MONFORTINO 2013...

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alì65
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda alì65 » 20 feb 2018 14:59

alì65 ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:
l'oste ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Un po' OT, ieri mattina ho parlato con il quarto produttore di langa che mi dice la stessa cosa: il Monfortino, grandissimo vino, è un miracolo di tecnica viticola ed enologica che sopperiscono a un terreno di medio-bassa vocazione

Fosse anche verosimile credo che le vigne vecchie (e il Monfortino ne contiene) sono importanti quanto suolo ed esposizione, ma soprattutto la tecnica viticola ed enologica è uno dei valori del famoso terroir altrimenti non si spiegherebbero alcuni fenomeni curiosi come la minor fama nel bicchiere de La Grand Rue, striscia di terreno incastrata tra La Tache da un lato e La Romanèe e Romanèe Conti dall'altro. Oppure l'unicitá di alcuni vini in denominazioni/vitigni poco prodighi di fenomeni, vedi Valentini su tutti.


Viti vecchie, certo... Fa pensare però che uno dei più grandi vini (a detta di chi ne ha bevuti tanti) prodotti da quella vigna si è ottenuto da viti di quattro anni (Monfortino '78). Misteri della fede...


mi sembra corretto.....vigne vecchie lo sono ora....prima erano in parte uve acquistate..e non era vigneto francia


in parte proveniva dai vigneti di Aldo? chiedo ai più conoscitori della storia..
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda Ziliovino » 20 feb 2018 15:19

Se non sbaglio il vigneto Francia è stato acquistato nel 1974, dipende se ha ripiantato o meno all'acquisto. Prima le uve erano acquistate, credo principalmente a Monforte, ma non solo. Dovrei riprendere in mano l'atlante delle vigne di langa...
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda Ziliovino » 20 feb 2018 15:24

littlewood ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Un po' OT, ieri mattina ho parlato con il quarto produttore di langa che mi dice la stessa cosa: il Monfortino, grandissimo vino, è un miracolo di tecnica viticola ed enologica che sopperiscono a un terreno di medio-bassa vocazione.
Sentire frasi come: "se su quella collina i nostri vecchi ci seminavano il grano un motivo c'era" non è così raro, e parlo di "addetti ai lavori". Tutta invidia? Cosa ne pensate?

Sono pure io curioso delle grandi novità del 2015: ha già le uve dell'Arione?

Mi spiace ma chi a detto na' roba cosi ha detto na' emerita cazzata!!!


Bisognerebbe capire quali teorie hanno a supporto di questa tesi. Comunque anche la vigna Rionda a guardarla sembra 'na scureggia, eppure...
Chiedo invece a chi ha più assaggi di Cerretta: mi sembra che a parità di manico sia qualche punticino sotto al Cascina Francia, o sbaglio? io ho davvero pochissimi assaggi.
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda vinogodi » 20 feb 2018 16:44

Ziliovino ha scritto:
littlewood ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Un po' OT, ieri mattina ho parlato con il quarto produttore di langa che mi dice la stessa cosa: il Monfortino, grandissimo vino, è un miracolo di tecnica viticola ed enologica che sopperiscono a un terreno di medio-bassa vocazione.
Sentire frasi come: "se su quella collina i nostri vecchi ci seminavano il grano un motivo c'era" non è così raro, e parlo di "addetti ai lavori". Tutta invidia? Cosa ne pensate?

Sono pure io curioso delle grandi novità del 2015: ha già le uve dell'Arione?

Mi spiace ma chi a detto na' roba cosi ha detto na' emerita cazzata!!!


Bisognerebbe capire quali teorie hanno a supporto di questa tesi. Comunque anche la vigna Rionda a guardarla sembra 'na scureggia, eppure...
Chiedo invece a chi ha più assaggi di Cerretta: mi sembra che a parità di manico sia qualche punticino sotto al Cascina Francia, o sbaglio? io ho davvero pochissimi assaggi.
...diverso , anche se io la mano ce la sento, ancor più nelle due Barbera . Ritengo che molte aree considerate "sfigate" , non sempre sono tali alla prova del bicchiere , soprattutto dove la componente manico è davvero preziosa, altrimenti , secondo vecchi studi e classificazioni , Cannubi e Brunate dovrebbero produrre i più grandi Nebbiolo di Langa , con buona pace dei Giacosa, Conterno, Roagna , Mascarello, Gaja ecc.
PS: qualcuno ha mai sentito parlare dei famosi campi di solanaceae e cereali che prosperavano in Cros Parantoux fino a 50 anni fa? Mica 3 secoli... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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vino.curioso
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda vino.curioso » 24 feb 2018 14:41

george7179 ha scritto:
ZEL WINE ha scritto:2015: grandi novità

E però non puoi lasciarci così in sospeso.... non vale! :twisted:



