Che si beve a GENNAIO 2016

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alleg
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda alleg » 24 gen 2016 20:55

Sabato scorso per festeggiare il nuovo inizio lavorativo:

Krug Grande Cuveé (sboccatura 2013) :D :D :D :D e non aggiungo commenti perché suoperflui

Barolo Pio Cesare 1967 Una di quelle bottiglie che ogni tanto mi fanno venire voglia di rischiare acquisti improvvidi... Preso sul forum alla bellezza di 20 euro, è in forma spendida, conservazione perfetta. Tutto quello che ci si aspetta da un Barolo maturo ma non decrepito. :D :D :D :D :)

Barolo Luigi Baudana 2006 Vajra Non ancora ben ammalgamato, acidità che va dove vuole lei e frutto ancora freschissimo. Ripassare tra 15 anni almeno. :D :D :) ad oggi, ma prevedo futuro radioso.

Champagne Rosè Lallier :D :D :D Acido e asciutto. Meglio della media dei rosè che si trovano in giro.

Fortana 2013 Camillo Donati Fortana vinificata secchissima e con una rifermentazione in bottiglia delicata che dona eleganza alle bolle di un vino che di solito è tutto tranne che elegante. Bell'esempio di cosa si potrebbe fare anche con vitigni del cazzo se trattati decentemente. :D :D :)

Champagne Reserve di qualche tipo Milllesimato ma non ricordo l'anno Barfotarc come avrete capito, tutt'altro che indimenticabile :D

Domenica a pranzo proseguendo con lo stesso stile:

Sfursat 5 Stelle 2001 Nino Negri Di tipico ha ben poco ma avulso dal contesto Valtellina gli puoi rimproverare ben poco. :D :D :D

Riesling Spatlese 1982 Schmidt-Wagner Restituisce con gli interessi quello che mi ha tolto il kabinett 96 tappato. Bello vedere lo stupore sulla faccia di chi sono 30 anni che beve vino ad alto livello ma non sapeva neanche dell'esistenza di questo tipo di vino. Incredulità per l integrità assoluta di un bianco di 33 anni e la piacevolezza di vino dal residuo zuccherino cosi alto anche da parte di chi i vini dolci li evita come la peste. Grande soddisfazione. :D :D :D :D :)

Belle Epoque 1989 Perrier Jouet Proveniente dalla "cantina" di una nota trattoria cittadina che ha chiuso i battenti poco tempo fa. Bolla quasi svanita ma acidità ancora presente e ben integrata ad un vino che è si trasfigurato dall'eta ma che ha una complessità pazzesca ed una evoluzione stupenda. Funghetti, armagnac, miele, pesche sotto spirito veramente notevole contro ogni previsione. :D :D :D :D

Ieri sera invece:

Viogner del Languedoc di un produttore bio di cui non ho segnato il nome :D :D :) parte bene con un bel profumo di fiori di campo ed erba tagliata ma l'ossigeno fa uscire una vaniglia finale abbastanza fastidiosa.

Pinot nero Tramin :D Inutile

Chatueau Cros Figeac 2003 Pomerol Grand Cru :D :D :D Una buon bordeaux anche se di basso rango. Austero senza cicca in eccesso e con tutte le cose al punto giusto.

Chateneauf Du Pape Domaine de la Solitude 2011 :D :) Esageratemente ciccone e vaniglioso. Peggio di un amarone fatto male. Bocciato

Vej 2005 Podere Pradarolo :D :D :D :) per uno dei bianchi macerati per più buoni d'Italia. Averne di gente che lavora così dalle nostre parti.

Gimonnet-Ogier Rosé :D :D :D Anche questo molto piacevole.
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Ziliovino » 24 gen 2016 23:59

Asprinio di Aversa Spumante Brut – Masseria Campito. Deciso floreale al naso, agrumi, sorso teso e di acidità viva, ma piacevole e assolutamente non scomposta. Aperitivo di carattere.

Mosel Riesling Bernkasteler Alte Badstube am Doctorberg Spatlese Trocken Alte Reben 2011 – Dr. Pauly-Bergweiler. Prima volta ache mi capita di trovare uno stelvin che ha trafilato… Il vino però è integro, tutto sulla mineralità scura e idrocarburo, frutto in secondo piano, bocca secca e con una certa larghezza, gli manca un po’ di vigore.

