbida

Bolgheri ROsso Superiore Grattamacco 2015 - Colle Massari


giovane si ma già bello e godurioso da bere, da sempre uno dei bolgheri che più amo, con il sangiovese che gli da quel tocco più mediterraneo, caldo e avvolgente. ANche al naso mi è piaciuto molto, balsamico e speziato al punto giusto
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Ziliovino » 23 ago 2018 19:08

Per quanto riguarda Marengo, direi che è uno stile che sta un po' nel mezzo, tra tradizione e modernità, non mi è affatto parso però da turbomodernista... ci sono passato qualche anno fa: http://forum.gamberorosso.it/viewtopic.php?f=13&t=184363&p=1531481&hilit=marengo#p1531481
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda maxer » 23 ago 2018 23:53

maxer ha scritto:
alemusci ha scritto:Per la serie: leggende metropolitane sul vino. Mi trovo in un paesino del Salento; vado a comprare un po’ di frutta e verdura da un ortofrutta consigliato da un autoctono. Arrivato alla cassa, al momento di pagare, scorgo alle spalle della cassiera ottuagenaria, frammiste a cinzano, bacardi e porcherie varie una serie di bottiglie che attirano la mia attenzione, tra cui:
- (semi sepolto sotto una coltre di polvere) veuve clicquot vintage reserve 1996, prezzo 32 €
-(sempre impolverato, ma meno) Ferrari perle 2005 (sboccatura 2011 dopodiché 7 anni di vetro e polvere), prezzo 28 €.
Lì per lì ho un mezzo shock, ma pago i miei peperoni, pomodori e melanzane e me ne vado. Continuo però, ovviamente, a rimuginare: temperatura? 40 gradi estivi e invernali boh. Bottiglie in piedi chissà da quanti anni e la bolla? Mah... eppure alla fine mi lascio tentare e, tra lo sgomento generale (erano ormai più pezzi di arredamento che prodotti in vendita), acquisto ambo le bocce. Resoconto:
-ferrari: pazzesco. Colore ancora perfettamente integro e brillante. Naso da urlo: burro, crema catalana e una torrefazione talmente intensa che mi ha vagamente ricordato (con tutti i distinguo del caso, complice anche l’emozione del momento) un dompero 82 bevuto di recente. La bocca poi di una freschezza e di una salivazione pazzesche con una bolla viva e cremosa da far paura. Una boccia della madonna. Seccata a pranzo, praticamente da solo (mia moglie ha assaggiato qualche sorso, obbligata da me) con pizza di patate al prosciutto e parmigiana di melanzane appena tornati dal mare. “Un piacere da cambiare la vita a una persona”.
-veuve clicquot: questo invece è cotto. Oro antico. Bolla che fa finta, stancamente, di esserci. Naso cognaccoso, frutta cotta, fungo champignon, the. Bocca piatta e stanca con ritorni pesanti di mela cotta. Un sogno finito dentro a un lavandino.
Decido allora ti tentare il colpaccio: le bottiglie di Ferrari, infatti, erano due. Il giorno dopo torno, compro 1 euro di fichi e 28 euro di Ferrari perle 2005. Pronto a tutto, a questo punto, apro.
Bolla molto più viva e spinta della gemella. Colore lievemente più saturo. Naso molto meno stimolante, più nella media, più in sintonia con quello che ti aspetteresti. Burro molto netto, frutta gialla, qualche biscottino appena sfornato, una torrefazione piccola piccola. La bocca è fresca ma non vibrante, il corpo un po’ sfuggente, la lunghezza media. Non una bottiglia orrenda, per carità, ma neanche lontanamente paragonabile alla sua gemella con cui ha condiviso tutto, finanche il lungo affinamento in scaffale (erano una davanti all’altra). Le infinite vie dell’evoluzione del vino.

Quando dalla stessa vecchietta l' anno scorso avevo acquistato anch' io uno splendido Perle 2005, mi aveva confidato che una delle due bottiglie che le sarebbero rimaste, contrassegnata da una piccola 'x' sull' etichetta, l' aveva sempre tenuta per undici anni sopra un tavolino all' aperto fuori dal negozio, assieme al Veuve Clicquot, coperte da un cellophane, per attirare i clienti, estate e inverno 8)
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Ah, dimenticavo :roll:
Avevo comprato anche due cipolle, una carota, tre peperoncini rossi, un gambo di sedano bianco e cinque pomodori belli maturi, per una succulenta salsa per condire la pastasciutta, il tutto per soli tre euro.
Il Perle 2005 però l' ho bevuto la sera con un ottimo pesce alla griglia, piccole orate, seppioline e uno scorfano (quest' ultimo una vera delizia nell' abbinamento) 8)
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Langa&Roero » 24 ago 2018 13:35

