Bevitori di Maremma

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littlewood
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda littlewood » 02 ago 2017 18:35

Quotatissimo andrea!!! :D
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gianni femminella
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda gianni femminella » 29 set 2017 11:27

Andyele ha scritto:Dai ragazzi anche in Maremma piano piano verrete tutti conquistati dai migliori vini del mondo...i syrah del Rodano!!! :D


Si stava cercando di organizzare una bevuta di sirah/grenache a metà ottobre, ma sembra che non ce la faremo e che ci orienteremo su altri vini.
Per ora sono fissate la data del 14/10, e il luogo ( Casetta santini a Sticciano scalo ), il resto è ancora incerto.

Se qualcuno vuole partecipare è il benvenuto. Andrea se non ci riesci stavolta, la prossima la facciamo a Follonica apposta per far venire anche te.
miccel
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda miccel » 16 ott 2017 11:51

Sabato scorso nuovo incontro dei bevitori sulle strade della Maremma. 8 persone – 8 sangiovesi.

PROLOGO
Piccolo problema iniziale con quelli della trattoria, che non hanno ben capito la nostra prenotazione. Ad ogni modo il locale è totalmente vuoto, quindi non ci sono problemi a farci apparecchiare un tavolo. Sistemiamo tutti i nostri calici, tiriamo fuori le nostre bottiglie stagnolate; il ragazzo smilzo dietro il bancone del bar ci osserva perplesso mentre armeggiamo coi cavatappi e apponiamo i segnabocce numerati di cartoncino sul collo dei vini stappati. Ci sediamo. Dopo un po’, innervorsito dal ritardo dell’ottavo bevitore, che non arriva, decido di andare in bagno a darmi una rinfrescata; dopo 1-2 minuti, quando esco, lo scenario è completamente cambiato: sul tavolino solo i miei 4 calici, bottiglie sparite, sagome di bevitori che escono di furia dal locale, mentre una delle bevitrici (ragazza di squisita gentilezza) si sta scusando con il titolare. Ebbene sì: avevamo sbagliato ristorante! (l’ottavo bevitore era quello che aveva prenotato e ci aspettava alla trattoria giusta…).

Batteria 1
Antico Lamole – Le Viti di Livio 2012
Castello di Monsanto – Ch. Cl. Ris. Il Poggio 2007
Rocca di Montegrossi - Ch. Cl.Vigneto San Marcellino 2006
San Patrignano – Sangiovese di Romagna Sup. Ris. Avi 2006


I preferiti nel gruppo sono stati nettamente il San Marcellino e Il Poggio.
Le Viti di Livio, purtroppo, segnato da un tappo prima leggero, poi via via crescente, di fatto da scartare e non valutabile; eppure, sotto il difetto, ho intravisto un vino per me di grande fascino, profondamente balsamico, ferroso, non carico ma tanto elegante. E’ il primo vino che ricomprerei degli otto della giornata (senza tappo, però).
Monsanto per me è sempre un problema. Non è mai mi piaciuto il loro chianti annata e anche sulla riserva ho dei dubbi, mentre Il Poggio, sentito l’anno scorso a sangiovese purosangue, avevo deciso che mi piaceva. Anche questa volta, alla cieca, è stata dura: mi piaceva il naso sciolto, libero, ma nello stesso tempo mi disturbava il frutto molto dolce, con la fragolina e il legno, e mancava anche un po’ di acidità (forse l’annata calda), ma sotto sentivo che c’era materia buona, seria. Alla fine, gira e rigira, ho trovato un grande chianti. Penso di averlo finalmente capito.
Il San Marcellino l’avevo portato io e ci tengo a dire che aveva “frollato” per sette anni nella mia cantina (che ha un’escursione inverno-estate di circa 10-23 gradi), quindi gli si può calcolare un’età reale superiore agli undici anni di etichetta. E’ un vino che mi piace tanto; per molti anni di vita ha obiettivamente troppo legno e tanta potenza accompagnata aggressività acida e tannica. Poi a un certo matura e, chi lo conosce sa cosa voglio dire, e acquista grazia e rotondità, ma mantenendo una dinamica e una sapidità che fa tanto chianti (seppure in maniera opposta al Lamole di cui sopra).
Il San Patrignano per me il peggiore della giornata, non certo perché romagnolo, ma perché troppo legnoso e aggressivo, fa il verso agli altri (specialmente a quelli dopo) ma non sembra averne le basi. Poi non è che fosse da sputare, intendiamoci.