Rosso Piceno Superiore Picus – San Savino. Corretto vino rosso, ma proprio niente di ché…

Bramaterra 2005 – Baldin. Comprato anni fa al Leoncavallo, ha perso un po’ di grinta, frutta scura e erbe medicinali, in bocca è abbastanza facile, tannino risolto, facile beva.

Chianti Classico Riserva 1993 – Castello dei Rampolla. Colore ancora intenso e bello compatto, parte deciso sulla cenere ed affumicato per aprirsi velocemente sulla frutta scura ed i frutti di rovo, ancora decisamente in forma, anche in bocca dove ha bella freschezza ed il tannino si fa ancora sentire. Bella sorpresa.

San Martino della Battaglia Gefide 1999 – Spia d’Italia. Una delle prime bottiglie di qualità che ho comprato direttamente in azienda agli inizi della passione vinicola, andavo già in cerca di curiosità enologiche… pensavo di trovarlo più in là, invece era ancora integrissimo su frutta matura e note dolci, molto elegante per esse un liquoroso (da uve tocai), bocca larga e ricca, calda, ma non eccessivamente vista la tipologia. Meglio sui formaggi che sui dolci.
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Smarco » 25 gen 2016 00:07

Ziliovino ha scritto:

Rosso Piceno Superiore Picus – San Savino. Corretto vino rosso, ma proprio niente di ché…


Probabilmente uno dei peggior rosso piceno secondo me :?
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda egio » 25 gen 2016 10:02

Ieri sera bella bevuta rilassata emilian-romagnola. Ci sarà poi tempo di entrare nei dettagli, ma mi scappa di scrivere subito che il Soldati La Scolca d'Antan Rosé 1998 è un bello spumantino mostruoso!!!
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda landmax » 25 gen 2016 12:16

egio ha scritto:Ieri sera bella bevuta rilassata emilian-romagnola. Ci sarà poi tempo di entrare nei dettagli, ma mi scappa di scrivere subito che il Soldati La Scolca d'Antan Rosé 1998 è un bello spumantino mostruoso!!!


Veramente straordinario, pareva un Mersault con le bollicine: un vertice assoluto, e non solo italiano, della tipologia. Quando si dice che avere pazienza paga (sboccatura 2009). Un'iradiddio al naso e una perfetta corrispondenza naso-bocca. Evoluzione nel bicchiere altrettanto fantastica. E stiamo parlando di un cortese di gavi con piccole aggiunte di uve rosse locali (così recita la retroetichetta)! Alla cieca sbaraglierebbe tanta, ma tanta concorrenza anche francese. Se dovessi dare un punteggio secco, non meno di 95-96/100.
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda CiccioCH » 25 gen 2016 13:18

Sabato sera bevuto un Percarlo 2009 buonissimo e già approcciabile. Diventerà un grandissimo fra un paio d'anni. Faccine: :D :D :D :D :)
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Wineduck » 25 gen 2016 13:30

CiccioCH ha scritto:Sabato sera bevuto un Percarlo 2009 buonissimo e già approcciabile. Diventerà un grandissimo fra un paio d'anni. Faccine: :D :D :D :D :)


Ieri forse era un giorno frutto, anzi "fruttone" golosone... :D :wink:
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Spectator » 25 gen 2016 13:47

..Podium 2006,Garofoli. Minchia :oops: che buono!Raramente ho assaggiato un bianco italico appagante come questo Verdicchio.Fresco,sostanzioso,acido/minerale,elegante,ancor giovane ma dai profumi nitidissimi e di grande bevibilita'.Tra l'altro,pagato 4 soldini.Piaciutissimo.
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Ziliovino » 25 gen 2016 14:34

Qualche giorno fa mini-tour nelle Langhe:

era qualche anno che volevo passare da Accomasso, questa volta mi sono deciso ad attendere la conferma per l’appuntamento solamente la sera prima della partenza. Il Cavalier Lorenzo Accomasso ci attende di prima mattina in una vecchia e anonima casa in Borgata Pozzo, a l’Annunziata di La Morra, gli anni sulle spalle si fanno sentire ma sembra non voglia affatto mollare. Le annate in cantina sono molte (in vendita ci sono i Barolo 2008) e la voglia di venderle tutte c’è ancora, ma lo sguardo è anche al futuro: è arrabbiato in quanto ha estirpato una vigna di dolcetto, il terreno è pronto per ripiantare nebbiolo, ma non ha prenotato le barbatelle e non riesce a trovarle da nessuna parte… toccherà aspettare l’anno prossimo. Assaggiamo il Barolo Rocche Riserva 2008, elegante e severo allo stesso tempo, da attendere lo sviluppo olfattivo, mentre in bocca è già una bella bevuta. La Barbera Pochi Filagn 2010 è secondo il produttore la migliore degli ultimi anni, con un tratto rustico e schietto, ma anche con una bella materia ed allungo.

