Degustatori italiani ultimi classificati

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pippuz
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda pippuz » 25 ott 2017 15:38

Timoteo ha scritto:
pippuz ha scritto:
gabriele succi ha scritto:
pippuz ha scritto:...
Detto questo secondo me il nebbiolo messicano è una cagata anche se non l'ho assaggiato.

Ti è venuta la Palmite?
:D

Ma no, è che li vedo più ferrati su nachos, burritos, tequila e mezcal :lol:


erba e funghi.

Anche prodotti in polvere ultimamente.
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dc87
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda dc87 » 26 ott 2017 07:51

paperofranco ha scritto:
pippuz ha scritto:
pstrada75 ha scritto:
paperofranco ha scritto:Non ho bevuto praticamente nulla, e mi guardo bene dallo spendere i soldi per farlo. Ma non parlo per sentito dire, mi baso sui miei sani pregiudizi e sul mio istinto, che non mi hanno quasi mai tradito.


Quindi parli per sentito dire e ti basi su cose che non esistono.......scusami, ma questo e' un tipico atteggiamento italiano che purtroppo ci ha portati allo stato in cui si trova ora la nostra bella nazione. Chiusura mentale completa e convinzione di essere I migliori in tutto e per tutto anche senza doversi impegnare (ma per grazia ricevuta e condizioni storiche)....

Purtroppo se continueremo con questi atteggiamenti tra qualche anno avremo fatto una brutta fine anche nel mondo del vino....

PS: Filobianco....swartland e' la mia nuova passione. Bevuto Chenin blanc 2015 di Testalonga venerdi sera' (quello classico senza skin contact) e trovato meraviglioso. Per non parlare di tutta la gamma di Sadie..... ne sto facendo incetta in questo periodo.....

Questo succede soprattutto nella cucina purtroppo ed è dannosissimo.


Invece per me l’atteggiamento diffuso è proprio l’esatto contrario di quello che affermate voi qui.
Il gusto masochista di tagliarsi le palle da soli, essere ipercritici con noi stessi e prendere per buone tutte le coglionate che vengono da fuori, pagandole a caro prezzo, perché così c’è più gusto. Questo in tanti campi, e già è assurdo, perché a noi nel mondo “avrebbero” poco da insegnare su tutto, ma il paradosso è che questo avvenga nel campo del mangiare e del bere, almeno nelle menti di quelli che ragionano come voi, mi sembra, non nella mia.

Per tornare un attimo al discorso dei vini esotici, seriamente, vorrei dire a Filo che sono convinto che nel nuovo mondo stiano facendo buoni vini, e se mi capita li provo volentieri, quello che invece non accetto del suo ragionamento esterofilo, è la sottomissione a prescindere alle regole del dio mercato, cioè se il mercato paga di più un prodotto vuol dire automaticamente che questo è qualitativamente migliore. Partire da questo assunto per me significa mandare il cervello all’ammasso, senza offesa.


Perfetto.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda vinogodi » 26 ott 2017 09:05

...penso che contestualizzare eccessivamente la propria esperienza personale d'assaggio possa decisamente influenzare non solo il profilo di degustatore ma anche il proprio gusto. In un contesto internazionale , l'abitudine (perché di abitudine si tratta, a volte coacervata dalla comunicazione e disponibilità ) a certe caratteristiche sensoriali diventano patrimonio personale . Ho vissuto quasi tre mesi in Chile, dove per ragioni protezionistiche , il vino cileno è preponderante , come offerta , rispetto a tutto il resto del globo. Al terzo mese c'è assuefazione rispetto alle caratteristiche di quei vini "creati" tecnicamente per accondiscendere al gusto americano , tra l'altro come alternativa decisa ai vini ben più costosi della Napa anche per ragioni di aree commerciali protette . E parlo di pochi mesi , figuriamoci chi deve cimentarsi in quei contesti per tutta la vita per obbligo "di servizio" . Poche eccezioni con i vini argentini , in quell'area, poi stop. Un mio carissimo amico è in Australia da anni , come organizzatore di eventi. Dopo inizio stentato , oggi è uno sperticar di lodi per gli straordinari (secondo lui) vini australiani . Porta a casa una pletora di bocce (quasi tutte a base Sirah) facciamo una bella serata assieme ai "rodaniani" ... e il confronto diretto l'ha riportato alla terra madre , per sua stessa ammissione.
... Amico già da vent'anni a New York (italiano) . Torna in Italia , dovreste vedere la faccia nell'assaggiare un Barolo Vigna Rionda Massolino Riserva giovane ... si puliva la bocca ad ogni sorso con l'acqua ... come concludo? In un contesto internazionale come queste tenzoni del cazzo , il palato deve essere assolutamente predisposto ad un gusto globalizzato , anche se ci sono chicche davvero notevoli a cui accostarsi senza preconcetti e l'approfondimento comportanon avere né stereotipi né categorizzazioni eccessive (nella mia giovane vita mi sono approcciato , per periodi più o meno lunghi, a tutte le aree mondiali , per scienza , conoscenza e , a volte, per enoperversione )... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda Kalosartipos » 26 ott 2017 09:55

Io, semplicemente, non ho soldi per approfondire la conoscenza di altre zone vinicole.. già fatico a seguire e spendo oltre le mie possibilità per Italia, Francia, Germania ed Austria :roll:
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videodrome
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda videodrome » 01 nov 2017 19:47

vinogodi ha scritto:...penso che contestualizzare eccessivamente la propria esperienza personale d'assaggio possa decisamente influenzare non solo il profilo di degustatore ma anche il proprio gusto. In un contesto internazionale , l'abitudine (perché di abitudine si tratta, a volte coacervata dalla comunicazione e disponibilità ) a certe caratteristiche sensoriali diventano patrimonio personale . Ho vissuto quasi tre mesi in Chile, dove per ragioni protezionistiche , il vino cileno è preponderante , come offerta , rispetto a tutto il resto del globo. Al terzo mese c'è assuefazione rispetto alle caratteristiche di quei vini "creati" tecnicamente per accondiscendere al gusto americano , tra l'altro come alternativa decisa ai vini ben più costosi della Napa anche per ragioni di aree commerciali protette . E parlo di pochi mesi , figuriamoci chi deve cimentarsi in quei contesti per tutta la vita per obbligo "di servizio" . Poche eccezioni con i vini argentini , in quell'area, poi stop. Un mio carissimo amico è in Australia da anni , come organizzatore di eventi. Dopo inizio stentato , oggi è uno sperticar di lodi per gli straordinari (secondo lui) vini australiani . Porta a casa una pletora di bocce (quasi tutte a base Sirah) facciamo una bella serata assieme ai "rodaniani" ... e il confronto diretto l'ha riportato alla terra madre , per sua stessa ammissione.
... Amico già da vent'anni a New York (italiano) . Torna in Italia , dovreste vedere la faccia nell'assaggiare un Barolo Vigna Rionda Massolino Riserva giovane ... si puliva la bocca ad ogni sorso con l'acqua ... come concludo? In un contesto internazionale come queste tenzoni del cazzo , il palato deve essere assolutamente predisposto ad un gusto globalizzato , anche se ci sono chicche davvero notevoli a cui accostarsi senza preconcetti e l'approfondimento comportanon avere né stereotipi né categorizzazioni eccessive (nella mia giovane vita mi sono approcciato , per periodi più o meno lunghi, a tutte le aree mondiali , per scienza , conoscenza e , a volte, per enoperversione )... 8)

Meglio di così era difficile sintetizzare

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