LE BEVUTE DI MARZO 2018

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alì65
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda alì65 » 07 mar 2018 20:53

vinogodi ha scritto:
Vinos ha scritto:
alì65 ha scritto:
Vinos ha scritto:mouton rothschild 1978: “quando ti dicono che i bordeaux durano una vita” il frutto ha ormai lasciato posto a profumi autunnali, alle foglie secche, alla terra, la parte vegetale ancora spinge, in bocca ormai è completamente risolto, manca una certa vitalità che sicuramente era presente 10 anni fa; potrebbe rimanere così ancora a lungo, ma è sicuramente un vino che ormai ha superato il suo apice.



quelli che bevono Bordeaux ti dicono, anche, che sarebbe meglio saltare gli anni 70, come norma generale, poi ci sono le eccezioni...


E invece un sacco di bevitori di bordeaux che ho conosciuto sono affascinati dai vini anni 70 perché hanno gradazioni alcoliche bassissime, ed è tutto giocato in finezza, mentre i vari guru, parker ecc... danno voti bassissimi a questi vini, poi la 1978 comuque dovrebbe essere un’annata scarsetta, qui dovrebbe intervenire Marco come conferma...
...io sono fra quelli e confermo che i Bordeaux di quel periodo sono a dir poco splendidi per leggiadria, intrigante complessità e grandissima beva. E durano, perché in quel periodo , quando uscivano, erano durotti e ancora da assestarsi per caratteristiche chiaramente prospettiche per il palato allenato alla tipologia e i voti della critica in Francia, sappiamo bene , sono sempre stati condizionati dalle caratteristiche per loro positive esaltando le annate calde e ricche di materia , mai i vini in prospettiva e rusticotti, come nelle annate classiche ... errore da enosuperficiali , ma comprensibili perchè non tutta la critica ha mai avuto "palato proiettato al futuro" ma sempre al presente , come dimostrano anche in Italia giudizi da annata del secolo in annate che si sono rivelate se non proprio "del cazzo" senz'altro con meno fondamento prospettico rispetto alle aspettative (1990 -1997 - 2000 - 2003 ecc). Ricordate , il vino non è grande per le ridondanze strutturali ma per gli equilibri , che solo un'annata equilibrata riesce a dare , ma anche per caratteristiche chimico fisiche che non affascineranno da subito i palati (acidità , tannini , ecc) ma che il tempo riesce sempre a valorizzare in termini di evoluzione ...


tutto quello che volete ma da qusti vini non cerco acidità ma dimensione e grande struttura....l'acidità, l'eleganza e la finezza la lscio ad altri lidi
o, io dico la mia da non grande amante della tipologia ma quelli bevuti erano sempre da annate topiche e punteggiate dal nostro amico RP e non ne ha cazzato uno....
poi se vogliamo parlare di vini ben riusciti anche in annate non punteggiate, ok, ma non sono del livello che gli compete...
sempre secondo me, se devo spendere centinaia di euro per una bt che mi da "solo" eleganza....ma anche no...
futuro incerto...ma w la gnocca!!!
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda alì65 » 07 mar 2018 20:55

e non mi ci metto a competere con Michele sulle annate bevute e non bevute, sulla loro qualità perchè non è il mio campo preferito....lo sa e mi cazzia sempre.. :mrgreen: :mrgreen: ...mi da dello sfigato tutte le volte... :lol: :lol:
futuro incerto...ma w la gnocca!!!
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Vinos » 07 mar 2018 21:52

landmax ha scritto:Io ho bevuto proprio Mouton Rothschild '78 a dicembre 2015, se non erro, omaggiata dal caro amico Marcolanc. Un vino semplicemente straordinario, di una complessità olfattiva unica ed altrettanto profondo a livello gustativo. Bonus track: un'eleganza disarmante, figlia anche degli 11,5 gradi riportati in etichetta. Sbaragliò letteralmente la concorrenza, tra cui un Richebourg '99 di A.F. Gros (peraltro buonissimo) ed un Brunello Poggio di Sotto '04 (pure).

Mi viene il dubbio che la bottiglia bevuta da Vincenzo non sia stata conservata altrettanto bene, mi sembra strano che in poco più di 2 anni il vino sia scollinato dopo averne tenuti egregiamente 37...
Ah, anche Cheval Blanc '78 non era affatto male (per usare un'iperbole, ma al contrario).




