Degustatori italiani ultimi classificati

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puspo
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Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda puspo » 19 ott 2017 07:12

24èmes : ITALIE, 45 points
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http://www.larvf.com/vin-champion-monde ... 561060.asp
Il mio sistema di monitoraggio della cantina:
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda Kalosartipos » 19 ott 2017 07:45

Perfino dietro lo Zimbabwe.. :roll:
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zampaflex
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda zampaflex » 19 ott 2017 09:16

Massì, in queste gare ti fanno bere uno chenin sudafricano, un sauvignon neozelandese, un cabernet cileno ed un pinot nero americano...noi siamo abituati molto, molto meglio. Mica siamo dei parvenu che stanno ancora lì a scambiare perline con i nativi...
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FiloBianco
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda FiloBianco » 19 ott 2017 10:08

Anche se un filo ingenerosa, questa classifica fotografa molto bene il livello dei professionisti italiani. L'impostazione inglese (assaggio alla cieca e ti dico il prezzo che vorrei pagare per il vino) credo sia riconosciuta un po' da tutti come la migliore. Su questo concetto si basano sia la sequenza del MW che quella del MS.

Non ci sono MW italiani o MS italiani. Fino a Settembre 2017 non credo nessun italiano abbia passato il pratico del MW (uno solo ha passato il teorico).

Aggiungo che in Cile, Sudafrica e Nuova Zelanda ci sono vini splendidi che sverniciano moltissimi tre bicchieri nostrani in tutti i mercati esteri. Capisco d'altronde la visione parziale da un paese che e' grande produttore e che non ha bisogno di bere vini stranieri nel consumo quotidiano (anche la Francia ha lo stesso problema ma in versione minore). Cio' non toglie che se sei un professionista sei obbligato a conoscere e confrontarti con altre realta' estere.

Agguingo che nella mia limitata esperienza con degustatori italiani in UK ho sempre trovato grosse lacune. Ripeto e' dovuto alla formazione su vini autoctoni (spesso consumati solo in Italia) e mancanza di esperienza su altri vini. Non si puo' pretendere di far bene.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda marcolanc » 19 ott 2017 10:46

Questo l'elenco dei vini.

N° 1 :
Cépage principal (grape variéty ) CHASSELAS
Pays (country) SUISSE
Appellation (région of origin) : FENDANT FULLY
Producteur (Winery) : CAVE DES AMANDIERS
Millésime : 2015

N° 2 :
Cépage principal (grape variéty ) VERMENTINO ( ROLLE)
Pays (country) FRANCE
Appellation (région of origin) : BELLET (PROVENCE)
Producteur (Winery) : Clos Saint Vincent
Millésime : 2016

N° 3 :
Cépage principal (grape variéty ) RIESLING
Pays (country) ALLEMAGNE
Appellation (région of origin) : Sonnenberg Palatinat PFALZ
Producteur (Winery) : FREDRICH BECKER
Millésime : 2011

N° 4 :
Cépage principal (grape variéty ) CHENIN
Pays (country) AFRIQUE DU SUD
Appellation (région of origin) : STELLENBOCH
Producteur (Winery) : KEN FORRESTER the FMC
Millésime : 2015

N° 5 :
Cépage principal : CHARDONNAY
Pays (country) FRANCE
Appellation (région of origin) : PULIGNY MONTRACHET
Producteur (Winery) : BOISSET LES TREZINS
Millésime : 2015

N° 6 :
Cépage principal (grape variéty ) : GARGANEGA
Pays (country) : ITALIE
Appellation (région of origin) : SOAVE CLASSICO
Producteur (Winery) : GINI LA FROSCA
Millésime : 2013

N° 7 :
Cépage principal (grape variéty ) NEBBIOLO
Pays (country) MEXIQUE
Appellation (région of origin) : BASSE CALIFORNIE
Producteur (Winery) : LA CETTO
Millésime : 2012

N° 8 :
Cépage principal CABERNET SAUV 57 % SYRAH 30 %
Pays (country) LIBAN
Appellation (région of origin) :
Producteur (Winery) : CHATEAU KEFRAYA
Millésime : 2012

N° 9 :
Cépage principal (grape variety) : GRENACHE 60% SYRAH 40%
Pays (country) : FRANCE
Appellation (région of origin) : VACQUEYRAS
Producteur (Winery) : Domaine de la FOURMONE
Millésime : 2014

N° 10 :
Cépage principal (grape variéty ) : GRENACHE
Pays (country) ESPAGNE
Appellation (région of origin) : RIOJA
Producteur (Winery) : Remondo PALACIOS Propiedad
Millésime : 2012

