BORDEAUX 2015

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:47

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:48

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:48

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:49

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:49

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:49

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:50

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:50

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:51

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:51

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:52

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Messaggioda Kalosartipos » 20 apr 2015 06:52

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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda landmax » 20 apr 2015 09:48

videodrome ha scritto:Miani e Le Pin, com'è andato il confronto?


Due grandissimi vini, senza ombra di dubbio. A mio parere, Le Pin vince la sfida, e non di poco, in virtù di uno slancio di beva superiore, giocato su una speziatura finissima ed una freschezza rimarchevole. Sembrava decisamente più giovane rispetto al vino di Pontoni, ancora non pienamente sfaccettato nei profumi, ma la bocca... di una energia e forza motrice indescrivibili!!! Il più grande merlot mai assaggiato finora, due giri secchi al Petrus '99 bevuto l'anno scorso (vino deludente in assoluto).

Comunque non che Miani sia men che eccellente, intendiamoci, un vino di un equilibrio mirabile.
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Messaggioda videodrome » 20 apr 2015 10:07

landmax ha scritto:
videodrome ha scritto:Miani e Le Pin, com'è andato il confronto?


Due grandissimi vini, senza ombra di dubbio. A mio parere, Le Pin vince la sfida, e non di poco, in virtù di uno slancio di beva superiore, giocato su una speziatura finissima ed una freschezza rimarchevole. Sembrava decisamente più giovane rispetto al vino di Pontoni, ancora non pienamente sfaccettato nei profumi, ma la bocca... di una energia e forza motrice indescrivibili!!! Il più grande merlot mai assaggiato finora, due giri secchi al Petrus '99 bevuto l'anno scorso (vino deludente in assoluto).

Comunque non che Miani sia men che eccellente, intendiamoci, un vino di un equilibrio mirabile.

Qualcosa anche su angelus '99, grazie
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Messaggioda Smarco » 20 apr 2015 11:56

Margaux 99 :?:
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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 14:19

A parte sta sfilza di foto.....nessuno che ha voglia di dire due cose su questa stupenda serie di vini ??? O gli ospiti di Marco non sono piu' nemmeno forumisti ???? :lol: :lol: su,su...dai....... 8) 8)
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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda zampaflex » 20 apr 2015 15:14

arnaldo ha scritto:A parte sta sfilza di foto.....nessuno che ha voglia di dire due cose su questa stupenda serie di vini ??? O gli ospiti di Marco non sono piu' nemmeno forumisti ???? :lol: :lol: su,su...dai....... 8) 8)


Io posterò qualche noticina domani, oggi non riesco. Riuscirai a trattenere la tua curiosità? :D
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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 15:34

Si Zampa. Ti aspetto. Ehi...ma che bellissimo spam appena sopra....... :shock: :shock: :D :D
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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda vinogodi » 20 apr 2015 16:26

...'un c'ho tempo di postare dettagliatamente, spero stasera...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda tenente Drogo » 20 apr 2015 16:37

arnaldo ha scritto:Si Zampa. Ti aspetto. Ehi...ma che bellissimo spam appena sopra....... :shock: :shock: :D :D


spam rimosso!
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda vinogodi » 20 apr 2015 21:26

.......ah ... ho rettificato (cancellandolo) un mio intervento precedente perchè qualcuno ha interpretato male e sembrava me la fossi un pò presa perchè se n'era andato senza un saluto caloroso, per la qual cosa in alcuni si sono sentiti in dovere di scrivermi in MP per ripropormi i saluti :lol: ... diciamo che ..."insalutato ospite" era riferito ad altro ... :lol: massì , siamo stati bene e alla prossima...
Ultima modifica di vinogodi il 21 apr 2015 09:20, modificato 2 volte in totale.
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda vinogodi » 20 apr 2015 21:43