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Seconda tappa a Serralunga, da Cappellano. Piacevole chiacchierata con Laura che si occupa dell’amministrazione e piccola intervista ad Augusto, interamente incentrata sul Chinato, della quale riferirò prossimamente… Qui di vino da vendere, ma anche da assaggiare, praticamente non ce n’è. La 2010 è andata esaurita velocemente l’autunno scorso, e la 2011 uscirà solo ad aprile. Barbera e nebbiolo prosciugati, il vigneto del dolcetto invece dopo aver subìto la grandine l’annata precedente è stato espiantato e verrà sostituito anche qui da una vigna di nebbiolo (“Problema” diffuso da queste parti quello del dolcetto: per produrlo bene necessita di vigne con esposizione ottima, le stesse che servono per ottenere un buon nebbiolo, ma è molto meno costante nella produzione e soprattutto remunera molto meno…).
Assaggiamo l’unico vino disponibile all’acquisto, il Barolo Chinato: proveniente nientemenoche dalle uve dell’annata 2010, sempre dal vigneto Gabutti che in parte darà il Barolo piè rupestris, al naso il primo impatto è con un deciso mentolato e balsamico, poi troviamo le erbe medicinali, l’arancia amara, la china ed il rabarbaro. Il sorso è pieno e deciso, un susseguirsi di sapori tra l’impatto iniziale più dolce ed il finale piacevolmente amaro, asciutto e dalla decisa tannicità. Riusciamo a strappare una magnum di piè rupestris 2010 e veniamo addirittura omaggiati di una bottiglia di 2011 in anteprima. Ancora grazie dell’accoglienza al produttore…

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Da dx a sx: Lazzarito-Parafada-Gabutti visti dal Castello di Srralunga
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Scopriamo che a metà gennaio, e soprattutto a metà settimana, molti ristoranti da queste parti sono chiusi… Veniamo indirizzati da Cappellano a More e Macine, a La Morra che mi sento di consiglare per un pranzo veloce, abbiamo mangiato bene, piatti abbondanti.

Primo pomeriggio da Mario Marengo, sempre a La Morra. Da poco tempo la cantina si è trasferita dal centro alla cima della collina più alta del paese, in località Serradenari, tutto nuovo e modernissimo. Piccolo produttore, sono circa 35 000 bottiglie l’anno, considerato modernista per l’utilizzo di barrique, al naso però il legno nuovo non si sente neanche nei Barolo più giovani…
Partiamo con dolcetto e barbera 2014, e qui l’annata infelice si sente tutta, con acidità vive, corpo scarso e squilibri vari, meglio il primo del secondo. Sui nebbiolo/Barolo 2014 i produttori sembrerebbero tutti invece più convinti. Vedremo. Lunga carrellata di Barolo visto i rimasugli di una verticale fatta nel week-end:
2011, da più vigneti tutti in La Morra, è fruttato e floreale, già piacevole e approcciabile, anche se il ricco tannino richiederà tempo.
2011 Bricco delle Viole, ci viene presentato come il più elegante e femminile, e così è nel bicchiere, con maggior struttura comunque del precedente e bella florealità. E’ quello che ho preferito.
2012 Brunate, sui fiori secchi e la violetta, è più profondo ma anche arcigno, quasi terroso, tannino massiccio e più caldo in bocca.
2009 Riserva Brunate, da una selezione di vecchie vigne, è il fratello più elegante del precedente, un po’ impreciso al naso.
2008 Brunate, questa bottiglia e la seguente danno l’idea di essere aperti da un po’ troppo tempo, un po’ evoluti e stanchi: è comunque elegante e compiuto, più cupo e su radici e spezie, ha una particolare nota marina intrigante.
2003 Brunate, il tannino più asciugante si fa sentire, anche lui confuso, torna però la nota marina.
1999 Brunate, nonostante sia stato stappato giorni fa insieme ai due precedenti è ancora bello fresco e pimpante, profilo autunnale e di foglie secche, bel sorso ed allungo, tannino ancora vivo e deciso.

