Serata verticale Alzero Quintarelli

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landmax
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda landmax » 05 mar 2016 21:53

Volevo sparigliare... e vedo che ci sono riuscito benissimo!
Sapevo che dichiarando di non amare l'Alzero avrei commesso delitto di lesa maesta (scritto senza accento a vedere se una buona volta questo strumento obsoleto non cancella tutto ciò che ho scritto :| ), ma non siamo forse nella sezione POLEMICHE e opinioni? :mrgreen:

Provo a chiarire:
1) ho utilizzato "americanata" perché mi è stato riferito che Quintarelli ha cominciato a produrre l’Alzero su richiesta del suo importatore americano: non è forse vero? Chi ne sa di più, parli. Ad ogni modo, come ho cercato di argomentare, il vino che ho bevuto io presentava note vanigliate molto evidenti (Vinos, come al solito, questione di bicchieri :wink: ) ed era molto dolce, motivo per cui, in ogni caso, mi pareva e pare un’espressione azzeccata (nell’equazione “americano=gusto parkerizzato”, che io per primo trovo un’inaccettabile semplificazione, ma che rende l’idea di un certo gusto che piace a livello internazionale);
2) Sulla presunta stanchezza all’amaronata: senza dubbio ero provato, ma, come sara capitato anche a voi, quando ti trovi di fronte a un grande vino ti ridesti anche se sei stanco e affaticato. Cosi e successo con la Riserva ’90 di Quintarelli, bevuto come 12esimo vino all’ultima amaronata chez Marco (12esimo!!!), che ha messo tutti d’accordo e che avrebbe ridestato anche un morto. A tal proposito, giudico importante, per parte mia, partecipare a queste bicchierate, proprio perché quando bevi un vino di fianco all’altro, poi i reali valori in gioco escono fuori. E l’Alzero, sempre in my humble opinion, non ne è uscito bene (pur nell’ovvia considerazione che è cosa diversa da un’amarone);
3) A giudicare dai vostri commenti su Alzero ’93, non ho motivo di dubitare che la bottiglia da voi bevuta fosse più performante della nostra. Mi chiedo tuttavia se due bottiglie di un identico vino, entrambe conservate perfettamente, possano prendere pieghe così radicalmente diverse, o se non sia piuttosto il back ground del degustatore a far apprezzare/non apprezzare un determinato tipo di vino.
4) Sulla questione “generazionale” mi piacerebbe sentire qualche altro commento di qualche senior del forum (grazie in ogni caso a Littlewood e Alì!), ovviamente anche quella era una provocazione e non ho certezze in merito, anche se qualche dubbiarello mi e venuto. Ma devo dire, per onesta intellettuale, che anche giovani leve come Vinos e and.car lo apprezzano, quindi forse mi sbaglio io a credere che un vino con quelle caratteristiche possa piacere di più a chi è in qualche modo “cresciuto” con vini di quel tipo. Cosi come forse mi sbaglio su Alzero, sempre pronto a ricredermi sulla base dell’esperienza diretta, ovviamente. Ma, come giustamente dice Vinory, parliamo sempre di vino, ragazzi! Certi atteggiamenti da Baroni dell'Accademia lasciamoli ad altri consessi... :wink:
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda ZEL WINE » 05 mar 2016 21:59

Che annate di alzero hai bevuto per arrivare a formare un giudizio cosi' tranciante sul vino?
fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
davidef
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda davidef » 05 mar 2016 23:38

ZEL WINE ha scritto:Che annate di alzero hai bevuto per arrivare a formare un giudizio cosi' tranciante sul vino?