...comunque partirei dagli aperitivi:
- Le Mesnil dai bei profumi floreali , di piacevolezza estrema anche per la pulizia e freschezza in bocca. Chiude decisamente netto e lascia un qualcosa di incompiuto, ma eccellente come aperitivo : :D :D :)
- Brut De Carlini: questo ha una bella droiture, è accattivante per nota decisamente fruttata con accenno godurioso di lime. La bocca non è amplissima ma di bella efficacia, pulisce il palato e lo rende felice: :D :D :D
- Il 2002 di Maso Martis è davvero buono e , dico, rivaleggia con il Giulio per forza ed eleganza. Non dico un'eresia, basta sentirlo. Già lo conoscevo ma questa è una conferma e penso che nel firmamento delle bolle italiane , il Giulio non corre più da solo e , comunque, questo si piazza davvero bene. Sono felice perchè assieme al D'Antan della Scolca dell'altra sera e ai due gioiellini di Handemburg (il millesimato e il Pas Dosé) , il panorama italico ruttante sta dando una svolta positivissima... attenti, Reims è lontana, ma fuori da quei confini ci siamo noi... :D :D :D :D
- RD 1995 Philippart: Champagne ancien Régime, con il leggero grasso rancido di sottofondo che emoziona tanto i vecchi champagnisti , una bocca solenne e ben registrata su note di mallo oltre che frutta matura. Champagnone per chi ama le sensazioni forti ma retrò, non certo comunque di semplicissima beva, quasi da meditazione e formaggi : :D :D :D :)
- Vintage Krug 1995 : una belva feroce, non lo ricordavo così giovanile. Potente, digrignante, quasi violento sia all'olfatto , dove è Krug fino al midollo, alla bocca assassina agrumata al limite del limonoso, ma con una struttura ciclopica. E' ricco e basta, riempie la bocca in maniera contraddittoria ma affascinante, un pò la bastona, un pò l'accarezza .... :D :D :D :D :)
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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda vinogodi » 20 apr 2015 22:10

...nota di merito per il vino d'apertura, che voleva essere una celebrazione dei 40 anni compiuti da poco da Marcolanc , neo arrivato in Bue House assieme ad Emanuela, che ha rappresentato, quest'ultima, una quota rosa sempre necessaria per donare grazia a queste bicchierate ormai diventate un pò misogine e orfane delle varie Aruam, WWines, Cat, Amica Speck ecc..Dicevo del Vigorello: il vino decisamente più "chiaro" della serata , ma luminosa era la sua parabola nel bicchiere. Soffuso, minerale, delicato in mezzo a quei marcantoni di bordolesi. Con grazia si impossessava del bicchiere e accarezzava i palati, mantenendo una freschezza invitabile senza sedersi nel tempo, anzi, dando grande prova di sostanza e tenuta. Vino incantevole per poesia e prelibatezza, eleganza ed equilibrio: chapeau ... :D :D :D :D
- Angelus 1999 : golosissimo e un pò troia, bei tannini tondi in una veste porpora viva, elettrizzante, integra. Il naso non era un mostro di complessità ma faceva vibrare per un frutto "maroniano", croccante ed efficace. Bocca al solito sensuale e quasi rotonda, non disgiunta da bella acidità equilibratrice e tannini tondi e vellutati. Bello lasciarsi adagiare alla sua nenia... :D :D :D :D (in valori relativi alla serata , perchè parametrizzandolo alla maggior parte dei bordolesi italici, qui saremmo nei pressi dei 95/100 , mentre nel contesto ... diciamo 92-93/100)
- Trinoro 1999 ... minchia chebbuono e che forza espressiva. Rosso fuoco, nespole, ciliege, persino soffusa balsamicità, poi ancora un pò di cacao, poi un leggerissimo tabacco dolce ... bocca ampia, morbida, carezzevole ma vigorosa. Impatta l'Angelus e non mi sembra risultato da poco... :D :D :D :D
- Chateau Cheval Blanc 1999 ... chissà perchè, non ha fatto discutere più di tanto ma l'ho ritenuto senza meno uno dei campioni della serata. Sensuale all'inverosibile al limite dell'erotico, era rosso scarlatto con nessuna concessione al cedimento cromatico. E' profumatissimo di rovi e mirtilli, mon chéri , polpa di ciliegia matura (perchè la ciliegia non ha odori). E' scaltro nel districarsi fra i mendri delle papille, dove prima di scomparire te le ammalia come il canto di una sirena. Chissà perchè è sempre uno dei miei vini preferiti ... :D :D :D :D :)
- Chateau Le Pin : è un mostro organolettico e il più grande Merlot del pianeta assieme a quello di Miani: sono anni che lo affermo e lo riconfermo. Quello di ieri era perfetto e probabilmente all'apice, perchè un Merlot non so cosa possa dare di più in termini di apice qualitativo assoluto . Petrus ( e Masseto) gli fanno una pippa, ma lo sapevo da tempo, non è la prima volta che affronto l'argomento (con i bicchieri davanti)n e sono felice di averlo condiviso con gli amici presenti che finalemnte ne hanno una conferma fisica : :D :D :D :D :D
- Merlo Miani: checchè ne dica Landmax, che rimane grandissimo degustatore, non lo ritengo molto da meno di le Pin. Anzi, è meno baldanzoso ma altrettanto complesso. Articolato, formidabile per variegatura, stratificazione e mineralità . Rimane in piedi anche di fronte al mostro precedente e lo affronta impavido: le bocche assetate hanno ringraziato a lungo ... :D :D :D :D :)
(continua)
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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda george7179 » 20 apr 2015 23:13

