Degustatori italiani ultimi classificati

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paperofranco
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda paperofranco » 23 ott 2017 13:18

FiloBianco ha scritto:
paperofranco ha scritto:
FiloBianco ha scritto:Anche se un filo ingenerosa, questa classifica fotografa molto bene il livello dei professionisti italiani. L'impostazione inglese (assaggio alla cieca e ti dico il prezzo che vorrei pagare per il vino) credo sia riconosciuta un po' da tutti come la migliore. Su questo concetto si basano sia la sequenza del MW che quella del MS.

Non ci sono MW italiani o MS italiani. Fino a Settembre 2017 non credo nessun italiano abbia passato il pratico del MW (uno solo ha passato il teorico).

Aggiungo che in Cile, Sudafrica e Nuova Zelanda ci sono vini splendidi che sverniciano moltissimi tre bicchieri nostrani in tutti i mercati esteri. Capisco d'altronde la visione parziale da un paese che e' grande produttore e che non ha bisogno di bere vini stranieri nel consumo quotidiano (anche la Francia ha lo stesso problema ma in versione minore). Cio' non toglie che se sei un professionista sei obbligato a conoscere e confrontarti con altre realta' estere.

Agguingo che nella mia limitata esperienza con degustatori italiani in UK ho sempre trovato grosse lacune. Ripeto e' dovuto alla formazione su vini autoctoni (spesso consumati solo in Italia) e mancanza di esperienza su altri vini. Non si puo' pretendere di far bene.


Il fatto che certi vini di merda abbiano più successo all'estero dei nostri non vuol proprio dire assolutamente un cazzo, di certo non che siano più buoni.


Quindi giusto per mettere giu' due nomi quali grandi vini Sudafricani, Cileni o NZ hai bevuto che hanno deluso? Perche' se non metti giu' due nomi allora parliamo per sentito dire.

Facendo il caso del Sud Africa, non mi sto riferendo alle big brands tipo Kumala ma a gente come Mullineaux, Badehorst, Newton Johnson, Sadie Familie, Klein Costantia. E non mi addentro nemmeno nella New Wave che in questo momento sta facendo furore nel mondo del vino.

Quindi cosa hai bevuto che ti ha deluso? Per esempio trovo Badenhorst molto scolastico ma tutti i Syrah di Mullineaux molto centrati anche se in stile Hermitage/Cornas piu’ che Cote Rotie. Sadie invece ha una bella mano parecchio leggera.

Tu cosa pensi della rinascita dello Chenin oppure del riaffermarsi delle varieta’ rosse negli ultimi 10/15 anni? Dico al di la’ dei soliti di Stellenbosch/Franschoek. Anche perche’ Swartland o Paarl stanno venendo fuori bene anzi benissimo. Cioe’ non ci sono sono Elgin e compagnia cantante come regioni che funzionano.

Discutiamo. Se vuoi parliamo dei Pinot di Central Otago (forse adesso ce ne sono pure troppi) oppure di Casablanca/San Antonio, Elqui/Limari. Sarebbe veramente interessante.

Fammi sapere quando vuoi fare due parole anche al telefono.


Non ho bevuto praticamente nulla, e mi guardo bene dallo spendere i soldi per farlo. Ma non parlo per sentito dire, mi baso sui miei sani pregiudizi e sul mio istinto, che non mi hanno quasi mai tradito.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda pstrada75 » 23 ott 2017 13:39

paperofranco ha scritto:Non ho bevuto praticamente nulla, e mi guardo bene dallo spendere i soldi per farlo. Ma non parlo per sentito dire, mi baso sui miei sani pregiudizi e sul mio istinto, che non mi hanno quasi mai tradito.


Quindi parli per sentito dire e ti basi su cose che non esistono.......scusami, ma questo e' un tipico atteggiamento italiano che purtroppo ci ha portati allo stato in cui si trova ora la nostra bella nazione. Chiusura mentale completa e convinzione di essere I migliori in tutto e per tutto anche senza doversi impegnare (ma per grazia ricevuta e condizioni storiche)....

Purtroppo se continueremo con questi atteggiamenti tra qualche anno avremo fatto una brutta fine anche nel mondo del vino....

PS: Filobianco....swartland e' la mia nuova passione. Bevuto Chenin blanc 2015 di Testalonga venerdi sera' (quello classico senza skin contact) e trovato meraviglioso. Per non parlare di tutta la gamma di Sadie..... ne sto facendo incetta in questo periodo.....
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda maxer » 23 ott 2017 14:08

paperofranco ha scritto:
FiloBianco ha scritto:
paperofranco ha scritto:
FiloBianco ha scritto:Anche se un filo ingenerosa, questa classifica fotografa molto bene il livello dei professionisti italiani. L'impostazione inglese (assaggio alla cieca e ti dico il prezzo che vorrei pagare per il vino) credo sia riconosciuta un po' da tutti come la migliore. Su questo concetto si basano sia la sequenza del MW che quella del MS.