N° 11 :
Cépage principal MERLOT 30 % Cabernet S 35 % cabernet F 35 %
Pays : FRANCE
Appellation (région of origin) : SAINT EMILION
Producteur (Winery) : CHATEAU FIGEAC
Millésime : 2009

N° 12 :
Cépage principal (grape variéty Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinto Cão, Tinta Francisca, Tinta Amarela, Sousão, Tinta Roriz
Pays (country) PORTUGAL
Appellation (région of origin) : PORTO
Producteur (Winery) : DIRK NIEPOORT
Millésime : 1987

Su 12, 9 europei, un libanese, un americano e un sudafricano: dal punto di vista delle provenienze dei vini proposti, non si può dire che fossero poi così astruse..
Ciò premesso, riguardo la capacità di riconoscere un vino alla cieca, io la penso come Rizzari (http://www.piattoforte.it/blog-dautore/ ... otere.html): credo che un bravo degustatore possa valutare un vino anche senza riconoscerne l'esatta provenienza ed è anche quello che mi aspetto principalmente da questo tipo di professionisti. Se indovina il vino che ha nel bicchiere, ma non ha capacità critica (e quindi mi dà consigli inutili o, peggio, sbagliati), per me è solo un fenomeno da baraccone: molto meglio un degustatore che magari non ha una capacità mnemonica da Pico della Mirandola dei vini, ma che ha una capacità critica notevole. Poi magari il team francese e quello inglese erano formati da persone che hanno entrambe le qualità (nel qual caso, tanto di cappello), ma di per sé questa è una classifica che a me dice poco.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda gp » 19 ott 2017 11:01

la Revue du Vin de France ha scritto:N° 7 :
Cépage principal (grape variéty ) NEBBIOLO
Pays (country) MEXIQUE
Appellation (région of origin) : BASSE CALIFORNIE
Producteur (Winery) : CETTO LA QUALUNQUE
Millésime : 2012

Ho corretto il nome del produttore :D
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda SommelierSardo » 19 ott 2017 11:34

...un nebbiolo col sombrero non si può vedere :roll:
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda marcolanc » 19 ott 2017 12:02

gp ha scritto:
la Revue du Vin de France ha scritto:N° 7 :
Cépage principal (grape variéty ) NEBBIOLO
Pays (country) MEXIQUE
Appellation (région of origin) : BASSE CALIFORNIE
Producteur (Winery) : CETTO LA QUALUNQUE
Millésime : 2012

Ho corretto il nome del produttore :D

Ho dato un'occhiata al sito del produttore. Fanno solamente 38 vini, divisi in 10 linee, più una grappa.
Il nebbiolo viene così descritto: "Coloración rojo granate con destellos violáceos, de aromas a frutos negros maduros, recuerdos a especias y cuero. En boca se presenta intenso, confirma su carácter especiado y frutal, de gran equilibrio y persistencia". Tra i premi vinti, anche la medaglia d'oro al VINITALY 2006!!!
Prima di assaggiarlo, inizierei con uno Champbrulé Brut, un metodo charmat che mi intriga. :mrgreen:

(Ovviamente si fa per scherzare: magari sono buoni veramente... ma credo che mi terrò il dubbio :D )
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zampaflex
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda zampaflex » 19 ott 2017 12:10

FiloBianco ha scritto:Agguingo che nella mia limitata esperienza con degustatori italiani in UK ho sempre trovato grosse lacune. Ripeto e' dovuto alla formazione su vini autoctoni (spesso consumati solo in Italia) e mancanza di esperienza su altri vini. Non si puo' pretendere di far bene.


Questo è assolutamente palese. Un poco provinciali lo siamo, ma d'altronde il mercato del professionista italiano è al 98% l'Italia. Quindi perché affannarsi?
A meno che un sommelier o buyer locale non abbia voglia di girare il mondo, e quindi sia obbligato a relazionarsi con le dinamiche di mercato internazionali, che hai già descritto molto bene, la scelta di rinchiudersi nel nostro orticello non mi pare tanto errata: abbiamo una tale complessità di produzioni, e di tale livello, già solo tra Italia e Francia, che non si riuscirà mai a stare al passo.
Un po' come i bankers londinesi che non vogliono traslocare a Bankfurt :mrgreen:

Chasselas svizzero
Vermentino francese !!!
Riesling tedesco
Chenin sudafricano
Chardonnay francese
Garganega italiana
Nebbiolo messicano !!!!!!
Cabernet-Syrah libanese !!!
Grenache-Syrah francese
Garnacha spagnola
Bordolese francese (di cantina dura :mrgreen: )
un bel Porto come si deve