Il terreno bianco dello scosceso Montestefano:
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Ci spostiamo quindi a Barbaresco, sulla collina Montestefano: Serafino Rivella.
Micro-azienda gestita praticamente interamente da marito e moglie, un solo cru, quello che dà i nebbiolo che sono “i più Barolo tra i Barbaresco”, da un terreno bianchissimo, e due soli vini, un dolcetto e appunto un Barbaresco. Il dolcetto è fantastico, tanto più essendo frutto dell’annata 2014, fresco e floreale, con bella struttura e freschezza a un finale di mandorla di rara precisione e pulizia, dopo un sorso di Barbaresco torna perfino la voglia di riassaggiarlo. Teobaldo Rivella lo produce “solo perché piace a me”, sarebbe commercialmente antieconomico, i filari occupano la sommità del Montestefano. Ottimo anche il Barbaresco 2011, più profondo e serio, decisamente tipico nell’espressione, già con una leggera spezia, tannino deciso ma levigato, da attendere.
Bella la storiella della damigiana di “Barbaresco Chinato” (si può dire?), cuvée ottenuta da Teobaldo stappando tutte le bottiglie antiche che aveva in cantina, con l’etichetta ormai illeggibile, e trasformata in Chinato dai Cappellano… solo per “uso personale”, e terminata anni fa, peccato…
Ultima modifica di Ziliovino il 25 gen 2016 17:13, modificato 1 volta in totale.
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda darmagi90 » 25 gen 2016 15:18

Sono stato un paio di volte da Accomasso e sempre con grande piacere.
Proprio ieri sera ho aperto il Rocche 2000, gran bel Barolo.
Molto floreale, sulla rosa (forse più secca che non macerata) e viola. Il frutto era meno esibito rispetto ai fiori.
Tannino ancora piuttosto fitto anche se estremamente fine.
E' un vino che non raggiungerà punteggi stratosferici ma a me piace davvero molto.
Buona anche la persistenza, ha fatto la sua degna figura in abbinamento ad un'anatra al forno aromatizzata con artemisia.
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Andyele » 25 gen 2016 15:44

Grazie a Ziliovino per lo splendido racconto.
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda vinogodi » 25 gen 2016 15:48

Andyele ha scritto:Grazie a Ziliovino per lo splendido racconto.
...gli è andata di culo perché era giorno frutto. Fosse stato giorno radice , sarebbe nevicato come a New York... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Alberto » 25 gen 2016 15:58

Andyele ha scritto:Grazie a Ziliovino per lo splendido racconto.

Molto bello sì, con l'unico neo di quel Collestefano che non si può proprio leggere! Già uno basta e avanza... :wink: :mrgreen: (si scherza, via...)
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda CiccioCH » 25 gen 2016 16:04

Wineduck ha scritto:
CiccioCH ha scritto:Sabato sera bevuto un Percarlo 2009 buonissimo e già approcciabile. Diventerà un grandissimo fra un paio d'anni. Faccine: :D :D :D :D :)


Ieri forse era un giorno frutto, anzi "fruttone" golosone... :D :wink:


Seguito il tuo consiglio di stapparlo molto prima ed ha funzionato benissimo. Poì il giorno frutto ha fatto il resto... :lol:
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Wineduck » 25 gen 2016 16:17

CiccioCH ha scritto:
Wineduck ha scritto:
CiccioCH ha scritto:Sabato sera bevuto un Percarlo 2009 buonissimo e già approcciabile. Diventerà un grandissimo fra un paio d'anni. Faccine: :D :D :D :D :)


Ieri forse era un giorno frutto, anzi "fruttone" golosone... :D :wink:


Seguito il tuo consiglio di stapparlo molto prima ed ha funzionato benissimo. Poì il giorno frutto ha fatto il resto... :lol:


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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda AmoSlade » 25 gen 2016 16:18

Ziliovino ha scritto: Serafino Rivella.
Micro-azienda gestita praticamente interamente da marito e moglie, un solo cru, quello che dà i nebbiolo che sono “i più Barolo tra i Barbaresco”, da un terreno bianchissimo, e due soli vini, un dolcetto e appunto un Barbaresco. Il dolcetto è fantastico, tanto più essendo frutto dell’annata 2014, fresco e floreale, con bella struttura e freschezza a un finale di mandorla di rara precisione e pulizia, dopo un sorso di Barbaresco torna perfino la voglia di riassaggiarlo. Teobaldo Rivella lo produce “solo perché piace a me”, sarebbe commercialmente antieconomico, i filari occupano la sommità del Collestefano. Ottimo anche il Barbaresco 2011, più profondo e serio, decisamente tipico nell’espressione, già con una leggera spezia, tannino deciso ma levigato, da attendere.