Non ci sono MW italiani o MS italiani. Fino a Settembre 2017 non credo nessun italiano abbia passato il pratico del MW (uno solo ha passato il teorico).

Aggiungo che in Cile, Sudafrica e Nuova Zelanda ci sono vini splendidi che sverniciano moltissimi tre bicchieri nostrani in tutti i mercati esteri. Capisco d'altronde la visione parziale da un paese che e' grande produttore e che non ha bisogno di bere vini stranieri nel consumo quotidiano (anche la Francia ha lo stesso problema ma in versione minore). Cio' non toglie che se sei un professionista sei obbligato a conoscere e confrontarti con altre realta' estere.

Agguingo che nella mia limitata esperienza con degustatori italiani in UK ho sempre trovato grosse lacune. Ripeto e' dovuto alla formazione su vini autoctoni (spesso consumati solo in Italia) e mancanza di esperienza su altri vini. Non si puo' pretendere di far bene.


Il fatto che certi vini di merda abbiano più successo all'estero dei nostri non vuol proprio dire assolutamente un cazzo, di certo non che siano più buoni.


Quindi giusto per mettere giu' due nomi quali grandi vini Sudafricani, Cileni o NZ hai bevuto che hanno deluso? Perche' se non metti giu' due nomi allora parliamo per sentito dire.

Facendo il caso del Sud Africa, non mi sto riferendo alle big brands tipo Kumala ma a gente come Mullineaux, Badehorst, Newton Johnson, Sadie Familie, Klein Costantia. E non mi addentro nemmeno nella New Wave che in questo momento sta facendo furore nel mondo del vino.

Quindi cosa hai bevuto che ti ha deluso? Per esempio trovo Badenhorst molto scolastico ma tutti i Syrah di Mullineaux molto centrati anche se in stile Hermitage/Cornas piu’ che Cote Rotie. Sadie invece ha una bella mano parecchio leggera.

Tu cosa pensi della rinascita dello Chenin oppure del riaffermarsi delle varieta’ rosse negli ultimi 10/15 anni? Dico al di la’ dei soliti di Stellenbosch/Franschoek. Anche perche’ Swartland o Paarl stanno venendo fuori bene anzi benissimo. Cioe’ non ci sono sono Elgin e compagnia cantante come regioni che funzionano.

Discutiamo. Se vuoi parliamo dei Pinot di Central Otago (forse adesso ce ne sono pure troppi) oppure di Casablanca/San Antonio, Elqui/Limari. Sarebbe veramente interessante.

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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda FiloBianco » 23 ott 2017 14:12

FYI c'e' enorme dibattito sulle New Wave adesso: prima la California adesso il Sud Africa. In poco tempo hanno capito che i vini legnosi e alcolici non li vuole piu' nessuno e hanno riorientato impianti, vinificazione E marketing. Prima di queste ondate si tendeva "solo" a scoprire regioni piu' fredde...

Ripeto e' molto interessante e basta leggere Punch, The Drinks Business, Harper o Just Drinks (piu' generico visto che include birra e distillati) per vedere quello che succede.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda paperofranco » 23 ott 2017 14:49

maxer ha scritto:
paperofranco ha scritto:
FiloBianco ha scritto:
paperofranco ha scritto:
FiloBianco ha scritto:Anche se un filo ingenerosa, questa classifica fotografa molto bene il livello dei professionisti italiani. L'impostazione inglese (assaggio alla cieca e ti dico il prezzo che vorrei pagare per il vino) credo sia riconosciuta un po' da tutti come la migliore. Su questo concetto si basano sia la sequenza del MW che quella del MS.

Non ci sono MW italiani o MS italiani. Fino a Settembre 2017 non credo nessun italiano abbia passato il pratico del MW (uno solo ha passato il teorico).

Aggiungo che in Cile, Sudafrica e Nuova Zelanda ci sono vini splendidi che sverniciano moltissimi tre bicchieri nostrani in tutti i mercati esteri. Capisco d'altronde la visione parziale da un paese che e' grande produttore e che non ha bisogno di bere vini stranieri nel consumo quotidiano (anche la Francia ha lo stesso problema ma in versione minore). Cio' non toglie che se sei un professionista sei obbligato a conoscere e confrontarti con altre realta' estere.

Agguingo che nella mia limitata esperienza con degustatori italiani in UK ho sempre trovato grosse lacune. Ripeto e' dovuto alla formazione su vini autoctoni (spesso consumati solo in Italia) e mancanza di esperienza su altri vini. Non si puo' pretendere di far bene.


Il fatto che certi vini di merda abbiano più successo all'estero dei nostri non vuol proprio dire assolutamente un cazzo, di certo non che siano più buoni.


Quindi giusto per mettere giu' due nomi quali grandi vini Sudafricani, Cileni o NZ hai bevuto che hanno deluso? Perche' se non metti giu' due nomi allora parliamo per sentito dire.

Facendo il caso del Sud Africa, non mi sto riferendo alle big brands tipo Kumala ma a gente come Mullineaux, Badehorst, Newton Johnson, Sadie Familie, Klein Costantia. E non mi addentro nemmeno nella New Wave che in questo momento sta facendo furore nel mondo del vino.