Ho la netta impressione che ne abbia bevuto uno..m
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda paperofranco » 06 mar 2016 18:43

davidef ha scritto:
landmax ha scritto:
videodrome ha scritto:Splendida serata; il bepi regala tuttora grandi emozioni con le sue firme d'autore. Capita spesso di imbattersi in vini buoni o molto buoni, raramente di imbattersi in vini emozionali come il filotto 93/96 di ieri sera.
Telegraficamente in ordine di preferenza, il faccinometro (faccine non regalate......)
1993 :D :D :D :D :D


Comincio a pensare, senza polemica alcuna, che chi si è formato il palato negli anni '90 (o prima) abbia gusti proprio differenti rispetto a chi, come me, ha iniziato il proprio avvicinamento al vino all'inizio degli anni 2000. L'ho notato già in altre occasioni (ad esempio con un Calvari 2006 di Miani, per me pessimo, ma che a molti senior era piaciuto assai) ed anche in questo caso ne ho riprova.
L'Alzero 1993, bevuto da Vinogodi non più tardi di due settimane fa all'amaronata a casa sua, era a mio parere un vino "banalotto, poco mobile, troppo dolce" (così l'ho definito nel relativo 3d). Ancora molto vanigliato al naso, poco mobile nel bicchiere e abbastanza stucchevole in bocca (dove l'acidità non era sufficiente a contrastare un'evidente "abboccatura"), a mio parere era la perfetta espressione dei vini che piacevano 10-15 anni fa (e che ad alcuni, evidentemente, piacciono ancora), che facevano della concentrazione la loro arma vincente. Oh, poi non abbiamo bevuto la stessa bottiglia, per cui sono curioso di sentire commenti più dettagliati su quella che avete bevuto voi. Posso solo dire che la bottiglia bevuta da Marco era perfetta quanto a conservazione e non presentava alcun difetto.

E lo dice uno che adora Quintarelli, tra i pochi (forse il solo) che regala davvero emozioni in Valpolicella (ma con Valpolicella e Amarone, non con quest'americanata dell'Alzero, imho obviously).



Su questo intervento ci sono veramente alcuni aspetti non condivisibili. ...ma uno su tutti è proprio una puttanata galattica, definire Alzero una americanata denota assenza di cultura in materia imbarazzante...[b]ragazzi non bastano un po di bicchierate per scrivere certe cose come se nulla fosse[/b]. .dai per favore...


Non posso parlare dell'Alzero perché purtroppo non l'ho mai bevuto, ma spero di colmare questa lacuna, prima o poi. Mi preme invece parlare dell'argomento toccato da Davide nel passaggio che ho sottolineato, perché lo trovo molto interessante, anche se qui non si affronta mai, magari per svogliatezza o magari per paura di offendere qualcuno, sbagliando, o magari semplicemente non interessa, ci mancherebbe.
Aldilà dei gusti personali, sacrosanti e rispettabilissimi, il quando e il come uno si è formato il palato, l'essere senior o junior, come dice landmax, non significa assolutamente nulla. Il nocciolo della questione è "bere" o "credere di bere", che fa un mare di differenza.
Partecipare alle varie bicchierate, dove di vino te ne servono una dose come se fosse collirio non ha nulla a che vedere con il bere, perché in quel modo il vino non si può sentire, non ci se ne può fare un'idea sufficientemente chiara, e pertanto non se ne può parlare con cognizione di causa. Questo a prescindere che il soggetto sia un povero diavolo qualsiasi o Mr. Galloni.
Bere significa farsi almeno un paio di bei bicchieri, con il tempo che serve, senza fretta e senza rotture di coglioni intorno. A quel punto se ne può anche parlare con consapevolezza, fermo restando che il gusto è sovrano, ricordiamolo sempre, ma altrimenti è un chiacchierare così tanto per chiacchierare, e di bicchierate Davide, in questo caso, alcune o cento non fa differenza.
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda vinogodi » 06 mar 2016 19:10