Come sempre gran bevuta... quale modo migliore per festeggiare il pargolo...

Veniamo a noi, partiamo dagli aperitivi, che dire, quando c'è un Krug per gli altri restano le briciole, insomma ennesima bottiglia da incorniciare, sublime, con una potenza ed una persistenza paurose. Un fantastico gusto poliedrico che andava dal caramello, all'arancia passando da note tostate e cremose. Da paura!!!
Prima triade: gran sorpresa il Trinoro, un fruttone intatto e potentissimo, perde in complessità rispetto ai francesi... soprattutto lo Cheval, davvero fantastico ed ancora giovanissimo.
Veniamo ai Merlot... che dire, due vini supremi, Le Pin incarna la perfezione, forse non ho mai sentito un vino così perfetto in tutte le sue parti, un profumo ammaliante, una bocca di una perfezione disarmante, un equilibrio supremo tra eleganza, potenza e persistenza. Il tutto con una complessità a dir poco incredibile... spezie, frutta, cioccolato. INCREDIBILE. Miani regge la sfida, forse carente se confrontiamo il profumo, ma con una bocca di una potenza che tiene tranquillamente testa a Le Pin. Peccato non aver avuto anche un Masseto per capire dove si sarebbe posizionato (cioè a che distanza... :D )
Passiamo ai cannoni della rive gauche... che dire, tutti di grande freschezza, potenza e multisfacettati, se devo citarne un paio che svettano sugli altri di quei pochi punti che separano l'eccellenza dalla perfezione... bè dico Mouton e Haut Brion, il primo per la grande freschezza, abbinata ad una complessità stupenda di frutta, tabacco, spezie, incenso, peperone, ne avrei bevuto a secchi, il secondo perchè diverso da tutti gli altri, uno stile tutto suo che a me piace tantissimo, un mix di tabacco, caffè e Rhum (di quello buono). Mi ricordavo la bottiglia dello scorso anno e questa è stata una graditissima conferma!
Chiusura con un Yquem che abbinato ai formaggi è sempre una grandissima goduria!

Come sempre un grazie a Marco per la possibilità che da a tutti di di bere vini di questo livello tutti insieme!