Quindi cosa hai bevuto che ti ha deluso? Per esempio trovo Badenhorst molto scolastico ma tutti i Syrah di Mullineaux molto centrati anche se in stile Hermitage/Cornas piu’ che Cote Rotie. Sadie invece ha una bella mano parecchio leggera.

Tu cosa pensi della rinascita dello Chenin oppure del riaffermarsi delle varieta’ rosse negli ultimi 10/15 anni? Dico al di la’ dei soliti di Stellenbosch/Franschoek. Anche perche’ Swartland o Paarl stanno venendo fuori bene anzi benissimo. Cioe’ non ci sono sono Elgin e compagnia cantante come regioni che funzionano.

Discutiamo. Se vuoi parliamo dei Pinot di Central Otago (forse adesso ce ne sono pure troppi) oppure di Casablanca/San Antonio, Elqui/Limari. Sarebbe veramente interessante.

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Non ho bevuto praticamente nulla, e mi guardo bene dallo spendere i soldi per farlo. Ma non parlo per sentito dire, mi baso sui miei sani pregiudizi e sul mio istinto, che non mi hanno quasi mai tradito.

Francopapero, ammettilo con un filino di umiltà, elegantemente Filobianco ti ha un filino smerdato, dai, su ... :mrgreen:


Guarda ciccio, forse avrà smerdato te o ti sarai smerdato da solo, che ci sta.
Io ho solo detto come la penso e perché, condivisibile o meno, poi per me potete anche farvici il clistere con i vini Cileni e Sudafricani, sai che me ne frega, io bevo i nostri che di certo sono parecchio meglio.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda zampaflex » 23 ott 2017 15:28

paperofranco ha scritto:
...mi baso sui miei sani pregiudizi e sul mio istinto, che non mi hanno quasi mai tradito.


:mrgreen:

NB per chi non conosce il Papero: ama indossare i panni del toscano burbero...
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda zampaflex » 23 ott 2017 15:30

pstrada75 ha scritto:Bevuto Chenin blanc 2015 di Testalonga venerdi sera' (quello classico senza skin contact) e trovato meraviglioso.


Se tu potessi paragonarlo a qualche produttore in Loira, dove c'è una discreta ampiezza di spettro, da Germain a Joly, da Guiberteau a Chidaine, a chi lo abbineresti?
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda maxer » 23 ott 2017 16:11

zampaflex ha scritto:
paperofranco ha scritto:
...mi baso sui miei sani pregiudizi e sul mio istinto, che non mi hanno quasi mai tradito.


:mrgreen:

NB per chi non conosce il Papero: ama indossare i panni del toscano burbero...

Pensavo fosse un autoironico Lord inglese, guarda te ... :mrgreen:
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda pstrada75 » 23 ott 2017 16:19

zampaflex ha scritto:Se tu potessi paragonarlo a qualche produttore in Loira, dove c'è una discreta ampiezza di spettro, da Germain a Joly, da Guiberteau a Chidaine, a chi lo abbineresti?


Non che li abbia provati tutti quelli della Loira ma tra quelli provati mi ha ricordato quello di Marc Angeli de la Ferme de Sansonniere. Forse e' stata solo una cosa mentale, dato che I due lavorano con sistemi simili dove limitano al minimo l'intervento su I vini, ma mi ha ricordato quello.

Comunque un vino lontanissimo da gli stereotipi di quelli che pensano a new world con bianchi pieni di legno e vanigliati....anche ad alcohol fa solo 12 gradi. A me ha veramente sorpreso e credo che abbia anche un bel potenziale di invecchiamento. E dato che in pochi mesi e' il secondo Chenin dello Swartland che mi lascia di stucco (l'altro era stato Skoerpioen di Sadie, che pero' ha dentro anche una percentuale di palomino blanco) la voglia di approfondire la zona certo non manco.....

Capisco che in Italia data la difficile reperibilita' a volte puo' scappare la voglia ma da li' a dire che da noi I vini sono tutti una figata e il resto e' merda ce ne passa.........
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda maxer » 23 ott 2017 16:29

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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda pippuz » 24 ott 2017 09:06

pstrada75 ha scritto:
paperofranco ha scritto:Non ho bevuto praticamente nulla, e mi guardo bene dallo spendere i soldi per farlo. Ma non parlo per sentito dire, mi baso sui miei sani pregiudizi e sul mio istinto, che non mi hanno quasi mai tradito.


Quindi parli per sentito dire e ti basi su cose che non esistono.......scusami, ma questo e' un tipico atteggiamento italiano che purtroppo ci ha portati allo stato in cui si trova ora la nostra bella nazione. Chiusura mentale completa e convinzione di essere I migliori in tutto e per tutto anche senza doversi impegnare (ma per grazia ricevuta e condizioni storiche)....