paperofranco ha scritto:... ma altrimenti è un chiacchierare così tanto per chiacchierare, (....) in questo caso, alcune o cento non fa differenza.
...teoria interessantissima , tra l'altro condivisa da tanta critica che scrive tanto senza bere i vini di cui scrive o , al massimo , si cimenta in chilometriche microperformances nelle fiere specializzate in condizioni demenziali. D'altronde , c'è tanto materiale su internet , non capisco l'utilità di bere, sia essa una bicchierata d'approfondimento, sia una sbornia epica con una sola bottiglia di La Tache , che penso sia l'unica maniera per coglierne l'essenza . Un bicchiere? Due bicchieri? Il minimo sindacale per assaggiare e comprendere un vino è , da letteratura scientifica, dai 17,81 e i 23.44 centilitri , questo perchè il recettore fungiforme dal punto di vista quantitativo è maggioritario e più sensibile alla stimolazione legata alla scissione di carboidrati , in sinergia con le Filiformi e Foliate per dare l'insieme completo , ma anche più desideroso di contatto prolungato per migliore discriminante . Dove gli effetti termici e meccanici possono influire , in caso di scarsa rappresentatività quantitativa, proprio con la propriocezione in sommatoria con i recettori Vallati . Insomma , per fare ordine e sostenere la tesi del PaPERO:
- Meno di 10 cc : non ci si capisce un cazzo
- da 10 a 20 cc : puoi iniziare a parlarne
- Da 20 a 50 cc : cominci a capirci qualcosa e puoi parlarne sul forum
- da 50 a 100 cc (1 litro) : puoi persino "decantare" m in preda all'alcool" le qualità e virtù di quel vino (ma solo per quel quantitativo)
- Sopra 100 cc (> 1 Litro) ti ritirano la patente per ubriachezza però puoi considerarti esperto navigato di quel vino... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda paperofranco » 06 mar 2016 19:22

vinogodi ha scritto:
paperofranco ha scritto:... ma altrimenti è un chiacchierare così tanto per chiacchierare, (....) in questo caso, alcune o cento non fa differenza.
...teoria interessantissima , tra l'altro condivisa da tanta critica che scrive tanto senza bere i vini di cui scrive o , al massimo , si cimenta in chilometriche microperformances nelle fiere specializzate in condizioni demenziali. D'altronde , c'è tanto materiale su internet , non capisco l'utilità di bere, sia essa una bicchierata d'approfondimento, sia una sbornia epica con una sola bottiglia di La Tache , che penso sia l'unica maniera per coglierne l'essenza . Un bicchiere? Due bicchieri? Il minimo sindacale per assaggiare e comprendere un vino è , da letteratura scientifica, dai 17,81 e i 23.44 centilitri , questo perchè il recettore fungiforme dal punto di vista quantitativo è maggioritario e più sensibile alla stimolazione legata alla scissione di carboidrati , in sinergia con le Filiformi e Foliate per dare l'insieme completo , ma anche più desideroso di contatto prolungato per migliore discriminante . Dove gli effetti termici e meccanici possono influire , in caso di scarsa rappresentatività quantitativa, proprio con la propriocezione in sommatoria con i recettori Vallati . Insomma , per fare ordine e sostenere la tesi del PaPERO:
- Meno di 10 cc : non ci si capisce un cazzo
- da 10 a 20 cc : puoi iniziare a parlarne
- Da 20 a 50 cc : cominci a capirci qualcosa e puoi parlarne sul forum
- da 50 a 100 cc (1 litro) : puoi persino "decantare" m in preda all'alcool" le qualità e virtù di quel vino (ma solo per quel quantitativo)
- Sopra 100 cc (> 1 Litro) ti ritirano la patente per ubriachezza però puoi considerarti esperto navigato di quel vino... 8)


Hai preso il cappello, non capendo o non volendo capire quello che ho scritto, che è chiaro.
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda alì65 » 06 mar 2016 19:33