... quindi quali sarebbero le grandi novità?
Per la questione "faccia del tappo": solo a me una simile cura sembra il minimo sindacale in un vino del livello (e prezzo, soprattutto :roll: ) di quello di cui parliamo?
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda alemusci » 25 feb 2018 00:49

l'oste ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Un po' OT, ieri mattina ho parlato con il quarto produttore di langa che mi dice la stessa cosa: il Monfortino, grandissimo vino, è un miracolo di tecnica viticola ed enologica che sopperiscono a un terreno di medio-bassa vocazione

Fosse anche verosimile credo che le vigne vecchie (e il Monfortino ne contiene) sono importanti quanto suolo ed esposizione, ma soprattutto la tecnica viticola ed enologica è uno dei valori del famoso terroir altrimenti non si spiegherebbero alcuni fenomeni curiosi come la minor fama nel bicchiere de La Grand Rue, striscia di terreno incastrata tra La Tache da un lato e La Romanèe e Romanèe Conti dall'altro. Oppure l'unicitá di alcuni vini in denominazioni/vitigni poco prodighi di fenomeni, vedi Valentini su tutti.


Un po’ ot ma un po’ anche no, cito da: Champagne, l’immaginario e il reale, di Samuel cogliati.
“Nei secoli scorsi si discorreva meno spesso e con minore insistenza della natura delle terre e probabilmente non solo perché si disponesse di minori conoscenze geologiche. È interessante notare che nell’ottocento la nozione di cru, così cara alla viticoltura francese, fosse costituita dalla somma delle peculiarità naturali del luogo e dalla competenza dei vignaioli-vinificatori. Tuttavia con il tempo pur badando bene a non negare l’importanza del savoir-faire, il discorso propagandistico dei produttori ha teso ad attribuire sempre di più le cause primarie della bontà del vino ai dati geografici: suolo, sottosuolo, clima, orografia etc. Perché? Perché questi elementi fissi non si possono esportare e non si possono imitare; sono cioè unici e immanenti è in quanto tali costituiscono una difesa naturale alla presunta inarrivabile superiorità qualitativa del territorio che li possiede. Ecco dunque un invidiabile argomento di marketing.”
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda marcolanc » 25 feb 2018 13:38

alemusci ha scritto:
l'oste ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Un po' OT, ieri mattina ho parlato con il quarto produttore di langa che mi dice la stessa cosa: il Monfortino, grandissimo vino, è un miracolo di tecnica viticola ed enologica che sopperiscono a un terreno di medio-bassa vocazione

Fosse anche verosimile credo che le vigne vecchie (e il Monfortino ne contiene) sono importanti quanto suolo ed esposizione, ma soprattutto la tecnica viticola ed enologica è uno dei valori del famoso terroir altrimenti non si spiegherebbero alcuni fenomeni curiosi come la minor fama nel bicchiere de La Grand Rue, striscia di terreno incastrata tra La Tache da un lato e La Romanèe e Romanèe Conti dall'altro. Oppure l'unicitá di alcuni vini in denominazioni/vitigni poco prodighi di fenomeni, vedi Valentini su tutti.


Un po’ ot ma un po’ anche no, cito da: Champagne, l’immaginario e il reale, di Samuel cogliati.
“Nei secoli scorsi si discorreva meno spesso e con minore insistenza della natura delle terre e probabilmente non solo perché si disponesse di minori conoscenze geologiche. È interessante notare che nell’ottocento la nozione di cru, così cara alla viticoltura francese, fosse costituita dalla somma delle peculiarità naturali del luogo e dalla competenza dei vignaioli-vinificatori. Tuttavia con il tempo pur badando bene a non negare l’importanza del savoir-faire, il discorso propagandistico dei produttori ha teso ad attribuire sempre di più le cause primarie della bontà del vino ai dati geografici: suolo, sottosuolo, clima, orografia etc. Perché? Perché questi elementi fissi non si possono esportare e non si possono imitare; sono cioè unici e immanenti è in quanto tali costituiscono una difesa naturale alla presunta inarrivabile superiorità qualitativa del territorio che li possiede. Ecco dunque un invidiabile argomento di marketing.”