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Questo succede soprattutto nella cucina purtroppo ed è dannosissimo.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda paperofranco » 24 ott 2017 10:02

pippuz ha scritto:
pstrada75 ha scritto:
paperofranco ha scritto:Non ho bevuto praticamente nulla, e mi guardo bene dallo spendere i soldi per farlo. Ma non parlo per sentito dire, mi baso sui miei sani pregiudizi e sul mio istinto, che non mi hanno quasi mai tradito.


Quindi parli per sentito dire e ti basi su cose che non esistono.......scusami, ma questo e' un tipico atteggiamento italiano che purtroppo ci ha portati allo stato in cui si trova ora la nostra bella nazione. Chiusura mentale completa e convinzione di essere I migliori in tutto e per tutto anche senza doversi impegnare (ma per grazia ricevuta e condizioni storiche)....

Purtroppo se continueremo con questi atteggiamenti tra qualche anno avremo fatto una brutta fine anche nel mondo del vino....

PS: Filobianco....swartland e' la mia nuova passione. Bevuto Chenin blanc 2015 di Testalonga venerdi sera' (quello classico senza skin contact) e trovato meraviglioso. Per non parlare di tutta la gamma di Sadie..... ne sto facendo incetta in questo periodo.....

Questo succede soprattutto nella cucina purtroppo ed è dannosissimo.


Invece per me l’atteggiamento diffuso è proprio l’esatto contrario di quello che affermate voi qui.
Il gusto masochista di tagliarsi le palle da soli, essere ipercritici con noi stessi e prendere per buone tutte le coglionate che vengono da fuori, pagandole a caro prezzo, perché così c’è più gusto. Questo in tanti campi, e già è assurdo, perché a noi nel mondo “avrebbero” poco da insegnare su tutto, ma il paradosso è che questo avvenga nel campo del mangiare e del bere, almeno nelle menti di quelli che ragionano come voi, mi sembra, non nella mia.

Per tornare un attimo al discorso dei vini esotici, seriamente, vorrei dire a Filo che sono convinto che nel nuovo mondo stiano facendo buoni vini, e se mi capita li provo volentieri, quello che invece non accetto del suo ragionamento esterofilo, è la sottomissione a prescindere alle regole del dio mercato, cioè se il mercato paga di più un prodotto vuol dire automaticamente che questo è qualitativamente migliore. Partire da questo assunto per me significa mandare il cervello all’ammasso, senza offesa.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda miccel » 24 ott 2017 10:29

A questo proposito io mi domando perché il mio grado di emancipazione dovrebbe essere valutato da quanti vini sudafricani, australiani o californiani bevo e non, ad esempio, dal conoscere i vini spagnoli, portoghesi, balcanici, greci, ungheresi, ecc., zone in cui la viticultura è millenaria e delle quali nessuno, salvo eccezioni, dice nulla.
Mi sembra una logica alla “fa’ come fa l’orsetto”.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda gianni femminella » 24 ott 2017 10:31

Rileggendo l'argomento trovo che, l'assurdità di codesta degustazione, sia superata solo dalla supponenza dei vari MW, MS e sigle affini e più in generale, e per molteplici motivi, della cultura apolide di lingua anglosassone.

Propongo di organizzare il campionato del mondo di "palla eh" tra i 6 comuni che si cimentano in questo antico gioco, assolutamente certo che la coppa rimarrà tra le province di Grosseto e Siena e non oltre.
Come giudice farei intervenire un esponente di questa cultura globalizzante e imperante ( o tale vorrebbe essere ), al fine di codificare al meglio la sintesi della "palla eh", e definire una volta per tutte se sia meglio o peggio della pantalera, palla elastica, baletta etc.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda pstrada75 » 24 ott 2017 10:37

paperofranco ha scritto:quello che invece non accetto del suo ragionamento esterofilo, è la sottomissione a prescindere alle regole del dio mercato, cioè se il mercato paga di più un prodotto vuol dire automaticamente che questo è qualitativamente migliore. Partire da questo assunto per me significa mandare il cervello all’ammasso, senza offesa


Su questo siamo d'accordissimo. Questo e' un ragionamento del cavolo. Da quello che dici tu caro papero pero' io ho desunto un blocco a prescindere nel provare certi vini senza nessuna base logica. Perche' pensare che siamo solo noi al mondo a poter fare certe cose bene? E soprattutto perche' precludersi la possibilita' di provare cose che potrebbero stupire e piacere piu' di quello che si pensa? Per me una delle cose piu' belle del mondo del vino e continuare a scoprire cose nuove e sorprendenti e la consapevolezza che in tutta questa vita non avro' il tempo necessario di provare tutto quello che vorrei......certo ho anche io I miei solidi punti di riferimento (soprattutto in Langa, Rodano, Mosella) ma e' veramente bello scoprire le novita'....su questo e' chiaro abbiamo punti di vista diversi, cosa che ci sta tutta.

miccel ha scritto:A questo proposito io mi domando perché il mio grado di emancipazione dovrebbe essere valutato da quanti vini sudafricani, australiani o californiani bevo e non, ad esempio, dal conoscere i vini spagnoli, portoghesi, balcanici, greci, ungheresi, ecc., zone in cui la viticultura è millenaria e delle quali nessuno, salvo eccezioni, dice nulla.