In effetti, tutto sommato doveva essere facile identificare i vini almeno per due terzi delle bottiglie presentate, con la potenziale mina dello Chasselas.
Arrivare ultimi, bah...
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda alexer3b » 19 ott 2017 13:03

marcolanc ha scritto:Ciò premesso, riguardo la capacità di riconoscere un vino alla cieca, io la penso come Rizzari (http://www.piattoforte.it/blog-dautore/ ... otere.html): credo che un bravo degustatore possa valutare un vino anche senza riconoscerne l'esatta provenienza ed è anche quello che mi aspetto principalmente da questo tipo di professionisti. Se indovina il vino che ha nel bicchiere, ma non ha capacità critica (e quindi mi dà consigli inutili o, peggio, sbagliati), per me è solo un fenomeno da baraccone: molto meglio un degustatore che magari non ha una capacità mnemonica da Pico della Mirandola dei vini, ma che ha una capacità critica notevole. Poi magari il team francese e quello inglese erano formati da persone che hanno entrambe le qualità (nel qual caso, tanto di cappello), ma di per sé questa è una classifica che a me dice poco.

Non sono d'accordissimo. Derubricare a fenomeno da baraccone chi riesce a indovinare alla cieca un vino è per me limitante. Per farlo (almeno nelle sue caratteristiche principali) si deve fare uno sforzo di valutazione e giudizio sullo stesso, sulla tipologia. Dire perchè un vino è buono o meno deve necessariamente far scopa con la tipologia dello stesso, altrimenti un critico premierebbe solo i vini che corrispondono alla sua idea di vino e al ciò che gli detta il palato, quindi, se non specificata, arrivare quantomeno alla tipologia e alla sua corrispondenza è un esercizio fondamentale. Ipotizziamo, non conoscendoti, che ti piaccia il Pinot Nero: non ti stupiresti di trovare nel calice un Pinot Nero, con tutti i suoi riconoscimenti da Pinot Nero ma dal colore scuro come la pece? Come lo valuteresti alla cieca? Ti fermeresti a dire che è un buon vino perchè risponde a tutte le caratteristiche che cerchi nel Pinot Nero (leggerezza e facilità di beva, complessità olfattiva, tannino morbido) oppure faresti uno sforzo per dire che non è un Pinot Nero tipico quantomeno per il colore? E per dire che non è un Pinot Nero tipico dovresti aver almeno una volta bevuto un Pinot Nero e dovresti fare un minimo sforzo mnemonico per quantomeno tracciarne i caratteri fondamentali. Poi se vogliamo invece dire che la cieca non serve (cosa che dicono molti di coloro che perculano quelli che azzeccano i vini alla cieca) allora è un altro paio di maniche.

Alex
Oggi, in latino...l'ha pijata ar culo. (Romano ad honorem 08-10-2008)

... a Nossiter (come ai suoi compaesani) bisognerebbe spiegare che quando avrà capito l’importanza di usare il bidet sarà sempre troppo tardi… :lol: (anonimo 07-02-2012)
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda marcolanc » 19 ott 2017 13:13

alexer3b ha scritto:
marcolanc ha scritto:Ciò premesso, riguardo la capacità di riconoscere un vino alla cieca, io la penso come Rizzari (http://www.piattoforte.it/blog-dautore/ ... otere.html): credo che un bravo degustatore possa valutare un vino anche senza riconoscerne l'esatta provenienza ed è anche quello che mi aspetto principalmente da questo tipo di professionisti. Se indovina il vino che ha nel bicchiere, ma non ha capacità critica (e quindi mi dà consigli inutili o, peggio, sbagliati), per me è solo un fenomeno da baraccone: molto meglio un degustatore che magari non ha una capacità mnemonica da Pico della Mirandola dei vini, ma che ha una capacità critica notevole. Poi magari il team francese e quello inglese erano formati da persone che hanno entrambe le qualità (nel qual caso, tanto di cappello), ma di per sé questa è una classifica che a me dice poco.