La bottiglia è stata tenuta da chi l’ha portata non dico dall’uscita ma quasi, non era scollinato, ma l’apice l’aveva già passato secondo me,in bocca i bordeaux anni 70 hanno ancora una bella acidità ma la struttura è esile, e chi beve Cabernet non cerca solo la finezza...)..
Ps c’è da dire che per uno dei tre, il bordeaux aveva il naso migliore della batteria oltre ad essere il più emozionante... gusti....
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda merlotto85 » 07 mar 2018 23:14

Buondonno 2015

Naso di frutta rossa matuta , viola , cenni di tabacco , in bocca bella freschezza , su ritorni di frutto maturo, saporito e buona bevibilita. Buono
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda vinogodi » 08 mar 2018 09:43

alì65 ha scritto:...tutto quello che volete ma da qusti vini non cerco acidità ma dimensione e grande struttura....l'acidità, l'eleganza e la finezza la lscio ad altri lidi
o, io dico la mia da non grande amante della tipologia ma quelli bevuti erano sempre da annate topiche e punteggiate dal nostro amico RP e non ne ha cazzato uno....
poi se vogliamo parlare di vini ben riusciti anche in annate non punteggiate, ok, ma non sono del livello che gli compete...
sempre secondo me, se devo spendere centinaia di euro per una bt che mi da "solo" eleganza....ma anche no...
...non pretendo di insegnare niente a nessuno , soprattutto a chi beve (e ha bevuto tanto) e , con il tempo , si è costruito un modello personale di piacevolezza in quel che beve : ero certissimo di ciò che hai scritto perché ti conosco ormai bene , e il tuo orientamento deciso verso , ad esempio, il Sirah del Rodano sta lì a testimoniare la coerenza del tuo giudizio. Che tra l'altro è un gusto assai condiviso non solo con la critica che citi , ma anche con il mercato degli ultimi quaranta anni . Prima Bordeaux (parlo di alto livello) era scarsamente fruibile , con appagamento sensoriale, prima dei 20 - 25 anni proprio per la tensione estrema strutturale, la carica tannica imponente su acidità davvero importanti e caratteristiche che lo rendevano unico nel suo genere proprio per longevità . Inoltre , la zona era , checchè se ne dica , ad una latitudine relativamente sfigata meteorologicamente , tanto che le grandi annate , così intese , erano relativamente poche e quelle ritenute grandi erano tutte caratterizzate da climi caldi che ne riducevano l'asperità, ne caricavano di colore e struttura l'insieme e li rendevano relativamente fruibili in tempo abbastanza brevi . Infatti nelle super annate , prima della guerra , in certe annate grandiose (o considerate tali) poteva addirittura raggiungere gli 11,5 ° o , udite udite , i 12 ° , ma normalmente andava dai 10,2 ° (devo dare un'occhiata alle ultime annate in cantinetta di fine ottocento o inizi novecento) agli 11° e , senza svelare nessun segreto di Fatima, con qualche "aiutino" non solo in tema chaptalization ma anche di taglio relativo proveniente dal Sud Italia . Oggi i protocolli sia in campo che in cantina sono decisamente cambiati, il clima pure , l'abitudine imposta dal mercato anglosassone (Parker su tutti) è quella generalizzata , così da potersi bere senza patema un Lafite o Latour 2000 senza abrasioni gengivali già dall'uscita, belli carichi di sostanza e quasi "rodanizzati" . Ma il vero , vecchio Bordeaux non era questo ... corretto non vivere di passato ma io un po' di nostalgia dei Bordeaux con i quali sono cresciuto ce l'ho , anche se sono irripetibili oggi e , forse , quelli di oggi tecnicamente e strutturalmente migliori ... 8)
PS: anche a me la "ciccia" piace , nel vino ...
Ultima modifica di vinogodi il 08 mar 2018 09:48, modificato 1 volta in totale.
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda seeionoou2 » 08 mar 2018 09:48

alì65 ha scritto:
seeionoou2 ha scritto:
alì65 ha scritto:quelli che bevono Bordeaux ti dicono, anche, che sarebbe meglio saltare gli anni 70, come norma generale, poi ci sono le eccezioni...



mah... anche secondo me non è corretto... bevuto da poco Latour 78 che assolutamente non era da schivare...


state parlando tutti di 78...o sbaglio...


di latour bevuti anche 70/71/74/75/76, sempre tutto molto bene
Un uomo senza vizi è un uomo finito (qds)
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda seeionoou2 » 08 mar 2018 09:49

alì65 ha scritto:e non mi ci metto a competere con Michele sulle annate bevute e non bevute, sulla loro qualità perchè non è il mio campo preferito....lo sa e mi cazzia sempre.. :mrgreen: :mrgreen: ...mi da dello sfigato tutte le volte... :lol: :lol:


classico
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda vinogodi » 08 mar 2018 09:49

seeionoou2 ha scritto:
alì65 ha scritto:
seeionoou2 ha scritto:
alì65 ha scritto:quelli che bevono Bordeaux ti dicono, anche, che sarebbe meglio saltare gli anni 70, come norma generale, poi ci sono le eccezioni...