Da totale ignorante, mi permetto di dissentire completamente. A occhio e croce, non credo che Aubert de Villaine potrebbe tirare fuori un Romanée-Conti da una vigna sui colli imolesi.
La mano del produttore sicuramente è determinante, ma spacciare l’importanza del terroir per mero “discorso propagandistico” o “argomento di marketing”, mi pare una esagerazione (per usare un eufemismo). È, tra l’altro, l’argomento preferito di Michel Rolland, che, alla prova del bicchiere, lascia il tempo che trova.
Piuttosto, col passare dei secoli, è successo che i terreni migliori siano finiti in gran parte ai produttori migliori, nel frattempo diventati (giustamente) sempre più ricchi e in grado di fare investimenti importanti. L’esempio precedente de La Grande Rue è proprio l’eccezione che conferma la regola. Ho assaggiato di recente la 2008: è un grande vino, senza ombra di dubbio (e questo si deve al terroir), ma gli manca “il tocco di genio” di La Tâche, con cui confina (non mi esprimo su Romanée-Conti, mai bevuto, purtroppo). Ed è quel “tocco di genio” la componente fondamentale del produttore. Credo che, considerato il potenziale di quel Cru, le alternative a medio/lungo termine possono essere solo due: o Lamarche migliorerà sensibilmente il suo vino (cosa che comunque sta già avvenendo da diversi anni), oppure venderà il terreno a prezzi spaventosi a chi sarà in grado di farlo (vedi DRC).
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda alì65 » 25 feb 2018 13:44

marcolanc ha scritto:
alemusci ha scritto:
l'oste ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Un po' OT, ieri mattina ho parlato con il quarto produttore di langa che mi dice la stessa cosa: il Monfortino, grandissimo vino, è un miracolo di tecnica viticola ed enologica che sopperiscono a un terreno di medio-bassa vocazione

Fosse anche verosimile credo che le vigne vecchie (e il Monfortino ne contiene) sono importanti quanto suolo ed esposizione, ma soprattutto la tecnica viticola ed enologica è uno dei valori del famoso terroir altrimenti non si spiegherebbero alcuni fenomeni curiosi come la minor fama nel bicchiere de La Grand Rue, striscia di terreno incastrata tra La Tache da un lato e La Romanèe e Romanèe Conti dall'altro. Oppure l'unicitá di alcuni vini in denominazioni/vitigni poco prodighi di fenomeni, vedi Valentini su tutti.


Un po’ ot ma un po’ anche no, cito da: Champagne, l’immaginario e il reale, di Samuel cogliati.
“Nei secoli scorsi si discorreva meno spesso e con minore insistenza della natura delle terre e probabilmente non solo perché si disponesse di minori conoscenze geologiche. È interessante notare che nell’ottocento la nozione di cru, così cara alla viticoltura francese, fosse costituita dalla somma delle peculiarità naturali del luogo e dalla competenza dei vignaioli-vinificatori. Tuttavia con il tempo pur badando bene a non negare l’importanza del savoir-faire, il discorso propagandistico dei produttori ha teso ad attribuire sempre di più le cause primarie della bontà del vino ai dati geografici: suolo, sottosuolo, clima, orografia etc. Perché? Perché questi elementi fissi non si possono esportare e non si possono imitare; sono cioè unici e immanenti è in quanto tali costituiscono una difesa naturale alla presunta inarrivabile superiorità qualitativa del territorio che li possiede. Ecco dunque un invidiabile argomento di marketing.”