Non sono d'accordissimo. Derubricare a fenomeno da baraccone chi riesce a indovinare alla cieca un vino è per me limitante. Per farlo (almeno nelle sue caratteristiche principali) si deve fare uno sforzo di valutazione e giudizio sullo stesso, sulla tipologia. Dire perchè un vino è buono o meno deve necessariamente far scopa con la tipologia dello stesso, altrimenti un critico premierebbe solo i vini che corrispondono alla sua idea di vino e al ciò che gli detta il palato, quindi, se non specificata, arrivare quantomeno alla tipologia e alla sua corrispondenza è un esercizio fondamentale. Ipotizziamo, non conoscendoti, che ti piaccia il Pinot Nero: non ti stupiresti di trovare nel calice un Pinot Nero, con tutti i suoi riconoscimenti da Pinot Nero ma dal colore scuro come la pece? Come lo valuteresti alla cieca? Ti fermeresti a dire che è un buon vino perchè risponde a tutte le caratteristiche che cerchi nel Pinot Nero (leggerezza e facilità di beva, complessità olfattiva, tannino morbido) oppure faresti uno sforzo per dire che non è un Pinot Nero tipico quantomeno per il colore? E per dire che non è un Pinot Nero tipico dovresti aver almeno una volta bevuto un Pinot Nero e dovresti fare un minimo sforzo mnemonico per quantomeno tracciarne i caratteri fondamentali. Poi se vogliamo invece dire che la cieca non serve (cosa che dicono molti di coloro che perculano quelli che azzeccano i vini alla cieca) allora è un altro paio di maniche.

Alex

Ciao Alex!
Non mi sono spiegato bene prima. Non voglio dire che la capacità di riconoscere un vino non sia importante: dico che quella capacità, da sola, per me non determina il valore di un degustatore. Il degustatore, per quanto mi riguarda, deve avere prima di tutto capacità critica: deve essere in grado di valutare e guidare chi lo ascolta. Nell’esempio che giustamente hai portato, hai sottinteso proprio questo: che chi assaggia un vino sia in grado di affermare se è “buono” (secondo canoni il più possibile oggettivi) e soprattutto perché lo è oppure no. Corrispondenza a vitigno e terroir? Acidità? Tannino? Dinamica?
Ecco, solo questo volevo dire: una gara di “riconoscimento di vini”, per me, non determina le capacità a tutto tondo dei degustatori partecipanti.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda la_crota1925 » 19 ott 2017 13:25

marcolanc ha scritto:Prima di assaggiarlo, inizierei con uno Champbrulé Brut, un metodo charmat che mi intriga. :mrgreen:

cos'è uno champagne servito caldo con infusione di cannella, chiodo di garofano e scorza di limone? :) :) :)
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda vinogodi » 19 ott 2017 13:35

marcolanc ha scritto:
alexer3b ha scritto:
marcolanc ha scritto:Ciò premesso, riguardo la capacità di riconoscere un vino alla cieca, io la penso come Rizzari (http://www.piattoforte.it/blog-dautore/ ... otere.html): credo che un bravo degustatore possa valutare un vino anche senza riconoscerne l'esatta provenienza ed è anche quello che mi aspetto principalmente da questo tipo di professionisti. Se indovina il vino che ha nel bicchiere, ma non ha capacità critica (e quindi mi dà consigli inutili o, peggio, sbagliati), per me è solo un fenomeno da baraccone: molto meglio un degustatore che magari non ha una capacità mnemonica da Pico della Mirandola dei vini, ma che ha una capacità critica notevole. Poi magari il team francese e quello inglese erano formati da persone che hanno entrambe le qualità (nel qual caso, tanto di cappello), ma di per sé questa è una classifica che a me dice poco.

Non sono d'accordissimo. Derubricare a fenomeno da baraccone chi riesce a indovinare alla cieca un vino è per me limitante. Per farlo (almeno nelle sue caratteristiche principali) si deve fare uno sforzo di valutazione e giudizio sullo stesso, sulla tipologia. Dire perchè un vino è buono o meno deve necessariamente far scopa con la tipologia dello stesso, altrimenti un critico premierebbe solo i vini che corrispondono alla sua idea di vino e al ciò che gli detta il palato, quindi, se non specificata, arrivare quantomeno alla tipologia e alla sua corrispondenza è un esercizio fondamentale. Ipotizziamo, non conoscendoti, che ti piaccia il Pinot Nero: non ti stupiresti di trovare nel calice un Pinot Nero, con tutti i suoi riconoscimenti da Pinot Nero ma dal colore scuro come la pece? Come lo valuteresti alla cieca? Ti fermeresti a dire che è un buon vino perchè risponde a tutte le caratteristiche che cerchi nel Pinot Nero (leggerezza e facilità di beva, complessità olfattiva, tannino morbido) oppure faresti uno sforzo per dire che non è un Pinot Nero tipico quantomeno per il colore? E per dire che non è un Pinot Nero tipico dovresti aver almeno una volta bevuto un Pinot Nero e dovresti fare un minimo sforzo mnemonico per quantomeno tracciarne i caratteri fondamentali. Poi se vogliamo invece dire che la cieca non serve (cosa che dicono molti di coloro che perculano quelli che azzeccano i vini alla cieca) allora è un altro paio di maniche.