paperofranco ha scritto:Non posso parlare dell'Alzero perché purtroppo non l'ho mai bevuto, ma spero di colmare questa lacuna, prima o poi. Mi preme invece parlare dell'argomento toccato da Davide nel passaggio che ho sottolineato, perché lo trovo molto interessante, anche se qui non si affronta mai, magari per svogliatezza o magari per paura di offendere qualcuno, sbagliando, o magari semplicemente non interessa, ci mancherebbe.
Aldilà dei gusti personali, sacrosanti e rispettabilissimi, il quando e il come uno si è formato il palato, l'essere senior o junior, come dice landmax, non significa assolutamente nulla. Il nocciolo della questione è "bere" o "credere di bere", che fa un mare di differenza.
Partecipare alle varie bicchierate, dove di vino te ne servono una dose come se fosse collirio non ha nulla a che vedere con il bere, perché in quel modo il vino non si può sentire, non ci se ne può fare un'idea sufficientemente chiara, e pertanto non se ne può parlare con cognizione di causa. Questo a prescindere che il soggetto sia un povero diavolo qualsiasi o Mr. Galloni.
Bere significa farsi almeno un paio di bei bicchieri, con il tempo che serve, senza fretta e senza rotture di coglioni intorno. A quel punto se ne può anche parlare con consapevolezza, fermo restando che il gusto è sovrano, ricordiamolo sempre, ma altrimenti è un chiacchierare così tanto per chiacchierare, e di bicchierate Davide, in questo caso, alcune o cento non fa differenza.


Franco non e una questione di quantità in vino alla volta ma di quantità temporale, quante volte si è bevuto quel vino della stessa annata in varie occasioni
naturalmente parlo di bevute con amici che siano perversamente appassionati oppure semplici bevitori del buono sempre e comunque e che il fatto di scrivere su blog, facebuc o altri social non gli può fregar di meno....e ce ne sono molti più di quel che si pensa
io sono curioso, molto curioso; aprirei tutte le mie bt in cantina per capire come sono, in quale stato evolutivo e come potranno evolvere, quale dovrà essere il tempo ideale per bere la prossima, se ho intuito bene il loro valore nel momento dell'acquisto, dell'assaggio al banchetto.........
a me bere per bere non interessa; certo che bere due bei bicchieri di un ottimo vino piace a tutti, e ci mancherebbe, ma preferisco, nella stessa quantità, berne dieci diversi
punti di vista......a ognuno il suo.... :wink:
futuro incerto...2020 di merda!!!
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda paperofranco » 06 mar 2016 19:56

alì65 ha scritto:
paperofranco ha scritto:Non posso parlare dell'Alzero perché purtroppo non l'ho mai bevuto, ma spero di colmare questa lacuna, prima o poi. Mi preme invece parlare dell'argomento toccato da Davide nel passaggio che ho sottolineato, perché lo trovo molto interessante, anche se qui non si affronta mai, magari per svogliatezza o magari per paura di offendere qualcuno, sbagliando, o magari semplicemente non interessa, ci mancherebbe.
Aldilà dei gusti personali, sacrosanti e rispettabilissimi, il quando e il come uno si è formato il palato, l'essere senior o junior, come dice landmax, non significa assolutamente nulla. Il nocciolo della questione è "bere" o "credere di bere", che fa un mare di differenza.
Partecipare alle varie bicchierate, dove di vino te ne servono una dose come se fosse collirio non ha nulla a che vedere con il bere, perché in quel modo il vino non si può sentire, non ci se ne può fare un'idea sufficientemente chiara, e pertanto non se ne può parlare con cognizione di causa. Questo a prescindere che il soggetto sia un povero diavolo qualsiasi o Mr. Galloni.
Bere significa farsi almeno un paio di bei bicchieri, con il tempo che serve, senza fretta e senza rotture di coglioni intorno. A quel punto se ne può anche parlare con consapevolezza, fermo restando che il gusto è sovrano, ricordiamolo sempre, ma altrimenti è un chiacchierare così tanto per chiacchierare, e di bicchierate Davide, in questo caso, alcune o cento non fa differenza.