Da totale ignorante, mi permetto di dissentire completamente. A occhio e croce, non credo che Aubert de Villaine potrebbe tirare fuori un Romanée-Conti da una vigna sui colli imolesi.
La mano del produttore sicuramente è determinante, ma spacciare l’importanza del terroir per mero “discorso propagandistico” o “argomento di marketing”, mi pare una esagerazione (per usare un eufemismo). È, tra l’altro, l’argomento preferito di Michel Rolland, che, alla prova del bicchiere, lascia il tempo che trova.
Piuttosto, col passare dei secoli, è successo che i terreni migliori siano finiti in gran parte ai produttori migliori, nel frattempo diventati (giustamente) sempre più ricchi e in grado di fare investimenti importanti. L’esempio precedente de La Grande Rue è proprio l’eccezione che conferma la regola. Ho assaggiato di recente la 2008: è un grande vino, senza ombra di dubbio (e questo si deve al terroir), ma gli manca “il tocco di genio” di La Tâche, con cui confina (non mi esprimo su Romanée-Conti, mai bevuto, purtroppo). Ed è quel “tocco di genio” la componente fondamentale del produttore. Credo che, considerato il potenziale di quel Cru, le alternative a medio/lungo termine possono essere solo due: o Lamarche migliorerà sensibilmente il suo vino (cosa che comunque sta già avvenendo da diversi anni), oppure venderà il terreno a prezzi spaventosi a chi sarà in grado di farlo (vedi DRC).


marcolanc, allora dovresti andare sul posto, vedere e studiare bene cosa vuol dire metro per metro quel terreno; vero che il terroir è l'insieme del suolo, della vigna e dell'uomo ma in quei terreni molto cambia.....come mai c'è un terreno vuoto al di stoot di La Tache? eppure dovrebbe essere molto importante sulla carta ma non è così...
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda marcolanc » 26 feb 2018 10:34

alì65 ha scritto:
marcolanc ha scritto:
alemusci ha scritto:
l'oste ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Un po' OT, ieri mattina ho parlato con il quarto produttore di langa che mi dice la stessa cosa: il Monfortino, grandissimo vino, è un miracolo di tecnica viticola ed enologica che sopperiscono a un terreno di medio-bassa vocazione

Fosse anche verosimile credo che le vigne vecchie (e il Monfortino ne contiene) sono importanti quanto suolo ed esposizione, ma soprattutto la tecnica viticola ed enologica è uno dei valori del famoso terroir altrimenti non si spiegherebbero alcuni fenomeni curiosi come la minor fama nel bicchiere de La Grand Rue, striscia di terreno incastrata tra La Tache da un lato e La Romanèe e Romanèe Conti dall'altro. Oppure l'unicitá di alcuni vini in denominazioni/vitigni poco prodighi di fenomeni, vedi Valentini su tutti.


Un po’ ot ma un po’ anche no, cito da: Champagne, l’immaginario e il reale, di Samuel cogliati.
“Nei secoli scorsi si discorreva meno spesso e con minore insistenza della natura delle terre e probabilmente non solo perché si disponesse di minori conoscenze geologiche. È interessante notare che nell’ottocento la nozione di cru, così cara alla viticoltura francese, fosse costituita dalla somma delle peculiarità naturali del luogo e dalla competenza dei vignaioli-vinificatori. Tuttavia con il tempo pur badando bene a non negare l’importanza del savoir-faire, il discorso propagandistico dei produttori ha teso ad attribuire sempre di più le cause primarie della bontà del vino ai dati geografici: suolo, sottosuolo, clima, orografia etc. Perché? Perché questi elementi fissi non si possono esportare e non si possono imitare; sono cioè unici e immanenti è in quanto tali costituiscono una difesa naturale alla presunta inarrivabile superiorità qualitativa del territorio che li possiede. Ecco dunque un invidiabile argomento di marketing.”