Alex

Ciao Alex!
Non mi sono spiegato bene prima. Non voglio dire che la capacità di riconoscere un vino non sia importante: dico che quella capacità, da sola, per me non determina il valore di un degustatore. Il degustatore, per quanto mi riguarda, deve avere prima di tutto capacità critica: deve essere in grado di valutare e guidare chi lo ascolta. Nell’esempio che giustamente hai portato, hai sottinteso proprio questo: che chi assaggia un vino sia in grado di affermare se è “buono” (secondo canoni il più possibile oggettivi) e soprattutto perché lo è oppure no. Corrispondenza a vitigno e terroir? Acidità? Tannino? Dinamica?
Ecco, solo questo volevo dire: una gara di “riconoscimento di vini”, per me, non determina le capacità a tutto tondo dei degustatori partecipanti.
...non ho mai capito perché né mi capacito... quindi sono un fenomeno da psicanalisi e il problema è tutto mio, ma quando sento di concorsi di riconoscimento cieco dei vini , concorsi da sommelier , concorsi legati al vino in generale , ho un rigetto quasi istintivo , quasi schifato . Quindi con una operazione di introspezione , cercherò di analizzare il più criticamente possibile questo mio problema , magari con l'aiuto e il supporto di un bravo psicoterapeuta .
PS: che sia solo invidia? Che da piccolo mi sognavo di alzare la coppa di miglior sommelier del mondo alla Gardini e ho sempre visto frustrata questa mia aspirazione per dabbenaggine e incapacità e , quindi, l'inconscio si ribella al mio triste destino di inadeguatezza nell'affrontare il bicchiere? Eppure qualche Ceca l'ho trombata , dovrei essermi liberato da questo fantasma psicologico latente ...
PS: ma andassero affanculo loro e i concorsi internazionali sul vino di qualsiasi foggia e tipologia : MA CHISSENEFREGA ! ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda Fedevarius » 19 ott 2017 14:26

alexer3b ha scritto:
marcolanc ha scritto:Ciò premesso, riguardo la capacità di riconoscere un vino alla cieca, io la penso come Rizzari (http://www.piattoforte.it/blog-dautore/ ... otere.html): credo che un bravo degustatore possa valutare un vino anche senza riconoscerne l'esatta provenienza ed è anche quello che mi aspetto principalmente da questo tipo di professionisti.....


Non sono d'accordissimo. Derubricare a fenomeno da baraccone chi riesce a indovinare alla cieca un vino è per me limitante. Per farlo (almeno nelle sue caratteristiche principali) si deve fare uno sforzo di valutazione e giudizio sullo stesso, sulla tipologia. Dire perchè un vino è buono o meno deve necessariamente far scopa con la tipologia dello stesso...




Un vino va valutato in modo assoluto o va valutato in relazione alla tipologia cui appartiene?
Un grignolino va valutato con gli stessi parametri di un bordeaux?
Questa è una di quelle cose che (almeno nel mio caso) non ti dicono ai corsi per sommelier, nel senso proprio che anche se lo chiedi la risposta non viene data o viene data in modo molto vago.
La risposta migliore è stata che se si sa/capisce che vino si ha davanti se ne tiene conto nel dare un giudizio, altrimenti si dà un giudizio in termini assoluti.
Ma il discorso sconfina nell'annosa e trita questione dei punteggi...
In questo senso forse l'approccio "il vino è questo, quanto sono disposto a pagarlo?" fa perdere tutta la poesia ma offre in qualche modo un parametro comune a tutti e quindi confrontabile.
"E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita, e ti piace lasciarti ascoltare…"
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda alexer3b » 19 ott 2017 14:52

marcolanc ha scritto:Ciao Alex!
Non mi sono spiegato bene prima. Non voglio dire che la capacità di riconoscere un vino non sia importante: dico che quella capacità, da sola, per me non determina il valore di un degustatore. Il degustatore, per quanto mi riguarda, deve avere prima di tutto capacità critica: deve essere in grado di valutare e guidare chi lo ascolta. Nell’esempio che giustamente hai portato, hai sottinteso proprio questo: che chi assaggia un vino sia in grado di affermare se è “buono” (secondo canoni il più possibile oggettivi) e soprattutto perché lo è oppure no. Corrispondenza a vitigno e terroir? Acidità? Tannino? Dinamica?
Ecco, solo questo volevo dire: una gara di “riconoscimento di vini”, per me, non determina le capacità a tutto tondo dei degustatori partecipanti.