mah... anche secondo me non è corretto... bevuto da poco Latour 78 che assolutamente non era da schivare...


state parlando tutti di 78...o sbaglio...


di latour bevuti anche 70/71/74/75/76, sempre tutto molto bene
...quoto ... ma anche i Margaux e Haut Brion di quelle annate , schifo non mi hanno mai fatto...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Ludi » 08 mar 2018 09:54

alì65 ha scritto:
per me che non godo il profilo elegante e autunnale la 82 è decisamente meglio...in questi vini cerco profondità, struttura complessa e larghezza in bocca...per capirci orizzontale e non verticale....in verticale mi ha sempre dato delle complicazioni.. :mrgreen: :mrgreen:


per carità, la mia era una provocazione....82, 86, 89, 90 e via discorrendo sono grandissime annate, ma un po' mi mancano i clarets di una volta.... :wink:
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda marcolanc » 08 mar 2018 16:21

Vinos ha scritto:
landmax ha scritto:Io ho bevuto proprio Mouton Rothschild '78 a dicembre 2015, se non erro, omaggiata dal caro amico Marcolanc. Un vino semplicemente straordinario, di una complessità olfattiva unica ed altrettanto profondo a livello gustativo. Bonus track: un'eleganza disarmante, figlia anche degli 11,5 gradi riportati in etichetta. Sbaragliò letteralmente la concorrenza, tra cui un Richebourg '99 di A.F. Gros (peraltro buonissimo) ed un Brunello Poggio di Sotto '04 (pure).

Mi viene il dubbio che la bottiglia bevuta da Vincenzo non sia stata conservata altrettanto bene, mi sembra strano che in poco più di 2 anni il vino sia scollinato dopo averne tenuti egregiamente 37...
Ah, anche Cheval Blanc '78 non era affatto male (per usare un'iperbole, ma al contrario).




La bottiglia è stata tenuta da chi l’ha portata non dico dall’uscita ma quasi, non era scollinato, ma l’apice l’aveva già passato secondo me,in bocca i bordeaux anni 70 hanno ancora una bella acidità ma la struttura è esile, e chi beve Cabernet non cerca solo la finezza...)..
Ps c’è da dire che per uno dei tre, il bordeaux aveva il naso migliore della batteria oltre ad essere il più emozionante... gusti....

Ho un bel ricordo anch’io di quel Mouton, veramente in grandissima forma, come pure di un ‘75 bevuto pochi mesi prima e di un ‘70 di qualche anno addietro. Proprio un altro Mouton ‘70 fu invece una mezza delusione, poco tempo dopo.
Al di là dei gusti personali (a mio avviso tutti rispettabilissimi: io per esempio ho avuto diverse soddisfazioni dai Bordeaux di quegli anni, che spesso incontrano il mio gusto), credo che su bottiglie di quella età giochi comunque un fattore decisivo anche la fortuna. La buona conservazione è condizione necessaria, ma spesso non sufficiente, affinché la bottiglia risulti in forma. Per cui mi fido del giudizio di Vincenzo (che è degustatore affidabilissimo e allenatissimo), ma credo che sia difficile fare confronti tra bottiglie diverse, a maggior ragione se hanno una quarantina d’anni. Forse siamo stati particolarmente fortunati noi, forse è stato leggermente sfortunato Vincenzo... oppure un pochino entrambe le cose.
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda landmax » 08 mar 2018 16:38

marcolanc ha scritto:
Vinos ha scritto:
landmax ha scritto:Io ho bevuto proprio Mouton Rothschild '78 a dicembre 2015, se non erro, omaggiata dal caro amico Marcolanc. Un vino semplicemente straordinario, di una complessità olfattiva unica ed altrettanto profondo a livello gustativo. Bonus track: un'eleganza disarmante, figlia anche degli 11,5 gradi riportati in etichetta. Sbaragliò letteralmente la concorrenza, tra cui un Richebourg '99 di A.F. Gros (peraltro buonissimo) ed un Brunello Poggio di Sotto '04 (pure).

Mi viene il dubbio che la bottiglia bevuta da Vincenzo non sia stata conservata altrettanto bene, mi sembra strano che in poco più di 2 anni il vino sia scollinato dopo averne tenuti egregiamente 37...
Ah, anche Cheval Blanc '78 non era affatto male (per usare un'iperbole, ma al contrario).