E perche' una cosa deve escludere l'altra???? LA mia cantina e' giâ' piena di vini tedeschi, spagnoli, portoghesi. Adora l'assyrtiko di Santorini e tanti altri vini greci, ho provato vini della Macedonia, belle sorprse in Romania e ovviamente in Ungheria dei Furmint da paura......
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda zampaflex » 24 ott 2017 10:46

pstrada75 ha scritto:...ovviamente in Ungheria dei Furmint da paura......


Szépsy!
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda pstrada75 » 24 ott 2017 10:49

zampaflex ha scritto:
pstrada75 ha scritto:...ovviamente in Ungheria dei Furmint da paura......


Szépsy!


Esatto!!!! Ho ancora una decina di bottiglie del suo Uragya 2011 in cantina trovate per miracolo in un negozietto a Ginevra..... da li in poi mai piu' riuscito ad intercettarne altre bottiglie.

Altri due provati che non mi sono affatti dispiaciuti sono Homonna e Zoltan Demeter........
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda pippuz » 24 ott 2017 10:55

paperofranco ha scritto:
pippuz ha scritto:
pstrada75 ha scritto:
paperofranco ha scritto:Non ho bevuto praticamente nulla, e mi guardo bene dallo spendere i soldi per farlo. Ma non parlo per sentito dire, mi baso sui miei sani pregiudizi e sul mio istinto, che non mi hanno quasi mai tradito.


Quindi parli per sentito dire e ti basi su cose che non esistono.......scusami, ma questo e' un tipico atteggiamento italiano che purtroppo ci ha portati allo stato in cui si trova ora la nostra bella nazione. Chiusura mentale completa e convinzione di essere I migliori in tutto e per tutto anche senza doversi impegnare (ma per grazia ricevuta e condizioni storiche)....

Purtroppo se continueremo con questi atteggiamenti tra qualche anno avremo fatto una brutta fine anche nel mondo del vino....

PS: Filobianco....swartland e' la mia nuova passione. Bevuto Chenin blanc 2015 di Testalonga venerdi sera' (quello classico senza skin contact) e trovato meraviglioso. Per non parlare di tutta la gamma di Sadie..... ne sto facendo incetta in questo periodo.....

Questo succede soprattutto nella cucina purtroppo ed è dannosissimo.


Invece per me l’atteggiamento diffuso è proprio l’esatto contrario di quello che affermate voi qui.
Il gusto masochista di tagliarsi le palle da soli, essere ipercritici con noi stessi e prendere per buone tutte le coglionate che vengono da fuori, pagandole a caro prezzo, perché così c’è più gusto. Questo in tanti campi, e già è assurdo, perché a noi nel mondo “avrebbero” poco da insegnare su tutto, ma il paradosso è che questo avvenga nel campo del mangiare e del bere, almeno nelle menti di quelli che ragionano come voi, mi sembra, non nella mia.

Per tornare un attimo al discorso dei vini esotici, seriamente, vorrei dire a Filo che sono convinto che nel nuovo mondo stiano facendo buoni vini, e se mi capita li provo volentieri, quello che invece non accetto del suo ragionamento esterofilo, è la sottomissione a prescindere alle regole del dio mercato, cioè se il mercato paga di più un prodotto vuol dire automaticamente che questo è qualitativamente migliore. Partire da questo assunto per me significa mandare il cervello all’ammasso, senza offesa.

Però se leggi in giro noterai che - parlo del cibo, non del vino - si ha sempre di più una chiusura assurda e "ignorante". Siamo d'accordo che i 2000 sushi bar di Milano siano una gran cazzata di moda, ma da li a definire la cucina giappa una cagata ce ne passa. Stessa cosa per la cucina cinese, che viene relegata al ricordo di qualche ristorante marcio che fa il pollo con le mandorle e il riso scotto alla cantonese. Quello che voglio dire è che va benissimo esaltare la nostra cucina che anche io ritengo top (pensa che alcuni la mettono come quarta-quinta a livello mondiale e non sono d'accordo, per me sta più in alto), ma ribattere ad ogni piatto estero con "è meglio una amatriciana/parmigianadimelanzane/stocazzochevipare" mi pare molto dannoso. Come è dannoso buttare merda a sproposito sui nostri piatti.

Detto questo secondo me il nebbiolo messicano è una cagata anche se non l'ho assaggiato.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda videodrome » 24 ott 2017 13:20

miccel ha scritto:A questo proposito io mi domando perché il mio grado di emancipazione dovrebbe essere valutato da quanti vini sudafricani, australiani o californiani bevo e non, ad esempio, dal conoscere i vini spagnoli, portoghesi, balcanici, greci, ungheresi, ecc., zone in cui la viticultura è millenaria e delle quali nessuno, salvo eccezioni, dice nulla.
Mi sembra una logica alla “fa’ come fa l’orsetto”.