Da totale ignorante, mi permetto di dissentire completamente. A occhio e croce, non credo che Aubert de Villaine potrebbe tirare fuori un Romanée-Conti da una vigna sui colli imolesi.
La mano del produttore sicuramente è determinante, ma spacciare l’importanza del terroir per mero “discorso propagandistico” o “argomento di marketing”, mi pare una esagerazione (per usare un eufemismo). È, tra l’altro, l’argomento preferito di Michel Rolland, che, alla prova del bicchiere, lascia il tempo che trova.
Piuttosto, col passare dei secoli, è successo che i terreni migliori siano finiti in gran parte ai produttori migliori, nel frattempo diventati (giustamente) sempre più ricchi e in grado di fare investimenti importanti. L’esempio precedente de La Grande Rue è proprio l’eccezione che conferma la regola. Ho assaggiato di recente la 2008: è un grande vino, senza ombra di dubbio (e questo si deve al terroir), ma gli manca “il tocco di genio” di La Tâche, con cui confina (non mi esprimo su Romanée-Conti, mai bevuto, purtroppo). Ed è quel “tocco di genio” la componente fondamentale del produttore. Credo che, considerato il potenziale di quel Cru, le alternative a medio/lungo termine possono essere solo due: o Lamarche migliorerà sensibilmente il suo vino (cosa che comunque sta già avvenendo da diversi anni), oppure venderà il terreno a prezzi spaventosi a chi sarà in grado di farlo (vedi DRC).


marcolanc, allora dovresti andare sul posto, vedere e studiare bene cosa vuol dire metro per metro quel terreno; vero che il terroir è l'insieme del suolo, della vigna e dell'uomo ma in quei terreni molto cambia.....come mai c'è un terreno vuoto al di stoot di La Tache? eppure dovrebbe essere molto importante sulla carta ma non è così...

Claudio, andrei a studiarmi il territorio metro per metro se dovessi comprarne per farci del vino (e sarebbe un gran buon segno per le mie finanze...). Da semplice appassionato, mi limito a farci un salto meno frequentemente di quanto vorrei e a basarmi prevalentemente sulla esperienza empirica data da quel che trovo nel bicchiere, che mi porta a cogliere caratteristiche ben definite dipendenti proprio da suolo, clima e produttore. Ma credo che sia la scoperta dell’acqua calda.
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda supersonic76 » 17 mag 2018 09:17

Rispolvero questo post per chiedervi na robba.
Nelle annate in cui non viene prodotto il Monfortino tutte le uve del Francia vanno nel barolo cf.
Ad esempio, 2009, 2011, 2012 (annate peraltro tutto fuorché loffie).
La mia domanda è:in queste annate il Cascina Francia non dovrebbe essere/è superiore a quello prodotto in annate in cui esce anche il Monfortino? O semplicemente se ne fanno di più con la solita tecnica di vinificazione.
Grazie
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda Unodimille » 17 mag 2018 13:28

supersonic76 ha scritto:Rispolvero questo post per chiedervi na robba.
Nelle annate in cui non viene prodotto il Monfortino tutte le uve del Francia vanno nel barolo cf.
Ad esempio, 2009, 2011, 2012 (annate peraltro tutto fuorché loffie).
La mia domanda è:in queste annate il Cascina Francia non dovrebbe essere/è superiore a quello prodotto in annate in cui esce anche il Monfortino? O semplicemente se ne fanno di più con la solita tecnica di vinificazione.
Grazie

Nell'immaginario collettivo si pensa che tra CF e Monfo ci sia un abisso. Personalmente li ho assaggiati in parallelo (parlo della 2010, di cui Monfo da botte e CF da bottiglia) assieme a Roberto ed altri personaggioni, non trovando obbiettivamente una differenza assiderale.
Questa esternazione per farti capire che un CF di OTTIMA annata risulta comunque nettamente migliore di un CF + Monfo di annata sgonfia.
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda supersonic76 » 17 mag 2018 13:33

Unodimille ha scritto:
supersonic76 ha scritto:Rispolvero questo post per chiedervi na robba.
Nelle annate in cui non viene prodotto il Monfortino tutte le uve del Francia vanno nel barolo cf.
Ad esempio, 2009, 2011, 2012 (annate peraltro tutto fuorché loffie).
La mia domanda è:in queste annate il Cascina Francia non dovrebbe essere/è superiore a quello prodotto in annate in cui esce anche il Monfortino? O semplicemente se ne fanno di più con la solita tecnica di vinificazione.
Grazie

Nell'immaginario collettivo si pensa che tra CF e Monfo ci sia un abisso. Personalmente li ho assaggiati in parallelo (parlo della 2010, di cui Monfo da botte e CF da bottiglia) assieme a Roberto ed altri personaggioni, non trovando obbiettivamente una differenza assiderale.
Questa esternazione per farti capire che un CF di OTTIMA annata risulta comunque nettamente migliore di un CF + Monfo di annata sgonfia.