La bottiglia è stata tenuta da chi l’ha portata non dico dall’uscita ma quasi, non era scollinato, ma l’apice l’aveva già passato secondo me,in bocca i bordeaux anni 70 hanno ancora una bella acidità ma la struttura è esile, e chi beve Cabernet non cerca solo la finezza...)..
Ps c’è da dire che per uno dei tre, il bordeaux aveva il naso migliore della batteria oltre ad essere il più emozionante... gusti....

Ho un bel ricordo anch’io di quel Mouton, veramente in grandissima forma, come pure di un ‘75 bevuto pochi mesi prima e di un ‘70 di qualche anno addietro. Proprio un altro Mouton ‘70 fu invece una mezza delusione, poco tempo dopo.
Al di là dei gusti personali (a mio avviso tutti rispettabilissimi: io per esempio ho avuto diverse soddisfazioni dai Bordeaux di quegli anni, che spesso incontrano il mio gusto), credo che su bottiglie di quella età giochi comunque un fattore decisivo anche la fortuna. La buona conservazione è condizione necessaria, ma spesso non sufficiente, affinché la bottiglia risulti in forma. Per cui mi fido del giudizio di Vincenzo (che è degustatore affidabilissimo e allenatissimo), ma credo che sia difficile fare confronti tra bottiglie diverse, a maggior ragione se hanno una quarantina d’anni. Forse siamo stati particolarmente fortunati noi, forse è stato leggermente sfortunato Vincenzo... oppure un pochino entrambe le cose.


Sagge parole, amico mio.
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Vinos » 09 mar 2018 12:24

marcolanc ha scritto:
Vinos ha scritto:
landmax ha scritto:Io ho bevuto proprio Mouton Rothschild '78 a dicembre 2015, se non erro, omaggiata dal caro amico Marcolanc. Un vino semplicemente straordinario, di una complessità olfattiva unica ed altrettanto profondo a livello gustativo. Bonus track: un'eleganza disarmante, figlia anche degli 11,5 gradi riportati in etichetta. Sbaragliò letteralmente la concorrenza, tra cui un Richebourg '99 di A.F. Gros (peraltro buonissimo) ed un Brunello Poggio di Sotto '04 (pure).

Mi viene il dubbio che la bottiglia bevuta da Vincenzo non sia stata conservata altrettanto bene, mi sembra strano che in poco più di 2 anni il vino sia scollinato dopo averne tenuti egregiamente 37...
Ah, anche Cheval Blanc '78 non era affatto male (per usare un'iperbole, ma al contrario).




La bottiglia è stata tenuta da chi l’ha portata non dico dall’uscita ma quasi, non era scollinato, ma l’apice l’aveva già passato secondo me,in bocca i bordeaux anni 70 hanno ancora una bella acidità ma la struttura è esile, e chi beve Cabernet non cerca solo la finezza...)..
Ps c’è da dire che per uno dei tre, il bordeaux aveva il naso migliore della batteria oltre ad essere il più emozionante... gusti....

Ho un bel ricordo anch’io di quel Mouton, veramente in grandissima forma, come pure di un ‘75 bevuto pochi mesi prima e di un ‘70 di qualche anno addietro. Proprio un altro Mouton ‘70 fu invece una mezza delusione, poco tempo dopo.
Al di là dei gusti personali (a mio avviso tutti rispettabilissimi: io per esempio ho avuto diverse soddisfazioni dai Bordeaux di quegli anni, che spesso incontrano il mio gusto), credo che su bottiglie di quella età giochi comunque un fattore decisivo anche la fortuna. La buona conservazione è condizione necessaria, ma spesso non sufficiente, affinché la bottiglia risulti in forma. Per cui mi fido del giudizio di Vincenzo (che è degustatore affidabilissimo e allenatissimo), ma credo che sia difficile fare confronti tra bottiglie diverse, a maggior ragione se hanno una quarantina d’anni. Forse siamo stati particolarmente fortunati noi, forse è stato leggermente sfortunato Vincenzo... oppure un pochino entrambe le cose.


Il tuo discorso non fa una piega.... ma ribadisco che per uno dei tre il vino era emozionante ed il migliore di tutti, inoltre pare che il giorno dopo fosse ancora in splendida forma, per cui il fattore gusto personale come al solito è fondamentale...
Vinos
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Vinos » 09 mar 2018 12:30

Quando un premier cru batte un grand cru.
Roulot clos de boucheres 2012:
Esplode con profumi di conchiglia, ciottoli bagnati dall’acqua del mare, iodio...poi pian piano emerge la parte floreale,la speziatura.....
È cristallino, precisissimo,ipnotico.
L’ingresso è affilato, leggermente citrico in primis ,ma poi ecco sopraggiungere in maniere fulminea la parte sapida che dà quel tocco di eleganza e raffinatezza, una sinfonia, coup de coeur.