Franco non e una questione di quantità in vino alla volta ma di quantità temporale, quante volte si è bevuto quel vino della stessa annata in varie occasioni
naturalmente parlo di bevute con amici che siano perversamente appassionati oppure semplici bevitori del buono sempre e comunque e che il fatto di scrivere su blog, facebuc o altri social non gli può fregar di meno....e ce ne sono molti più di quel che si pensa
io sono curioso, molto curioso; aprirei tutte le mie bt in cantina per capire come sono, in quale stato evolutivo e come potranno evolvere, quale dovrà essere il tempo ideale per bere la prossima, se ho intuito bene il loro valore nel momento dell'acquisto, dell'assaggio al banchetto.........
a me bere per bere non interessa; certo che bere due bei bicchieri di un ottimo vino piace a tutti, e ci mancherebbe, ma preferisco, nella stessa quantità, berne dieci diversi
punti di vista......a ognuno il suo.... :wink:


Dici delle cose condivisibili Claudio, l'ideale sarebbe bere un paio di bicchieri alla volta dello stesso vino in momenti diversi......purché sia buono...... :mrgreen:
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda vinogodi » 06 mar 2016 20:02

paperofranco ha scritto:
vinogodi ha scritto:
paperofranco ha scritto:... ma altrimenti è un chiacchierare così tanto per chiacchierare, (....) in questo caso, alcune o cento non fa differenza.
...teoria interessantissima , tra l'altro condivisa da tanta critica che scrive tanto senza bere i vini di cui scrive o , al massimo , si cimenta in chilometriche microperformances nelle fiere specializzate in condizioni demenziali. D'altronde , c'è tanto materiale su internet , non capisco l'utilità di bere, sia essa una bicchierata d'approfondimento, sia una sbornia epica con una sola bottiglia di La Tache , che penso sia l'unica maniera per coglierne l'essenza . Un bicchiere? Due bicchieri? Il minimo sindacale per assaggiare e comprendere un vino è , da letteratura scientifica, dai 17,81 e i 23.44 centilitri , questo perchè il recettore fungiforme dal punto di vista quantitativo è maggioritario e più sensibile alla stimolazione legata alla scissione di carboidrati , in sinergia con le Filiformi e Foliate per dare l'insieme completo , ma anche più desideroso di contatto prolungato per migliore discriminante . Dove gli effetti termici e meccanici possono influire , in caso di scarsa rappresentatività quantitativa, proprio con la propriocezione in sommatoria con i recettori Vallati . Insomma , per fare ordine e sostenere la tesi del PaPERO:
- Meno di 10 cc : non ci si capisce un cazzo
- da 10 a 20 cc : puoi iniziare a parlarne
- Da 20 a 50 cc : cominci a capirci qualcosa e puoi parlarne sul forum
- da 50 a 100 cc (1 litro) : puoi persino "decantare" m in preda all'alcool" le qualità e virtù di quel vino (ma solo per quel quantitativo)
- Sopra 100 cc (> 1 Litro) ti ritirano la patente per ubriachezza però puoi considerarti esperto navigato di quel vino... 8)


Hai preso il cappello, non capendo o non volendo capire quello che ho scritto, che è chiaro.
...guarda che sono d'accordo , parzialmente, con quanto hai scritto: è che non mi piace perdere occasione per decontestualizzare una frase e sparare qualche cazzata :lol:
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda darmagi90 » 06 mar 2016 23:51

vinogodi ha scritto:
paperofranco ha scritto:... ma altrimenti è un chiacchierare così tanto per chiacchierare, (....) in questo caso, alcune o cento non fa differenza.
...teoria interessantissima , tra l'altro condivisa da tanta critica che scrive tanto senza bere i vini di cui scrive o , al massimo , si cimenta in chilometriche microperformances nelle fiere specializzate in condizioni demenziali. D'altronde , c'è tanto materiale su internet , non capisco l'utilità di bere, sia essa una bicchierata d'approfondimento, sia una sbornia epica con una sola bottiglia di La Tache , che penso sia l'unica maniera per coglierne l'essenza . Un bicchiere? Due bicchieri? Il minimo sindacale per assaggiare e comprendere un vino è , da letteratura scientifica, dai 17,81 e i 23.44 centilitri , questo perchè il recettore fungiforme dal punto di vista quantitativo è maggioritario e più sensibile alla stimolazione legata alla scissione di carboidrati , in sinergia con le Filiformi e Foliate per dare l'insieme completo , ma anche più desideroso di contatto prolungato per migliore discriminante . Dove gli effetti termici e meccanici possono influire , in caso di scarsa rappresentatività quantitativa, proprio con la propriocezione in sommatoria con i recettori Vallati . Insomma , per fare ordine e sostenere la tesi del PaPERO:
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- da 10 a 20 cc : puoi iniziare a parlarne
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- da 50 a 100 cc (1 litro) : puoi persino "decantare" m in preda all'alcool" le qualità e virtù di quel vino (ma solo per quel quantitativo)
- Sopra 100 cc (> 1 Litro) ti ritirano la patente per ubriachezza però puoi considerarti esperto navigato di quel vino... 8)


