LE BEVUTE DI MARZO 2018

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lucastoner
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda lucastoner » 02 mar 2018 20:17

gmi1 ha scritto:
lucastoner ha scritto:Io sono stato fuori dal forum un sacco di anni...ma come mai poi il troglo è uscito (con il carattere docile e poco fumantino che ha , magari un mezzo dubbio mi viene... :mrgreen: )?
Una bella reunion non sarebbe male.....

si ci starebbe proprio bene... :D

Io mi propongo da tramite per l'organizzazione ma il parco utenti dovete dirmelo voi
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Kalosartipos
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Kalosartipos » 02 mar 2018 20:46

lucastoner ha scritto:
gmi1 ha scritto:
lucastoner ha scritto:Io sono stato fuori dal forum un sacco di anni...ma come mai poi il troglo è uscito (con il carattere docile e poco fumantino che ha , magari un mezzo dubbio mi viene... :mrgreen: )?
Una bella reunion non sarebbe male.....

si ci starebbe proprio bene... :D

Io mi propongo da tramite per l'organizzazione ma il parco utenti dovete dirmelo voi

Prova ad aprire un thread per raccogliere le eventuali adesioni..
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda @[email protected] » 03 mar 2018 09:26

Andyele ha scritto:
alì65 ha scritto:
gmi1 ha scritto:si si Marco, siamo qua....
019.jpg


Ale con presa sicura su Valentina.... :D


Ma Ale chi? :?

wineduck prima che diventasse un cagacazzi come pochi :D :D io aderirebbi se si fa :D
L'è méj al vén sénsa bicér, che al bicér sénsa vén
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda lucastoner » 03 mar 2018 12:15

Uno di sti giorni apro il 3d qui in "Vino&co" per valutare affluenza , modalità e date.
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Wineduck
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Wineduck » 03 mar 2018 13:34

@[email protected] ha scritto:
Andyele ha scritto:
alì65 ha scritto:
gmi1 ha scritto:si si Marco, siamo qua....
019.jpg


Ale con presa sicura su Valentina.... :D


Ma Ale chi? :?

wineduck prima che diventasse un cagacazzi come pochi :D :D io aderirebbi se si fa :D



Finchè non ti metterai non smetterai di soostenere i cialtroni che favoriscono la decadenza di questo paese non ti darò tregua... altro che cagacazzi: non hai ancora visto niente! :lol: :lol: :lol:

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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Andyele » 04 mar 2018 00:26

Ganevat Les Chalasses Marnes Bleues 2012
Veramente un bel vino, mi è molto piaciuto per la sua estrema pulizia, bella tensione. Naso di fiori bianchi, minerale, sassoso. In bocca è bello vivo, teso, acidità agrumata e sapidità a go go con impressionante salinità.
Ricorda uno Chablis...ma in meglio.
BarbarEdo
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda BarbarEdo » 04 mar 2018 09:12

Cascina Corte - Langhe Nebbiolo 2015 (vigne a Perno, Monforte).
Intenso già dal colore, molto aperto al naso su toni dolci di composta di fragole e petali di rosa. Polputo e ricco al palato, ti stanca per via di una componente tannica eccessiva, benché matura, e per un deficit di freschezza. Finale amarognolo. Struttura da barolino ma manca di eleganza. Pt: 82

Baricci - Rosso di Montalcino 2014
Rubino intenso che fa ben sperare. Un filo di riduzione che forse non va mai via, si intreccia con una nota decisamente animale, molto netta, poi ruggine, terriccio. In fondo, una ciliegia quasi impercettibile ma matura.
Un po' vuoto al centro bocca, ha una freschezza piacevole e tannini finissimi e maturi. Interessante. Pt: 85
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda gianni femminella » 04 mar 2018 11:20

Da un po' non do il mio contributo, non per cattiva volontà, ma perché è un periodo in cui sono di poche parole ( in generale e di conseguenza anche per quanto riguarda il vino ). Note brevi per assenza di appunti.