Sauzet Chevalier montrachet 2006 : subito chiuso, bisogna dargli tempo, poi si concede con note di frutta matura, miele, burro.
In bocca ha una buona materia non sorretta dalla freschezza che ci si aspetta da un vino del genere,non dimentichiamoci che stiamo parlando di uno dei grand cru più interessanti di tutta la Borgogna.
Questa bottiglia non merita di portare questo nome.
E non venitemi a dire che il vino forse non era a posto perché era perfetto ed in fondo buono( l’abbiamo finita in due), ma cazzo stiamo parlando di uno chevalier di un grandissimo produttore.
Discorso simile vale per il suo montrachet 2006 , forse colpa dell’annata?
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda landmax » 09 mar 2018 16:08

Vinos ha scritto:Sauzet Chevalier montrachet 2006 : subito chiuso, bisogna dargli tempo, poi si concede con note di frutta matura, miele, burro.In bocca ha una buona materia non sorretta dalla freschezza che ci si aspetta da un vino del genere,non dimentichiamoci che stiamo parlando di uno dei grand cru più interessanti di tutta la Borgogna.
Questa bottiglia non merita di portare questo nome.
E non venitemi a dire che il vino forse non era a posto perché era perfetto ed in fondo buono( l’abbiamo finita in due), ma cazzo stiamo parlando di uno chevalier di un grandissimo produttore.
Discorso simile vale per il suo montrachet 2006 , forse colpa dell’annata?

Assaggiato da Marco Vinogodi a maggio 2016, anche a me non fece impazzire, in deficit di freschezza e un pò "pesantuccio". Stiamo sempre parlando di eccellenza, però, anche se al di sotto delle aspettative di uno Chevalier.

Però il Montrachet pari annata, assaggiato nel giugno 2015 sempre da Marco, mi parve proprio buonissimo, in cosa non ti ha convinto?

Detto ciò, l'annata l'è quel che l'è e Sauzet, che non lesina nel legno, probabilmente non l'ha interpretata al meglio. Forse andavano addirittura bevuti prima per non perdere quel poco di freschezza che l'annata gli ha conferito.
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Kalosartipos » 09 mar 2018 17:27

landmax ha scritto:Detto ciò, l'annata l'è quel che l'è e Sauzet, che non lesina nel legno, probabilmente non l'ha interpretata al meglio. Forse andavano addirittura bevuti prima per non perdere quel poco di freschezza che l'annata gli ha conferito.

Riferendomi a bottiglie bevute almeno cinque anni fa, Sauzet era il produttore che meglio aveva interpretato l'annata.. "quasi" non parevano essere dei 2006; non ho assaggi più recenti, quindi non saprei che evoluzione abbiano avuto.
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Vinos » 09 mar 2018 17:38

landmax ha scritto:
Vinos ha scritto:Sauzet Chevalier montrachet 2006 : subito chiuso, bisogna dargli tempo, poi si concede con note di frutta matura, miele, burro.In bocca ha una buona materia non sorretta dalla freschezza che ci si aspetta da un vino del genere,non dimentichiamoci che stiamo parlando di uno dei grand cru più interessanti di tutta la Borgogna.
Questa bottiglia non merita di portare questo nome.
E non venitemi a dire che il vino forse non era a posto perché era perfetto ed in fondo buono( l’abbiamo finita in due), ma cazzo stiamo parlando di uno chevalier di un grandissimo produttore.
Discorso simile vale per il suo montrachet 2006 , forse colpa dell’annata?

Assaggiato da Marco Vinogodi a maggio 2016, anche a me non fece impazzire, in deficit di freschezza e un pò "pesantuccio". Stiamo sempre parlando di eccellenza, però, anche se al di sotto delle aspettative di uno Chevalier.

Però il Montrachet pari annata, assaggiato nel giugno 2015 sempre da Marco, mi parve proprio buonissimo, in cosa non ti ha convinto?

Detto ciò, l'annata l'è quel che l'è e Sauzet, che non lesina nel legno, probabilmente non l'ha interpretata al meglio. Forse andavano addirittura bevuti prima per non perdere quel poco di freschezza che l'annata gli ha conferito.