Ti sei spiegato benissimo infatti ho scritto "Non sono d'accordissimo" proprio perchè la sfumatura del fenomeno alla Rainman è sempre dietro l'angolo. Ho visto fior fior di colleghi arrivare a un vino alla cieca con il ragionamento, con l'analisi, costruendo contemporaneamente un giudizio. Ho visto invece fior fior di colleghi, anche molto stimati, partecipare a panel di degustazione evitando di farli alla cieca e costruirsi giudizi iperpositivi su vini palesemente difettati. Che giudizio e racconto potrei avere da un critico che magari è affascinato, quasi soggiogato, dalla figura del produttore e che va a vedere la pagliuzza nei vini degli altri e non la trave di ciò che ha nel calice? Con la pretesa poi di ritenere il proprio giudizio esente da condizionamenti.
Nel caso specifico del concorso alcuni vini sono davvero singolari e non penso che tutti abbiano avuto l'opportunità di provarli, immagino però che molto conti anche l'avvicinarsi a determinate caratteristiche soprattutto del vitigno. Il classico caso in cui una "cazzata intelligente" può valere un alto punteggio.

Alex
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda videodrome » 19 ott 2017 14:56

zampaflex ha scritto:Massì, in queste gare ti fanno bere uno chenin sudafricano, un sauvignon neozelandese, un cabernet cileno ed un pinot nero americano...noi siamo abituati molto, molto meglio. Mica siamo dei parvenu che stanno ancora lì a scambiare perline con i nativi...

:D :D
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda videodrome » 19 ott 2017 15:02

° 7 :
Cépage principal (grape variéty ) NEBBIOLO ??????
Pays (country) MEXIQUE ??????
Appellation (région of origin) : BASSE CALIFORNIE
Producteur (Winery) : LA CETTO
Millésime : 2012

Nebbiolo in Messico??? Siamo su scherzi a parte, dai tirate su il sipario....
Direi che arrivare ultimi in questa classifica è quasi una nota di merito.
I Master of wines ve li lasciamo in Uk a bere sti vini.
Ultima modifica di videodrome il 19 ott 2017 15:04, modificato 1 volta in totale.
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda marcolanc » 19 ott 2017 15:04

la_crota1925 ha scritto:
marcolanc ha scritto:Prima di assaggiarlo, inizierei con uno Champbrulé Brut, un metodo charmat che mi intriga. :mrgreen:

cos'è uno champagne servito caldo con infusione di cannella, chiodo di garofano e scorza di limone? :) :) :)

Devo assolutamente trovarlo!!! :mrgreen:
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda alexer3b » 19 ott 2017 15:09

Fedevarius ha scritto:Un vino va valutato in modo assoluto o va valutato in relazione alla tipologia cui appartiene?
Un grignolino va valutato con gli stessi parametri di un bordeaux?

Se non si vuole diventare schiavi della scala assoluta non si può valutare alla stessa maniera e con gli stessi parametri. Anche perchè la scala assoluta necessiterebbe di un intervento di review costante e impossibile da effettuare. Ricordo di voti altissimi assegnati a vini che adesso riposizionerei ben più in basso, c'è sempre qualcosa di meglio da bere.
Ti faccio un esempio: in una batteria di Riesling tedeschi, il 2004 dello Scharzhofberger Spatlese di Egon Muller (bottiglia d'asta oltretutto) per me avrebbe meritato il punteggio di 100. Al che è arrivato il criticone col ditino alzato che mi ha risposto "Allora se dai 100 a questo al Riesling soncazzo 1864 che daresti?". Ho risposto che, avendo bevuto un bel po' di riesling tedeschi dell'annata e avendo la sera stessa vicini in batteria due autentici fuoriclasse, nella categoria specifica (Riesling Spatlese del 2004) quello era un vino inarrivabile. Quindi per me meritevole del massimo.

Alex
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michelep
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda michelep » 19 ott 2017 15:23

Fedevarius ha scritto:Un vino va valutato in modo assoluto o va valutato in relazione alla tipologia cui appartiene?
Un grignolino va valutato con gli stessi parametri di un bordeaux?
Questa è una di quelle cose che (almeno nel mio caso) non ti dicono ai corsi per sommelier, nel senso proprio che anche se lo chiedi la risposta non viene data o viene data in modo molto vago.