Rosso di Montalcino San Lorenzo 2006
un piccolo brunello; sale a volontà e ancora spiccata gioventù; buono

Vigne di don Peppino Prephylloxera 2007 Terre Nere
da una annata più vecchia, bevuta tempo fa, lo ricordavo meno estrattivo; dolcezza, potenza e grande articolazione; gran vino

Dettori 2010 Dettori
trama imponente ma coordinata; si fa bere e ribere; velluto puro; anche questo semplicemente splendido

Pacina igt 2012
volatile altissima, ma la materia è così bella che trova una strada, che mi è gradita, di frutto dolce e acidità a contrasto; a me piace parecchio

Brunello 2011 Campogiovanni e Brunello 2011 San Giacomo
entrambi con una nota per me "saponosa" di cisto che ho già ritrovato in altri pari annata; il primo corretto e poco più, il secondo, più maturo del compare, si fa apprezzare per il varietale di ferro e china; è fitto ma senza eccessi; da riassaggiare

Chateauneuf du Pape chateau Beaucastel 2005 Perrin
mediterraneo, carnoso, fitto, sensuale, frutto pieno, tannini levigati; bella roba davvero

Colli di Lapio 2010 Romano Celia
più glicerico che minerale, mollezza che cede il passo a un lieve amaro; insomma

Champagne Brut nature Julien Chopin
un nature che sembra leggermente dosato; possibile? niente male

Champagne 2008 vieilles vignes du Levant G.C. Larmandier- Bernier
pasticceria in abbondanza e frutto maturo; molto, molto buono

Amarone cl V. 2000 Quintarelli
ci sarebbe tanto da dire; semplifico: una spremuta di uva passa e distillato di eucalipto con una leggiadria e finezza mirabili; favoloso

Vigneto di Popoli 2010 Valle Reale
l'avevo lasciato un anno fa scontroso e tannico; delude; tannino quasi risolto, freschezza insufficiente; peccato
Messner
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Messner » 04 mar 2018 22:24

Leon Barral Valiniere 2010: mora, mirtillo, balsamico, ferruginoso, leggera nota affumicata e di pistacchio tostato. Vino con una buona morbidezza, struttura da vendere e tannino non completamente risolto, persistenza esagerata. Qualche anno in più non gli avrebbe affatto fatto male ma già adesso è estremamente godibile anzi è un gran vino del sud della francia, sicuramente tra i migliori mai bevuti in zona. Lo consiglio assolutamente
lucastoner
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda lucastoner » 04 mar 2018 23:00

Leclerc Briant Abyss. 15 mesi in immersione nell'oceano dopo il degorgement
Preso più per vezzo e curiosità.
Al naso non e il mio ideale: gesso , polvere e minerale. Poco dopo miglioriamo con pesca e frutta bianca.
In bocca invece è notevole: cremoso, ampio, acido e tagliente. Ne recupererò un altro per testarlo tra qualche anno.
maxer
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda maxer » 05 mar 2018 01:32

lucastoner ha scritto:Leclerc Briant Abyss. 15 mesi in immersione nell'oceano
... Ne recupererò un altro ...

Mi raccomando, controlla bene il batiscafo ! 8)
carpe diem 8)
lucastoner
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda lucastoner » 05 mar 2018 08:06

Quella cassa di champagne andava messa in salvo.... 8)
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 05 mar 2018 12:42

Ageno la stoppa 2012
Spinto dalle recensioni positive ho deciso di provarlo..molto convincente, al naso floreale ma anche agrumato, prevalentemente arancia rossa..con l'ossigenazione sopraggiungono sentori di frutta tropicale e mango..ogni tanto qualche sentore animale, di fieno e pellame, ma niente di fastidioso..tannino che spinge un po' troppo..ha la bocca muscolare e tagliente dei grandi vini in gioventù, senza un accostamento gastronomico il terzo bicchiere è problematico ma ci si sacrifica senza troppo sforzo :lol:

Chianti classico riserva di bucciarelli 2011
ancora giovanissimo per acidità e tannino, maestoso nei profumi, ciliegia scura, viola essiccata, una bella mineralitá al naso e un'invitante sapidità al palato..rimane uno dei produttori per me più intriganti

percarlo 2004
decisamente più estrattivo, al naso inizialmente è appena sussurrato, poi si apre in sentori vegetali direi quasi di cereali, spostandosi anche lui su toni minerali ma più austeri, di china e ruggine..riassaggiato la sera sono emersi interessanti profumi funginei e di sottobosco..se al naso è di un'eleganza raffinata, in bocca si esprime in tutta la sua potenza..concentrato, materico, pieno, una lunghezza degna di un peso massimo..i 14,5 gradi rimangono nascosti da un equilibrio che pare essere studiato..chiaramente l'annata ha fatto la sua parte, ma si ha la sensazione che anche il manico del vignaiolo reclami i suoi meriti..
Lorenzo
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Spectator » 05 mar 2018 13:49

..Ad Mira 2012,cantine Ferri. Vinone piacevolissimo, che mette d'accordo un po' tutti i commensali ogni volta che lo propongo :) !Nn particolarmente..tipico/Primitivo di Puglia(leggasi..leggere dolcezze) ma,ripeto,un bel bere..opulento e non stancante a costo irrisorio.
gbaenergiaeco10
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 07 mar 2018 00:25