Grande Teobaldo Rivella, anche a me aveva raccontato del "problema" del dolcetto.
Recentemente ho aperto una delle bottiglie di Barbaresco 2011 che avevo preso da lui, concordo sulla tipicità e sul fatto che sia da aspettare, a mio parere anche parecchio! Complimenti per tutto il reportage!
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda kubik » 25 gen 2016 16:34

Ziliovino ha scritto: Serafino Rivella.
Micro-azienda gestita praticamente interamente da marito e moglie, un solo cru, quello che dà i nebbiolo che sono “i più Barolo tra i Barbaresco”, da un terreno bianchissimo, e due soli vini, un dolcetto e appunto un Barbaresco. Il dolcetto è fantastico, tanto più essendo frutto dell’annata 2014, fresco e floreale, con bella struttura e freschezza a un finale di mandorla di rara precisione e pulizia, dopo un sorso di Barbaresco torna perfino la voglia di riassaggiarlo. Teobaldo Rivella lo produce “solo perché piace a me”, sarebbe commercialmente antieconomico, i filari occupano la sommità del Collestefano. Ottimo anche il Barbaresco 2011, più profondo e serio, decisamente tipico nell’espressione, già con una leggera spezia, tannino deciso ma levigato, da attendere.

interessante lapsus... :mrgreen:
Aggiungo grazie per il bel reportage
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Ziliovino » 25 gen 2016 17:14

Alberto ha scritto:
Andyele ha scritto:Grazie a Ziliovino per lo splendido racconto.

Molto bello sì, con l'unico neo di quel Collestefano che non si può proprio leggere! Già uno basta e avanza... :wink: :mrgreen: (si scherza, via...)


Ossignur... :oops: e l'ho anche scritto più di una volta. :roll:
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Andyele » 25 gen 2016 17:16

Ziliovino ha scritto:
Alberto ha scritto:
Andyele ha scritto:Grazie a Ziliovino per lo splendido racconto.

Molto bello sì, con l'unico neo di quel Collestefano che non si può proprio leggere! Già uno basta e avanza... :wink: :mrgreen: (si scherza, via...)


Ossignur... :oops: e l'ho anche scritto più di una volta. :roll:


l'hai scritto perchè effettivamente è più un colle che un monte!
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda b.severini » 25 gen 2016 18:33

Credo che questa sia l'intervista più bella e vera fatta ad Accomasso...

http://www.winestories.it/lorenzo-accomasso/

Bel giro, complimenti!



Ziliovino ha scritto:Qualche giorno fa mini-tour nelle Langhe:

era qualche anno che volevo passare da Accomasso, questa volta mi sono deciso ad attendere la conferma per l’appuntamento solamente la sera prima della partenza. Il Cavalier Lorenzo Accomasso ci attende di prima mattina in una vecchia e anonima casa in Borgata Pozzo, a l’Annunziata di La Morra, gli anni sulle spalle si fanno sentire ma sembra non voglia affatto mollare. Le annate in cantina sono molte (in vendita ci sono i Barolo 2008) e la voglia di venderle tutte c’è ancora, ma lo sguardo è anche al futuro: è arrabbiato in quanto ha estirpato una vigna di dolcetto, il terreno è pronto per ripiantare nebbiolo, ma non ha prenotato le barbatelle e non riesce a trovarle da nessuna parte… toccherà aspettare l’anno prossimo. Assaggiamo il Barolo Rocche Riserva 2008, elegante e severo allo stesso tempo, da attendere lo sviluppo olfattivo, mentre in bocca è già una bella bevuta. La Barbera Pochi Filagn 2010 è secondo il produttore la migliore degli ultimi anni, con un tratto rustico e schietto, ma anche con una bella materia ed allungo.