Batteria 2
Le Ragnaie – Brunello di M. 2010
San Giusto a Rentennano – Percarlo 2005
Vecchie Terre di Montefili – Anfiteatro 2006
Cupano – Brunello di M. 2002


I preferiti dal gruppo sono stati il Brunello delle Ragnaie e l’Anfiteatro.
Il Percarlo, che è finito ultimo, si potrebbe sintetizzare così: “attenzione, vernice fresca!”. Di San Giusto apprezzo molto sia il chianti annata che le baroncole, li considero approdi sicuri. Qui però c’è, davvero, troppo di legno e di tutto; impossibile non accorgersi che la materia è di primissima scelta, ma è troppo compressa, come sepolta sotto una coltre. Può darsi che fra 5 o 10 anni il vino si aprirà e sarà il migliore di tutti, ma al momento non è così. Fra l’altro si trovava in una brutta posizione, fra il brunello delle ragnaie (vino forse non parimenti complesso ma assai buono, armonico, con un’acidità viva ma già in beva, in piacevolissima beva) e l’Anfiteatro, che lo uguagliava in complessità e anche nello stile “lavorato”, ma era decisamente più sciolto già al naso (cioè: più frutto, meno vernice) e poi, in bocca, molto più espressivo, con una nota salata, saporita territoriale (lo so, questa parola non andrebbe usata…); è stato il vino che più mi ha sorpreso, non lo avevo mai bevuto e mi aspettavo, chissà perché, che fosse il classico “bombardone”.
Cupano, ragazzi, qualcuno potrebbe storcere la bocca, ma che dire? Di certo non ha uno stile tradizionale, dentro c’era un po’ di tutto, compresa una nota abbrustolita direi sopra le righe, ma nell’insieme era era un bel vino aperto, arioso, più rilassante degli altri e ad un punto giusto di maturazione. Non lo comprerei, ma lo riberrei.
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda Andyele » 16 ott 2017 13:44

miccel ha scritto:l Percarlo, che è finito ultimo, si potrebbe sintetizzare così: “attenzione, vernice fresca!”. Di San Giusto apprezzo molto sia il chianti annata che le baroncole, li considero approdi sicuri. Qui però c’è, davvero, troppo di legno e di tutto; impossibile non accorgersi che la materia è di primissima scelta, ma è troppo compressa, come sepolta sotto una coltre. Può darsi che fra 5 o 10 anni il vino si aprirà e sarà il migliore di tutti, ma al momento non è così.


La stappattura!!!! E' possibile che in Maremma ancora non avete capito come si deve bere un Percarlo!!
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda gianni femminella » 16 ott 2017 13:58

Andyele ha scritto:
miccel ha scritto:l Percarlo, che è finito ultimo, si potrebbe sintetizzare così: “attenzione, vernice fresca!”. Di San Giusto apprezzo molto sia il chianti annata che le baroncole, li considero approdi sicuri. Qui però c’è, davvero, troppo di legno e di tutto; impossibile non accorgersi che la materia è di primissima scelta, ma è troppo compressa, come sepolta sotto una coltre. Può darsi che fra 5 o 10 anni il vino si aprirà e sarà il migliore di tutti, ma al momento non è così.


La stappattura!!!! E' possibile che in Maremma ancora non avete capito come si deve bere un Percarlo!!


Accidempoli a te Andrea, potresti anche finalmente onorarci della tua presenza una volta!
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda Alberto » 16 ott 2017 22:11

Anfiteatro in annata superlativa, Percarlo in annata "crappy"...confronto sbilanciato in partenza! :roll: :wink:
Signora Libertà, Signorina Fantasia
così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza...