Ripazzo le coste di gradoli (non chiedetemi l'annata perché un c'ho capito un cazzo, dovrebbe essere la 15 ripassata sulle vinacce della 16, ma prendetela con le pinze)
Uvaggi: procanico Malvasia proscetto

Continuo consumando il lotto di vini "naturali" (o quello che è) da poco acquistato..Mi permetto di consigliare questa bevuta che a molti potrà sembrare modaiola, ma se è vero che conta quello che c'è nel calice credo sia giusto riconoscergli i suoi meriti..
naso incredibilmente variegato, limonata, melone bianco, pomodoro maturo, pepe in grani, sentori di eucalipto che a un certo punto virano verso il basilico secco..al palato è dirompente nella sua freschezza agrumata..verticale, solare, con dei rimandi alla cedrata e ai fichi essiccati..bevuto con una focaccia allo stracchino che mi è sembrata la morte sua..
PS: credo di aver sbagliato stagione, già me lo vedo d'estate servito a basse temperature ad accompagnare una bruschettata..
Lorenzo
Vinos
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Vinos » 07 mar 2018 10:57

Ieri abbiamo esagerato, 3 persone 6 bottiglie, non le abbiamo finite tutte ma poco ci mancava....


Champagne initial selosse sbocc 2009: “quando i selossiani ti dicono di aspettare almeno 8 anni dalla sboccatura”.
Pasticceria, pasta di mandorle, nocciola, la classica ossidazione che fa da capilino, in bocca la bolla è finissima , non ha la forza e la struttura dei lieu dit ma ha classe da vendere.

Charmes chambertin thibault liger belair 2011: “ quando ti dicono che lo charmes è di nome ma non di fatto”.
Il più rustico dei 2011, note animali, frutto scuro, inteso, entra dirompente ma grezzo, emergono col tempo delle note di tè verde che snelliscono la natura selvaggia di questo vino. Born to be wild

Vons romanee comte liger belair 2011:
“Quando la speculazione galoppa”.
Elegantissime le note speziate e floreali, interpretazione del territorio da manuale, tutto sussurrato e mai urlato, sottile e ritemprante, ma il prezzo è follia, stiamo parlando di un village che in enoteca può superare i 250 euro con la 2015, no comment...

Chambertin di trapet 2011 : “ quando ti dicono( in realtà questo l ho sempre detto io :-). che trapet è(era) tra i migliori vini di Borgogna per qualità prezzo” ormai anche qui i prezzi stanno crescendo a dismisura;.....fragole, canestrino di frutti rossi , fiori, manca il sottobosco che tanto amo negli chambetin di trapet ma siamo ancora all’inizio della sua parabola, meno vigoroso rispetto ad altre annate in cui gioca sulla suadenza e rotondità del frutto, il migliore dei tre pinot noir, il più completo.

mouton rothschild 1978: “quando ti dicono che i bordeaux durano una vita” il frutto ha ormai lasciato posto a profumi autunnali, alle foglie secche, alla terra, la parte vegetale ancora spinge, in bocca ormai è completamente risolto, manca una certa vitalità che sicuramente era presente 10 anni fa; potrebbe rimanere così ancora a lungo, ma è sicuramente un vino che ormai ha superato il suo apice.

chateau la tour blanche 2001: nonostante non sono un’amante dei vini dolci, devo dire che questo mi è piaciuto....
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Fedevarius » 07 mar 2018 11:42

Amerighi, Syrah 2013

Colore carico con ancora delle note giovanili, il naso è di impatto, giocato inizialmente su frutti neri e poi su note scure di china, pepe e liquirizia. Con il tempo si apre un po' pur mantenendo sostanzialmente il suo profilo. In bocca entra pieno e morbido senza sconfinare nella piacioneria, con il tannino che asciuga in modo piacevole, elegante e ben fatto. Non un mostro di complessità ma probabilmente neanche vuole esserlo. Piaciuto.
"E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita, e ti piace lasciarti ascoltare…"
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda alì65 » 07 mar 2018 11:44

Vinos ha scritto:mouton rothschild 1978: “quando ti dicono che i bordeaux durano una vita” il frutto ha ormai lasciato posto a profumi autunnali, alle foglie secche, alla terra, la parte vegetale ancora spinge, in bocca ormai è completamente risolto, manca una certa vitalità che sicuramente era presente 10 anni fa; potrebbe rimanere così ancora a lungo, ma è sicuramente un vino che ormai ha superato il suo apice.