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Seconda tappa a Serralunga, da Cappellano. Piacevole chiacchierata con Laura che si occupa dell’amministrazione e piccola intervista ad Augusto, interamente incentrata sul Chinato, della quale riferirò prossimamente… Qui di vino da vendere, ma anche da assaggiare, praticamente non ce n’è. La 2010 è andata esaurita velocemente l’autunno scorso, e la 2011 uscirà solo ad aprile. Barbera e nebbiolo prosciugati, il vigneto del dolcetto invece dopo aver subìto la grandine l’annata precedente è stato espiantato e verrà sostituito anche qui da una vigna di nebbiolo (“Problema” diffuso da queste parti quello del dolcetto: per produrlo bene necessita di vigne con esposizione ottima, le stesse che servono per ottenere un buon nebbiolo, ma è molto meno costante nella produzione e soprattutto remunera molto meno…).
Assaggiamo l’unico vino disponibile all’acquisto, il Barolo Chinato: proveniente nientemenoche dalle uve dell’annata 2010, sempre dal vigneto Gabutti che in parte darà il Barolo piè rupestris, al naso il primo impatto è con un deciso mentolato e balsamico, poi troviamo le erbe medicinali, l’arancia amara, la china ed il rabarbaro. Il sorso è pieno e deciso, un susseguirsi di sapori tra l’impatto iniziale più dolce ed il finale piacevolmente amaro, asciutto e dalla decisa tannicità. Riusciamo a strappare una magnum di piè rupestris 2010 e veniamo addirittura omaggiati di una bottiglia di 2011 in anteprima. Ancora grazie dell’accoglienza al produttore…

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Da dx a sx: Lazzarito-Parafada-Gabutti visti dal Castello di Srralunga
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Scopriamo che a metà gennaio, e soprattutto a metà settimana, molti ristoranti da queste parti sono chiusi… Veniamo indirizzati da Cappellano a More e Macine, a La Morra che mi sento di consiglare per un pranzo veloce, abbiamo mangiato bene, piatti abbondanti.

Primo pomeriggio da Mario Marengo, sempre a La Morra. Da poco tempo la cantina si è trasferita dal centro alla cima della collina più alta del paese, in località Serradenari, tutto nuovo e modernissimo. Piccolo produttore, sono circa 35 000 bottiglie l’anno, considerato modernista per l’utilizzo di barrique, al naso però il legno nuovo non si sente neanche nei Barolo più giovani…
Partiamo con dolcetto e barbera 2014, e qui l’annata infelice si sente tutta, con acidità vive, corpo scarso e squilibri vari, meglio il primo del secondo. Sui nebbiolo/Barolo 2014 i produttori sembrerebbero tutti invece più convinti. Vedremo. Lunga carrellata di Barolo visto i rimasugli di una verticale fatta nel week-end:
2011, da più vigneti tutti in La Morra, è fruttato e floreale, già piacevole e approcciabile, anche se il ricco tannino richiederà tempo.
2011 Bricco delle Viole, ci viene presentato come il più elegante e femminile, e così è nel bicchiere, con maggior struttura comunque del precedente e bella florealità. E’ quello che ho preferito.
2012 Brunate, sui fiori secchi e la violetta, è più profondo ma anche arcigno, quasi terroso, tannino massiccio e più caldo in bocca.
2009 Riserva Brunate, da una selezione di vecchie vigne, è il fratello più elegante del precedente, un po’ impreciso al naso.
2008 Brunate, questa bottiglia e la seguente danno l’idea di essere aperti da un po’ troppo tempo, un po’ evoluti e stanchi: è comunque elegante e compiuto, più cupo e su radici e spezie, ha una particolare nota marina intrigante.
2003 Brunate, il tannino più asciugante si fa sentire, anche lui confuso, torna però la nota marina.
1999 Brunate, nonostante sia stato stappato giorni fa insieme ai due precedenti è ancora bello fresco e pimpante, profilo autunnale e di foglie secche, bel sorso ed allungo, tannino ancora vivo e deciso.

Il terreno bianco dello scosceso Montestefano:
Immagine

Ci spostiamo quindi a Barbaresco, sulla collina Montestefano: Serafino Rivella.
Micro-azienda gestita praticamente interamente da marito e moglie, un solo cru, quello che dà i nebbiolo che sono “i più Barolo tra i Barbaresco”, da un terreno bianchissimo, e due soli vini, un dolcetto e appunto un Barbaresco. Il dolcetto è fantastico, tanto più essendo frutto dell’annata 2014, fresco e floreale, con bella struttura e freschezza a un finale di mandorla di rara precisione e pulizia, dopo un sorso di Barbaresco torna perfino la voglia di riassaggiarlo. Teobaldo Rivella lo produce “solo perché piace a me”, sarebbe commercialmente antieconomico, i filari occupano la sommità del Montestefano. Ottimo anche il Barbaresco 2011, più profondo e serio, decisamente tipico nell’espressione, già con una leggera spezia, tannino deciso ma levigato, da attendere.
Bella la storiella della damigiana di “Barbaresco Chinato” (si può dire?), cuvée ottenuta da Teobaldo stappando tutte le bottiglie antiche che aveva in cantina, con l’etichetta ormai illeggibile, e trasformata in Chinato dai Cappellano… solo per “uso personale”, e terminata anni fa, peccato…
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b.severini
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda b.severini » 25 gen 2016 18:37

Il 2006 Baudana, visto che l'ho già assaggiato/bevuto tre volte secondo me risente di due aspetti: annata e produttore ( non Vajra, ma Luigi Baudana.. altro stile. A titolo informativo, la prima annata ufficiale dei Vajra a Baudana è la 2009. Un'altra musica)


Complimenti per il nuovo lavoro... deve essere proprio bello per festeggiare così alla grande!