Hai centratoil punto ,forse andavano bevuti prima, nonostante non abbiano ancora ossidazioni, mancano di spinta.... per il montrachet è sempre lo stesso discorso, con questi vini dovresti godere come un riccio, come mi capita con choche dury, con lo chevalier di leflaive, o con montrachet di ramonet e invece buonissimo per carità ma non mi hanno emozionato più di tanto.Comuque ripeto sono bottiglie molto inteserranti da bere non stiamo parlando di village di produttori sconosciuti, ma proprio per questo le aspettative sono alte e se non vengono soddisfatte....invece roulot le ha soddisfatte alla grande...( anche se il prezzo a cui gira è molto alto, io per fortuna l’ho pagato il giusto).
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda zampaflex » 10 mar 2018 10:00

Yves Leccia - IGT Corsica Biancu Gentile 2014

Un perfetto bianco sudista, dall'intrigante naso di menta, scorza di limone, ginestra e pietra; e dal sorso carico, ma non pesante, di alcool e glicerine con chiusura un poco amarognola. Buona dose di freschezza a equilibrare la massa grassa, ma non aspettatevi che l'acidità si manifesti in sensibilità nordiche.
Gradevole.
Ultima modifica di zampaflex il 10 mar 2018 15:28, modificato 1 volta in totale.
Sezione ignoranti, educande e quinta colonna maronita
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda marcolanc » 10 mar 2018 14:18

Vinos ha scritto:
landmax ha scritto:
Vinos ha scritto:Sauzet Chevalier montrachet 2006 : subito chiuso, bisogna dargli tempo, poi si concede con note di frutta matura, miele, burro.In bocca ha una buona materia non sorretta dalla freschezza che ci si aspetta da un vino del genere,non dimentichiamoci che stiamo parlando di uno dei grand cru più interessanti di tutta la Borgogna.
Questa bottiglia non merita di portare questo nome.
E non venitemi a dire che il vino forse non era a posto perché era perfetto ed in fondo buono( l’abbiamo finita in due), ma cazzo stiamo parlando di uno chevalier di un grandissimo produttore.
Discorso simile vale per il suo montrachet 2006 , forse colpa dell’annata?

Assaggiato da Marco Vinogodi a maggio 2016, anche a me non fece impazzire, in deficit di freschezza e un pò "pesantuccio". Stiamo sempre parlando di eccellenza, però, anche se al di sotto delle aspettative di uno Chevalier.

Però il Montrachet pari annata, assaggiato nel giugno 2015 sempre da Marco, mi parve proprio buonissimo, in cosa non ti ha convinto?

Detto ciò, l'annata l'è quel che l'è e Sauzet, che non lesina nel legno, probabilmente non l'ha interpretata al meglio. Forse andavano addirittura bevuti prima per non perdere quel poco di freschezza che l'annata gli ha conferito.


Hai centratoil punto ,forse andavano bevuti prima, nonostante non abbiano ancora ossidazioni, mancano di spinta.... per il montrachet è sempre lo stesso discorso, con questi vini dovresti godere come un riccio, come mi capita con choche dury, con lo chevalier di leflaive, o con montrachet di ramonet e invece buonissimo per carità ma non mi hanno emozionato più di tanto.Comuque ripeto sono bottiglie molto inteserranti da bere non stiamo parlando di village di produttori sconosciuti, ma proprio per questo le aspettative sono alte e se non vengono soddisfatte....invece roulot le ha soddisfatte alla grande...( anche se il prezzo a cui gira è molto alto, io per fortuna l’ho pagato il giusto).

Non ho ricordi entusiasmanti (per usare un eufemismo...) dei 2006 di Leflaive. Magari sarò stato iellato io (l’ultimo suo Chevalier-Montrachet 2006, bevuto in due a cena, lo ricordo più che altro perché al ritorno dal ristorante abbiamo pure fatto un incidente), ma non ne ho trovato uno che fosse uno che mi facesse strabuzzare gli occhi. Di Sauzet 2006 non ne bevo da qualche anno, ma anche a me a suo tempo hanno generalmente fatto un’impressione migliore.
Vinos
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Vinos » 10 mar 2018 14:42

marcolanc ha scritto:
Vinos ha scritto:
landmax ha scritto:
Vinos ha scritto:Sauzet Chevalier montrachet 2006 : subito chiuso, bisogna dargli tempo, poi si concede con note di frutta matura, miele, burro.In bocca ha una buona materia non sorretta dalla freschezza che ci si aspetta da un vino del genere,non dimentichiamoci che stiamo parlando di uno dei grand cru più interessanti di tutta la Borgogna.
Questa bottiglia non merita di portare questo nome.
E non venitemi a dire che il vino forse non era a posto perché era perfetto ed in fondo buono( l’abbiamo finita in due), ma cazzo stiamo parlando di uno chevalier di un grandissimo produttore.
Discorso simile vale per il suo montrachet 2006 , forse colpa dell’annata?