Stefano
#23# "The best there ever was, the best there ever will be" #23#
marcolanc
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Re: BORDEAUX 2015

Messaggioda marcolanc » 21 apr 2015 02:02

Doverosa premessa: non sono tra i fortunati che bevono certi mostri frequentemente. Anzi, molti vini bevuti ieri non li avevo mai assaggiati prima e credo che difficilmente mi capiterà l'occasione di risentirli (vedi, per esempio, la "chicca" iniziale Vigorello...). Di conseguenza, l'emozione è stata veramente tanta... Ma non cerchiamo prima di tutto questo, nel vino? Emozioni. Per cui perdonatemi se le note di seguito non saranno "da manuale", ma spero di trasmettervi almeno una piccola parte delle sensazioni straordinarie che mi ha regalato la bevuta di ieri.
La giornata è cominciata bene: ottima compagnia durante il viaggio (i miei conterranei romagnoli Landmax e Vinobonum ed il romano-ma-non-momanista Tenente Drogo :D) ed arriviamo in anticipo a destinazione (ma non abbastanza in anticipo: siamo tra gli ultimi!).
Finalmente conosco personalmente Vinogodi, di cui avevo letto una marea di commenti a bevute strepitose, e si parte!

Pre-aperitivi
Le Mesnil: è quel che voglio nel bicchiere prima di pranzo. La bella freschezza di un Blanc de blancs ben fatto, senza troppi fronzoli. Magari un pelo cortino, ma bene così.
Jean Yves de Carlini: un altro buon pre-aperitivo, altrettanto interessante. Anche qui, la freschezza dello Chardonnay regala una bevibilità notevole, ma il Pinot Noir aggiunge quelle note di piccoli frutti rossi che me lo fanno preferire. Non ne chiedo un altro bicchiere solo perché sono conscio della montagna che ci aspetta...

Aperitivi
Madame Martis 2004: la "riserva delle riserve" di un produttore che ho conosciuto relativamente di recente, ma che ho subito apprezzato. Premesso che per quanto mi riguarda avrei potuto tranquillamente confonderlo con un buono champagne, la gioventù di questo spumante non ne riduce la complessità. Anche qui, frutti rossi in evidenza, con una mineralità splendida a conferirgli grande struttura. Grazie, George!!!
Philippart RD 1995: uno champagne inusuale, almeno per quanto mi riguarda. Per certi versi, mi ha ricordato l'NPU di Paillard, che quando mi capitò per la prima volta nel bicchiere mi fece pensare a qualche problema di ossidazione. Anche in questo caso, il pain d'épices incornicia un concentrato di sapidità e mineralità, che evolve nel bicchiere in modo sorprendente, ricordandomi dopo un po' di tempo al naso la dolcezza quasi graffiante di certi rum agricoli. Lo riproverei volentieri!
Krug 1995: per quanto i precedenti bicchieri mi avessero impressionato, qui si cambia decisamente passo. Un vino strabordante, che associa potenza a finezza con grande armonia, il tutto accompagnato da un perlage di estremamente fine. C'è davvero tutto, in questo vino, che fa della tridimensionalità la sua cifra: evoluzione in bocca ed evoluzione nel bicchiere ne variano continuamente le note. Meriterebbe, lui da solo, un'intera giornata. Ma siamo solo all'inizio...