Nel corso che faccio io (AIS) sono piuttosto fermi sul dire che i punti vanno dati in relazione alla denominazione. Se non hai strumenti per quella denominazione e la conosci poco, o se il vino non ha nessuna denominazione, si va in relazione alla tipologia del vino.
Diversamente non basterebbe la scala in 100esimi per tenere dentro super-cru e onesti bianchi da pasto di cantina sociale.

(poi in realtà la scala è compressa e si parte sommando e togliendo a 80, ma vabbè)
Fedevarius
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda Fedevarius » 19 ott 2017 15:41

michelep ha scritto:
Nel corso che faccio io (AIS) sono piuttosto fermi sul dire che i punti vanno dati in relazione alla denominazione. Se non hai strumenti per quella denominazione e la conosci poco, o se il vino non ha nessuna denominazione, si va in relazione alla tipologia del vino.


lo dicono... poi però ogni lezione si servono 2 o 3 vini con bottiglia coperta e si fa degustazione e valutazione...
a volte è facile capire cosa c'è nel bicchiere a volte meno ma il voto viene comunque dato, seguendo la immancabile trafila dei vari "carente", "abbastanza", morbidezza, persistenza, eccetera, senza altri parametri di riferimento
con il risultato (per spiegarmi meglio) che un vino relativamente semplice viene in genere penalizzato, anche se magari è un vino che fa della semplicità uno dei suoi tratti distintivi e punti di forza ed è migliore e fatto meglio di un altro vino più "grosso e importante" ...

michelep ha scritto:Diversamente non basterebbe la scala in 100esimi per tenere dentro super-cru e onesti bianchi da pasto di cantina sociale.

(poi in realtà la scala è compressa e si parte sommando e togliendo a 80, ma vabbè)


Mi trovo d'accordo, già si è parlato dei punteggi, anche qui sul forum... io penso che avrebbe più senso partire da un valore più basso, ad esempio da 60, valore intorno cui attesterei i vini da pasto delle cantine sociali appunto, per avere una scala più ampia. Questo però significherebbe stravolgere un meccanismo diffuso e consolidato, probabilmente non ne val la pena
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda michelep » 19 ott 2017 15:51

Fedevarius ha scritto:lo dicono... poi però ogni lezione si servono 2 o 3 vini con bottiglia coperta e si fa degustazione e valutazione...
a volte è facile capire cosa c'è nel bicchiere a volte meno ma il voto viene comunque dato, seguendo la immancabile trafila dei vari "carente", "abbastanza", morbidezza, persistenza, eccetera, senza altri parametri di riferimento
con il risultato (per spiegarmi meglio) che un vino relativamente semplice viene in genere penalizzato, anche se magari è un vino che fa della semplicità uno dei suoi tratti distintivi e punti di forza ed è migliore e fatto meglio di un altro vino più "grosso e importante" ...

Vero, però poi i relatori intelligenti ti fanno iniziare a scrivere da solo ma ben presto rivelano qualcosa del vino che hai di fronte, e di sicuro lo fanno prima di darti la loro versione.
Quelli davvero intelligenti, poi, riescono a farlo in modo da farti capire cosa caratterizza quel vino rispetto agli altri.
Quelli scarsi, invece, la prendono come fosse un concorso.

Fedevarius ha scritto:Mi trovo d'accordo, già si è parlato dei punteggi, anche qui sul forum... io penso che avrebbe più senso partire da un valore più basso, ad esempio da 60, valore intorno cui attesterei i vini da pasto delle cantine sociali appunto, per avere una scala più ampia. Questo però significherebbe stravolgere un meccanismo diffuso e consolidato, probabilmente non ne val la pena


verissimo
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda zampaflex » 19 ott 2017 16:37

michelep ha scritto:
Fedevarius ha scritto:Un vino va valutato in modo assoluto o va valutato in relazione alla tipologia cui appartiene?
Un grignolino va valutato con gli stessi parametri di un bordeaux?
Questa è una di quelle cose che (almeno nel mio caso) non ti dicono ai corsi per sommelier, nel senso proprio che anche se lo chiedi la risposta non viene data o viene data in modo molto vago.


Nel corso che faccio io (AIS) sono piuttosto fermi sul dire che i punti vanno dati in relazione alla denominazione. Se non hai strumenti per quella denominazione e la conosci poco, o se il vino non ha nessuna denominazione, si va in relazione alla tipologia del vino.
Diversamente non basterebbe la scala in 100esimi per tenere dentro super-cru e onesti bianchi da pasto di cantina sociale.