Ma infatti sarei curioso di sapere cosa vien fuori in una bevuta alla cieca.
Il Monfortino vale davvero SEI VOLTE il cascina francia?
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda alì65 » 17 mag 2018 13:48

Unodimille ha scritto:
supersonic76 ha scritto:Rispolvero questo post per chiedervi na robba.
Nelle annate in cui non viene prodotto il Monfortino tutte le uve del Francia vanno nel barolo cf.
Ad esempio, 2009, 2011, 2012 (annate peraltro tutto fuorché loffie).
La mia domanda è:in queste annate il Cascina Francia non dovrebbe essere/è superiore a quello prodotto in annate in cui esce anche il Monfortino? O semplicemente se ne fanno di più con la solita tecnica di vinificazione.
Grazie

Nell'immaginario collettivo si pensa che tra CF e Monfo ci sia un abisso. Personalmente li ho assaggiati in parallelo (parlo della 2010, di cui Monfo da botte e CF da bottiglia) assieme a Roberto ed altri personaggioni, non trovando obbiettivamente una differenza assiderale.
Questa esternazione per farti capire che un CF di OTTIMA annata risulta comunque nettamente migliore di un CF + Monfo di annata sgonfia.


evidentemente, il collettivo, ha avuto sempre delle visioni mistiche...e soldi da buttare
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda andrea » 17 mag 2018 13:54

supersonic76 ha scritto:Ma infatti sarei curioso di sapere cosa vien fuori in una bevuta alla cieca.
Il Monfortino vale davvero SEI VOLTE il cascina francia?

No, così come Romanée Conti non VALE 6 volte il Romanée St. Vivant di DRC.
Il tutto però si ferma di fronte al fatto che c'è gente disposta a spendere quei soldi per l'extra godimento, che a volte non c'è neppure...
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda littlewood » 17 mag 2018 17:22

andrea ha scritto:
supersonic76 ha scritto:Ma infatti sarei curioso di sapere cosa vien fuori in una bevuta alla cieca.
Il Monfortino vale davvero SEI VOLTE il cascina francia?

No, così come Romanée Conti non VALE 6 volte il Romanée St. Vivant di DRC.
Il tutto però si ferma di fronte al fatto che c'è gente disposta a spendere quei soldi per l'extra godimento, che a volte non c'è neppure...

Nn esce a 6 volte il prezzo del cf...
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda george7179 » 17 mag 2018 17:31

littlewood ha scritto:
andrea ha scritto:
supersonic76 ha scritto:Ma infatti sarei curioso di sapere cosa vien fuori in una bevuta alla cieca.
Il Monfortino vale davvero SEI VOLTE il cascina francia?

No, così come Romanée Conti non VALE 6 volte il Romanée St. Vivant di DRC.
Il tutto però si ferma di fronte al fatto che c'è gente disposta a spendere quei soldi per l'extra godimento, che a volte non c'è neppure...

Nn esce a 6 volte il prezzo del cf...

E' vero Franco, non esce.... ma poi se vai in enoteca il rapporto è effettivamente 5/6 volte... :?
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda Ziliovino » 17 mag 2018 17:34

Unodimille ha scritto:... Monfo di annata sgonfia.


viste le meraviglie lette sul 2002... ne esistono di sgonfi?
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda Vinos » 17 mag 2018 18:34

supersonic76 ha scritto:
Unodimille ha scritto:
supersonic76 ha scritto:Rispolvero questo post per chiedervi na robba.
Nelle annate in cui non viene prodotto il Monfortino tutte le uve del Francia vanno nel barolo cf.
Ad esempio, 2009, 2011, 2012 (annate peraltro tutto fuorché loffie).
La mia domanda è:in queste annate il Cascina Francia non dovrebbe essere/è superiore a quello prodotto in annate in cui esce anche il Monfortino? O semplicemente se ne fanno di più con la solita tecnica di vinificazione.
Grazie

Nell'immaginario collettivo si pensa che tra CF e Monfo ci sia un abisso. Personalmente li ho assaggiati in parallelo (parlo della 2010, di cui Monfo da botte e CF da bottiglia) assieme a Roberto ed altri personaggioni, non trovando obbiettivamente una differenza assiderale.
Questa esternazione per farti capire che un CF di OTTIMA annata risulta comunque nettamente migliore di un CF + Monfo di annata sgonfia.