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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda gianni femminella » 17 ott 2017 12:10

Lo ha già raccontato Miccel, ma siccome non mi era mai capitato di sbagliare ristorante dico la mia versione.

Un gruppo qualsiasi a cui succede di sbagliare posto mal che vada si siede, prende il menù e riflette su cosa ordinare.

Noi no, siamo entrati belli tronfi, abbiamo preso possesso di un tavolo da 8, sfoderato una trentina di calici, e occupato un tavolo per stappare le bottiglie. Infine, come se non bastasse, fatto mettere lo champagne di aperitivo in frigo.

Chiarito l'equivoco siamo fuggiti più veloci di un cambio gomme in formula 1.

Mi chiedo cosa abbia pensato il gestore.


p.s. dopo dico la mia sul vino
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda gianni femminella » 17 ott 2017 18:18

Erano singole bottiglie, quindi non vi è un giudizio sull'etichetta in particolare, ma semplicemente l'esperienza di una bevuta. Ovvero se abbiamo trovato Percarlo 2005 tra smalto e solvente non significa che Percarlo non sia buono. Forse abbiamo sbagliato a stapparla così presto, o forse a non dargli tempo per ossigenarsi o altro ancora, ma quello che abbiamo bevuto tale era.

Secondo me, se Il Poggio e Le Ragnaie hanno prevalso, è più che altro perché erano i più solari, tra due batterie di vini non certo leggiadri, anzi, piuttosto fitti e per me anche un po' cupi. Del resto si trattava di riserve o quanto meno di Brunello, non eravamo a bere robetta diluita.

Personalmente ho apprezzato la scelta di mettere sul tavolo anche qualche outsider; trovo noioso andare avanti a forza di super-etichette. E' invece bello andare a curiosare in qua e in là per trovare pregi, ma anche difetti. Perché no? Dal confronto nascono spunti interessanti.

Mi rincresce non avere a portata di mano le mie impressioni, ma Miccel ha già detto quasi tutto quello che di essenziale c'era da dire. Lui è un bevitore coi fiocchi, non perdetelo di vista.
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda landmax » 17 ott 2017 19:05

miccel ha scritto:Batteria 1
Antico Lamole – Le Viti di Livio 2012
Castello di Monsanto – Ch. Cl. Ris. Il Poggio 2007
Rocca di Montegrossi - Ch. Cl.Vigneto San Marcellino 2006
San Patrignano – Sangiovese di Romagna Sup. Ris. Avi 2006


...
Il San Patrignano per me il peggiore della giornata, non certo perché romagnolo, ma perché troppo legnoso e aggressivo, fa il verso agli altri (specialmente a quelli dopo) ma non sembra averne le basi. Poi non è che fosse da sputare, intendiamoci.


Certo, amici toscani, che se prendete come ringer uno dei peggiori sangiovesi romagnoli in circolazione allora ve la andate a cercare!!!

Provate la prossima volta con un GS di Costa Archi, o un Pietramora in annata giusta, e poi ne riparliamo! :mrgreen: :wink:
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda miccel » 17 ott 2017 19:38

gianni femminella ha scritto:Erano singole bottiglie, quindi non vi è un giudizio sull'etichetta in particolare, ma semplicemente l'esperienza di una bevuta. Ovvero se abbiamo trovato Percarlo 2005 tra smalto e solvente non significa che Percarlo non sia buono. Forse abbiamo sbagliato a stapparla così presto, o forse a non dargli tempo per ossigenarsi o altro ancora, ma quello che abbiamo bevuto tale era.

Secondo me, se Il Poggio e Le Ragnaie hanno prevalso, è più che altro perché erano i più solari, tra due batterie di vini non certo leggiadri, anzi, piuttosto fitti e per me anche un po' cupi. Del resto si trattava di riserve o quanto meno di Brunello, non eravamo a bere robetta diluita.

Personalmente ho apprezzato la scelta di mettere sul tavolo anche qualche outsider; trovo noioso andare avanti a forza di super-etichette. E' invece bello andare a curiosare in qua e in là per trovare pregi, ma anche difetti. Perché no? Dal confronto nascono spunti interessanti.