Primo tempo
Vigorello 1975: una sorpresa che Marco ci ha voluto riservare, per "colpa" del sottoscritto, che il giorno prima festeggiava esattamente 40 anni, come il gioiellino versato nel bicchiere. In una parola, lo definirei commovente. Pensare di avere tra le mani un pezzo fondamentale dell'enologia italiana mi dà i brividi. Ma, indipendentemente dall'aspetto "romantico", le vere sorprese le regalano naso e palato, che scoprono un vino inaspettatamente vivace, nella sua terziarizzazione. Aggiungo un particolare: portato a casa e riassaggiato stasera, si è confermato clamorosamente integro, senza la minima nota di ossidazione.
Angelus 1999: si parte da questo Saint Émilion ricco, dal tannino evidente, rotondo. Ma ancora prima del naso e del palato, ad essere colpita è la vista: una densità ed una intensità cromatica che personalmente (essendo piuttosto ignorante in materia) mi sorprendono, pensando ai 16 anni di questo vino, che magari non saranno molti in relazione alla tipologia, ma neppure pochissimi in termini assoluti. Lo so, sono ripetitivo, ma anche in questo caso, considerando l'evoluzione nel bicchiere, si potrebbe passare l'intera giornata solamente con lui.
Trinoro 1999: un'altra "chicca" didattica, che non sfigura affatto tra i cugini d'oltralpe. Anzi, per il mio modesto gusto, associa ad una potenza non inferiore all'Angelus, anche una finezza notevole, che lo rende estremamente piacevole.
Cheval Blanc 1999: l'ho tenuto nel bicchiere per un'ora e mi pare di avere bevuto dieci vini diversi. La differenza tra Cheval Blanc ed i vini precedenti, per me, sta principalmente nella sua impressionante multi-dimensionalità, oltre che in una suadenza impressionante.
Le Pin 1999 e Miani 1999: li commento insieme, perché insieme li abbiamo iniziati ad assaggiare (ma il mio Le Pin è rimasto nel bicchiere praticamente fino al momento di bere Yquem). Per quanto mi riguarda, quello di Miani è un grande Merlot, di cui mi ha impressionato la persistenza. Ma, sempre per i miei gusti, è un pelino troppo "muscoloso". Ma forse la vera "sfortuna" (si fa per dire! :D) è di averlo bevuto di fianco a Le Pin, a cui ha comunque tenuto fieramente testa. Descrizione sintetica su quest'ultimo: ne avrei bevuto un barile! Un vino di una sensualità esagerata (aggettivo che Marco/Vinogodi aveva usato per Cheval Blanc, ma che credo di non fare peccato a trasferire su questo fuoriclasse), che gioca tra piccoli frutti rossi e note speziate, tra vellutato tannino e strepitosa acidità... insomma, veramente indimenticabile.

Secondo tempo
Cos d'Estournel 1995: saltiamo sulla rive gauche, con questo ventenne che pare un ragazzino (molto tosto!) già solo a guardarlo nel bicchiere, col suo rosso quasi impenetrabile. In bocca è vivace, erbaceo e speziato, con un tannino imponente ma pure finissimo.
Margaux 1999: a causa dell'imprevisto sul '94, è l'unico versato senza stagnola e quindi è anche l'unico che riconosco immediatamente! :D Mi impressiona l'immediata gradevolezza che rivela, nonostante i pochi secondi passati tra l'apertura della bottiglia e il passaggio al bicchiere. Detto questo, forse non sarà il vino della giornata (parlo per me, ma non mi stupirei se per altri presenti lo fosse stato), ma a mio avviso è l'esempio più clamoroso di eleganza: un naso delicatissimo, un tannino di pura seta. Ma a questa grande finezza, Chateau Margaux affianca uno spessore enorme, con evidenti note "terrose", che si affiancano al tabacco, ma anche ai piccoli frutti rossi, alle spezie. Siamo saliti sull'Olimpo.
Lafite 1991: da un gigante all'altro. Ho fotografato i miei tre bicchieri, che in quel momento contenevano Le Pin, Margaux e Lafite, e conserverò per sempre quell'immagine. Tre mostri con personalità totalmente diverse (in particolare Le Pin, per ovvi motivi), ma di dimensioni ugualmente enormi. Alla sensualità di Le Pin ed all'eleganza di Margaux, Chateau Lafite risponde con un'austerità quasi imbarazzante.
Mouton 1974: pensare che fino a due anni prima di questa vendemmia, il Mouton Rothschild non era annoverato tra i 1er Grand Cru è sorprendente. Qualche anno fa, bevvi con tre amici un Mouton 1970 notevolissimo, di cui conservo ancora la bottiglia vuota, che ovviamente sull'etichetta non poteva riportare (non essendolo) il titolo di 1er Grand Cru, dovendosi accontentare di un'opera appositamente realizzata da Chagall (l'etichetta 1974 fu invece realizzata da Robert Motherwell). Forse non raggiunge l'eleganza del Margaux, forse non raggiunge l'austerità del Lafite, ma le rare volte che ho assaggiato un Mouton mi ha sempre entusiasmato. E questa volta non fa eccezione: prevale una nota floreale a fare da contorno ad una complessità di sapori che vanno dai piccoli frutti rossi al tabacco, dalla liquirizia alle spezie. Rimane anche in questa annata uno dei miei vini preferiti.
Sassicaia 1978: la poesia della bottiglia storica deve fare i conti con il tempo, che con questo vino è stato meno galantuomo che con gli altri bevuti con lui. Il naso è a mio parere tutt'altro che piacevole e anche in bocca mi dà l'idea di essere arrivato al capolinea. Probabilmente, in un altro contesto, avrei insistito un po' di più, alla ricerca di note apprezzabili. Ma avendo a disposizione assaggi di livello esagerato, abbandono dopo poco la sfida...
Haut Brion 1974: spesso mi sono chiesto perché qualche amico più avvezzo di me in tema di Bordeaux mi nominasse sempre come vino-emblema di questa regione l'Haut Brion. Ieri, avendolo provato per la seconda volta in vita mia (ed in una situazione certamente più favorevole della precedente), ho cominciato a capirlo: mi è sembrato un vino praticamente perfetto, tanto al naso, profondo e complesso, quanto in bocca, dove sprigiona una quantità ed una qualità di sapori strepitosi e lunghissimi, mantenendo un'eleganza spettacolare, grazie ad un tannino di trama finissima e una freschezza che per me è un mistero, considerando i 41 anni trascorsi dalla vendemmia (ma questo discorso si potrebbe allargare a quasi tutti i vini bevuti in questa occasione). Vino della giornata? Sì, ma per me con Le Pin e Mouton Rothschild.
Latour 1974: a mio parere, un po' meno piacevole dell'Haut Brion. Sarà colpa del litro (più o meno...) di vino ingurgitato precedentemente (io non butto via niente! :D), ma mi ha lasciato qualche perplessità. Ovvio che in altre situazioni sarei rimasto in ginocchio ad adorarlo per un'ora, ma in questo caso mi sono potuto concedere il lusso di non lasciarmi impressionare.