Ma infatti sarei curioso di sapere cosa vien fuori in una bevuta alla cieca.
Il Monfortino vale davvero SEI VOLTE il cascina francia?


Monfortino è nettamente più buono del Cascina Francia, il vino caro tra i due è il cascina Francia( ok sto esagerando di proposito) ma nel mondo non sono tutti fessi...di recente abbiamo bevuto cascina Francia 2004 e monfortino 1997/1999 e tra i vini c’era un abisso...( anche tra 1997 e 1999 c’era una bella differenza)... quindi l’annata ha una certa importanza...
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda Vinos » 17 mag 2018 18:42

Vinos ha scritto:
supersonic76 ha scritto:
Unodimille ha scritto:
supersonic76 ha scritto:Rispolvero questo post per chiedervi na robba.
Nelle annate in cui non viene prodotto il Monfortino tutte le uve del Francia vanno nel barolo cf.
Ad esempio, 2009, 2011, 2012 (annate peraltro tutto fuorché loffie).
La mia domanda è:in queste annate il Cascina Francia non dovrebbe essere/è superiore a quello prodotto in annate in cui esce anche il Monfortino? O semplicemente se ne fanno di più con la solita tecnica di vinificazione.
Grazie

Nell'immaginario collettivo si pensa che tra CF e Monfo ci sia un abisso. Personalmente li ho assaggiati in parallelo (parlo della 2010, di cui Monfo da botte e CF da bottiglia) assieme a Roberto ed altri personaggioni, non trovando obbiettivamente una differenza assiderale.
Questa esternazione per farti capire che un CF di OTTIMA annata risulta comunque nettamente migliore di un CF + Monfo di annata sgonfia.


Ma infatti sarei curioso di sapere cosa vien fuori in una bevuta alla cieca.
Il Monfortino vale davvero SEI VOLTE il cascina francia?


Monfortino è nettamente più buono del Cascina Francia, il vino caro tra i due è il cascina Francia( ok sto esagerando di proposito) ma nel mondo non sono tutti fessi...di recente abbiamo bevuto cascina Francia 2004 e monfortino 1997/1999 e tra i vini c’era un abisso...( anche tra 1997 e 1999 c’era una bella differenza)... quindi l’annata ha una certa importanza...


Ti faccio un altro esempio, prova a sentire vicino un Amarone di Quintarelli quando non fa la riserva e un suo Amarone Riserva, oppure prova a sentire vicino ad esempio 1990 e 1990 riserva, anche li il vino è lo stesso solo che la riserva fa qualche anno in più di botte e anche in questo caso c’é una grandissima diffetenza....
alì65
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda alì65 » 17 mag 2018 19:10

Vinos ha scritto:
Vinos ha scritto:
supersonic76 ha scritto:
Unodimille ha scritto:
supersonic76 ha scritto:Rispolvero questo post per chiedervi na robba.
Nelle annate in cui non viene prodotto il Monfortino tutte le uve del Francia vanno nel barolo cf.
Ad esempio, 2009, 2011, 2012 (annate peraltro tutto fuorché loffie).
La mia domanda è:in queste annate il Cascina Francia non dovrebbe essere/è superiore a quello prodotto in annate in cui esce anche il Monfortino? O semplicemente se ne fanno di più con la solita tecnica di vinificazione.
Grazie

Nell'immaginario collettivo si pensa che tra CF e Monfo ci sia un abisso. Personalmente li ho assaggiati in parallelo (parlo della 2010, di cui Monfo da botte e CF da bottiglia) assieme a Roberto ed altri personaggioni, non trovando obbiettivamente una differenza assiderale.
Questa esternazione per farti capire che un CF di OTTIMA annata risulta comunque nettamente migliore di un CF + Monfo di annata sgonfia.


Ma infatti sarei curioso di sapere cosa vien fuori in una bevuta alla cieca.
Il Monfortino vale davvero SEI VOLTE il cascina francia?