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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda Alberto » 07 mar 2016 08:29

vinogodi ha scritto:da 50 a 100 cc (1 litro)
- Sopra 100 cc (> 1 Litro)

Vuoi sempre fare il ganassa, ma non sai neanche far di conto... :roll:
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così preziosa come il vino
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda vinogodi » 07 mar 2016 09:56

Alberto ha scritto:
vinogodi ha scritto:da 50 a 100 cc (1 litro)
- Sopra 100 cc (> 1 Litro)

Vuoi sempre fare il ganassa, ma non sai neanche far di conto... :roll:
...m'è scappato lo zero, con sto cazzo di format , comunque hai detto una grande verità: non so fare di conto :lol: ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda landmax » 07 mar 2016 15:53

davidef ha scritto:
ZEL WINE ha scritto:Che annate di alzero hai bevuto per arrivare a formare un giudizio cosi' tranciante sul vino?


Ho la netta impressione che ne abbia bevuto uno..m


Bravo, esatto, 7 piu'! Ma soprattutto: e quindi? Non posso esprimere un giudizio tagliente su un vino che ho bevuto? :oops: :roll:

Ad ogni buon conto, come ho gia' scritto, si trattava di un giudizio, che rivendico, espresso in forma volutamente provocatoria. D'altra parte l'Alzero '93 che ho bevuto (rectius: assaggiato) io non e' la stessa bottiglia che hai bevuto tu e, come tu m'insegni (dato che sei uomo di cultura), non esistono grandi vini, ma solo grandi bottiglie, specie se parliamo di vini cosi' maturi. Aggiungo, come ho gia' scritto sopra, che non si tratta di un giudizio definitivo, essendo sempre pronto a ricredermi alla prova dei fatti (= della bottiglia).
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda landmax » 07 mar 2016 16:30

paperofranco ha scritto:Il nocciolo della questione è "bere" o "credere di bere", che fa un mare di differenza.
Partecipare alle varie bicchierate, dove di vino te ne servono una dose come se fosse collirio non ha nulla a che vedere con il bere, perché in quel modo il vino non si può sentire, non ci se ne può fare un'idea sufficientemente chiara, e pertanto non se ne può parlare con cognizione di causa. Questo a prescindere che il soggetto sia un povero diavolo qualsiasi o Mr. Galloni.
Bere significa farsi almeno un paio di bei bicchieri, con il tempo che serve, senza fretta e senza rotture di coglioni intorno. A quel punto se ne può anche parlare con consapevolezza...


Spunto come sempre interessante, Papero, ma solo in parte condivisibile.

Condivisibile e' il fatto che avere a disposizione una quantita' piu' che sufficiente di vino, e magari poterlo riassaggiare nei giorni successivi (e direi non solo il giorno successivo, ma anche a distanza di 4/5 gg.), con tutta calma, consente certamente di avere una consapevolezza piu' profonda di quel vino, in primis su un aspetto essenziale quale la bevibilita'. Insomma, il tipo di degustazione da te descritta non e' scevra di conseguenze critiche per l'appassionato, tutt'altro. Pero' non condivido l'idea che partecipare a una degustazione in cui puoi solo assaggiare un vino, purche' ovviamente non sia una quantita' davvero omeopatica, non ti consenta di trarne uno sguardo d'insieme, magari non cosi' preciso e definito (ne' tanto meno definitivo), ma nemmeno tale da non poterne neppure parlare in un forum di appassionati. Del resto Franco, se tu avessi ragione, significherebbe che tutte le guide dovrebbero essere usate come carta straccia. Invece, per la mia esperienza, certe guide - non tutte ovviamente (1 per l'Italia e 2 per la Francia, imho) - quando recensiscono un vino, spesso ci prendono (non sempre ovviamente). E lo fanno sulla base di un assaggio (magari con sputo finale), non di una bevuta, Franco.