Ma è chiaro il perchè....
perchè tutti i paesi che citi tu (riferiti da filobianco) nel primo lotto sono per lo più di lingua anglofona e il buon filo che vive in Inghilterra legge riviste / blog di inglesi che privilegiano approfondire vini di paesi affini per lingua; aggiungiamo un pò di sano sciovinismo britannico verso gli stati ex coloniali e il quadro è completo. Fatto salvo che sicuramente nel lotto citato ci saranno pure dei vini degni di essere provati.
Che vuoi che interessi agli Inglesi della Grecia, dell'Ungheria, della Georgia....
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda FiloBianco » 24 ott 2017 14:37

videodrome ha scritto:
miccel ha scritto:A questo proposito io mi domando perché il mio grado di emancipazione dovrebbe essere valutato da quanti vini sudafricani, australiani o californiani bevo e non, ad esempio, dal conoscere i vini spagnoli, portoghesi, balcanici, greci, ungheresi, ecc., zone in cui la viticultura è millenaria e delle quali nessuno, salvo eccezioni, dice nulla.
Mi sembra una logica alla “fa’ come fa l’orsetto”.

Ma è chiaro il perchè....
perchè tutti i paesi che citi tu (riferiti da filobianco) nel primo lotto sono per lo più di lingua anglofona e il buon filo che vive in Inghilterra legge riviste / blog di inglesi che privilegiano approfondire vini di paesi affini per lingua; aggiungiamo un pò di sano sciovinismo britannico verso gli stati ex coloniali e il quadro è completo. Fatto salvo che sicuramente nel lotto citato ci saranno pure dei vini degni di essere provati.
Che vuoi che interessi agli Inglesi della Grecia, dell'Ungheria, della Georgia....
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Consiglio di documentarsi prima di parlare. E' sempre utile. Di seguito il link su tutti i vini consigliati e nel programma del Diploma: https://www.wsetglobal.com/wset-school- ... d-spirits/

BORDEAUX
Red Generic Bordeaux AC
Médoc or Haut-Médoc Cru Classé
Saint-Émilion Grand Cru
Pomerol
Graves or Pessac-Léognan
THREE VINTAGES OF ONE RED WINE FROM RANGES ABOVE
White Generic Bordeaux AC
Sauternes or Barsac
Graves or Pessac-Léognan

SOUTH WEST FRANCE
Red Cahors
Madiran
White Inexpensive IGP (eg Gers IGP or Côtes de Gascogne IGP)

BURGUNDY
Red Generic Bourgogne Rouge AC
Commune level wine from Côte de Nuits
Commune level wine from Côte de Beaune
Premier Cru or Grand Cru from Côte d’Or
Beaujolais or Beaujolais Villages
Any Beaujolais Cru
White Chablis (Commune or Premier Cru)
Mâcon, Mâcon-Villages or Pouilly-Fuissé
Chassagne-Montrachet, Meursault or Puligny-Montrachet (Commune or Premier Cru)

ALSACE
Red Alsace Pinot Noir
White Alsace Riesling
Alsace Gewurztraminer
Alsace Pinot Gris
For one of these three, both a Grand Cru and a basic appellation wine.
For one of these three, both a VT or SGN and a basic appellation wine.
Pinot Blanc or Sylvaner

LOIRE VALLEY
Red Bourgueil, Chinon, Saint-Nicolas-de-Bourgueil or Saumur-Champigny
White Muscadet Sur Lie
Savennières
Vouvray Sec or Vouvray Demi-Sec
Coteaux du Layon, Bonnezeaux, Chaumes or Vouvray Moelleux
Pouilly Fumé or Sancerre
Touraine Sauvignon, Menetou-Salon, Reuilly, or Quincy
Rosé Cabernet d’Anjou or Rosé d’Anjou

GERMANY
Red Dornfelder
Spätburgunder
White Entry level or mid-market dry German Riesling
Grosses Gewächs (or equivalent high quality) dry Riesling
Riesling Kabinett
Riesling Spätlese or Auslese
Riesling Beerenauslese, Eiswein or Trockenbeerenauslese


RHÔNE VALLEY
Red Côtes du Rhône
Côtes du Rhône-Villages
Châteauneuf-du-Pape
Crozes-Hermitage
Côte Rôtie or Hermitage
IGP (eg Ardèche, Bouches-du-Rhône, Vaucluse)
White Condrieu
Rosé Any Rhône rosé

SOUTHERN FRANCE
Red Corbières, Languedoc, Côtes du Roussillon or Fitou
Premium Minervois or Saint-Chinian
IGP from an international grape variety
White IGP from an international grape variety
Rosé Provence rosé

AUSTRIA
White Wachau
Grüner Veltliner
Any sweet quality wine

HUNGARY
White Tokaji Aszú
Modern varietal wine (eg Chardonnay, Sauvignon Blanc, Irsai Oliver
or Pinot Gris)

ROMANIA
Red Wine from an international grape variety (eg Pinot Noir, Merlot)
BULGARIA
Red Wine from an international grape variety (eg Cabernet Sauvignon, Merlot)