BS

alleg ha scritto:Sabato scorso per festeggiare il nuovo inizio lavorativo:

Krug Grande Cuveé (sboccatura 2013) :D :D :D :D e non aggiungo commenti perché suoperflui

Barolo Pio Cesare 1967 Una di quelle bottiglie che ogni tanto mi fanno venire voglia di rischiare acquisti improvvidi... Preso sul forum alla bellezza di 20 euro, è in forma spendida, conservazione perfetta. Tutto quello che ci si aspetta da un Barolo maturo ma non decrepito. :D :D :D :D :)

Barolo Luigi Baudana 2006 Vajra Non ancora ben ammalgamato, acidità che va dove vuole lei e frutto ancora freschissimo. Ripassare tra 15 anni almeno. :D :D :) ad oggi, ma prevedo futuro radioso.

Champagne Rosè Lallier :D :D :D Acido e asciutto. Meglio della media dei rosè che si trovano in giro.

Fortana 2013 Camillo Donati Fortana vinificata secchissima e con una rifermentazione in bottiglia delicata che dona eleganza alle bolle di un vino che di solito è tutto tranne che elegante. Bell'esempio di cosa si potrebbe fare anche con vitigni del cazzo se trattati decentemente. :D :D :)

Champagne Reserve di qualche tipo Milllesimato ma non ricordo l'anno Barfotarc come avrete capito, tutt'altro che indimenticabile :D

Domenica a pranzo proseguendo con lo stesso stile:

Sfursat 5 Stelle 2001 Nino Negri Di tipico ha ben poco ma avulso dal contesto Valtellina gli puoi rimproverare ben poco. :D :D :D

Riesling Spatlese 1982 Schmidt-Wagner Restituisce con gli interessi quello che mi ha tolto il kabinett 96 tappato. Bello vedere lo stupore sulla faccia di chi sono 30 anni che beve vino ad alto livello ma non sapeva neanche dell'esistenza di questo tipo di vino. Incredulità per l integrità assoluta di un bianco di 33 anni e la piacevolezza di vino dal residuo zuccherino cosi alto anche da parte di chi i vini dolci li evita come la peste. Grande soddisfazione. :D :D :D :D :)

Belle Epoque 1989 Perrier Jouet Proveniente dalla "cantina" di una nota trattoria cittadina che ha chiuso i battenti poco tempo fa. Bolla quasi svanita ma acidità ancora presente e ben integrata ad un vino che è si trasfigurato dall'eta ma che ha una complessità pazzesca ed una evoluzione stupenda. Funghetti, armagnac, miele, pesche sotto spirito veramente notevole contro ogni previsione. :D :D :D :D

Ieri sera invece:

Viogner del Languedoc di un produttore bio di cui non ho segnato il nome :D :D :) parte bene con un bel profumo di fiori di campo ed erba tagliata ma l'ossigeno fa uscire una vaniglia finale abbastanza fastidiosa.

Pinot nero Tramin :D Inutile

Chatueau Cros Figeac 2003 Pomerol Grand Cru :D :D :D Una buon bordeaux anche se di basso rango. Austero senza cicca in eccesso e con tutte le cose al punto giusto.

Chateneauf Du Pape Domaine de la Solitude 2011 :D :) Esageratemente ciccone e vaniglioso. Peggio di un amarone fatto male. Bocciato

Vej 2005 Podere Pradarolo :D :D :D :) per uno dei bianchi macerati per più buoni d'Italia. Averne di gente che lavora così dalle nostre parti.