Assaggiato da Marco Vinogodi a maggio 2016, anche a me non fece impazzire, in deficit di freschezza e un pò "pesantuccio". Stiamo sempre parlando di eccellenza, però, anche se al di sotto delle aspettative di uno Chevalier.

Però il Montrachet pari annata, assaggiato nel giugno 2015 sempre da Marco, mi parve proprio buonissimo, in cosa non ti ha convinto?

Detto ciò, l'annata l'è quel che l'è e Sauzet, che non lesina nel legno, probabilmente non l'ha interpretata al meglio. Forse andavano addirittura bevuti prima per non perdere quel poco di freschezza che l'annata gli ha conferito.


Hai centratoil punto ,forse andavano bevuti prima, nonostante non abbiano ancora ossidazioni, mancano di spinta.... per il montrachet è sempre lo stesso discorso, con questi vini dovresti godere come un riccio, come mi capita con choche dury, con lo chevalier di leflaive, o con montrachet di ramonet e invece buonissimo per carità ma non mi hanno emozionato più di tanto.Comuque ripeto sono bottiglie molto inteserranti da bere non stiamo parlando di village di produttori sconosciuti, ma proprio per questo le aspettative sono alte e se non vengono soddisfatte....invece roulot le ha soddisfatte alla grande...( anche se il prezzo a cui gira è molto alto, io per fortuna l’ho pagato il giusto).

Non ho ricordi entusiasmanti (per usare un eufemismo...) dei 2006 di Leflaive. Magari sarò stato iellato io (l’ultimo suo Chevalier-Montrachet 2006, bevuto in due a cena, lo ricordo più che altro perché al ritorno dal ristorante abbiamo pure fatto un incidente), ma non ne ho trovato uno che fosse uno che mi facesse strabuzzare gli occhi. Di Sauzet 2006 non ne bevo da qualche anno, ma anche a me a suo tempo hanno generalmente fatto un’impressione migliore.

Su leflaive( e anche coche) mi riferivo in linea generale, sullo chevalier 2006 bevuto 2/3 volte,sicuramente non è una grande versione e sotto la 2008 o 2009 per dire, ma in genere è un vino fantastico....
marcolanc
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda marcolanc » 10 mar 2018 15:32

Vinos ha scritto:
marcolanc ha scritto:
Vinos ha scritto:
landmax ha scritto:
Vinos ha scritto:Sauzet Chevalier montrachet 2006 : subito chiuso, bisogna dargli tempo, poi si concede con note di frutta matura, miele, burro.In bocca ha una buona materia non sorretta dalla freschezza che ci si aspetta da un vino del genere,non dimentichiamoci che stiamo parlando di uno dei grand cru più interessanti di tutta la Borgogna.
Questa bottiglia non merita di portare questo nome.
E non venitemi a dire che il vino forse non era a posto perché era perfetto ed in fondo buono( l’abbiamo finita in due), ma cazzo stiamo parlando di uno chevalier di un grandissimo produttore.
Discorso simile vale per il suo montrachet 2006 , forse colpa dell’annata?

Assaggiato da Marco Vinogodi a maggio 2016, anche a me non fece impazzire, in deficit di freschezza e un pò "pesantuccio". Stiamo sempre parlando di eccellenza, però, anche se al di sotto delle aspettative di uno Chevalier.

Però il Montrachet pari annata, assaggiato nel giugno 2015 sempre da Marco, mi parve proprio buonissimo, in cosa non ti ha convinto?

Detto ciò, l'annata l'è quel che l'è e Sauzet, che non lesina nel legno, probabilmente non l'ha interpretata al meglio. Forse andavano addirittura bevuti prima per non perdere quel poco di freschezza che l'annata gli ha conferito.


Hai centratoil punto ,forse andavano bevuti prima, nonostante non abbiano ancora ossidazioni, mancano di spinta.... per il montrachet è sempre lo stesso discorso, con questi vini dovresti godere come un riccio, come mi capita con choche dury, con lo chevalier di leflaive, o con montrachet di ramonet e invece buonissimo per carità ma non mi hanno emozionato più di tanto.Comuque ripeto sono bottiglie molto inteserranti da bere non stiamo parlando di village di produttori sconosciuti, ma proprio per questo le aspettative sono alte e se non vengono soddisfatte....invece roulot le ha soddisfatte alla grande...( anche se il prezzo a cui gira è molto alto, io per fortuna l’ho pagato il giusto).