Chiusura
Yquem 1994: partiamo da un presupposto. Ci saranno Riesling Trockenbeerenauslese che lo surclassano, ci saranno Tokaji Eszencia che lo fanno dimenticare, ci sarà una mezza tonnellata di solforosa e chi più ne ha più ne metta, ma io quando ho un Yquem nel bicchiere, sono sempre stracontento! E stavolta il piacere è stato amplificato da un abbinamento perfetto. Detto questo, il caso ha voluto che recentemente avessi bevuto con alcuni amici lo stesso vino nella medesima annata, ma in mezzina. Risultato: due vini con un'evoluzione completamente diversa. Quello in mezzina pareva che avesse il doppio degli anni di questo e paradossalmente mi è sembrato che avesse anche guadagnato in complessità. Ad ogni modo, il 1994 non è stato un anno particolarmente entusiasmante per Yquem, ma forse anche per questo lo trovo tra i più pronti della sua decade (per non parlare di quella successiva, che per me è da lasciare in pace per un pezzo). Colgo l'occasione per lanciare un appello: se qualcuno ha in casa un po' di Yquem da buttare perché lo trova banale, eccessivo, "finto" (tutte cose che negli anni mi è capitato di sentire), mi candido a fare io la raccolta differenziata! :D

Mi fermo qui... Generalmente partecipo poco attivamente alla vita del forum, ma mi sembrava il minimo dare il mio piccolo (e sicuramente anti-autorevole!) contributo, condividendo un po' delle emozioni che mi sono state regalate da questa splendida giornata.
Ci tengo a ringraziare nuovamente il mio omonimo Vinogodi, che mi ha permesso di tornare a casa molto più ricco (e anche con un bel ricordo!), e tutti i presenti per la splendida accoglienza (temevo veramente di viverla da pesce fuor d'acqua!).

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