Mi rincresce non avere a portata di mano le mie impressioni, ma Miccel ha già detto quasi tutto quello che di essenziale c'era da dire. Lui è un bevitore coi fiocchi, non perdetelo di vista.

Coi fiocchi nel senso che dopo un po' di bottiglie mi devono legare :mrgreen:
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda miccel » 17 ott 2017 19:39

landmax ha scritto:
miccel ha scritto:Batteria 1
Antico Lamole – Le Viti di Livio 2012
Castello di Monsanto – Ch. Cl. Ris. Il Poggio 2007
Rocca di Montegrossi - Ch. Cl.Vigneto San Marcellino 2006
San Patrignano – Sangiovese di Romagna Sup. Ris. Avi 2006


...
Il San Patrignano per me il peggiore della giornata, non certo perché romagnolo, ma perché troppo legnoso e aggressivo, fa il verso agli altri (specialmente a quelli dopo) ma non sembra averne le basi. Poi non è che fosse da sputare, intendiamoci.


Certo, amici toscani, che se prendete come ringer uno dei peggiori sangiovesi romagnoli in circolazione allora ve la andate a cercare!!!

Provate la prossima volta con un GS di Costa Archi, o un Pietramora in annata giusta, e poi ne riparliamo! :mrgreen: :wink:

Ho un Godenza 2013 di Noelia Ricci in canna...
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda landmax » 18 ott 2017 11:00

miccel ha scritto:
landmax ha scritto:
miccel ha scritto:Batteria 1
Antico Lamole – Le Viti di Livio 2012
Castello di Monsanto – Ch. Cl. Ris. Il Poggio 2007
Rocca di Montegrossi - Ch. Cl.Vigneto San Marcellino 2006
San Patrignano – Sangiovese di Romagna Sup. Ris. Avi 2006


...
Il San Patrignano per me il peggiore della giornata, non certo perché romagnolo, ma perché troppo legnoso e aggressivo, fa il verso agli altri (specialmente a quelli dopo) ma non sembra averne le basi. Poi non è che fosse da sputare, intendiamoci.


Certo, amici toscani, che se prendete come ringer uno dei peggiori sangiovesi romagnoli in circolazione allora ve la andate a cercare!!!

Provate la prossima volta con un GS di Costa Archi, o un Pietramora in annata giusta, e poi ne riparliamo! :mrgreen: :wink:

Ho un Godenza 2013 di Noelia Ricci in canna...


Decisamente meglio :wink:
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda Mike76 » 07 giu 2020 21:33

Prima bicchierata post-quarantena dei bevitori toscani, limitrofi e affezionati...
Quello che desideravamo da così tanto (circa 3 mesi), si è avverato oggi...la libertà di bere, parlare e confrontarsi, all'aria aperta e senza barriere...
Il mattatore Roberto (Montrachet) ha proposto duelli Toscana vs. resto del mondo, e così è stato.... ma...bando alle ciance...

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Aperitivo:
Champagnino di aperitivo di Waris-Hubert con lo spago: gessoso all'ennesima potenza, come sentenziato dai più. Evaporato prima dell'antipasto e a dire il vero preceduto da due ottimi trebbiano toscani, che ci hanno deliziato prima della tenzone...nota di merito per il Capezzana 2007, andato un passo dallo sfidare il seguente franzoso...

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Bianchi:
Greto della Macchia 2009 Podere Fortuna vs. Chablis Grand Cru Les Clos 2010 Droin
Bello lo sforzo del Podere Fortuna di emulare la Borgogna... brutto lo scherzo mio di contrapporci un GC in annata di grazia... lo 0-10 dei presenti non rende giustizia alla buona prova del bianco mugellano. Per quanto riguarda Droin, che gli si può dire? Che, a distanza di un paio d'anni dall'ultima bevuta, ha tirato fuori note di affumicato che vanno ad arricchire il quadro minerale e cristallino di cui è naturalmente dotato.