(poi in realtà la scala è compressa e si parte sommando e togliendo a 80, ma vabbè)


...abbastanza...
:mrgreen:

PS: su sessanta che eravamo al mio corso, io solo (che avevo già un piccolo percorso di bevute alle spalle) ho alzato la mano due volte per due bottiglie difettate. Bisogna insegnare, non allevare polli da batteria...
Sezione ignoranti, educande e quinta colonna maronita
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda Marcozzo » 19 ott 2017 16:53

marcolanc ha scritto:
gp ha scritto:
la Revue du Vin de France ha scritto:N° 7 :
Cépage principal (grape variéty ) NEBBIOLO
Pays (country) MEXIQUE
Appellation (région of origin) : BASSE CALIFORNIE
Producteur (Winery) : CETTO LA QUALUNQUE
Millésime : 2012

Ho corretto il nome del produttore :D

Ho dato un'occhiata al sito del produttore. Fanno solamente 38 vini, divisi in 10 linee, più una grappa.
Il nebbiolo viene così descritto: "Coloración rojo granate con destellos violáceos, de aromas a frutos negros maduros, recuerdos a especias y cuero. En boca se presenta intenso, confirma su carácter especiado y frutal, de gran equilibrio y persistencia". Tra i premi vinti, anche la medaglia d'oro al VINITALY 2006!!!
Prima di assaggiarlo, inizierei con uno Champbrulé Brut, un metodo charmat che mi intriga. :mrgreen:

(Ovviamente si fa per scherzare: magari sono buoni veramente... ma credo che mi terrò il dubbio :D )


Io lo ho bevuto quest'estate in un ristorante messicano qui a Torino (la bottiglia riportava in verità "Reserva Privada", ma penso sia lui). Un vino internazional-style, scurissimo ed impenetrabile, al naso ed in bocca legno e ciliegiona... nessun difetto apparente, se non che non era nebbiolo...
giateno
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Re: Degustatori italiani ultimi classificati

Messaggioda giateno » 19 ott 2017 17:23

FiloBianco ha scritto:Anche se un filo ingenerosa, questa classifica fotografa molto bene il livello dei professionisti italiani. L'impostazione inglese (assaggio alla cieca e ti dico il prezzo che vorrei pagare per il vino) credo sia riconosciuta un po' da tutti come la migliore. Su questo concetto si basano sia la sequenza del MW che quella del MS.

Non ci sono MW italiani o MS italiani. Fino a Settembre 2017 non credo nessun italiano abbia passato il pratico del MW (uno solo ha passato il teorico).

Aggiungo che in Cile, Sudafrica e Nuova Zelanda ci sono vini splendidi che sverniciano moltissimi tre bicchieri nostrani in tutti i mercati esteri. Capisco d'altronde la visione parziale da un paese che e' grande produttore e che non ha bisogno di bere vini stranieri nel consumo quotidiano (anche la Francia ha lo stesso problema ma in versione minore). Cio' non toglie che se sei un professionista sei obbligato a conoscere e confrontarti con altre realta' estere.

Agguingo che nella mia limitata esperienza con degustatori italiani in UK ho sempre trovato grosse lacune. Ripeto e' dovuto alla formazione su vini autoctoni (spesso consumati solo in Italia) e mancanza di esperienza su altri vini. Non si puo' pretendere di far bene.


Concordo con alcune tue osservazioni collaterali. E cioè rispetto alla necessità, comunque, di avere conoscenza anche di alcuni vini internazionali, seppur impersonali, commercialmente importanti.
Il fatto che non ci siano Master of Wine o Master Sommelier italiani, è semplicemente dovuto al fatto che, tutto sommato e almeno ufficialmente, il nostro paese non ha fatto parte dell'impero britannico. Ed al fatto che non abbiamo un numero rilevante di grandi aziende nel mondo del vino. Che poi l'istituto citato sia ottimo nel marketing, abbia notevoli sovvenzioni/sponsorship e quant'altro, nessuno lo mette in dubbio. Ma si tratta, come per gli altri, di una delle accademie, anche se di certo quella di più ampio successo commerciale, con tutti i limiti del caso. Divertente anche il documentario dove ne parlano (che dà anche l'idea del livello di investimenti), dove peraltro emerge l'enorme limitatezza dei vini che poi si portano in degustazione: stampo internazionalista, che è esattamente l'altra faccia del provincialismo.

D'altronde, umanamente nessuno può aver assaggiato ogni vino, di ogni periodo storico. Sorvolo sul nebbiolo messicano, che da solo è sufficiente a dare la misura della serietà profonda di queste scorribande.

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