quelli che bevono Bordeaux ti dicono, anche, che sarebbe meglio saltare gli anni 70, come norma generale, poi ci sono le eccezioni...
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Vinos » 07 mar 2018 16:08

alì65 ha scritto:
Vinos ha scritto:mouton rothschild 1978: “quando ti dicono che i bordeaux durano una vita” il frutto ha ormai lasciato posto a profumi autunnali, alle foglie secche, alla terra, la parte vegetale ancora spinge, in bocca ormai è completamente risolto, manca una certa vitalità che sicuramente era presente 10 anni fa; potrebbe rimanere così ancora a lungo, ma è sicuramente un vino che ormai ha superato il suo apice.



quelli che bevono Bordeaux ti dicono, anche, che sarebbe meglio saltare gli anni 70, come norma generale, poi ci sono le eccezioni...


E invece un sacco di bevitori di bordeaux che ho conosciuto sono affascinati dai vini anni 70 perché hanno gradazioni alcoliche bassissime, ed è tutto giocato in finezza, mentre i vari guru, parker ecc... danno voti bassissimi a questi vini, poi la 1978 comuque dovrebbe essere un’annata scarsetta, qui dovrebbe intervenire Marco come conferma...
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda vinogodi » 07 mar 2018 16:31

Vinos ha scritto:
alì65 ha scritto:
Vinos ha scritto:mouton rothschild 1978: “quando ti dicono che i bordeaux durano una vita” il frutto ha ormai lasciato posto a profumi autunnali, alle foglie secche, alla terra, la parte vegetale ancora spinge, in bocca ormai è completamente risolto, manca una certa vitalità che sicuramente era presente 10 anni fa; potrebbe rimanere così ancora a lungo, ma è sicuramente un vino che ormai ha superato il suo apice.



quelli che bevono Bordeaux ti dicono, anche, che sarebbe meglio saltare gli anni 70, come norma generale, poi ci sono le eccezioni...


E invece un sacco di bevitori di bordeaux che ho conosciuto sono affascinati dai vini anni 70 perché hanno gradazioni alcoliche bassissime, ed è tutto giocato in finezza, mentre i vari guru, parker ecc... danno voti bassissimi a questi vini, poi la 1978 comuque dovrebbe essere un’annata scarsetta, qui dovrebbe intervenire Marco come conferma...
...io sono fra quelli e confermo che i Bordeaux di quel periodo sono a dir poco splendidi per leggiadria, intrigante complessità e grandissima beva. E durano, perché in quel periodo , quando uscivano, erano durotti e ancora da assestarsi per caratteristiche chiaramente prospettiche per il palato allenato alla tipologia e i voti della critica in Francia, sappiamo bene , sono sempre stati condizionati dalle caratteristiche per loro positive esaltando le annate calde e ricche di materia , mai i vini in prospettiva e rusticotti, come nelle annate classiche ... errore da enosuperficiali , ma comprensibili perchè non tutta la critica ha mai avuto "palato proiettato al futuro" ma sempre al presente , come dimostrano anche in Italia giudizi da annata del secolo in annate che si sono rivelate se non proprio "del cazzo" senz'altro con meno fondamento prospettico rispetto alle aspettative (1990 -1997 - 2000 - 2003 ecc). Ricordate , il vino non è grande per le ridondanze strutturali ma per gli equilibri , che solo un'annata equilibrata riesce a dare , ma anche per caratteristiche chimico fisiche che non affascineranno da subito i palati (acidità , tannini , ecc) ma che il tempo riesce sempre a valorizzare in termini di evoluzione ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda seeionoou2 » 07 mar 2018 16:59

alì65 ha scritto:quelli che bevono Bordeaux ti dicono, anche, che sarebbe meglio saltare gli anni 70, come norma generale, poi ci sono le eccezioni...



mah... anche secondo me non è corretto... bevuto da poco Latour 78 che assolutamente non era da schivare...
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda landmax » 07 mar 2018 18:19

Io ho bevuto proprio Mouton Rothschild '78 a dicembre 2015, se non erro, omaggiata dal caro amico Marcolanc. Un vino semplicemente straordinario, di una complessità olfattiva unica ed altrettanto profondo a livello gustativo. Bonus track: un'eleganza disarmante, figlia anche degli 11,5 gradi riportati in etichetta. Sbaragliò letteralmente la concorrenza, tra cui un Richebourg '99 di A.F. Gros (peraltro buonissimo) ed un Brunello Poggio di Sotto '04 (pure).

Mi viene il dubbio che la bottiglia bevuta da Vincenzo non sia stata conservata altrettanto bene, mi sembra strano che in poco più di 2 anni il vino sia scollinato dopo averne tenuti egregiamente 37...