Non ho ricordi entusiasmanti (per usare un eufemismo...) dei 2006 di Leflaive. Magari sarò stato iellato io (l’ultimo suo Chevalier-Montrachet 2006, bevuto in due a cena, lo ricordo più che altro perché al ritorno dal ristorante abbiamo pure fatto un incidente), ma non ne ho trovato uno che fosse uno che mi facesse strabuzzare gli occhi. Di Sauzet 2006 non ne bevo da qualche anno, ma anche a me a suo tempo hanno generalmente fatto un’impressione migliore.

Su leflaive( e anche coche) mi riferivo in linea generale, sullo chevalier 2006 bevuto 2/3 volte,sicuramente non è una grande versione e sotto la 2008 o 2009 per dire, ma in genere è un vino fantastico....

Assolutamente. Per me Leflaive ha solo cannato completamente la 2006.
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Kalosartipos » 10 mar 2018 18:54

marcolanc ha scritto:Assolutamente. Per me Leflaive ha solo cannato completamente la 2006.

Totalmente d'accordo.
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 10 mar 2018 18:55

Note di rosso 2016, Alessandro Viola
Nero d'Avola 80% Merlot 20%
Vendemmia 2016.

inizialmente un po' chiuso è dominato dalla volatile..ne assaggio un calice e me lo tengo per il giorno successivo..dopo le 24 ore tolgo il tappo, lo verso nel calice, ed è un tripudio di profumi..frutti Bosco amalgamati con un delicato profilo speziato, di pepe e salvia, e poi sale e pomodori secchi..al palato è ancora meglio, fresco, di carattere, con un tannino che aggiunge polpa e quella giusta dose di ciccia che ci vuole..bono bono, ho in cantina il bianco (note di Grillo), non vedo l'ora di provarlo!
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Giovanni79 » 10 mar 2018 22:41

Nella stessa cena, tutti alla cieca, vado a memoria, scusate.

Cuvee Louise 1989
Oro puro, naso tutto sui terziari, noce, vaniglia, molto vinoso, bocca con bolla morbida, albicocca e mela mature, poi una sferzata di agrume.

Laurent Perrier 1996
Elegante, bello minerale, in bocca bilanciatissimo, quasi perfetto. Nonostante questo continuo a preferire Champagne belli maturi.

Podere della Civettaja 2013
Ho trovato un pinot nero italiano che mi piace!!!! E ho detto tutto. Metto il naso nel bicchiere e penso "Toscana". Belli i frutti rossi al naso, ciliegia e lampone su tutti ma senza esagerare, elegante. Bella bocca bilanciata, non manca niente a differenza di tanti pinot neri nostrani. Trovo il tannino e la struttura ma anche la giusta acidità. Chapeau.

Chambolle Musigny G. Roumier 2013
Non mi è rimasto particolarmente in mente, buono, ma ho preferito il Civettaja

Batteria "bordolesi"

San Leonardo 1999
Mai bevuto prima, alla cieca non ci ho capito niente. Il naso sbanda subito su smalto per unghie, non ci siamo, poi dopo un decina di minuti nel bicchiere si riprende sulle spezie senza però risultare mai elegante. In bocca è potente e ben strutturato ma un po' troppo selvaggio per i miei gusti. Bottiglia non al meglio?

Solaia 1982
"Tappino" che svanisce un poco dopo averlo decantato ma non se ne va mai del tutto. Peccato perché sotto c'è tanta tanta roba, il primo Solaia della mia vita. A poterselo permettere...ci riproverò!

Chateau Lynch Bages 1986
Una bomba. Meraviglioso, giovane e fresco nonostante i 32 anni, equilibrato. Alla cieca dico "sicuramente post 2000". La migliore bevuta della serata, da standing ovation. Mamma mia i cugini...se ci si mettono non ce ne è per nessuno.
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Ludi » 11 mar 2018 10:52

Masseto 2014: sarà l'annata non eccelsa, ma sembra un vino di vecchia, vecchissima concezione; zuppa di vaniglia con un po' di mirtillo per gradire, potente ma slegato, assolutamente banale. Probabilmente il peggior rapporto qualità prezzo in cui sia mai incorso.
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Ludi » 11 mar 2018 10:55

Giovanni79 ha scritto:

Solaia 1982
"Tappino" che svanisce un poco dopo averlo decantato ma non se ne va mai del tutto. Peccato perché sotto c'è tanta tanta roba, il primo Solaia della mia vita. A poterselo permettere...ci riproverò!



belle note.... :D
Mi permetto solo di suggerire che la decantazione in genere esalta i sentori di TCA (se di TCA si tratta). Se il tappo è subdolo ed il vino è bevibile conviene fargli prendere meno aria possibile :wink:

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