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Rossi:
Montebernardi Chianti Classico Sa'Etta Ris, 2014 vs. Anjou AOC Rouge Pompois 2016 Nicolas Reau
Complimenti a Roberto (Montrachet) che ha fatto a scaletta...diabolico nel mettere un leggero Sangiovese, profumato e snello, contro un erbaceo Cabernet, che per chiusura iniziale, non è stato percepito come tale...poi si è rivelato, vincendo di un soffio la sfida (4-6), con il sottoscritto che ha preferito il Sangiovese toscano...
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Riecine Rosso 2014 vs. Etna Rosso DOC "Aithòs"
Qui si sale, con il sangiovese preferito dai più(9-1)...però il Nerello mi ha dimostrato quanto ti può convincere di essere un Borgogna, e quanto può mettere in difficoltà anche un buon Sangiovese... certo, questo era ottimo, quindi...

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Suisassi" Costa Toscana Syrah IGP Duemani 2007 vs. "Habemus" San Giovenale 2013

Questi due Syrah (il primo -toscano- in purezza, il secondo -laziale- in uvaggio con Grenache, Carignano e Tempranillo) hanno ingannato tutti...il primo timbrato come un Supertuscan (e lo è, in effetti...anche se non del Chianti, come mi era parso...) e il secondo che sembrava un bordolese non di Bordeaux, poi rivelatosi un gran outsider... sfida vinta 7-3 dal primo, ma sul filo di lana...
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Brunello di Montalcino 2010 Valdicava vs. Taurasi Riserva "Poliphemo" Luigi Tecce 2008

La sfida più equilibrata, tra un Sangiovese e un Aglianico maturi. Non ho registrato un vincitore, ma qui non si poteva sbagliare: due grandi bottiglie.

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Il fuoriclasse: Hermitage AOC "La Chapelle" 1998 - Paul Jaboulet Aîné
Tra i vini della "roulette russa" che aveva portato Roberto per il suo comple-onomastico, ho fomentato i presenti per scegliere questo...rinunciando ad altri capolavori, tra i quali un Vosne di Rouget maturo...
Rodano maturo batte tutti, dicevo io...e così è stato stappato, anche se il malcapitato Syrah ha avuto poco tempo per esprimersi ed è stato sballottato in macchina prima di essere seccato senza ritegno.
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Ce ne torniamo tutti a casa belli contenti ed ebbri.
Alla prossima...
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ale1984
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda ale1984 » 07 giu 2020 23:05

Complimenti, bellissima bevuta!

Se solo non foste così lontani!!!
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda miccel » 08 giu 2020 11:45

Due impressioni personali messe giù velocemente ieri sera dopo 5 ore di bevuta e lunga passeggiata defatigante. 
Per me vincitore indiscusso è l'Hermitage 98, micidiale nel conservare il frutto diretto e quasi infantile della syrah, che non avrà la raffinatezza di quello dei sangio, nebbioli e pinot noir, ma qui è conservato integro in maniera naturale nonostante l'età e la potenza della struttura come accade solo nei vini superiori. 
Riecine 2014 ha tutta la grazia del sangiovese, per qualche momento l'Etna che gli stava accanto sembra farcela, ma poi Riecine rilanciava sempre mentre l'altro si spengeva. Riecine non avrà la complessità delle grandi annate ma adesso è un elegante piacere. Molto elegante.
L'altro che mi è piaciuto molto è il Taurasi Poliphemo 2008 di Tecce, non subito esplicito, ma cresceva tanto in bocca e progressivamente, senza strappi, molto goloso e ampio, mentre Valdicava che gli stava accanto non mi ha convinto, considerando che parliamo di brunello e 2010 l'ho trovato un po' piatto. Però eravamo alla fine, quindi giudizio rivedibile.
Fra Saetta Montebernardi 2014 e il cabernet franc, batteria contesa, io sono in minoranza, ho preferito il Chianti. Apprezzato l'approccio anticonformista e non peso di Reau ma, fra sentori officina meccanica, fiori di cimitero e persistente tabacco finale, per me mancava armonia rispetto a una struttura in bocca decisamente semplice. 
7 e 8 (Suisassi e Habemus) difetto contrario, vini di qualità elevata ma un po' di altra epoca, concentrati, poco bevibili. Entrambi salvati da una sapidità che li verticalizzava un po', ma entrambi fra l'altro cari, ora come ora non li sceglierei anche se cattivi non sono, il primo in particolare. Ma non era la mia batteria. 
Champagne molto buono.
Chardonnay: il Fortuna 2009 non avrebbe neanche demeritato, ma messo accanto a uno Chablis grand cru 2010, era come esordienti contro serie A. Un Le Clos buono e con margine ancora. 
Raina Peschiera facile e godibile senza pretesa ma goloso. Il Trebbiano di Capezzana 2007 opposto, mirabile per come ha retto il tempo ma molto legnoso, andrebbe provato a tutto pasto per vedere se non stucca. 
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda vinogodi » 08 giu 2020 12:58