Monfortino è nettamente più buono del Cascina Francia, il vino caro tra i due è il cascina Francia( ok sto esagerando di proposito) ma nel mondo non sono tutti fessi...di recente abbiamo bevuto cascina Francia 2004 e monfortino 1997/1999 e tra i vini c’era un abisso...( anche tra 1997 e 1999 c’era una bella differenza)... quindi l’annata ha una certa importanza...


Ti faccio un altro esempio, prova a sentire vicino un Amarone di Quintarelli quando non fa la riserva e un suo Amarone Riserva, oppure prova a sentire vicino ad esempio 1990 e 1990 riserva, anche li il vino è lo stesso solo che la riserva fa qualche anno in più di botte e anche in questo caso c’é una grandissima diffetenza....


Vincenzo, purtroppo per le mie tasche, hai pienamente ragione...
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda george7179 » 17 mag 2018 21:03

Vinos ha scritto:
Monfortino è nettamente più buono del Cascina Francia, il vino caro tra i due è il cascina Francia( ok sto esagerando di proposito) ma nel mondo non sono tutti fessi...di recente abbiamo bevuto cascina Francia 2004 e monfortino 1997/1999 e tra i vini c’era un abisso...( anche tra 1997 e 1999 c’era una bella differenza)... quindi l’annata ha una certa importanza...

Io invece, Come ho già detto più volte al mio caro amico Vincenzo, non sono d'accordo... per me non c'è questo abisso. Anzi, aspetto solo di fare o organizzare una cieca, per essere smentito od avere ragione... :mrgreen:
#23# "The best there ever was, the best there ever will be" #23#
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda ZEL WINE » 17 mag 2018 21:19

Il miglior CF (a parte 89) non si avvicina neppure al peggior monfortino, ma neanche un poco :(
fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda Vinos » 17 mag 2018 22:22

george7179 ha scritto:
Vinos ha scritto:
Monfortino è nettamente più buono del Cascina Francia, il vino caro tra i due è il cascina Francia( ok sto esagerando di proposito) ma nel mondo non sono tutti fessi...di recente abbiamo bevuto cascina Francia 2004 e monfortino 1997/1999 e tra i vini c’era un abisso...( anche tra 1997 e 1999 c’era una bella differenza)... quindi l’annata ha una certa importanza...

Io invece, Come ho già detto più volte al mio caro amico Vincenzo, non sono d'accordo... per me non c'è questo abisso. Anzi, aspetto solo di fare o organizzare una cieca, per essere smentito od avere ragione... :mrgreen:


Stefano le bottiglie non ti mancano, organizza che veniamo ;-)
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda Unodimille » 18 mag 2018 00:36

ZEL WINE ha scritto:Il miglior CF (a parte 89) non si avvicina neppure al peggior monfortino, ma neanche un poco :(

Zel rispetto tutte le opinioni e la tua in particolare dato che stimo molto la tua “penna” qui sul gambero.
Se mi consenti una considerazione, se nelle annate top, come ad esempio la 2013, tutto il CF diventa monfortino assieme al monfortino classico, va da se che quella gran differenza non c’e...altrimenti la presa per il culo sarebbe totale non credi?
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Re: MONFORTINO 2013...

Messaggioda ZEL WINE » 18 mag 2018 01:05

Unodimille ha scritto:
ZEL WINE ha scritto:Il miglior CF (a parte 89) non si avvicina neppure al peggior monfortino, ma neanche un poco :(

Zel rispetto tutte le opinioni e la tua in particolare dato che stimo molto la tua “penna” qui sul gambero.
Se mi consenti una considerazione, se nelle annate top, come ad esempio la 2013, tutto il CF diventa monfortino assieme al monfortino classico, va da se che quella gran differenza non c’e...altrimenti la presa per il culo sarebbe totale non credi?

Guarda il discorso e’ apparentemente spinoso, ti consiglio se hai modo di chiedere direttamente a Roberto Conterno dove nasce il monfortino e la filosofia che lo differenzia nella scelta di produrre il CF. Dire che nel 2013 tutto il CF diventa monfortino non è corretto: e’ tutto il monfortino che diventa monfortino. Occorre vedere le produzioni delle annate e parlare con Conterno delle selezioni in vigna ecc ecc
Io mi fermo alla btg, per le mie bevute e a livello di performance “neutra” il confronto e’ quasi “impietoso”
fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

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