Insomma, la tua idea di "sospensione del giudizio" non mi convince del tutto. Men che meno l'idea che partecipare a una degustazione in cui assaggi una piccola quantita' di vino equivalga a non bere vino. E' certamente una diversa e meno completa esperienza del vino, ma non e' semplicemente "credere" di bere vino. Fermo restando che per la "povera gente" come me partecipare a una degustazione significa poter assaggiare vini che altrimenti farei fatica persino a trovare, data la rarita' di certe bottiglie. Per cui tra non berne proprio e berne poco, preferisco la seconda, ovviamente.
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda vinogodi » 07 mar 2016 16:55

... normalmente bevo pochissimo , rispetto alla frequenza d'assaggio, altrimenti dovrei scrivere dall'oltretomba ... 8) ... e , d'altronde ,anche se bevessi di più non è che ne capirei tanto di più ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda zampaflex » 07 mar 2016 17:03

Massimo, visto il tuo stato semi febbricitante quella domenica, le tue preferenze per vini più ariosi, una certa stanchezza del palato e una comunque condivisa da tutti monoliticità di quella boccia di '93, punterei il dito su una mancanza di feeling tua rispetto al "prodotto Alzero". Ci sta. Io per esempio faccio regolarmente a cazzotti con Biondi Santi, proprio non ho empatia... 8)
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda ZEL WINE » 07 mar 2016 17:19

landmax ha scritto:
davidef ha scritto:
ZEL WINE ha scritto:Che annate di alzero hai bevuto per arrivare a formare un giudizio cosi' tranciante sul vino?


Ho la netta impressione che ne abbia bevuto uno..m


Bravo, esatto, 7 piu'! Ma soprattutto: e quindi? Non posso esprimere un giudizio tagliente su un vino che ho bevuto? :oops: :roll:



come no,doveroso direi, farlo.L'importante e' far capire il metodo utilizzato .
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda alì65 » 07 mar 2016 19:08

zampaflex ha scritto:Massimo, visto il tuo stato semi febbricitante quella domenica, le tue preferenze per vini più ariosi, una certa stanchezza del palato e una comunque condivisa da tutti monoliticità di quella boccia di '93, punterei il dito su una mancanza di feeling tua rispetto al "prodotto Alzero". Ci sta. Io per esempio faccio regolarmente a cazzotti con Biondi Santi, proprio non ho empatia... 8)


io, ad esempio; pur ammettendo la elevata qualità non ho mai avuto innamoramenti, il cabernet in generale non lo amo pur ammettendo la qualità di certi cabernet.....sarebbe stupido ammettere e sostenere il contrario
come mi piace tantissimo l'Amarone il resto della gamma non fa per me....
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda landmax » 09 mar 2016 13:27

Papero, oh-che-te-tu-ffai, lanci il sasso e poi ritiri la mano?

Hai espresso delle considerazioni interessanti, in parte condivisibili, rispetto a cui alcuni di noi hanno espresso un diverso punto di vista. Mi piacerebbe quanto meno sapere cosa ne pensi, anche perchè, almeno io, non credo di avere la verità in tasca e magari, dialogando, posso pure cambiare idea. :wink:
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda paperofranco » 09 mar 2016 19:42

Mi dite per favore come si fa a scrivere qui?
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda paperofranco » 09 mar 2016 19:43

paperofranco ha scritto:Mi dite per favore come si fa a scrivere qui?