miccel ha scritto:...ma cresceva tanto in bocca e progressivamente, senza strappi, molto goloso e ampio.. 
...Malena la Pugliese non avrebbe potuto descriverlo meglio... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda miccel » 08 giu 2020 13:41

vinogodi ha scritto:
miccel ha scritto:...ma cresceva tanto in bocca e progressivamente, senza strappi, molto goloso e ampio.. 
...Malena la Pugliese non avrebbe potuto descriverlo meglio... 8)

:lol: :lol:
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Re: Bevitori di Maremma

Messaggioda littlewood » 08 giu 2020 15:11

miccel ha scritto:Due impressioni personali messe giù velocemente ieri sera dopo 5 ore di bevuta e lunga passeggiata defatigante. 
Per me vincitore indiscusso è l'Hermitage 98, micidiale nel conservare il frutto diretto e quasi infantile della syrah, che non avrà la raffinatezza di quello dei sangio, nebbioli e pinot noir, ma qui è conservato integro in maniera naturale nonostante l'età e la potenza della struttura come accade solo nei vini superiori. 
Riecine 2014 ha tutta la grazia del sangiovese, per qualche momento l'Etna che gli stava accanto sembra farcela, ma poi Riecine rilanciava sempre mentre l'altro si spengeva. Riecine non avrà la complessità delle grandi annate ma adesso è un elegante piacere. Molto elegante.
L'altro che mi è piaciuto molto è il Taurasi Poliphemo 2008 di Tecce, non subito esplicito, ma cresceva tanto in bocca e progressivamente, senza strappi, molto goloso e ampio, mentre Valdicava che gli stava accanto non mi ha convinto, considerando che parliamo di brunello e 2010 l'ho trovato un po' piatto. Però eravamo alla fine, quindi giudizio rivedibile.
Fra Saetta Montebernardi 2014 e il cabernet franc, batteria contesa, io sono in minoranza, ho preferito il Chianti. Apprezzato l'approccio anticonformista e non peso di Reau ma, fra sentori officina meccanica, fiori di cimitero e persistente tabacco finale, per me mancava armonia rispetto a una struttura in bocca decisamente semplice. 
7 e 8 (Suisassi e Habemus) difetto contrario, vini di qualità elevata ma un po' di altra epoca, concentrati, poco bevibili. Entrambi salvati da una sapidità che li verticalizzava un po', ma entrambi fra l'altro cari, ora come ora non li sceglierei anche se cattivi non sono, il primo in particolare. Ma non era la mia batteria. 
Champagne molto buono.
Chardonnay: il Fortuna 2009 non avrebbe neanche demeritato, ma messo accanto a uno Chablis grand cru 2010, era come esordienti contro serie A. Un Le Clos buono e con margine ancora. 
Raina Peschiera facile e godibile senza pretesa ma goloso. Il Trebbiano di Capezzana 2007 opposto, mirabile per come ha retto il tempo ma molto legnoso, andrebbe provato a tutto pasto per vedere se non stucca. 

Valdicava era il base...li ci sarebbe voluto il madonna del piano....nn c' era partita!

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