NORTH WEST
Red Barolo or Barbaresco
Barbera
Dolcetto
White Gavi

NORTH EAST
Red Valpolicella or Valpolicella Ripasso
Amarone della Valpolicella
White Soave
Pinot Gris

CENTRAL ITALY
Red Tuscan IGT
Chianti Classico Riserva
Brunello di Montalcino or Vino Nobile di Montepulciano
White Frascati or Orvieto
Verdicchio dei Castelli di Jesi or Vernaccia di San Gimignano

SOUTHERN ITALY
Red Aglianico del Vulture or Taurasi
IGT from international grape variety or traditional grape variety
Primitivo
White IGT from international grape variety or traditional grape variety

SPAIN
Red Rioja Crianza
Rioja Reserva
Rioja Gran Reserva
Ribera del Duero
Priorat
Modern style from Catalonia, Costers del Segre, Navarra, or Somontano
Yecla or Jumilla
White Rias Baixas
Rueda
Rioja (traditional or modern style)
Rosé Any Spanish rosé

PORTUGAL
Red Douro
Dão
Bairrada
Alentejo
White Vinho Verde

GREECE
Red Naoussa or Nemea
White Santorini or Robola

CYPRUS
Red/white Any modern style red or white

SOUTH AFRICA
Red Premium Cabernet Sauvignon-based blend
Pinotage
White Inexpensive unoaked Chenin Blanc
Premium oaked Chenin Blanc
Sauvignon Blanc

AUSTRALIA
Red Barossa Shiraz
Coonawarra Cabernet Sauvignon
Margaret River Cabernet Sauvignon
Yarra Valley or Tasmania Pinot Noir
Inexpensive high volume brand
Mid-priced varietal or mid-range blend
Premium range varietal or premium range blend
White Oaked Chardonnay
Unoaked Chardonnay
Clare Valley or Eden Valley Riesling
Hunter Valley Semillon
Inexpensive high volume brand

NEW ZEALAND
Red Bordeaux blend
Pinot Noir
White Sauvignon Blanc
Chardonnay
Riesling, Pinot Gris or Gewurztraminer

USA - CALIFORNIA
Red Napa (or subzone) Cabernet Sauvignon
Premium Pinot Noir (eg Carneros, Russian River, Santa Barbera)
California Zinfandel
Inexpensive generic California
White High quality oaked Chardonnay
High quality oaked Sauvignon Blanc (Fumé Blanc)
Rosé Inexpensive California rosé

USA - OTHER STATES
Red Oregon Pinot Noir
Washington Merlot, Cabernet Sauvignon or Bordeaux blend
CHILE Red Carmenère
Cabernet Sauvignon
Merlot
Premium blend
Inexpensive high volume brand
White Mid-range Sauvignon Blanc
Premium varietal wine (not Sauvignon Blanc)

ARGENTINA
Red Cabernet Sauvignon
Malbec
White Torrontés

Se vuoi ti aggiungo anche i vini consigliati per l'esame di Sparkling, quelli dei Fortificati e quello dei Distillati (ora rimosso IIRC). Come vedi ci sono la tua amata Grecia, la tua amata Ungheria. Mi pare che ai corsi AIS si degustino 3 x 20 (quante le regioni) Italiani piu' almeno 9/12 esteri ma chi lo ha fatto lo sapra' meglio di me.

Sulla Georgia sono indietro e il WSET e l'Insitute devolvono ai Georgiani poco tempo. Anche se nel panorama mondiale del trade sono una caccola e sono un'altra pippa mentale. Il movimento del vino naturale e' studiato a fondo invece. Idem sull'Etna che e' una grave mancanza (ce ne sono di piu' gravi in Francia pero').

Aggiungo che vendendo vino in loco ti vorrei dire che ci sono solo vini da paesi anglofoni. Piazzare vino italiano di alto livello sarebbe una passeggiata. Purtroppo (e secondo me a ragione) siamo tutti benchmarkati con la Francia. Possiamo farci mille pippe ma la realta' e' questa.

Btw, sono tornato in Italia.

Negli esami (sempre alla cieca) sia di MW che Diploma, IIRC i vini del nuovo mondo hanno circa il 25%/35% dei campioni. Ho a disposizione gli xls per chi li volesse.

In God We Trust, Everyone Else bring data.
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videodrome
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda videodrome » 24 ott 2017 15:34

FiloBianco ha scritto:
videodrome ha scritto:
miccel ha scritto:A questo proposito io mi domando perché il mio grado di emancipazione dovrebbe essere valutato da quanti vini sudafricani, australiani o californiani bevo e non, ad esempio, dal conoscere i vini spagnoli, portoghesi, balcanici, greci, ungheresi, ecc., zone in cui la viticultura è millenaria e delle quali nessuno, salvo eccezioni, dice nulla.
Mi sembra una logica alla “fa’ come fa l’orsetto”.