Ziliovino ha scritto:Per quanto riguarda Marengo, direi che è uno stile che sta un po' nel mezzo, tra tradizione e modernità, non mi è affatto parso però da turbomodernista... ci sono passato qualche anno fa: http://forum.gamberorosso.it/viewtopic.php?f=13&t=184363&p=1531481&hilit=marengo#p1531481


Turbomodernista? E che è?! :shock:
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Wineduck
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Wineduck » 24 ago 2018 21:52

alì65 ha scritto:il mercato è cambiato e il mulino gira dove tira il vento...non lo fa per passione



Questa deve rimanere negli annali... :lol: :lol: :lol:
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Lanathewall
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Lanathewall » 26 ago 2018 04:20

Premetto che non mi ritengo un intenditore a livello di molti di voi ma...
Timorasso derthona colle del vento 2010 vigneti massa:
Una bottiglia strepitosa eccezionale.
Bevuto a ferragosto come aperitivo. Mentre preparavo la griglia.
Poi un pinot nero di cuno. Ma roba da poco
Un po' di bolgheri e chianti qua e la.
Poi un gran champagne soutirane brut nature
E infine una malvagia passita... Le rane di Luretta e qui tutti in piedi.
Poi mi è arrivato il cartone di Roland.
E ho scoperto un buon chianti riserva. Poggio a matteo 2008.
Un ottimo bianco Galiziano.
Mentre il trebbiano di Valentini 2014. Lo so che qui mi insulterete non mi è piaciuto.
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda littlewood » 26 ago 2018 08:50

Lanathewall ha scritto:Premetto che non mi ritengo un intenditore a livello di molti di voi ma...
Timorasso derthona colle del vento 2010 vigneti massa:
Una bottiglia strepitosa eccezionale.
Bevuto a ferragosto come aperitivo. Mentre preparavo la griglia.
Poi un pinot nero di cuno. Ma roba da poco
Un po' di bolgheri e chianti qua e la.
Poi un gran champagne soutirane brut nature
E infine una malvagia passita... Le rane di Luretta e qui tutti in piedi.
Poi mi è arrivato il cartone di Roland.
E ho scoperto un buon chianti riserva. Poggio a matteo 2008.
Un ottimo bianco Galiziano.
Mentre il trebbiano di Valentini 2014. Lo so che qui mi insulterete non mi è piaciuto.

Eccerto che parte l' insulto! E' come pretendere che la Bellucci sia gia' da neonata una gran gnocca!!
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zampaflex
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda zampaflex » 26 ago 2018 13:45

Rientro a casa con altre due bocce altoatesine giusto perché erano a portata di mano:

Klosterhof - Pinot Nero Riserva 2013

Un merletto di fragoline e lavanda, fin troppo delicato anche in bocca dove passa senza lasciare grandi tracce. Ben fatto, però.

Ansitz Dolomytos - Dolomytos 2013
Non amo gli uvaggi misti, ultimamente. Però questo mi piace, coniuga bene le due anime ruffiana e ossidativa ed emerge un naso variegato (ma prevedibile, per certi versi) ma soprattutto un sorso tendente al secco, al sapido, persistente il giusto e invogliante. Bene bene, il rischio sòla mediatica c'era ma è stato superato agevolmente.
Sezione ignoranti, educande e quinta colonna maronita
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Alberto
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda Alberto » 26 ago 2018 14:10

littlewood ha scritto:
Lanathewall ha scritto:Mentre il trebbiano di Valentini 2014. Lo so che qui mi insulterete non mi è piaciuto.

Eccerto che parte l' insulto! E' come pretendere che la Bellucci sia gia' da neonata una gran gnocca!!

Maestro Yoda dice: "vino grande, dal primo istante sempre è".
Ho bevuto Fontalloro 2015 l'altro giorno, e ho goduto come un'istrice...oggi, e prevedibilmente fra 25 anni.
Signora Libertà, Signorina Fantasia
così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza...

F. De Andrè
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda ale1984 » 26 ago 2018 15:09

Hudelot-Noellat Nuits-Saint-Georges Les Bas de Combes 2010 (bottiglia forum, conservata perfettamente)

Quello che mi aspetterei da un NSG: frutti rossi, sottobosco e un principio di nota animalesca affascinante con un'acidità bella viva.
Per il prezzo onestissimo pagato: strong buy.
dc87
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Re: LE BEVUTE DI AGOSTO 2018

Messaggioda dc87 » 26 ago 2018 16:33

Kalosartipos ha scritto:Capitò di bere un Barolo base 2013 del predetto Mario Marengo, lo scorso ottobre, in una trattoria di Langa ed in compagnia di due forumisti.. per il nostro palato, tanto, troppo rovere :(


Confermo. Ed io non ero minimamente a conoscenza di tipo di vinificazione ed affinamento.. questo per escludere eventuali pregiudizi da etichetta.

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