Ah, anche Cheval Blanc '78 non era affatto male (per usare un'iperbole, ma al contrario).
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda Ludi » 07 mar 2018 18:43

vinogodi ha scritto:...io sono fra quelli e confermo che i Bordeaux di quel periodo sono a dir poco splendidi per leggiadria, intrigante complessità e grandissima beva. E durano, perché in quel periodo , quando uscivano, erano durotti e ancora da assestarsi per caratteristiche chiaramente prospettiche per il palato allenato alla tipologia e i voti della critica in Francia, sappiamo bene , sono sempre stati condizionati dalle caratteristiche per loro positive esaltando le annate calde e ricche di materia , mai i vini in prospettiva e rusticotti, come nelle annate classiche ... errore da enosuperficiali , ma comprensibili perchè non tutta la critica ha mai avuto "palato proiettato al futuro" ma sempre al presente , come dimostrano anche in Italia giudizi da annata del secolo in annate che si sono rivelate se non proprio "del cazzo" senz'altro con meno fondamento prospettico rispetto alle aspettative (1990 -1997 - 2000 - 2003 ecc). Ricordate , il vino non è grande per le ridondanze strutturali ma per gli equilibri , che solo un'annata equilibrata riesce a dare , ma anche per caratteristiche chimico fisiche che non affascineranno da subito i palati (acidità , tannini , ecc) ma che il tempo riesce sempre a valorizzare in termini di evoluzione ...


bevuti Margaux e Lafite 1978, entrambi splendidi, autunnali, se vogliamo, ma anche campioni assoluti di finezza. Se volessimo giocare a fare gli snob, la 1982, con i conseguenti voti entusiastici di Parker, è stata in certo qual senso l'inizio di un'era ottima per i negociants e gli chateaux, ma pessima per i bevitori, non solo per i prezzi, ma anche per la perdita di quella austera raffinatezza che prima era la cifra stilistica di Bordeaux.
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda alì65 » 07 mar 2018 20:46

seeionoou2 ha scritto:
alì65 ha scritto:quelli che bevono Bordeaux ti dicono, anche, che sarebbe meglio saltare gli anni 70, come norma generale, poi ci sono le eccezioni...



mah... anche secondo me non è corretto... bevuto da poco Latour 78 che assolutamente non era da schivare...


state parlando tutti di 78...o sbaglio...
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Re: LE BEVUTE DI MARZO 2018

Messaggioda alì65 » 07 mar 2018 20:48

Ludi ha scritto:
vinogodi ha scritto:...io sono fra quelli e confermo che i Bordeaux di quel periodo sono a dir poco splendidi per leggiadria, intrigante complessità e grandissima beva. E durano, perché in quel periodo , quando uscivano, erano durotti e ancora da assestarsi per caratteristiche chiaramente prospettiche per il palato allenato alla tipologia e i voti della critica in Francia, sappiamo bene , sono sempre stati condizionati dalle caratteristiche per loro positive esaltando le annate calde e ricche di materia , mai i vini in prospettiva e rusticotti, come nelle annate classiche ... errore da enosuperficiali , ma comprensibili perchè non tutta la critica ha mai avuto "palato proiettato al futuro" ma sempre al presente , come dimostrano anche in Italia giudizi da annata del secolo in annate che si sono rivelate se non proprio "del cazzo" senz'altro con meno fondamento prospettico rispetto alle aspettative (1990 -1997 - 2000 - 2003 ecc). Ricordate , il vino non è grande per le ridondanze strutturali ma per gli equilibri , che solo un'annata equilibrata riesce a dare , ma anche per caratteristiche chimico fisiche che non affascineranno da subito i palati (acidità , tannini , ecc) ma che il tempo riesce sempre a valorizzare in termini di evoluzione ...


bevuti Margaux e Lafite 1978, entrambi splendidi, autunnali, se vogliamo, ma anche campioni assoluti di finezza. Se volessimo giocare a fare gli snob, la 1982, con i conseguenti voti entusiastici di Parker, è stata in certo qual senso l'inizio di un'era ottima per i negociants e gli chateaux, ma pessima per i bevitori, non solo per i prezzi, ma anche per la perdita di quella austera raffinatezza che prima era la cifra stilistica di Bordeaux.


per me che non godo il profilo elegante e autunnale la 82 è decisamente meglio...in questi vini cerco profondità, struttura complessa e larghezza in bocca...per capirci orizzontale e non verticale....in verticale mi ha sempre dato delle complicazioni.. :mrgreen: :mrgreen:
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