Non vuole gli accenti?
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda paperofranco » 09 mar 2016 20:15

Tengo a precisare che non ho nulla contro le bicchierate, chi le organizza e chi vi partecipa, piu' o meno assiduamente. Anche io ne ho fatte nel tempo, mi sono pure divertito, magari ne faro' ancora, ma alla fine ho deciso che come approccio al vino non mi interessa, preferisco altro.
A me e' capitato spesso che il vino "mi parli" solo al secondo bicchiere, potra' essere un mio limite, ma tant'e'. E di conseguenza sono convinto, lo ripeto, che certe situazioni in cui si gira una bottiglia in 12/15 consentano una visione del vino solo parziale o addirittura marginale. D'altro canto possono essere certamente utili per farsi un'idea di massima, nonche' avere la possibilita' di accedere a bottiglie rare il cui costo sarebbe insostenibile individualmente, questo e' indubbio.
Detto questo, fra assaggiare un goccio di un particolare vino nel contesto di una bicchierata numerosa o non assaggiarlo per niente preferisco la seconda. So che questo risultera' ai piu' poco comprensibile, ma al momento la penso cosi'.
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda zampaflex » 09 mar 2016 20:43

paperofranco ha scritto:A me e' capitato spesso che il vino "mi parli" solo al secondo bicchiere,


Al quarto ti canta, persino. :mrgreen:
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda AmoSlade » 09 mar 2016 20:57

paperofranco ha scritto:A me e' capitato spesso che il vino "mi parli" solo al secondo bicchiere, potra' essere un mio limite, ma tant'e'.
paperofranco ha scritto:A me e' capitato spesso che il vino "mi parli" solo al secondo bicchiere, potra' essere un mio limite, ma tant'e'.

Ammetto che anche per me d' spesso cosi', infatti le (poche) volte che scrivo di un vino, ne ho bevuta almeno mezza bottiglia :oops: sinora pero' ho imputato cio' a una mia scarsa abitudine/allenamento, essendo praticamente un neofita. Ciononostante spero in futuro di fare qualche bicchierata "seria", se non altro perche' la vedo come l'unica via per assaggiare certi vini (e anche perche' avrei molto da imparare bevendo con chi ne sa piu' di me), ma credo che in linea di massima il mio approccio con il vino rimarra' quello attuale..
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Re: Serata verticale Alzero Quintarelli

Messaggioda darmagi90 » 10 mar 2016 10:46

La mia modalita' di approccio al vino e' cambiata nel tempo e non solo una volta.
Ci sono stati periodi in cui assaggiavo di tutto e ritenevo che la bottiglia non doveva dividersi fra piu' di quattro persone.
Poi, ben prima che esistesse il forum, con un gruppo di amici, abbiamo iniziato a fare bicchierate in cui le bottiglie venivano condivise fra una decina di persone.
All'inizio la cosa mi lasciava piu' perplesso che altro.
Sara' anche una questione di allenamento o abitudine, forse, pero' in breve tempo ho iniziato ad apprezzare l'opportunita' di confronto fra i vini che questo genere di bevute consente.
Non esiste un modo giusto ed uno sbagliato, ognuno trovi la modalita' che piu' gli aggrada, non si deve dimostrare nulla a nessuno, altrimenti il divertimento finisce prima ancora di cominciare.
Certo, per conoscere a fondo un vino lo si dovrebbe assaggiare in quantita' significative, lasciandogli il giusto tempo nel bicchiere ogni volta, ripetendo gli assaggi alla giusta frequenza e con il giusto mix di annate.
Pero' mi sono reso conto, e' certamente un mio limite, che cosi' facendo si rischia di perdere un po' una visione, diciamo cosi', globale.
Non c'e' nulla di male, per carita', ma facilmente succede di innamorarsi di certi vini e di sopravvalutarli.
Le occasioni di mettere a confronto vini diversi, anche se con piccole quantita', aiutano a mettere a fuoco proprio questo, a collocare i vini in un contesto relativo piu' ampio.
Poi, ripeto, ognuno ha il sacrosanto diritto di approcciare il vino come piu' gli aggrada e se questo tipo di approfondimento non interessa, nessuno si deve scandalizzare.
Oggi preferisco poca quantita' a beneficio di varieta', qualita' ed eta'.
"E' un modo comodo di vivere quello di credersi grandi di una grandezza latente"
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