Gimonnet-Ogier Rosé :D :D :D Anche questo molto piacevole.
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and.car
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda and.car » 25 gen 2016 18:41

Miani Bianco 2010: continua lo stupore per questo produttore, mi sta convertendo lui da solo da rossista a bianchista :lol: . Floreale e minerale, frutta a polpa gialla...di una finezza estrema, con un bel corpo ed acidità...stupendo

Miani Rosso 2009: ca**o mi mancava solo questo di Miani, e ho completato gli assaggi dell'intera gamma...lo stile del produttore si sente, ricorda al naso il calvari, un frutto nitidissimo ma non stucchevole, terriccio bagnato e muschio, minerale sia al naso che in bocca, ma con una puntina di sapidità e acidità che fa letteralmente volatilizzare il liquido nel bicchiere...anche qui un bel corpo..

Chateau Latour 2001: ok ok, infanticidio...la realtà di quel che è successo è questa: una coppia seduti a fianco del mio tavolo hanno preso la bottiglia, poi se ne sono andati dopo due piatti lasciando li più di metà bottiglia...il mio amico sommelier mi ha gentilmente versato un calice...e li è stata una poesia.
Al naso non esplosivo, anzi, finissimo...mi ha impressionato quanto cambiava la sua anima al naso...tabacco biondo, una leggera erba medicale, un fruttino rosso croccante, canna di fucile....in bocca velluto puro e persistenza incredibile, con una leggera scia marina a rimarcare la persistenza.
Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità. [Oscar Wilde]
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Andyele » 25 gen 2016 19:40

and.car ha scritto: una coppia seduti a fianco del mio tavolo hanno preso la bottiglia, poi se ne sono andati dopo due piatti lasciando li più di metà bottiglia...


Azz...avranno avuto un impulso irrefrenabile!!

...a meno che non abbiano fatto rigatino :mrgreen:
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Alberto
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Alberto » 25 gen 2016 19:49

In una recente puntata sull'area gardesana:

Veronese Rosso Mezzacosta, Menegotti, 2012 (13%)
Bordolese di stile "passante", morbido, dalle tinte chiare nel colore e nel frutto, quasi a simulare un classico uvaggio locale a base corvina...un po' semplice forse, ma nel contesto generale dell'area morenica ed anche in chiave bevibilità/capacità di abbinamento di territorio (l'ho bevuto sulla straordinaria carrellata di tortelli del Ristorante Alla Borsa di Valeggio sul Mincio) è sicuramente un vino "no-nonsense".

Garda Bresciano Chardonnay, Le Gaine, 2013 (13%)
Bella polpa ed un legno (che è comunque parziale) che non si rivela influente, un po' tropicale e burroso all'attacco, sviluppo in bocca abbastanza asciutto, più sulla mandorla che sulla nocciola comunque. Non male: un pizzico di sale in più non guasterebbe, ma neppure questo sporca il foglio con forzature boisé o gliceriche.

Ieri sera invece:

Trento Brut Doss 24 Mesi Cembra Cantina di Montagna, LaVis, SA (12,5%, sboccatura fine 2013)
Non specifica l'uvaggio, ma questo dovrebbe essere chardonnay in purezza, con base quasi sicuramente 2010 (l'etichetta delle sboccature più recenti invece ti racconta che c'è anche un po' di pinot nero, ma azzardo che non era il caso per quanto riguarda la bottiglia da me bevuta...infatti il sito aziendale, che potrebbe non essere così aggiornato, recita 100% chardonnay per il Brut 24 Mesi). Anche a 2 anni abbondanti dalla sboccatura, ancora tutto "bianco", primario, scabro e verticalissimo...una lama che alle nostre latitudini (anche se va detto che i vigneti sono ovviamente piuttosto alti) non è facile trovare. Mi è piaciuto, anche in virtù di una carbonica non così banale in termini di finezza.

Trento Brut Perlé, Ferrari, 2007 (12,5%, sboccatura 2014)
Non scopro l'acqua calda, se dico che questo invece era decisamente più maturo, largo, orizzontale, complesso, ampio...ma alla fine pure più statico e meno coinvolgente nella beva! Uno chardonnay con le bolle molto coerente e rigoroso, comunque, credo anche con la cifra stilistica generale dell'annata.
Signora Libertà, Signorina Fantasia
così preziosa come il vino
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Re: Che si beve a GENNAIO 2016

Messaggioda Spectator » 25 gen 2016 19:52

Andyele ha scritto:
and.car ha scritto: una coppia seduti a fianco del mio tavolo hanno preso la bottiglia, poi se ne sono andati dopo due piatti lasciando li più di metà bottiglia...


Azz...avranno avuto un impulso irrefrenabile!!

...a meno che non abbiano fatto rigatino :mrgreen:


..Ho pensato la stessa cosa :mrgreen: :lol: !

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