Ma è chiaro il perchè....
perchè tutti i paesi che citi tu (riferiti da filobianco) nel primo lotto sono per lo più di lingua anglofona e il buon filo che vive in Inghilterra legge riviste / blog di inglesi che privilegiano approfondire vini di paesi affini per lingua; aggiungiamo un pò di sano sciovinismo britannico verso gli stati ex coloniali e il quadro è completo. Fatto salvo che sicuramente nel lotto citato ci saranno pure dei vini degni di essere provati.
Che vuoi che interessi agli Inglesi della Grecia, dell'Ungheria, della Georgia....
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Consiglio di documentarsi prima di parlare......... ust, Everyone Else bring data.

Non mi riferivo ai vini del MW, ma alle riviste che citavi sopra, Punch magazine, The drink business, che sono anglofone. E' normale che leggendo tali riviste se parlano di una new wave di vini del nuovo mondo, ci sia la curiosità di approfondire, così come è ragionevole pensare che tali riviste abbiano una visione di respiro certo internazionale ma pure incentrata su vini e mercati di lingua anglofona.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda FiloBianco » 24 ott 2017 16:34

Video alle riviste poco importa da dove viene il vino. Quello che importa e' vendere copie. Se i consumatori (UK) vogliono NZ Sav Blanc copriranno piu' quello. Nessuno ha una agenda nascosta (scusate l'inglesisimo). Cosi' come Intravino (?) e Wine News credo coprano piu' l'Italia (scusate ma non li seguo bene).

Anche al MW adesso c'e' un corso di English Sparkling perche' nel mondo del vino (UK ma non solo) sono rilevanti.Sul vino naturale hanno scritto fiumi (ruscelli piuttosto d'inchiostro). Scusate se insisto ma e' meglio sgomberare il campo da dietrologie varie.

Il mercato UK e' piu' vario perche' non producono e hanno fatto la storia del vino dal 1800 in poi. Sugli scaffali si trova tutto senza scapicollarsi. La novita' e' avere prodotti di qualita' da regioni che prima erano mass market come California (non Napa ma Fort Ross Sea View ad es), South Africa e Australia

A tutti i corsi ti inculcano (giustamente IMHO) che anche un Cabernet da Napa e' un classico, cosi' come un Pinotage Sudafricano, un Carmenere Cileno, un semillon di Hunter Valley. Piaccia o no sono classici quanto il Sassi o Biondi Santi (non ho detto piu' buoni me ne guarderei bene). Questo invece perche' un professionista globale del vino non puo' non sapere alcune cose. E' un esercizio non solo nel giudicare il piu' buono...

Ricordo che UK e US sono il primo e il secondo mercato del vino al mondo per valore (non trovo i dati al momento e sono incasinato al lavoro).

IMHO, vedere i soliti 4 vini in Italia su tutte le guide aggiustando per la moda del momento senza guardare a con cosa ci confrontiamo e' un errore madornale. Poi sono approcci diversi, ti piace sballarti con le 1000 uve autoctone (libro di Ian D'Agata), buon pro ti faccia ma poi non giudicare i vini d'oltralpe (in qualunque direzione).

Anche qui il trend dei prezzi la dice lunga su cosa venda o cosa non venda (Chianti?). La fortuna del Bel Paese e' avere la migliore cucina everyday del mondo che si porta a traino il vino. La penetrazione dei vini di fascia alta e' MOLTO limitata. Ovunque nel mondo e' cosi'. Noi siamo troppo incostanti e produciamo da troppo poco.

Anche la recente attenzione su Barolo e Barbaresco e' una questione di ettari. Quanti sono li' vs la Cote D'Or ? 2,500 vs 4,300 (escludendo la Haute Cotes, circa altri 3,000 IIRC) il cui equivalente e' ricompreso nel dato di Barolo/Barbaresco)

https://www.cn.camcom.gov.it/sites/defa ... Barolo.pdf, i dati sulla Cote D'Or si reperiscono facile
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda gabriele succi » 24 ott 2017 19:09

pippuz ha scritto:...
Detto questo secondo me il nebbiolo messicano è una cagata anche se non l'ho assaggiato.

Ti è venuta la Palmite?
:D
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
Adosss, se gli chiedi il prestige, ti sbatte fuori (pippuz)
Uno vorrebbe anche discutere seriamente, ma come si fa? (il comandante)
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda pippuz » 25 ott 2017 09:53

gabriele succi ha scritto:
pippuz ha scritto:...
Detto questo secondo me il nebbiolo messicano è una cagata anche se non l'ho assaggiato.

Ti è venuta la Palmite?
:D

Ma no, è che li vedo più ferrati su nachos, burritos, tequila e mezcal :lol:
over the mountain watching the watcher
breaking the darkness waking the grapevine
one inch of love is one inch of shadow
love is the shadow that ripens the wine
Timoteo
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda Timoteo » 25 ott 2017 14:15

pippuz ha scritto:
gabriele succi ha scritto:
pippuz ha scritto:...
Detto questo secondo me il nebbiolo messicano è una cagata anche se non l'ho assaggiato.

Ti è venuta la Palmite?
:D

Ma no, è che li vedo più ferrati su nachos, burritos, tequila e mezcal :lol:


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